Bando Internazionalizzazione Pistoia-Prato 2026: contributi del 50% per export, fiere, e-commerce e mercati esteri
La Camera di Commercio di Pistoia-Prato sostiene le imprese che vogliono sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati internazionali attraverso il “Bando per l’erogazione di contributi per l’internazionalizzazione – Anno 2026”.
La misura mette a disposizione complessivamente 495.450 euro e finanzia una gamma piuttosto ampia di attività legate all’export: dalla partecipazione a fiere internazionali alle ricerche di mercato, dai cataloghi in lingua straniera alle campagne digitali rivolte all’estero, fino all’e-commerce internazionale, alla tutela dei marchi, alla consulenza doganale e fiscale e all’apertura temporanea di showroom fuori dall’Italia.
L’agevolazione assume la forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.
Per una singola micro, piccola o media impresa il contributo può raggiungere 6.000 euro. Per consorzi, società consortili e cooperative in possesso dei requisiti previsti il massimale sale invece a 9.000 euro.
La finestra per la presentazione delle domande sarà molto breve: dal 5 ottobre al 15 ottobre 2026.
A chi è destinato il Bando Internazionalizzazione 2026
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese – MPMI che abbiano sede legale oppure almeno un’unità locale nelle province di:
Pistoia e Prato.
L’impresa deve essere attiva e regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.
Tra i principali requisiti richiesti figurano inoltre:
- regolarità nel pagamento del diritto annuale camerale;
- assenza di debiti scaduti verso la Camera di Commercio di Pistoia-Prato;
- regolarità contributiva, verificata attraverso il DURC;
- assenza delle condizioni di insolvenza o liquidazione incompatibili con il bando;
- rispetto dei requisiti previsti dalla normativa antimafia;
- assenza delle sanzioni che impediscono di contrattare con la Pubblica Amministrazione;
- rispetto dell’obbligo di copertura assicurativa contro calamità naturali ed eventi catastrofali previsto dalla normativa applicabile;
- registrazione e profilazione sul portale Progetto SEI – Sostegno all’Export dell’Italia, nei casi previsti.
Possono partecipare anche consorzi, società consortili e cooperative costituiti da MPMI.
Per questi soggetti sono però previste condizioni specifiche: devono essere costituiti da almeno otto imprese indipendenti e la quota delle imprese consorziate con sede o unità locale fuori dal territorio di Pistoia-Prato non può superare il 25% del totale.
Per consorzi, società consortili e cooperative è escluso il settore turistico.
Area geografica di riferimento
Il bando è destinato al territorio di competenza della Camera di Commercio di Pistoia-Prato.
Possono quindi accedere le imprese che abbiano sede legale oppure una propria unità locale regolarmente iscritta nelle province di:
- Pistoia;
- Prato.
L’attività di internazionalizzazione può invece essere rivolta a qualsiasi mercato estero, sia all’interno dell’Unione Europea sia nei Paesi extra UE.
Sono ammesse anche alcune fiere internazionali che si svolgono in Italia, purché rientrino tra le manifestazioni riconosciute dal bando.
Chi propone e gestisce il bando
La misura è promossa e gestita dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Pistoia-Prato.
L’intervento rientra nel progetto camerale dedicato all’Internazionalizzazione, finanziato attraverso la maggiorazione del diritto annuale autorizzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il triennio 2026-2028.
La dotazione complessiva prevista per questa edizione ammonta a:
495.450 euro.
La Camera di Commercio può incrementare le risorse, rifinanziare la misura oppure chiudere anticipatamente lo sportello nel caso in cui i fondi risultino esauriti.
Apertura e scadenza
Le domande potranno essere trasmesse esclusivamente nel seguente periodo:
Apertura: 05/10/2026 alle ore 18:00
Scadenza: 15/10/2026 alle ore 23:59
La finestra è quindi di soli dieci giorni.
L’ordine cronologico di presentazione assume particolare importanza perché la procedura è valutativa a sportello e le domande ammissibili vengono finanziate fino all’esaurimento delle risorse.
Per stabilire l’ordine di arrivo viene considerata la data e l’ora risultante dalla PEC.
Per un’impresa che intenda partecipare è quindi opportuno predisporre tutta la documentazione prima del 5 ottobre.
Entità e forma dell’agevolazione
Il contributo è a fondo perduto e copre:
50% delle spese ammissibili.
Per le singole micro, piccole e medie imprese:
- investimento minimo: 4.000 euro;
- contributo massimo: 6.000 euro.
Per consorzi, società consortili e cooperative:
- investimento minimo: 6.000 euro;
- contributo massimo: 9.000 euro.
Questo significa, ad esempio, che una PMI che sostiene 4.000 euro di spese ammissibili può ottenere un contributo di 2.000 euro.
