Energia termica da biomassa: contributi fino a 200.000 euro per gli enti pubblici del GAL Laghi e Monti
Il GAL Laghi e Monti del Verbano Cusio Ossola mette a disposizione 600.000 euro per sostenere la realizzazione di impianti pubblici destinati alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Il bando è rivolto agli enti pubblici che intendono installare nuove centrali termiche alimentate con cippato di origine forestale oppure sostituire sistemi di riscaldamento alimentati da combustibili fossili.
Gli interventi possono comprendere anche impianti solari termici integrati, strutture per lo stoccaggio del cippato, sistemi di alimentazione automatica delle caldaie, reti di distribuzione del calore e soluzioni intelligenti per l’accumulo dell’energia termica.
L’agevolazione copre il 100% delle spese ammissibili, entro un limite massimo di 200.000 euro per progetto. La spesa minima richiesta è pari a 15.000 euro.
Le domande devono essere presentate attraverso il Sistema Informativo Agricolo Piemontese entro le ore 18:00 del 30/10/2026.
Nome ufficiale del bando
Il titolo ufficiale della misura è:
Bando 4/2026 – Intervento SRD08 “Investimenti in infrastrutture con finalità ambientali” – Azione 2 “Produzione di energia da fonti rinnovabili ad uso collettivo”
L’iniziativa viene attuata nell’ambito della Strategia di sviluppo locale:
“NETS – Nuove economie territoriali sostenibili tra laghi e monti”
La Strategia è promossa dal GAL Laghi e Monti nel quadro dell’intervento SRG06 LEADER del Complemento per lo sviluppo rurale della Regione Piemonte 2023-2027.
Il bando è stato pubblicato il 23/07/2026.
Che cosa finanzia realmente il bando
Nonostante il titolo generale faccia riferimento alla produzione di energia da fonti rinnovabili, la misura non finanzia qualsiasi tipologia di impianto energetico.
Il sostegno riguarda esclusivamente la produzione di:
energia termica ad uso collettivo
La fonte principale prevista è la biomassa forestale sotto forma di cippato.
Il cippato deve derivare dalla sminuzzatura meccanica di:
- tronchi;
- materiale legnoso forestale;
- residui di segheria;
- residui di falegnameria non trattati;
- assortimenti legnosi di minore pregio.
Non sono quindi finanziati, nell’ambito di questo bando:
- impianti fotovoltaici;
- impianti eolici;
- impianti idroelettrici;
- impianti destinati esclusivamente alla produzione di energia elettrica;
- centrali alimentate con biomasse diverse da quelle espressamente previste;
- impianti privati a servizio di singole abitazioni o attività economiche.
L’intervento deve essere collegato a edifici pubblici con una funzione collettiva e un utilizzo continuativo.
Obiettivi del bando
Il GAL Laghi e Monti intende favorire la creazione di una domanda locale stabile di biomassa forestale, sostenendo contemporaneamente la transizione energetica degli edifici pubblici.
Gli obiettivi principali sono:
- ridurre l’utilizzo di gasolio, metano, GPL e altri combustibili fossili;
- promuovere sistemi di riscaldamento alimentati da fonti rinnovabili;
- sviluppare il mercato locale del cippato;
- sostenere la filiera bosco-legno;
- favorire una gestione attiva e programmata delle superfici forestali;
- valorizzare il materiale legnoso di minore pregio;
- migliorare la manutenzione dei boschi;
- ridurre il rischio di incendi;
- limitare il degrado delle superfici forestali;
- contribuire alla stabilità dei versanti;
- ridurre le distanze di trasporto del combustibile;
- aumentare l’autonomia energetica degli enti locali;
- migliorare l’efficienza degli impianti termici pubblici.
La misura deve essere letta come un intervento integrato tra politica energetica, gestione forestale e sviluppo delle aree montane.
A chi è destinato il bando
Possono presentare domanda:
- Comuni;
- Unioni montane;
- Unioni di Comuni;
- altri soggetti pubblici territoriali ammessi;
- raggruppamenti e forme associate tra enti pubblici.
I soggetti pubblici possono partecipare:
- singolarmente;
- attraverso una forma associata;
- mediante un raggruppamento con individuazione di un ente capofila.
Le imprese, le associazioni, gli enti del Terzo settore e i soggetti privati non possono presentare direttamente la domanda.
Le imprese della filiera forestale possono tuttavia essere coinvolte successivamente come fornitori del cippato o come operatori economici incaricati della realizzazione, manutenzione o gestione tecnica dell’impianto, nel rispetto delle procedure pubbliche di affidamento.
Partecipazione in forma associata
Quando più enti presentano un progetto congiunto, deve essere individuato un soggetto capofila.
Il capofila:
- rappresenta il raggruppamento nei confronti del GAL;
- presenta la domanda;
- gestisce le comunicazioni tecniche e amministrative;
- coordina gli adempimenti;
- mantiene i rapporti con il sistema SIAP;
- presenta le eventuali domande di variante e pagamento.
