Accoglienza turistica nel Garda e nei Colli Mantovani: contributi fino al 90% per infrastrutture e servizi digitali
Il GAL Garda e Colli Mantovani finanzia interventi destinati a migliorare l’accoglienza turistica, l’offerta ricreativa e la fruizione del patrimonio rurale, culturale e ambientale del territorio compreso tra il basso Garda e le Colline Moreniche.
La denominazione ufficiale della misura è:
“Intervento SRD07 – Investimenti in infrastrutture per l’agricoltura e per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali – anno 2026”
Il sottotitolo adottato dal GAL è:
“Sostegno allo sviluppo di un’offerta turistica integrata e sostenibile e all’integrazione di servizi ricreativi e culturali per la popolazione locale e i visitatori”
Il bando dispone di 550.000 euro e prevede:
- un contributo del 90% delle spese ammissibili per enti pubblici territoriali e soggetti di diritto pubblico;
- un contributo dell’80% per fondazioni, enti morali ed Enti del Terzo settore riconosciuti e privi di scopo di lucro;
- una spesa ammissibile compresa tra 50.000 e 500.000 euro;
- apertura delle domande dal 15/06/2026;
- scadenza il 30/09/2026;
- selezione mediante procedura valutativa con graduatoria.
Il contributo non è rivolto direttamente ad alberghi, ristoranti, agenzie di viaggio o altre imprese turistiche private. La misura finanzia infrastrutture e servizi di interesse territoriale o collettivo, presentati da enti pubblici e organizzazioni non profit riconosciute.
Finalità dell’intervento
L’intervento SRD07 ha l’obiettivo generale di sostenere lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali attraverso la realizzazione, l’adeguamento e l’ampliamento di infrastrutture di base a servizio:
- delle comunità locali;
- dei visitatori;
- delle attività rurali;
- degli operatori del territorio;
- dell’intera collettività.
A livello locale, i GAL possono utilizzare l’intervento per finanziare infrastrutture turistiche, ricreative e informatiche, oltre a servizi di base destinati alle popolazioni rurali.
Nel caso del GAL Garda e Colli Mantovani, la misura è concentrata sul miglioramento dell’offerta turistica integrata e sostenibile.
Il progetto dovrebbe quindi contribuire a uno o più risultati concreti:
- migliorare l’accessibilità dei luoghi;
- collegare i punti di interesse;
- ampliare i servizi per residenti e visitatori;
- rendere fruibili aree rurali e naturalistiche;
- migliorare la qualità dell’accoglienza;
- favorire il turismo lento;
- integrare cultura, agricoltura e paesaggio;
- introdurre strumenti digitali;
- ridurre la concentrazione dei flussi nelle sole località lacustri;
- rafforzare il collegamento tra il Garda e le aree interne mantovane.
Un’infrastruttura pubblica, non un semplice progetto promozionale
Il bando non finanzia una normale campagna di comunicazione turistica o l’organizzazione isolata di un evento.
L’intervento deve prevedere infrastrutture, attrezzature o servizi digitali capaci di produrre un’utilità duratura.
Un progetto può comprendere attività di informazione e comunicazione soltanto quando risultano strettamente collegate all’investimento principale.
Non sarebbe normalmente sufficiente proporre esclusivamente:
- una campagna pubblicitaria;
- la gestione ordinaria dei social media;
- un festival;
- una fiera;
- una brochure;
- una serie di visite guidate;
- l’acquisto di spazi pubblicitari.
Queste attività possono eventualmente accompagnare l’infrastruttura, ma non sostituirla.
Beneficiari pubblici
Possono presentare domanda:
- enti pubblici territoriali;
- soggetti di diritto pubblico;
- enti pubblici in forma singola;
- enti pubblici in forma associata.
Possono potenzialmente rientrare, in presenza dei requisiti previsti dal bando:
- Comuni;
- Unioni di Comuni;
- altri enti territoriali;
- enti parco;
- consorzi pubblici;
- organismi di diritto pubblico;
- forme associative tra amministrazioni.
La domanda deve essere presentata dal soggetto che:
- realizza l’investimento;
- dispone dell’area o dell’immobile;
- sostiene le spese;
- riceve il contributo;
- assume gli obblighi di mantenimento;
- garantisce la fruizione pubblica dell’opera.
Enti pubblici in forma associata
Gli enti possono collaborare quando l’infrastruttura interessa più territori.
Un progetto associato può risultare particolarmente coerente quando riguarda:
- itinerari intercomunali;
- reti di percorsi;
- servizi digitali condivisi;
- punti informativi coordinati;
- collegamenti tra lago e collina;
- sistemi comuni di segnaletica;
- strutture ricreative utilizzate da più comunità.
L’accordo dovrebbe chiarire:
- ente capofila;
- responsabilità;
- proprietà dei beni;
- gestione delle procedure;
- quota di spesa di ciascun soggetto;
- modalità di manutenzione;
- durata della collaborazione;
- fruizione del servizio;
- gestione dopo il finanziamento.
Beneficiari privati non profit
Possono inoltre presentare domanda:
- fondazioni;
- enti morali;
- Enti del Terzo settore riconosciuti;
- altri soggetti privati non profit espressamente ammessi.