Con 8.000 euro di spese il contributo può raggiungere 4.000 euro.
Per arrivare al contributo massimo di 6.000 euro, una singola impresa deve disporre di almeno 12.000 euro di spese ammesse.
Un consorzio che voglia raggiungere il massimale di 9.000 euro deve invece disporre, in linea generale, di almeno 18.000 euro di spese ammissibili.
Premialità fino a 250 euro
Il bando riconosce inoltre una premialità di 250 euro ai soggetti che possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:
- rating di legalità;
- certificazione della parità di genere.
La maggiorazione viene riconosciuta una sola volta anche nel caso in cui l’impresa possieda entrambi i requisiti.
Il contributo rientra nel regime europeo de minimis.
Il limite generale previsto dal Regolamento UE 2023/2831 è pari a 300.000 euro di aiuti de minimis nell’arco di tre anni per impresa unica.
Quali progetti finanzia il bando
Il Bando Internazionalizzazione 2026 non è limitato alla partecipazione alle fiere.
Sono previste numerose tipologie di progetto che consentono alle imprese di costruire programmi di export anche senza partecipare fisicamente a eventi internazionali.
Tra gli interventi finanziabili rientrano le attività di analisi e orientamento finalizzate a individuare nuovi mercati esteri.
Un’impresa può, ad esempio, commissionare una ricerca di mercato per comprendere dimensione della domanda, concorrenza, canali distributivi, potenziali clienti e caratteristiche di uno specifico Paese.
Cataloghi e strumenti promozionali in lingua straniera
Possono essere finanziati interventi per il potenziamento degli strumenti commerciali destinati ai mercati internazionali.
Sono comprese spese quali:
- progettazione grafica di cataloghi;
- realizzazione di cataloghi cartacei o digitali;
- traduzioni;
- realizzazione delle immagini;
- stampa;
- acquisto di spazi promozionali o redazionali su riviste estere, sia cartacee sia digitali.
Il collegamento con l’attività internazionale deve essere chiaramente identificabile.
Certificazioni necessarie per esportare
Possono essere finanziate consulenze finalizzate all’ottenimento di certificazioni specificamente necessarie per vendere un prodotto su un determinato mercato estero.
Non è quindi sufficiente acquisire una certificazione aziendale generica.
Ad esempio, una certificazione richiesta dalla normativa di uno specifico Paese per consentire l’importazione o la commercializzazione di un prodotto può rientrare nel progetto se rispetta le condizioni del bando.
Non sono invece ammesse, solo in quanto tali, normali certificazioni come ISO o EMAS non specificamente legate all’esportazione.
Tutela del marchio sui mercati esteri
Il bando consente di agevolare anche consulenze finalizzate alla registrazione e protezione del marchio dell’impresa all’estero.
Si tratta di un aspetto particolarmente importante per aziende che stanno entrando in nuovi mercati e devono proteggere il proprio brand prima di avviare attività distributive o commerciali.
Consulenza legale, doganale e fiscale internazionale
Sono ammesse alcune consulenze specialistiche direttamente collegate all’internazionalizzazione.
Possono riguardare, ad esempio:
- predisposizione e analisi dei contratti internazionali;
- strategie di tutela del marchio;
- diritto societario internazionale;
- aspetti doganali relativi a determinati Paesi;
- organizzazione dei processi doganali;
- fiscalità internazionale.
Il bando non finanzia invece le normali consulenze amministrative, legali, fiscali o contabili che fanno parte della gestione ordinaria dell’impresa.
Deve esistere un chiaro collegamento con il progetto di internazionalizzazione.
Formazione del personale per l’export
È possibile finanziare percorsi formativi dedicati allo sviluppo delle competenze necessarie a lavorare sui mercati esteri.
La formazione può riguardare sia competenze manageriali sia altre competenze specificamente collegate all’internazionalizzazione.
Per rendere ammissibile la spesa dovrà essere dimostrata una frequenza pari almeno all’80% delle ore complessive del corso.
Dovranno essere disponibili il programma, la documentazione di fine corso e l’attestazione della frequenza.
B2B e incontri con buyer internazionali
Sono agevolabili iniziative di virtual matchmaking e B2B digitali organizzati da operatori qualificati.
L’obiettivo è permettere alle imprese di entrare in contatto con:
- buyer;
- importatori;
- distributori;
- partner commerciali;
- operatori internazionali.
Questa categoria permette quindi di finanziare anche attività commerciali internazionali effettuate senza spostamenti fisici.
E-commerce e marketplace internazionali
Una parte particolarmente interessante del bando riguarda lo sviluppo delle vendite online verso l’estero.
