Bando Certificazioni ESG Emilia 2026: contributi del 50% fino a 14.000 euro per le imprese

Bando Certificazioni ESG Emilia 2026: contributi del 50% fino a 14.000 euro per le imprese

La Camera di Commercio dell’Emilia sostiene le imprese delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia che intendono ottenere certificazioni ambientali, energetiche, sociali e di sostenibilità attraverso il Bando Certificazioni ESG 2026 – BC26.

La misura mette a disposizione complessivamente 500.000 euro e prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 14.000 euro per impresa.

L’investimento minimo richiesto è pari a 5.000 euro.

Il bando presenta un campo di applicazione particolarmente ampio: sono comprese certificazioni relative a gestione ambientale, energia, carbon footprint, economia circolare, responsabilità sociale, parità di genere, sostenibilità degli eventi, sostenibilità delle strutture ricettive, filiere forestali e modelli ESG.

Un aspetto importante è che non si tratta di un incentivo genericamente destinato alla consulenza sulla sostenibilità: il progetto deve essere finalizzato al conseguimento effettivo di una delle certificazioni ammesse e deve necessariamente comprendere anche una spesa sostenuta nei confronti dell’ente terzo certificatore.

A chi è destinato il Bando Certificazioni ESG 2026

Possono presentare domanda tutte le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, purché abbiano:

  • sede legale;
  • oppure un’unità operativa

nel territorio di competenza della Camera di Commercio dell’Emilia.

Il territorio comprende le province di:

  • Parma;
  • Piacenza;
  • Reggio Emilia.

Non si tratta quindi di un bando esclusivamente rivolto a micro, piccole e medie imprese.

Anche imprese di dimensioni maggiori possono valutare l’accesso alla misura, purché rispettino i requisiti previsti dal bando e la disciplina europea applicabile agli aiuti concessi in regime de minimis.

L’impresa deve risultare regolarmente iscritta e attiva al Registro delle Imprese e rispettare le condizioni amministrative, contributive e camerali previste.

Area geografica

L’agevolazione interessa il territorio della Camera di Commercio dell’Emilia, costituita dai territori provinciali di:

Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

È sufficiente che l’impresa disponga della sede legale oppure di un’unità operativa regolarmente registrata nel territorio camerale, nel rispetto delle condizioni stabilite dal bando.

Il progetto per il quale viene richiesto il contributo deve essere riferibile all’impresa beneficiaria e alla sua attività.

Chi propone e gestisce il bando

L’ente proponente ed erogatore è la:

Camera di Commercio dell’Emilia.

Il nome ufficiale completo della misura è:

“Bando per la concessione di contributi alle imprese per l’ottenimento di certificazioni ambientali, etiche e sociali per la promozione dei valori ESG – 2026 – Bando Certificazioni ESG 2026 – Codice progetto BC26”.

La Camera di Commercio mette a disposizione:

500.000 euro.

La gestione della domanda e della successiva rendicontazione avviene attraverso il sistema telematico Restart di InfoCamere.

Apertura e scadenza

Le richieste potranno essere presentate:

Apertura: 17/09/2026 alle ore 10:00

Scadenza: 29/09/2026 alle ore 16:00

La finestra disponibile è quindi relativamente breve.

È possibile predisporre preventivamente la pratica nel sistema Restart, ma l’invio deve essere effettuato esclusivamente durante il periodo di apertura previsto dal bando.

Un’istanza trasmessa prima dell’apertura viene respinta automaticamente dal sistema perché non coerente con i termini dello sportello.

Quanto finanzia il bando

L’agevolazione consiste in un:

contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.

Il contributo massimo concedibile è:

14.000 euro.

L’investimento minimo richiesto è invece:

5.000 euro di spese ammissibili.

Alcuni esempi permettono di comprenderne facilmente il funzionamento.

Con un investimento ammissibile di 5.000 euro, il contributo può arrivare a 2.500 euro.

