Lazio, Voucher Digitalizzazione PMI 2026 proroga al 5 novembre

Lazio, Voucher Digitalizzazione PMI 2026: proroga al 5 novembre e fino a 150.000 euro a fondo perduto

Regione Lazio ha prorogato il termine per partecipare al Voucher Digitalizzazione PMI 2026, misura da 15 milioni di euro destinata alla trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese.

La precedente scadenza del 29 ottobre 2026 è stata spostata alle:

ore 17:00 del 5 novembre 2026.

La proroga è stata disposta con Determinazione G14831 del 27 ottobre 2026. Le domande continuano a essere presentate esclusivamente attraverso GeCoWEB Plus.

Il contributo è interamente a fondo perduto, in regime de minimis, e può raggiungere:

  • 50.000 euro per una microimpresa;
  • 100.000 euro per una piccola impresa;
  • 150.000 euro per una media impresa.

Ma il meccanismo del bando è diverso da quello di un normale contributo percentuale sulle fatture: gli importi riconosciuti sono somme forfettarie predeterminate per ciascun tipo di intervento digitale.

Cosa è cambiato rispetto alla comunicazione Neskey del 1° ottobre

La prima comunicazione Neskey indicava:

scadenza 29 ottobre 2026.

L’aggiornamento ricevuto il 29 ottobre indica:

scadenza 5 novembre 2026.

Gli altri elementi fondamentali restano invariati:

  • procedura a graduatoria;
  • 15 milioni di dotazione;
  • fondo perduto;
  • massimale fino a 150.000 euro.

La Regione ha confermato ufficialmente la proroga il 28 ottobre e Lazio Innova l’ha ribadita il 29 ottobre.

Non è un click day

Questo è uno degli aspetti migliori della misura.

Le imprese non vengono finanziate nell’ordine in cui riescono a premere il pulsante “Invia”.

Le domande vengono ordinate sulla base di un punteggio fino a 100 punti e avviate a istruttoria secondo la graduatoria ottenuta.

Quindi presentare la domanda il 30 settembre oppure il 4 novembre non attribuisce automaticamente un vantaggio.

È molto più importante calcolare correttamente il punteggio prima dell’invio.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le PMI che:

  • rispettano la definizione europea di micro, piccola o media impresa;
  • sono iscritte al Registro delle Imprese;
  • dispongono di una sede operativa nel Lazio nella quale viene svolta l’attività oggetto dell’agevolazione.

C’è però una possibilità interessante.

La sede operativa nel Lazio può essere acquisita anche successivamente alla domanda, purché esista entro la richiesta di erogazione e l’apertura della sede sia già descritta, giustificata e documentata nel progetto iniziale.

Questo permette anche a un’impresa che oggi opera fuori regione di impostare un investimento per aprire una nuova unità operativa nel Lazio, a condizione che tutta l’operazione sia costruita correttamente fin dalla candidatura.

Un solo progetto per impresa

Ciascuna PMI può ottenere il finanziamento di:

un solo progetto.

Il progetto deve inoltre essere realizzato da una singola PMI: non è una misura costruita per ATI, reti o progetti aggregati.

Attenzione a chi ha già ottenuto un Voucher Digitalizzazione Lazio

Le aziende che hanno già beneficiato delle precedenti edizioni non sono automaticamente escluse.

Tuttavia:

  1. alla data della nuova domanda deve risultare già presentata la richiesta di erogazione relativa al precedente contributo;
  2. non può essere nuovamente finanziata la stessa tipologia di intervento già agevolata nelle precedenti edizioni.

Esempio: se un’impresa ha già ottenuto un contributo per una determinata tipologia Cloud in una precedente edizione, non può semplicemente ripresentare quella stessa tipologia nel 2026.

La verifica dello storico dei Voucher è quindi uno dei primi controlli da effettuare.

Cinque famiglie di investimenti

Il bando finanzia cinque grandi categorie:

A. Diagnosi Digitale

B. Digital Workplace

C. Digital Commerce & Engagement

D. Cloud Computing

E. Cyber Security.

Non tutte sono però utilizzabili indistintamente da tutte le imprese.

Microimprese: niente Diagnosi Digitale finanziata e niente Cyber Security

Le microimprese possono utilizzare:

  • Digital Workplace;
  • Digital Commerce & Engagement;
  • Cloud Computing.

