Bando Sicurezza Bologna 2026: contributi del 50% per videosorveglianza, allarmi e protezione delle imprese
La Camera di Commercio di Bologna mette a disposizione 300.000 euro per sostenere le micro e piccole imprese che investono nella sicurezza dei locali aziendali attraverso sistemi di videosorveglianza, allarme, protezione antintrusione, casseforti, dispositivi antitaccheggio e altri strumenti finalizzati a ridurre il rischio di furti, rapine e altri fenomeni di criminalità.
La misura è denominata ufficialmente “Contributi per acquisizione sistemi e servizi per la sicurezza – Anno 2026” e prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 3.000 euro per impresa.
Il bando interessa le imprese dell’area metropolitana di Bologna e comprende non soltanto l’acquisto di apparecchiature, ma anche diverse tipologie di servizi di sicurezza, sistemi utilizzati in comodato e, in specifici casi, canoni collegati alla vigilanza o alla protezione dei locali aziendali.
La finestra per presentare le domande sarà relativamente breve: lo sportello aprirà il 17 settembre 2026 e terminerà il 30 settembre 2026.
A chi è destinato il Bando Sicurezza Bologna 2026
Possono richiedere il contributo le micro e piccole imprese che risultino attive al momento della presentazione della domanda.
L’impresa deve avere:
- sede legale oppure unità locale nell’area metropolitana di Bologna;
- iscrizione regolare al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Bologna;
- regolarità nel pagamento del diritto camerale annuale;
- posizione regolare nei confronti di INPS e INAIL;
- gli ulteriori requisiti amministrativi previsti dalla disciplina camerale.
Il bando non è quindi limitato a una particolare attività economica come commercio, ristorazione o artigianato: ciò che assume rilievo è la dimensione dell’impresa, la sua localizzazione e il rispetto dei requisiti stabiliti dalla Camera di Commercio.
Per molte attività aperte al pubblico o che custodiscono merci, attrezzature o valori all’interno dei propri locali, la misura può rappresentare un’opportunità per ridurre parte del costo necessario per migliorare il livello di protezione della sede aziendale.
Area geografica di riferimento
L’agevolazione riguarda l’area metropolitana di Bologna, corrispondente al territorio dell’ex Provincia di Bologna.
L’impresa può quindi avere la sede legale nell’area oppure una propria unità locale regolarmente registrata presso la Camera di Commercio di Bologna.
L’investimento per il quale viene richiesto il contributo deve essere riferibile all’attività e ai locali dell’impresa interessati dal progetto di sicurezza.
Chi propone e gestisce il bando
Il soggetto titolare della misura è la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna.
L’ente camerale ha stanziato complessivamente:
300.000 euro
destinati alla concessione dei contributi alle imprese ammesse.
La procedura di domanda viene gestita telematicamente attraverso Restart, la piattaforma di InfoCamere utilizzata dalle Camere di Commercio per numerosi bandi e incentivi rivolti alle imprese.
Apertura e scadenza delle domande
Le richieste potranno essere presentate esclusivamente nel seguente periodo:
- Apertura: 17/09/2026 alle ore 11:00
- Scadenza: 30/09/2026 alle ore 13:00
La finestra disponibile è quindi di meno di due settimane.
Per questo motivo è consigliabile non arrivare alla data di apertura senza aver già controllato la posizione camerale dell’impresa, la firma digitale, la documentazione amministrativa e le spese che si intendono inserire nella domanda.
Quanto finanzia il Bando Sicurezza 2026
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo ottenibile è:
3.000 euro per impresa.
Per accedere alla misura è necessario sostenere una spesa ammissibile minima di:
1.000 euro, al netto dell’IVA.
Alcuni esempi consentono di comprendere meglio il funzionamento.
Con una spesa ammissibile di 1.000 euro, il contributo potenziale è di 500 euro.
Con una spesa di 3.000 euro, il contributo può arrivare a 1.500 euro.
