Cooperazione internazionale in Africa: 324.000 euro per progetti con gli Enti del Terzo settore trentini
La Provincia autonoma di Trento ha pubblicato un avviso per individuare gli Enti del Terzo settore con i quali costruire iniziative di cooperazione internazionale allo sviluppo nei Paesi africani.
La priorità territoriale riguarda l’Africa centro-orientale e, in particolare:
- Tanzania;
- Kenya;
- Burundi;
- Uganda;
- Ruanda.
L’avviso è stato pubblicato il 22/07/2026 e le manifestazioni di interesse devono essere presentate entro il 21/08/2026. Le risorse indicate per l’iniziativa ammontano complessivamente a 324.000 euro e possono coprire fino al 100% delle spese effettivamente sostenute, documentate e riconosciute come ammissibili.
Non si tratta, tuttavia, di un tradizionale bando nel quale l’organizzazione presenta un progetto definitivo e riceve immediatamente un contributo.
La procedura serve innanzitutto a selezionare gli Enti del Terzo settore che saranno ammessi a un tavolo di co-progettazione con la Provincia autonoma di Trento. Il progetto operativo, il piano finanziario definitivo, i soggetti attuatori, le attività e l’importo del contributo verranno definiti e approvati soltanto al termine di questo percorso collaborativo.
Nome ufficiale dell’avviso
La denominazione pubblicata dalla Provincia è:
“Avviso pubblico per la presentazione di manifestazioni di interesse a partecipare alla co-progettazione, ai sensi dell’articolo 55 del Decreto legislativo n. 117/2017, per la realizzazione di iniziative di cooperazione internazionale allo sviluppo programmate dalla Giunta provinciale, da attuarsi nei Paesi africani, con priorità per quelli dell’Africa centro-orientale”
L’intervento è stato approvato con la:
Deliberazione della Giunta provinciale n. 1053 del 10/07/2026
La base normativa provinciale è rappresentata dall’articolo 2, comma 2, lettera b-bis, della Legge provinciale n. 10 del 17/03/1988, dedicata al sostegno della cooperazione per lo sviluppo.
Che cosa significa co-progettazione
La co-progettazione è una procedura collaborativa disciplinata dall’articolo 55 del Codice del Terzo settore.
Provincia ed Enti del Terzo settore non operano come semplice finanziatore e beneficiario. I soggetti ammessi diventano partner nella costruzione dell’intervento, pur restando in capo all’amministrazione provinciale la titolarità delle decisioni pubbliche.
Il percorso prevede:
- presentazione di una manifestazione di interesse;
- allegazione di un’idea progettuale iniziale;
- verifica dei requisiti formali;
- valutazione delle idee;
- selezione dei soggetti ammessi;
- apertura del tavolo di co-progettazione;
- elaborazione condivisa del progetto operativo;
- individuazione dei soggetti attuatori;
- definizione delle spese e del contributo;
- sottoscrizione delle convenzioni.
L’idea presentata entro il 21/08/2026 deve quindi essere sufficientemente concreta da poter essere valutata, ma deve anche lasciare margini di sviluppo e integrazione durante il tavolo.
Obiettivo dell’iniziativa
L’avviso intende sostenere progetti capaci di rafforzare la possibilità delle persone e delle comunità locali di esercitare un controllo consapevole sulle decisioni che incidono sulla propria vita:
- sociale;
- economica;
- civica.
La Provincia vuole favorire processi di autosviluppo sociale ed economico locale, costruiti secondo una logica di reciprocità e non di semplice trasferimento unidirezionale di risorse.
La cooperazione dovrebbe produrre risultati concreti nei territori africani e, quando possibile, generare anche una restituzione positiva per il territorio trentino attraverso:
- scambio di conoscenze;
- crescita delle competenze;
- costruzione di reti;
- educazione alla cittadinanza globale;
- coinvolgimento delle comunità;
- collaborazione tra istituzioni e organizzazioni.
Area geografica
Le iniziative devono essere realizzate nei Paesi africani.
La priorità è attribuita ai Paesi dell’Africa centro-orientale e, in particolare, a:
- Tanzania;
- Kenya;
- Burundi;
- Uganda;
- Ruanda.
Un progetto localizzato in uno di questi cinque Paesi risponde direttamente alla priorità indicata dalla Giunta provinciale.
L’avviso fa comunque riferimento ai Paesi africani in generale. Per iniziative localizzate in altre aree del continente sarà necessario dimostrare con particolare chiarezza:
- coerenza con l’obiettivo provinciale;
- qualità del partenariato;
- rilevanza del contesto;
- valore aggiunto della proposta;
- possibilità di produrre un impatto significativo.
Beneficiari
La procedura è rivolta agli:
Enti del Terzo settore – ETS
Per partecipare alle iniziative programmate dalla Giunta provinciale, i criteri generali richiedono che l’organizzazione:
- sia iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore – RUNTS da almeno sei mesi;
- preveda nel proprio statuto la cooperazione allo sviluppo;
- oppure utilizzi espressioni analoghe, come cooperazione internazionale o solidarietà internazionale;
- operi nella Provincia autonoma di Trento;
- possieda gli ulteriori requisiti eventualmente stabiliti dallo specifico avviso.