Non possono invece ricevere il contributo previsto per:

  • Diagnosi Digitale;
  • Cyber Security.

Devono comunque allegare alla domanda una Relazione sulla Digitalizzazione, con un’autovalutazione che spieghi e giustifichi gli interventi scelti.

Questa è una distinzione importante, perché il massimale teorico da 50.000 euro non significa che qualsiasi microimpresa possa combinare liberamente tutte le cinque linee.

Piccole e medie imprese: Diagnosi Digitale obbligatoria

Per le piccole e medie imprese la situazione si ribalta.

La Diagnosi Digitale è obbligatoria e deve motivare gli interventi B, C, D ed E inseriti nel progetto.

Il progetto però non può essere costituito esclusivamente dalla diagnosi: deve comprendere almeno uno degli interventi digitali operativi.

La Diagnosi viene completata:

  • ex ante, prima della realizzazione;
  • ex post, per attestare quanto effettivamente realizzato.

Per l’erogazione, la parte ex post deve essere predisposta dallo stesso Innovation Manager indipendente che ha realizzato quella ex ante.

Gli importi sono già prestabiliti

Qui sta la particolarità principale del bando.

Non funziona così:

compro un software da 20.000 euro e Regione Lazio mi rimborsa il 50%.

Funziona invece attraverso importi forfettari stabiliti in anticipo.

Intervento Micro Piccola Media
Diagnosi Digitale — €8.162,40 €21.427,20
Digital Workplace €2.270,40 per addetto €2.270,40 per addetto €2.270,40 per addetto
Digital Commerce & Engagement €4.954,80 €8.125,20 €15.873,60
Cloud – Application Server €17.683,20 €17.683,20 €17.683,20
Cloud – Database Server €27.656,40 €27.656,40 €27.656,40
Cloud – Web Server €14.076,00 €14.076,00 €14.076,00
Cloud – Database Backup €5.593,20 €5.593,20 €5.593,20
Cyber Security — €14.656,80 €44.917,20

Questi importi comprendono anche la componente relativa ai costi diretti del personale calcolata con il tasso forfettario del 20%.

Digital Workplace: 2.270,40 euro per ogni addetto

La linea Digital Workplace è particolarmente interessante per le imprese con personale.

Il contributo è pari a:

2.270,40 euro per addetto.

Il numero massimo utilizzabile è quello risultante dall’Attestazione della denuncia contributiva INPS relativa a luglio 2026.

Esempio:

un’impresa con 10 addetti può teoricamente ottenere:

10 × 2.270,40 = 22.704 euro.

Con 20 addetti:

45.408 euro.

Naturalmente occorre poi rispettare il massimale complessivo legato alla dimensione dell’impresa.

Non è un bonus per comprare computer

Questo punto è importante.

Digital Workplace riguarda applicazioni, software, sistemi e relativi servizi.

L’hardware individuale — ad esempio:

  • PC;
  • laptop;
  • tablet;
  • smartphone;
  • monitor;
  • videocamere;
  • cuffie;

non è un costo coperto dalla somma forfettaria Digital Workplace.

Quindi non presenterei commercialmente questa misura come “voucher per comprare computer”.

È un bando per trasformare l’infrastruttura software e digitale dell’impresa.

Digital Commerce & Engagement

Questa componente può sostenere la realizzazione o la nuova adozione di sistemi dedicati alla gestione digitale del rapporto con il mercato e con i clienti.

Il contributo è:

  • microimpresa: 4.954,80 euro;
  • piccola impresa: 8.125,20 euro;
  • media impresa: 15.873,60 euro.

L’Appendice tecnica richiede che si tratti realmente di una nuova adozione oppure, nei casi espressamente previsti, della sostituzione di soluzioni sufficientemente datate.

Non è quindi pensato per il semplice rinnovo annuale di una piattaforma già normalmente utilizzata.

Cloud: quattro contributi differenti

Il Cloud Computing è diviso in quattro categorie indipendenti.

Application Server

Contributo: 17.683,20 euro.

Database Server

Contributo: 27.656,40 euro.

Web Server

Contributo: 14.076 euro.

Database Backup

Contributo: 5.593,20 euro.

