Associazioni dei consumatori 2027: 200.000 euro per informazione, formazione e tutela degli utenti
La Regione Emilia-Romagna sostiene i progetti promossi dalle associazioni dei consumatori e degli utenti per migliorare la conoscenza dei diritti, favorire comportamenti di consumo consapevoli e aiutare i cittadini ad affrontare i nuovi rischi economici e digitali.
Per l’annualità 2027 è prevista una dotazione di 200.000 euro, destinata alle associazioni iscritte al Registro regionale previsto dalla Legge regionale n. 4 del 27 marzo 2017.
Il contributo può coprire fino al 100% della spesa progettuale ammissibile. La copertura integrale non è però automatica: quando le richieste ammesse superano le risorse disponibili, la Regione può rideterminare proporzionalmente i contributi sulla base della qualità dei progetti, del punteggio conseguito e della spesa riconosciuta.
Le domande possono essere presentate dal 28/07/2026 al 02/12/2026.
Nome ufficiale del bando
Il titolo istituzionale della misura può essere formulato come:
Legge regionale n. 4/2017 – Contributi alle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte al Registro regionale per progetti di informazione, formazione e sensibilizzazione da realizzarsi nell’anno 2027
Il bando dà attuazione al:
Piano di attività per il biennio 2026-2027 per la tutela dei consumatori e degli utenti
Il Piano è stato approvato dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna con deliberazione n. 44 del 24/06/2026, su proposta della Giunta regionale approvata con deliberazione n. 657 del 04/05/2026.
La base normativa principale è costituita dalla Legge regionale 27 marzo 2017, n. 4, recante norme per la tutela dei consumatori e degli utenti.
Finalità del bando
L’intervento sostiene progetti capaci di trasformare l’informazione consumeristica in strumenti concretamente utilizzabili dai cittadini.
Le iniziative devono contribuire a:
- migliorare la conoscenza dei diritti dei consumatori;
- promuovere comportamenti di consumo consapevoli e sostenibili;
- prevenire truffe, pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli;
- migliorare la capacità di valutare contratti, offerte e condizioni economiche;
- diffondere un utilizzo responsabile del denaro;
- aumentare la conoscenza degli strumenti finanziari;
- prevenire indebitamento e sovraindebitamento;
- facilitare l’accesso ai servizi pubblici;
- ridurre le difficoltà provocate dal digital divide;
- sviluppare competenze per l’utilizzo dei servizi online;
- tutelare le persone anziane, fragili o meno preparate all’impiego delle tecnologie;
- coinvolgere le scuole e le nuove generazioni;
- rafforzare il ruolo territoriale delle associazioni dei consumatori.
Il progetto non deve limitarsi alla produzione di materiale promozionale. Deve individuare bisogni concreti, destinatari precisi, attività misurabili e risultati verificabili.
Priorità per il biennio 2026-2027
Il Piano regionale individua alcune aree considerate particolarmente rilevanti.
Consumo consapevole e sostenibile
I progetti possono informare i cittadini su:
- valutazione delle offerte commerciali;
- etichette e informazioni sui prodotti;
- garanzie legali;
- diritto di recesso;
- commercio elettronico;
- acquisti sicuri;
- pubblicità ingannevole;
- pratiche commerciali scorrette;
- sostenibilità dei consumi;
- riduzione degli sprechi;
- impatto ambientale delle scelte di acquisto;
- tutela delle fasce economicamente più vulnerabili.
Le iniziative rivolte a studenti e giovani possono contribuire alla formazione dei futuri consumatori, fornendo strumenti per riconoscere messaggi pubblicitari, offerte online e rischi collegati agli acquisti digitali.
Educazione finanziaria e uso responsabile del denaro
La Regione considera prioritarie le attività dedicate a:
- gestione del bilancio familiare;
- risparmio;
- strumenti di pagamento;
- carte di credito e carte revolving;
- prestiti personali;
- mutui;
- cessione del quinto;
- acquisti rateali;
- costi effettivi del credito;
- truffe finanziarie;
- investimenti proposti online;
- cripto-attività;
- sovraindebitamento;
- strumenti per la composizione della crisi.
Le iniziative dovrebbero utilizzare un linguaggio comprensibile, casi pratici e strumenti capaci di aiutare il consumatore a leggere correttamente costi, interessi, commissioni e conseguenze contrattuali.
