Campania: fino a 200.000 euro per progetti dedicati ad autismo e disturbi del neurosviluppo

Campania: fino a 200.000 euro per progetti dedicati ad autismo e disturbi del neurosviluppo

Regione Campania mette a disposizione 18,808 milioni di euro per finanziare progetti destinati a persone con disturbi del neurosviluppo, con particolare riferimento allo spettro autistico, in età di transizione verso la vita adulta e in età adulta. L’intervento rientra nel Programma Inclusione del PR Campania FSE+ 2021-2027 e combina 16 milioni di euro di risorse FSE+ con ulteriori 2.808.097 euro del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità. Ogni proposta progettuale può ottenere fino a 200.000 euro e deve avere una durata ordinaria di 12 mesi. Le domande sono aperte fino alle ore 23:59 del 2 novembre 2026.

Non è un contributo aperto genericamente ad associazioni o imprese

Il beneficiario deve essere un Ente del Terzo Settore – ETS, che assume il ruolo di capofila e responsabile del progetto. L’ETS deve essere iscritto al RUNTS, avere finalità statutarie coerenti con le attività previste, disporre di sede legale o operativa permanente in Campania ed essere in regola sotto il profilo contributivo, assicurativo e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Il capofila non può però presentarsi da solo. La rete deve comprendere obbligatoriamente almeno:

  • un Ambito territoriale sociale;
  • una ASL o un distretto sanitario;
  • uno o più soggetti autorizzati ai servizi per il lavoro.

L’ETS rimane responsabile della progettazione, della gestione delle risorse e della rendicontazione, ma la logica del bando è quella di costruire un sistema territoriale nel quale componente sociale, sanitaria, educativa e occupazionale lavorino insieme.

Possono inoltre partecipare più ETS riuniti in forma aggregata. Questo elemento è anche premiato nella valutazione: la presenza, oltre al capofila, di ulteriori ETS nel raggruppamento vale fino a 10 punti.

Destinatari: persone autistiche dai 16 anni in su e adulti

Gli interventi sono rivolti a persone con disturbo dello spettro autistico, adulte oppure nella fase di transizione tra 16 e 21 anni, in possesso di certificazione diagnostica, e alle loro famiglie.

La persona può anche avere una diagnosi principale differente, purché sia presente almeno una diagnosi riconducibile allo spettro autistico e il profilo individuale sia compatibile con le attività previste dal progetto.

Il tema centrale del bando è proprio il passaggio dalla presa in carico tipica dell’età evolutiva – scuola, neuropsichiatria infantile, servizi educativi – verso i servizi per adulti, il lavoro, l’autonomia personale e l’inclusione sociale.

Ogni progetto deve comprendere obbligatoriamente due livelli di intervento

Regione Campania individua due servizi principali.

Il Servizio 1 riguarda l’accompagnamento della famiglia e la presa in carico successiva alla diagnosi.

Il Servizio 2 riguarda invece il percorso personalizzato della persona, con interventi di inclusione sociale, formazione, lavoro, autonomia e, quando previsto, abitare indipendente.

Non è possibile scegliere soltanto uno dei due servizi. Ogni progetto deve necessariamente prevedere entrambi e, più precisamente, deve comprendere l’intervento dedicato alla formazione delle famiglie e almeno una delle altre azioni previste dal bando. Una proposta che non comprenda entrambi i servizi viene considerata non ammissibile.

Socializzazione e sviluppo delle autonomie

Una prima tipologia riguarda i percorsi di socializzazione per adulti ad alto funzionamento e ragazzi nella fase di transizione.

Il bando indica, a titolo esemplificativo, gruppi di cammino, attività musicali e sportive, visite guidate e attività con animali. Viene premiato un approccio inclusivo: sono preferiti progetti che non siano rivolti esclusivamente a persone con disabilità.

Sono inoltre incoraggiati strumenti digitali e nuove tecnologie interattive che possano ridurre le barriere alla comunicazione e alla socializzazione.

Non rientrano invece in questa linea semplici interventi riabilitativi o semiresidenziali.

Una seconda area riguarda le attività sociali finalizzate allo sviluppo dell’autonomia personale. Possono essere finanziati percorsi socio-abilitativi individuali o in piccoli gruppi per rafforzare competenze sociali, relazionali e capacità necessarie alla vita quotidiana. Non basta proporre attività ricreative: il progetto deve dimostrare un percorso verso una maggiore autonomia della persona.

Formazione e inserimento lavorativo

Una delle sezioni più interessanti riguarda l’accesso al lavoro.

Il bando permette di realizzare percorsi individuali di formazione sui prerequisiti lavorativi, orientamento professionale, laboratori che riproducano contesti di lavoro, coaching, tutoring on the job e attività di sensibilizzazione dei datori di lavoro.

Regione Campania richiede espressamente il coinvolgimento dei Centri per l’Impiego e del sistema delle imprese, comprese associazioni datoriali e potenziali datori di lavoro, per evitare che l’intervento rimanga confinato all’ambito assistenziale.

Sono finanziabili anche corsi di formazione destinati all’acquisizione di competenze professionali. Per i partecipanti è prevista una indennità minima di 8,15 euro per ogni ora effettivamente frequentata.

È inoltre possibile attivare tirocini per l’inclusione lavorativa o sociale. Per ciascun tirocinante il bando prevede un’indennità lorda di 500 euro mensili, secondo le condizioni previste dalla normativa regionale e dal progetto individualizzato.

Formazione delle famiglie obbligatoria

Questa componente non è facoltativa.

Ogni progetto deve includere attività di parent training e accompagnamento delle famiglie, con particolare attenzione al momento in cui il ragazzo passa dalla scuola e dai servizi dell’età evolutiva alla vita adulta.

Il percorso deve aiutare i familiari ad affrontare comportamenti problematici, sviluppare strategie di gestione, sostenere l’acquisizione di nuove competenze e comprendere meglio come accompagnare l’autonomia della persona.

Ogni nucleo familiare coinvolto deve seguire un percorso della durata di almeno sei mesi, comprendente almeno sei incontri.

Questo è uno dei punti che andrebbero evidenziati già in fase di progettazione: non basta costruire servizi diretti alla persona, perché il bando considera la famiglia parte integrante del percorso.

Anche progetti di residenzialità e abitare indipendente

Tra le azioni finanziabili rientrano anche interventi dedicati all’abitare.

Possono essere utilizzate abitazioni civili o gruppi appartamento che riproducano un contesto familiare e permettano alle persone con autismo di sviluppare maggiore autonomia domestica.

Sono ammesse anche tecnologie di domotica e assistenza a distanza, quando servono a personalizzare l’ambiente in funzione dei bisogni del singolo partecipante.

Gli immobili possono essere di proprietà dell’ETS, concessi in comodato o presi in locazione. Il bando ammette il rimborso dei canoni di locazione per il periodo del progetto, ma esclude espressamente l’acquisto di immobili.

Possono essere utilizzati anche beni confiscati alla criminalità organizzata, alloggi di edilizia residenziale pubblica o immobili messi a disposizione attraverso accordi con enti previdenziali.

Ogni persona deve avere un progetto personalizzato

Il bando non finanzia attività standard identiche per tutti.

Gli interventi devono partire da una valutazione multidisciplinare della persona, considerando aspetti neuropsichici, psicologici, comunicativi, relazionali e il contesto familiare e ambientale.

Da questa valutazione deve nascere un progetto personalizzato, condiviso con la famiglia, che indichi obiettivi, durata, intensità e modalità dell’intervento.

È prevista anche una figura di tutor di percorso, incaricata di accompagnare la famiglia, orientarla tra i servizi, facilitare il raccordo tra i diversi soggetti coinvolti e monitorare l’attuazione del progetto individuale.

Fino a 200.000 euro per progetto

Il contributo massimo è pari a 200.000 euro per proposta progettuale. Il bando non definisce una percentuale standard come 70%, 80% o 100%: ciò che conta è il quadro economico approvato e il rispetto del massimale.

Le risorse vengono distribuite territorialmente:

Provincia Risorse
Avellino € 1.327.658
Benevento € 871.278
Caserta € 3.071.780
Napoli € 9.979.891
Salerno € 3.557.490

La ripartizione segue la popolazione residente e può essere rimodulata dalla Regione in funzione delle domande effettivamente presentate.

Un ulteriore milione di euro, pari a 200.000 euro per ciascun territorio provinciale, è riservato prioritariamente ai progetti che proseguono interventi già finanziati dal precedente Avviso regionale del 2023.

Personale e professionisti sono una delle principali voci finanziabili

Sono ammissibili i costi del personale interno ed esterno impiegato nelle attività, comprese collaborazioni e incarichi professionali.

Per il personale esterno il bando stabilisce specifici massimali:

Funzione Massimale
Direzione / coordinamento €150 al giorno
Progettazione €100/ora – max €500/giorno
Docenza fuori UCS €80/ora – max €300/giorno
Tutoraggio €30/ora
Amministrazione / supporto tecnico €16/ora

Questo rende molto importante costruire il budget partendo dalle professionalità realmente necessarie: educatori, tutor, formatori, coordinatori e altre figure devono essere coerenti con le attività e con il numero di destinatari.

Attrezzature, ausili e tecnologie

Sono ammesse anche spese per mezzi, attrezzature, ausili e forniture strettamente necessarie all’erogazione dei servizi.

Possono quindi essere comprese tecnologie necessarie al monitoraggio dei percorsi, alla condivisione delle informazioni tra i servizi, alla comunicazione con le famiglie e allo svolgimento delle attività previste.

Sono finanziabili anche materiali di consumo, coperture assicurative, trasporto dei destinatari e servizi acquistati all’esterno quando risultino effettivamente necessari per realizzare il progetto.

Non sono invece ammissibili costi scollegati dal progetto, sostenuti al di fuori del periodo approvato oppure già finanziati da altre risorse pubbliche. In particolare, non è possibile utilizzare il bando per duplicare prestazioni sanitarie o sociali ordinarie già finanziate dal sistema pubblico.

Il punteggio massimo è 80

La procedura è valutativa a graduatoria. Ogni proposta ammessa formalmente viene esaminata da una Commissione regionale che può attribuire fino a 80 punti.

La distribuzione è particolarmente utile per capire come costruire il progetto:

Criterio Punti massimi
Presenza di ulteriori ETS oltre al capofila 10
Associazione di rappresentanza dei genitori 5
Efficacia, sostenibilità e coerenza con i bisogni territoriali 25
Esperienza precedente nei servizi per disabilità/autismo 15
Qualità organizzativa del partenariato 10
Coerenza ed economicità del budget 15
Totale 80

Il peso maggiore, 25 punti, riguarda la qualità e la sostenibilità complessiva del progetto rispetto al bisogno del territorio. Non basta quindi creare una rete formalmente corretta: bisogna dimostrare che esiste una platea reale di persone da prendere in carico e che l’intervento proposto risponde effettivamente a quel fabbisogno.

Coinvolgere le famiglie può dare anche punteggio

La partecipazione di un’associazione rappresentativa dei genitori delle persone destinatarie dell’intervento vale fino a 5 punti.

Questo è coerente con l’intera struttura del bando: la famiglia non viene vista soltanto come beneficiaria indiretta, ma come soggetto da coinvolgere nella progettazione e nell’attuazione del percorso.

Per un ETS che sta costruendo la candidatura può quindi essere strategicamente utile verificare fin dall’inizio se sul territorio operi un’associazione rappresentativa con cui sviluppare un rapporto strutturato.

L’esperienza pregressa può valere 15 punti

Regione Campania attribuisce fino a 15 punti alla qualità, continuità e innovazione dei servizi già svolti dal proponente nel triennio precedente.

Particolare rilievo viene attribuito a esperienze di almeno 24 mesi relative a servizi socio-assistenziali per persone con disturbo dello spettro autistico, svolti direttamente o per conto di enti pubblici.

Per gli ETS già attivi nel settore sarà quindi importante documentare con precisione convenzioni, progetti, utenti presi in carico, risultati e durata delle esperienze precedenti.

Le risorse vengono assegnate provincia per provincia

Non esiste una sola graduatoria regionale dalla quale i primi progetti assorbono tutto il budget.

I progetti vengono collocati nella graduatoria relativa al territorio provinciale di riferimento e finanziati in ordine di punteggio fino a esaurimento della quota disponibile per quella provincia.

Se un partenariato coinvolge Ambiti appartenenti a più province, il progetto viene attribuito alla provincia dell’Ambito indicato come principale nella candidatura.

Eventuali risorse residue potranno successivamente essere utilizzate per lo scorrimento di progetti relativi ad altre province.

Anticipo del 50%

Per i progetti finanziati è prevista una prima erogazione pari al 50% dell’importo concesso, dopo l’avvio delle attività.

Una seconda tranche pari al 40% può essere richiesta quando viene rendicontato almeno il 90% della precedente anticipazione, insieme a una relazione sullo stato di avanzamento. Il saldo viene corrisposto dopo la conclusione e l’approvazione della rendicontazione finale.

È però richiesta una fideiussione bancaria, assicurativa o rilasciata da un intermediario finanziario autorizzato a garanzia delle somme anticipate. Il bando consente lo svincolo progressivo della garanzia con l’avanzamento del progetto.

Questo è un aspetto finanziario da non trascurare: un ETS interessato deve verificare preventivamente non soltanto la capacità progettuale ma anche la possibilità di ottenere la garanzia richiesta.

Domande entro il 2 novembre

La candidatura deve essere presentata esclusivamente attraverso il servizio digitale regionale “Presentazione domanda interventi disturbo spettro autistico 2026”.

Lo sportello è operativo dalle ore 10:00 del 16 settembre e chiuderà alle ore 23:59 del 2 novembre 2026. Può accedere il legale rappresentante dell’ETS oppure un delegato munito della relativa delega digitale.

Essendo una procedura a graduatoria, non c’è un vantaggio nel presentare una proposta incompleta qualche giorno prima: la priorità dovrebbe essere costruire una rete territoriale forte e un progetto capace di ottenere punteggio, soprattutto sulla coerenza con i bisogni del territorio, sull’esperienza del partenariato e sulla qualità del modello organizzativo.

Per gli ETS campani già attivi nell’autismo, nella disabilità, nei servizi sociali o nell’inclusione lavorativa la misura può essere particolarmente significativa: 200.000 euro consentono di costruire per dodici mesi un intervento integrato che non si limiti all’assistenza, ma colleghi famiglia, autonomia personale, socializzazione, formazione e accesso al lavoro.

Fonti

Regione Campania – PR Campania FSE+ 2021-2027, Avviso “Presa in carico e accompagnamento dei soggetti con disturbi del neurosviluppo, incluso lo spettro autistico, in età di transizione e adulti”, con beneficiari, servizi, dotazione, distribuzione territoriale e termini.

Regione Campania – Decreto Dirigenziale n. 281 del 24 luglio 2026 e Allegato A, utilizzati per verificare composizione del partenariato, interventi finanziabili, punteggi, spese ed erogazione del contributo.

Il tuo ente opera nell’autismo, nell’inclusione sociale o nell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità?

Atamai può verificare i requisiti dell’ETS, la composizione della rete territoriale e la struttura del progetto, individuando in anticipo gli elementi che incidono maggiormente sul punteggio: partenariato, esperienza pregressa, coinvolgimento delle famiglie, modello organizzativo e coerenza del quadro economico.

Possiamo inoltre supportare la costruzione del budget e verificare la corretta impostazione delle diverse attività – parent training, autonomia, socializzazione, formazione, tirocini, inserimento lavorativo e abitare indipendente – prima della presentazione della candidatura.

Contatta Atamai per una verifica preliminare del progetto e del partenariato.

Email: Info@atamai.it