Emilia-Romagna: consulenza gratuita al 100% per le imprese agricole e forestali
Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 1.716.667 euro attraverso l’intervento SRH01 – Erogazione dei servizi di consulenza del CoPSR 2023-2027, con l’obiettivo di aiutare le aziende agricole e forestali ad affrontare innovazione, digitalizzazione, sostenibilità, competitività, gestione delle risorse naturali e nuove tecniche produttive.
Il sostegno copre il 100% della spesa ammissibile. Per ogni domanda il contributo può essere compreso tra 400 e 4.000 euro, mentre ogni impresa può utilizzare complessivamente fino a 10.000 euro di consulenze finanziate nell’intero periodo di programmazione 2023-2027.
Le domande relative all’attuale finestra possono essere presentate dalle ore 12:00 del 30 novembre 2026 alle ore 12:00 del 22 gennaio 2027.
Non è un voucher che l’azienda agricola richiede autonomamente
Il meccanismo del bando è diverso da un normale contributo per consulenze.
I beneficiari formali sono gli Organismi di consulenza, cioè soggetti pubblici o privati che erogano i servizi attraverso consulenti adeguatamente qualificati e formati. L’azienda agricola è invece il destinatario finale della consulenza.
Gli Organismi hanno dovuto presentare preventivamente alla Regione le proprie proposte di servizio entro il 31 luglio 2026. Le proposte approvate vengono inserite nel Catalogo Verde, dal quale le imprese agricole e forestali possono scegliere la consulenza più adatta alle proprie esigenze. Successivamente l’Organismo acquisisce l’adesione dell’impresa e presenta la domanda di sostegno.
Questo significa che un consulente che non abbia già fatto approvare la propria proposta entro luglio non può utilizzare questa finestra semplicemente presentandosi a novembre con un nuovo servizio.
Chi può ricevere la consulenza gratuita
I destinatari devono avere sede legale o almeno una sede operativa in Emilia-Romagna.
Sono ammesse le imprese agricole e forestali iscritte all’Anagrafe delle imprese agricole con fascicolo validato e identificate presso la Camera di Commercio attraverso almeno uno dei codici ATECO appartenenti al sottogruppo 01, “Agricoltura, caccia e relativi servizi”.
La persona che partecipa concretamente alla consulenza deve inoltre avere un ruolo decisionale nell’impresa e risultare correttamente registrata nell’Anagrafe delle aziende agricole. Il ruolo deve essere mantenuto fino alla liquidazione del contributo.
Non è quindi un contributo destinato indistintamente a qualsiasi lavoratore dell’azienda.
Fino a 4.000 euro per ciascuna domanda
La Regione finanzia integralmente il servizio.
Per ogni domanda SRH01:
- contributo minimo: 400 euro;
- contributo massimo: 4.000 euro;
- copertura: 100% della spesa ammissibile.
A questo si aggiunge un limite cumulativo di 10.000 euro per ciascuna impresa nell’intera programmazione 2023-2027.
Un’azienda che abbia già utilizzato 6.500 euro attraverso precedenti consulenze SRH01 avrebbe quindi ancora, in linea teorica, una disponibilità massima di 3.500 euro.
Prima di scegliere un nuovo servizio è quindi opportuno controllare quanto plafond SRH01 sia già stato utilizzato.
Il costo viene calcolato a 64 euro per ora
Il valore della consulenza non deriva semplicemente dalla fattura commerciale del consulente.
Il bando utilizza un’Unità di Costo Standard – UCS pari a 64 euro per ora. Il valore riconoscibile viene determinato moltiplicando questo parametro per il numero di ore considerate congrue dalla Regione per quella specifica proposta.
Nel monte ore possono rientrare sia gli incontri diretti con l’impresa sia il tempo necessario al consulente per analisi, ricerca delle informazioni, elaborazione dei documenti e attività tecniche funzionali alla consulenza.
Non rientrano invece come ore aggiuntive i tempi di viaggio, le attività amministrative generali, il coordinamento dell’Organismo o la progettazione complessiva del servizio, perché già considerate nel parametro forfettario.
Obbligatoria almeno una visita aziendale
La consulenza non può essere un semplice documento predisposto a distanza.
La metodologia adottata dalla Regione prevede almeno una visita aziendale per ciascun servizio di consulenza.