L’accordo o la convenzione definitiva tra gli enti può essere sottoscritto anche dopo la presentazione della domanda, purché venga perfezionato entro la concessione del contributo.
Prima della candidatura, tuttavia, ciascun ente partecipante deve approvare con un proprio atto:
- la bozza dell’accordo;
- la partecipazione al bando;
- il progetto;
- gli impegni collegati alla realizzazione dell’intervento.
L’accordo deve indicare almeno:
- finalità del raggruppamento;
- enti partecipanti;
- soggetto capofila;
- responsabilità delle parti;
- modalità di gestione dell’impianto;
- ripartizione degli eventuali costi futuri;
- proprietà o disponibilità delle strutture;
- impegni successivi alla concessione.
Quante domande possono essere presentate
Ogni richiedente può presentare una sola domanda.
La limitazione riguarda anche la partecipazione in forma associata.
Un Comune che partecipa a un raggruppamento non può quindi presentare contemporaneamente:
- una domanda autonoma;
- una seconda domanda con altri enti;
- un’ulteriore candidatura attraverso un’altra forma associata.
È necessario scegliere preventivamente quale progetto candidare e con quali soggetti partecipare.
Edifici e utenze che possono essere serviti
Gli impianti devono essere destinati a edifici pubblici nei quali viene svolta una funzione di utilità pubblica, con una vasta utenza e un utilizzo continuativo.
In relazione alle caratteristiche concrete del progetto, possono essere valutati edifici quali:
- scuole;
- strutture educative;
- sedi comunali;
- palestre pubbliche;
- impianti sportivi;
- centri civici;
- biblioteche;
- strutture culturali;
- strutture socioassistenziali;
- edifici destinati a servizi pubblici;
- complessi composti da più edifici pubblici collegati tramite una rete termica.
L’ammissibilità non dipende esclusivamente dalla destinazione formale dell’immobile.
Il progetto deve dimostrare:
- effettivo utilizzo collettivo;
- continuità della domanda termica;
- numero e provenienza degli utenti;
- adeguatezza del fabbisogno energetico;
- sostenibilità economica della gestione;
- utilità dell’investimento per il territorio.
Area geografica di riferimento
Gli interventi devono essere realizzati nell’area del GAL Laghi e Monti del Verbano Cusio Ossola.
Il territorio comprende 81 Comuni:
- Antrona Schieranco;
- Anzola d’Ossola;
- Arizzano;
- Armeno;
- Arola;
- Aurano;
- Baceno;
- Bannio Anzino;
- Baveno;
- Bee;
- Belgirate;
- Beura-Cardezza;
- Bognanco;
- Borgomezzavalle;
- Brovello-Carpugnino;
- Calasca-Castiglione;
- Cambiasca;
- Cannero Riviera;
- Cannobio;
- Caprezzo;
- Casale Corte Cerro;
- Ceppo Morelli;
- Cesara;
- Colazza;
- Cossogno;
- Craveggia;
- Crevoladossola;
- Crodo;
- Domodossola;
- Druogno;
- Formazza;
- Germagno;
- Ghiffa;
- Gignese;
- Gravellona Toce;
- Gurro;
- Intragna;
- Lesa;
- Loreglia;
- Macugnaga;
- Madonna del Sasso;
- Malesco;
- Masera;
- Massino Visconti;
- Massiola;
- Meina;
- Mergozzo;
- Miazzina;
- Montecrestese;
- Montescheno;
- Nebbiuno;
- Nonio;
- Oggebbio;
- Omegna;
- Ornavasso;
- Pallanzeno;
- Pettenasco;
- Piedimulera;
- Pieve Vergonte;
- Pisano;
- Premeno;
- Premia;
- Premosello-Chiovenda;
- Quarna Sopra;
- Quarna Sotto;
- Re;
- San Bernardino Verbano;
- Santa Maria Maggiore;
- Stresa;
- Toceno;
- Trarego Viggiona;
- Trasquera;
- Trontano;
- Valle Cannobina;
- Valstrona;
- Vanzone con San Carlo;
- Varzo;
- Vignone;
- Villadossola;
- Villette;
- Vogogna.
L’investimento deve inoltre ricadere in un’area classificata come montana o collinare secondo la classificazione regionale.
Chi propone e gestisce il bando
Il soggetto titolare dell’Avviso è:
GAL Laghi e Monti S.C.R.L.
Il GAL cura:
- pubblicazione del bando;
- ricezione delle domande;
- verifica della documentazione;
- valutazione tecnica;
- attribuzione dei punteggi;
- formazione della graduatoria;
- comunicazione degli esiti;
- gestione delle varianti;
- controllo dell’avanzamento;
- verifica delle procedure di affidamento.
La misura viene attuata nel quadro del Complemento per lo sviluppo rurale della Regione Piemonte 2023-2027.
I principali soggetti istituzionali coinvolti sono:
- GAL Laghi e Monti;
- Regione Piemonte;
- ARPEA – Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura;
- Unione europea, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale;
- SIAP – Sistema Informativo Agricolo Piemontese.
