Digital Export Emilia-Romagna 2026: contributi fino a 20.000 euro per l’internazionalizzazione delle PMI

Digital Export Emilia-Romagna 2026: contributi fino a 20.000 euro per l’internazionalizzazione delle PMI

Le imprese dell’Emilia-Romagna avranno una nuova opportunità per sviluppare la propria presenza sui mercati internazionali attraverso un intervento dedicato ai percorsi di Digital Export, internazionalizzazione e promozione commerciale.

Le informazioni preliminari disponibili per l’edizione 2026 indicano un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, con un importo massimo indicato in 20.000 euro e una dotazione complessiva di 1.119.877 euro.

La finestra prevista per l’invio delle domande sarebbe particolarmente breve:

Apertura prevista: 28/09/2026

Scadenza prevista: 05/10/2026

Alla data del 07/08/2026, tuttavia, la nuova edizione non risulta ancora pubblicata nella sezione ufficiale dei bandi di Unioncamere Emilia-Romagna. L’ultima edizione specifica oggi consultabile è il Bando Digital Export 2024-2025, promosso dalle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna insieme alla Regione Emilia-Romagna.

Le date, il massimale di 20.000 euro, la dotazione finanziaria e le condizioni riportate per il 2026 devono quindi essere confermate con il nuovo testo ufficiale prima della presentazione della candidatura.

Che cos’è il Bando Digital Export

Il Digital Export è uno strumento utilizzato dal sistema camerale emiliano-romagnolo e dalla Regione per aiutare le piccole e medie imprese a sviluppare una presenza più strutturata sui mercati internazionali.

Nell’ultima edizione ufficiale, l’obiettivo era rafforzare la capacità delle imprese regionali di operare all’estero, individuare nuove opportunità commerciali, entrare in nuovi mercati e utilizzare con maggiore efficacia gli strumenti digitali dedicati all’export.

La logica dell’intervento è quindi diversa da quella di un semplice contributo per acquistare un software o realizzare un nuovo sito.

Il progetto deve essere costruito attorno a un vero percorso di internazionalizzazione.

L’impresa dovrebbe individuare:

  • i Paesi target;
  • i clienti che vuole raggiungere;
  • il posizionamento del prodotto;
  • i canali commerciali;
  • gli strumenti digitali;
  • le attività promozionali;
  • le consulenze specialistiche;
  • gli obiettivi commerciali misurabili.

Stato del bando 2026

Alla data del 07/08/2026 la pagina ufficiale dedicata ai bandi di internazionalizzazione di Unioncamere Emilia-Romagna non presenta ancora una nuova edizione denominata “Digital Export 2026”. La sezione ufficiale continua a indicare come ultima misura specifica il Bando Digital Export – Anno 2024-2025.

Di conseguenza, i dati 2026 devono essere considerati preliminari:

Contributo previsto: 50%

Contributo massimo indicato: 20.000 euro

Dotazione indicata: 1.119.877 euro

Apertura prevista: 28/09/2026

Scadenza prevista: 05/10/2026

Procedura indicata: valutativa a sportello

L’articolo dovrà essere aggiornato quando saranno disponibili:

  • bando completo;
  • determinazione di approvazione;
  • modulistica;
  • elenco ATECO;
  • budget;
  • modello di progetto;
  • modalità telematica;
  • FAQ.

A chi potrebbe essere destinato

Il nuovo testo dovrà definire i beneficiari.

Nell’ultima edizione ufficiale Digital Export 2024-2025 il bando era rivolto alle micro, piccole e medie imprese manifatturiere, esportatrici e non esportatrici, con sede legale oppure sede operativa attiva in Emilia-Romagna.

Per l’edizione 2026 sarà quindi necessario verificare se verrà mantenuta questa impostazione oppure se la platea sarà estesa.