Il richiedente privato deve verificare con particolare attenzione:
- personalità giuridica;
- riconoscimento;
- iscrizione al RUNTS, quando applicabile;
- assenza di scopo di lucro;
- coerenza dello statuto;
- disponibilità dell’immobile;
- capacità di sostenere la quota di cofinanziamento;
- capacità di mantenere l’investimento.
La pagina del GAL pubblica uno specifico chiarimento sugli Enti del Terzo settore riconosciuti. Prima della domanda è necessario consultarlo per verificare se la forma giuridica del richiedente rientra effettivamente tra quelle ammesse.
Soggetti non ammessi direttamente
Non risultano indicati tra i beneficiari diretti:
- persone fisiche;
- alberghi;
- campeggi privati;
- agriturismi;
- ristoranti;
- bar;
- agenzie di viaggio;
- tour operator;
- imprese commerciali;
- società lucrative;
- professionisti.
Un’impresa può beneficiare indirettamente dell’aumento dell’attrattività territoriale o collaborare con l’ente titolare del progetto, ma non può essere considerata automaticamente richiedente.
Territorio interessato
Il GAL Garda e Colli Mantovani comprende dieci Comuni, sei nella provincia di Mantova e quattro nella provincia di Brescia.
In provincia di Mantova:
- Castiglione delle Stiviere;
- Cavriana;
- Monzambano;
- Ponti sul Mincio;
- Solferino;
- Volta Mantovana.
In provincia di Brescia:
- Desenzano del Garda;
- Lonato del Garda;
- Pozzolengo;
- Sirmione.
Gli investimenti devono essere realizzati nel territorio eleggibile e produrre una ricaduta coerente con la Strategia di sviluppo locale del GAL.
Caratteristiche del territorio
L’area del GAL si estende tra la fascia costiera meridionale del Lago di Garda e le Colline Moreniche.
La parte lacustre è caratterizzata da flussi turistici molto elevati, mentre l’area interna mantovana presenta borghi rurali, aziende agricole, produzioni tipiche e un’offerta maggiormente legata al turismo lento.
Il territorio dispone inoltre di una rete di percorsi ciclabili e cicloturistici che collega:
- centri storici;
- beni culturali;
- cantine;
- agriturismi;
- aree protette;
- paesaggi rurali.
Il progetto può quindi contribuire a distribuire maggiormente i visitatori, collegando le località del lago con:
- borghi;
- aziende;
- musei;
- aree naturali;
- produzioni;
- percorsi;
- luoghi storici;
- servizi ricreativi.
Strategia di sviluppo locale
La Strategia del GAL è denominata:
“Radici in movimento. Agricoltura, paesaggio e ambiente per l’attrattività e lo sviluppo locale del territorio”
La misura SRD07 deve essere letta all’interno di questa impostazione, che integra:
- agricoltura;
- paesaggio;
- ambiente;
- turismo;
- cultura;
- servizi;
- qualità della vita;
- accessibilità territoriale.
Un progetto competitivo dovrebbe spiegare non soltanto che cosa verrà costruito o acquistato, ma anche come l’intervento contribuirà a questa strategia.
Dotazione finanziaria
Lo stanziamento è pari a:
550.000 euro.
La dotazione è inferiore alla spesa massima prevista per una singola domanda, pari a 500.000 euro.
Ciò significa che:
- un progetto di grandi dimensioni potrebbe assorbire una parte rilevante delle risorse;
- il numero dei beneficiari dipenderà dall’importo dei progetti ammessi;
- la qualità della candidatura e il punteggio saranno determinanti;
- non è sufficiente possedere i requisiti formali per ottenere il contributo.
Spesa minima e massima
La spesa ammissibile deve essere compresa tra:
50.000 e 500.000 euro.
Un progetto di importo inferiore a 50.000 euro non raggiunge la soglia minima indicata.
La soglia deve essere considerata anche durante la realizzazione: se alcune spese vengono eliminate o dichiarate non ammissibili, il progetto potrebbe scendere sotto il limite previsto.
È quindi prudente:
- evitare un budget costruito esattamente sulla soglia minima;
- verificare preventivamente tutte le voci;
- prevedere un margine finanziario;
- controllare la congruità dei costi;
- assicurare la copertura della quota non finanziata.
Contributo per i soggetti pubblici
Gli enti pubblici ricevono un contributo pari al:
90% della spesa ammissibile.
Esempio su un progetto di 100.000 euro:
- contributo: 90.000 euro;
- quota a carico dell’ente: 10.000 euro.
Esempio su un progetto di 250.000 euro:
- contributo: 225.000 euro;
- quota dell’ente: 25.000 euro.
Esempio su un progetto di 500.000 euro:
- contributo teorico: 450.000 euro;
- quota dell’ente: 50.000 euro.
L’ente deve inoltre coprire:
- spese non ammissibili;
- eventuale IVA non riconosciuta;
- costi superiori ai massimali;
- aumenti dei prezzi;
- varianti non finanziate;
- manutenzione successiva.