Possono potenzialmente rientrare, quando regolarmente iscritti e in possesso dei requisiti:
- organizzazioni di volontariato;
- associazioni di promozione sociale;
- enti filantropici;
- fondazioni del Terzo settore;
- reti associative;
- imprese sociali;
- altri ETS iscritti nelle sezioni previste dal RUNTS.
La sola costituzione come associazione non è sufficiente. L’iscrizione al Registro deve essere effettiva da almeno sei mesi alla data rilevante stabilita dall’avviso.
Come verificare i sei mesi di iscrizione
Prima di presentare la manifestazione è opportuno controllare:
- data del provvedimento di iscrizione;
- sezione RUNTS;
- codice fiscale;
- denominazione;
- sede;
- legale rappresentante;
- eventuali aggiornamenti statutari;
- stato dell’iscrizione.
La domanda dovrebbe essere accompagnata dalla documentazione che permette di verificare senza ambiguità la permanenza dell’ente nel Registro.
Un’organizzazione iscritta da meno di sei mesi rischia di non superare la verifica formale, anche quando possiede una significativa esperienza internazionale.
Requisito statutario
Lo statuto deve includere espressamente attività come:
- cooperazione allo sviluppo;
- cooperazione internazionale;
- solidarietà internazionale;
- sostegno alle comunità dei Paesi terzi;
- promozione dei diritti umani in ambito internazionale;
- attività analoghe compatibili con la finalità dell’avviso.
Un riferimento generico alla solidarietà, senza alcun collegamento alla dimensione internazionale, potrebbe non essere sufficiente.
Prima della domanda è opportuno effettuare una verifica testuale dello statuto e individuare l’articolo nel quale compare l’attività coerente con la misura.
Operatività nella Provincia autonoma di Trento
Il richiedente deve operare nel territorio provinciale.
Per documentare questo requisito possono risultare utili, in funzione delle richieste contenute nel modulo:
- sede legale o operativa;
- attività realizzate in Trentino;
- personale o volontari presenti;
- collaborazioni con soggetti provinciali;
- progetti precedenti;
- iniziative pubbliche;
- partecipazione a reti territoriali;
- relazioni con scuole, amministrazioni o comunità locali.
Non è opportuno limitarsi a dichiarare formalmente l’operatività. È preferibile descrivere le attività concrete svolte e il rapporto dell’ente con il territorio.
Partner nei Paesi interessati
La Provincia intende attivare prioritariamente partenariati con:
- enti governativi;
- municipalità;
- altri soggetti locali.
La presenza di un partner radicato nel Paese di intervento costituisce quindi un elemento centrale dell’impostazione dell’avviso.
Il partner locale può contribuire a:
- analizzare i bisogni;
- coinvolgere la comunità;
- dialogare con le autorità;
- gestire le attività;
- selezionare i destinatari;
- assumere personale;
- effettuare acquisti;
- monitorare i risultati;
- garantire continuità dopo la conclusione del finanziamento.
La relazione non dovrebbe essere costruita esclusivamente per partecipare al bando.
È preferibile dimostrare:
- collaborazione già avviata;
- conoscenza reciproca;
- precedenti attività;
- accordi o lettere di impegno;
- ruoli definiti;
- sistemi decisionali condivisi;
- capacità amministrativa;
- presenza continuativa sul territorio.
Partenariato con municipalità ed enti pubblici locali
Il coinvolgimento di una municipalità o di un’autorità pubblica locale può rafforzare il progetto quando l’iniziativa incide su:
- servizi collettivi;
- pianificazione territoriale;
- partecipazione civica;
- accesso ai diritti;
- sviluppo economico;
- formazione amministrativa;
- gestione delle risorse locali;
- coordinamento tra comunità e istituzioni.
Il partner pubblico non dovrebbe limitarsi a concedere un’autorizzazione o un patrocinio.
È utile che assuma impegni concreti, come:
- partecipazione al coordinamento;
- messa a disposizione di personale;
- utilizzo di sedi;
- accesso a dati;
- coinvolgimento dei villaggi;
- integrazione delle attività nei programmi locali;
- mantenimento dei servizi dopo il progetto.
Dotazione finanziaria
Lo stanziamento complessivo indicato per l’iniziativa è pari a:
324.000 euro.
L’intero stanziamento non viene necessariamente assegnato a un unico progetto.
La distribuzione definitiva delle risorse dipenderà da:
- numero delle idee ammesse;
- risultati del tavolo di co-progettazione;
- attività condivise;
- congruità dei costi;
- eventuali risorse apportate dai partner;
- fattibilità;
- priorità definite dalla Provincia.
Percentuale del contributo
Il contributo provinciale può raggiungere:
il 100% della spesa ammissibile
La percentuale viene applicata alle spese:
- effettivamente sostenute;
- necessarie;
- documentate;
- previste dal progetto operativo;
- riconosciute dalla Provincia.
