Attività artigianali nel GAL del Ducato: contributi fino a 150.000 euro per le piccole imprese
Il GAL del Ducato sostiene gli investimenti delle micro e piccole imprese artigiane che operano nelle aree rurali delle province di Parma e Piacenza.
La seconda edizione del bando finanzia il miglioramento e lo sviluppo di laboratori, officine, botteghe e altre attività produttive extra-agricole capaci di creare occupazione, valorizzare le competenze locali e mantenere servizi economici nei territori rurali e montani.
Possono essere finanziati, tra gli altri:
- lavori di adeguamento dei locali;
- ampliamenti e ristrutturazioni;
- impianti;
- macchinari;
- attrezzature produttive;
- arredi e dotazioni;
- software;
- strumenti informatici;
- mezzi strettamente funzionali all’attività;
- sistemazione delle aree esterne;
- azioni promozionali collegate all’investimento.
La dotazione complessiva è pari a:
812.417,71 euro
Il contributo è concesso in conto capitale nelle seguenti misure:
- 60% per gli investimenti realizzati nelle zone rurali D;
- 50% per gli investimenti realizzati nelle zone rurali C.
La spesa ammissibile deve essere compresa tra:
- minimo 20.000 euro;
- massimo 250.000 euro.
Il contributo massimo teorico è quindi:
- 150.000 euro nelle zone D;
- 125.000 euro nelle zone C.
Le domande devono essere presentate tramite SIAG entro:
30/11/2026, ore 17:00
Nome ufficiale del bando
La denominazione completa è:
DU_SRD14A – Azione b) Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali – Attività artigianali – Seconda edizione
L’intervento è attuato nell’ambito di:
SRG06 LEADER – Attuazione delle strategie di sviluppo locale
e del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna.
L’ambito tematico di riferimento è:
Sistemi di offerta socioculturali e turistico-ricreativi locali
Il bando è stato approvato con:
Delibera del Consiglio di amministrazione del GAL del Ducato n. 124 del 28/05/2026
La pubblicazione è avvenuta il:
15/06/2026
Finalità dell’intervento
La misura intende sostenere la permanenza e lo sviluppo delle imprese artigiane nei territori rurali.
Gli obiettivi comprendono:
- contrastare lo spopolamento;
- creare e mantenere posti di lavoro;
- favorire l’imprenditoria giovanile;
- favorire l’imprenditoria femminile;
- migliorare la qualità dei servizi locali;
- valorizzare competenze e produzioni territoriali;
- modernizzare i processi produttivi;
- ridurre i consumi energetici;
- migliorare la sicurezza e la funzionalità dei laboratori;
- introdurre strumenti digitali;
- aumentare la capacità produttiva;
- mantenere attività economiche nelle aree più marginali;
- offrire servizi alle imprese e alla popolazione locale.
Il progetto deve rappresentare un effettivo sviluppo aziendale.
La semplice sostituzione ordinaria di un bene usurato, senza un miglioramento misurabile dell’attività, può non essere sufficiente a dimostrare la qualità dell’investimento.
Beneficiari
Possono presentare domanda:
micro e piccole imprese extra-agricole
Le imprese devono partecipare:
- in forma singola;
- come soggetti già costituiti;
- con un’attività attiva;
- con un codice ATECO compreso nell’elenco allegato al bando;
- con un’unità operativa nel territorio interessato;
- nel rispetto della definizione europea di micro o piccola impresa.
Non possono accedere:
- persone fisiche che intendono costituire l’impresa dopo la domanda;
- medie imprese;
- grandi imprese;
- imprese che esercitano attività agricola;
- soggetti privi di un codice ATECO ammesso;
- attività localizzate fuori dall’area LEADER.
Impresa già costituita
Il bando non è una misura per l’avvio futuro di nuove imprese.
Alla data della domanda il soggetto deve già risultare:
- costituito;
- iscritto al Registro delle imprese;
- titolare di partita IVA;
- attivo;
- dotato di un’unità locale o operativa ammissibile.
Un aspirante imprenditore non ancora iscritto non può utilizzare questo intervento per costituire successivamente l’attività.
Micro e piccola impresa
La dimensione aziendale deve essere verificata applicando la normativa europea.
Non è sufficiente considerare soltanto i dati della società richiedente.
Devono essere analizzati anche:
- soci;
- partecipazioni;
- società controllanti;
- società controllate;
- imprese associate;
- imprese collegate;
- rapporti di controllo;
- occupati;
- fatturato;
- totale di bilancio.