A conclusione dell’intervento il consulente deve inoltre consegnare all’imprenditore un elaborato finale personalizzato sulla realtà aziendale, che costituisce anche uno degli elementi utilizzati dalla Regione per verificare la corretta realizzazione del servizio.
È quindi un sostegno pensato per produrre un risultato concreto e documentabile all’interno dell’impresa.
Digitalizzazione e agricoltura di precisione
Uno degli obiettivi centrali dell’SRH01 è l’ammodernamento del settore agricolo attraverso conoscenze, innovazione e digitalizzazione.
Le tematiche previste comprendono, tra le altre, agricoltura di precisione per produzioni vegetali e animali, meccanizzazione avanzata e robotica, impiego dei dati aziendali e introduzione di tecnologie innovative.
Tra le traiettorie considerate compare anche l’impiego di Big Data, intelligenza artificiale e algoritmi di machine learning per affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Una consulenza potrebbe quindi essere utilizzata, se presente tra le proposte approvate nel Catalogo Verde, per aiutare un’azienda a capire come utilizzare sensori, sistemi di monitoraggio, tecnologie di precision farming o strumenti digitali per rendere più efficiente la produzione.
Robotica e automazione agricola
Tra le tematiche espressamente contemplate figura la meccanizzazione integrale e robotica per l’agricoltura.
Questo rende lo strumento interessante anche per aziende che stanno valutando investimenti tecnologici e hanno bisogno, prima dell’acquisto, di analizzare processi, esigenze produttive e soluzioni disponibili.
La consulenza non finanzia direttamente il robot o il macchinario: può però finanziare l’analisi tecnica necessaria per individuare la soluzione più adatta e integrarla correttamente nel processo aziendale.
Acqua, suolo e riduzione degli input
Un’altra area molto ampia riguarda la gestione sostenibile delle risorse.
Le tematiche includono l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua, la riduzione degli input, il miglioramento della qualità di acqua, suolo e aria, la conservazione del suolo e l’adozione di sistemi colturali conservativi.
Per un’azienda agricola può quindi essere possibile utilizzare il servizio per studiare tecniche irrigue più efficienti, modificare il sistema colturale, ridurre fertilizzanti o fitofarmaci oppure migliorare la gestione agronomica in funzione delle condizioni del terreno.
Cambiamento climatico ed energia
Il Catalogo Verde può comprendere consulenze dedicate alla resilienza dell’agricoltura rispetto ai cambiamenti climatici, all’adattamento dei sistemi colturali e alla razionalizzazione degli input energetici.
Sono inoltre considerate le tecnologie e i sistemi per la produzione e gestione dell’energia da fonti rinnovabili, compresi solare, idroelettrico, geotermico e biomasse.
Per un’impresa che stia valutando interventi energetici può quindi essere interessante verificare prima se esista nel Catalogo Verde una consulenza finanziata capace di accompagnare l’analisi tecnica.
Zootecnia e benessere animale
Il bando dedica spazio anche al comparto zootecnico.
Tra le tematiche previste figurano:
- ottimizzazione dell’alimentazione animale;
- gestione dell’allevamento;
- qualità e sicurezza delle produzioni animali;
- benessere animale;
- riduzione delle emissioni di gas serra e ammoniaca;
- contrasto all’antibiotico-resistenza.
Le consulenze possono quindi intervenire sia sulla produttività dell’allevamento sia sugli aspetti ambientali, sanitari e di benessere.
Mercati, filiere e organizzazione aziendale
Non tutte le consulenze devono essere strettamente agronomiche.
Tra gli ambiti ammessi troviamo anche analisi di mercato e nuove modalità di commercializzazione dei prodotti agricoli, sviluppo di servizi e organizzazione di filiera, nuovi sistemi di qualità, tracciabilità e monitoraggio tecnico ed economico delle aziende e delle filiere.
Questo amplia parecchio l’utilizzo possibile dello strumento: una consulenza può riguardare anche come migliorare la posizione commerciale dell’impresa, organizzare meglio la filiera o introdurre sistemi di tracciabilità e certificazione.
Consulenti qualificati e indipendenti
Il sistema impone requisiti abbastanza stringenti anche a chi presta la consulenza.
Sono considerate adeguate, tra le altre, le professionalità iscritte agli Ordini o Collegi professionali pertinenti alla materia trattata. Per gli altri consulenti sono richiesti un titolo di studio coerente e almeno 24 mesi di esperienza negli ultimi cinque anni, oppure un percorso formativo specifico conforme ai requisiti regionali.
