Bando multi-intervento GAL Terre Occitane: 1,49 milioni per filiere e reti di imprese

Bando multi-intervento GAL Terre Occitane: 1,49 milioni per filiere e reti di imprese

Il GAL Tradizione delle Terre Occitane mette a disposizione 1.492.055,20 euro per sostenere investimenti realizzati da imprese agricole, aziende agroalimentari, artigiani, commercianti, operatori turistici e fornitori di servizi che decidono di collaborare all’interno di un progetto comune.

Il bando non finanzia investimenti aziendali isolati e privi di collegamenti con altre realtà economiche. Per accedere al contributo è necessario costruire un Progetto integrato di filiera – PIF oppure un Progetto integrato di rete territoriale – PIRT, con obiettivi condivisi, rapporti economici verificabili e investimenti individuali coerenti tra loro.

Le imprese partecipanti devono essere almeno tre. Almeno due devono presentare una domanda di contributo e sostenere direttamente investimenti finanziabili. Il progetto deve inoltre collegare almeno due differenti fasi della filiera produttiva o della rete territoriale.

Il sostegno viene concesso sotto forma di contributo in conto capitale a fondo perduto, con un’intensità compresa tra il 40% e il 60% della spesa ammissibile, a seconda:

  • dell’intervento utilizzato;
  • della tipologia di impresa;
  • della localizzazione;
  • delle caratteristiche del richiedente;
  • delle eventuali maggiorazioni previste.

Le domande devono essere trasmesse attraverso il Sistema Informativo Agricolo Piemontese entro le ore 12:00 del 30/09/2026.

Nome ufficiale del bando

Il titolo ufficiale è:

Bando pubblico multi-intervento per progetti di filiera e rete – Interventi SRD01, SRD03, SRD13 e SRD14 – Filiere e PIRT

Il bando è attuato nell’ambito della Strategia di sviluppo locale 2023-2027 del GAL Tradizione delle Terre Occitane:

“Lontano dai margini: le comunità al centro”

La misura rientra nel Complemento per lo sviluppo rurale della Regione Piemonte 2023-2027 e nell’intervento SRG06 LEADER.

Il bando attiva contemporaneamente quattro linee:

  1. SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole;
  2. SRD03 – Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole;
  3. SRD13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;
  4. SRD14 – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali.

Ogni partecipante presenta la domanda sulla linea corrispondente alla propria attività e al proprio investimento. Tutte le domande devono però essere inserite nello stesso progetto di filiera o di rete.

Obiettivi dell’intervento

Il bando intende rafforzare la competitività delle imprese delle valli occitane attraverso una maggiore integrazione tra produzione, trasformazione, commercializzazione, turismo, artigianato e servizi.

Gli obiettivi principali sono:

  • valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari locali;
  • aumentare il valore aggiunto trattenuto nel territorio;
  • migliorare i rapporti tra produttori, trasformatori e venditori;
  • creare nuovi canali commerciali;
  • rafforzare la vendita diretta;
  • sviluppare servizi turistici collegati alle produzioni locali;
  • integrare agricoltura, artigianato, commercio e ospitalità;
  • sostenere la biodiversità agroalimentare;
  • migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi;
  • aumentare l’attrattività delle valli;
  • favorire investimenti coordinati anziché interventi aziendali frammentati;
  • creare rapporti economici destinati a proseguire anche dopo la conclusione del progetto;
  • contribuire alla permanenza delle imprese e delle persone nelle aree montane.

La finalità non è creare una semplice rete promozionale. Il progetto deve produrre rapporti economici concreti tra i partecipanti.

Che cos’è un Progetto integrato di filiera

Il PIF – Progetto integrato di filiera collega operatori che intervengono in fasi differenti della produzione e della commercializzazione di un determinato prodotto.

Una filiera può comprendere, per esempio:

  • aziende che producono materie prime;
  • imprese che raccolgono o conservano i prodotti;
  • laboratori di trasformazione;
  • imprese che confezionano;
  • commercianti;
  • ristoratori;
  • strutture turistiche;
  • operatori che promuovono o distribuiscono il prodotto.