Una PMI può inserire più tipologie cloud nella stessa domanda, ma non più di una per ciascuna delle quattro categorie.

Questo rende possibile costruire progetti economicamente molto rilevanti.

Cyber Security: molto interessante per piccole e medie imprese

Il contributo per Cyber Security è pari a:

14.656,80 euro per una piccola impresa;

44.917,20 euro per una media impresa.

Le microimprese, invece, non possono utilizzare questa linea.

Per una media impresa la Cyber Security da sola rappresenta quindi quasi un terzo del massimale complessivo di 150.000 euro.

Contributo minimo: almeno 14.000 euro

Il progetto non è ammissibile se la somma dei contributi forfettari riconoscibili è inferiore a:

14.000 euro.

Questo vincolo è particolarmente importante per le microimprese.

Per esempio:

Digital Commerce da solo vale 4.954,80 euro e quindi non basta.

Digital Workplace con due soli addetti vale 4.540,80 euro e non basta.

Occorre combinare adeguatamente gli interventi fino a superare la soglia.

Esempio per una microimpresa

Una microimpresa potrebbe inserire:

  • Digital Commerce: €4.954,80;
  • Cloud Application Server: €17.683,20.

Totale:

€22.638,00.

Il progetto supera quindi il minimo di 14.000 euro e rimane ampiamente sotto il massimale di 50.000 euro.

Esempio per una piccola impresa

Una piccola impresa potrebbe costruire:

  • Diagnosi Digitale: €8.162,40;
  • Digital Commerce: €8.125,20;
  • Application Server: €17.683,20;
  • Database Server: €27.656,40;
  • Cyber Security: €14.656,80.

Totale teorico:

€76.284.

Se aggiungesse Digital Workplace per 20 addetti:

+ €45.408

si arriverebbe a oltre 121.000 euro.

Il contributo effettivamente riconoscibile verrebbe però ricondotto al massimale della piccola impresa:

100.000 euro.

Massimali diversi per dimensione

La scheda Neskey riporta semplicemente “massimo 150.000 euro”.

Il dato è corretto solo per le medie imprese.

La regola completa è:

Dimensione Contributo massimo
Microimpresa €50.000
Piccola impresa €100.000
Media impresa €150.000

Quindi la verifica della dimensione aziendale è fondamentale fin dall’inizio.

Regime de minimis

L’intero contributo viene concesso in regime de minimis.

Va pertanto verificato il plafond disponibile a livello di impresa unica.

Se il plafond residuo non consente di concedere l’intero importo risultante dal progetto, Lazio Innova riduce il contributo al valore compatibile con il massimale de minimis ancora disponibile.

Questo controllo è particolarmente importante quando si costruiscono progetti da 100.000-150.000 euro per aziende che abbiano già ricevuto altri contributi negli ultimi tre anni.

Niente doppio contributo sugli stessi interventi

Il Voucher non è compatibile con altri aiuti o finanziamenti pubblici aventi ad oggetto:

gli stessi interventi e gli stessi costi già coperti dalle somme forfettarie.

Questo non significa necessariamente che l’impresa non possa utilizzare altri incentivi per altri investimenti digitali differenti, ma bisogna evitare qualsiasi sovrapposizione sulle stesse componenti finanziate.

Il punteggio massimo è 100

La graduatoria utilizza sei criteri:

Criterio Punteggio massimo
Valore aggiunto per addetto 35
Numero di addetti 20
Articolazione del progetto 15
Certificazione parità di genere 10
Impresa giovanile 10
Certificazione ambientale 10
Totale 100

Questa struttura ci permette di capire in anticipo quali aziende hanno realmente buone probabilità.

Valore aggiunto per addetto: fino a 35 punti

È il criterio più pesante.

Il valore viene calcolato utilizzando, in sostanza, la differenza tra:

volume d’affari

e

acquisti

della dichiarazione IVA 2025, rapportata al numero di addetti risultanti dall’INPS di luglio 2026.

Il punteggio massimo di 35 punti viene ottenuto con:

50.000 euro di valore aggiunto per addetto.

Sono invece attribuiti zero punti con valori:

  • pari o inferiori a 35.000 euro;
  • pari o superiori a 250.000 euro.

Per i valori intermedi il punteggio viene calcolato attraverso interpolazione lineare.