Non si tratta pertanto di un finanziamento forfettario attribuito in base al solo preventivo.
La convenzione può prevedere esclusivamente il rimborso dei costi realmente sostenuti e documentati. Il contributo non può inoltre superare il disavanzo risultante dal piano finanziario del progetto.
Esempio di calcolo
Un progetto presenta:
- spese ammissibili: 300.000 euro;
- entrate proprie o di altri finanziatori: 40.000 euro;
- disavanzo: 260.000 euro.
Anche quando la percentuale teorica è del 100%, il finanziamento provinciale non dovrebbe superare il disavanzo di:
260.000 euro
Un secondo progetto presenta:
- spesa riconosciuta: 150.000 euro;
- nessuna altra entrata;
- contributo approvato al 100%.
Il sostegno potrà raggiungere 150.000 euro, ma verrà ricalcolato se la spesa finale documentata risulterà inferiore.
La spesa può cambiare durante la co-progettazione
Il budget allegato all’idea progettuale è una proposta iniziale.
Durante il tavolo, la spesa può essere rideterminata considerando:
- finalità;
- dimensione dell’intervento provinciale;
- altre risorse disponibili;
- fattibilità;
- congruità dei costi;
- coordinamento tra le idee ammesse;
- eventuali sovrapposizioni;
- capacità organizzativa degli attuatori.
L’organizzazione non dovrebbe quindi considerare definitivo l’importo inserito nella manifestazione di interesse.
Attività finanziabili
Lo specifico contenuto operativo sarà costruito durante la co-progettazione.
La pagina ufficiale non pubblica un elenco chiuso di settori, ma indica chiaramente che il progetto deve rafforzare la capacità delle persone e delle comunità locali di incidere consapevolmente sulle decisioni sociali, economiche e civiche.
In coerenza con questo obiettivo, le idee potrebbero riguardare, a titolo esemplificativo:
- partecipazione comunitaria;
- rafforzamento della società civile;
- dialogo tra cittadini e amministrazioni;
- formazione di leader e organizzazioni locali;
- partecipazione delle donne;
- protagonismo giovanile;
- sviluppo di organizzazioni comunitarie;
- accesso alle informazioni;
- sostegno a reti economiche locali;
- formazione professionale;
- rafforzamento di cooperative;
- strumenti per la programmazione partecipata;
- gestione condivisa di servizi;
- monitoraggio civico;
- educazione ai diritti;
- inclusione di persone vulnerabili;
- sviluppo socioeconomico delle comunità.
Questi esempi non costituiscono categorie automaticamente ammissibili: ogni attività dovrà essere discussa, approvata e inserita nel progetto operativo.
Partecipazione civica e governance locale
Un progetto può aiutare le comunità a:
- comprendere i processi decisionali;
- accedere alle informazioni pubbliche;
- partecipare alla pianificazione;
- rappresentare i propri bisogni;
- confrontarsi con le autorità;
- controllare la qualità dei servizi;
- formulare proposte;
- organizzarsi in strutture rappresentative.
Le attività potrebbero comprendere:
- assemblee;
- laboratori;
- formazione;
- tavoli locali;
- strumenti di consultazione;
- analisi comunitarie;
- sistemi di raccolta delle segnalazioni;
- piani di sviluppo partecipati.
L’intervento dovrebbe evitare di sostituirsi alle comunità. L’obiettivo è rafforzare la capacità locale di prendere decisioni e gestire processi autonomi.
Empowerment economico
Il rafforzamento del controllo sulle decisioni economiche può essere perseguito attraverso:
- formazione imprenditoriale;
- organizzazione di cooperative;
- gestione trasparente delle risorse;
- pianificazione finanziaria;
- accesso alle informazioni di mercato;
- creazione di reti;
- rafforzamento delle filiere locali;
- sviluppo di competenze professionali;
- sostegno alla partecipazione di giovani e donne.
Il progetto dovrebbe spiegare come le attività genereranno un cambiamento durevole e non soltanto un beneficio economico temporaneo.
Donne, giovani e gruppi vulnerabili
La proposta può prevedere misure specifiche per assicurare una partecipazione effettiva di:
- donne;
- giovani;
- persone con disabilità;
- minoranze;
- comunità rurali isolate;
- persone con limitato accesso ai servizi;
- gruppi esclusi dai processi decisionali.
Non è sufficiente dichiarare che il progetto sarà inclusivo.
È utile indicare:
- ostacoli alla partecipazione;
- modalità di coinvolgimento;
- quote o criteri;
- adattamenti;
- orari;
- accessibilità;
- servizi di supporto;
- indicatori disaggregati;
- strumenti per prevenire discriminazioni e abusi.
Reciprocità e ricaduta sul Trentino
La Provincia richiede una logica di reciprocità e considera rilevante una possibile restituzione positiva anche per il territorio provinciale.
La proposta può quindi includere:
- scambio tra organizzazioni;
- incontri con le comunità trentine;
- attività nelle scuole;
- testimonianze;
- laboratori;
- formazione congiunta;
- produzione di materiali;
- coinvolgimento di volontari;
- trasferimento di pratiche;
- iniziative di cittadinanza globale.