Un progetto può riguardare, a titolo esemplificativo:

  • carne e produzioni zootecniche;
  • latte e formaggi;
  • cereali minori;
  • castagne;
  • miele;
  • erbe officinali;
  • vino;
  • frutta;
  • ortaggi;
  • prodotti trasformati;
  • legno;
  • altre produzioni identitarie delle valli.

Il PIF deve dimostrare che le imprese non stanno semplicemente presentando più domande nello stesso momento, ma stanno costruendo un sistema produttivo coordinato.

Esempio di progetto di filiera

Un progetto dedicato a una produzione cerealicola locale può comprendere:

  • un’azienda agricola che acquista macchinari per migliorare la coltivazione;
  • un’impresa che realizza un impianto per pulizia, essiccazione e stoccaggio;
  • un laboratorio che acquista attrezzature per trasformare la farina;
  • un punto vendita o un ristorante che introduce una linea dedicata ai prodotti della filiera;
  • una struttura turistica che organizza esperienze legate alla produzione.

Ogni partecipante sostiene il proprio investimento, ma le attività devono essere collegate da forniture, acquisti, servizi o altre relazioni economiche formalizzate nell’accordo.

Che cos’è un Progetto integrato di rete territoriale

Il PIRT – Progetto integrato di rete territoriale collega imprese appartenenti anche a settori differenti, con l’obiettivo di costruire un’offerta coordinata di prodotti e servizi.

La rete può comprendere:

  • aziende agricole;
  • agriturismi;
  • strutture ricettive;
  • ristoranti;
  • negozi;
  • artigiani;
  • imprese culturali;
  • operatori turistici;
  • servizi per escursionisti e cicloturisti;
  • imprese digitali;
  • fornitori di servizi alla popolazione.

Un PIRT può essere costruito, per esempio, intorno a:

  • un itinerario turistico;
  • un’area valliva;
  • una rete di produttori e ristoratori;
  • un’offerta di turismo esperienziale;
  • una rete di servizi per il cicloturismo;
  • un sistema di accoglienza diffusa;
  • una proposta dedicata a famiglie o persone con disabilità;
  • un insieme coordinato di laboratori artigianali e punti vendita.

Differenza tra PIF e PIRT

Il PIF è basato principalmente sul percorso di un prodotto dalla materia prima al mercato.

Il PIRT è basato soprattutto sull’integrazione territoriale tra servizi, produzioni ed esperienze.

In sintesi:

Progetto Collegamento principale
PIF Fasi produttive e commerciali di una filiera
PIRT Imprese e servizi che costruiscono un’offerta territoriale comune

La scelta non deve essere puramente formale. Deve riflettere il vero contenuto economico del progetto.

Composizione minima del gruppo

Il progetto deve coinvolgere almeno:

tre soggetti partecipanti

Di questi, almeno:

due devono essere beneficiari diretti

Un beneficiario diretto:

  • presenta una propria domanda sul SIAP;
  • sostiene investimenti;
  • riceve, in caso di ammissione, il proprio contributo;
  • assume gli obblighi previsti dalla linea scelta;
  • partecipa alla realizzazione del progetto comune.

Il terzo soggetto può essere un ulteriore beneficiario oppure un partecipante indiretto.

Partecipanti indiretti

Un partecipante indiretto prende parte alla filiera o alla rete senza richiedere direttamente il contributo.

Può contribuire attraverso:

  • acquisto dei prodotti;
  • fornitura di materie prime;
  • distribuzione;
  • promozione;
  • utilizzo di servizi;
  • collaborazione commerciale;
  • messa a disposizione di competenze;
  • partecipazione alle attività comuni.

La presenza di soggetti indiretti deve avere una funzione reale.

Non è opportuno inserire enti o imprese che sottoscrivono l’accordo senza assumere un ruolo operativo verificabile.

Almeno due fasi della filiera o della rete

Il progetto deve interessare almeno due fasi differenti.

Nel caso di un PIF possono essere:

  • produzione;
  • raccolta;
  • stoccaggio;
  • trasformazione;
  • confezionamento;
  • distribuzione;
  • commercializzazione;
  • somministrazione.

