Certificazione delle competenze 2026: fino a 5.000 euro alle imprese di Bari che ospitano studenti
La Camera di Commercio di Bari mette a disposizione 100.000 euro per sostenere le micro, piccole e medie imprese che ospitano studenti delle scuole secondarie superiori nell’ambito dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro – FSL, già PCTO, finalizzati alla certificazione delle competenze acquisite in azienda. Il contributo può arrivare a 5.000 euro per impresa, con ulteriori maggiorazioni in presenza di studenti con disabilità e di alcuni requisiti premianti. Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 1° ottobre 2026 alle ore 12:00 del 16 dicembre 2026 tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere.
Non si tratta del tradizionale incentivo con cui l’impresa acquista un macchinario o un software. Il contributo remunera invece l’attività di tutoraggio aziendale svolta durante un vero percorso scuola-lavoro costruito insieme all’istituto scolastico e finalizzato a permettere allo studente di ottenere una certificazione di parte terza delle competenze rilasciata dal sistema camerale.
Quanto può ottenere l’impresa
L’importo dipende dal numero complessivo di ore svolte dagli studenti ospitati:
| Ore di tutoraggio aziendale | Contributo |
|---|---|
| 120-180 ore | 3.000 € |
| 181-240 ore | 4.000 € |
| oltre 240 ore | 5.000 € |
Le attività devono essere svolte nel periodo compreso tra il 1° settembre 2026 e il 30 giugno 2027.
Il contributo è quindi parametrato alle ore effettivamente realizzate. Una singola domanda può comprendere una o più esperienze scuola-lavoro, ma ogni impresa può presentare una sola richiesta sul bando.
500 euro in più per studenti con disabilità
Quando l’impresa inserisce nel percorso uno o più studenti con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992, viene riconosciuta un’ulteriore maggiorazione di:
500 euro.
Pertanto, un’impresa che supera le 240 ore di tutoraggio e ospita almeno uno studente con disabilità può arrivare a:
5.000 € + 500 € = 5.500 euro.
Premialità per rating di legalità e parità di genere
Il bando riserva inoltre 5.000 euro della dotazione complessiva alle imprese che possiedono specifici elementi premianti.
Per il rating di legalità sono riconosciuti:
- 1 stella: +150 €;
- 2 stelle: +200 €;
- 3 stelle: +300 €.
Per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere è prevista un’ulteriore premialità di:
200 euro.
Il bando precisa che queste premialità sono cumulabili entro un tetto teorico di 600 euro per impresa. Tuttavia, con le sole voci esplicitamente elencate nel testo, la combinazione massima concretamente individuabile è 300 euro per rating a tre stelle + 200 euro per parità di genere = 500 euro.
Di conseguenza, un’impresa che raggiunga il contributo base massimo, inserisca uno studente con disabilità e disponga sia del rating a tre stelle sia della certificazione di parità potrebbe teoricamente arrivare a:
5.000 + 500 + 300 + 200 = 6.000 euro.
Le premialità dipendono però dalla disponibilità della quota riservata e vengono riconosciute secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Non è un normale aiuto de minimis
Un aspetto utile è che il contributo non viene considerato aiuto di Stato. La Camera motiva questa impostazione con il fatto che l’impresa svolge un ruolo sociale a favore degli studenti e riceve il sostegno per favorire il collegamento tra scuola e mondo del lavoro, non direttamente per finanziare la propria attività economica.
Di conseguenza il contributo non consuma il normale plafond de minimis dell’impresa.
Attenzione alla ritenuta fiscale del 4%
L’importo concesso viene tuttavia erogato al netto della ritenuta fiscale del 4% prevista dall’articolo 28 del DPR 600/1973.
Ad esempio, su un contributo nominale di 5.000 euro la ritenuta è pari a:
200 euro.
L’importo materialmente liquidato sarà quindi inferiore, ferme restando le regole fiscali applicabili al singolo beneficiario.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese che abbiano sede legale e/o unità locale nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Bari. L’impresa deve essere attiva e regolarmente iscritta al Registro delle Imprese.
Sono richiesti inoltre, tra gli altri:
- regolarità del diritto annuale camerale;
- regolarità contributiva, previdenziale e assistenziale;
- rispetto delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro;
- assenza di procedure liquidatorie incompatibili con il bando;
- assenza delle cause ostative antimafia;
- rispetto degli obblighi relativi alla polizza contro i danni catastrofali, quando applicabili;
- condizioni idonee per ospitare stage e tirocini, compresa l’integrazione del DUVRI quando necessaria.
Eventuali irregolarità relative al diritto annuale camerale devono essere sanate prima dell’invio della domanda.
Quattro filiere produttive principali
Il sistema di certificazione non riguarda indistintamente qualsiasi esperienza PCTO. Il bando individua quattro filiere produttive collegate agli accordi nazionali sottoscritti da Unioncamere con reti scolastiche e associazioni imprenditoriali:
- Meccatronica e meccanica avanzata, con rete iM2A e Federmeccanica;
- Turismo, ospitalità e ristorazione, con Re.Na.I.A. e FIPE;
- Tessile, abbigliamento e moda, con rete T.A.M. e Confindustria Moda;
- Agricoltura e agroindustria, con rete RENISA.
Per un territorio come quello barese la platea potenziale è quindi piuttosto ampia: officine e imprese meccaniche, aziende industriali, hotel, ristoranti, strutture ricettive, aziende del tessile e moda, imprese agricole e agroalimentari.
Sono ammessi anche quattro percorsi trasversali
Accanto alle filiere produttive, il bando permette anche progetti finalizzati all’acquisizione di competenze trasversali relative a:
- cittadinanza per lo sviluppo sostenibile;
- competenze imprenditive secondo il modello olivettiano;
- competenze per la doppia transizione digitale ed ecologica;
- competenze per il Made in Italy.
Questa apertura rende la misura interessante anche per imprese nelle quali l’esperienza degli studenti riguardi digitalizzazione, sostenibilità, organizzazione aziendale o valorizzazione del Made in Italy e non esclusivamente mansioni tecniche strettamente settoriali.
Non basta ospitare uno studente: il percorso deve portare alla certificazione
Questo è probabilmente il requisito operativo più importante.
Il bando non premia qualsiasi PCTO svolto in azienda. L’esperienza deve inserirsi nel sistema camerale di certificazione delle competenze.
L’impresa deve:
- sottoscrivere il progetto formativo con un istituto scolastico aderente al sistema;
- collaborare alla coprogettazione del percorso;
- individuare un tutor aziendale;
- compilare la scheda delle evidenze osservabili;
- registrare le ore effettivamente svolte dallo studente;
- caricare la documentazione sul portale camerale dedicato;
- quando previsto, far partecipare il tutor aziendale alla specifica formazione e ottenere il relativo digital badge.
La certificazione finale nasce quindi da un percorso strutturato e documentato, non dalla semplice presenza dello studente in azienda.
Il tutor aziendale ha un ruolo centrale
Il tutor non deve limitarsi a controllare le presenze. Deve contribuire alla realizzazione delle attività previste dal progetto e alla raccolta delle evidenze necessarie per certificare le competenze sviluppate dallo studente.
I tutor designati dalle imprese devono inoltre partecipare, quando previsto, ai percorsi formativi organizzati dal sistema camerale, dalle reti nazionali delle scuole e dalle associazioni imprenditoriali interessate, ottenendo il relativo digital badge.
Per l’impresa è quindi opportuno scegliere fin dall’inizio una persona che possa effettivamente seguire gli studenti durante l’intero percorso.
Il contributo dipende dalle ore realmente svolte
Non basta inserire nella convenzione un numero teorico di ore.
Alla rendicontazione devono risultare le ore effettivamente effettuate dallo studente presso la sede aziendale, documentate attraverso l’apposito foglio firma.