ARPEA svolge le funzioni dell’organismo pagatore per le domande di pagamento.
Atamai non è l’ente titolare o gestore del bando, ma può assistere gli enti interessati nell’analisi dei requisiti, nel coordinamento della progettazione e nella predisposizione della candidatura.
Apertura e scadenza
Le date ufficiali sono:
- apertura e pubblicazione: 23/07/2026;
- scadenza: 30/10/2026, ore 18:00.
Il termine è perentorio.
La domanda deve essere:
- compilata sul sistema regionale;
- completata con tutti gli allegati;
- sottoscritta dal legale rappresentante o dal soggetto autorizzato;
- trasmessa definitivamente entro le ore 18:00.
Il semplice caricamento dei documenti o il salvataggio della bozza non equivalgono alla presentazione.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva è pari a:
600.000 euro
Le domande vengono valutate e ordinate in graduatoria.
Le risorse vengono assegnate ai progetti ammissibili in ordine di punteggio, fino all’esaurimento della dotazione.
Eventuali economie, riprogrammazioni o ulteriori stanziamenti possono essere utilizzati per finanziare domande risultate ammissibili ma inizialmente non coperte.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa sotto forma di:
contributo in conto capitale pari al 100% delle spese ammesse e sostenute
I limiti economici sono:
- spesa minima ammissibile: 15.000 euro;
- spesa massima ammissibile: 200.000 euro;
- contributo minimo: 15.000 euro;
- contributo massimo: 200.000 euro.
Il sostegno viene riconosciuto sulla base dei costi effettivamente sostenuti, documentati e ammessi.
Non si tratta di un importo forfettario. Ogni spesa deve essere:
- pertinente;
- necessaria;
- congrua;
- collegata al progetto;
- conforme al Codice dei contratti pubblici;
- sostenuta nel periodo ammissibile;
- pagata entro la rendicontazione.
Esempi di calcolo
Per un progetto con spesa ammessa pari a 80.000 euro:
- contributo: 80.000 euro;
- quota ordinaria a carico dell’ente: zero;
- restano a carico dell’ente eventuali spese escluse o non riconosciute.
Per un progetto da 200.000 euro:
- contributo massimo: 200.000 euro.
Per un progetto da 250.000 euro:
- spesa massima agevolabile: 200.000 euro;
- contributo massimo: 200.000 euro;
- parte eccedente a carico dell’ente: almeno 50.000 euro.
Il contributo al 100% non esonera l’ente dalla necessità di disporre delle risorse per eventuali:
- costi non ammissibili;
- maggiorazioni di prezzo;
- spese eccedenti il massimale;
- IVA recuperabile;
- imprevisti;
- varianti non approvate;
- oneri di gestione successiva.
Percentuale minima di realizzazione
Il beneficiario deve realizzare almeno il:
70% degli investimenti ammessi
La percentuale viene valutata in termini fisici e finanziari, tenendo conto degli eventuali ribassi e sconti applicati dai fornitori.
Una riduzione eccessiva del progetto può determinare la decadenza della domanda.
Non è quindi consigliabile candidare investimenti non sufficientemente maturi o privi di una concreta copertura tecnica e amministrativa.
Impianti finanziabili
Nuove centrali termiche a cippato
Sono finanziabili nuovi impianti destinati alla produzione di calore mediante caldaie alimentate esclusivamente con cippato forestale.
La biomassa deve essere costituita da materiale legnoso:
- non trattato chimicamente;
- ottenuto mediante lavorazione meccanica;
- proveniente da filiera corta;
- dotato delle caratteristiche qualitative richieste;
- tracciabile.
Sostituzione di impianti a combustibili fossili
Il progetto può prevedere la sostituzione di generatori alimentati da:
- gasolio;
- altri oli combustibili;
- metano;
- GPL;
- altri combustibili fossili ammessi dalla disciplina.
La sostituzione deve produrre un sistema più sostenibile e rispettare i requisiti regionali sulla qualità dell’aria.
Gli interventi finanziati dal bando non sono cumulabili con il Conto Termico 3.0 sulle medesime opere e spese.
Solare termico integrato
La centrale a biomassa può essere integrata con un impianto solare termico.
L’integrazione può contribuire a:
- produrre acqua calda sanitaria;
- coprire i fabbisogni durante i periodi meno freddi;
- ridurre il consumo annuale di biomassa;
- aumentare l’efficienza complessiva;
- limitare le accensioni della caldaia nelle mezze stagioni.
L’impianto solare deve essere parte di un sistema termico unitario e coerente.
Reti di distribuzione del calore
Sono finanziabili reti destinate al trasporto dell’energia termica prodotta dalla centrale.
La rete può collegare:
- più edifici pubblici;
- diversi punti di utilizzo;
- strutture appartenenti a più enti;
- utenze collettive inserite nello stesso progetto.