Nel caso di un PIRT possono essere:

  • produzione locale;
  • ricettività;
  • ristorazione;
  • commercio;
  • attività culturali;
  • servizi turistici;
  • mobilità;
  • prenotazione;
  • comunicazione;
  • vendita di esperienze.

Un gruppo composto esclusivamente da imprese che svolgono la stessa attività, senza scambi o integrazioni concrete, rischia di non soddisfare il requisito.

Accordo di filiera o di rete

I partecipanti devono sottoscrivere un accordo di durata non inferiore a:

tre anni

L’accordo deve definire almeno:

  • titolo del progetto;
  • obiettivi comuni;
  • partecipanti;
  • capofila;
  • investimenti di ciascun beneficiario;
  • ruolo dei partecipanti indiretti;
  • fasi della filiera o della rete;
  • rapporti economici previsti;
  • prodotti e servizi coinvolti;
  • modalità di coordinamento;
  • durata;
  • obblighi;
  • modalità di monitoraggio;
  • gestione delle variazioni;
  • responsabilità delle parti.

L’accordo non deve essere una generica dichiarazione d’intenti.

È necessario indicare, quando possibile:

  • quantità acquistate o conferite;
  • servizi scambiati;
  • frequenza delle forniture;
  • durata dei rapporti;
  • canali commerciali;
  • attività comuni;
  • risultati attesi.

Ruolo del capofila

Il progetto deve individuare un capofila.

Il capofila coordina:

  • predisposizione del progetto comune;
  • raccolta dei documenti;
  • sottoscrizione dell’accordo;
  • comunicazioni tra le imprese;
  • rapporti con il GAL;
  • eventuali richieste di chiarimento;
  • monitoraggio delle attività;
  • verifica della coerenza tra gli investimenti.

Il capofila non riceve automaticamente i contributi destinati agli altri partecipanti.

Ogni beneficiario rimane titolare della propria domanda, delle proprie spese e dei propri obblighi.

Beneficiari dell’intervento SRD01

La linea SRD01 è rivolta agli imprenditori agricoli, singoli o associati, in possesso della qualifica di:

  • Coltivatore diretto;
  • Imprenditore agricolo professionale.

Sono esclusi gli operatori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura.

La produzione agricola deve rientrare nell’Allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Investimenti SRD01

La linea può finanziare:

  • costruzione, ristrutturazione e miglioramento di fabbricati produttivi;
  • locali per conservazione e stoccaggio;
  • impianti agricoli;
  • macchinari;
  • attrezzature;
  • sistemi irrigui;
  • interventi per il risparmio idrico;
  • agricoltura di precisione;
  • soluzioni digitali;
  • strumenti per migliorare la qualità;
  • impianti per la gestione dei prodotti;
  • attrezzature per ridurre i costi di produzione;
  • interventi collegati al benessere animale;
  • investimenti per migliorare le prestazioni ambientali.

Per la linea SRD01, le informazioni pubblicamente diffuse sul bando indicano una spesa compresa tra 10.000 e 100.000 euro.

L’aliquota ordinaria è del 40% e può aumentare in presenza delle condizioni previste per giovani agricoltori e investimenti montani, fino al limite massimo generale del 60%.

Il testo consolidato del bando deve essere utilizzato per verificare il calcolo applicabile alla singola impresa.

Beneficiari dell’intervento SRD03

La linea SRD03 è destinata agli imprenditori agricoli con qualifica di Coltivatore diretto o Imprenditore agricolo professionale che intendono diversificare l’attività.

Gli ambiti principali sono:

  • agriturismo;
  • agricoltura sociale;
  • fattorie didattiche;
  • attività educative;
  • trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.

L’attività finanziata deve rimanere connessa all’azienda agricola.

Investimenti SRD03

Possono essere finanziati:

  • recupero di locali per attività agrituristiche;
  • spazi per degustazione e accoglienza;
  • camere e ambienti comuni;
  • laboratori didattici;
  • strutture per agricoltura sociale;
  • attrezzature per attività educative;
  • arredi;
  • impianti;
  • macchinari per la trasformazione;
  • punti vendita aziendali;
  • software;
  • strumenti per prenotazione e gestione;
  • interventi per accessibilità;
  • sistemazioni esterne strettamente funzionali.