Possono essere ammesse spese per:
- consulenza finalizzata a progetti di e-commerce internazionale;
- realizzazione di siti e-commerce in lingua straniera;
- posizionamento sui motori di ricerca nei mercati esteri;
- consulenza per l’accesso a marketplace internazionali;
- quote di adesione a piattaforme di vendita online;
- canoni 2026 relativi ai servizi delle piattaforme;
- campagne promozionali sui social network realizzate in lingua straniera.
Un’impresa che intenda sviluppare un vero canale commerciale digitale internazionale può quindi costruire un progetto articolato comprendendo più attività.
Non basta tuttavia sostenere normali spese pubblicitarie: deve essere dimostrabile il collegamento specifico con lo sviluppo dell’export.
Partecipazione a fiere internazionali
È finanziata anche la partecipazione a:
- fiere ed eventi commerciali all’estero;
- manifestazioni nei Paesi dell’Unione Europea;
- manifestazioni nei Paesi extra UE;
- fiere internazionali che si tengono in Italia, purché comprese nel calendario previsto dal bando.
Per le fiere sono ammissibili diverse voci di costo:
- affitto dello spazio espositivo;
- allestimento dello stand;
- spedizione dei materiali alla fiera;
- noleggio delle attrezzature;
- traduttori e hostess;
- assicurazione collegata alla partecipazione.
Non sono invece finanziate le normali spese di viaggio, vitto e alloggio.
Temporary shop e showroom all’estero
Il bando consente inoltre di finanziare l’affitto di spazi commerciali o espositivi temporanei all’estero.
Possono essere, ad esempio:
- temporary shop;
- showroom;
- spazi temporanei destinati alla presentazione e vendita dei prodotti.
La durata dell’affitto non può superare tre mesi.
Questa possibilità può essere particolarmente interessante per imprese che intendono verificare direttamente la risposta di un determinato mercato prima di effettuare un investimento commerciale permanente.
Quando devono essere sostenute le spese
In linea generale sono ammissibili le spese sostenute a partire dal:
01/01/2026.
Sia la fattura sia il relativo pagamento devono rispettare il periodo previsto.
Al momento della presentazione della domanda il progetto deve risultare già concluso, con una particolare eccezione per la partecipazione alle fiere.
Per le fiere che si svolgono entro il 2026 è infatti possibile presentare domanda anche prima dell’effettiva partecipazione, purché siano già disponibili le fatture quietanzate relative alle spese di partecipazione.
In questi casi il contributo viene liquidato solo dopo che l’impresa dimostra di aver effettivamente preso parte alla manifestazione.
Sono inoltre ammesse, per le fiere 2026, determinate spese anticipate anche prima del 1° gennaio 2026, secondo le condizioni specifiche previste dal bando.
Come devono essere pagate le spese
I pagamenti devono essere completamente tracciabili e direttamente riconducibili alle relative fatture.
Sono previste modalità quali:
- bonifico bancario;
- SEPA Credit Transfer;
- RI.BA.;
- RID o SDD;
- carta di credito.
Le fatture devono risultare pagate.
Per i fornitori italiani devono essere utilizzate le fatture elettroniche originali secondo le modalità indicate dal bando: le semplici copie di cortesia non sono sufficienti.
Spese escluse
Tra le spese che non possono essere finanziate rientrano, in particolare:
- viaggi;
- trasporti delle persone;
- vitto;
- pernottamenti;
- consulenze ordinarie amministrative e contabili;
- consulenze legali generiche;
- normali servizi pubblicitari non specificamente collegati all’export;
- adeguamenti obbligatori alla normativa;
- certificazioni non specifiche per i mercati esteri;
- spese di connessione;
- canoni non espressamente ammessi dal bando;
- diritti, imposte e tasse nei casi non espressamente previsti.
È quindi fondamentale verificare la singola fattura prima di inserirla nel progetto.
Come presentare la domanda
La modalità prevista è particolare perché la pratica viene prima predisposta attraverso il sistema della Camera di Commercio e successivamente inviata tramite PEC.
La domanda deve essere:
- compilata mediante la procedura online disponibile sul sito della Camera di Commercio di Pistoia-Prato;
- generata in formato PDF/A;
- firmata digitalmente dal titolare o legale rappresentante;
- inviata tramite PEC.
La Camera raccomanda l’utilizzo della firma digitale PAdES, cioè direttamente sul PDF.
Non è ammessa la firma autografa.
La PEC deve essere indirizzata a:
e avere come oggetto:
“BI2026 – Domanda Contributo Internazionalizzazione 2026”
La domanda inviata con modalità diverse da quelle previste rischia di essere dichiarata inammissibile.
