Bando Vetrina Bologna 2026: fino a 10.000 euro per aprire nuove attività negli spazi commerciali sfitti

Bando Vetrina Bologna 2026: fino a 10.000 euro per aprire nuove attività negli spazi commerciali sfitti

La Città metropolitana di Bologna ha avviato la seconda edizione di “Vetrina – Spazi che diventano impresa”, il progetto dedicato alla riattivazione di locali commerciali e artigianali sfitti, dismessi o sottoutilizzati attraverso l’insediamento di nuove attività economiche e servizi di prossimità. L’iniziativa si sviluppa in due fasi: la prima, aperta dal 17 settembre al 29 ottobre 2026, serve a individuare gli immobili disponibili e costruire il Catalogo Vetrina 2026; successivamente verrà pubblicato un secondo avviso rivolto ad aspiranti imprenditori e a micro e piccole imprese. L’obiettivo annunciato dalla Città metropolitana è selezionare 9 progetti imprenditoriali, che potranno accedere a un contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro, oltre a un percorso di accompagnamento per l’avvio dell’attività.

È importante distinguere correttamente le due fasi. Al momento le imprese non possono ancora presentare domanda per ottenere il contributo: la finestra 17 settembre-29 ottobre riguarda esclusivamente Comuni e Unioni di Comuni del territorio metropolitano bolognese, che devono raccogliere e segnalare gli spazi utilizzabili. I proprietari privati possono segnalare il proprio immobile rivolgendosi al Comune in cui si trova. Solo conclusa questa ricognizione verrà aperta la Fase 2, nella quale aspiranti imprenditori e micro e piccole imprese potranno scegliere uno degli immobili inseriti nel Catalogo e presentare il proprio progetto.

Come funziona il progetto Vetrina

Il progetto nasce con un meccanismo diverso dai normali bandi per investimenti. Prima vengono individuati gli spazi inutilizzati presenti nei Comuni della Città metropolitana di Bologna; successivamente vengono selezionati i progetti imprenditoriali capaci di riportare tali locali a una funzione economica.

La struttura è quindi:

Fase 1 – Raccolta degli spazi: Comuni e Unioni di Comuni individuano immobili commerciali o artigianali inutilizzati, dismessi o sottoutilizzati e li inseriscono nel Catalogo Vetrina.

Fase 2 – Selezione delle imprese: aspiranti imprenditori e micro/piccole imprese presentano un progetto per aprire una nuova attività o una nuova sede in uno degli immobili inseriti nel Catalogo.

La Città metropolitana indica come obiettivo della nuova edizione la selezione di 9 progetti imprenditoriali.

Quanto sarà il contributo

Per la Fase 2 è già annunciato un contributo a fondo perduto fino a:

10.000 euro per progetto.

Il contributo sarà destinato alle spese di avviamento della nuova attività, ma l’elenco preciso delle spese ammissibili sarà definito soltanto con il successivo avviso pubblico della Fase 2.

Alla data del 22 settembre 2026 non è ancora stata pubblicata una percentuale ufficiale di copertura delle spese per la nuova edizione. La pagina istituzionale specifica infatti che requisiti, modalità di candidatura, spese ammissibili, strumenti di sostegno e scadenze saranno definiti con il nuovo avviso.

È quindi corretto parlare, per ora, di:

contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro

ma non è ancora possibile affermare che il contributo coprirà il 100% dell’investimento.

Il precedente bando copriva l’80%

Come riferimento, ma senza confonderlo con la nuova edizione, nella precedente Fase 2 del progetto Vetrina il contributo era pari all’80% della spesa ammissibile, sempre con un massimo di 10.000 euro. La precedente edizione si è conclusa il 23 aprile 2026 e ha portato alla selezione di sette progetti imprenditoriali.

Per la nuova edizione 2026-2027 sarà necessario attendere il nuovo avviso prima di sapere se questa percentuale verrà confermata oppure modificata.

Chi potrà partecipare alla Fase 2

La Città metropolitana anticipa che il prossimo avviso sarà destinato a:

  • aspiranti imprenditori e imprenditrici;
  • micro imprese;
  • piccole imprese già costituite.

Le attività dovranno operare nei settori del:

  • commercio;
  • artigianato;
  • artigianato artistico;
  • artigianato di servizio;
  • pubblici esercizi.

Il progetto dovrà prevedere l’avvio di una nuova attività oppure l’apertura di una nuova sede in uno degli spazi che saranno inseriti nel Catalogo Vetrina 2026.

Non basta trovare autonomamente un locale vuoto

Un elemento essenziale del bando è che l’attività deve essere insediata in uno degli immobili selezionati attraverso la Fase 1.

Non sarà quindi possibile scegliere liberamente qualsiasi negozio, laboratorio o locale vuoto presente nella provincia di Bologna e chiedere successivamente il contributo.