L’impresa deve possedere o acquisire entro i termini le autorizzazioni e le iscrizioni richieste per l’attività.

Beneficiari dell’intervento SRD13

La linea SRD13 è destinata alle imprese che trasformano o commercializzano prodotti agricoli.

Possono essere interessate attività di:

  • cernita;
  • lavorazione;
  • conservazione;
  • stoccaggio;
  • condizionamento;
  • trasformazione;
  • confezionamento;
  • commercializzazione.

Non sono ammesse le imprese che svolgono esclusivamente commercializzazione senza una reale attività di trasformazione o lavorazione.

Sono esclusi i prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Investimenti SRD13

Possono rientrare:

  • costruzione o recupero di locali produttivi;
  • impianti di trasformazione;
  • linee di lavorazione;
  • macchinari;
  • celle frigorifere;
  • sistemi di stoccaggio;
  • impianti di confezionamento;
  • attrezzature per etichettatura;
  • laboratori;
  • sistemi di controllo della qualità;
  • interventi per efficienza energetica;
  • riduzione dei consumi idrici;
  • gestione dei sottoprodotti;
  • miglioramenti ambientali;
  • software e sistemi digitali.

Il progetto deve dimostrare il collegamento con le materie prime e con le imprese agricole della filiera.

Gli allegati ufficiali comprendono specifiche dichiarazioni relative:

  • all’origine delle materie prime agricole;
  • alla prevalenza delle materie prime acquistate o conferite da soggetti terzi.

Beneficiari dell’intervento SRD14

La linea SRD14 è destinata a micro e piccole imprese non agricole, singole o associate, che operano nell’area del GAL.

Possono essere interessati settori come:

  • artigianato;
  • commercio;
  • turismo;
  • ricettività;
  • ristorazione;
  • servizi;
  • attività culturali e creative;
  • servizi digitali;
  • servizi rivolti alle imprese;
  • servizi rivolti alla popolazione.

La dotazione attribuita alla linea SRD14 è indicata in 700.000 euro, rappresentando la componente finanziariamente più rilevante del bando.

Investimenti SRD14

Possono essere finanziati, in funzione dei codici ATECO ammessi:

  • ristrutturazione di locali;
  • adeguamento degli spazi;
  • laboratori artigianali;
  • macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • arredi funzionali;
  • dotazioni per commercio e somministrazione;
  • strumenti per attività turistiche;
  • software;
  • sistemi di prenotazione;
  • commercio elettronico;
  • soluzioni digitali;
  • attrezzature per servizi alla popolazione;
  • interventi destinati a migliorare l’accessibilità;
  • soluzioni per ridurre consumi e impatto ambientale.

Il codice ATECO deve essere compreso nell’elenco allegato al bando.

Area geografica

Gli investimenti devono essere realizzati nel territorio del GAL Tradizione delle Terre Occitane.

L’area si trova nella parte sud-occidentale del Piemonte e comprende:

  • Valle Stura;
  • Valle Grana;
  • Valle Maira;
  • Valle Varaita;
  • Valle Po;
  • Valle Bronda;
  • Valle Infernotto;
  • parte montana del Comune di Saluzzo.

Il GAL comprende complessivamente 64 Comuni.

Per ogni investimento è necessario verificare:

  • indirizzo della sede operativa;
  • Comune;
  • foglio catastale;
  • particella;
  • appartenenza all’area GAL;
  • eventuale classificazione montana.

La sola sede legale nell’area non è sempre sufficiente: l’investimento deve essere localizzato presso un’unità effettivamente ammissibile.

Ente proponente e soggetti coinvolti

Il soggetto titolare e gestore del bando è:

GAL Tradizione delle Terre Occitane S.c.a.r.l.

Il GAL cura:

  • pubblicazione del bando;
  • assistenza informativa;
  • ricezione delle domande;
  • controllo dei progetti comuni;
  • verifica delle domande individuali;
  • valutazione;
  • attribuzione dei punteggi;
  • formazione delle graduatorie;
  • gestione delle variazioni;
  • monitoraggio delle filiere e delle reti.