Una società che, individualmente, presenta pochi dipendenti può risultare media o grande quando viene considerato il gruppo di appartenenza.
Impresa extra-agricola
Il richiedente non può esercitare le attività agricole previste dall’articolo 2135 del Codice civile.
Il divieto riguarda anche l’attività agricola secondaria.
Un’impresa che svolge contemporaneamente:
- un’attività artigianale;
- un’attività agricola;
potrebbe quindi risultare esclusa anche quando il progetto riguarda soltanto il ramo artigianale.
Prima della candidatura devono essere controllati:
- visura camerale;
- attività primaria;
- attività secondarie;
- oggetto sociale;
- codici ATECO;
- attività effettivamente esercitate.
Codici ATECO ammessi
Il possesso di un codice ATECO coerente con l’attività artigianale è un requisito essenziale.
Non tutte le attività classificate genericamente come produttive o di servizio sono automaticamente ammesse.
L’impresa deve verificare:
- codice ATECO 2025;
- corrispondenza con l’elenco del bando;
- codice della sede interessata;
- attività primaria e secondaria;
- attività effettivamente esercitata;
- eventuali variazioni camerali recenti.
Una modifica del codice effettuata esclusivamente per accedere al contributo, senza un’attività concretamente avviata, può non essere sufficiente.
Quali imprese possono essere interessate
L’ammissibilità dipende sempre dall’elenco ufficiale dei codici ATECO.
A titolo esemplificativo, il bando può risultare rilevante per attività operanti nei settori:
- lavorazione del legno;
- falegnameria;
- carpenteria;
- lavorazioni metalliche;
- meccanica;
- riparazioni;
- ceramica;
- pietra;
- tessile;
- abbigliamento;
- pelletteria;
- produzione di manufatti;
- installazione e manutenzione;
- lavorazioni artistiche;
- servizi tecnici artigianali;
- attività collegate alle produzioni locali.
L’esempio del settore non sostituisce la verifica del codice.
Territorio interessato
Gli investimenti devono essere realizzati esclusivamente nel territorio LEADER del:
GAL del Ducato
L’area interessa interamente o parzialmente:
- 60 Comuni;
- 31 Comuni della provincia di Parma;
- 29 Comuni della provincia di Piacenza.
La superficie complessiva supera 4.000 chilometri quadrati e comprende aree collinari, montane e rurali intermedie.
La presenza della sede legale nelle province di Parma o Piacenza non è sufficiente.
Occorre verificare che:
- l’unità operativa interessata rientri nell’area LEADER;
- l’indirizzo sia correttamente registrato;
- gli investimenti materiali vengano installati nella sede ammissibile;
- l’immobile ricada in zona C o D;
- la localizzazione sia coerente con la mappa ufficiale.
Zone C e zone D
La classificazione territoriale determina l’intensità del contributo.
Zone D
Le zone D sono aree rurali con problemi di sviluppo.
Per gli investimenti realizzati in queste aree il contributo è pari al:
60%
Con una spesa massima di 250.000 euro, il contributo può raggiungere:
150.000 euro
Zone C
Le zone C sono aree rurali intermedie.
Per gli investimenti realizzati in queste aree il contributo è pari al:
50%
Con una spesa massima di 250.000 euro, il contributo può raggiungere:
125.000 euro
Esempi di calcolo
Investimento da 50.000 euro in zona D
- spesa ammissibile: 50.000 euro;
- contributo al 60%: 30.000 euro;
- quota dell’impresa: 20.000 euro.
Investimento da 50.000 euro in zona C
- spesa ammissibile: 50.000 euro;
- contributo al 50%: 25.000 euro;
- quota dell’impresa: 25.000 euro.
Investimento da 200.000 euro in zona D
- spesa ammissibile: 200.000 euro;
- contributo al 60%: 120.000 euro;
- quota dell’impresa: 80.000 euro.
Investimento massimo in zona D
- spesa: 250.000 euro;
- contributo: 150.000 euro;
- quota dell’impresa: 100.000 euro.
Investimento massimo in zona C
- spesa: 250.000 euro;
- contributo: 125.000 euro;
- quota dell’impresa: 125.000 euro.
Spesa minima
Il progetto deve presentare una spesa ammissibile di almeno:
20.000 euro
La soglia deve essere rispettata anche dopo l’istruttoria.