Nel caso di teleriscaldamento di prossimità, deve essere garantito:
- un quantitativo minimo di energia erogata pari a 1.200 kWh annui per metro lineare di rete;
- oppure un’efficienza annuale della rete superiore al 90%.
Accumulo termico
Possono essere finanziati sistemi intelligenti di accumulo dell’energia termica a servizio della centrale.
L’accumulo consente di:
- gestire i picchi di domanda;
- ridurre le accensioni e gli spegnimenti;
- migliorare il rendimento della caldaia;
- coordinare biomassa e solare termico;
- ottimizzare l’erogazione alla rete;
- aumentare le ore di funzionamento nelle condizioni più efficienti.
Potenza massima dell’impianto
La potenza termica complessiva non può superare:
500 kW
Il progetto deve essere dimensionato in rapporto:
- ai consumi storici;
- al fabbisogno degli edifici;
- alle ore di utilizzo;
- alle caratteristiche climatiche;
- alle eventuali riqualificazioni energetiche;
- alla possibilità di collegare più utenze.
La sovradimensione dell’impianto può determinare un funzionamento inefficiente e compromettere la sostenibilità del progetto.
Ore minime di funzionamento
Il generatore a biomassa deve garantire almeno:
1.500 ore equivalenti di funzionamento all’anno
Il calcolo deve essere effettuato utilizzando:
- il fabbisogno termico annuale previsto dal progetto;
- oppure i dati relativi ai consumi o alle forniture energetiche degli ultimi cinque anni;
- la potenza termica nominale del generatore.
Il criterio è importante anche ai fini della graduatoria: gli impianti con più ore equivalenti ottengono un punteggio superiore.
Che cosa significa filiera corta
Il cippato deve provenire da alberi tagliati entro una distanza massima di:
70 chilometri dall’impianto
La distanza deve essere calcolata considerando il percorso stradale effettivo tra:
- luogo di provenienza del materiale;
- centrale termica.
Non è sufficiente utilizzare una distanza geografica in linea d’aria.
Il piano di approvvigionamento deve individuare:
- superfici forestali;
- proprietari;
- gestori;
- quantitativi disponibili;
- qualità della biomassa;
- distanza di trasporto;
- frequenza delle forniture;
- durata degli accordi;
- modalità di tracciabilità.
Qualità del cippato
La biomassa utilizzata deve rispettare la norma:
UNI EN ISO 17225
La classe del cippato deve essere:
- corrispondente a quella per la quale il generatore è certificato;
- oppure di qualità superiore.
Il beneficiario deve conservare le fatture di acquisto del combustibile e la documentazione relativa alla provenienza.
La qualità del cippato influisce su:
- rendimento della caldaia;
- continuità di funzionamento;
- formazione delle ceneri;
- emissioni;
- manutenzione;
- vita utile dell’impianto.
Vincoli sulla qualità dell’aria
Gli impianti devono rispettare la normativa nazionale e regionale in materia di emissioni.
Tutti i progetti devono prevedere un sistema di abbattimento del particolato:
- integrato nella caldaia;
- oppure installato esternamente.
Il sistema deve garantire un automatismo tra combustione e filtrazione, non disattivabile dall’utilizzatore.
Il valore limite previsto per le polveri totali è pari a:
5 mg/Nm³
Il rispetto del limite deve essere dimostrato attraverso una prova certificata di combustione.
Condizioni più restrittive nei Comuni della zona IT0120
Alcuni Comuni dell’area GAL ricadono nella zona di qualità dell’aria IT0120:
- Colazza;
- Lesa;
- Massino Visconti;
- Meina;
- Nebbiuno;
- Pettenasco;
- Pisano;
- Cannero Riviera;
- Cannobio;
- Casale Corte Cerro;
- Ghiffa;
- Gravellona Toce;
- Oggebbio;
- Omegna;
- Ornavasso;
- Stresa;
- Vignone.
In questi territori sono ammissibili, in particolare, interventi che prevedono:
- sostituzione di generatori a gasolio o altro olio combustibile con caldaie a cippato di potenza non superiore a 250 kW;
- sostituzione di generatori a metano o GPL con caldaie a cippato di potenza non superiore a 250 kW dotate di abbattimento del particolato.
Quando viene sostituito un impianto a metano o GPL, il sistema di filtrazione deve funzionare per almeno il 90% delle ore di funzionamento della caldaia.
Prima di sviluppare il progetto è quindi indispensabile verificare la classificazione ambientale del Comune.
Contabilizzazione del calore
L’impianto deve essere dotato di sistemi per la contabilizzazione dell’energia termica.
I misuratori devono essere installati:
- a valle del generatore;
- sul circuito primario;
- presso ogni singolo utente, quando è presente una rete di distribuzione.
La contabilizzazione permette di controllare:
- energia prodotta;
- energia distribuita;
- rendimento della centrale;
- perdite della rete;
- consumi delle singole utenze;
- risultati energetici dell’investimento.
Monitoraggio dell’impianto
Possono essere finanziati sistemi per il monitoraggio e la trasmissione dei dati relativi a:
- consumi;
- produzione termica;
- temperature;
- funzionamento del generatore;
- stato dell’accumulo;
- prestazioni dell’impianto;
- eventuali anomalie.
I sistemi devono utilizzare protocolli di comunicazione aperti, come:
- MODBUS RTU;
- MODBUS TCP/IP;
- MBUS;
- protocolli equivalenti.
I dati devono essere trasferibili su una piattaforma online accessibile agli utenti autorizzati.
Spese ammissibili
Sono finanziabili le spese relative a:
- generatore a biomassa;
- accumulo termico;
- impianto solare termico integrato;
- collegamento tra generatore e sistema di distribuzione esistente;
- rete esterna per la distribuzione del calore;
- strutture per lo stoccaggio del cippato;
- sistemi automatici di alimentazione della caldaia;
- sistemi di abbattimento del particolato;
- contabilizzatori del calore;
- sistemi di monitoraggio;
- dispositivi di controllo;
- opere per il locale caldaia;
- rimozione dell’impianto da dismettere;
- rimozione del serbatoio del combustibile fossile;
- opere edili e impiantistiche direttamente necessarie;
- progettazione;
- direzione dei lavori;
- collaudi;
- consulenze forestali;
- consulenze geologiche;
- consulenze ambientali;
- autorizzazioni e nulla osta.
Spese tecniche e congruità dei costi
Il quadro economico deve essere predisposto utilizzando il Prezzario della Regione Piemonte vigente.
Le voci non presenti nel prezzario possono essere inserite come “nuovi prezzi”, purché siano accompagnate da:
- analisi dettagliata;
- prezzi elementari;
- listini ufficiali;
- indagini di mercato;
- motivazione tecnica.
Per beni o forniture non presenti nel prezzario possono essere richiesti preventivi confrontabili.
Quando non è possibile ottenere più offerte per beni altamente specializzati, occorre predisporre una relazione che dimostri:
- unicità del fornitore;
- caratteristiche tecniche;
- assenza di alternative comparabili;
- congruità del prezzo.
IVA e altre imposte
L’IVA è ammissibile soltanto quando:
- è stata effettivamente sostenuta;
- non è recuperabile dall’ente beneficiario;
- rappresenta un costo definitivo.
L’IVA recuperabile non può essere finanziata, anche quando il beneficiario decida di non recuperarla.
La domanda deve essere accompagnata da una dichiarazione del legale rappresentante quando viene richiesta l’ammissibilità dell’IVA.
Spese non ammissibili
Non sono finanziabili:
- incentivi per le funzioni tecniche;
- costi ordinari del personale;
- caldaie di soccorso;
- rete interna di distribuzione del calore all’interno degli edifici;
- manutenzione ordinaria;
- costi di esercizio;
- combustibile utilizzato dopo l’entrata in funzione;
- gestione ordinaria;
- leasing;
- interessi passivi;
- ammortamenti;
- acquisto di beni usati;
- acquisto di beni non durevoli;
- certificazioni commerciali della biomassa;
- acquisto di terreni;
- acquisto di fabbricati;
- imprevisti;
- accordi bonari;
- oneri relativi alle procedure di aggiudicazione;
- adeguamenti obbligatori privi di un miglioramento ulteriore;
- mezzi di trasporto;
- assistenza post-vendita;
- lavori in economia;
- software e investimenti immateriali autonomi;
- brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi;
- interventi non collegati alle finalità del bando.
Quando possono iniziare le spese
In linea generale, le spese sono ammissibili soltanto dopo la presentazione della domanda.
Sono ammesse le spese:
- sostenute dopo l’invio della candidatura;
- pagate prima della scadenza prevista per la rendicontazione.
Le spese generali collegate alla progettazione, compresi gli studi di fattibilità, possono essere riconosciute quando sostenute nei 24 mesi precedenti alla domanda.
Avviare lavori, sottoscrivere contratti o effettuare acquisti prima della data consentita può compromettere l’ammissibilità.
La presentazione della domanda non garantisce il finanziamento. Gli interventi avviati prima della concessione vengono realizzati a rischio dell’ente.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio:
“Sviluppo Rurale 2023-2027” del SIAP – Sistema Informativo Agricolo Piemontese
Non è previsto l’invio cartaceo della domanda.
Per utilizzare il servizio, il richiedente deve:
- essere iscritto all’Anagrafe agricola unica del Piemonte;
- possedere un Fascicolo aziendale;
- aggiornare il Fascicolo dopo il 01/01/2026;
- abilitare il legale rappresentante o il soggetto incaricato;
- compilare la domanda;
- caricare gli allegati;
- sottoscrivere le dichiarazioni;
- trasmettere definitivamente la richiesta.