La ricaduta provinciale non dovrebbe trasformare il progetto in una campagna di promozione dell’ente. Deve essere collegata agli obiettivi educativi, culturali e sociali della cooperazione.
Spese ammissibili
I criteri generali provinciali stabiliscono che possono essere riconosciute tutte le spese:
- sostenute;
- documentate;
- necessarie;
- previste dal progetto.
Non sono ammesse voci generiche o non identificabili, come:
- “varie”;
- “eventuali”;
- “imprevisti”;
- costi non collegati alle attività.
Lo specifico avviso può inoltre introdurre limiti per singole tipologie di spesa.
Esempi di costi progettuali
Quando necessari e approvati nel progetto operativo, potrebbero essere considerati costi come:
- personale locale;
- personale dell’ente attuatore;
- esperti;
- formatori;
- facilitatori;
- traduttori;
- mediatori;
- trasferte;
- trasporti locali;
- affitto di spazi;
- materiali;
- attrezzature;
- servizi tecnici;
- comunicazione;
- monitoraggio;
- raccolta dei dati;
- valutazione;
- coordinamento;
- attività dei partner.
La loro effettiva ammissibilità dipenderà:
- dalle disposizioni dello specifico avviso;
- dal progetto operativo;
- dalla convenzione;
- dai limiti di spesa;
- dalla documentazione disponibile;
- dalla congruità.
Personale
Il budget dovrebbe distinguere:
- personale dipendente;
- collaboratori;
- esperti;
- personale del partner locale;
- volontari;
- consulenti.
Per ciascuna figura è opportuno indicare:
- ruolo;
- attività;
- periodo;
- giornate o ore;
- costo;
- criterio di calcolo;
- sede di lavoro;
- responsabilità;
- prodotto atteso.
Una voce generica come “personale di progetto” non permette di verificare la congruità.
Trasferte e missioni
Le missioni devono essere strettamente necessarie.
Il piano dovrebbe indicare:
- persone;
- destinazione;
- durata;
- obiettivo;
- attività;
- trasporto;
- vitto;
- alloggio;
- assicurazione;
- eventuali visti;
- risultato atteso.
Un numero elevato di missioni internazionali, non collegato a compiti precisi, può rendere il budget poco convincente.
È preferibile valorizzare la capacità operativa dei partner locali e utilizzare le trasferte per:
- avvio;
- coordinamento;
- formazione specialistica;
- verifiche;
- valutazione;
- scambi mirati.
Attrezzature e materiali
L’eventuale acquisto di beni deve essere motivato rispetto alle attività e ai destinatari.
Per ogni bene è utile specificare:
- quantità;
- caratteristiche;
- utilizzatore;
- luogo;
- proprietà;
- manutenzione;
- durata;
- utilizzo dopo il progetto;
- modalità di inventariazione;
- eventuale trasferimento al partner.
L’acquisto non deve sostituire l’obiettivo di empowerment con una semplice distribuzione di beni.
Costi indiretti
I costi indiretti possono essere riconosciuti entro il limite stabilito dall’avviso e soltanto per la quota direttamente imputabile al progetto.
Devono essere documentati secondo le regole provinciali.
Potrebbero comprendere, entro i limiti consentiti:
- segreteria;
- amministrazione;
- utenze;
- utilizzo della sede;
- supporto contabile;
- gestione documentale.
La percentuale massima applicabile deve essere verificata nell’avviso e nel modello economico 2026.
Spese da evitare
Non dovrebbero essere inserite:
- voci indeterminate;
- fondi generici per emergenze;
- spese non collegate alle azioni;
- costi ordinari dell’ente imputati integralmente;
- acquisti privi di destinatario;
- costi duplicati;
- spese già finanziate;
- compensi non proporzionati;
- attività effettuate prima della data ammissibile;
- riserve finanziarie non documentabili;
- margini o utili.
Il contributo è finalizzato al rimborso di costi effettivi e non alla produzione di un utile per il soggetto attuatore.
Come presentare la manifestazione di interesse
La pagina ufficiale pubblica il modello denominato:
“Domanda partecipazione co-progettazione iniziative cooperazione internazionale Africa”
Il candidato deve utilizzare la modulistica collegata all’avviso e allegare l’idea progettuale e le dichiarazioni richieste.
Prima dell’invio è necessario verificare nel modello:
- canale di trasmissione;
- firma richiesta;
- eventuale firma digitale;
- formato dei file;
- oggetto della comunicazione;
- documenti obbligatori;
- ora esatta di scadenza;
- modalità di gestione degli allegati voluminosi.
La pagina istituzionale indica come recapiti dell’Ufficio:
- email: ufficio.partenariati@provincia.tn.it;
- PEC: ufficio.partenariati@pec.provincia.tn.it;
- telefono: 0461 493441.
La presenza della PEC nella pagina dei contatti non sostituisce la verifica del canale formalmente previsto dal modulo. L’invio deve essere effettuato esclusivamente secondo le istruzioni dell’avviso.