Contributo per i soggetti privati non profit
Fondazioni, enti morali ed ETS riconosciuti ricevono un contributo pari all:
80% della spesa ammissibile.
Esempio su un progetto di 100.000 euro:
- contributo: 80.000 euro;
- quota privata: 20.000 euro.
Esempio su un progetto di 250.000 euro:
- contributo: 200.000 euro;
- quota privata: 50.000 euro.
Esempio su un progetto di 500.000 euro:
- contributo teorico: 400.000 euro;
- quota privata: 100.000 euro.
Il soggetto deve dimostrare di poter finanziare la parte residua e di sostenere gli esborsi prima dell’erogazione del saldo.
Tre categorie di intervento
La pagina ufficiale individua tre categorie:
- infrastrutture turistiche;
- infrastrutture ricreative;
- servizi digitali.
Il progetto può concentrarsi su una categoria oppure integrare più componenti, purché tutte siano coerenti, funzionali e ammissibili.
Infrastrutture turistiche
Le infrastrutture turistiche devono migliorare la possibilità di visitare, comprendere e utilizzare il territorio.
Possono essere valutati, quando previsti dal testo integrale e necessari al progetto:
- punti di informazione;
- spazi di accoglienza;
- strutture per orientare i visitatori;
- punti tappa;
- aree di sosta;
- segnaletica;
- percorsi;
- collegamenti;
- punti di osservazione;
- infrastrutture per itinerari;
- servizi per cicloturisti;
- spazi per la fruizione di beni rurali, culturali o naturalistici.
La struttura deve avere una finalità territoriale e collettiva.
Un intervento destinato prevalentemente ad aumentare il fatturato di una singola impresa privata non appare coerente con la natura della misura.
Punti di accoglienza
Un punto di accoglienza può offrire:
- mappe;
- informazioni;
- materiali;
- assistenza;
- indicazioni sugli itinerari;
- accesso ai contenuti digitali;
- informazioni su trasporti e mobilità;
- servizi per residenti e visitatori;
- collegamento con musei, aree naturali e operatori.
La candidatura dovrebbe chiarire:
- ubicazione;
- giorni e orari;
- personale;
- gestione;
- accessibilità;
- collegamenti;
- servizi;
- modalità di finanziamento dopo il contributo.
Non è sufficiente ristrutturare uno spazio senza spiegare come verrà utilizzato.
Infrastrutture per il cicloturismo
Il territorio è caratterizzato da una rete di percorsi che collega lago, borghi, cantine, agriturismi e aree protette.
Il progetto può quindi riguardare, se previsto dal bando:
- aree di sosta;
- punti informativi;
- stazioni di servizio;
- rastrelliere;
- punti di ricarica;
- segnaletica;
- sistemi di orientamento;
- collegamenti tra percorsi;
- strutture di supporto;
- strumenti digitali.
L’intervento dovrebbe dimostrare:
- continuità del percorso;
- sicurezza;
- numero degli utenti;
- connessione con i luoghi di interesse;
- gestione;
- manutenzione;
- accessibilità.
Infrastrutture naturalistiche
Il territorio comprende aree del Parco regionale del Mincio, riserve naturali, siti della Rete Natura 2000 e parchi locali di interesse sovracomunale.
Possono essere sviluppati progetti per:
- fruizione controllata;
- osservazione del paesaggio;
- interpretazione ambientale;
- orientamento;
- educazione naturalistica;
- accesso a percorsi;
- gestione dei visitatori;
- connessione tra aree agricole e naturali.
Gli interventi devono rispettare:
- vincoli ambientali;
- autorizzazioni paesaggistiche;
- disciplina delle aree protette;
- eventuale valutazione d’incidenza;
- tutela degli habitat;
- sicurezza.
Infrastrutture culturali
Una componente turistica può essere collegata a:
- musei;
- luoghi storici;
- beni rurali;
- monumenti;
- tradizioni;
- itinerari culturali;
- spazi espositivi;
- luoghi della memoria.
Il progetto dovrebbe trasformare il bene in un elemento accessibile e integrato nell’offerta territoriale.
Può essere necessario prevedere:
- allestimenti;
- strumenti interpretativi;
- accessibilità;
- collegamenti digitali;
- apertura;
- gestione;
- coordinamento con altri luoghi.
Infrastrutture ricreative
La seconda categoria riguarda strutture e spazi destinati alla popolazione locale e ai visitatori.
Possono rientrare, quando espressamente ammessi:
- aree attrezzate;
- spazi all’aperto;
- strutture per il tempo libero;
- percorsi ricreativi;
- aree per famiglie;
- spazi polifunzionali;
- punti di aggregazione;
- infrastrutture per attività culturali o sportive non agonistiche;
- strutture accessibili per la fruizione del paesaggio.
La dimensione ricreativa deve essere collegata allo sviluppo rurale e all’integrazione dell’offerta territoriale.
Spazi per residenti e visitatori
Una delle caratteristiche della misura è la possibilità di creare servizi utili contemporaneamente:
- alle comunità locali;
- ai turisti;
- alle associazioni;
- alle scuole;
- alle famiglie;
- alle persone anziane;
- alle persone con disabilità.
