Accesso al credito Emilia 2026: contributo del 5% fino a 4.000 euro sui finanziamenti garantiti dai Confidi

Accesso al credito Emilia 2026: contributo del 5% fino a 4.000 euro sui finanziamenti garantiti dai Confidi

La Camera di Commercio dell’Emilia ha attivato il nuovo Bando a sostegno dell’accesso al credito delle imprese delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia tramite Organismi di Garanzia Collettiva Fidi – anno 2026, codice progetto CF26. La misura dispone di 300.000 euro e concede alle micro, piccole e medie imprese un contributo a fondo perduto calcolato sul finanziamento bancario già ottenuto e garantito da uno dei Confidi accreditati. Il contributo è pari al 5% dell’ammontare complessivo del finanziamento, indipendentemente dalla sua durata, con un massimo di 4.000 euro per impresa.

Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 30 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Il dato della scadenza è importante perché alcune schede informative circolate inizialmente riportano erroneamente il 30 gennaio 2026: il provvedimento camerale chiarisce invece che il termine ultimo è il 30 gennaio 2027.

Come funziona il contributo del 5%

L’agevolazione non copre direttamente il costo degli interessi né una percentuale delle commissioni del Confidi. La Camera riconosce un contributo a fondo perduto determinato applicando il 5% all’importo complessivo del finanziamento bancario coperto dalla garanzia Confidi. Il massimale è fissato a 4.000 euro.

Il calcolo è quindi molto semplice:

  • finanziamento di 20.000 euro → contributo di 1.000 euro;
  • finanziamento di 40.000 euro → contributo di 2.000 euro;
  • finanziamento di 50.000 euro → contributo di 2.500 euro;
  • finanziamento di 80.000 euro → contributo massimo di 4.000 euro;
  • finanziamento di 120.000 euro → contributo comunque limitato a 4.000 euro.

Di conseguenza, con un finanziamento di almeno 80.000 euro si raggiunge già il massimale previsto dal bando.

Non è un finanziamento agevolato della Camera

È importante distinguere il meccanismo da altri strumenti di finanza agevolata. La Camera di Commercio non eroga il finanziamento e non sostituisce la banca. L’impresa deve aver ottenuto un normale finanziamento bancario assistito dalla garanzia di un Confidi aderente alla misura; successivamente può richiedere il contributo camerale.

La sequenza corretta è quindi:

impresa → Confidi → banca → garanzia → erogazione del finanziamento → domanda del contributo camerale.

Il contributo della Camera interviene soltanto dopo che l’operazione creditizia è stata effettivamente perfezionata.

Il finanziamento deve essere già erogato

Al momento della presentazione della domanda il finanziamento deve essere:

già deliberato, garantito dal Confidi ed effettivamente erogato.

Non è quindi possibile presentare domanda sulla base di un semplice preventivo bancario, di una richiesta di finanziamento ancora in istruttoria o di una delibera che non abbia ancora prodotto l’erogazione.

C’è inoltre un limite temporale preciso: alla data di presentazione della domanda l’erogazione non deve risalire a più di otto mesi.

Questo rende il bando interessante non soltanto per i nuovi finanziamenti stipulati dopo l’apertura, ma anche per finanziamenti già erogati nei mesi precedenti, purché rientrino nella finestra degli otto mesi.

Esempio: finanziamento erogato prima dell’apertura

Supponiamo che una PMI di Parma abbia ricevuto dalla banca, con garanzia di un Confidi aderente, un finanziamento da 60.000 euro nel luglio 2026.

Quando lo sportello apre il 6 ottobre, l’operazione ha solo pochi mesi e rientra quindi nel limite temporale previsto.

Il contributo teorico sarà:

60.000 × 5% = 3.000 euro.

Non è quindi necessario che il finanziamento venga stipulato dopo il 6 ottobre.

Chi può partecipare

La misura è riservata alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa nella circoscrizione della Camera di Commercio dell’Emilia, cioè nelle province di:

Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

L’unità locale deve essere effettivamente operativa: una semplice unità qualificata esclusivamente come magazzino o deposito non è sufficiente. L’impresa deve inoltre risultare iscritta e attiva nel Registro delle Imprese.

Il provvedimento camerale indica come beneficiarie le PMI dei settori ammessi dalla disciplina europea sugli aiuti. Il contributo può essere concesso sia nel regime de minimis generale, disciplinato dal Regolamento UE 2023/2831, sia nel de minimis agricolo, quando applicabile.

Requisiti amministrativi

L’impresa deve essere regolare rispetto agli obblighi camerali e contributivi. In particolare vanno controllati:

  • iscrizione e attività nel Registro delle Imprese;
  • sede o unità locale operativa nel territorio camerale;
  • pagamento del diritto annuale;
  • regolarità contributiva attraverso DURC;
  • requisiti previsti dalla disciplina sugli aiuti di Stato;
  • plafond de minimis disponibile;
  • eventuali cause ostative previste dal bando;
  • rapporto con uno dei Confidi ufficialmente aderenti alla misura.

Il ruolo centrale del Confidi

Una particolarità importante è che l’impresa non presenta autonomamente la pratica su ReStart.

La domanda viene trasmessa dal Confidi che ha garantito il finanziamento, il quale opera come intermediario sulla piattaforma ReStart di InfoCamere.

Per l’impresa questo significa che il primo interlocutore operativo non è la piattaforma camerale, ma il proprio Confidi.

Il percorso dovrebbe quindi partire con una verifica presso il Confidi per controllare:

  1. che il Confidi sia presente nell’elenco ufficiale della Camera;
  2. che il finanziamento sia effettivamente coperto dalla sua garanzia;
  3. che l’erogazione non sia più vecchia di otto mesi;
  4. che siano disponibili tutti i documenti necessari;
  5. che la pratica possa essere trasmessa tempestivamente dal 6 ottobre.

I Confidi ufficialmente aderenti alla misura 2026

Con determinazione del 17 settembre 2026, la Camera di Commercio dell’Emilia ha approvato l’elenco dei Confidi aderenti alla misura. Sono sei:

  • Agrifidi Emilia Società Cooperativa;
  • Agrifidi Modena Reggio Ferrara Società Cooperativa;
  • Artigiancredito Consorzio Fidi della Piccola e Media Impresa – Società Cooperativa;
  • Confidi Parma Società Consortile per Azioni;
  • Fider Società Cooperativa di Garanzia Collettiva Fidi;
  • Società Cooperativa di Garanzia fra Commercianti – GARCOM Società Cooperativa.

L’elenco è stato formalmente approvato con determinazione n. 156 del 17 settembre 2026.

Ogni impresa può ottenere un solo contributo

La disciplina stabilisce che ogni impresa può beneficiare di un solo contributo nell’anno, riferito a un unico finanziamento.

Se un’azienda ha ottenuto più finanziamenti garantiti, non potrà quindi sommare il 5% di tutte le operazioni per costruire il massimale.

Occorre individuare l’operazione sulla quale presentare domanda.

Dal punto di vista economico, quando esistono più finanziamenti potenzialmente eleggibili, può risultare conveniente utilizzare quello di importo più elevato, fino a raggiungere il massimale di 4.000 euro, sempre che soddisfi tutti gli altri requisiti.

Esempio: due finanziamenti della stessa impresa

Un’impresa dispone di:

  • finanziamento A: 30.000 euro;
  • finanziamento B: 90.000 euro.

Non può richiedere 1.500 euro sul primo e 4.000 euro sul secondo.

Dovrà scegliere un’unica operazione. Se entrambi ris