Con una spesa di 10.000 euro, il contributo massimo teorico è pari a 5.000 euro.

Con un progetto da 20.000 euro, il contributo può raggiungere 10.000 euro.

Per ottenere il massimo di 14.000 euro occorre quindi disporre indicativamente di almeno 28.000 euro di spese ammissibili.

Premialità di 250 euro per il rating di legalità

Alle imprese in possesso del rating di legalità in corso di validità al momento della concessione viene riconosciuta una premialità aggiuntiva pari a:

250 euro.

La maggiorazione viene comunque riconosciuta nel limite delle spese effettivamente ammissibili e nel rispetto della disciplina europea applicabile.

Il rating di legalità viene attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – AGCM alle imprese che rispettano determinati requisiti di legalità e trasparenza.

Regime de minimis

Il contributo è concesso nell’ambito della disciplina europea sugli aiuti de minimis.

Prima della presentazione della domanda è quindi opportuno verificare gli aiuti de minimis già ricevuti dall’impresa unica nel periodo di riferimento previsto dalla normativa europea.

La disponibilità teorica del contributo camerale non significa automaticamente che l’impresa possa riceverne l’intero importo se il proprio plafond de minimis risulta già utilizzato.

Non è cumulabile con altri contributi pubblici

Un’altra regola importante riguarda il cumulo.

Il contributo della Camera di Commercio dell’Emilia previsto dal BC26 non è cumulabile con altri contributi pubblici riferiti alle medesime spese.

L’impresa deve quindi verificare che fatture e costi inseriti nella domanda non siano contemporaneamente utilizzati per ottenere un’altra agevolazione pubblica incompatibile.

Questa verifica è particolarmente importante quando l’azienda partecipa contemporaneamente a diversi programmi regionali, camerali o nazionali.

Quali certificazioni sono finanziabili

Il bando individua espressamente un elenco di certificazioni ammesse.

Il progetto deve essere finalizzato all’ottenimento di almeno una delle certificazioni previste.

ISO 14001 – Sistemi di gestione ambientale

Tra le certificazioni finanziabili figura la:

UNI EN ISO 14001:2015.

È uno degli standard internazionali più conosciuti in materia di sistemi di gestione ambientale.

La certificazione permette all’organizzazione di strutturare procedure per:

  • identificare gli impatti ambientali;
  • monitorare consumi e risorse;
  • gestire rifiuti ed emissioni;
  • definire obiettivi ambientali;
  • verificare il miglioramento delle prestazioni.

Può interessare imprese manifatturiere, attività di servizi, logistica, edilizia e numerosi altri settori.

ISO 50001 – Gestione dell’energia

È finanziabile anche la:

UNI CEI EN ISO 50001:2018.

Lo standard riguarda i sistemi di gestione dell’energia e permette alle imprese di strutturare un processo continuo di analisi e miglioramento delle prestazioni energetiche.

Può essere particolarmente interessante per aziende con consumi significativi di:

  • energia elettrica;
  • gas;
  • combustibili;
  • energia termica.

Il percorso può comprendere analisi dei consumi, definizione degli indicatori energetici e individuazione delle opportunità di miglioramento.

Carbon Footprint dell’organizzazione

È ammessa la certificazione:

UNI EN ISO 14064-1:2019.

Questa metodologia consente di quantificare le emissioni di gas a effetto serra associate all’attività di un’organizzazione.

Può essere utile alle imprese che devono misurare e documentare la propria impronta climatica, anche in risposta alle richieste provenienti da:

  • grandi clienti;
  • gruppi multinazionali;
  • filiere produttive;
  • istituti finanziari;
  • procedure ESG;
  • sistemi di rendicontazione della sostenibilità.

Carbon Footprint di prodotto

Il bando finanzia anche la:

UNI EN ISO 14067:2018.

A differenza della precedente, questa certificazione misura l’impronta climatica di uno specifico prodotto.

