Ferrara e Ravenna: fino a 4.500 euro a fondo perduto sui finanziamenti garantiti dai Confidi
La Camera di Commercio di Ferrara Ravenna ha aperto l’edizione 2026 del Bando a sostegno dell’accesso al credito, uno strumento da 500.000 euro destinato alle micro, piccole e medie imprese delle due province che abbiano ottenuto un nuovo finanziamento assistito dalla garanzia di uno dei Confidi aderenti.
Il contributo è a fondo perduto ed è calcolato direttamente sull’importo del finanziamento: normalmente è pari al 5%, fino a un massimo di 4.000 euro. Può salire al 6%, con un tetto di 4.500 euro, quando la domanda è accompagnata da un apposito attestato di pre-istruttoria rilasciato da un’associazione di categoria o da una società di servizi ad essa collegata.
Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 dell’11 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 marzo 2027, ma lo sportello può chiudere prima in caso di esaurimento delle risorse. Al 13 ottobre 2026 la Camera di Commercio indicava un plafond ancora disponibile pari a 350.160 euro, quindi circa il 70% della dotazione iniziale risultava ancora non assorbito.
Non è un contributo sugli interessi: è un vero fondo perduto calcolato sul finanziamento
Il funzionamento è particolarmente semplice.
Non viene calcolata la differenza tra il tasso bancario e un tasso agevolato e non viene rimborsata soltanto la commissione del Confidi.
La Camera di Commercio riconosce direttamente all’impresa un contributo percentuale sull’intero ammontare del nuovo finanziamento.
Nel caso ordinario:
5% del finanziamento, massimo 4.000 euro.
Con l’attestato di pre-istruttoria:
6% del finanziamento, massimo 4.500 euro.
È quindi un contributo molto lineare e semplice da quantificare.
| Finanziamento | Contributo 5% | Contributo 6% con premialità |
|---|---|---|
| €20.000 | €1.000 | €1.200 |
| €40.000 | €2.000 | €2.400 |
| €60.000 | €3.000 | €3.600 |
| €75.000 | €3.750 | €4.500 max |
| €80.000 | €4.000 max | €4.500 max |
| €100.000 | €4.000 max | €4.500 max |
Il finanziamento necessario per raggiungere il massimo ordinario di 4.000 euro è quindi 80.000 euro.
Con la premialità del 6% sono sufficienti 75.000 euro per raggiungere il massimo di 4.500 euro.
Oltre questi importi il finanziamento può naturalmente essere superiore, ma il contributo camerale non cresce ulteriormente.
La vera opportunità è ottenere 500 euro in più con la pre-istruttoria
La differenza tra la formula standard e quella premiale può sembrare limitata, ma su una pratica che raggiunge il massimale significa passare da 4.000 a 4.500 euro di contributo.
Per ottenere il 6% è necessario allegare un Attestato di pre-istruttoria formale rilasciato da un’associazione di categoria o da una società di servizi collegata operante sul territorio.
L’attestato certifica preventivamente la completezza formale di diversi requisiti previsti dal bando.
Non rappresenta quindi una valutazione del merito creditizio dell’impresa né sostituisce l’istruttoria del Confidi e della banca: serve a certificare che la pratica rispetti una serie di condizioni formali e consente di accedere alla maggiorazione del contributo.
Per un finanziamento di almeno 75.000 euro vale quindi la pena verificare se sia possibile costruire la pratica con questa premialità.
Prima viene il finanziamento, poi la domanda di contributo
Questo è probabilmente l’elemento operativo più importante.
L’impresa non presenta prima il bando e poi richiede il finanziamento.
La sequenza è l’opposto:
impresa → Confidi → banca → finanziamento erogato → domanda alla Camera di Commercio.
Al momento della domanda il finanziamento deve quindi essere:
- nuovo;
- già garantito da uno dei Confidi aderenti;
- già effettivamente erogato dalla banca.
La Camera non finanzia una semplice delibera bancaria o una richiesta di credito ancora in corso.