Questo comporta una conseguenza pratica importante.
Se il progetto iniziale prevede 250 ore ma, per assenze o modifiche, lo studente ne svolge effettivamente 220, l’impresa non raggiunge la fascia da 5.000 euro ma quella da:
4.000 euro.
È quindi consigliabile programmare un margine sufficiente rispetto alla soglia della fascia economica desiderata.
Esempio: 150 ore
Un’impresa ospita uno o più studenti e totalizza un’attività di tutoraggio riconosciuta di:
150 ore.
Il contributo è:
3.000 euro.
Se è presente anche uno studente con disabilità:
3.500 euro.
Esempio: 200 ore
Con:
200 ore effettive
il contributo base sale a:
4.000 euro.
Con rating di legalità a tre stelle e certificazione della parità di genere potrebbe aggiungersi, nei limiti delle risorse riservate:
300 + 200 = 500 euro.
Totale teorico:
4.500 euro.
Esempio: oltre 240 ore
Con un percorso superiore a:
240 ore
il contributo base arriva a:
5.000 euro.
Con uno studente con disabilità:
5.500 euro.
Aggiungendo le premialità massime espressamente individuabili dal bando:
5.500 + 300 + 200 = 6.000 euro.
Una domanda può comprendere più studenti
Ogni impresa può presentare una sola domanda, ma questa può comprendere una o più esperienze.
Questo consente, ad esempio, di ospitare più studenti o di collaborare con più istituti scolastici all’interno della stessa candidatura, purché ogni esperienza rispetti le condizioni previste dal sistema camerale.
Procedura a sportello: l’ordine cronologico conta
Le domande vengono valutate con una procedura a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Se le richieste superano i 100.000 euro disponibili, l’ultima domanda istruita positivamente viene finanziata soltanto entro il limite delle risorse residue.
Le domande rimaste fuori per esaurimento fondi potranno essere eventualmente riprese successivamente in caso di:
- rinunce;
- economie;
- residui;
- rifinanziamento della misura.
Anche in questo caso rimane valido l’ordine cronologico originario.
Per questa misura ha quindi senso preparare la documentazione prima dell’apertura del 1° ottobre, piuttosto che attendere la scadenza di dicembre.
Come presentare domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso lo sportello:
“Contributi alle imprese”
della piattaforma ReStart di InfoCamere.
La finestra è:
Apertura: 1° ottobre 2026, ore 10:00
Scadenza: 16 dicembre 2026, ore 12:00.
Devono essere allegati, a pena di esclusione:
- Modello Base generato da ReStart e firmato digitalmente;
- modulo di domanda firmato digitalmente;
- prova del pagamento dell’imposta di bollo da 16 euro tramite F24;
- eventuale procura dell’intermediario;
- copia della convenzione o delle convenzioni tra impresa e istituto scolastico.
La documentazione relativa al progetto formativo, alle evidenze, alle firme e alla formazione del tutor viene invece acquisita attraverso il portale camerale dedicato alla certificazione delle competenze.
Rendicontazione entro il 30 luglio 2027
I percorsi devono svolgersi durante l’anno scolastico 2026-2027 e l’attività di tutoraggio utile al contributo deve essere compresa tra il 1° settembre 2026 e il 30 giugno 2027.
La rendicontazione finale deve essere presentata entro:
30 luglio 2027.
L’impresa dovrà risultare in possesso della documentazione che dimostra:
- progetto formativo;
- scheda delle evidenze osservabili;
- fogli firma con le ore realmente svolte;
- eventuale digital badge del tutor.
La mancata rendicontazione entro il termine comporta decadenza e revoca del contributo.
Non servono fatture per arrivare a 5.000 euro
Una particolarità della misura è che l’importo non viene calcolato sommando fatture di acquisto o consulenze, come nei normali voucher.
La Camera riconosce un contributo parametrato alle ore di tutoraggio effettivamente svolte e documentate. L’elemento essenziale è quindi dimostrare la corretta realizzazione del percorso scuola-lavoro e delle attività necessarie alla certificazione delle competenze.