Sono inoltre coinvolti:

  • Regione Piemonte;
  • Unione europea attraverso il FEASR;
  • ARPEA, Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura;
  • Sistema Informativo Agricolo Piemontese;
  • Centri autorizzati di assistenza agricola.

Atamai non è il soggetto concedente. Può assistere le imprese nella verifica dell’ammissibilità, nella formazione del partenariato, nella costruzione del progetto e nella preparazione delle domande individuali.

Apertura e scadenza

I termini aggiornati sono:

  • apertura: 18/05/2026;
  • scadenza: 30/09/2026, ore 12:00.

Il termine iniziale del 30/07/2026 è stato prorogato.

Le imprese devono utilizzare la versione aggiornata del bando, comprensiva:

  • dell’Errata corrige n. 1;
  • della proroga;
  • delle FAQ pubblicate dal GAL;
  • degli allegati aggiornati.

La domanda deve risultare definitivamente rilasciata sul SIAP entro le ore 12:00.

Il semplice salvataggio della bozza non equivale alla presentazione.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessiva è pari a:

1.492.055,20 euro

Una quota di 700.000 euro è destinata all’intervento SRD14 per le micro e piccole imprese non agricole.

Le restanti risorse finanziano gli interventi SRD01, SRD03 e SRD13 secondo la ripartizione prevista dal bando.

Eventuali economie possono essere utilizzate secondo le regole stabilite dal GAL e dalla programmazione regionale.

Forma e percentuale del contributo

L’agevolazione viene concessa sotto forma di:

contributo in conto capitale a fondo perduto

L’intensità varia tra:

40% e 60% delle spese ammesse

Non deve quindi essere applicata automaticamente una percentuale unica del 50%.

Il calcolo dipende da:

  • linea utilizzata;
  • settore;
  • localizzazione montana;
  • dimensione;
  • qualifica del richiedente;
  • età;
  • condizioni previste dal singolo intervento.

Esempi di calcolo

Per un investimento ammesso di 80.000 euro con aliquota del 40%:

  • contributo: 32.000 euro;
  • quota privata: 48.000 euro.

Con aliquota del 50%:

  • contributo: 40.000 euro;
  • quota privata: 40.000 euro.

Con aliquota del 60%:

  • contributo: 48.000 euro;
  • quota privata: 32.000 euro.

Restano normalmente a carico dell’impresa:

  • IVA recuperabile;
  • spese escluse;
  • costi eccedenti i massimali;
  • maggiori costi;
  • varianti non autorizzate;
  • spese sostenute fuori dal periodo ammissibile.

Non esiste un unico massimale per tutto il bando

Il bando multi-intervento non prevede necessariamente lo stesso limite di investimento per tutti i partecipanti.

Ogni linea possiede:

  • beneficiari specifici;
  • spese minime;
  • spese massime;
  • intensità;
  • criteri;
  • eventuali limiti per singola voce.

Prima di definire il budget è necessario identificare l’intervento corretto per ciascuna impresa.

Spese tecniche e professionali

Possono essere riconosciute, nei limiti previsti dalla linea:

  • progettazione;
  • direzione dei lavori;
  • studi;
  • consulenze tecniche;
  • relazioni specialistiche;
  • pratiche edilizie;
  • collaudi;
  • spese per autorizzazioni;
  • software;
  • brevetti e licenze direttamente collegati al progetto.

Non è normalmente finanziata la consulenza utilizzata esclusivamente per compilare la domanda, quando non direttamente riferibile all’investimento.

Congruità delle spese

La congruità deve essere dimostrata attraverso:

  • prezzari regionali;
  • sistemi regionali per la determinazione dei prezzi;
  • preventivi;
  • comparazioni;
  • analisi dei prezzi;
  • relazioni tecniche.

Gli allegati ufficiali comprendono:

  • quadro di raffronto dei preventivi;
  • relazione sul preventivo scelto;
  • dichiarazione per l’eventuale utilizzo di un unico preventivo.

La scelta di un’offerta più costosa deve essere motivata sulla base di elementi tecnici e funzionali.