Scadenza
Il termine è fissato al:
21/08/2026
La pubblicazione è avvenuta il:
22/07/2026.
La pagina sintetica ufficiale non riporta, nel riepilogo consultabile, un orario di chiusura.
Prima della trasmissione è quindi opportuno controllare:
- avviso allegato alla deliberazione;
- modulo;
- eventuale pagina del servizio;
- comunicazioni successive;
- possibili rettifiche.
Non è prudente attendere l’ultimo giorno.
Idea progettuale
L’idea allegata alla domanda dovrebbe descrivere almeno:
- Paese;
- territorio;
- problema;
- comunità interessate;
- partner;
- obiettivo generale;
- obiettivi specifici;
- attività;
- destinatari;
- risultati;
- indicatori;
- durata indicativa;
- budget;
- rischi;
- ricaduta in Trentino;
- contributo alla co-progettazione.
La manifestazione deve rendere chiaro il valore dell’idea senza trasformarsi necessariamente in un progetto esecutivo già immodificabile.
Analisi del contesto
L’analisi dovrebbe utilizzare dati attendibili e aggiornati.
Possono essere considerati:
- popolazione;
- condizioni economiche;
- servizi;
- governance;
- accesso ai diritti;
- partecipazione;
- disuguaglianze;
- ruolo delle donne;
- condizione giovanile;
- presenza di gruppi vulnerabili;
- organizzazioni locali;
- programmi pubblici;
- altri progetti attivi.
L’ente dovrebbe distinguere:
- bisogni rilevati dalla comunità;
- problemi osservati dal partner;
- interpretazioni del soggetto trentino;
- priorità delle amministrazioni locali.
Coinvolgimento della comunità
Un progetto coerente deve evitare che tutte le decisioni vengano assunte in Trentino.
La proposta dovrebbe spiegare:
- come è stato individuato il problema;
- chi ha partecipato;
- come verranno consultati i destinatari;
- quali decisioni saranno condivise;
- quali strutture locali saranno coinvolte;
- chi controllerà le risorse;
- come saranno gestiti reclami e segnalazioni;
- come verranno comunicati i risultati.
Indicatori
Gli indicatori devono misurare un cambiamento e non soltanto il numero delle attività.
Indicatori di realizzazione:
- incontri svolti;
- persone formate;
- organizzazioni coinvolte;
- piani elaborati;
- strumenti prodotti;
- municipalità partecipanti.
Indicatori di risultato:
- aumento della partecipazione;
- decisioni assunte con procedure inclusive;
- rappresentanza delle donne;
- giovani inseriti negli organismi locali;
- organizzazioni comunitarie rafforzate;
- servizi migliorati;
- proposte della comunità accolte;
- risorse locali mobilitate.
Governance del progetto
La proposta dovrebbe definire:
- organo di coordinamento;
- referente in Trentino;
- referente locale;
- responsabilità finanziarie;
- procedure per gli acquisti;
- firme autorizzate;
- sistema di controllo;
- gestione dei conflitti;
- frequenza delle riunioni;
- comunicazioni;
- archiviazione.
Un progetto internazionale privo di un sistema decisionale chiaro può incontrare difficoltà nella fase di co-progettazione e rendicontazione.
Conflitti di interesse
I criteri provinciali prevedono che l’avviso definisca requisiti e cause di esclusione con particolare attenzione ai conflitti di interesse.
L’ente dovrebbe verificare:
- rapporti tra amministratori e fornitori;
- rapporti con il partner locale;
- presenza di familiari;
- interessi economici;
- proprietà delle strutture;
- procedure di selezione;
- affidamenti;
- eventuali vantaggi personali.
È utile adottare una dichiarazione preventiva e una procedura interna per gestire i conflitti.
Protezione delle persone
Un progetto che coinvolge minori, donne, persone con disabilità o comunità vulnerabili dovrebbe disporre di:
- codice di condotta;
- procedura di safeguarding;
- modalità di segnalazione;
- verifica del personale;
- tutela della privacy;
- consenso informato;
- protezione delle immagini;
- sistema per gestire abusi o molestie;
- responsabilità chiare.
Questi elementi dimostrano maturità organizzativa e riducono i rischi operativi.
Analisi dei rischi
È consigliabile valutare:
- instabilità politica;
- sicurezza;
- condizioni sanitarie;
- inflazione;
- tasso di cambio;
- difficoltà logistiche;
- permessi;
- trasferimento di fondi;
- capacità del partner;
- eventi climatici;
- conflitti locali;
- turnover del personale;
- accessibilità dei territori;
- rischio reputazionale;
- frodi e corruzione.
Per ogni rischio dovrebbero essere indicati:
- probabilità;
- impatto;
- misura preventiva;
- responsabile;
- piano alternativo.
Valutazione delle manifestazioni
Dopo la scadenza, la struttura provinciale verifica la regolarità formale delle domande entro:
15 giorni
Le idee formalmente ammissibili vengono trasmesse a un nucleo di valutazione composto da:
tre esperti in materia di cooperazione internazionale
Il nucleo esprime il proprio parere entro:
30 giorni dalla trasmissione delle idee da parte della struttura competente.