Sono ammessi i finanziamenti erogati dal 1° maggio 2026
Il bando può essere utilizzato anche per finanziamenti già ottenuti prima dell’apertura dello sportello.
Sono infatti ammissibili i nuovi finanziamenti erogati a partire dal 1° maggio 2026.
Questo significa che un’impresa di Ferrara o Ravenna che abbia ottenuto, ad esempio, un finanziamento garantito da Confidi nel giugno, luglio o agosto 2026 può ancora verificare l’accesso al contributo.
C’è però un limite temporale molto importante.
La domanda va presentata entro cinque mesi dall’erogazione
Non basta guardare la scadenza generale del 31 marzo 2027.
La singola impresa deve presentare la richiesta entro cinque mesi dalla data di effettiva erogazione del finanziamento.
Quindi, ad esempio:
- finanziamento erogato il 15 maggio → domanda entro il 15 ottobre;
- finanziamento erogato il 30 giugno → domanda entro il 30 novembre;
- finanziamento erogato il 20 settembre → domanda entro il 20 febbraio 2027.
E comunque non si può superare il termine generale del 31 marzo 2027.
È quindi sbagliato dire a tutte le aziende “c’è tempo fino a marzo”: per molte pratiche il termine reale arriva molto prima.
Solo micro, piccole e medie imprese
Il bando è riservato alle MPMI secondo la definizione europea.
L’impresa deve avere:
- sede legale oppure unità locale operativa nelle province di Ferrara o Ravenna;
- iscrizione attiva al Registro delle imprese;
- regolarità nel pagamento del diritto annuale camerale;
- DURC regolare;
- assenza di procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
- rispetto degli ulteriori requisiti antimafia e di legalità previsti.
Una semplice unità registrata come magazzino o deposito non è sufficiente: il bando richiede una vera unità locale operativa.
Ammesse anche le imprese agricole
La misura non è limitata a industria, commercio e servizi.
Sono ammesse anche le imprese agricole, per le quali il contributo viene concesso secondo il regime de minimis specifico del settore agricolo.
Per le altre imprese si applica invece il Regolamento UE 2023/2831 sul de minimis generale.
Prima di impostare la pratica è quindi necessario verificare la capienza dell’“impresa unica” sul Registro Nazionale Aiuti oppure, nel caso dell’agricoltura, sul SIAN.
Le imprese agricole sono escluse dall’obbligo della polizza catastrofale
Per le imprese soggette alla normativa nazionale è richiesto di essere in regola con la polizza contro i rischi catastrofali.
Il bando specifica però che le imprese agricole sono escluse da questo obbligo, coerentemente con la disciplina nazionale applicabile.
Per le altre MPMI è invece un controllo da fare prima della domanda.
Il finanziamento può servire sia per investimenti sia per liquidità
La misura nasce come intervento generale di accesso al credito.
La Camera di Commercio ha chiarito che i finanziamenti sostenuti negli anni precedenti non sono stati utilizzati soltanto per liquidità, ma anche per investimenti destinati allo sviluppo dell’impresa.
Il bando non è quindi legato all’acquisto di uno specifico macchinario né a un elenco rigido di fatture ammissibili come accade nei tradizionali voucher camerali.
Il punto centrale è l’esistenza di un nuovo finanziamento garantito dal Confidi aderente.
Questo rende la misura utilizzabile in un ventaglio molto ampio di situazioni: investimenti produttivi, necessità finanziarie aziendali, capitale circolante e altre operazioni valutate nell’istruttoria bancaria e del Confidi.
Non viene indicata una durata minima del finanziamento
Il contributo viene calcolato sul valore del finanziamento indipendentemente dalla sua durata.
Il bando non costruisce quindi il beneficio in funzione del numero di anni del prestito.
Un finanziamento di 80.000 euro produce il contributo massimo ordinario di 4.000 euro anche se la durata è differente, purché l’operazione rispetti i requisiti previsti.