Servizi pubblici e accessibilità digitale
Possono essere sviluppati progetti relativi a:
- accesso ai servizi pubblici online;
- SPID, CIE e identità digitale;
- servizi sanitari digitali;
- Fascicolo sanitario elettronico;
- pagamenti elettronici verso la Pubblica amministrazione;
- servizi comunali;
- trasporto pubblico;
- energia, acqua e rifiuti;
- telecomunicazioni;
- accessibilità delle piattaforme;
- contrasto all’esclusione digitale;
- assistenza agli utenti vulnerabili.
Il progetto dovrebbe aiutare i cittadini non soltanto a conoscere l’esistenza dei servizi digitali, ma a utilizzarli in condizioni di autonomia e sicurezza.
Truffe e nuovi rischi digitali
Il Piano regionale presta attenzione alla crescita dei rischi collegati alla digitalizzazione.
Le attività possono riguardare:
- phishing;
- smishing;
- false comunicazioni bancarie;
- furto delle credenziali;
- truffe sui sistemi di pagamento;
- falsi operatori telefonici;
- contratti attivati senza consenso;
- finte offerte energetiche;
- case vacanza inesistenti;
- falsi negozi online;
- recensioni manipolate;
- uso ingannevole dell’intelligenza artificiale;
- contenuti audiovisivi alterati;
- profilazione e utilizzo dei dati personali.
È opportuno prevedere indicazioni operative, simulazioni e materiali differenziati in base al livello di competenza digitale dei destinatari.
Beneficiari
Possono presentare domanda esclusivamente le:
associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte al Registro regionale dell’Emilia-Romagna previsto dall’articolo 2 della Legge regionale n. 4/2017.
L’iscrizione deve essere già valida prima della presentazione della domanda.
Non possono partecipare direttamente:
- imprese;
- professionisti;
- Comuni;
- scuole;
- università;
- fondazioni non iscritte al Registro;
- associazioni di categoria;
- enti del Terzo settore privi della qualifica richiesta;
- organizzazioni di consumatori iscritte soltanto in registri nazionali o di altre Regioni.
Questi soggetti possono eventualmente essere coinvolti come partner qualificati, purché il progetto rimanga sotto la responsabilità dell’associazione dei consumatori beneficiaria e siano rispettate le condizioni dell’Avviso.
Presentazione individuale o aggregata
Le associazioni possono normalmente presentare il progetto:
- singolarmente;
- in aggregazione con altre associazioni iscritte al Registro regionale.
Ciascuna associazione può partecipare a un solo progetto, come soggetto individuale oppure come componente di un’aggregazione.
In caso di progetto congiunto deve essere individuata un’associazione capofila.
La capofila:
- presenta la domanda;
- rappresenta il gruppo nei rapporti con la Regione;
- riceve il contributo;
- coordina le attività;
- gestisce le comunicazioni;
- raccoglie la documentazione;
- presenta la rendicontazione;
- risponde della corretta attuazione del progetto.
Le altre associazioni partecipanti rimangono responsabili delle attività loro assegnate e devono possedere tutti i requisiti richiesti.
Territorio di riferimento
Il bando ha carattere regionale.
Le attività devono produrre effetti a favore dei consumatori e degli utenti dell’:
Emilia-Romagna
I progetti possono prevedere iniziative:
- regionali;
- provinciali;
- interprovinciali;
- diffuse attraverso più sportelli;
- realizzate nelle scuole;
- organizzate nei Comuni;
- svolte in presenza;
- realizzate online;
- dedicate alle aree interne e montane;
- rivolte a specifiche categorie di cittadini.
Una diffusione territoriale ampia può migliorare la qualità del progetto, ma deve essere sostenibile e coerente con le risorse disponibili.
Non è sufficiente dichiarare una copertura regionale. Occorre spiegare:
- dove si svolgeranno le attività;
- quali sportelli saranno coinvolti;
- quanti incontri saranno organizzati;
- quali territori saranno raggiunti;
- quanti cittadini si prevede di coinvolgere;
- come verranno distribuiti i materiali;
- quali canali digitali saranno utilizzati.
Chi propone e gestisce il bando
L’ente titolare è:
Regione Emilia-Romagna
La struttura competente è il:
Settore Turismo, Commercio, Economia urbana e Sport
La Regione svolge le attività di:
- approvazione dell’Avviso;
- ricezione delle domande;
- controllo dei requisiti;
- verifica della documentazione;
- valutazione dei progetti;
- definizione dei contributi;
- concessione;
- monitoraggio;
- controllo della rendicontazione;
- liquidazione delle risorse.