Un intervento può risultare più solido quando non viene utilizzato soltanto durante l’alta stagione, ma garantisce attività durante tutto l’anno.
Aree attrezzate
Un’area attrezzata dovrebbe essere progettata considerando:
- accesso;
- parcheggio;
- mobilità lenta;
- ombreggiamento;
- sicurezza;
- servizi igienici;
- illuminazione;
- segnaletica;
- manutenzione;
- raccolta dei rifiuti;
- utilizzo da parte di persone con disabilità;
- impatto ambientale.
Il progetto deve indicare chi sosterrà i costi ordinari dopo la conclusione dell’investimento.
Accessibilità
L’accessibilità dovrebbe essere integrata fin dalla progettazione.
È opportuno valutare:
- percorsi privi di barriere;
- rampe;
- servizi igienici;
- parcheggi;
- segnaletica;
- pavimentazioni;
- informazioni tattili;
- contenuti audio;
- sottotitoli;
- linguaggio semplice;
- accesso ai servizi digitali.
Un intervento che si limita agli adeguamenti minimi obbligatori potrebbe risultare meno efficace di un progetto costruito secondo principi di progettazione universale.
Servizi digitali
La terza categoria riguarda strumenti digitali destinati alla fruizione del territorio.
Possono essere sviluppati, quando coerenti con il bando:
- portali;
- applicazioni;
- mappe interattive;
- sistemi di orientamento;
- audioguide;
- contenuti multilingue;
- sistemi di prenotazione;
- totem;
- pannelli digitali;
- QR code;
- strumenti per l’accessibilità;
- banche dati;
- piattaforme di informazione territoriale;
- sistemi di monitoraggio dei flussi.
Il servizio digitale non dovrebbe essere concepito come un semplice sito vetrina.
Deve risolvere un problema concreto e collegarsi alle infrastrutture, agli itinerari o ai luoghi del territorio.
Applicazione territoriale
Un’applicazione può permettere agli utenti di:
- scegliere un percorso;
- visualizzare le tappe;
- consultare orari;
- verificare l’accessibilità;
- ricevere indicazioni;
- ascoltare contenuti;
- accedere a mappe;
- individuare i servizi;
- ricevere aggiornamenti;
- costruire un itinerario personalizzato.
La domanda dovrebbe chiarire:
- proprietario del software;
- titolare dei dati;
- gestione;
- aggiornamento;
- manutenzione;
- durata delle licenze;
- compatibilità;
- accessibilità;
- sicurezza;
- costi successivi.
Mappe e geolocalizzazione
Un sistema cartografico può integrare:
- percorsi ciclabili;
- sentieri;
- punti culturali;
- aree naturali;
- servizi;
- trasporti;
- punti di ristoro;
- strutture ricettive;
- aziende agricole;
- aree di sosta.
Il progetto dovrebbe evitare di duplicare piattaforme già esistenti.
È opportuno effettuare prima un’analisi di:
- strumenti regionali;
- portali comunali;
- applicazioni turistiche;
- dati cartografici;
- servizi privati;
- modalità di interoperabilità.
Digitalizzazione e infrastruttura fisica
La soluzione più convincente può integrare una componente materiale e una digitale.
Esempio:
- realizzazione di un punto informativo;
- mappa interattiva;
- totem;
- contenuti multilingue;
- sistema di accessibilità;
- collegamento con itinerari;
- raccolta dei dati di utilizzo.
La tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio del progetto e non diventare un acquisto isolato.
Disponibilità delle aree e degli immobili
La disciplina regionale dell’intervento SRD07 prevede che i beneficiari siano proprietari o abbiano la disponibilità delle aree e delle infrastrutture interessate al momento della presentazione della domanda.
Prima di candidarsi è quindi necessario verificare:
- proprietà;
- concessione;
- comodato;
- locazione;
- altro titolo;
- durata;
- autorizzazione del proprietario;
- compatibilità con il vincolo di mantenimento.
Un titolo di disponibilità breve o revocabile potrebbe non risultare adeguato.
Progetti su beni di terzi
Quando l’immobile non appartiene al richiedente, è opportuno acquisire:
- contratto;
- consenso ai lavori;
- autorizzazione alla domanda;
- autorizzazione alla riscossione del contributo;
- impegno al mantenimento;
- disciplina della proprietà delle opere;
- durata compatibile.
Gli accordi informali non rappresentano normalmente una garanzia sufficiente per un investimento pluriennale.
Cantierabilità
Per le opere è necessario verificare prima della domanda:
- conformità urbanistica;
- destinazione d’uso;
- titolo edilizio;
- vincoli paesaggistici;
- vincoli culturali;
- autorizzazioni ambientali;
- disponibilità dell’area;
- pareri;
- nulla osta;
- eventuale valutazione d’incidenza;
- sicurezza.
Un progetto non cantierabile rischia di non essere realizzato nei tempi.
Progettazione tecnica
La documentazione tecnica può comprendere:
- relazione;
- elaborati grafici;
- planimetrie;
- stato di fatto;
- stato di progetto;
- computo metrico;
- quadro economico;
- cronoprogramma;
- fotografie;
- autorizzazioni;
- relazione sull’accessibilità;
- relazione ambientale;
- piano di gestione.