Con una spesa di 6.000 euro, il contributo può raggiungere il massimo previsto di 3.000 euro.
Un investimento superiore a 6.000 euro può comunque essere presentato, ma il contributo non potrà superare il limite massimo di 3.000 euro.
L’IVA non rappresenta normalmente una spesa sulla quale calcolare il contributo quando è recuperabile dall’impresa.
Quali spese sono ammissibili
Uno degli aspetti più interessanti del bando è la varietà degli interventi che possono essere finanziati.
Sono previsti contributi per l’acquisto e la relativa installazione di sistemi destinati ad aumentare il livello di sicurezza dei locali aziendali.
Tra gli interventi rientrano innanzitutto i sistemi di videosorveglianza, comprese telecamere e apparati necessari alla protezione degli spazi aziendali.
Possono inoltre rientrare:
- sistemi di videoallarme antirapina;
- impianti di videosorveglianza;
- sistemi antintrusione;
- impianti di allarme;
- casseforti;
- blindature;
- sistemi antitaccheggio;
- porte di sicurezza;
- porte blindate;
- serrande e protezioni;
- vetri antisfondamento;
- dispositivi per la protezione fisica dei locali.
Il bando considera inoltre alcune tecnologie utili a ridurre i rischi collegati alla gestione del denaro contante.
Sistemi di pagamento elettronico
Possono essere agevolati anche sistemi destinati a favorire i pagamenti elettronici, riducendo così la quantità di contante presente nei locali dell’impresa.
Tra gli esempi rientrano sistemi POS e altre soluzioni per:
- pagamento con carta;
- pagamento contactless;
- pagamento tramite dispositivi mobili.
Per determinate tipologie di servizi possono essere considerate le quote o i canoni riferiti all’anno in corso, nel rispetto delle condizioni previste dal bando.
Illuminazione di sicurezza
Sono inoltre previsti dispositivi di illuminazione notturna, sia interna sia esterna ai locali aziendali, quando la loro funzione è collegata alla sicurezza dell’attività.
Può trattarsi, ad esempio, di sistemi che consentano di mantenere visibili durante le ore notturne gli accessi, le aree sensibili o l’interno dei locali, agevolando l’individuazione di eventuali intrusioni.
Sistemi per riconoscere banconote false
Tra le spese ammissibili figurano anche i sistemi di rilevazione delle banconote false.
È un intervento che può interessare in particolare negozi, bar, ristoranti, distributori, attività ricettive e più in generale imprese che effettuano numerose operazioni di incasso al dettaglio.
Sistemi di allarme e videosorveglianza in comodato
Il bando non considera esclusivamente sistemi acquistati direttamente dall’impresa.
Possono rientrare anche sistemi di allarme o videosorveglianza acquisiti attraverso formule di utilizzo o comodato, quando sono collegati a servizi di sicurezza e controllo remoto.
È il caso, ad esempio, di soluzioni che comprendono:
- apparecchiature installate presso il cliente;
- collegamento da remoto;
- controllo tramite applicazione;
- servizio di gestione o monitoraggio;
- canone associato alla soluzione di sicurezza.
Per i canoni è necessario prestare particolare attenzione al periodo di competenza e alle condizioni previste dal bando.
Contratti con istituti di vigilanza
Sono inoltre contemplate le spese relative a contratti con istituti di vigilanza per la sorveglianza dei locali aziendali.
Possono quindi essere considerate, nei limiti previsti, le spese per servizi collegati alla protezione dell’attività e i relativi canoni riferiti all’anno in corso.
Questa caratteristica rende il bando utilizzabile anche da imprese che preferiscono affidare parte della propria sicurezza a operatori specializzati anziché limitarsi all’acquisto di dispositivi.
Periodo delle spese ammissibili
Il bando considera gli interventi sostenuti a partire dal:
01/01/2026
e fino alla data di presentazione della domanda.