Nella programmazione delle politiche regionali interviene anche il:
Comitato regionale dei consumatori e degli utenti – CRCU
Il Comitato rappresenta la sede di confronto tra Regione e associazioni riconosciute sulle priorità e sulle iniziative di tutela.
Atamai non è l’ente titolare del bando. Può assistere le associazioni nell’analisi della documentazione, nell’impostazione del progetto, nella definizione del budget e nell’organizzazione degli allegati.
Apertura e scadenza
Le date indicate per l’annualità 2027 sono:
- apertura: 28/07/2026;
- scadenza: 02/12/2026.
La domanda deve pervenire entro il termine indicato attraverso la modalità stabilita dall’Avviso.
Nelle precedenti annualità la Regione ha previsto l’invio esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’indirizzo:
comtur@postacert.regione.emilia-romagna.it
Per l’annualità 2027 è necessario verificare nella modulistica definitiva:
- indirizzo PEC;
- orario esatto di chiusura;
- oggetto obbligatorio del messaggio;
- formati dei documenti;
- modalità di firma;
- dimensione massima degli allegati.
Fa normalmente fede la ricevuta di avvenuta consegna della PEC, non il semplice messaggio di accettazione.
Dotazione finanziaria
La dotazione destinata al bando è pari a:
200.000 euro
Il Piano regionale 2026-2027 dispone complessivamente di 300.000 euro per ciascuna annualità.
Una parte delle risorse regionali è destinata al rafforzamento della tutela e dei punti di ascolto nelle aree montane e interne, mentre 200.000 euro finanziano i progetti annuali delle associazioni dei consumatori.
Entità e forma dell’agevolazione
Il sostegno è concesso sotto forma di:
contributo a fondo perduto fino al 100% della spesa progettuale ammissibile
Il 100% rappresenta l’intensità massima.
Quando la somma delle richieste ammissibili non supera la dotazione, la Regione può finanziare integralmente la spesa riconosciuta.
Quando invece le richieste superano i 200.000 euro, può essere effettuato un riparto proporzionale.
La rideterminazione può tenere conto di:
- punteggio ottenuto;
- costo ammesso;
- risorse proprie messe a disposizione;
- altri finanziamenti;
- disponibilità complessiva.
Non risulta pubblicamente indicato, nella documentazione attualmente indicizzata, un massimale fisso per ogni singolo progetto 2027. Non deve quindi essere confusa la dotazione totale di 200.000 euro con il contributo ottenibile da ciascuna associazione.
Esempio di riduzione proporzionale
Un’associazione presenta un progetto da 80.000 euro interamente ammissibile.
Se le risorse sono sufficienti:
- spesa ammissibile: 80.000 euro;
- contributo teorico: 80.000 euro;
- copertura: 100%.
Se le richieste complessive superano il budget e il riparto assegna 65.000 euro:
- spesa progettuale: 80.000 euro;
- contributo regionale: 65.000 euro;
- quota da coprire con risorse proprie o altre fonti: 15.000 euro.
L’associazione deve quindi predisporre un progetto realizzabile anche nell’eventualità di una riduzione del contributo.
Attività finanziabili
Formazione degli operatori e dei volontari
Possono essere previste attività preparatorie per migliorare le competenze delle persone coinvolte nel progetto.
Gli argomenti possono riguardare:
- normativa consumeristica;
- contratti;
- servizi pubblici;
- energia;
- telecomunicazioni;
- credito;
- sovraindebitamento;
- truffe online;
- protezione dei dati;
- strumenti digitali;
- tecniche di comunicazione;
- gestione degli utenti vulnerabili.
La formazione deve essere direttamente collegata alle attività progettuali.
Indagini e ricerche
Il progetto può comprendere analisi preliminari necessarie per individuare:
- bisogni dei consumatori;
- categorie maggiormente esposte;
- diffusione di particolari truffe;
- difficoltà nell’accesso ai servizi;
- livello di alfabetizzazione finanziaria;
- problemi di accessibilità digitale;
- territori scarsamente serviti;
- conoscenza dei diritti.
Le ricerche devono essere funzionali alle iniziative e non costituire un’attività teorica isolata.