È particolarmente utile per le imprese che devono dimostrare ai propri clienti l’impatto carbonico associato a determinati beni.

Può assumere rilevanza, ad esempio, nelle filiere automotive, meccaniche, alimentari, packaging, arredamento e materiali.

LCA – Life Cycle Assessment

Sono comprese le certificazioni basate sulle norme:

ISO 14040 e ISO 14044.

Il Life Cycle Assessment analizza gli impatti ambientali associati al ciclo di vita di un prodotto o di un processo.

L’analisi può comprendere le diverse fasi:

  • approvvigionamento delle materie prime;
  • produzione;
  • trasporto;
  • utilizzo;
  • fine vita;
  • riciclo.

Per imprese inserite nelle filiere di grandi aziende, la disponibilità di dati LCA sta assumendo un ruolo sempre più rilevante.

EMAS

È finanziabile anche il percorso:

EMAS – Regolamento CE 1221/2009.

EMAS è il sistema europeo di ecogestione e audit ambientale.

Richiede un percorso strutturato di gestione ambientale e la pubblicazione di una dichiarazione ambientale verificata.

Può essere particolarmente interessante per imprese che intendono rendere pubblici e verificabili i propri risultati ambientali.

ReMade

Il bando comprende la certificazione ReMade.

È uno strumento utilizzato per attestare il contenuto di materiale riciclato o recuperato presente nei prodotti.

Può essere rilevante per imprese che lavorano:

  • materie plastiche;
  • metalli;
  • materiali per edilizia;
  • packaging;
  • arredamento;
  • altri prodotti contenenti materiali riciclati.

Plastica Seconda Vita

È ammessa anche la certificazione:

Plastica Seconda Vita.

È rivolta ai prodotti ottenuti utilizzando materie plastiche provenienti da riciclo.

Può interessare sia produttori di materia prima seconda sia aziende che realizzano manufatti contenenti plastica riciclata.

FSC e PEFC – Catena di custodia

Il bando finanzia:

  • FSC Chain of Custody;
  • PEFC Chain of Custody.

Queste certificazioni consentono di garantire la tracciabilità dei materiali provenienti da foreste gestite in modo sostenibile lungo la catena produttiva.

Sono particolarmente rilevanti per imprese attive in:

  • legno;
  • arredamento;
  • carta;
  • packaging;
  • stampa;
  • edilizia;
  • prodotti derivati dal legno.

SA8000 – Responsabilità sociale

È compresa la certificazione:

SA8000.

Lo standard riguarda la responsabilità sociale dell’organizzazione e affronta aspetti quali:

  • condizioni di lavoro;
  • tutela dei lavoratori;
  • salute e sicurezza;
  • non discriminazione;
  • libertà di associazione;
  • rispetto dei diritti fondamentali.

Può avere un’importanza particolare nelle filiere internazionali e nei rapporti con grandi committenti.

PAS 24000

Tra le certificazioni ammesse compare anche:

PAS 24000:2022 – Sistema di gestione sociale.

Lo standard riguarda la gestione degli aspetti sociali dell’organizzazione e permette di strutturare e verificare le politiche aziendali in questo ambito.

Parità di genere UNI/PdR 125:2022

Il BC26 finanzia anche la certificazione relativa alla:

UNI/PdR 125:2022 – Sistema di gestione per la parità di genere.

Il percorso prende in considerazione diversi aspetti dell’organizzazione, tra cui:

  • cultura aziendale;
  • governance;
  • processi HR;
  • opportunità di crescita;
  • equità salariale;
  • genitorialità;
  • conciliazione vita-lavoro.

Per le imprese che stanno già valutando la certificazione di parità di genere, il bando può quindi ridurre in modo significativo i costi necessari per consulenza e certificazione.

ISO 20121 – Eventi sostenibili

È ammessa la:

UNI ISO 20121.

La certificazione riguarda i sistemi di gestione sostenibile degli eventi.

Può quindi interessare:

  • organizzatori di manifestazioni;
  • strutture fieristiche;
  • operatori congressuali;
  • società di eventi;
  • strutture ricettive;
  • fornitori specializzati.

ISO 21401 per le strutture ricettive

Il bando comprende anche:

ISO 21401 – Sostenibilità delle strutture ricettive.

La certificazione è specificamente rivolta al settore dell’ospitalità e valuta aspetti ambientali, sociali ed economici della gestione della struttura.

Può quindi interessare alberghi e altre attività ricettive del territorio.

BCorp

È prevista anche la:

certificazione B Corp.

Il percorso B Corp valuta complessivamente l’impatto dell’impresa su diversi stakeholder, includendo governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti.

La certificazione viene utilizzata da imprese che intendono rendere verificabile il proprio modello di sostenibilità e responsabilità aziendale.

Altri sistemi ESG finanziabili

L’elenco comprende inoltre:

  • ESG-SDGs Rating:2022;
  • SRG88088 – sistemi di gestione per la sostenibilità ESG;
  • Modello EASI – Ecosistema Aziendale Sostenibile Integrato;
  • altre specifiche certificazioni ESG previste dalla misura.

L’elenco ufficiale deve essere verificato con attenzione prima di scegliere il percorso da presentare.

Non è possibile sostituire liberamente una certificazione prevista con una diversa certificazione non compresa nella disciplina del bando.

Quali spese possono essere finanziate

Il progetto può comprendere diverse voci necessarie per arrivare alla certificazione.

Tra le spese finanziabili rientrano innanzitutto le attività di consulenza specialistica finalizzate all’ottenimento della certificazione scelta.

Il consulente può, ad esempio, supportare l’impresa nella:

  • analisi iniziale;
  • individuazione degli scostamenti rispetto allo standard;
  • definizione delle procedure;
  • predisposizione della documentazione;
  • raccolta dei dati;
  • costruzione del sistema di gestione;
  • preparazione agli audit.

La consulenza deve essere chiaramente riferibile alla certificazione richiesta.

Analisi ambientali

Sono ammesse anche indagini necessarie al percorso di certificazione.

Possono riguardare, ad esempio:

  • emissioni;
  • scarichi;
  • analisi fonometriche;
  • carotaggi;
  • altre analisi ambientali iniziali o finali necessarie al percorso.

Queste spese devono naturalmente essere direttamente connesse alla certificazione scelta.

Formazione

Può essere finanziata anche la formazione collegata al percorso di certificazione.

Il bando richiede però che venga erogata da soggetti qualificati, come:

  • agenzie formative accreditate dalle Regioni;
  • Università;
  • Scuole di alta formazione riconosciute;
  • istituti tecnici superiori e altri soggetti ammessi dalla disciplina.

Non è quindi automaticamente ammissibile qualunque corso acquistato dall’impresa.

Spese dell’ente certificatore: sono obbligatorie

Questo è probabilmente l’elemento più importante da verificare prima di presentare la domanda.

Il progetto deve necessariamente prevedere:

spese fatturate dall’ente terzo certificatore.

Non è quindi possibile utilizzare il bando soltanto per finanziare una consulenza preparatoria.

L’obiettivo deve essere il conseguimento effettivo della certificazione.

Alla rendicontazione finale l’impresa dovrà infatti presentare anche:

copia della certificazione ottenuta.

Il contributo è quindi legato al completamento del percorso.

Niente semplice rinnovo di una certificazione esistente

Il bando è concepito per sostenere l’ottenimento delle certificazioni.

Non sono finanziati i normali costi di rinnovo e mantenimento di certificazioni già conseguite dall’impresa.

È quindi importante distinguere tra:

  • conseguimento di una certificazione;
  • rinnovo periodico;
  • normale audit di sorveglianza;
  • mantenimento di un sistema già certificato.

Il progetto deve avere come risultato una nuova certificazione ammessa dalla misura.

Periodo delle spese

Le spese devono essere interamente:

  • fatturate;
  • pagate

nel periodo compreso tra:

01/06/2026 e 31/05/2027.

Questo periodo relativamente ampio consente di presentare progetti già avviati dopo il 1° giugno oppure percorsi che verranno realizzati dopo la concessione del contributo.

Prima della domanda occorre comunque verificare con precisione la disciplina relativa alla data dei singoli costi e ai pagamenti.

Rendicontazione entro luglio 2027

La rendicontazione finale deve essere presentata attraverso Restart entro:

30/07/2027 alle ore 18:00.

Entro tale momento l’impresa deve aver completato il progetto secondo le condizioni previste.

Tra la documentazione fondamentale dovrà figurare anche la:

copia della certificazione ottenuta.

Se la certificazione non viene conseguita nei termini e nelle modalità richieste, il contributo rischia di non poter essere liquidato.

Come presentare la domanda

La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica attraverso:

Restart di InfoCamere.

L’impresa deve:

  1. accedere alla piattaforma;
  2. individuare il Bando Certificazioni ESG 2026 – BC26;
  3. compilare la pratica;
  4. allegare il modulo di domanda;
  5. inserire la documentazione richiesta;
  6. allegare l’eventuale procura;
  7. trasmettere la domanda nel periodo di apertura.

La pratica può essere predisposta in anticipo.

L’invio effettivo deve però avvenire soltanto dalle ore 10:00 del 17 settembre 2026.

Procedura di selezione

La misura utilizza una procedura basata sull’istruttoria delle domande presentate e sulla disponibilità delle risorse.

Un elemento particolare riguarda le imprese che hanno già beneficiato dell’edizione precedente del bando.

Nella formazione dell’ordine di precedenza vengono favorite in primo luogo le imprese che non sono risultate beneficiarie del Bando Certificazioni ESG 2025 – BC25.

A parità di questa condizione viene considerato l’ordine cronologico di presentazione della pratica telematica.

Ciò significa che presentare tempestivamente la domanda continua a essere importante, ma l’edizione 2026 introduce anche un criterio volto ad ampliare la platea delle imprese beneficiarie.

Perché la certificazione ESG può essere utile anche commercialmente

Per molte imprese ottenere una certificazione non rappresenta soltanto un adempimento ambientale.

Sempre più spesso clienti industriali, grandi gruppi e multinazionali chiedono ai propri fornitori informazioni strutturate su:

  • emissioni;
  • utilizzo dell’energia;
  • materiali riciclati;
  • provenienza delle materie prime;
  • responsabilità sociale;
  • parità di genere;
  • indicatori ESG.

Una certificazione riconosciuta può quindi facilitare il rapporto con clienti che devono misurare anche gli impatti della propria supply chain.

Per alcune aziende può diventare inoltre un elemento utile in:

  • gare;
  • qualificazione fornitori;
  • rapporti bancari;
  • questionari ESG;
  • richieste di grandi clienti;
  • processi di internazionalizzazione.

Esempio: impresa manifatturiera e ISO 14001

Una PMI manifatturiera potrebbe decidere di implementare un sistema di gestione ambientale ISO 14001.

Il progetto potrebbe comprendere:

  • analisi ambientale iniziale;
  • consulenza;
  • predisposizione delle procedure;
  • analisi delle emissioni;
  • formazione del personale;
  • audit dell’ente certificatore.

Con un costo ammissibile di 20.000 euro il contributo potenziale potrebbe arrivare a:

10.000 euro.

Esempio: Carbon Footprint di prodotto

Un’azienda che produce componenti per grandi clienti potrebbe avere la necessità di certificare l’impronta carbonica di uno specifico prodotto.

Il progetto potrebbe comprendere:

  • raccolta dei dati;
  • analisi dei consumi;
  • valutazione delle materie prime;
  • elaborazione del ciclo produttivo;
  • consulenza;
  • verifica dell’ente certificatore.