Il livello progettuale richiesto deve essere verificato nelle disposizioni attuative.
Spese per opere
Possono essere pertinenti, nei limiti del bando:
- lavori edili;
- adeguamenti;
- impianti;
- pavimentazioni;
- sistemazioni;
- strutture;
- segnaletica;
- accessibilità;
- reti necessarie;
- interventi di sicurezza.
Ogni costo deve essere dettagliato nel computo metrico e confrontato con il prezzario applicabile.
Attrezzature e allestimenti
Possono essere previsti:
- arredi;
- pannelli;
- totem;
- sistemi informativi;
- attrezzature per l’accoglienza;
- dotazioni ricreative;
- elementi per aree di sosta;
- supporti per biciclette;
- attrezzature per l’accessibilità;
- dispositivi digitali.
Il bene deve essere:
- nuovo;
- necessario;
- coerente;
- inventariabile quando richiesto;
- installato nel luogo del progetto;
- mantenuto per il periodo previsto.
Spese tecniche
Possono essere necessarie:
- progettazione;
- direzione dei lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- collaudo;
- relazioni;
- studi;
- autorizzazioni;
- certificazioni.
Il testo integrale deve essere consultato per verificare:
- percentuale massima;
- modalità di calcolo;
- IVA;
- categorie professionali;
- documentazione;
- congruità.
Spese da verificare con particolare attenzione
Non devono essere considerate automaticamente ammissibili:
- acquisto di immobili;
- acquisto di terreni;
- manutenzione ordinaria;
- personale ordinario;
- utenze;
- attività gestionali;
- eventi;
- promozione non collegata;
- abbonamenti pluriennali;
- canoni successivi;
- attrezzature usate;
- mezzi di trasporto;
- arredi non funzionali;
- IVA recuperabile;
- interessi;
- spese legali;
- costi avviati prima della domanda.
Per ciascuna voce è necessario consultare il bando completo pubblicato dal GAL.
Data iniziale degli investimenti
L’avvio anticipato rappresenta uno dei principali rischi nelle misure dello sviluppo rurale.
Prima di presentare la domanda è prudente non:
- iniziare i lavori;
- sottoscrivere ordini vincolanti;
- effettuare pagamenti;
- versare acconti;
- consegnare il cantiere;
- attivare software;
- acquistare attrezzature.
La richiesta di preventivi e la progettazione preliminare devono essere gestite secondo le regole specifiche delle disposizioni attuative.
Preventivi
Per beni, servizi e forniture è opportuno acquisire preventivi:
- dettagliati;
- comparabili;
- intestati al richiedente;
- recenti;
- provenienti da operatori indipendenti;
- coerenti con il progetto.
Il preventivo dovrebbe indicare:
- prodotto;
- modello;
- quantità;
- caratteristiche;
- prezzo;
- installazione;
- trasporto;
- licenze;
- manutenzione;
- tempi;
- validità.
Quando viene scelta un’offerta più costosa, la decisione deve essere motivata tecnicamente.
Computo metrico
Le opere devono essere descritte con un computo metrico analitico.
Il documento dovrebbe distinguere:
- lavorazioni;
- quantità;
- prezzi unitari;
- importi;
- sicurezza;
- categorie;
- spese escluse;
- IVA.
Le voci generiche “a corpo” possono rendere difficile la verifica della congruità.
Piano di gestione
Il progetto non si conclude con la realizzazione dell’opera.
La candidatura dovrebbe spiegare:
- chi gestirà la struttura;
- giorni e orari;
- personale;
- attività;
- costi;
- manutenzione;
- utenze;
- aggiornamento digitale;
- assicurazione;
- pulizia;
- modalità di accesso;
- sostenibilità finanziaria.
Il piano deve distinguere:
- fase di investimento;
- fase di avvio;
- funzionamento ordinario;
- manutenzione pluriennale.
Sostenibilità economica
Anche quando l’infrastruttura non produce ricavi, l’ente deve dimostrare di poter sostenere:
- manutenzione;
- personale;
- licenze;
- connettività;
- energia;
- sicurezza;
- pulizia;
- aggiornamento dei contenuti;
- sostituzione delle attrezzature.
È opportuno allegare:
- stima annuale;
- fonte delle risorse;
- impegno di bilancio;
- convenzione con il gestore;
- entrate previste;
- eventuali tariffe;
- accordi con partner.
Gestione affidata a un altro soggetto
Quando l’ente intende affidare la gestione a:
- associazione;
- fondazione;
- cooperativa;
- operatore economico;
- società pubblica;
deve verificare:
- modalità di selezione;
- disciplina degli appalti;
- concessione;
- aiuti di Stato;
- durata;
- obblighi;
- tariffe;
- manutenzione;
- proprietà dei beni.
L’individuazione del gestore non dovrebbe essere rinviata senza una strategia.
Aiuti di Stato
La pagina del GAL pubblica un supporto specifico per la compilazione dell’Allegato 3 sugli aiuti di Stato.