Questo significa che l’agevolazione può interessare anche investimenti in sicurezza già effettuati nel corso del 2026, purché rispettino tutte le condizioni richieste.
I sistemi e i dispositivi finanziati devono essere installati entro i termini previsti dal bando; per il 2026 è indicata come data di riferimento il 02/10/2026.
È quindi importante verificare non soltanto la data della fattura ma anche l’effettiva realizzazione dell’intervento.
Come e dove presentare la domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso la piattaforma:
Restart di InfoCamere.
Non è prevista la presentazione tramite normale posta elettronica o mediante consegna cartacea.
La pratica deve essere sottoscritta digitalmente dal titolare o legale rappresentante dell’impresa.
Un intermediario può materialmente occuparsi della predisposizione e dell’invio, ma la documentazione richiesta deve comunque riportare la firma digitale del legale rappresentante dell’impresa beneficiaria quando previsto.
Il modello di richiesta viene generato direttamente dalla piattaforma Restart dopo la compilazione delle informazioni necessarie.
Il documento deve essere scaricato e sottoscritto digitalmente in formato CAdES, con estensione .p7m.
Alla domanda deve essere allegato anche il modulo delle dichiarazioni sostitutive obbligatorie, compilato, trasformato in PDF e firmato digitalmente.
Imposta di bollo
Per la presentazione della domanda è prevista un’imposta di bollo pari a:
16 euro
da assolvere virtualmente tramite PagoPA, salvo gli eventuali casi di esenzione previsti dalla normativa.
È opportuno controllare questo passaggio in anticipo, evitando di scoprire problemi di pagamento nelle ultime ore disponibili per l’invio.
Come vengono assegnati i contributi
La procedura è di tipo valutativo a sportello, ma il sistema di assegnazione presenta una caratteristica particolarmente importante.
La Camera di Commercio di Bologna attribuisce infatti una priorità a determinate categorie di imprese.
Hanno priorità le domande ammissibili presentate da:
- imprese femminili;
- imprese giovanili;
- imprese in possesso del rating di legalità rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
- imprese in possesso della certificazione della parità di genere.
All’interno di queste categorie viene considerato l’ordine cronologico di presentazione.
Dopo l’assegnazione alle imprese prioritarie, le eventuali risorse ancora disponibili vengono destinate alle altre imprese ammissibili, anche in questo caso seguendo l’ordine cronologico di invio.
Questo meccanismo rende particolarmente importante presentare la pratica tempestivamente.
Non è quindi un bando nel quale convenga attendere il 30 settembre per inviare una domanda già pronta.
Cosa succede se finiscono i 300.000 euro disponibili
La Camera di Commercio prevede espressamente che, una volta accertato l’esaurimento delle risorse secondo le modalità di assegnazione previste dal bando, le ulteriori domande non vengano sottoposte a istruttoria.
L’impresa collocata nell’ultima posizione utile potrà eventualmente ricevere soltanto la quota residua disponibile.
Con uno stanziamento di 300.000 euro e un contributo massimo di 3.000 euro, il fondo potrebbe teoricamente finanziare almeno 100 imprese nel caso in cui tutte richiedessero il massimo contributo; il numero effettivo sarà superiore se molte domande riguarderanno investimenti di dimensione più contenuta.
Esempi concreti di investimenti
Un negozio potrebbe, ad esempio, installare un sistema composto da telecamere, registratore digitale, sensori di apertura, allarme antintrusione e collegamento remoto.
Un bar o un ristorante potrebbe combinare videosorveglianza, sistema di allarme e dispositivi di pagamento elettronico.
Una gioielleria potrebbe investire in telecamere, casseforti, sistemi antirapina, vetri antisfondamento e collegamento con un istituto di vigilanza.
Un laboratorio artigiano potrebbe installare telecamere per le aree esterne, illuminazione notturna e un impianto antintrusione per proteggere macchinari e materiali.