Se alcune voci vengono escluse e il costo riconosciuto scende sotto il minimo, la domanda può diventare inammissibile.
È quindi consigliabile non costruire un progetto esattamente pari a 20.000 euro.
Spesa massima
La spesa massima ammissibile è:
250.000 euro
L’impresa può realizzare un investimento complessivamente superiore, ma la parte eccedente:
- non produce contributo;
- resta interamente a carico del beneficiario;
- deve essere finanziariamente sostenibile;
- deve essere chiaramente separata nel quadro economico.
Opere murarie e impiantistiche
Sono finanziabili opere necessarie per:
- adeguare;
- ampliare;
- migliorare;
- rinnovare;
gli immobili nei quali viene esercitata l’attività.
Possono rientrare, quando direttamente funzionali al progetto:
- ristrutturazione del laboratorio;
- ampliamento degli spazi produttivi;
- rifacimento degli impianti;
- adeguamento elettrico;
- impianti di aspirazione;
- impianti idrici;
- climatizzazione;
- distribuzione dell’aria compressa;
- miglioramento dell’illuminazione;
- adeguamento dei flussi produttivi;
- eliminazione delle barriere;
- miglioramento della sicurezza;
- interventi per il contenimento dei consumi.
Le opere devono rispettare la normativa edilizia, urbanistica, ambientale e paesaggistica.
Efficienza energetica
Le opere possono comprendere interventi finalizzati a ridurre i consumi del laboratorio o dell’officina.
Esempi:
- isolamento;
- serramenti;
- impianti efficienti;
- illuminazione a basso consumo;
- sistemi di regolazione;
- recupero del calore;
- sostituzione di impianti energivori;
- monitoraggio dei consumi.
Il progetto dovrebbe indicare risultati misurabili, come:
- riduzione dei kWh;
- riduzione dei consumi per unità prodotta;
- minori emissioni;
- riduzione dei costi;
- miglioramento delle condizioni di lavoro.
Macchinari e attrezzature
Sono finanziabili macchinari, impianti e attrezzature funzionali allo sviluppo aziendale.
Esempi:
- torni;
- frese;
- macchine a controllo numerico;
- presse;
- taglierine;
- piegatrici;
- saldatrici;
- strumenti di precisione;
- forni;
- macchine per lavorazione del legno;
- attrezzature per ceramica;
- impianti di verniciatura;
- sistemi di aspirazione;
- attrezzature per manutenzione;
- macchine per confezionamento;
- strumenti di collaudo;
- sistemi di movimentazione.
Il bene deve essere:
- nuovo;
- direttamente collegato al progetto;
- proporzionato alle necessità;
- installato nell’unità operativa ammissibile;
- documentato attraverso preventivi e schede tecniche.
Trasformazione e Allegato I del TFUE
Sono ammissibili impianti di lavorazione o trasformazione soltanto a condizione che il processo produttivo non riguardi contemporaneamente prodotti in entrata e in uscita compresi nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
La verifica è particolarmente importante per attività che lavorano:
- prodotti alimentari;
- materie prime agricole;
- prodotti forestali;
- produzioni di origine animale o vegetale.
Il progetto deve descrivere chiaramente:
- materia prima in ingresso;
- processo;
- prodotto finale;
- classificazione merceologica;
- eventuale appartenenza all’Allegato I.
Arredi e dotazioni
Sono ammessi beni inventariabili destinati all’allestimento interno dell’immobile interessato.
Possono rientrare:
- banchi da lavoro;
- scaffalature;
- armadi tecnici;
- tavoli;
- sistemi di stoccaggio;
- postazioni;
- arredi per esposizione;
- dotazioni per accoglienza dei clienti;
- elementi funzionali all’organizzazione del laboratorio.
Gli arredi devono essere funzionali all’investimento e non destinati all’abitazione privata.
Aree esterne
Sono finanziabili lavori sulle aree esterne di stretta pertinenza dell’immobile.
Gli interventi devono essere necessari per rendere la struttura:
- accessibile;
- sicura;
- utilizzabile;
- funzionale.
La spesa non può superare il:
15% delle opere murarie e impiantistiche ammissibili
Possono rientrare:
- percorsi di accesso;
- sistemazione delle superfici;
- spazi operativi;
- collegamenti;
- aree strettamente funzionali alle attività;
- interventi per l’accessibilità.
Software e strumenti informatici
Sono ammissibili software e attrezzature informatiche funzionali al progetto.
Esempi:
- software CAD;
- software CAM;
- programmi per la progettazione;
- sistemi per il controllo della produzione;
- software per gestione commesse;
- strumenti per magazzino e tracciabilità;
- sistemi per preventivazione;
- apparecchiature per progettazione e produzione;
- soluzioni per il monitoraggio dei macchinari;
- sistemi di gestione della qualità.
Il semplice rinnovo ordinario dei computer, non collegato a un processo di sviluppo, potrebbe non essere sufficiente.
Veicoli industriali
Sono ammissibili veicoli industriali con portata totale a terra superiore a:
35 quintali
Possono essere compresi i relativi allestimenti quando direttamente funzionali all’attività.
Il progetto deve dimostrare:
- utilità produttiva;
- collegamento con l’attività;
- necessità;
- dimensionamento;
- utilizzo presso l’unità finanziata.
Veicoli non industriali
I veicoli non industriali sono ammissibili soltanto quando strettamente funzionali all’attività finanziata.
Possono rientrare, a titolo esemplificativo:
- furgoni;
- minivan;
- pulmini;
- mezzi per il trasporto merci;
- camion;
- autonegozi;
- autobus;
- veicoli specificamente allestiti;
- mezzi per il trasporto di persone con disabilità;
- taxi o mezzi per noleggio con conducente, quando coerenti con il codice ammesso.
La spesa massima riconoscibile è:
30.000 euro
Non sono ammissibili le autovetture fino a cinque posti, anche quando immatricolate come autocarri.
Spese di promozione
Le attività promozionali sono ammesse entro il:
10% delle spese di investimento materiale
Devono essere direttamente collegate all’investimento.
Possono riguardare:
- lancio di una nuova linea;
- presentazione del laboratorio rinnovato;
- materiali informativi;
- contenuti digitali;
- promozione di nuovi servizi;
- aggiornamento degli strumenti commerciali.
Non è finanziabile un progetto composto esclusivamente da pubblicità o comunicazione.
Spese generali
Le spese generali sono ammissibili soltanto quando direttamente collegate agli investimenti.
Possono comprendere:
- progettazione;
- direzione lavori;
- relazioni tecniche;
- pratiche edilizie;
- sicurezza;
- studi;
- collaudi;
- assistenza specialistica strettamente necessaria.
Le percentuali applicabili devono essere verificate nel bando integrale aggiornato e nell’errata corrige.
Spese da considerare con cautela
Prima di inserirle nel progetto è necessario controllare attentamente:
- manutenzione ordinaria;
- sostituzioni prive di miglioramento;
- beni usati;
- leasing;
- consulenze generiche;
- costi di gestione;
- materiali di consumo;
- scorte;
- utenze;
- personale ordinario;
- IVA;
- interessi;
- immobili residenziali;
- spese non tracciabili;
- acquisti da soggetti collegati;
- investimenti avviati prima della domanda.
La presenza di una voce nel preventivo non ne garantisce l’ammissibilità.
Quando avviare l’investimento
Prima di ordinare macchinari o avviare i lavori occorre verificare la regola dell’effetto incentivante prevista dal bando.
Possono costituire avvio:
- accettazione vincolante di un preventivo;
- firma di un ordine;
- versamento di un acconto;
- consegna del bene;
- avvio dei lavori;
- stipula di un contratto non revocabile.
Le attività preparatorie, come richieste di preventivi e progettazione preliminare, devono essere distinte dall’avvio effettivo.
La soluzione più prudente è protocollare la domanda prima di assumere impegni vincolanti.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere compilata online attraverso:
SIAG – Sistema Informativo Agricolo di AGREA
Anche le imprese extra-agricole devono effettuare gli adempimenti anagrafici richiesti dal sistema regionale.
Prima della compilazione occorre:
- verificare l’iscrizione nell’Anagrafe regionale;
- predisporre o aggiornare il fascicolo;
- ottenere l’accreditamento;
- individuare il soggetto abilitato;
- raccogliere la documentazione;
- predisporre il piano economico;
- caricare gli allegati;
- sottoscrivere;
- protocollare la pratica.
Una domanda salvata ma non protocollata non risulta presentata.
Apertura e scadenza
Il bando è stato pubblicato il:
15/06/2026
La scadenza è:
30/11/2026, ore 17:00
La pagina regionale indica come termine previsto di conclusione del procedimento:
30/04/2027
Questa data riguarda il procedimento amministrativo e non deve essere confusa con il termine di realizzazione degli investimenti.