Il contributo permetterebbe di ridurre il costo necessario per rispondere alle richieste ESG della filiera.

Esempio: certificazione della parità di genere

Un’impresa potrebbe scegliere la UNI/PdR 125:2022.

Il programma potrebbe comprendere:

  • analisi iniziale;
  • valutazione delle procedure HR;
  • definizione degli indicatori;
  • formazione;
  • adeguamento organizzativo;
  • audit dell’ente certificatore.

Anche in questo caso il contributo può coprire il 50% delle spese ammesse.

Checklist pratica per partecipare

Prima dell’apertura dello sportello è opportuno verificare:

  • sede legale oppure unità operativa a Parma, Piacenza o Reggio Emilia;
  • iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
  • regolarità amministrativa e camerale;
  • disponibilità del plafond de minimis;
  • scelta di una certificazione compresa nell’elenco del BC26;
  • verifica che non si tratti di semplice rinnovo o mantenimento;
  • definizione del percorso necessario per ottenere la certificazione;
  • preventivo del consulente;
  • preventivo dell’ente terzo certificatore;
  • presenza obbligatoria delle spese di certificazione;
  • eventuali analisi ambientali necessarie;
  • eventuale formazione affidata a soggetti ammessi;
  • investimento complessivo di almeno 5.000 euro;
  • verifica che le spese siano comprese tra 01/06/2026 e 31/05/2027;
  • controllo dell’eventuale presenza di altri contributi pubblici sulle stesse spese;
  • verifica dell’eventuale rating di legalità;
  • disponibilità dell’accesso a Restart;
  • firma digitale;
  • eventuale procura;
  • predisposizione della domanda prima del 17 settembre;
  • programmazione del percorso in modo da ottenere la certificazione entro i termini di rendicontazione.

Scheda rapida – Bando Certificazioni ESG Emilia 2026

Nome ufficiale: Bando per la concessione di contributi alle imprese per l’ottenimento di certificazioni ambientali, etiche e sociali per la promozione dei valori ESG – 2026 – BC26

Ente proponente: Camera di Commercio dell’Emilia

Beneficiari: tutte le imprese in possesso dei requisiti previsti

Area: province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia

Requisito territoriale: sede legale e/o unità operativa nel territorio camerale

Dotazione: 500.000 euro

Agevolazione: contributo a fondo perduto

Percentuale: 50% delle spese ammissibili

Contributo massimo: 14.000 euro

Investimento minimo: 5.000 euro

Premialità: 250 euro per imprese con rating di legalità

Regime: de minimis

Cumulo: non cumulabile con altri contributi pubblici sulle medesime spese

Spese: dal 01/06/2026 al 31/05/2027

Apertura: 17/09/2026 ore 10:00

Scadenza: 29/09/2026 ore 16:00

Rendicontazione: entro 30/07/2027 ore 18:00

Presentazione: piattaforma Restart di InfoCamere

Risultato richiesto: ottenimento della certificazione prevista dal progetto

Spesa obbligatoria: costi dell’ente terzo certificatore

Principali certificazioni: ISO 14001, ISO 50001, EMAS, Carbon Footprint organizzazione e prodotto, LCA, ReMade, Plastica Seconda Vita, FSC, PEFC, B Corp, SA8000, PAS 24000, ISO 20121, UNI/PdR 125 parità di genere, ISO 21401 e sistemi ESG previsti dal bando.

Atamai può aiutare l’impresa a scegliere e finanziare il percorso di certificazione

Prima di presentare la domanda è importante verificare non soltanto l’ammissibilità dell’impresa, ma anche che la certificazione scelta, il consulente, l’ente certificatore, le singole spese e le tempistiche siano coerenti con il BC26.

Atamai può supportare l’impresa nella verifica preliminare del progetto, nell’analisi delle spese ammissibili, nell’organizzazione della documentazione e nella preparazione della domanda di contributo.

Per informazioni e per una prima valutazione:

Atamai – info@atamai.it