Il progetto deve utilizzare uno degli spazi che:

  1. vengono individuati dai Comuni;
  2. rispettano i requisiti della manifestazione di interesse;
  3. vengono inseriti nel Catalogo Vetrina;
  4. vengono successivamente messi a disposizione degli aspiranti imprenditori per la Fase 2.

Quali immobili possono entrare nel Catalogo

Gli immobili devono essere unità:

  • a destinazione commerciale o artigianale, oppure con procedura di modifica della destinazione in corso;
  • non utilizzate, dismesse o sottoutilizzate;
  • situate al piano terra;
  • di proprietà pubblica o privata;
  • potenzialmente adatte all’insediamento di una nuova attività economica o di un servizio di prossimità.

La scelta del piano terra è coerente con l’obiettivo del progetto: riattivare negozi, laboratori e spazi visibili dalla strada, contrastando la presenza di serrande abbassate e locali inutilizzati nei centri urbani.

Il proprietario può proporre il proprio immobile

Un proprietario privato che dispone di uno spazio non utilizzato o sottoutilizzato può chiedere che venga valutato per l’inserimento nel Catalogo Vetrina 2026.

La segnalazione non viene però effettuata direttamente alla Città metropolitana: il proprietario deve rivolgersi al Comune nel quale si trova l’immobile.

L’inserimento nel Catalogo non obbliga il proprietario a concedere o affittare l’immobile. Eventuali trattative, accordi e contratti rimangono rapporti privati tra proprietario e futuro imprenditore; Comuni e Città metropolitana svolgono soltanto attività di promozione e facilitazione e non operano come intermediari immobiliari.

Cosa ottengono le imprese selezionate

La misura non prevede soltanto il contributo economico.

I nove progetti che saranno selezionati potranno beneficiare di:

  • contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro;
  • percorso di accompagnamento all’avvio dell’impresa;
  • tutoraggio;
  • mentoring;
  • networking;
  • eventuali ulteriori strumenti di sostegno messi a disposizione dai Comuni e dalle Unioni di Comuni partecipanti.

Il servizio di accompagnamento sarà gestito da Progetti d’Impresa, struttura della Città metropolitana di Bologna dedicata al supporto alla creazione e allo sviluppo di attività imprenditoriali.

La graduatoria non sarà quindi soltanto economica

La nuova Fase 2 sarà una procedura di selezione dei progetti e non un semplice meccanismo di rimborso delle spese.

La precedente edizione richiedeva agli aspiranti imprenditori di descrivere:

  • che attività volevano aprire;
  • i clienti ai quali intendevano rivolgersi;
  • l’impatto generato sul territorio;
  • la coerenza tra attività proposta e spazio selezionato.

Per la nuova edizione i criteri puntuali saranno definiti nel prossimo avviso, ma la logica del progetto rimane quella della rigenerazione economica e urbana, oltre che della semplice creazione d’impresa.

Cosa significa “servizio di prossimità”

L’obiettivo non è soltanto riempire locali vuoti. Il progetto cerca attività capaci di aumentare i servizi disponibili nei centri urbani e di migliorare la qualità della vita delle comunità.

Una nuova attività può quindi risultare particolarmente coerente quando:

  • offre un servizio oggi assente o insufficiente;
  • aumenta la frequentazione di una zona;
  • crea occupazione;
  • valorizza produzioni o competenze locali;
  • migliora l’attrattività commerciale;
  • contribuisce alla vitalità del centro urbano;
  • genera collaborazioni con altre attività del territorio.

La Città metropolitana collega espressamente Vetrina a obiettivi di lavoro ed economia, attrattività, rigenerazione urbana, vivacità sociale, innovazione e qualità.

Esempio: nuovo laboratorio artigianale

Un aspirante imprenditore potrebbe individuare nel Catalogo Vetrina un locale precedentemente inutilizzato e proporre l’apertura di un laboratorio artigianale con vendita diretta.

Il progetto potrebbe combinare:

  • attività produttiva;
  • vendita;
  • servizio alla comunità;
  • recupero di uno spazio vuoto;
  • creazione di una nuova attività economica.

Se selezionato nella futura Fase 2, il progetto potrebbe accedere al contributo fino a 10.000 euro e al percorso di accompagnamento.

Esempio: negozio di prossimità

In un Comune nel quale alcuni servizi commerciali sono venuti meno, il progetto potrebbe riguardare un nuovo negozio capace di rispondere a un bisogno locale.

Nella valutazione potrebbe diventare importante non soltanto la sostenibilità economica del business plan, ma anche l’effetto prodotto sul quartiere o sul centro urbano.

Esempio: nuova sede di una microimpresa

Il futuro bando non sarà riservato esclusivamente a chi deve costituire una nuova impresa.

Potrà interessare anche una micro o piccola impresa già esistente che voglia aprire una nuova attività o una nuova sede in uno degli spazi del Catalogo.

Questo potrebbe renderlo interessante anche per attività artigiane o commerciali che vogliono espandersi nel territorio metropolitano.

