Bando Comunità Inclusive 2026 della Fondazione Caritro

Bando Comunità Inclusive 2026 della Fondazione Caritro

A chi è destinato il bando (destinatari/beneficiari)
Il Bando Comunità Inclusive 2026 è rivolto a reti composte da almeno tre soggetti. Il capofila deve essere una realtà senza scopo di lucro con sede legale nella Provincia Autonoma di Trento, con esperienza in attività o progetti legati a cittadinanza globale, integrazione sociale, multiculturalismo e tutela dei diritti. Accanto al capofila è richiesta almeno una seconda realtà partner senza scopo di lucro e almeno un ulteriore partner pubblico o privato. La Fondazione Caritro ammette anche il coinvolgimento di istituzioni scolastiche, amministrazioni pubbliche e gruppi informali, purché la rete sia costruita in modo coerente e con ruoli chiari.

Area geografica di riferimento
L’area di riferimento è la Provincia Autonoma di Trento. I progetti devono infatti essere realizzati in questo territorio e devono concentrarsi su bisogni di integrazione tra comunità locali e persone immigrate, migranti o con passato migratorio, con una forte attenzione ai contesti di quartiere e alle reti di prossimità.

Chi propone/gestisce il bando (ente titolare) e chi lo diffonde/assiste
L’ente proponente e gestore è la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Fondazione Caritro. Sul piano operativo, la Fondazione segnala anche la possibilità di un supporto alla progettazione attraverso Ufficio SVOLTA, iniziativa realizzata insieme a CSV Trentino e Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, utile soprattutto per costruire reti, budget e impianto progettuale.

Apertura e scadenza (date precise, formato GG/MM/AAAA)
La pubblicazione ufficiale del bando è del 16/02/2026. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30/04/2026, con scadenza alle ore 17:00.

Entità e forma dell’agevolazione (percentuali, massimali, tipologia di contributo)
La dotazione complessiva del bando è pari a 300.000 euro. Il contributo richiesto alla Fondazione non può superare l’80% del costo complessivo del progetto e non può comunque essere superiore a 30.000 euro per ciascun progetto. Si tratta quindi di un cofinanziamento importante, ma resta necessario costruire una quota di copertura autonoma da parte della rete proponente.

Spese ammissibili ed esempi concreti
La Fondazione Caritro ammette spese di logistica, noleggio sale, acquisto o noleggio di attrezzature, beni di consumo, trasporti, costi per risorse umane interne del capofila e dei partner, collaborazioni esterne con professionisti o consulenti, costi di progettazione entro il 10% del totale, rimborsi spese per volontari entro i limiti indicati dal bando, costi di comunicazione e spese generali entro il 10%. In termini pratici, questo rende il bando adatto a reti che vogliono attivare sportelli di comunità, percorsi interculturali di quartiere, laboratori di inclusione, presidi territoriali, azioni di mediazione sociale o attività di raccordo tra servizi pubblici e comunità locali.

Come e a chi presentare la domanda (portali, modulistica, firma digitale, documenti richiesti)
La candidatura va presentata attraverso la piattaforma ROL accessibile dal sito della Fondazione Caritro. La documentazione comprende il testo di bando, la lettera d’intenti dei partner, il fac-simile della modulistica e i documenti richiesti dalla piattaforma. Per ogni partner è obbligatoria la lettera d’intenti sul modello predisposto. La Fondazione indica anche l’indirizzo info@fondazionecaritro.it per richieste di chiarimento.

Criteri di valutazione (se previsti) e modalità di selezione (sportello/graduatoria)
La procedura è valutativa. La Fondazione esamina i progetti con l’apporto di esperti esterni e assegna un punteggio fino a 100 punti. I criteri riguardano l’analisi di contesto, la capacità delle azioni di rispondere ai bisogni di integrazione, la chiarezza della rete e dei ruoli, la complementarità con i servizi pubblici, la solidità dell’impianto progettuale, il coinvolgimento di volontari e team competenti, oltre alla coerenza economica del budget.

Suggerimenti operativi e checklist pratica per chi vuole candidarsi
Per questo bando conviene lavorare prima di tutto sulla rete, non soltanto sull’idea progettuale. Serve mostrare che i partner hanno competenze complementari, che il bisogno territoriale è stato analizzato in modo serio e che il progetto non duplica servizi già esistenti ma li rafforza o li integra. È utile anche costruire un budget leggibile, con ruoli operativi ben definiti e indicatori concreti di impatto sociale e territoriale.

Scheda rapida finale
Titolo: Bando Comunità Inclusive 2026. Beneficiari: reti di almeno 3 soggetti con capofila non profit. Area: Provincia Autonoma di Trento. Contributo: fino all’80%, massimo 30.000 euro. Apertura/pubblicazione: 16/02/2026. Scadenza: 30/04/2026 ore 17:00. Ente proponente: Fondazione Caritro. Dove fare domanda: piattaforma ROL della Fondazione.

Titoli alternativi

  1. Comunità Inclusive 2026: contributi per reti territoriali e progetti di integrazione in Trentino

  2. Fondazione Caritro, al via il Bando Comunità Inclusive 2026

  3. Come funziona il Bando Comunità Inclusive 2026 per le reti del territorio

  4. Integrazione sociale e reti di quartiere: guida al bando Caritro 2026

  5. Contributi fino a 30.000 euro per progetti di inclusione nella provincia di Trento

  6. Bando Comunità Inclusive 2026: beneficiari, spese e criteri di valutazione

  7. Progetti territoriali per l’inclusione: opportunità 2026 della Fondazione Caritro

  8. Reti locali e multiculturalità: il bando Caritro per comunità più inclusive

Per verificare l’ammissibilità della rete, costruire il progetto e predisporre correttamente la domanda, puoi contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.