Spese normalmente escluse

Non sono generalmente ammissibili:

  • beni usati;
  • manutenzione ordinaria;
  • costi di gestione;
  • interessi;
  • ammende;
  • sanzioni;
  • spese non collegate al progetto;
  • investimenti avviati prima della domanda;
  • fatture non pagate;
  • pagamenti in contanti;
  • IVA recuperabile;
  • acquisti da soggetti collegati in condizioni non ammesse;
  • semplici sostituzioni prive di miglioramento;
  • spese non congrue;
  • investimenti privi delle autorizzazioni necessarie.

L’elenco deve essere verificato per ciascuna delle quattro linee.

Quando può iniziare l’investimento

La regola prudenziale è non avviare l’investimento prima della presentazione della domanda.

Possono determinare l’avvio:

  • accettazione di un preventivo;
  • firma di un ordine;
  • contratto vincolante;
  • pagamento di un acconto;
  • consegna del bene;
  • inizio dei lavori;
  • emissione di una fattura collegata alla fornitura.

La raccolta di preventivi e la progettazione preliminare non costituiscono automaticamente avvio, purché non producano un obbligo giuridicamente vincolante relativo all’investimento.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso il servizio:

Sviluppo Rurale 2023-2027 del Sistema Informativo Agricolo Piemontese – SIAP

Ogni beneficiario diretto deve presentare la propria domanda individuale.

Il progetto richiede quindi due livelli documentali:

  1. documentazione comune della filiera o della rete;
  2. documentazione individuale di ciascun beneficiario.

Fascicolo aziendale

Ogni richiedente deve:

  • essere iscritto all’Anagrafe agricola unica del Piemonte;
  • possedere un Fascicolo aziendale;
  • aggiornarlo;
  • validarlo per l’anno in corso;
  • verificare PEC, sede e rappresentante;
  • inserire correttamente gli immobili e le unità operative interessate.

L’obbligo riguarda anche le imprese non agricole.

L’apertura e l’aggiornamento possono essere effettuati tramite un Centro autorizzato di assistenza agricola.

Firma digitale

I documenti per i quali è prevista la sottoscrizione devono essere firmati dal legale rappresentante o dal soggetto autorizzato.

È opportuno disporre di:

  • firma digitale valida;
  • SPID o altro sistema di accesso ammesso;
  • PEC funzionante;
  • procura, quando prevista;
  • documento di identità aggiornato.

I file devono essere caricati nei formati accettati dal SIAP.

Documentazione comune

La documentazione del PIF o PIRT comprende:

  • progetto di filiera o di rete;
  • accordo sottoscritto;
  • tabella riepilogativa dei partecipanti;
  • individuazione del capofila;
  • descrizione delle fasi;
  • obiettivi;
  • prodotti e servizi coinvolti;
  • investimenti dei singoli beneficiari;
  • rapporti economici;
  • cronoprogramma;
  • risultati attesi;
  • modalità di monitoraggio.

Documentazione individuale

Ogni beneficiario deve predisporre:

  • progetto di investimento;
  • quadro economico;
  • preventivi;
  • raffronto delle offerte;
  • relazione sulla scelta;
  • dichiarazione sulla dimensione dell’impresa;
  • visura camerale;
  • documentazione relativa al codice ATECO;
  • titolo di possesso degli immobili;
  • assenso del proprietario;
  • autorizzazioni o impegno a richiederle;
  • documentazione tecnica;
  • planimetrie;
  • fotografie;
  • computo metrico, quando necessario;
  • documenti relativi ai criteri di selezione.

Per cooperative possono essere richiesti:

  • assenso degli organi;
  • documentazione sulla revisione;
  • ulteriori dichiarazioni societarie.

Per SRD13 sono previste dichiarazioni specifiche sulle materie prime.

Valutazione e formazione delle graduatorie

La procedura è:

valutativa a graduatoria

Non è un click day.

L’ordine cronologico non costituisce il principale criterio di selezione, fermo restando l’obbligo di presentare la domanda entro il termine.

La valutazione avviene su due livelli.

Valutazione del progetto comune

Il GAL verifica:

  • numero dei partecipanti;
  • presenza di almeno due beneficiari;
  • collegamento tra almeno due fasi;
  • qualità dell’accordo;
  • concretezza dei rapporti economici;
  • coerenza tra investimenti;
  • contributo alla strategia locale;
  • capacità di valorizzare produzioni e servizi;
  • sostenibilità nel tempo;
  • ricadute sul territorio.