Quindi non vale la logica “più valore aggiunto = più punti”: la curva premia un determinato profilo dimensionale.

Numero di addetti: fino a 20 punti

Il massimo di:

20 punti

viene riconosciuto alle imprese con:

20 addetti.

Il punteggio scende sia sopra sia sotto questa soglia e diventa zero con:

  • zero addetti;
  • almeno 100 addetti.

Il bando tende quindi a premiare una PMI con una struttura organizzativa già consolidata, senza favorire necessariamente le aziende più grandi.

Articolazione del progetto: fino a 15 punti

Più interventi vengono integrati, maggiore è il punteggio.

Per una microimpresa:

  • 1 tipologia: 5 punti;
  • 2 tipologie: 10 punti;
  • 3 tipologie: 15 punti.

Per piccole e medie imprese:

  • Diagnosi + 1 intervento: 0 punti;
  • Diagnosi + 2 interventi: 5 punti;
  • Diagnosi + 3 interventi: 10 punti;
  • Diagnosi + 4 interventi: 15 punti.

Ogni diversa Virtual Machine cloud D1-D4 viene conteggiata come una tipologia distinta anche ai fini del punteggio.

Questo rende i progetti Cloud articolati particolarmente interessanti.

Parità di genere: 10 punti

Un’impresa che possiede alla data della domanda la Certificazione di Parità di Genere ottiene:

10 punti.

La certificazione deve essere allegata alla domanda.

Non basta essere un’impresa a prevalenza femminile: serve la certificazione prevista dalla disciplina del bando.

Impresa giovanile: 10 punti

Una PMI che soddisfa la definizione di Impresa Giovanile prevista dall’avviso riceve:

10 punti.

Per le società di capitali vengono considerati sia il possesso delle quote sia la composizione degli organi amministrativi; per cooperative e società di persone conta la maggioranza dei soci, mentre per l’impresa individuale rileva l’età del titolare.

Certificazioni ambientali: altri 10 punti

Sono attribuiti altri:

10 punti

alle imprese dotate di almeno una delle certificazioni ambientali riconosciute dal bando.

Tra quelle richiamate figurano, ad esempio:

  • EMAS;
  • ISO 14000;
  • ISO 50001;
  • Ecolabel UE;
  • FSC;
  • PEFC;
  • certificazioni e inventari relativi alla carbon footprint secondo le norme indicate dall’avviso.

Queste certificazioni possono quindi modificare sensibilmente la posizione in graduatoria.

Attenzione: alcuni punti possono essere persi senza soccorso istruttorio

Questo è uno dei passaggi più delicati.

Per dimostrare alcuni punteggi bisogna allegare già alla domanda:

  • dichiarazione IVA 2025;
  • attestazione INPS di luglio 2026;
  • certificazione di parità di genere;
  • certificazione ambientale.

Se uno di questi documenti manca, il relativo punteggio viene annullato.

E il bando precisa che per queste carenze non viene attivato il soccorso istruttorio.

Quindi un progetto teoricamente da 80 punti potrebbe scendere drasticamente in graduatoria per un errore documentale.

Polizza catastrofale

Alla domanda deve essere allegata anche copia della polizza contro eventi catastrofali prevista dalla normativa nazionale, se l’impresa è soggetta all’obbligo.

Chi non è tenuto alla stipula deve invece produrre l’apposita dichiarazione prevista dal bando.

Questo controllo va effettuato prima di finalizzare la pratica.

Gli interventi devono essere nuovi

Con l’eccezione della Diagnosi Digitale, gli interventi devono essere avviati dopo la domanda o, quando successiva, dopo la sottoscrizione della Diagnosi Digitale ex ante.

Il bando non è quindi costruito per farsi rimborsare retroattivamente un progetto digitale già completato.

Sei mesi per realizzare tutto

Dalla concessione l’impresa ha:

6 mesi

per completare il progetto e presentare la richiesta di erogazione.

A quella data i prodotti e i servizi devono risultare:

  • realizzati;
  • forniti;
  • configurati;
  • installati.

Il contributo viene poi liquidato in un’unica soluzione a saldo.

Non c’è la normale rendicontazione analitica delle fatture

Il contributo viene riconosciuto sulla base delle somme forfettarie.

