Emilia-Romagna: fino a 8.000 euro per ridurre gli interessi sui finanziamenti alle PMI

Emilia-Romagna: fino a 8.000 euro per ridurre gli interessi sui finanziamenti alle PMI

Regione Emilia-Romagna ha prorogato fino al 31 dicembre 2027 l’operatività del Fondo per la mitigazione del rischio di credito, strumento che consente alle PMI e ai professionisti del territorio di ridurre il costo di determinati finanziamenti destinati a investimenti in innovazione, digitalizzazione, competitività, efficienza energetica ed energie rinnovabili.

La misura può riconoscere un contributo in conto interessi corrispondente al rimborso totale o parziale del TAEG fino a un massimo del 4%, con un beneficio massimo di 8.000 euro su finanziamenti agevolabili fino a 100.000 euro. La durata del finanziamento può arrivare a 60 mesi, compresi al massimo sei mesi di preammortamento.

Non è un nuovo bando nato nel 2026

Il Fondo esiste da diversi anni. È stato istituito nell’ambito della politica regionale per facilitare l’accesso al credito e nel 2024 è stato modificato per trasformare una parte delle risorse in uno strumento di abbattimento dei tassi di interesse sui finanziamenti sostenuti da Special-ER.

La novità che lo rende attuale nel 2026 è la proroga approvata dalla Regione: con la DGR n. 1784 del 3 novembre 2025 il termine di utilizzo delle risorse da parte dei gestori è stato spostato al 31 dicembre 2027. La pagina ufficiale regionale risulta ancora oggi indicata come “Bando aperto”.

La Regione ha motivato la proroga anche con i risultati ottenuti: tra l’attivazione della misura e il 30 settembre 2025 risultavano finanziamenti garantiti per oltre 26,5 milioni di euro, con agevolazioni per circa 2,34 milioni a favore di 397 imprese del territorio.

Chi può utilizzare concretamente il contributo sugli interessi

Per la sezione operativa collegata a Special-ER, i beneficiari finali sono:

  • micro, piccole e medie imprese;
  • professionisti titolari di partita IVA;
  • con sede legale e/o unità locale in Emilia-Romagna.

Sono ammessi in linea generale tutti i settori economici, con esclusione dell’agricoltura, identificata dalla Sezione A della classificazione ATECO.

La pagina generale del Fondo cita storicamente anche grandi imprese ed enti del Terzo settore che esercitano attività economica, perché il Fondo di mitigazione del rischio di credito ha una struttura più ampia. Per il contributo in conto interessi introdotto con la DGR 1010/2024, però, la platea indicata dalla scheda tecnica è specificamente costituita da PMI e professionisti.

Il finanziamento massimo agevolabile è 100.000 euro

La quota di finanziamento sulla quale viene calcolata l’agevolazione non può superare 100.000 euro.

Questo non significa necessariamente che un’impresa non possa realizzare un investimento più grande: significa che ai fini di questa specifica agevolazione la parte di finanziamento presa in considerazione arriva fino a 100.000 euro.

La durata massima è di 60 mesi, comprendendo fino a sei mesi di preammortamento.

Quanto vale realmente il contributo

Il Fondo rimborsa totalmente o parzialmente il TAEG del finanziamento fino a un massimo del 4%, con un contributo complessivo che non può comunque superare 8.000 euro.

Il 4% non deve quindi essere interpretato come “Regione paga il 4% dell’investimento”.

È un intervento sul costo finanziario del prestito.

Se, per esempio, un finanziamento genera un costo agevolabile tale da determinare un contributo di 5.200 euro, il beneficio sarà 5.200 euro. Se il calcolo portasse invece a 9.500 euro, il contributo resterebbe fermo al massimale di 8.000 euro.

Il Confidi comunica all’impresa il valore del contributo attualizzato, espresso come Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL, e provvede alla relativa registrazione come aiuto de minimis.

Il progetto deve rientrare negli obiettivi del PR FESR

Non qualsiasi richiesta di credito consente automaticamente di ottenere l’abbattimento massimo.

Il finanziamento deve sostenere investimenti coerenti con cinque specifici obiettivi del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027. La Regione individua:

1.1 – Ricerca e innovazione: sviluppo e rafforzamento delle capacità di ricerca, innovazione e introduzione di tecnologie avanzate.