Valutazione delle domande individuali

Ogni domanda viene valutata secondo i criteri della linea scelta.

Possono assumere rilievo:

  • caratteristiche del beneficiario;
  • giovani;
  • imprenditoria femminile;
  • localizzazione montana;
  • qualità delle produzioni;
  • biodiversità;
  • innovazione;
  • digitalizzazione;
  • sostenibilità;
  • occupazione;
  • accessibilità;
  • integrazione con il progetto comune;
  • completezza della documentazione.

Le tabelle numeriche e le soglie devono essere controllate nel testo consolidato del bando e nei relativi allegati.

Il progetto comune e le domande individuali sono interdipendenti

Il finanziamento non dipende soltanto dalla qualità dell’investimento individuale.

Una domanda aziendale può risultare tecnicamente valida ma non essere finanziata quando:

  • il progetto comune non è ammissibile;
  • viene meno il numero minimo di partecipanti;
  • non sono presenti due beneficiari;
  • non risultano coperte due fasi;
  • l’accordo è incompleto;
  • uno dei partecipanti essenziali si ritira;
  • gli investimenti non risultano coerenti.

È quindi fondamentale verificare l’intero partenariato prima dell’invio.

Suggerimenti operativi

Individuare prima il mercato e poi gli investimenti

Il gruppo dovrebbe definire:

  • prodotto o servizio;
  • clienti;
  • canale commerciale;
  • quantità;
  • prezzi;
  • area di mercato;
  • problema da risolvere;
  • vantaggio della collaborazione.

Soltanto dopo dovrebbe decidere quali macchinari, locali o strumenti acquistare.

Scegliere partecipanti realmente complementari

Una filiera composta da tre aziende identiche può risultare meno efficace di un progetto che collega:

  • produzione;
  • trasformazione;
  • vendita.

Una rete turistica può diventare più solida quando comprende:

  • produttore;
  • struttura ricettiva;
  • ristorante;
  • artigiano;
  • servizio di mobilità;
  • operatore digitale.

Formalizzare quantità e servizi

L’accordo dovrebbe indicare elementi misurabili:

  • quantità minime;
  • volumi;
  • numero di servizi;
  • frequenza;
  • durata;
  • condizioni di fornitura;
  • attività promozionali;
  • modalità di vendita.

Verificare l’affidabilità finanziaria dei partner

Il ritiro di un partecipante può compromettere il progetto.

Prima dell’accordo occorre verificare:

  • capacità di cofinanziamento;
  • disponibilità degli immobili;
  • autorizzazioni;
  • regolarità contributiva;
  • plafond “de minimis”;
  • reale volontà di realizzare l’investimento;
  • tempi di consegna.

Assegnare chiaramente le responsabilità

È utile individuare:

  • coordinatore;
  • referente amministrativo;
  • referente tecnico;
  • soggetto incaricato del monitoraggio;
  • responsabile dei rapporti commerciali;
  • responsabile della comunicazione.

Non utilizzare un budget generico

Ogni spesa deve essere collegata:

  • all’attività dell’impresa;
  • alla linea di finanziamento;
  • al progetto comune;
  • a un risultato.

Verificare il testo consolidato

Il bando è stato modificato da un’Errata corrige e da una proroga.

Devono essere utilizzati esclusivamente:

  • testo aggiornato;
  • FAQ più recenti;
  • allegati correnti;
  • modelli editabili pubblicati dal GAL.

Checklist del progetto comune

Prima dell’invio verificare che:

  • siano presenti almeno tre partecipanti;
  • almeno due siano beneficiari;
  • siano interessate almeno due fasi;
  • sia stato individuato il capofila;
  • l’accordo duri almeno tre anni;
  • i ruoli siano chiari;
  • i rapporti economici siano concreti;
  • ogni investimento contribuisca al progetto;
  • il cronoprogramma sia coerente;
  • siano previsti indicatori;
  • il progetto sia compatibile con la Strategia del GAL;
  • tutti i partecipanti abbiano firmato.