La Fase 1: cosa succede fino al 29 ottobre

La manifestazione di interesse aperta il 17 settembre 2026 si conclude alle:

ore 23:59 del 29 ottobre 2026.

In questa fase possono presentare formalmente la manifestazione d’interesse i Comuni e le Unioni di Comuni della Città metropolitana di Bologna.

I loro compiti comprendono:

  • individuare gli immobili;
  • coinvolgere i proprietari;
  • coinvolgere associazioni di categoria e soggetti territoriali;
  • raccogliere le informazioni sugli immobili;
  • informare cittadini e imprese dell’opportunità.

La domanda della Fase 1 viene presentata attraverso il form online della Città metropolitana.

Quando potranno candidarsi le imprese

La data non è ancora stata pubblicata.

La Città metropolitana specifica che, conclusa la Fase 1, sarà pubblicato l’Avviso della Fase 2, con:

  • requisiti dei beneficiari;
  • criteri di selezione;
  • spese ammissibili;
  • modalità di candidatura;
  • strumenti di sostegno;
  • scadenze.

Un’impresa interessata non deve quindi presentare domanda entro il 29 ottobre: quella data riguarda esclusivamente la costruzione del Catalogo.

Cosa può fare adesso un aspirante imprenditore

Anche se la Fase 2 non è ancora aperta, chi ha un progetto può utilizzare questi mesi per prepararsi.

Conviene già:

  • definire l’idea imprenditoriale;
  • individuare il mercato di riferimento;
  • preparare una prima bozza del business plan;
  • calcolare gli investimenti iniziali;
  • verificare i requisiti per micro o piccola impresa;
  • valutare i Comuni nei quali potrebbe essere interessante insediarsi;
  • seguire la pubblicazione del Catalogo Vetrina;
  • attendere il bando della Fase 2 prima di assumere impegni economici basandosi sul contributo.

Attenzione alla percentuale del contributo

La pagina ufficiale della nuova edizione conferma soltanto:

contributo fino a 10.000 euro.

Non stabilisce ancora che il finanziamento coprirà il 100% delle spese.

L’intensità del contributo sarà quindi da verificare nel futuro Avviso della Fase 2.

Come riferimento storico, nella precedente edizione il contributo copriva l’80% della spesa ammessa, fino al massimo di 10.000 euro. Questo dato appartiene però alla precedente edizione e non può essere automaticamente applicato al nuovo bando.

Checklist per chi vuole partecipare alla futura Fase 2

  • essere aspirante imprenditore oppure micro/piccola impresa;
  • predisporre un progetto nei settori ammessi;
  • definire chiaramente l’attività da avviare;
  • valutare il bisogno a cui risponde il progetto;
  • preparare il business plan;
  • stimare gli investimenti iniziali;
  • verificare la sostenibilità economica;
  • attendere la pubblicazione del Catalogo Vetrina 2026;
  • scegliere uno degli immobili del Catalogo;
  • verificare la compatibilità tra attività e locale;
  • predisporre la candidatura;
  • verificare le future spese ammissibili;
  • verificare la percentuale effettiva di contributo;
  • controllare il regime de minimis eventualmente previsto;
  • non confondere la scadenza della Fase 1 con quella delle imprese;
  • monitorare la pubblicazione dell’Avviso Fase 2.

Scheda rapida – Bando Vetrina Bologna 2026

Misura: Vetrina – Spazi che diventano impresa
Ente: Città metropolitana di Bologna
Edizione: seconda edizione
Obiettivo: riattivazione di locali commerciali e artigianali sfitti o sottoutilizzati
Territorio: Città metropolitana di Bologna
Struttura: due fasi
Fase attualmente aperta: Fase 1 – raccolta degli immobili
Apertura Fase 1: 17 settembre 2026
Scadenza Fase 1: 29 ottobre 2026 ore 23:59
Beneficiari della Fase 1: Comuni e Unioni di Comuni
Proprietari privati: possono segnalare gli immobili attraverso il proprio Comune
Fase 2: futura selezione di aspiranti imprenditori e micro/piccole imprese
Settori annunciati: commercio, artigianato, artigianato artistico, artigianato di servizio, pubblici esercizi
Progetti da selezionare: 9
Contributo annunciato: fino a 10.000 euro a fondo perduto
Percentuale di contributo 2026: non ancora definita ufficialmente
Spese ammissibili: saranno definite nell’Avviso Fase 2
Altri servizi: tutoraggio, mentoring, networking e accompagnamento imprenditoriale
Data apertura Fase 2: non ancora pubblicata.

Il Bando Vetrina è quindi un’opportunità interessante soprattutto per chi vuole avviare una nuova attività commerciale o artigianale utilizzando un locale oggi vuoto, ma la fase nella quale le imprese potranno chiedere concretamente il contributo deve ancora essere aperta.

Atamai può supportare aspiranti imprenditori e micro/piccole imprese nella verifica del futuro bando, nella definizione del progetto, nella costruzione del piano degli investimenti e nella preparazione della documentazione necessaria per la Fase 2. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).