Il tema diventa rilevante quando l’infrastruttura:
- genera entrate;
- viene affidata a un’impresa;
- favorisce selettivamente operatori economici;
- prevede tariffe;
- è utilizzata per attività commerciali;
- viene gestita da un soggetto privato.
Prima della domanda è necessario verificare:
- natura economica dell’attività;
- beneficiario effettivo;
- vantaggio;
- mercato;
- regime applicabile;
- eventuale “de minimis”;
- cumulo.
Cumulo
La stessa spesa non può essere finanziata due volte con risorse pubbliche incompatibili.
Prima di associare il progetto a:
- fondi regionali;
- fondi nazionali;
- PNRR;
- contributi di fondazioni;
- altri fondi europei;
- incentivi energetici;
occorre verificare:
- fonte finanziaria;
- voce di costo;
- intensità;
- divieto di doppio finanziamento;
- percentuale complessiva;
- obblighi di rendicontazione.
Presentazione tramite SISCO
Le domande degli interventi dello sviluppo rurale lombardo vengono presentate mediante:
SISCO – Sistema delle Conoscenze della Regione Lombardia
L’accesso richiede l’apertura o l’aggiornamento del fascicolo aziendale informatizzato. La disciplina regionale degli interventi SRD prevede la presentazione telematica e il caricamento della documentazione richiesta.
Il richiedente deve:
- aggiornare il fascicolo;
- verificare il legale rappresentante;
- accedere alla procedura;
- compilare la domanda;
- inserire l’intervento;
- caricare il quadro economico;
- dichiarare i criteri;
- allegare i documenti;
- firmare;
- protocollare.
Il salvataggio in bozza non equivale alla presentazione.
Fascicolo aziendale per enti pubblici e non profit
Anche un Comune, una fondazione o un ETS può dover disporre di un fascicolo informatizzato per presentare domanda sul sistema agricolo regionale.
È necessario verificare:
- anagrafica;
- codice fiscale;
- sede;
- rappresentante;
- IBAN;
- PEC;
- deleghe;
- forma giuridica;
- titoli sugli immobili.
Gli enti che non hanno mai utilizzato SISCO dovrebbero attivarsi con anticipo.
Scadenza
La domanda deve essere presentata entro:
30/09/2026.
La pagina sintetica del GAL non indica l’ora esatta.
Il richiedente deve controllare:
- disposizioni attuative;
- applicativo SISCO;
- eventuali comunicazioni;
- delibera di approvazione;
- FAQ;
- avvisi tecnici.
È opportuno completare la protocollazione diversi giorni prima della scadenza.
Procedura di valutazione
La selezione avviene mediante:
procedura valutativa a graduatoria
Il contributo non viene attribuito automaticamente in base all’ordine cronologico.
Le domande vengono:
- verificate formalmente;
- controllate rispetto ai beneficiari;
- esaminate tecnicamente;
- valutate secondo una griglia;
- ordinate per punteggio;
- finanziate fino a esaurimento delle risorse.
La griglia ufficiale deve essere consultata nel testo integrale allegato alla pagina del GAL.
Aspetti da valorizzare nella proposta
Senza sostituire i criteri ufficiali, la progettazione dovrebbe dimostrare:
- coerenza con la Strategia del GAL;
- utilità collettiva;
- integrazione tra turismo, cultura, ambiente e ruralità;
- capacità di collegare più luoghi;
- accessibilità;
- sostenibilità;
- innovazione;
- qualità del servizio;
- realizzabilità;
- gestione successiva;
- congruità del budget;
- impatto sui residenti;
- impatto sui visitatori.
Non è opportuno aggiungere attività non necessarie soltanto per apparire più innovativi.
Indicatori
Il progetto dovrebbe prevedere indicatori misurabili.
Esempi:
- utenti annui;
- visitatori;
- residenti coinvolti;
- giorni di apertura;
- chilometri di percorso;
- punti collegati;
- strutture accessibili;
- contenuti digitali;
- download;
- utilizzi del servizio;
- Comuni coinvolti;
- scuole partecipanti;
- attività annuali;
- flussi fuori stagione.
Gli indicatori devono essere proporzionati e verificabili.
Cronoprogramma
Il cronoprogramma dovrebbe considerare:
- autorizzazioni;
- gara o affidamento;
- progettazione esecutiva;
- lavori;
- consegna delle attrezzature;
- sviluppo del software;
- test;
- collaudo;
- apertura;
- rendicontazione.
Per un ente pubblico è necessario tenere conto dei tempi previsti per:
- programmazione;
- CUP;
- CIG;
- procedure di affidamento;
- verifiche;
- contratto;
- esecuzione;
- contabilità;
- certificato di regolare esecuzione.
Appalti pubblici
Gli enti pubblici devono rispettare la normativa sugli appalti.
Devono essere programmati:
- procedura;
- responsabile unico del progetto;
- determina;
- affidamento;
- tracciabilità;
- CIG;
- controlli;
- contratto;
- contabilità;
- collaudo.
Un errore nella procedura di affidamento può determinare la riduzione o l’esclusione della spesa.