Materiale informativo
Possono essere realizzati:
- guide;
- opuscoli;
- manuali;
- infografiche;
- schede pratiche;
- materiali didattici;
- video;
- podcast;
- tutorial;
- newsletter;
- contenuti per social network;
- strumenti interattivi;
- pagine web tematiche.
I materiali devono essere accessibili, aggiornati e adeguati ai destinatari.
È utile prevedere versioni:
- in linguaggio semplificato;
- accessibili alle persone con disabilità;
- multilingue;
- stampabili;
- consultabili da smartphone;
- specifiche per anziani e giovani.
Seminari e incontri pubblici
Sono finanziabili:
- seminari;
- convegni;
- giornate di studio;
- conferenze;
- laboratori;
- incontri nelle scuole;
- webinar;
- corsi online;
- incontri territoriali;
- iniziative presso gli sportelli.
Gli eventi devono essere aperti ai destinatari individuati e collegati agli obiettivi del progetto.
Campagne di informazione
Possono essere sviluppate campagne su:
- consumo responsabile;
- prevenzione delle truffe;
- energia e bollette;
- servizi finanziari;
- sovraindebitamento;
- diritti digitali;
- acquisti online;
- garanzie;
- pratiche commerciali scorrette;
- servizi pubblici;
- tutela degli utenti vulnerabili.
Una campagna efficace deve indicare i canali utilizzati, la durata, il pubblico raggiunto e gli indicatori di risultato.
Collaborazioni e partnership
Il progetto può coinvolgere soggetti terzi qualificati, come:
- scuole;
- università;
- enti locali;
- organizzazioni del Terzo settore;
- ordini professionali;
- organismi di composizione della crisi;
- enti pubblici;
- soggetti con competenze specialistiche.
Le partnership devono apportare servizi, competenze o risorse aggiuntive.
Devono essere definite attraverso lettere di adesione, accordi o documenti che chiariscano:
- ruolo;
- attività;
- risorse;
- personale;
- risultati;
- assenza di conflitti di interesse.
Spese ammissibili
Le categorie operative devono essere controllate nell’allegato annuale 2027. Il modello adottato dalla Regione nelle precedenti edizioni comprende le seguenti voci.
Personale dipendente
Può essere riconosciuto il costo del personale dipendente impiegato specificamente nel progetto.
Il costo deve essere calcolato sulla base di:
- ore effettivamente dedicate;
- costo orario;
- periodo di impiego;
- attività svolta;
- documentazione del rapporto di lavoro.
Non è sufficiente imputare genericamente una quota dello stipendio.
Sono necessari strumenti come:
- prospetti delle ore;
- timesheet;
- cedolini;
- calcolo del costo orario;
- descrizione delle mansioni;
- documenti contabili.
Collaboratori parasubordinati
Possono essere ammessi collaboratori con regolare contratto, quando impiegati specificamente nelle attività.
Il rapporto deve rispettare la normativa vigente e deve risultare coerente con il progetto.
Consulenze e prestazioni professionali
Sono ammissibili servizi specialistici di cui l’associazione non dispone internamente.
Possono riguardare:
- diritto dei consumatori;
- educazione finanziaria;
- psicologia economica;
- accessibilità;
- comunicazione;
- informatica;
- sicurezza digitale;
- formazione;
- ricerca sociale;
- produzione di contenuti.
L’incarico deve essere formalizzato e proporzionato all’attività.
Il professionista deve possedere:
- titolo coerente;
- esperienza;
- curriculum;
- requisiti professionali;
- assenza di incompatibilità.
Non dovrebbero essere affidate consulenze a componenti degli organi di vertice dell’associazione o a soggetti collegati, salvo quanto espressamente ammesso dalla disciplina.
Comunicazione
Possono essere riconosciuti servizi per:
- stampa;
- progettazione grafica;
- produzione video;
- contenuti digitali;
- campagne informative;
- siti e pagine tematiche;
- organizzazione di eventi;
- seminari;
- corsi;
- iniziative radiotelevisive;
- distribuzione dei materiali.
La spesa deve essere collegata alle tematiche del progetto e documentata attraverso contratti, fatture e materiali prodotti.
Rimborsi ai volontari
I rimborsi devono rispettare il Codice del Terzo settore.
Sono ammessi soltanto costi:
- effettivamente sostenuti;
- collegati alle attività;
- documentati;
- previsti dalle regole interne dell’associazione.
Non sono ammessi rimborsi forfettari.