Il bando precisa che l’erogazione avviene:

senza rendicontazione delle spese effettivamente sostenute, ma dimostrando che gli interventi previsti sono stati realmente realizzati e rispettano le caratteristiche tecniche richieste.

È una differenza sostanziale rispetto a molti bandi tradizionali.

Non significa che l’impresa possa realizzare qualsiasi cosa: significa che l’oggetto del controllo è soprattutto la realizzazione conforme dell’intervento, non il rimborso percentuale delle singole fatture.

Quali aziende vedo meglio in graduatoria

Dal punto di vista commerciale cercherei soprattutto PMI che combinano queste caratteristiche:

  • 10-30 addetti;
  • buon valore aggiunto per addetto vicino alla fascia maggiormente premiata;
  • necessità reale di combinare più interventi digitali;
  • piccola o media dimensione;
  • certificazione ambientale e/o parità di genere;
  • compagine giovanile;
  • disponibilità de minimis sufficiente.

In particolare una piccola o media impresa che abbia necessità contemporanea di:

Cloud + Cyber Security + Digital Workplace + Digital Commerce

può costruire un progetto molto più competitivo di un’impresa che voglia semplicemente acquistare un singolo software.

Come leggere correttamente la scheda Neskey

Elemento Neskey Regola effettiva
Apertura 30/09/2026 Corretta
Vecchia scadenza 29/10/2026 Prorogata
Nuova scadenza 05/11/2026 05/11/2026 ore 17:00
Procedura Graduatoria Corretta, non click day
Fondo perduto max €150.000 €50k micro / €100k piccola / €150k media
Minimo non indicato €14.000 di contributo
Metodo non spiegato Somme forfettarie per intervento
Regime non indicato De minimis
Micro non dettagliato No Diagnosi finanziata e no Cyber Security
Piccole/medie non dettagliato Diagnosi Digitale obbligatoria
Rendicontazione non spiegata Saldo su realizzazione conforme degli interventi, non rimborso analitico delle fatture
Durata non indicata 6 mesi dalla concessione
Dotazione €15 mln Corretta

La proroga di una settimana è utile, ma ora bisogna partire dal punteggio

La nuova scadenza del 5 novembre 2026 concede pochi giorni in più.

Per un’impresa interessata non partirei però dal preventivo del fornitore.

Il primo passaggio dovrebbe essere una simulazione di:

  1. dimensione PMI;
  2. de minimis disponibile;
  3. valore aggiunto per addetto;
  4. numero di addetti INPS a luglio 2026;
  5. eventuale impresa giovanile;
  6. certificazione di parità;
  7. certificazioni ambientali;
  8. interventi digitali realmente necessari;
  9. contributo forfettario ottenibile;
  10. punteggio complessivo di graduatoria.

Solo dopo ha senso chiudere tecnicamente la domanda.

Fonti

Regione Lazio / Lazio Innova – Voucher Digitalizzazione PMI 2026, Avviso Pubblico approvato con Determinazione G12616 del 18 settembre 2026 e pubblicato sul BUR Lazio del 24 settembre 2026.

LazioEuropa – scheda ufficiale del Voucher Digitalizzazione PMI 2026, con beneficiari, importi forfettari, massimali e modalità di presentazione.

Regione Lazio – presentazione ufficiale del Voucher 2026 e conferma della procedura a graduatoria in alternativa al click day.

LazioEuropa / Lazio Innova – proroga disposta con Determinazione G14831 del 27 ottobre 2026: nuova scadenza 5 novembre 2026 ore 17:00.

La tua impresa ha una sede nel Lazio e un progetto di digitalizzazione da realizzare?

Atamai può verificare prima della domanda se il progetto è realmente competitivo, calcolando dimensione aziendale, de minimis disponibile, valore aggiunto per addetto, numero di addetti e punteggi premiali.

Possiamo quindi costruire la combinazione più coerente tra Digital Workplace, Digital Commerce, Cloud e Cyber Security, evitando di inserire interventi non ammissibili o già finanziati nelle precedenti edizioni del Voucher.

In questo bando non conta arrivare primi: conta arrivare con il punteggio corretto e la documentazione completa, perché alcuni errori sugli allegati possono comportare la perdita dei punti senza possibilità di integrazione.

La nuova scadenza è:

5 novembre 2026 alle ore 17:00.

Email: Info@atamai.it