Documenti principali da predisporre
Alla pratica devono essere allegati, in funzione del progetto:
- fatture elettroniche;
- documentazione relativa ai pagamenti;
- curriculum del consulente in caso di consulenze specialistiche;
- programma e attestazioni in caso di formazione;
- documentazione dell’organizzatore in caso di partecipazione a fiere;
- contratto di locazione in caso di temporary shop o showroom;
- certificazione della parità di genere, se utilizzata per ottenere la premialità.
È inoltre necessario verificare la correttezza di dati come codice fiscale, IBAN e PEC.
Come vengono valutate le domande
La procedura è valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione.
La Camera di Commercio svolge innanzitutto un’istruttoria amministrativa per verificare i requisiti del richiedente.
Segue una valutazione relativa al progetto che prende in considerazione:
- coerenza dell’intervento con gli ambiti finanziabili;
- ammissibilità delle singole spese;
- coerenza delle eventuali attività formative;
- collegamento effettivo del progetto con le finalità di internazionalizzazione.
Le domande regolari vengono finanziate secondo l’ordine di arrivo fino all’esaurimento dello stanziamento.
Questo è uno dei motivi per cui è consigliabile non aspettare gli ultimi giorni.
Un aspetto operativo importante: il progetto deve essere già realizzato
A differenza di molti bandi nei quali si presenta prima la domanda e si effettua successivamente l’investimento, in questa misura la regola generale è differente.
Al momento della domanda:
il progetto deve essere già terminato e le spese devono essere state pagate.
L’eccezione principale riguarda le fiere che si devono ancora svolgere nel corso del 2026.
Questo rende il bando particolarmente interessante per le imprese di Pistoia e Prato che abbiano già sostenuto nel corso del 2026 investimenti per l’export e possano quindi recuperare parte dei costi attraverso il contributo camerale.
Checklist pratica prima del 5 ottobre
Prima dell’apertura della procedura è opportuno verificare:
- qualifica di micro, piccola o media impresa;
- sede legale o unità locale a Pistoia o Prato;
- iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
- regolarità del diritto annuale;
- assenza di debiti verso la Camera di Commercio;
- DURC regolare;
- copertura assicurativa contro eventi catastrofali, quando obbligatoria;
- registrazione al Progetto SEI nei casi richiesti;
- progetto di internazionalizzazione coerente con il bando;
- investimento minimo di almeno 4.000 euro per la singola MPMI;
- fatture corrette e disponibili;
- pagamenti integralmente tracciabili;
- progetto concluso, salvo il caso particolare delle fiere;
- curriculum dei consulenti utilizzati;
- documentazione relativa a fiere e formazione, quando necessaria;
- firma digitale valida;
- PEC funzionante;
- domanda PDF/A pronta per l’invio;
- verifica del plafond de minimis disponibile;
- eventuale rating di legalità o certificazione della parità di genere per ottenere i 250 euro aggiuntivi.
Scheda rapida – Bando Internazionalizzazione Pistoia-Prato 2026
Nome ufficiale: Bando per l’erogazione di contributi per l’internazionalizzazione – Anno 2026
Ente proponente: Camera di Commercio di Pistoia-Prato
Area: Province di Pistoia e Prato
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese; consorzi, società consortili e cooperative in possesso dei requisiti previsti
Dotazione: 495.450 euro
Agevolazione: contributo a fondo perduto
Percentuale: 50% delle spese ammissibili
Contributo massimo singola MPMI: 6.000 euro
Contributo massimo consorzi, società consortili e cooperative: 9.000 euro
Premialità: 250 euro per rating di legalità e/o certificazione della parità di genere
Investimento minimo singola impresa: 4.000 euro
Investimento minimo consorzi/cooperative: 6.000 euro
Spese: principalmente dal 01/01/2026
Apertura: 05/10/2026 ore 18:00
Scadenza: 15/10/2026 ore 23:59
Procedura: valutativa a sportello, secondo ordine cronologico
Presentazione: compilazione online e successivo invio tramite PEC alla Camera di Commercio di Pistoia-Prato
Principali attività finanziabili: fiere internazionali, ricerche di mercato, cataloghi e materiale in lingua estera, tutela del marchio, certificazioni export, consulenza internazionale, e-commerce, marketplace, marketing digitale estero, B2B, temporary shop e showroom.
Atamai può aiutare le imprese a verificare il progetto
Il Bando Internazionalizzazione 2026 presenta un vantaggio importante: molte delle spese devono essere già sostenute e pagate al momento della domanda. Per le imprese che hanno effettuato investimenti per l’export nel corso del 2026 è quindi utile verificare subito fatture, pagamenti e tipologia delle attività svolte.
Atamai può supportare l’impresa nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nell’analisi delle fatture e delle spese sostenute, nella verifica del progetto di internazionalizzazione e nella predisposizione della documentazione necessaria per la domanda.
Per informazioni e per una verifica del progetto:
Atamai – info@atamai.it