Per questo motivo la misura può risultare interessante anche per imprese che non hanno investimenti materiali programmati, ma dispongono di personale qualificato disposto ad accompagnare studenti in azienda.
Quali aziende possono essere particolarmente adatte
Il profilo ideale è quello di un’azienda che:
- opera in una delle filiere previste dal sistema camerale;
- ha già rapporti con istituti scolastici o è disponibile a crearli;
- dispone di personale esperto che può svolgere la funzione di tutor;
- può ospitare gli studenti per almeno 120 ore;
- è interessata a utilizzare il percorso anche come strumento di conoscenza e selezione di possibili future risorse;
- è organizzata per documentare in maniera corretta competenze e attività svolte.
La misura può essere particolarmente interessante per aziende meccaniche, manifatturiere e agroalimentari che hanno difficoltà a trovare personale tecnico qualificato: il contributo non risolve direttamente il problema del recruiting, ma consente di costruire un rapporto strutturato con studenti e istituti tecnici del territorio.
Checklist operativa
- verificare dimensione MPMI;
- verificare sede legale o unità locale nel territorio della CCIAA Bari;
- controllare diritto annuale;
- verificare DURC;
- verificare polizza catastrofale quando obbligatoria;
- verificare sicurezza e documentazione per l’accoglienza degli studenti;
- individuare la filiera o il percorso trasversale;
- contattare un istituto scolastico aderente al sistema;
- predisporre la convenzione;
- individuare il tutor aziendale;
- programmare almeno 120 ore;
- se si punta a 5.000 euro, programmare un margine superiore alle 240 ore;
- verificare eventuale presenza di studenti con disabilità;
- controllare rating di legalità;
- controllare certificazione parità di genere;
- predisporre il progetto formativo;
- utilizzare il portale di certificazione delle competenze;
- registrare correttamente le presenze;
- compilare le evidenze osservabili;
- ottenere il digital badge del tutor quando previsto;
- presentare domanda ReStart dal 1° ottobre 2026;
- completare le attività entro 30 giugno 2027;
- rendicontare entro 30 luglio 2027.
Scheda rapida – Certificazione Competenze Bari 2026
Ente: Camera di Commercio di Bari
Beneficiari: MPMI
Territorio: circoscrizione CCIAA Bari
Dotazione: 100.000 euro
Finalità: Formazione Scuola-Lavoro e certificazione delle competenze
Periodo attività: 1 settembre 2026 – 30 giugno 2027
120-180 ore: 3.000 euro
181-240 ore: 4.000 euro
Oltre 240 ore: 5.000 euro
Studenti con disabilità: +500 euro
Rating legalità: +150 / +200 / +300 euro
Parità di genere: +200 euro
Aiuti di Stato: non applicabile
Ritenuta: 4%
Procedura: sportello cronologico
Domanda: ReStart InfoCamere
Apertura: 1 ottobre 2026 ore 10:00
Scadenza: 16 dicembre 2026 ore 12:00
Rendicontazione: entro 30 luglio 2027.
Il bando può essere letto non soltanto come un contributo fino a 5.000 euro, ma come uno strumento per costruire un rapporto più strutturato tra azienda e scuola. Per un’impresa che ha difficoltà nel reperire giovani con competenze tecniche, ospitare studenti per diversi mesi permette di far conoscere attività, tecnologie e organizzazione aziendale a potenziali future risorse, mentre il contributo remunera almeno in parte il tempo dedicato dal personale interno al tutoraggio.
La parte da organizzare con maggiore attenzione è quella documentale: convenzione, progetto formativo, tutor, evidenze delle competenze e fogli presenza devono essere costruiti fin dall’inizio secondo il sistema camerale. Non è sufficiente recuperare la documentazione al termine del percorso.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’organizzazione della pratica e nel coordinamento della documentazione necessaria per la candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).