Emilia-Romagna: contributi per studi di fattibilità con Università e Istituti di ricerca internazionali
La Regione Emilia-Romagna sostiene la realizzazione di studi di fattibilità finalizzati ad attivare collaborazioni, attività congiunte o percorsi di insediamento sul territorio regionale da parte di Università e Istituti di ricerca internazionali.
La misura nasce per rafforzare l’attrattività scientifica e tecnologica dell’Emilia-Romagna, favorendo relazioni strutturate tra il sistema regionale della ricerca e soggetti accademici o scientifici europei e internazionali.
Il bando mette a disposizione 300.000 euro e finanzia proposte di studio di fattibilità da presentare a partire dal 20 luglio 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
sistema regionale della ricerca e soggetti accademici o scientifici europei e internazionali.
Il bando mette a disposizione## Di cosa si tratta
Il bando non finanzia direttamente grandi progetti di ricerca o nuovi insediamenti già definiti.
Finanzia la fase preliminare: lo studio di fattibilità.
Questo significa che il contributo serve a verificare se e come una collaborazione internazionale possa essere attivata, sviluppata o trasformata in una presenza più stabile sul territorio regionale.
Lo studio può riguardare, ad esempio:
- valutazione di collaborazioni scientifiche;
- analisi di attività congiunte tra organismi di ricerca;
- verifica delle condizioni per l’insediamento di una Università o Istituto di ricerca internazionale;
- percorsi di collaborazione presso Tecnopoli regionali;
- analisi tecnica, organizzativa e strategica;
- costruzione di accordi preliminari;
- definizione di piani di attività;
- studio del potenziale impatto scientifico, tecnologico e territoriale.
La misura è quindi pensata per trasformare un interesse internazionale in una proposta concreta, verificabile e potenzialmente attuabile.
Perché il bando è importante
La ricerca internazionale è una leva decisiva per competitività, innovazione e attrazione di talenti.
Quando un territorio riesce ad attrarre Università, Istituti di ricerca o partnership scientifiche internazionali, può generare benefici su più livelli:
- nuove competenze;
- rafforzamento dei laboratori regionali;
- attrazione di ricercatori;
- collaborazione con imprese innovative;
- sviluppo di tecnologie avanzate;
- maggiore partecipazione a programmi europei;
- crescita dell’ecosistema dei Tecnopoli;
- aumento della visibilità internazionale del territorio.
La misura interviene nella fase più delicata: quella in cui bisogna capire se una collaborazione è realmente possibile, quali condizioni servono e quali benefici può generare.
A chi è destinato
La proposta può essere candidata da due tipologie di soggetti.
La prima possibilità riguarda una Università o un Istituto di ricerca internazionale, con il coinvolgimento di uno o più soggetti della comunità scientifica regionale.
La seconda possibilità riguarda un Ateneo dell’Emilia-Romagna o un Ente di ricerca con sede in Emilia-Romagna, in collaborazione con una Università o un Istituto di ricerca internazionale interessato a operare nel territorio regionale.
Possono quindi essere coinvolti:
- Università internazionali;
- Istituti di ricerca europei o internazionali;
- Atenei dell’Emilia-Romagna;
- Enti di ricerca con sede regionale;
- soggetti della comunità scientifica regionale;
- eventuali Tecnopoli regionali;
- organismi collegati al sistema regionale della ricerca e innovazione.
Il punto centrale è la dimensione internazionale della collaborazione.
Area geografica
La misura riguarda la Regione Emilia-Romagna.
Lo studio di fattibilità deve essere collegato alla possibilità di attivare collaborazioni, attività congiunte o insediamenti nel territorio regionale, anche presso uno dei Tecnopoli regionali.
Apertura e scadenza
Le proposte possono essere presentate a partire dal:
20 luglio 2026
Non è prevista una scadenza fissa tradizionale: le proposte possono essere inviate fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Questo rende importante muoversi rapidamente, soprattutto se l’idea di collaborazione è già matura.
Modalità di presentazione
Le proposte devono essere inviate tramite PEC all’indirizzo indicato dalla Regione.
La proposta deve essere presentata dal legale rappresentante dell’organismo di ricerca proponente o da un suo delegato.