Un’attività commerciale potrebbe invece migliorare la protezione con sistemi antitaccheggio, videosorveglianza e dispositivi per individuare banconote contraffatte.
In tutti i casi occorre verificare la coerenza delle singole voci di spesa con quelle espressamente ammesse dal bando.
Attenzione alla videosorveglianza e alla privacy
L’installazione di telecamere in un’attività aziendale richiede anche il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali e delle disposizioni applicabili in materia di videosorveglianza.
L’accesso a un contributo pubblico non sostituisce gli adempimenti previsti dal GDPR e dalla normativa nazionale.
L’impresa deve quindi valutare, in funzione dell’impianto installato:
- corretta informativa;
- posizionamento delle telecamere;
- tempi di conservazione delle immagini;
- soggetti autorizzati ad accedere alle registrazioni;
- eventuale presenza di lavoratori nelle aree videosorvegliate;
- rispetto della disciplina giuslavoristica.
È quindi consigliabile progettare il sistema di sicurezza tenendo insieme esigenze tecniche, sicurezza fisica e conformità normativa.
Checklist pratica per presentare la domanda
Prima dell’apertura dello sportello è opportuno controllare:
- che l’impresa sia micro o piccola;
- che sia attiva;
- che abbia sede legale o unità locale nell’area metropolitana di Bologna;
- che la sede risulti correttamente iscritta al Registro delle Imprese;
- che il diritto camerale sia regolarmente pagato;
- che la posizione INPS e INAIL sia regolare;
- che gli investimenti siano compresi tra quelli ammessi;
- che le spese siano riferite al periodo agevolabile;
- che l’imponibile complessivo sia almeno di 1.000 euro;
- che fatture e documentazione dell’investimento siano disponibili;
- che sia possibile dimostrare correttamente il sostenimento delle spese;
- che gli impianti siano installati entro i termini previsti;
- che il legale rappresentante disponga della firma digitale;
- che sia stato predisposto il modulo delle dichiarazioni sostitutive;
- che sia possibile effettuare il pagamento del bollo tramite PagoPA;
- verificare se l’impresa rientra tra quelle con priorità;
- predisporre la pratica prima del 17 settembre, così da poterla inviare tempestivamente.
Scheda rapida del Bando Sicurezza Bologna 2026
Titolo ufficiale: Contributi per acquisizione sistemi e servizi per la sicurezza – Anno 2026
Ente proponente: Camera di Commercio di Bologna
Beneficiari: micro e piccole imprese
Area geografica: Città Metropolitana di Bologna
Dotazione finanziaria: 300.000 euro
Agevolazione: contributo a fondo perduto
Percentuale: 50% delle spese ammissibili
Contributo massimo: 3.000 euro per impresa
Spesa minima: 1.000 euro al netto dell’IVA
Periodo delle spese: dal 01/01/2026 alla presentazione della domanda
Apertura domande: 17/09/2026, ore 11:00
Scadenza: 30/09/2026, ore 13:00
Presentazione: piattaforma Restart di InfoCamere
Firma: firma digitale del titolare o legale rappresentante
Procedura: valutativa a sportello con priorità per determinate categorie di imprese
Priorità: imprese femminili, imprese giovanili, imprese con rating di legalità e imprese con certificazione della parità di genere
Investimenti principali: videosorveglianza, allarmi, sistemi antintrusione, casseforti, antitaccheggio, porte e vetri di sicurezza, illuminazione, pagamenti elettronici, servizi di vigilanza.
Atamai può aiutarti a verificare il progetto
Prima di presentare una domanda è utile verificare che impresa, investimento, documentazione e spese rispettino effettivamente tutte le condizioni previste dal bando.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi delle spese ammissibili, nella preparazione della documentazione e nell’organizzazione della pratica per l’accesso al contributo.
Per una valutazione del progetto e per ricevere assistenza sul Bando Sicurezza Bologna 2026 è possibile contattare Atamai all’indirizzo: