Emilia-Romagna: contributi al 60% per gli investimenti delle imprese forestali

Emilia-Romagna: contributi al 60% per gli investimenti delle imprese forestali

La Regione Emilia-Romagna ha aperto il bando 2026 dell’intervento SRD15.2 – Investimenti produttivi forestali: ammodernamenti e miglioramenti, destinato alle imprese che operano nella selvicoltura, nelle utilizzazioni forestali e nella prima trasformazione dei prodotti del bosco. La misura finanzia il 60% delle spese ammissibili, con progetti compresi tra 5.000 e 300.000 euro. Il contributo può quindi arrivare, per gli investimenti di importo massimo, a 180.000 euro.

A chi è rivolto il bando

Possono presentare domanda le piccole e medie imprese, singole o associate, iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio competente e attive nei settori interessati dal bando. Rientrano in particolare le attività di selvicoltura e utilizzazione forestale, gestione e tutela del territorio e prima trasformazione e commercializzazione, purché non industriale, dei prodotti legnosi e non legnosi provenienti dal bosco.

Non si tratta quindi di un incentivo rivolto genericamente a tutte le aziende che utilizzano legname, ma di una misura costruita per le imprese direttamente inserite nella filiera produttiva forestale. Prima di impostare l’investimento è quindi importante verificare sia l’attività effettivamente esercitata dall’impresa sia la coerenza del progetto con le finalità dell’intervento.

Macchinari e attrezzature per il lavoro in bosco

Una delle componenti principali del bando riguarda l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature destinati alla coltivazione del bosco, al taglio, all’allestimento, al concentramento, all’esbosco e alla mobilizzazione del legname.

Il sostegno può quindi accompagnare l’ammodernamento delle attrezzature utilizzate direttamente nelle operazioni forestali e nelle successive fasi di movimentazione del materiale. Sono inoltre previste macchine e attrezzature collegate al trattamento e alla prima trasformazione dei prodotti forestali, purché le attività mantengano il carattere previsto dalla misura e non assumano natura industriale.

Possono rientrare anche macchine e attrezzature utilizzate per prodotti forestali diversi dal legno e per lavorazioni fuori dal bosco finalizzate al miglioramento qualitativo e alla differenziazione dei prodotti, nei limiti delle lavorazioni preindustriali previste dal bando.

Immobili, depositi e infrastrutture aziendali

L’agevolazione non riguarda soltanto i macchinari. Sono ammessi anche interventi di ammodernamento di immobili e infrastrutture aziendali collegati direttamente al ciclo produttivo.

Il bando comprende, ad esempio, strutture destinate alla raccolta, al deposito, allo stoccaggio, alla movimentazione, alla stagionatura e alla prima lavorazione dei prodotti legnosi e non legnosi.

Per un’impresa forestale la misura può quindi essere utilizzata per costruire un progetto più articolato, nel quale il rinnovo delle attrezzature sia accompagnato dalla riorganizzazione delle aree operative e delle strutture necessarie alla gestione e alla prima lavorazione del materiale.

Impianti energetici alimentati da biomassa forestale

Tra gli investimenti previsti rientra anche la realizzazione di impianti per la produzione di energia da biomassa forestale, quando l’intervento è collegato all’attività dell’impresa e finalizzato, in particolare, all’ottimizzazione dei consumi energetici e alla riduzione delle emissioni.

È un elemento particolarmente interessante perché consente di valutare, all’interno dello stesso progetto di sviluppo aziendale, sia il miglioramento dell’attività produttiva sia una maggiore valorizzazione delle biomasse generate dalla lavorazione forestale.

L’ammissibilità dell’impianto deve tuttavia essere verificata rispetto alle caratteristiche tecniche, alle dimensioni e alla sua effettiva integrazione nel ciclo aziendale.

Quanto finanzia la Regione

L’intensità dell’aiuto è pari al 60% della spesa riconosciuta come ammissibile. Il progetto deve avere un valore minimo di 5.000 euro e può arrivare a un massimo di 300.000 euro.

A titolo di esempio, un investimento ammissibile di 100.000 euro può generare un contributo di 60.000 euro; con un progetto da 200.000 euro il sostegno può arrivare a 120.000 euro, mentre per un investimento di 300.000 euro il contributo teorico massimo raggiunge 180.000 euro.

La dotazione complessiva del bando è però di soli 640.000 euro. Questo elemento è particolarmente importante: considerando l’intensità dell’aiuto e il limite massimo previsto per ciascun progetto, poche domande di dimensione elevata possono assorbire una quota consistente delle risorse disponibili.

Non è un click day: conta il punteggio

La procedura è valutativa a graduatoria. Non è quindi sufficiente presentare la domanda prima degli altri: i progetti vengono valutati sulla base dei criteri previsti dall’avviso.

Per risultare ammissibile il progetto deve raggiungere almeno 20 punti. Questo significa che prima della presentazione della domanda conviene effettuare una verifica del punteggio potenziale e impostare l’investimento in modo coerente con i criteri di selezione.

La disponibilità limitata delle risorse rende inoltre il punteggio particolarmente rilevante: raggiungere la soglia minima di ammissibilità non significa automaticamente ottenere il contributo se le richieste complessive supereranno la dotazione finanziaria.

Come e quando presentare la domanda

Le richieste devono essere trasmesse attraverso il Sistema Informativo Agricolo di AGREA – SIAG, previo accreditamento secondo le procedure previste dall’Agenzia regionale.

La scadenza è fissata al 15 ottobre 2026 alle ore 11:00. Considerata la documentazione necessaria e la presenza di una graduatoria, per le imprese interessate è opportuno verificare immediatamente requisiti, investimenti programmati, preventivi e punteggio ottenibile.

Il procedimento di concessione è previsto in chiusura entro il 26 febbraio 2027.

Per le imprese forestali dell’Emilia-Romagna che hanno già programmato il rinnovo di macchinari, attrezzature, aree di deposito o strutture destinate alla prima lavorazione, il bando rappresenta quindi un’opportunità significativa: il contributo del 60% è elevato, ma la dotazione disponibile è contenuta e la selezione avviene tramite graduatoria. La valutazione preliminare del progetto diventa perciò decisiva quanto la presentazione della domanda.