Rendicontazione
Il beneficiario deve conservare:
- domanda;
- provvedimento di concessione;
- progetto;
- autorizzazioni;
- affidamenti;
- preventivi;
- contratti;
- fatture;
- pagamenti;
- estratti conto;
- documenti di trasporto;
- fotografie;
- collaudi;
- certificazioni;
- licenze software;
- prove di funzionamento;
- materiale informativo.
Ogni spesa deve essere riconducibile alla domanda approvata.
Pagamenti
I pagamenti devono essere:
- effettuati dal beneficiario;
- tracciabili;
- collegati alle fatture;
- eseguiti dal conto indicato;
- sostenuti entro i termini;
- documentati.
Devono essere evitati:
- contanti;
- conti personali;
- pagamenti di terzi;
- compensazioni;
- quietanze incomplete;
- causali generiche.
Fatture
Le fatture dovrebbero indicare:
- beneficiario;
- progetto;
- CUP;
- codice dell’intervento;
- descrizione;
- quantità;
- importo;
- eventuale matricola;
- riferimento al contratto.
Prima dell’emissione è opportuno comunicare ai fornitori tutte le diciture richieste.
Variazioni
Prima di modificare:
- opere;
- localizzazione;
- fornitore;
- software;
- attrezzature;
- quadro economico;
- tempi;
- gestore;
- destinazione;
è necessario verificare la procedura prevista.
Una variante non autorizzata può determinare:
- riduzione;
- esclusione;
- revoca.
Obblighi di mantenimento
Le infrastrutture finanziate devono essere mantenute per il periodo previsto dalle disposizioni.
Durante il vincolo non dovrebbero verificarsi:
- vendita;
- cambio di destinazione;
- cessazione del servizio;
- trasferimento;
- utilizzo privato;
- riduzione sostanziale della fruizione;
- rimozione delle attrezzature;
- abbandono del software.
Il richiedente deve quindi valutare l’impegno pluriennale prima di presentare la domanda.
Come costruire un progetto competitivo
Una proposta ben strutturata dovrebbe seguire questo percorso:
- individuare il bisogno;
- documentare la domanda territoriale;
- scegliere l’infrastruttura;
- verificare la disponibilità dell’area;
- definire i destinatari;
- progettare l’accessibilità;
- integrare eventuali strumenti digitali;
- definire il gestore;
- predisporre il piano economico;
- acquisire autorizzazioni e preventivi;
- simulare i criteri;
- organizzare la domanda SISCO.
Esempio: punto di accoglienza cicloturistica
Un Comune può recuperare uno spazio esistente e realizzare:
- punto informativo;
- area di sosta;
- rastrelliere;
- ricarica;
- servizi igienici;
- mappe;
- totem;
- applicazione;
- collegamenti con i percorsi.
Il progetto dovrebbe indicare:
- flussi;
- percorsi serviti;
- orari;
- personale;
- manutenzione;
- accessibilità;
- gestione annuale;
- collegamento con il territorio.
Esempio: rete naturalistica
Più enti possono sviluppare:
- punti di osservazione;
- percorsi;
- segnaletica;
- strumenti interpretativi;
- contenuti digitali;
- sistemi per indirizzare i visitatori;
- accessibilità.
L’intervento dovrebbe bilanciare fruizione e tutela ambientale.
Esempio: infrastruttura culturale digitale
Una fondazione riconosciuta può adeguare uno spazio culturale e introdurre:
- allestimenti;
- audioguide;
- strumenti multilingue;
- accessibilità sensoriale;
- prenotazione;
- mappa territoriale;
- collegamento con altri luoghi.
La domanda deve dimostrare:
- riconoscimento dell’ente;
- disponibilità dell’immobile;
- assenza di lucro;
- utilità collettiva;
- sostenibilità della gestione.
Esempio: area ricreativa intergenerazionale
Un Comune può realizzare uno spazio utilizzabile da:
- famiglie;
- giovani;
- anziani;
- scuole;
- turisti;
- persone con disabilità.
Il progetto può integrare:
- area verde;
- percorsi;
- strutture per il tempo libero;
- segnaletica;
- informazioni;
- collegamento con itinerari.
Errori da evitare
Tra gli errori più rilevanti:
- richiedente non ammesso;
- ETS privo del riconoscimento richiesto;
- immobile non disponibile;
- titolo troppo breve;
- progetto inferiore a 50.000 euro;
- investimento prevalentemente commerciale;
- semplice campagna promozionale;
- assenza di un servizio concreto;
- progetto non cantierabile;
- autorizzazioni mancanti;
- costi generici;
- manutenzione non prevista;
- software privo di gestione futura;
- avvio anticipato;
- fascicolo SISCO non aggiornato;
- documentazione incompleta;
- punteggio non simulato;
- domanda lasciata in bozza;
- invio oltre il 30/09/2026.
Suggerimenti operativi
Prima della candidatura è consigliabile:
- verificare la forma giuridica;
- controllare la proprietà o disponibilità del bene;
- leggere il chiarimento sugli ETS;
- definire l’utilità collettiva;
- verificare la localizzazione;
- individuare gli utenti;
- costruire il progetto tecnico;
- acquisire autorizzazioni;
- predisporre il piano di gestione;
- acquisire preventivi;
- controllare gli aiuti di Stato;
- aggiornare il fascicolo;
- simulare la graduatoria;
- predisporre gli allegati;
- protocollare entro il 30/09/2026.