Prima di predisporre una domanda è consigliabile controllare:

  • dimensione di impresa;
  • codice ATECO;
  • iscrizione al Registro delle imprese;
  • sede legale o operativa in Emilia-Romagna;
  • stato di attività dell’impresa;
  • regolarità contributiva;
  • diritto annuale camerale;
  • eventuale obbligo di polizza contro i rischi catastrofali;
  • aiuti “de minimis” già ricevuti;
  • eventuali esclusioni settoriali.

Imprese esportatrici e imprese che vogliono iniziare a esportare

Una caratteristica interessante delle precedenti edizioni era la possibilità di sostenere sia imprese già presenti sui mercati internazionali sia aziende che desideravano avviare un primo percorso strutturato di export.

Un’impresa che vende già in Germania potrebbe quindi utilizzare il progetto per entrare, per esempio, in Francia o negli Stati Uniti.

Un’azienda che opera esclusivamente in Italia potrebbe invece impostare un primo percorso attraverso:

  • analisi del mercato;
  • verifica della domanda;
  • adattamento della comunicazione;
  • ricerca di buyer;
  • costruzione della strategia digitale;
  • sviluppo dei canali commerciali.

Area geografica

L’intervento riguarda le imprese dell’Emilia-Romagna.

Il progetto deve comunque avere una dimensione internazionale e individuare mercati esteri specifici.

È quindi poco efficace predisporre una candidatura che descriva genericamente la volontà di “esportare in Europa”.

È preferibile individuare uno o più mercati sulla base di:

  • domanda;
  • concorrenza;
  • caratteristiche del prodotto;
  • prezzi;
  • barriere commerciali;
  • logistica;
  • normativa;
  • canali distributivi;
  • comportamento dei clienti.

Chi promuove la misura

Le precedenti edizioni Digital Export sono state realizzate congiuntamente dalle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna, da Unioncamere Emilia-Romagna e dalla Regione Emilia-Romagna.

La nuova edizione dovrà confermare formalmente:

  • ente concedente;
  • ripartizione delle risorse tra le Camere;
  • struttura responsabile;
  • contatti;
  • modalità di istruttoria.

Entità dell’agevolazione

I dati preliminari 2026 indicano:

contributo a fondo perduto: 50%

massimo: 20.000 euro

stanziamento complessivo: 1.119.877 euro

Se questi valori saranno confermati, un’impresa che sostiene 30.000 euro di spese ammissibili potrebbe ottenere 15.000 euro.

Con un progetto da 40.000 euro, il contributo teorico sarebbe pari al massimo indicato di:

20.000 euro

Un progetto da 60.000 euro rimarrebbe invece fermo al massimale di 20.000 euro.

Nella precedente edizione Digital Export 2024-2025 la percentuale era già pari al 50%, ma il contributo era compreso tra un minimo di 5.000 e un massimo di 15.000 euro.

L’aumento del massimale a 20.000 euro rappresenterebbe quindi una novità dell’edizione 2026 e dovrà essere confermato.

Quali attività potrebbero essere finanziate

Il testo 2026 non è ancora disponibile.

Sulla base delle finalità del Digital Export, un progetto potrebbe comprendere una combinazione di attività destinate allo sviluppo commerciale internazionale.

Temporary Export Manager e Digital Export Manager

Una PMI che non dispone internamente di un ufficio export strutturato può utilizzare una figura specialistica.

Tra i professionisti normalmente impiegati nei percorsi di internazionalizzazione rientrano:

  • Temporary Export Manager;
  • Digital Export Manager;
  • export specialist;
  • consulenti di internazionalizzazione;
  • specialisti di marketing internazionale.

Il consulente può supportare l’impresa nella definizione di:

  • Paesi target;
  • strategia;
  • canali;
  • pricing;
  • ricerca partner;
  • organizzazione commerciale;
  • strumenti digitali;
  • piano operativo.

La Regione Emilia-Romagna utilizza espressamente le figure del Temporary Export Manager e del Digital Export Manager anche nel proprio bando FESR 2026-2027 per l’internazionalizzazione.

Analisi dei mercati esteri

Un progetto può prevedere studi destinati a comprendere:

  • dimensione del mercato;
  • concorrenti;
  • fasce di prezzo;
  • potenziali buyer;
  • distributori;
  • importatori;
  • marketplace;
  • normative;
  • certificazioni;
  • abitudini di acquisto.