I criteri specifici sono contenuti nell’avviso approvato con la Deliberazione n. 1053 del 10/07/2026.
Non è corretto assimilare questa fase a una normale graduatoria che assegna immediatamente il contributo. Il primo risultato consiste nell’ammissione del soggetto e dell’idea al percorso di co-progettazione.
Il tavolo di co-progettazione
Il tavolo viene coordinato dalla struttura provinciale competente.
Possono partecipare:
- Provincia autonoma di Trento;
- ETS ammessi;
- altre strutture provinciali;
- soggetti del sistema trentino della cooperazione;
- attori nazionali;
- attori internazionali invitati dalla Provincia.
I lavori devono concludersi entro:
90 giorni dalla prima riunione
Il risultato è la sottoscrizione del progetto operativo da parte dei partecipanti.
Partecipazione obbligatoria al tavolo
La co-progettazione richiede:
- presenza;
- collaborazione;
- scambio di informazioni;
- disponibilità a rivedere l’idea;
- capacità decisionale;
- rispetto dei tempi;
- condivisione dei documenti.
Il dirigente può escludere i soggetti che non assicurano la partecipazione minima quantitativa e qualitativa richiesta.
L’ente dovrebbe quindi individuare prima della domanda almeno:
- un referente progettuale;
- un sostituto;
- una persona autorizzata ad assumere decisioni;
- un referente amministrativo.
Approvazione definitiva
Concluso il tavolo, la struttura provinciale adotta un provvedimento che:
- approva il progetto operativo;
- individua il soggetto o i soggetti attuatori;
- definisce la spesa ammessa;
- stabilisce il contributo;
- approva gli schemi di convenzione;
- formalizza gli impegni delle parti.
L’ammissione al tavolo non garantisce quindi automaticamente:
- la titolarità dell’intervento;
- il contributo richiesto inizialmente;
- il finanziamento di tutte le attività;
- la conferma integrale del budget.
Avvio e durata
Il progetto può iniziare dalla data indicata nella convenzione.
La durata operativa e il termine di rendicontazione vengono definiti nel progetto e nella convenzione. Il termine di rendicontazione può essere prorogato, su richiesta motivata presentata prima della scadenza, per un massimo di:
12 mesi.
Non devono essere sostenute spese confidando esclusivamente nell’ammissione al tavolo.
Prima di avviare attività, assumere personale o sottoscrivere contratti è necessario attendere gli atti che definiscono:
- progetto operativo;
- soggetto attuatore;
- data di avvio;
- spese;
- contributo;
- convenzione.
Anticipi
Il contributo può essere erogato attraverso anticipazioni.
Le percentuali massime previste dai criteri provinciali sono:
- primo anticipo: fino al 25% dopo la stipula della convenzione;
- secondo anticipo: fino al 35%;
- terzo anticipo: fino al 25%;
- saldo finale: quota residua.
Il secondo e il terzo anticipo richiedono:
- domanda di liquidazione;
- relazione sullo stato di avanzamento;
- documentazione fotografica;
- rendiconto delle uscite;
- elenco della documentazione di spesa;
- documenti per un importo almeno pari agli anticipi già ricevuti.
Rendicontazione finale
Per il saldo devono essere presentati:
- domanda di liquidazione;
- relazione finale;
- fotografie o video;
- rendiconto delle entrate e delle uscite;
- elenco completo delle spese;
- documentazione dell’ultima parte dei costi;
- fatture e quietanze;
- eventuale dichiarazione per documenti i cui originali devono rimanere nel Paese di intervento.
La documentazione può essere intestata al soggetto attuatore oppure ai partner con i quali siano stati formalmente sottoscritti gli accordi previsti.
Lingua dei documenti
La documentazione utilizzata per l’erogazione del contributo deve essere in italiano.
I documenti emessi in lingua straniera devono essere tradotti.
È quindi opportuno organizzare fin dall’inizio:
- traduzione delle fatture;
- traduzione dei contratti;
- descrizione dei giustificativi;
- spiegazione delle valute;
- corrispondenza tra documenti;
- archiviazione digitale.
Codice CUP
Il Codice unico di progetto attribuito dalla Provincia deve essere riportato sui documenti probatori della spesa emessi dopo la sua comunicazione, comprese fatture e prove di pagamento.
La riconciliazione successiva è ammessa soltanto nelle situazioni limitate previste dai criteri provinciali.
Il CUP deve essere comunicato tempestivamente:
- al personale amministrativo;
- al partner locale;
- ai fornitori;
- ai consulenti;
- a chi effettua i pagamenti.
Variazioni
Le modifiche devono essere richieste prima di essere realizzate.
La variazione:
- deve essere motivata;
- deve illustrare gli effetti finanziari;
- non può cambiare finalità e tipologia dei beneficiari;
- non può aumentare il contributo concesso.