Quando viene utilizzata l’autocertificazione prevista dalla normativa, devono essere rispettati i limiti giornalieri e mensili applicabili.
Spese accessorie di progetto
Le precedenti discipline regionali hanno riconosciuto entro un limite specifico spese come:
- rendicontazione;
- contabilità;
- segreteria;
- consulenza del lavoro;
- garanzie;
- adempimenti amministrativi.
Nell’ultima regolamentazione annuale disponibile tali spese erano ammesse entro il 10% del costo totale del progetto. Il limite deve essere verificato sull’Avviso 2027 definitivo.
Spese generali
Le precedenti edizioni hanno previsto il riconoscimento forfettario di una quota per:
- affitto;
- illuminazione;
- riscaldamento;
- telefono;
- servizi postali;
- cancelleria;
- viaggi;
- missioni;
- altri costi indiretti.
Nell’ultima disciplina annuale disponibile la quota forfettaria era pari al 20% del costo totale del progetto, senza rendicontazione analitica. Anche questo parametro deve essere controllato nella modulistica 2027.
Spese normalmente non ammissibili
Non dovrebbero essere inseriti:
- costi estranei al progetto;
- spese sostenute fuori dal periodo ammesso;
- rimborsi forfettari ai volontari;
- consulenze generiche;
- incarichi privi di contratto;
- costi non documentati;
- acquisti di beni non necessari;
- multe;
- sanzioni;
- interessi;
- spese personali;
- attività commerciali;
- costi già integralmente finanziati da altri contributi;
- compensi incompatibili con le cariche associative;
- spese ordinarie prive di collegamento con il programma.
Periodo di realizzazione
I progetti devono essere realizzati nell’anno:
2027
Sulla base della struttura delle annualità precedenti, il periodo ordinario dovrebbe decorrere dal:
01/01/2027 al 31/12/2027
Le spese devono essere sostenute nel periodo stabilito e pagate entro il termine indicato per la rendicontazione.
Il calendario definitivo deve essere verificato nell’allegato 2027, soprattutto per:
- data ultima di pagamento;
- termine di rendicontazione;
- ammissibilità di attività preparatorie;
- gestione delle eventuali proroghe.
Come presentare la domanda
La procedura utilizzata dalla Regione nelle precedenti annualità prevede la trasmissione tramite PEC.
La candidatura dovrebbe comprendere:
- modulo di domanda;
- scheda dettagliata del progetto;
- piano finanziario;
- dichiarazioni dell’associazione proponente;
- dichiarazioni delle associazioni aggregate;
- documentazione antimafia;
- scheda sintetica destinata alla pubblicazione;
- documenti relativi ai partner;
- eventuale procura;
- documentazione sull’imposta di bollo.
I file devono essere predisposti in formato PDF.
La domanda deve essere firmata:
- digitalmente;
- oppure con firma autografa, quando ammessa, allegando il documento di identità.
Una firma digitale scaduta, sospesa o revocata equivale a una mancata sottoscrizione.
Imposta di bollo
La domanda deve essere presentata nel rispetto della normativa sull’imposta di bollo, salvo l’applicazione di una specifica esenzione.
L’associazione deve verificare:
- propria posizione fiscale;
- eventuale esenzione;
- modalità di assolvimento;
- dichiarazione da inserire;
- documento da allegare.
L’esenzione non deve essere presunta soltanto in base alla natura associativa.
Documenti da preparare
Scheda progettuale
La scheda deve descrivere:
- titolo;
- contesto;
- problemi individuati;
- destinatari;
- obiettivi generali;
- obiettivi specifici;
- attività;
- calendario;
- territori coinvolti;
- modalità operative;
- risorse umane;
- partner;
- prodotti;
- risultati;
- indicatori;
- budget.
Piano finanziario
Il budget deve distinguere:
- personale;
- collaboratori;
- consulenze;
- comunicazione;
- eventi;
- volontari;
- spese accessorie;
- spese generali;
- risorse proprie;
- contributi di partner;
- contributo richiesto.
Ogni voce deve essere collegata a una precisa attività.
Dichiarazioni dell’aggregazione
Quando il progetto è presentato congiuntamente, ciascuna associazione deve dichiarare:
- partecipazione;
- possesso dei requisiti;
- ruolo;
- attività;
- impegni;
- responsabilità;
- assenza di condizioni ostative.
Dichiarazioni antimafia
Devono essere identificati i soggetti sottoposti alla verifica secondo il Decreto legislativo n. 159/2011.