L’analisi deve essere utilizzata per assumere decisioni commerciali concrete.

Ricerca buyer e partner

Possono essere sviluppate attività come:

  • costruzione di database qualificati;
  • scouting di importatori;
  • ricerca di distributori;
  • individuazione di agenti;
  • incontri B2B;
  • presentazioni commerciali;
  • attività di follow-up.

È importante distinguere una vera attività di ricerca commerciale dall’acquisto di semplici liste di nominativi.

Sito web internazionale

Il progetto potrebbe includere interventi sul sito aziendale come:

  • nuove lingue;
  • pagine per mercati specifici;
  • cataloghi;
  • schede prodotto;
  • SEO internazionale;
  • integrazione con strumenti commerciali;
  • moduli di richiesta preventivo;
  • aree dedicate ai distributori.

La traduzione dovrebbe essere professionale e adattata al mercato, non una semplice traduzione automatica.

E-commerce e marketplace

Il Digital Export può comprendere strategie legate a:

  • marketplace B2B;
  • marketplace B2C;
  • piattaforme verticali;
  • e-commerce proprietario;
  • integrazione tra e-commerce e sistemi aziendali.

Prima di scegliere il canale è necessario verificare:

  • margini;
  • commissioni;
  • logistica;
  • resi;
  • fiscalità;
  • pagamenti;
  • servizio clienti;
  • normativa del Paese.

Digital advertising internazionale

Possono essere previste campagne rivolte a mercati esteri tramite:

  • motori di ricerca;
  • social network;
  • piattaforme B2B;
  • campagne display;
  • retargeting;
  • lead generation.

La campagna deve essere inserita in una strategia commerciale e dovrebbe prevedere indicatori misurabili.

Content marketing internazionale

Esempi:

  • fotografie professionali;
  • video;
  • cataloghi;
  • brochure;
  • schede tecniche;
  • newsletter;
  • presentazioni;
  • contenuti multilingue.

Il contenuto deve essere adattato al mercato e al pubblico destinatario.

Certificazioni e adeguamenti

Il nuovo bando dovrà chiarire se saranno ammesse spese per:

  • certificazioni;
  • registrazione di marchi;
  • adeguamenti normativi;
  • consulenze doganali;
  • compliance;
  • etichettatura.

Queste voci non devono essere inserite nel budget fino alla pubblicazione dell’elenco ufficiale delle spese.

Fiere internazionali

Il Digital Export può essere collegato alla partecipazione a fiere quando questa rientra nella strategia di ingresso nel mercato.

La Regione Emilia-Romagna prevede già nel bando FESR 2026-2027 per l’internazionalizzazione la possibilità di finanziare fino a quattro fiere nei Paesi target, insieme alle consulenze specialistiche.

Il nuovo Digital Export camerale dovrà però stabilire autonomamente se e in quale misura le fiere saranno ammissibili.

Come costruire un progetto efficace

Un buon progetto dovrebbe seguire una struttura chiara.

1. Situazione di partenza

Indicare:

  • fatturato;
  • quota export;
  • principali mercati;
  • prodotti;
  • organizzazione commerciale;
  • strumenti digitali esistenti.

2. Mercato target

Specificare:

  • Paese;
  • settore;
  • clienti;
  • dimensione;
  • concorrenti;
  • opportunità.

3. Problema

Esempi:

  • assenza di distributori;
  • scarsa notorietà;
  • sito non adatto;
  • mancanza di competenze;
  • difficoltà nella generazione di lead.

4. Attività

Descrivere ogni servizio acquistato.

5. Risultati

Utilizzare indicatori come:

  • buyer contattati;
  • incontri B2B;
  • lead;
  • preventivi;
  • distributori;
  • nuovi clienti;
  • vendite;
  • fatturato export.

Come presentare la domanda

La procedura 2026 deve ancora essere confermata.