Checklist della singola impresa

Ogni beneficiario deve verificare che:

  • la linea scelta sia corretta;
  • il beneficiario possieda i requisiti;
  • la sede ricada nell’area GAL;
  • il Fascicolo aziendale sia validato;
  • il codice ATECO sia ammesso;
  • l’investimento non sia iniziato;
  • la spesa rispetti i limiti;
  • il contributo sia calcolato correttamente;
  • siano disponibili i preventivi;
  • il raffronto sia completo;
  • gli immobili siano disponibili;
  • il proprietario abbia autorizzato i lavori;
  • siano state richieste le autorizzazioni;
  • la documentazione relativa ai punteggi sia allegata;
  • la domanda sia firmata;
  • il rilascio avvenga entro le ore 12:00 del 30/09/2026.

Link ufficiali

Pagina ufficiale del bando e modulistica:
https://tradizioneterreoccitane.com/bando/bando-multintervento-per-progetti-di-filiera-e-rete/

Pagina ufficiale dei bandi aperti:
https://tradizioneterreoccitane.com/bandi/aperti/

Territorio del GAL:
https://tradizioneterreoccitane.com/gal/territorio/

Strategia di sviluppo locale 2023-2027:
https://tradizioneterreoccitane.com/attivita/ssl-psl/

Scheda regionale SRD01:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/complemento-regionale-per-sviluppo-rurale-2023-2027-csr/srd01-investimenti-produttivi-agricoli-per-competitivita-delle-aziende-agricole

Scheda regionale SRD03:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/complemento-regionale-per-sviluppo-rurale-2023-2027-csr/srd03-investimenti-nelle-aziende-agricole-per-diversificazione-attivita-non-agricole

Scheda regionale SRD13:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/complemento-regionale-per-sviluppo-rurale-2023-2027-csr/srd13-investimenti-per-trasformazione-commercializzazione-dei-prodotti-agricoli

Portale dei servizi della Regione Piemonte – SIAP:
https://servizi.regione.piemonte.it/

Anagrafe agricola del Piemonte:
https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/anagrafe-agricola-piemonte

Sito del GAL:
https://tradizioneterreoccitane.com/

Email:
info@tradizioneterreoccitane.com

Telefono:
0171 610325

Scheda rapida finale

Titolo ufficiale: Bando pubblico multi-intervento per progetti di filiera e rete – SRD01, SRD03, SRD13 e SRD14

Strategia: Lontano dai margini: le comunità al centro

Ente proponente e gestore: GAL Tradizione delle Terre Occitane S.c.a.r.l.

Beneficiari: imprenditori agricoli CD/IAP, imprese di trasformazione e commercializzazione, micro e piccole imprese non agricole

Forma progettuale: PIF oppure PIRT

Partecipanti minimi: tre

Beneficiari diretti minimi: due

Fasi minime: due

Durata minima dell’accordo: tre anni

Area geografica: 64 Comuni delle Valli Stura, Grana, Maira, Varaita, Po, Bronda e Infernotto, compresa la parte montana di Saluzzo

Dotazione: 1.492.055,20 euro

Dotazione SRD14: 700.000 euro

Forma del sostegno: contributo in conto capitale a fondo perduto

Intensità: dal 40% al 60%

Apertura: 18/05/2026

Scadenza aggiornata: 30/09/2026, ore 12:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Presentazione: Sistema Informativo Agricolo Piemontese – SIAP

Documenti comuni: progetto PIF/PIRT, accordo, tabella dei partecipanti e cronoprogramma

Documenti individuali: progetto di investimento, preventivi, titoli sugli immobili, autorizzazioni e documenti sui criteri

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Vuoi costruire un progetto di filiera o di rete?

La candidatura richiede il coordinamento di più imprese, la scelta della corretta linea di finanziamento per ogni partecipante, un accordo di almeno tre anni e investimenti individuali coerenti con un unico obiettivo economico.

Atamai può affiancare le imprese nella ricerca dei partner, nella verifica dei requisiti, nella costruzione del PIF o PIRT, nella predisposizione dell’accordo e nell’organizzazione delle singole domande.

Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.