La documentazione deve essere aggiornata e coerente con gli organi associativi effettivamente in carica.
Documenti dei partner
Le collaborazioni devono essere dimostrate attraverso:
- lettere di adesione;
- accordi;
- convenzioni;
- dichiarazioni di disponibilità;
- quantificazione delle risorse;
- descrizione delle attività.
Valutazione dei progetti
La procedura è valutativa.
La Regione verifica prima:
- rispetto della scadenza;
- modalità di invio;
- firma;
- iscrizione al Registro;
- completezza della documentazione;
- requisiti delle associazioni;
- ammissibilità delle attività;
- correttezza del budget.
I progetti formalmente ammissibili vengono valutati da un gruppo di lavoro regionale.
La valutazione considera normalmente:
- completezza progettuale;
- coerenza con le priorità;
- qualità;
- originalità;
- efficacia potenziale;
- numero di destinatari;
- diffusione territoriale;
- qualità dei prodotti;
- rete degli sportelli;
- rappresentatività dell’associazione;
- partecipazione aggregata;
- risorse proprie;
- partnership qualificate.
Nell’ultima disciplina annuale completamente consultabile la soglia di idoneità era pari a 60 punti su 100. La conferma della medesima soglia per il 2027 deve essere effettuata sull’allegato definitivo.
Come migliorare la qualità della candidatura
Definire un problema preciso
È preferibile affrontare un bisogno ben identificato, ad esempio:
- truffe bancarie ai danni degli anziani;
- sovraindebitamento delle famiglie;
- difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari digitali;
- scarsa conoscenza delle garanzie negli acquisti online;
- contratti energetici sottoscritti senza piena consapevolezza.
Un progetto eccessivamente generico rischia di produrre attività poco misurabili.
Individuare destinatari concreti
Occorre indicare:
- numero;
- età;
- territorio;
- vulnerabilità;
- bisogni;
- modalità di coinvolgimento;
- strumenti di accessibilità.
Usare indicatori misurabili
Possono essere utilizzati:
- numero di incontri;
- partecipanti;
- scuole coinvolte;
- Comuni raggiunti;
- materiali distribuiti;
- accessi alle pagine;
- visualizzazioni;
- richieste di assistenza;
- questionari compilati;
- miglioramento delle conoscenze;
- pratiche risolte.
Distinguere risultati e attività
Un incontro è un’attività.
Un aumento documentato della capacità dei partecipanti di riconoscere una truffa è un risultato.
La scheda dovrebbe chiarire entrambi.
Costruire un’aggregazione funzionale
La partecipazione di più associazioni è utile quando consente di:
- ampliare il territorio;
- integrare competenze;
- raggiungere destinatari differenti;
- utilizzare sportelli esistenti;
- evitare duplicazioni.
Non è utile creare aggregazioni formali prive di un’effettiva distribuzione delle attività.
Prevedere l’accessibilità
I materiali dovrebbero considerare:
- leggibilità;
- sottotitoli;
- trascrizioni;
- contrasto grafico;
- compatibilità con lettori di schermo;
- linguaggio facile da leggere;
- traduzioni;
- accessibilità degli eventi.
Preparare un budget prudente
Il piano finanziario dovrebbe essere sostenibile anche in caso di riduzione del contributo.
È utile distinguere:
- attività essenziali;
- attività migliorative;
- costi fissi;
- costi riducibili;
- risorse proprie;
- contributi dei partner.
Liquidazione e anticipo
Nelle precedenti annualità il contributo poteva essere liquidato:
- in un’unica soluzione a saldo;
- in due quote, con una prima erogazione e il saldo finale.
L’ultima regolamentazione annuale prevedeva una prima quota fino al 30%, subordinata alla dimostrazione di attività realizzate e spese sostenute almeno nella medesima percentuale.
Non si trattava quindi di un anticipo erogato immediatamente dopo la concessione.
La conferma delle modalità per il 2027 deve essere effettuata sulla modulistica annuale.
Rendicontazione
La rendicontazione deve dimostrare:
- attività realizzate;
- destinatari raggiunti;
- risultati ottenuti;
- spese sostenute;
- pagamenti;
- rispetto del progetto;
- materiali prodotti;
- comunicazione istituzionale;
- contributi di partner;
- eventuali risorse proprie.