Nell’edizione 2024-2025 la domanda veniva presentata tramite lo sportello “Contributi alle imprese” di WebTelemaco – Infocamere.

Per l’edizione 2026 è quindi opportuno preparare:

  • CNS o altra identità richiesta;
  • firma digitale;
  • accesso ai servizi camerali;
  • PEC;
  • delega all’intermediario, quando ammessa.

L’utilizzo di WebTelemaco dovrà essere confermato nel nuovo bando.

Documenti da preparare

In attesa della pubblicazione, l’impresa può iniziare a predisporre:

  • visura camerale;
  • progetto di internazionalizzazione;
  • analisi del mercato target;
  • preventivi;
  • CV dei consulenti;
  • referenze dei fornitori;
  • budget;
  • cronoprogramma;
  • dichiarazione PMI;
  • dichiarazioni de minimis;
  • DURC;
  • polizza catastrofale, quando applicabile;
  • eventuale procura;
  • firma digitale.

Procedura di valutazione

I dati preliminari indicano una procedura valutativa a sportello.

Questo significa che potrebbe avere rilevanza anche l’ordine cronologico di trasmissione.

Tuttavia, “sportello” non significa finanziamento automatico.

L’impresa dovrà comunque dimostrare:

  • ammissibilità;
  • qualità del progetto;
  • congruità dei costi;
  • adeguatezza dei fornitori;
  • disponibilità delle risorse.

Con una finestra preliminare di soli otto giorni, dal 28/09 al 05/10, conviene preparare il progetto prima dell’apertura.

Checklist pratica

Prima della pubblicazione:

  • verificare il codice ATECO;
  • controllare la dimensione PMI;
  • scegliere i Paesi target;
  • analizzare la situazione export;
  • individuare consulenti;
  • richiedere preventivi;
  • predisporre il budget;
  • verificare il de minimis;
  • controllare diritto annuale e DURC;
  • verificare la polizza catastrofale;
  • controllare firma digitale e PEC.

Dopo la pubblicazione:

  • scaricare il bando 2026;
  • confermare beneficiari;
  • controllare ATECO;
  • confermare il contributo del 50%;
  • verificare il massimale di 20.000 euro;
  • confermare la dotazione di 1.119.877 euro;
  • verificare le spese;
  • controllare le date 28/09/2026 e 05/10/2026;
  • verificare il portale;
  • utilizzare i modelli ufficiali;
  • caricare gli allegati;
  • inviare la domanda senza attendere l’ultimo giorno.

Link ufficiale

La sezione ufficiale di Unioncamere Emilia-Romagna dedicata ai bandi per l’internazionalizzazione è:

https://www.ucer.camcom.it/internazionalizzazione-delle-imprese/bandi

Alla data del 07/08/2026 il nuovo Digital Export 2026 non risulta ancora disponibile in questa sezione.

Scheda rapida finale

Titolo: Digital Export 2026 – denominazione ufficiale da confermare

Beneficiari: PMI dell’Emilia-Romagna, requisiti definitivi da verificare

Area: Emilia-Romagna

Promotori previsti: sistema camerale regionale e Regione Emilia-Romagna, da confermare nel nuovo bando

Contributo preliminare: 50%

Massimo preliminare: 20.000 euro

Dotazione preliminare: 1.119.877 euro

Apertura preliminare: 28/09/2026

Scadenza preliminare: 05/10/2026

Procedura preliminare: valutativa a sportello

Presentazione: portale da confermare; nelle precedenti edizioni WebTelemaco

Stato al 07/08/2026: nuovo avviso ufficiale non ancora individuato

Atamai supporta le imprese nei progetti di Digital Export

La preparazione di una candidatura efficace richiede di individuare con precisione il mercato target, costruire un piano commerciale coerente e selezionare fornitori realmente specializzati nell’internazionalizzazione.

Atamai può assistere l’impresa nell’analisi preliminare, nella definizione del progetto, nella costruzione del budget e nell’organizzazione della documentazione.

Per ricevere assistenza sul Digital Export 2026 è possibile scrivere a info@atamai.it.