La Provincia decide ordinariamente entro 30 giorni.
Le compensazioni tra macrovoci sono accettate entro il limite del 20% della spesa ammessa per ciascuna macrovoce. Spostamenti superiori sono considerati varianti e richiedono autorizzazione preventiva.
Revoca e restituzione
Possono determinare riduzione o revoca:
- modifiche sostanziali non autorizzate;
- mancato raggiungimento degli obiettivi;
- gravi irregolarità;
- inosservanza dei termini;
- rendicontazione incompleta;
- costi non ammissibili;
- mancata restituzione delle somme eccedenti.
Le somme indebitamente ricevute vengono recuperate con gli interessi previsti. In caso di gravi inadempienze, il soggetto attuatore può essere escluso per due anni dall’accesso ai finanziamenti provinciali in materia di cooperazione allo sviluppo.
Obblighi di comunicazione
Le strutture e i materiali finanziati devono riportare il logo della Provincia autonoma di Trento e l’indicazione della collaborazione e del sostegno provinciale.
Tutti i materiali di comunicazione realizzati devono essere messi a disposizione della Provincia.
Il piano di comunicazione dovrebbe quindi prevedere una verifica preventiva di:
- loghi;
- diciture;
- autorizzazione delle immagini;
- liberatorie;
- traduzioni;
- visibilità dei partner;
- protezione dei destinatari;
- consegna dei file alla Provincia.
Esempio di idea progettuale: partecipazione comunitaria
Un ETS potrebbe proporre un intervento in collaborazione con una municipalità e una rete di organizzazioni locali.
L’idea potrebbe prevedere:
- analisi partecipata dei bisogni;
- formazione dei rappresentanti dei villaggi;
- gruppi dedicati a donne e giovani;
- laboratori sulla pianificazione;
- incontri con la municipalità;
- elaborazione di piani comunitari;
- sistema per monitorare le decisioni;
- scambio con organizzazioni trentine.
I risultati potrebbero essere misurati attraverso:
- numero dei gruppi attivi;
- partecipazione femminile;
- piani approvati;
- proposte accolte;
- risorse locali mobilitate;
- servizi modificati sulla base delle consultazioni.
Esempio di idea progettuale: reti economiche locali
Un progetto potrebbe rafforzare cooperative e gruppi produttivi, collegando empowerment economico e partecipazione.
Le attività potrebbero comprendere:
- formazione sulla governance;
- gestione trasparente;
- strumenti contabili;
- partecipazione dei soci;
- pianificazione;
- accesso alle informazioni;
- rete tra cooperative;
- dialogo con le autorità;
- scambio con imprese sociali trentine.
L’obiettivo non dovrebbe essere soltanto aumentare il fatturato, ma migliorare la capacità dei membri di prendere decisioni informate e controllare le organizzazioni economiche.
Esempio di idea progettuale: giovani e cittadinanza
Un ETS potrebbe proporre un programma rivolto ai giovani in partnership con:
- scuole;
- associazioni;
- municipalità;
- centri di formazione;
- organizzazioni giovanili.
Il progetto potrebbe sviluppare:
- laboratori civici;
- competenze digitali;
- strumenti di partecipazione;
- consultazioni;
- campagne comunitarie;
- microprogetti ideati dai giovani;
- confronto con le istituzioni;
- scambi con giovani trentini.
Errori da evitare
Tra gli errori più rilevanti rientrano:
- ETS non iscritto al RUNTS da almeno sei mesi;
- statuto privo delle attività richieste;
- operatività in Trentino non documentata;
- partner locale puramente formale;
- progetto deciso interamente dal soggetto italiano;
- idea non collegata alla capacità decisionale delle comunità;
- semplice distribuzione di beni;
- obiettivi troppo generici;
- assenza di indicatori;
- budget con voci “varie” o “imprevisti”;
- costi indiretti non documentabili;
- attività avviate prematuramente;
- mancata disponibilità a partecipare al tavolo;
- assenza di procedure sul conflitto di interessi;
- documentazione in lingua straniera non tradotta;
- fatture prive del CUP;
- modifiche eseguite senza autorizzazione;
- ricaduta sul Trentino descritta come mera promozione dell’ente;
- invio oltre il 21/08/2026.
Suggerimenti operativi
Prima della candidatura è consigliabile:
- controllare la data di iscrizione al RUNTS;
- verificare l’articolo dello statuto;
- raccogliere prove dell’operatività in Trentino;
- selezionare il Paese;
- formalizzare il rapporto con il partner locale;
- coinvolgere municipalità o autorità, quando coerente;
- effettuare un’analisi partecipata;
- descrivere il cambiamento atteso;
- definire risultati e indicatori;
- predisporre una prima struttura del budget;
- individuare i referenti del tavolo;
- verificare conflitti di interesse e safeguarding;
- scaricare la modulistica ufficiale;
- controllare il canale di trasmissione;
- inviare prima del 21/08/2026.
Checklist pratica
- Ente del Terzo settore.
- Iscrizione al RUNTS da almeno sei mesi.
- Iscrizione attiva.