Documenti richiesti
La candidatura deve comprendere almeno:
- domanda di sostegno;
- studio di fattibilità tecnico-economica;
- analisi della sostenibilità economica, ambientale e sociale;
- diagnosi energetica;
- progetto di fattibilità tecnico-economica;
- relazione tecnica;
- computo metrico estimativo in PDF;
- computo metrico in formato Excel;
- quadro economico;
- elaborati grafici;
- planimetrie;
- piano di approvvigionamento della biomassa;
- calcolo delle ore equivalenti;
- documentazione sui consumi energetici;
- documentazione relativa alla qualità dell’aria;
- schede tecniche del generatore;
- documentazione relativa al sistema di abbattimento;
- atti sulla disponibilità degli immobili;
- assenso del proprietario, quando necessario;
- delibera dell’organo esecutivo;
- documentazione relativa ai punteggi;
- check-list WeCheck;
- autorizzazioni ambientali;
- autorizzazioni paesaggistiche;
- titoli urbanistici ed edilizi;
- dichiarazione relativa all’IVA.
Studio di fattibilità
Lo studio di fattibilità deve dimostrare la sostenibilità:
- economica;
- ambientale;
- energetica;
- forestale;
- sociale;
- territoriale.
I dati utilizzati devono essere recenti, riferiti al triennio precedente e accompagnati da fonti identificabili.
Lo studio dovrebbe comprendere:
- consumi storici;
- costi del sistema esistente;
- fabbisogno termico;
- potenza proposta;
- ore di utilizzo;
- disponibilità del cippato;
- costo della biomassa;
- distanze di trasporto;
- spese di manutenzione;
- risparmi previsti;
- emissioni;
- sostenibilità futura;
- modalità di gestione.
Un progetto privo di uno studio di fattibilità positivo non può essere ammesso.
Diagnosi energetica
La diagnosi energetica deve analizzare l’edificio e l’impianto esistente.
Per generatori con potenza complessiva pari o superiore a 100 kW deve quantificare:
- opportunità di risparmio;
- costi e benefici;
- tempi di ritorno;
- possibili miglioramenti energetici;
- ragioni del dimensionamento;
- coerenza delle scelte impiantistiche.
La diagnosi deve essere affidata a un professionista qualificato e coerente con la normativa vigente.
Delibera dell’ente
La domanda deve essere accompagnata dalla delibera dell’organo esecutivo.
L’atto deve contenere:
- volontà di partecipare;
- estremi dell’affidamento dell’incarico di progettazione;
- verifica del progetto;
- approvazione del PFTE;
- impegno a coprire eventuali costi non finanziati;
- impegno ad adottare gli atti successivi;
- approvazione dell’eventuale accordo associativo.
La mancanza della delibera determina l’inammissibilità.
Disponibilità degli immobili
Il richiedente deve essere:
- proprietario;
- titolare di un diritto di utilizzo;
- gestore delle opere;
- comunque legittimato a realizzare e mantenere l’investimento.
Il titolo deve avere una durata compatibile con il vincolo di destinazione, pari ad almeno cinque anni dal pagamento del saldo.
Sono utilizzabili, secondo il caso:
- atti di proprietà;
- concessioni;
- comodati;
- locazioni;
- contratti;
- visure catastali;
- atti amministrativi.
Il compromesso di vendita non è considerato un titolo valido.
Criteri di valutazione
La procedura è valutativa a graduatoria.
Il punteggio massimo è pari a 100 punti.
| Criterio | Punteggio massimo |
|---|---|
| Provenienza degli utenti da altri Comuni | 20 |
| Riqualificazione energetica dell’edificio | 10 |
| Biomassa proveniente da boschi pianificati o del beneficiario | 25 |
| Distanza tra bosco e impianto | 15 |
| Ore equivalenti di funzionamento | 25 |
| Completezza e qualità della progettazione | 5 |
| Totale | 100 |
La soglia minima è pari a:
30 punti su 100
Utenza sovracomunale
Il progetto viene premiato quando l’edificio o il servizio pubblico è utilizzato anche da persone provenienti da altri Comuni:
- nessun altro Comune: 0 punti;
- utenti provenienti da un altro Comune: 5 punti;
- utenti provenienti da due o tre Comuni: 10 punti;
- utenti provenienti da più di tre Comuni: 20 punti.
Occorre documentare concretamente la provenienza dell’utenza.
Riqualificazione energetica dell’edificio
Sono assegnati:
- 5 punti quando l’edificio è stato riqualificato energeticamente negli ultimi cinque anni;
- 10 punti quando gli interventi di riqualificazione sono già pianificati, finanziati e appaltati.
La presenza di un edificio efficiente riduce la potenza necessaria e migliora la sostenibilità della centrale.
Provenienza programmata del cippato
Sono premiati i progetti che utilizzano biomassa proveniente:
- da superfici interessate da Piani forestali aziendali;
- da superfici interessate da Piani di gestione forestale;
- da boschi appartenenti al beneficiario.
Il punteggio è:
- fino al 30% della biomassa: 15 punti;
- oltre il 30% e fino al 60%: 20 punti;
- oltre il 60%: 25 punti.
La percentuale deve essere coerente con il piano di approvvigionamento.