Documenti da predisporre
In funzione del progetto possono essere necessari:
- relazione tecnico-economica;
- descrizione dell’impresa;
- piano di sviluppo;
- quadro degli investimenti;
- cronoprogramma;
- preventivi;
- schede tecniche;
- computo metrico;
- progetto edilizio;
- planimetrie;
- fotografie;
- titolo di proprietà;
- contratto di locazione o disponibilità dell’immobile;
- autorizzazione del proprietario;
- documentazione urbanistica;
- titoli edilizi;
- documentazione energetica;
- visura camerale;
- modello per la dimensione d’impresa;
- documentazione delle società collegate;
- dichiarazioni sugli aiuti;
- documentazione relativa ai criteri di selezione;
- eventuali autorizzazioni ambientali;
- firma digitale;
- documentazione relativa al bollo.
Preventivi
I preventivi devono consentire di valutare:
- natura del bene;
- caratteristiche tecniche;
- quantità;
- prezzo;
- installazione;
- trasporto;
- messa in funzione;
- eventuali accessori;
- IVA;
- tempi di consegna.
Offerte eccessivamente generiche possono non dimostrare la congruità della spesa.
Per beni complessi è opportuno allegare:
- scheda tecnica;
- configurazione;
- capacità;
- potenza;
- funzioni;
- eventuali alternative considerate.
Relazione tecnico-economica
La relazione dovrebbe spiegare:
- situazione iniziale;
- attività svolta;
- mercato;
- problemi da risolvere;
- investimenti;
- innovazione introdotta;
- incremento della capacità;
- miglioramento della qualità;
- effetti sull’occupazione;
- impatto energetico;
- sostenibilità finanziaria;
- tempi;
- risultati attesi.
La Commissione deve poter comprendere perché ogni voce è necessaria.
Valutazione e graduatoria
La procedura è:
valutativa a graduatoria
Le domande saranno esaminate attraverso:
- verifica della ricevibilità;
- controllo dei requisiti;
- verifica dell’ATECO;
- verifica della localizzazione;
- controllo tecnico ed economico;
- valutazione dei criteri;
- formazione della graduatoria;
- concessione fino all’esaurimento delle risorse.
La scheda pubblica ufficiale non riproduce la griglia dei punteggi o l’eventuale soglia minima.
Prima dell’invio è quindi indispensabile consultare:
- avviso integrale aggiornato;
- errata corrige;
- allegato dei codici ATECO;
- criteri di selezione;
- disposizioni comuni regionali.
Non è corretto attribuire alla seconda edizione il punteggio previsto da altri bandi o dalla precedente edizione senza una verifica dell’allegato ufficiale.
Aspetti da presidiare nella graduatoria
Anche senza anticipare punteggi non pubblicati nella scheda, il progetto dovrebbe documentare con precisione:
- localizzazione in zona C o D;
- natura artigianale dell’attività;
- età dell’impresa;
- eventuale composizione giovanile;
- eventuale composizione femminile;
- rilevanza dell’investimento;
- innovazione;
- effetti occupazionali;
- riduzione dei consumi;
- qualità delle attrezzature;
- coerenza tra costi e obiettivi;
- sostenibilità finanziaria;
- cantierabilità.
Ogni premialità deve essere richiesta soltanto quando dimostrabile con documenti validi.
Ente titolare e gestione
Il soggetto attuatore e responsabile del bando è:
GAL del Ducato Soc. Cons. a r.l.
La misura rientra nella programmazione dello sviluppo rurale della:
Regione Emilia-Romagna
La gestione telematica avviene tramite:
AGREA – Sistema Informativo Agricolo SIAG
Il Responsabile del procedimento è:
Giovanni Pattoneri
Il referente tecnico-amministrativo è:
Andrea Tramelli
Atamai non è l’ente concedente, non attribuisce i punteggi e non approva la graduatoria.
Può affiancare l’impresa nella verifica del codice ATECO, della dimensione aziendale, della localizzazione, delle spese e della documentazione da presentare.
Suggerimenti operativi
Verificare per primo il codice ATECO
Un investimento tecnicamente valido può essere escluso se l’attività non compare nell’elenco.
Controllare la natura extra-agricola
Non deve risultare attività agricola neppure come attività secondaria.