Questo rende il calcolo molto più semplice rispetto ai contributi in conto interessi.
Il Confidi deve essere uno di quelli espressamente aderenti
Non basta che il prestito sia genericamente garantito da un Confidi.
L’organismo deve essere tra quelli accreditati presso la Camera di Commercio per questa specifica misura.
Al momento risultano aderenti:
- Agrifidi Modena Reggio Ferrara;
- Agrifidi Uno Emilia Romagna;
- Artigiancredito;
- Creditcomm;
- Cooperfidi Italia;
- Fider;
- Fin. Promo.Ter..
Prima di stipulare un nuovo finanziamento con l’obiettivo di ottenere il contributo è quindi importante verificare che il Confidi utilizzato faccia parte dell’elenco.
È il Confidi a presentare materialmente la domanda
L’impresa beneficiaria non accede autonomamente a ReStart per inviare la pratica.
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente dal Confidi che ha garantito il finanziamento, attraverso la sezione “Intermediari” della piattaforma ReStart.
L’impresa deve naturalmente sottoscrivere la propria documentazione, ma l’invio telematico viene effettuato dall’intermediario.
Il Confidi diventa quindi il punto di coordinamento della pratica.
I documenti fondamentali sono già molto chiari
Alla domanda devono essere allegati:
- modulo ufficiale di richiesta del contributo;
- certificazione della garanzia rilasciata dal Confidi e trasmessa alla banca;
- documentazione bancaria che dimostra l’effettiva erogazione del finanziamento;
- facoltativamente, attestato di pre-istruttoria per ottenere la maggiorazione al 6%.
La documentazione dell’impresa deve essere firmata digitalmente secondo le modalità previste dal bando.
La domanda è inoltre soggetta a imposta di bollo da 16 euro, pagabile tramite PagoPA all’interno di ReStart.
Un solo contributo per impresa ogni anno
Ogni impresa può beneficiare di un solo contributo nell’anno, riferito a un unico finanziamento.
Se quindi un’impresa stipula nel 2026 tre differenti finanziamenti garantiti da Confidi, non può richiedere tre contributi camerali sullo stesso bando.
Conviene scegliere l’operazione che consente di massimizzare il beneficio.
Se esistono, ad esempio:
- un finanziamento da 25.000 euro;
- uno da 50.000 euro;
- uno da 80.000 euro;
e tutti rispettano le condizioni temporali e formali, è evidente che il finanziamento da 80.000 euro è quello che consente di raggiungere il contributo ordinario massimo di 4.000 euro.
La pratica è realmente a sportello
In questo caso la definizione Neskey “valutativa a sportello” può essere ulteriormente precisata.
Il bando utilizza una procedura sostanzialmente automatica in ordine cronologico.
Le domande ammissibili vengono finanziate in base all’ordine di presentazione fino a esaurimento delle risorse.
Non viene attribuito un punteggio qualitativo al progetto e non esiste una graduatoria finale.
Questo significa che, una volta ottenuto il finanziamento e predisposta la documentazione, presentare rapidamente la pratica è realmente importante.
Nel 2025 le risorse sono state completamente esaurite
Il dato storico è interessante.
Nell’edizione precedente il plafond è stato interamente utilizzato.
Sono state presentate 179 domande, con un contributo medio superiore a 3.000 euro e finanziamenti medi pari a circa 81.348 euro.
È un dato particolarmente significativo perché un finanziamento medio di circa 81.000 euro coincide quasi perfettamente con la soglia che consente di ottenere il contributo massimo ordinario di 4.000 euro.
La misura sembra quindi essere utilizzata soprattutto su operazioni finanziarie di dimensione già interessante per una piccola impresa.
Al 13 ottobre c’erano ancora circa 350.000 euro
L’edizione 2026 è partita con una dotazione di 500.000 euro.
La Camera di Commercio aggiorna periodicamente il contatore delle risorse già impegnate e, al 13 ottobre 2026, riportava ancora 350.160 euro disponibili.