Sono inoltre previste regole di incompatibilità finalizzate a garantire l’indipendenza del consulente. Ad esempio, determinate attività di gestione dei contributi pubblici, attività proprie dei CAA, controlli sanitari e commercializzazione di mezzi tecnici agricoli devono restare separate dalla consulenza finanziata.
La logica è evitare che il servizio finanziato venga utilizzato per promuovere prodotti o interessi commerciali del consulente.
Non cumulabile con un altro aiuto sulla stessa consulenza
Il contributo SRH01 non è cumulabile con altre forme di aiuto riferite alla medesima attività.
La Regione verifica inoltre la separazione rispetto alle consulenze finanziate nell’ambito delle Organizzazioni Comuni di Mercato – OCM. Una stessa azienda non può quindi ricevere due finanziamenti pubblici per la stessa consulenza.
Graduatoria: non conta semplicemente arrivare prima
La procedura è valutativa a graduatoria.
Il punteggio massimo raggiungibile è 40 punti e vengono valutati:
- qualità del progetto di consulenza, fino a 18 punti;
- qualità del soggetto prestatore, fino a 11 punti;
- coerenza della proposta con le tematiche regionali, fino a 5 punti;
- collegamento con innovazioni sviluppate dai Gruppi Operativi PEI-AGRI, fino a 2 punti;
- età del destinatario, fino a 2 punti;
- localizzazione dell’impresa in specifiche aree rurali, fino a 2 punti.
Per essere ammissibile la proposta deve aver raggiunto almeno 15 punti, ottenendo inoltre un punteggio superiore a zero nei primi tre criteri fondamentali.
Premiati giovani e aziende delle aree rurali
Anche le caratteristiche dell’imprenditore e del territorio contribuiscono al punteggio.
Un partecipante tra 25 e 40 anni riceve un punto aggiuntivo, mentre un partecipante con meno di 25 anni ne ottiene due.
La sede aziendale in un’area rurale intermedia vale un punto; se si trova in un’area con problemi di sviluppo oppure è interessata da parchi e riserve naturali vengono attribuiti due punti.
A parità di punteggio viene data priorità alle consulenze nelle quali la partecipante è donna; solo in caso di ulteriore parità viene preso in considerazione l’ordine cronologico di protocollazione.
Domande dal 30 novembre al 22 gennaio
La pagina ufficiale regionale, aggiornata il 13 ottobre 2026, conferma per questa edizione:
Apertura: ore 12:00 del 30 novembre 2026
Chiusura: ore 12:00 del 22 gennaio 2027
Dotazione: 1.716.667 euro
Contributo: 100% della spesa ammissibile.
Le domande vengono presentate online attraverso il SIAG – Sistema Informativo Agricolo di AGREA dagli Organismi di consulenza accreditati.
Per un’azienda agricola interessata, quindi, il percorso corretto non è attendere il 30 novembre per cercare il modulo regionale. Bisogna invece individuare nel Catalogo Verde una consulenza utile, verificare che l’impresa abbia ancora capienza rispetto al tetto di 10.000 euro e aderire al servizio attraverso l’Organismo che lo ha proposto.
Il valore della misura è soprattutto questo: consente all’impresa di ottenere una vera consulenza specialistica personalizzata, comprendente visita aziendale e relazione finale, con il 100% del costo finanziato dalla Regione.
Fonti
Regione Emilia-Romagna – pagina ufficiale SRH01 Erogazione servizi di consulenza – II edizione, con dotazione, beneficiari, intensità del sostegno e termini 30 novembre 2026-22 gennaio 2027.
Regione Emilia-Romagna – DGR n. 2018 del 1° dicembre 2025, Avviso pubblico SRH01, utilizzato per verificare destinatari, Catalogo Verde, massimali, tematiche, criteri di selezione e modalità operative.
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Atamai può verificare il fabbisogno dell’impresa e individuare le opportunità più coerenti tra digitalizzazione, agricoltura di precisione, robotica, energia, sostenibilità, benessere animale, gestione dell’acqua, organizzazione aziendale e sviluppo commerciale.
Possiamo inoltre verificare la presenza del servizio nel Catalogo Verde, la capienza residua dell’azienda rispetto al limite di 10.000 euro e la possibilità di collegare la consulenza a successivi investimenti agevolati.
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