Checklist pratica
- Ente pubblico territoriale o soggetto di diritto pubblico.
- Oppure fondazione, ente morale o ETS riconosciuto non profit.
- Forma giuridica verificata.
- Chiarimento GAL sugli ETS consultato.
- Intervento nel territorio del GAL.
- Comune ammissibile verificato.
- Proprietà o disponibilità dell’area.
- Durata del titolo adeguata.
- Autorizzazione del proprietario.
- Utilità collettiva dimostrata.
- Finalità turistica, ricreativa o digitale.
- Coerenza con la Strategia del GAL.
- Spesa almeno pari a 50.000 euro.
- Spesa non superiore a 500.000 euro.
- Aliquota del 90% per soggetto pubblico.
- Aliquota dell’80% per soggetto privato ammesso.
- Cofinanziamento disponibile.
- IVA correttamente trattata.
- Aiuti di Stato verificati.
- Cumulo verificato.
- Nessun doppio finanziamento.
- Progetto tecnico predisposto.
- Computo metrico predisposto.
- Preventivi acquisiti.
- Titoli edilizi disponibili.
- Vincoli paesaggistici verificati.
- Eventuale valutazione d’incidenza verificata.
- Accessibilità integrata.
- Gestore individuato.
- Piano di manutenzione predisposto.
- Piano economico pluriennale predisposto.
- Servizi digitali sostenibili.
- Licenze e aggiornamenti verificati.
- Fascicolo aziendale informatizzato attivo.
- Legale rappresentante aggiornato.
- IBAN e PEC corretti.
- Accesso SISCO funzionante.
- Allegati completi.
- Firma digitale valida.
- Nessun investimento avviato prima della data ammessa.
- Domanda protocollata entro il 30/09/2026.
- Ricevuta conservata.
- Sistema di rendicontazione organizzato.
- Vincoli di mantenimento accettati.
Link ufficiali
La pagina ufficiale del bando è disponibile qui:
GAL Garda e Colli Mantovani – Bando di finanziamento SRD07 2026
Nella pagina sono pubblicati:
- testo del bando;
- allegati;
- Delibera di approvazione n. 18/2026;
- supporto alla compilazione dell’Allegato 3 sugli aiuti di Stato;
- chiarimento sugli Enti del Terzo settore riconosciuti.
La domanda deve essere presentata tramite:
Portale delle aziende agricole – SISCO Regione Lombardia
Le informazioni generali sul territorio sono disponibili qui:
GAL Garda e Colli Mantovani – Territorio
I contatti del GAL sono:
- sede: Via Teze 2, 46040 Cavriana, Mantova;
- telefono: 0376 1856697;
- email: info@galgardaecollimantovani.it;
- PEC: galgardaecollimantovani@legalmail.it.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Intervento SRD07 – Investimenti in infrastrutture per l’agricoltura e per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali – anno 2026
Sottotitolo: Sostegno allo sviluppo di un’offerta turistica integrata e sostenibile e all’integrazione di servizi ricreativi e culturali per la popolazione locale e i visitatori
Ente proponente e gestore: GAL Garda e Colli Mantovani S.c.a.r.l.
Programma: Piano strategico nazionale PAC e Complemento per lo sviluppo rurale Lombardia 2023-2027
Beneficiari pubblici: enti pubblici territoriali e soggetti di diritto pubblico, singoli o associati
Beneficiari privati: fondazioni, enti morali ed ETS riconosciuti non profit
Imprese turistiche: non indicate come beneficiarie dirette
Area geografica: dieci Comuni del GAL nelle province di Mantova e Brescia
Dotazione: 550.000 euro
Spesa minima: 50.000 euro
Spesa massima: 500.000 euro
Contributo enti pubblici: 90%
Contributo soggetti privati ammessi: 80%
Forma: contributo in conto capitale
Interventi: infrastrutture turistiche, infrastrutture ricreative e servizi digitali
Apertura: 15/06/2026
Scadenza: 30/09/2026
Ora di scadenza: da verificare nel testo integrale e su SISCO
Procedura: valutativa a graduatoria
Presentazione: SISCO Regione Lombardia
Requisito patrimoniale: proprietà o disponibilità delle aree e delle infrastrutture
Documenti centrali: progetto tecnico, piano di gestione, preventivi, computo, autorizzazioni e documentazione sul titolo di disponibilità
Assistenza Atamai
La candidatura richiede il coordinamento tra ente richiedente, progettista, ufficio tecnico, responsabile amministrativo, eventuale gestore, fornitori e soggetto incaricato della domanda SISCO.
Atamai può affiancare enti pubblici, fondazioni, enti morali ed Enti del Terzo settore nella verifica dei requisiti, nell’analisi dell’ammissibilità, nella strutturazione del progetto, nella simulazione del contributo e nell’organizzazione della documentazione.
Per valutare la partecipazione al bando SRD07 Accoglienza turistica del GAL Garda e Colli Mantovani, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.