È quindi fondamentale predisporre correttamente:
- proposta di studio;
- documentazione del soggetto proponente;
- eventuale delega;
- elementi di collaborazione internazionale;
- descrizione dei partner coinvolti;
- obiettivi dello studio;
- attività previste;
- budget;
- cronoprogramma.
Agevolazione prevista
La dotazione complessiva è pari a 300.000 euro.
Il contributo sostiene la realizzazione degli studi di fattibilità, nei limiti e secondo le condizioni previste dall’avviso.
La procedura è legata alla disponibilità delle risorse: le domande sono valutate fino a esaurimento della dotazione.
Che cosa può finanziare
Le spese ammissibili devono essere verificate nel bando ufficiale.
In generale, uno studio di fattibilità può comprendere attività come:
- analisi preliminari;
- incontri tecnici e scientifici;
- missioni e confronti tra partner;
- valutazione di modelli di collaborazione;
- analisi di compatibilità scientifica e infrastrutturale;
- definizione di accordi operativi;
- analisi dei fabbisogni di insediamento;
- studio delle condizioni organizzative;
- analisi di sostenibilità economica;
- redazione del piano di fattibilità;
- attività di coordinamento;
- eventuali consulenze specialistiche.
La logica non è finanziare attività ordinarie di ricerca, ma preparare una collaborazione internazionale più strutturata.
Che cosa significa “studio di fattibilità”
Uno studio di fattibilità serve a rispondere a una domanda precisa: questa collaborazione può funzionare?
Per essere utile, lo studio dovrebbe chiarire:
- quali soggetti sono coinvolti;
- quali obiettivi scientifici o tecnologici condividono;
- quale valore aggiunto può derivare dalla collaborazione;
- quali infrastrutture servono;
- quali competenze sono già disponibili;
- quali attività possono essere sviluppate in Emilia-Romagna;
- quali tempi sono realistici;
- quali risorse saranno necessarie;
- quali ostacoli esistono;
- quali risultati concreti possono essere prodotti.
Uno studio efficace non deve essere una descrizione generica dell’interesse alla collaborazione. Deve produrre elementi utili per decidere se procedere e come farlo.
Collaborazioni internazionali: perché contano
Le collaborazioni tra sistemi di ricerca regionali e soggetti internazionali possono generare valore se sono costruite su obiettivi chiari.
Possono riguardare ambiti come:
- tecnologie avanzate;
- intelligenza artificiale;
- manifattura innovativa;
- salute e biomedicale;
- energia;
- ambiente;
- materiali;
- agroalimentare;
- mobilità;
- clima;
- space economy;
- data science;
- transizione digitale ed ecologica.
Il bando non va letto come misura per fare relazioni istituzionali generiche, ma come strumento per costruire collaborazioni scientifiche e tecnologiche con potenziale impatto sul territorio.
Il ruolo dei Tecnopoli
L’avviso richiama anche la possibilità di percorsi di insediamento presso uno dei Tecnopoli regionali.
I Tecnopoli sono infrastrutture del sistema regionale della ricerca e dell’innovazione, pensate per collegare università, laboratori, imprese e territorio.
Uno studio di fattibilità può quindi valutare se un soggetto internazionale possa sviluppare attività in collegamento con queste infrastrutture.
Questo può essere particolarmente interessante quando la collaborazione riguarda settori tecnologici ad alto valore aggiunto o filiere strategiche per la Regione.
Che tipo di proposta può essere forte
Una proposta competitiva dovrebbe dimostrare:
- qualità scientifica dei soggetti coinvolti;
- coerenza tra competenze internazionali e sistema regionale;
- interesse reale del partner estero;
- potenziale impatto sul territorio;
- collegamento con laboratori, Atenei o Tecnopoli;
- possibilità di sviluppare attività successive;
- sostenibilità della collaborazione;
- chiarezza delle attività dello studio;
- risultati attesi concreti.
La Regione non finanzia semplicemente un contatto internazionale, ma una verifica strutturata di fattibilità.