Devono essere conservati:
- fatture;
- ricevute;
- contratti;
- lettere di incarico;
- quietanze;
- estratti conto;
- cedolini;
- timesheet;
- registri dei volontari;
- documenti relativi agli eventi;
- copie dei materiali;
- statistiche digitali;
- elenchi dei partecipanti;
- questionari;
- relazioni.
Obblighi dei beneficiari
Le associazioni devono:
- realizzare le attività approvate;
- comunicare eventuali variazioni;
- utilizzare il contributo esclusivamente per il progetto;
- evitare il doppio finanziamento;
- conservare la documentazione;
- consentire controlli;
- rispettare gli obblighi di trasparenza;
- indicare il sostegno regionale nei materiali;
- comunicare preventivamente gli eventi quando richiesto;
- rispettare la normativa sulla privacy;
- pubblicare i contributi ricevuti quando previsto dalla Legge n. 124/2017.
Le associazioni beneficiarie devono inoltre rispettare le disposizioni regionali relative alla pubblicazione dei dati sui contributi.
Checklist pratica
Prima dell’invio è opportuno verificare che:
- l’associazione sia iscritta al Registro regionale;
- l’iscrizione sia valida;
- ciascuna associazione partecipi a un solo progetto;
- sia stata individuata la capofila;
- il progetto riguardi attività istituzionali non economiche;
- le attività siano coerenti con le priorità 2026-2027;
- i destinatari siano definiti;
- il territorio sia indicato;
- gli obiettivi siano misurabili;
- il cronoprogramma copra il 2027;
- il budget sia coerente;
- le spese siano ammissibili;
- le consulenze siano motivate;
- i partner abbiano firmato le adesioni;
- siano predisposte le dichiarazioni antimafia;
- sia verificata l’imposta di bollo;
- la domanda sia firmata correttamente;
- gli allegati siano in PDF;
- la PEC sia attiva;
- l’indirizzo PEC regionale sia verificato;
- sia conservata la ricevuta di consegna;
- l’invio avvenga entro il 02/12/2026.
Link ufficiali
Pagina della Regione Emilia-Romagna sulla tutela dei consumatori:
https://imprese.regione.emilia-romagna.it/commercio/temi/tutela-dei-consumatori
Piano di attività 2026-2027 – BURERT:
https://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=111ab923a8264a72922900a59304cb06
Legge regionale 27 marzo 2017, n. 4:
https://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:legge:2017;4
Pagina regionale dei bandi:
https://imprese.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/tutti-i-bandi
PEC del Settore competente:
comtur@postacert.regione.emilia-romagna.it
Contatti per i finanziamenti:
Marcello Santoro – 051 5276505
Emanuela Carvetta – 051 5273119
Prima dell’invio deve essere scaricato dalla pagina ufficiale il pacchetto definitivo del bando 2027, completo dei moduli e delle istruzioni aggiornate.
Scheda rapida finale
Titolo: Contributi alle associazioni dei consumatori e degli utenti per progetti da realizzarsi nel 2027
Normativa: Legge regionale Emilia-Romagna n. 4/2017
Programmazione: Piano regionale per la tutela dei consumatori 2026-2027
Beneficiari: associazioni iscritte al Registro regionale dei consumatori e degli utenti
Territorio: Emilia-Romagna
Ente proponente: Regione Emilia-Romagna
Gestore: Settore Turismo, Commercio, Economia urbana e Sport
Dotazione: 200.000 euro
Forma del sostegno: contributo a fondo perduto
Intensità massima: 100% della spesa ammissibile
Massimale per progetto: non indicato nella documentazione attualmente indicizzata
Apertura: 28/07/2026
Scadenza: 02/12/2026
Procedura: valutativa
Attività: formazione, informazione, sensibilizzazione, ricerche, materiali, eventi e campagne
Modalità prevista: invio tramite PEC, da verificare nell’allegato annuale
Realizzazione: anno 2027
Priorità: consumo consapevole, educazione finanziaria, sovraindebitamento, servizi pubblici, accessibilità digitale e prevenzione delle truffe
Vuoi preparare il progetto per il 2027?
La candidatura richiede una chiara definizione dei destinatari, attività misurabili, un budget coerente, la corretta organizzazione dell’eventuale aggregazione e la predisposizione di tutte le dichiarazioni previste.
Atamai può affiancare le associazioni nella progettazione delle attività, nella costruzione del piano finanziario, nella definizione degli indicatori e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la domanda.
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