Distinguere zona C e zona D
La classificazione modifica il contributo di dieci punti percentuali.
Non avviare gli acquisti
Ordini e acconti possono compromettere l’effetto incentivante.
Preparare preventivi confrontabili
Modelli, dotazioni e servizi devono essere chiaramente descritti.
Dimostrare lo sviluppo
Il progetto deve migliorare realmente capacità, qualità, efficienza o servizi.
Prevedere la liquidità
L’impresa deve finanziare la propria quota, l’IVA e gli eventuali costi esclusi.
Consultare l’errata corrige
Deve essere utilizzata la versione aggiornata dell’avviso, non un documento precedente.
Checklist pratica
Prima della domanda verificare che:
- l’impresa sia micro o piccola;
- sia già costituita;
- sia attiva;
- non eserciti attività agricola;
- possieda un codice ATECO ammesso;
- l’unità operativa sia nell’area LEADER;
- sia identificata la zona C o D;
- la spesa sia almeno di 20.000 euro;
- la spesa non superi 250.000 euro;
- il contributo sia calcolato con la corretta aliquota;
- i veicoli non industriali non superino 30.000 euro;
- le aree esterne non superino il 15% delle opere;
- la promozione non superi il 10% degli investimenti materiali;
- macchinari e attrezzature siano nuovi;
- l’investimento non sia stato avviato;
- non siano stati versati acconti;
- l’immobile sia nella disponibilità dell’impresa;
- siano verificati urbanistica e autorizzazioni;
- siano raccolti preventivi dettagliati;
- sia predisposta la relazione tecnico-economica;
- sia verificata la dimensione europea;
- siano controllate imprese collegate e associate;
- sia consultata l’errata corrige;
- siano verificati i criteri di graduatoria;
- l’impresa sia accreditata su SIAG;
- la pratica sia protocollata entro le ore 17:00 del 30/11/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale regionale del bando:
https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-rurale-23-27/opportunita/bandi-gal/2026/investimenti-produttivi-non-agricoli-in-aree-rurali-attivita-artigianali
Pagina ufficiale del GAL del Ducato:
https://galdelducato.it/avviso-pubblico-du_srd14a-azione-b-investimenti-produttivi-non-agricoli-in-aree-rurali-attivita-artigianali-ii-edizione/
Territorio e Comuni dell’area LEADER:
https://galdelducato.it/il-territorio/
Bandi aperti 2023-2027:
https://galdelducato.it/bandi-aperti-2023-2027/
Portale SIAG:
https://agreagestione.regione.emilia-romagna.it/
AGREA:
https://agrea.regione.emilia-romagna.it/
Contatto tecnico:
tecnico@galdelducato.it
Telefono del referente:
0523 647414
Scheda rapida finale
Titolo: DU_SRD14A – Azione b) Attività artigianali – Seconda edizione
Programma: SRG06 LEADER – PAC 2023-2027
Ente attuatore: GAL del Ducato
Beneficiari: micro e piccole imprese extra-agricole già costituite
Medie e grandi imprese: escluse
Imprese agricole: escluse, anche con attività agricola secondaria
Territorio: area LEADER di Parma e Piacenza
Comuni interessati: 60, interamente o parzialmente
Dotazione: 812.417,71 euro
Contributo zona D: 60%
Contributo zona C: 50%
Spesa minima: 20.000 euro
Spesa massima: 250.000 euro
Contributo massimo zona D: 150.000 euro
Contributo massimo zona C: 125.000 euro
Pubblicazione: 15/06/2026
Scadenza: 30/11/2026, ore 17:00
Procedura: valutativa a graduatoria
Punteggio minimo: da verificare nel bando aggiornato
Piattaforma: SIAG di AGREA
Veicoli non industriali: massimo 30.000 euro
Aree esterne: massimo 15% delle opere
Promozione: massimo 10% degli investimenti materiali
Responsabile del procedimento: Giovanni Pattoneri
Referente tecnico: Andrea Tramelli
Vuoi verificare l’ammissibilità dell’investimento?
Prima di sostenere spese è necessario controllare il codice ATECO, la natura extra-agricola dell’impresa, la classificazione territoriale, la dimensione europea, i preventivi e i criteri di graduatoria contenuti nella versione aggiornata dell’avviso.
Atamai può affiancare l’impresa nella verifica preliminare, nella costruzione del piano economico e nella predisposizione della pratica telematica.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.