1.2 – Digitalizzazione: investimenti che consentano alle imprese di sfruttare i vantaggi delle tecnologie digitali.

1.3 – Competitività e investimenti produttivi: rafforzamento della crescita sostenibile e della competitività delle PMI, compresi nuovi investimenti produttivi.

2.1 – Efficienza energetica: interventi destinati a migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

2.2 – Energie rinnovabili: investimenti destinati alla produzione e all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

È proprio per i finanziamenti coerenti con questi obiettivi che il contributo sul TAEG può arrivare al 4% e a un massimo di 8.000 euro.

Macchinari, digitalizzazione e investimenti produttivi sono quindi tra i casi più interessanti

In termini pratici, il Fondo può risultare particolarmente utile quando una PMI deve finanziare un investimento come:

  • nuovi macchinari e attrezzature produttive;
  • automazione degli impianti;
  • tecnologie digitali;
  • software e sistemi integrati con il processo aziendale;
  • innovazione tecnologica;
  • interventi di efficienza energetica;
  • impianti per energie rinnovabili;
  • investimenti produttivi destinati ad aumentare la competitività dell’impresa.

La singola operazione va comunque ricondotta dal gestore agli obiettivi FESR previsti dalla delibera.

Non finanzia soltanto gli investimenti: il Fondo originario ha una funzione più ampia

Il regolamento generale del Fondo di mitigazione del rischio di credito comprende anche interventi destinati al sostegno della liquidità aziendale, al rafforzamento dei mezzi propri, anche mediante prestiti partecipativi, alla ristrutturazione finanziaria e alla realizzazione di progetti di investimento.

Bisogna però distinguere questa ampiezza generale del Fondo dalla specifica agevolazione sugli interessi legata a Special-ER, che richiede la coerenza dell’investimento con gli obiettivi PR FESR 1.1, 1.2, 1.3, 2.1 e 2.2.

Per questo una richiesta generica di liquidità non va automaticamente presentata come se desse diritto al rimborso massimo del 4%: occorre individuare quale linea del Fondo e quale finalità del finanziamento siano effettivamente applicabili.

È necessario passare attraverso un Confidi

Questa è una differenza importante rispetto ai normali bandi regionali.

L’impresa non presenta direttamente una domanda a Regione Emilia-Romagna attraverso un portale con una graduatoria finale.

La Regione mette le risorse a disposizione dei Confidi gestori, che concedono e amministrano il contributo nell’ambito dei finanziamenti supportati dallo strumento Special-ER.

La pagina ufficiale indica come riferimenti per la presentazione delle richieste:

Artigiancredito, Italia Comfidi e Fider.

La DGR di proroga conferma inoltre l’operatività delle risorse assegnate ai gestori fino al 31 dicembre 2027.

Serve la riassicurazione del Fondo di garanzia PMI

Tra i requisiti della sezione relativa al contributo conto interessi rientra l’accesso alla riassicurazione della Sezione speciale Emilia-Romagna del Fondo centrale di garanzia, anche attraverso Special-ER, secondo quanto previsto dalla disciplina dell’operazione.

Il meccanismo combina quindi due livelli di intervento: da una parte la garanzia riduce il rischio dell’operazione creditizia, dall’altra il Fondo regionale interviene per abbattere il costo degli interessi sostenuto dall’impresa.

È proprio questa combinazione che spiega la denominazione “Fondo mitigazione rischio di credito”.

Non è quindi una graduatoria tradizionale

La definizione Neskey di “procedura valutativa a graduatoria” rischia di essere fuorviante.

La disciplina ufficiale prevede che siano i Confidi ad assegnare i contributi alle imprese e ai professionisti mediante il proprio provvedimento deliberativo, previa verifica dei requisiti.

Non viene pubblicata una graduatoria regionale nella quale tutte le PMI concorrenti vengono ordinate sulla base di un punteggio.

Dal punto di vista operativo è più corretto considerarla una misura a disponibilità di risorse, gestita attraverso i soggetti finanziari convenzionati. Di conseguenza non è opportuno attendere il 31 dicembre 2027: quella è la data entro la quale i gestori possono utilizzare le risorse, che potrebbero essere impegnate prima.