Distanza del combustibile
La distanza media viene calcolata sul primo quinquennio del piano di approvvigionamento:
- inferiore a 20 chilometri: 15 punti;
- da 20 a meno di 40 chilometri: 10 punti;
- da 40 a meno di 50 chilometri: 5 punti;
- da 50 a 70 chilometri: 0 punti.
La distanza massima resta comunque pari a 70 chilometri.
Ore equivalenti di funzionamento
Il punteggio è attribuito in funzione dell’utilizzo annuale:
- da 1.500 a 1.900 ore: 5 punti;
- da 1.901 a 2.300 ore: 15 punti;
- oltre 2.300 ore: 25 punti.
Gli impianti con utilizzo stagionale limitato risultano quindi meno competitivi rispetto a quelli destinati a edifici con una domanda termica più continua.
Qualità della progettazione
La Commissione può assegnare fino a cinque punti in funzione di:
- chiarezza;
- completezza;
- coerenza;
- qualità tecnica;
- leggibilità degli elaborati;
- corrispondenza tra diagnosi, progetto e quadro economico.
Modalità di selezione
La procedura è:
valutativa a graduatoria
Non è un click day.
L’ordine cronologico assume rilievo soltanto in caso di ulteriore parità di punteggio.
Le fasi previste sono:
- controllo della ricezione entro il termine;
- verifica formale;
- controllo dei requisiti del beneficiario;
- verifica dell’ammissibilità dell’intervento;
- analisi dello studio di fattibilità;
- verifica del quadro economico;
- attribuzione dei punteggi;
- formazione della graduatoria;
- approvazione da parte del Consiglio di amministrazione del GAL;
- comunicazione dell’ammissione o del rigetto.
A parità di punteggio viene data priorità al progetto con il punteggio più elevato nella sezione relativa alla qualità progettuale.
In caso di ulteriore parità, viene considerato l’ordine di presentazione.
Tempi dell’istruttoria
L’istruttoria prende avvio dal giorno successivo alla scadenza.
Il termine indicativo massimo è pari a:
180 giorni
Il procedimento si conclude con una delibera del Consiglio di amministrazione del GAL che approva la graduatoria.
Tempi di realizzazione
Il progetto deve essere completato e rendicontato entro:
12 mesi dalla data indicata nel provvedimento di ammissione
Entro il medesimo termine devono essere:
- conclusi i lavori;
- installati gli impianti;
- effettuati i collaudi;
- pagate le fatture;
- presentata la domanda di saldo.
Una proroga può essere concessa soltanto nei casi e secondo le modalità previste dal GAL.
Anticipo
Il beneficiario deve presentare una domanda di anticipo fino a un massimo del:
50% del contributo concesso
L’anticipo richiede una garanzia pari al 100% dell’importo anticipato.
Per un ente pubblico la garanzia può essere costituita da un provvedimento dell’organo competente con il quale l’amministrazione si impegna a restituire l’importo qualora venga meno il diritto al contributo.
La domanda di anticipo deve essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione dell’istruttoria relativa alla rideterminazione del sostegno.
Obblighi successivi
Il beneficiario deve mantenere:
- destinazione d’uso;
- funzionalità;
- utilizzo dell’impianto;
- disponibilità dei beni;
- requisiti di ammissibilità.
Il periodo di vincolo è pari a:
cinque anni dalla liquidazione del saldo
Durante questo periodo devono essere garantiti:
- manutenzione professionale;
- utilizzo di cippato certificato;
- tracciabilità del combustibile;
- conservazione delle fatture;
- registrazione al Catasto Impianti Termici;
- rispetto dei valori emissivi;
- funzionamento dei sistemi di monitoraggio;
- disponibilità ai controlli.
Suggerimenti operativi
Verificare la zona di qualità dell’aria
La classificazione IT0120 o IT0121 incide direttamente sulle caratteristiche ammissibili del progetto.
Prima della progettazione occorre verificare:
- zona ambientale;
- combustibile sostituito;
- potenza massima;
- sistema di abbattimento;
- limiti emissivi.
Scegliere edifici con domanda termica elevata
Per ottenere un buon punteggio è opportuno individuare immobili con almeno 1.500 ore equivalenti annue.
Sono più adatti edifici:
- utilizzati per molti mesi;
- frequentati quotidianamente;
- dotati di consumi termici significativi;
- eventualmente collegabili ad altre utenze.
Predisporre il piano di approvvigionamento prima del progetto
Il piano della biomassa è determinante.
Occorre individuare:
- quantità annua;
- fornitori;
- superfici forestali;
- distanza;
- qualità;
- modalità di consegna;
- prezzo;
- durata degli accordi;
- capacità di stoccaggio.
Documentare l’utenza sovracomunale
Per ottenere fino a 20 punti non basta affermare che l’edificio serve un territorio ampio.
È utile allegare:
- dati sugli utenti;
- provenienza geografica;
- iscrizioni;
- convenzioni;
- bacino di riferimento;
- statistiche di accesso;
- accordi tra enti.