Esempi di studi possibili
Un Ateneo dell’Emilia-Romagna potrebbe proporre uno studio con un Istituto di ricerca europeo per valutare la creazione di un laboratorio congiunto su materiali innovativi.
Un Istituto internazionale potrebbe collaborare con un Tecnopolo regionale per verificare l’apertura di una unità operativa in Emilia-Romagna.
Un Ente di ricerca regionale potrebbe costruire uno studio per sviluppare attività congiunte su intelligenza artificiale applicata alla manifattura.
Una Università estera potrebbe valutare, insieme a partner regionali, un programma di ricerca e formazione avanzata in un ambito strategico.
In tutti i casi, lo studio deve indicare chiaramente cosa si vuole verificare e quale scenario si intende costruire.
Documenti da preparare
Per una proposta ordinata conviene predisporre:
- dati del soggetto proponente;
- profilo dell’Università o Istituto internazionale;
- descrizione dei partner regionali coinvolti;
- obiettivi dello studio;
- contesto scientifico e tecnologico;
- attività previste;
- metodologia;
- cronoprogramma;
- budget;
- risultati attesi;
- eventuali lettere di interesse;
- eventuale descrizione del Tecnopolo coinvolto;
- indicazione delle prospettive successive;
- documentazione amministrativa;
- firma del legale rappresentante o delega.
La proposta deve essere chiara, sintetica e orientata al risultato.
Errori da evitare
Alcuni errori possono indebolire la domanda:
- descrivere una collaborazione troppo generica;
- non dimostrare l’interesse del partner internazionale;
- non coinvolgere soggetti regionali adeguati;
- non spiegare perché l’Emilia-Romagna è il territorio adatto;
- non indicare risultati concreti dello studio;
- confondere lo studio di fattibilità con un progetto di ricerca già esecutivo;
- non definire budget e attività;
- non rispettare modalità di invio tramite PEC;
- sottovalutare l’esaurimento delle risorse;
- non chiarire le prospettive dopo lo studio.
Una buona proposta deve far capire che lo studio è un passaggio necessario verso una collaborazione reale.
Esempio pratico
Un Ente di ricerca dell’Emilia-Romagna vuole sviluppare una collaborazione con un importante Istituto europeo specializzato in tecnologie per l’energia.
Lo studio di fattibilità può servire a:
- analizzare complementarità scientifiche;
- valutare infrastrutture disponibili;
- organizzare incontri tecnici;
- definire aree di ricerca congiunta;
- verificare l’eventuale insediamento presso un Tecnopolo;
- stimare costi e tempi;
- individuare futuri programmi europei da candidare;
- produrre una relazione finale con scenari operativi.
In questo caso il contributo non finanzia ancora il progetto di ricerca completo, ma costruisce le condizioni per renderlo possibile.
Scheda rapida
Bando: Proposte di studi di fattibilità per collaborazioni, attività o insediamento di Università e Istituti di ricerca internazionali
Ente: Regione Emilia-Romagna
Normativa: Legge regionale n. 7/2019
Atto: Delibera di Giunta regionale n. 1171 del 13 luglio 2026
Beneficiari: Università, Istituti di ricerca internazionali, Atenei ed Enti di ricerca con sede in Emilia-Romagna
Finalità: studi di fattibilità per collaborazioni internazionali, attività congiunte o insediamenti nel territorio regionale
Apertura: 20 luglio 2026
Scadenza: fino a esaurimento risorse
Dotazione: 300.000 euro
Presentazione: PEC all’indirizzo indicato dalla Regione
Ambiti: ricerca, innovazione, attrazione di competenze internazionali, Tecnopoli regionali
Come può aiutare Atamai
Atamai può supportare organismi di ricerca, Atenei e partenariati nella verifica della misura e nella costruzione della proposta.
In particolare, possiamo aiutare a:
- verificare coerenza del soggetto proponente;
- impostare la proposta di studio;
- chiarire obiettivi, attività e risultati attesi;
- strutturare budget e cronoprogramma;
- valorizzare il partner internazionale;
- rafforzare il collegamento con il territorio regionale;
- organizzare documenti e allegati;
- predisporre una proposta chiara da inviare via PEC.
Per una prima verifica è possibile scrivere a info@atamai.it.
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