Significa che nelle prime settimane erano già stati assorbiti circa 149.840 euro, pari a poco meno del 30% del plafond.
Non c’è quindi ancora una situazione di imminente esaurimento, ma l’esperienza del 2025 suggerisce di non aspettare inutilmente.
Pagamento direttamente all’impresa
Una volta completata positivamente l’istruttoria, il contributo non rimane al Confidi.
La Camera di Commercio lo concede e liquida direttamente all’impresa beneficiaria.
Il bando prevede la liquidazione entro 60 giorni dalla richiesta, subordinatamente alla completezza della documentazione e alla verifica della conformità della domanda.
Si tratta quindi di una misura relativamente semplice anche dal punto di vista finanziario: non ci sono SAL, rendicontazioni di acquisti o rendicontazioni pluriennali.
Un esempio pratico
Una PMI di Ravenna deve finanziare nuovi macchinari e parte del capitale circolante e ottiene un prestito di 90.000 euro da una banca.
Il finanziamento viene assistito dalla garanzia di uno dei Confidi aderenti.
Senza premialità:
5% di 90.000 = 4.500 euro, ma il tetto massimo è 4.000 euro.
Con attestato di pre-istruttoria:
6% di 90.000 = 5.400 euro, ma il tetto diventa 4.500 euro.
La differenza dovuta alla corretta impostazione della pratica è quindi 500 euro in più di contributo.
Se il finanziamento è stato erogato il 15 ottobre 2026, la domanda dovrà però essere trasmessa entro il 15 marzo 2027, non semplicemente entro il 31 marzo.
La misura è commercialmente interessante perché è semplice
A differenza di molti bandi, qui non occorre costruire un progetto tecnico complesso o predisporre un piano di investimenti con decine di categorie di spesa.
Per capire rapidamente se un’impresa può essere interessata bastano poche domande:
- è una MPMI?
- ha sede o unità operativa a Ferrara o Ravenna?
- ha ottenuto un nuovo finanziamento dal 1° maggio 2026?
- il finanziamento è garantito da un Confidi aderente?
- sono trascorsi meno di cinque mesi dall’erogazione?
- ha già utilizzato il contributo camerale nell’anno?
- ha ancora capienza de minimis?
Se le risposte sono positive, la verifica può essere estremamente rapida.
La correzione principale alla scheda Neskey
Scrivere semplicemente:
“contributo massimo 4.500 euro”
è corretto ma incompleto.
La struttura precisa è:
5% del finanziamento fino a 4.000 euro, oppure
6% fino a 4.500 euro con attestato di pre-istruttoria formale.
Inoltre la domanda deve riguardare un finanziamento già erogato dal 1° maggio 2026, deve essere presentata entro cinque mesi dall’erogazione e viene inviata materialmente dal Confidi aderente.
Questi sono gli elementi che fanno realmente la differenza operativa.
Fonti
Camera di Commercio Ferrara Ravenna – pagina ufficiale Bando a sostegno dell’accesso al credito delle imprese delle province di Ferrara e Ravenna tramite organismi di garanzia collettiva fidi – edizione 2026, con beneficiari, dotazione, Confidi aderenti, contributo e modalità di domanda.
Unioncamere – comunicazione sull’edizione 2026 con condizioni dell’intervento e dati sull’utilizzo della precedente edizione.
Hai ottenuto o stai valutando un finanziamento per la tua impresa a Ferrara o Ravenna?
Atamai può verificare se l’operazione può rientrare nel bando camerale e calcolare immediatamente il contributo ottenibile, verificando anche data di erogazione, Confidi utilizzato, de minimis, requisito della polizza catastrofale e possibilità di ottenere la premialità del 6%.
Per i nuovi finanziamenti possiamo inoltre controllare prima dell’operazione se il Confidi scelto aderisce alla misura, evitando di strutturare un prestito che successivamente non possa accedere al contributo.
Contatta Atamai per una verifica preliminare del finanziamento.
Email: Info@atamai.it