Coordinare riqualificazione edilizia e impianto
Installare una caldaia prima di ridurre le dispersioni può determinare un impianto sovradimensionato.
Il progetto dovrebbe valutare:
- isolamento;
- serramenti;
- regolazione;
- distribuzione;
- temperatura di esercizio;
- consumi futuri.
Verificare gli affidamenti pubblici
Le procedure di gara e affidamento sono soggette a controlli.
Occorre utilizzare:
- check-list WeCheck;
- CIG;
- CUP;
- atti di programmazione;
- determine;
- documentazione di gara;
- verbali;
- contratti;
- tracciabilità.
Prevedere i costi futuri
Il contributo finanzia l’investimento, ma non la gestione ordinaria.
L’ente deve programmare:
- acquisto del cippato;
- manutenzione;
- pulizia;
- smaltimento delle ceneri;
- controlli delle emissioni;
- gestione del silo;
- monitoraggio;
- eventuale personale;
- assistenza tecnica.
Checklist pratica
Prima dell’invio occorre verificare che:
- il richiedente sia un soggetto pubblico;
- l’intervento ricada nell’area GAL;
- il Comune sia classificato come montano o collinare;
- venga presentata una sola domanda;
- l’edificio abbia una funzione pubblica collettiva;
- il progetto riguardi energia termica;
- la biomassa sia esclusivamente cippato ammesso;
- la provenienza sia entro 70 chilometri;
- la potenza non superi 500 kW;
- nelle aree IT0120 siano rispettati i limiti di 250 kW;
- sia previsto l’abbattimento del particolato;
- siano garantite almeno 1.500 ore equivalenti;
- la spesa sia compresa tra 15.000 e 200.000 euro;
- lo studio di fattibilità abbia esito positivo;
- la diagnosi energetica sia completa;
- il PFTE sia verificato e approvato;
- la delibera contenga tutti gli impegni;
- il titolo sull’immobile duri almeno cinque anni dal saldo;
- il proprietario abbia autorizzato i lavori;
- il computo utilizzi il prezzario regionale;
- siano state ottenute le autorizzazioni;
- siano documentati i criteri di punteggio;
- il progetto raggiunga almeno 30 punti;
- il Fascicolo aziendale sia aggiornato dopo il 01/01/2026;
- la domanda venga rilasciata sul SIAP entro le ore 18:00 del 30/10/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale del bando:
https://www.gallaghiemonti.it/bando-4-2026-intervento-srd08/
Testo ufficiale del Bando 4/2026:
https://www.gallaghiemonti.it/wp-content/uploads/2026/07/GAL-Laghi-e-Monti-%E2%80%93-SRD08-az.-2-Bando-4-2026.pdf
Portale SIAP – Sviluppo rurale 2023-2027:
https://servizi.regione.piemonte.it/
Anagrafe agricola del Piemonte:
https://servizi.regione.piemonte.it/catalogo/anagrafe-agricola-piemonte
Sito istituzionale del GAL Laghi e Monti:
https://www.gallaghiemonti.it/
Contatto del GAL:
info@gallaghiemonti.it
PEC:
segreteria@pec.gallaghiemonti.it
Telefono:
0324 481756
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: Bando 4/2026 – Intervento SRD08, Azione 2 “Produzione di energia da fonti rinnovabili ad uso collettivo”
Beneficiari: soggetti pubblici singoli o associati
Area geografica: 81 Comuni appartenenti al GAL Laghi e Monti del Verbano Cusio Ossola
Finalità: produzione di energia termica per edifici pubblici mediante cippato di filiera corta ed eventuale integrazione solare termica
Ente proponente: GAL Laghi e Monti S.C.R.L.
Programma: CSR Piemonte 2023-2027 – SRG06 LEADER
Dotazione: 600.000 euro
Forma del sostegno: contributo in conto capitale
Intensità: 100% delle spese ammesse
Spesa minima: 15.000 euro
Spesa massima: 200.000 euro
Contributo massimo: 200.000 euro
Potenza massima: 500 kW termici
Distanza massima della biomassa: 70 chilometri dall’impianto
Ore minime di funzionamento: 1.500 ore equivalenti annue
Apertura: 23/07/2026
Scadenza: 30/10/2026, ore 18:00
Procedura: valutativa a graduatoria
Punteggio minimo: 30 punti su 100
Presentazione: portale SIAP – Sviluppo rurale 2023-2027
Termine di realizzazione: 12 mesi dal provvedimento di ammissione
Vincolo di destinazione: cinque anni dal pagamento del saldo
Vuoi preparare la candidatura?
Il progetto richiede uno studio di fattibilità completo, una diagnosi energetica, un piano pluriennale di approvvigionamento del cippato, il calcolo delle ore equivalenti e una progettazione coerente con i limiti sulle emissioni.
Atamai può affiancare l’ente nell’analisi del bando, nella verifica preliminare del punteggio, nel coordinamento della documentazione tecnica e nella preparazione della domanda.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.