- Statuto aggiornato.
- Cooperazione allo sviluppo presente nell’oggetto sociale.
- Oppure cooperazione o solidarietà internazionale espressamente prevista.
- Operatività nella Provincia autonoma di Trento.
- Attività trentine documentabili.
- Legale rappresentante correttamente registrato.
- Firma e poteri verificati.
- Paese africano individuato.
- Priorità per Tanzania, Kenya, Burundi, Uganda o Ruanda valutata.
- Territorio locale definito.
- Partner locale individuato.
- Partner governativo o municipalità coinvolti, quando possibile.
- Ruoli dei partner descritti.
- Analisi del bisogno predisposta.
- Comunità coinvolta nella definizione.
- Obiettivo coerente con l’autosviluppo.
- Partecipazione sociale, economica o civica chiaramente rafforzata.
- Logica di reciprocità descritta.
- Restituzione positiva per il Trentino illustrata.
- Destinatari quantificati.
- Donne e giovani considerati.
- Indicatori definiti.
- Governance del progetto descritta.
- Conflitti di interesse verificati.
- Safeguarding predisposto.
- Analisi dei rischi effettuata.
- Idea progettuale compilata.
- Budget iniziale predisposto.
- Spese chiaramente identificate.
- Nessuna voce generica.
- Costi indiretti verificati.
- Altre entrate dichiarate.
- Disavanzo correttamente calcolato.
- Referenti per il tavolo individuati.
- Disponibilità a partecipare entro i tempi.
- Modulistica ufficiale scaricata.
- Deliberazione n. 1053 del 10/07/2026 consultata.
- Canale di invio verificato.
- Firma richiesta verificata.
- Allegati nel formato previsto.
- Ora di scadenza controllata.
- Manifestazione presentata entro il 21/08/2026.
- Ricevuta di trasmissione conservata.
Link ufficiali
La pagina ufficiale dell’avviso è disponibile qui:
Dalla pagina è possibile scaricare:
- Deliberazione della Giunta provinciale n. 1053 del 10/07/2026;
- modello di domanda;
- collegamento al servizio dedicato;
- riferimenti dell’Ufficio competente.
I criteri generali della procedura sono disponibili qui:
La struttura competente è:
Ufficio partenariati internazionali e interventi all’estero
Recapiti ufficiali:
- sede: Via Aosta 1, 38122 Trento;
- email: ufficio.partenariati@provincia.tn.it;
- PEC: ufficio.partenariati@pec.provincia.tn.it;
- telefono: 0461 493441.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Avviso pubblico di co-progettazione per iniziative di cooperazione internazionale allo sviluppo nei Paesi africani
Ente proponente: Provincia autonoma di Trento
Struttura competente: Ufficio partenariati internazionali e interventi all’estero
Provvedimento: Deliberazione della Giunta provinciale n. 1053 del 10/07/2026
Beneficiari: Enti del Terzo settore
RUNTS: iscrizione da almeno sei mesi
Requisito statutario: cooperazione allo sviluppo, cooperazione internazionale o solidarietà internazionale
Requisito territoriale: operatività nella Provincia autonoma di Trento
Area di intervento: Paesi africani
Priorità geografica: Tanzania, Kenya, Burundi, Uganda e Ruanda
Partner locali: priorità a partenariati con enti governativi, municipalità e altri attori locali
Obiettivo: rafforzare la capacità delle persone e delle comunità di incidere sulle decisioni sociali, economiche e civiche
Dotazione: 324.000 euro
Contributo: fino al 100% delle spese ammissibili, sostenute e documentate
Limite finanziario: il contributo non può superare il disavanzo del progetto
Apertura: 22/07/2026
Scadenza: 21/08/2026
Ora di scadenza: da verificare nella modulistica ufficiale
Procedura: manifestazione di interesse e successiva co-progettazione
Prima fase: presentazione dell’idea progettuale
Verifica formale: entro 15 giorni dalla scadenza
Nucleo di valutazione: tre esperti
Parere: entro 30 giorni dalla trasmissione delle idee
Tavolo di co-progettazione: conclusione entro 90 giorni dalla prima riunione
Progetto definitivo: approvato dopo il tavolo
Anticipi: massimo 25%, 35% e 25%
Saldo: dopo la rendicontazione finale
Variazioni: autorizzazione preventiva
Compensazioni tra macrovoci: entro il 20%; oltre tale soglia costituiscono variante
Rendicontazione: termine stabilito nella convenzione, prorogabile fino a 12 mesi
Assistenza Atamai
La candidatura richiede una verifica coordinata dei requisiti RUNTS, dello statuto, del partenariato locale, della qualità dell’idea, della governance internazionale e della costruzione del budget.
Atamai può affiancare gli Enti del Terzo settore nella verifica preliminare, nella strutturazione dell’idea progettuale, nell’organizzazione del partenariato, nella definizione degli indicatori e nella preparazione della manifestazione di interesse.
Per valutare la partecipazione all’avviso della Provincia autonoma di Trento per la cooperazione internazionale in Africa, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.