Contributo in de minimis

Il beneficio viene concesso secondo il Regolamento UE 2023/2831, quindi in regime de minimis.

Va pertanto verificato il plafond dell’impresa unica, il cui limite generale è pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni.

In questo caso l’importo che incide sul de minimis è il valore dell’agevolazione attribuita all’impresa, espresso in ESL, non l’intero importo del finanziamento bancario.

Interessante anche in presenza di altre agevolazioni

La struttura dello strumento rende particolarmente interessante verificare operazioni nelle quali l’investimento beneficia già di altre misure, perché il Fondo interviene sul costo del credito e non direttamente sul prezzo del bene.

La cumulabilità deve comunque essere controllata caso per caso, considerando regime di aiuto, medesimi costi agevolati e limiti previsti dagli altri incentivi.

Per un’impresa che stia acquistando un nuovo impianto, digitalizzando la produzione o realizzando un progetto energetico, la verifica corretta non dovrebbe quindi limitarsi alla domanda “esiste un contributo sull’investimento?”, ma comprendere anche come finanziare la quota residua e se il costo del finanziamento può essere ridotto con Special-ER.

Un finanziamento già deliberato può essere un problema

La DGR stabilisce che la delibera del Confidi deve essere successiva all’adozione del provvedimento e richiede una specifica delibera di concessione del credito con i requisiti previsti dalla misura.

In pratica conviene verificare l’agevolazione prima di strutturare definitivamente il finanziamento, coinvolgendo il Confidi nella fase iniziale.

Arrivare quando l’operazione bancaria è completamente conclusa può rendere più difficile o impossibile ricondurla allo strumento.

La scadenza 2027 non garantisce che il Fondo resterà disponibile fino all’ultimo giorno

La DGR n. 1784/2025 proroga l’utilizzo delle risorse fino al 31 dicembre 2027, ma stabilisce anche che le somme residue non utilizzate entro quella data saranno revocate ai gestori.

La Regione non pubblica sulla scheda del Fondo un contatore aggiornato in tempo reale delle risorse ancora disponibili per le imprese.

Per questo il primo passaggio per una PMI interessata è verificare con uno dei Confidi gestori se esiste ancora disponibilità sulla misura e se l’operazione prevista può essere ammessa.

Quando conviene verificarlo

Il Fondo è particolarmente interessante quando l’impresa ha già in programma un investimento e deve comunque ricorrere a un finanziamento bancario.

Un contributo massimo di 8.000 euro può sembrare inferiore rispetto ai grandi bandi a fondo perduto, ma su un finanziamento da 50.000-100.000 euro può incidere in modo significativo sul costo effettivo dell’operazione.

Inoltre, non richiede necessariamente di inventare un progetto aggiuntivo: l’investimento può essere già necessario all’azienda e l’agevolazione interviene sulla modalità con cui viene finanziato.

Fonti

Regione Emilia-Romagna – pagina ufficiale Fondo mitigazione rischio di credito, aggiornata l’8 ottobre 2026, con stato aperto, beneficiari, finalità, Confidi gestori, massimale del finanziamento e contributo sugli interessi.

Regione Emilia-Romagna – DGR n. 1010 del 4 giugno 2024, che disciplina la sezione Special-ER: finanziamento massimo di 100.000 euro, durata fino a 60 mesi, rimborso del TAEG fino al 4%, contributo massimo 8.000 euro e regime de minimis.

Regione Emilia-Romagna – DGR n. 1784 del 3 novembre 2025, che proroga al 31 dicembre 2027 l’utilizzo delle risorse del Fondo.

Devi finanziare un nuovo investimento e vuoi capire se puoi ridurre il costo del prestito?

Atamai può verificare se il progetto dell’impresa rientra nelle finalità ammesse dal Fondo – innovazione, digitalizzazione, investimenti produttivi, efficienza energetica o fonti rinnovabili – e valutare insieme all’azienda la possibile combinazione tra finanziamento, garanzia e altre agevolazioni disponibili.

La verifica è particolarmente utile prima della delibera definitiva del finanziamento, così da evitare di strutturare l’operazione senza considerare gli strumenti agevolativi utilizzabili.

Contatta Atamai per una verifica preliminare del progetto e delle agevolazioni cumulabili.

Email: Info@atamai.it