Fondazione Cariverona: 7,5 milioni per abitare accessibile, giovani e spazi di comunità

Fondazione Cariverona: 7,5 milioni per abitare accessibile, giovani e spazi di comunità

Fondazione Cariverona ha aperto la Call for Proposals “Facciamo Spazio! Giovani, luoghi e comunità in azione”, una misura dedicata a progetti che vogliono rendere i territori più attrattivi per le nuove generazioni.

Il bando sostiene due bisogni molto concreti: da un lato l’accesso all’abitare per giovani, studenti, neolaureati e giovani lavoratori; dall’altro la creazione o riattivazione di spazi di comunità capaci di generare partecipazione, relazioni, servizi e presidio territoriale.

La dotazione complessiva è pari a 7,5 milioni di euro. Il contributo massimo può arrivare fino a 500.000 euro per i progetti della linea dedicata agli spazi abitativi innovativi.

Di cosa si tratta

Facciamo Spazio! nasce per rispondere a una questione sempre più rilevante: molti giovani faticano a immaginare il proprio futuro nei territori in cui vivono.

Le cause possono essere diverse: costo della casa, mancanza di servizi, poche opportunità, assenza di luoghi di aggregazione, difficoltà di partecipazione, debolezza delle reti territoriali.

La Fondazione interviene su due leve complementari:

  • abitare accessibile e innovativo;
  • spazi di comunità aperti, inclusivi e partecipativi.

Il punto centrale è che il bando non finanzia semplicemente immobili o contenitori vuoti. Finanzia funzioni, modelli di gestione, servizi, relazioni e progetti capaci di generare valore nel tempo.

Le due linee del bando

Il bando si articola in due linee distinte ma complementari.

Linea A – Spazi abitativi innovativi per le giovani generazioni

Questa linea sostiene progetti che favoriscono l’accesso all’abitare per giovani under 40.

Può riguardare, ad esempio:

  • studenti;
  • neolaureati;
  • giovani lavoratori;
  • giovani in transizione verso l’autonomia;
  • giovani in condizioni di fragilità;
  • persone che hanno bisogno di soluzioni abitative accessibili e accompagnate.

La linea non punta alla semplice creazione di nuovi alloggi, ma a modelli abitativi innovativi.

Possono essere coerenti soluzioni come:

  • cohousing;
  • co-living;
  • housing intergenerazionale;
  • agenzie dell’abitare;
  • strumenti di garanzia;
  • alloggi con servizi condivisi;
  • modelli di abitare accompagnato;
  • forme di co-gestione da parte dei giovani.

Il contributo richiedibile per questa linea può arrivare fino a 500.000 euro.

Linea B – Ri-Generazioni attive

Questa linea sostiene la creazione, riqualificazione e animazione di spazi ibridi e polifunzionali.

L’obiettivo è sviluppare luoghi fisici accessibili, aperti e inclusivi, nati dalla co-progettazione tra giovani, enti del Terzo settore, istituzioni e comunità.

Gli spazi possono diventare luoghi per:

  • studio;
  • cultura;
  • creatività;
  • socialità;
  • cittadinanza attiva;
  • servizi di prossimità;
  • sport;
  • lavoro collaborativo;
  • formazione;
  • partecipazione civica;
  • relazioni intergenerazionali.

Per questa linea, il contributo è compreso tra 150.000 e 350.000 euro.

A chi è destinato

Possono candidarsi:

  • enti pubblici;
  • soggetti privati senza scopo di lucro;
  • enti del Terzo settore;
  • enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il bando incoraggia la costruzione di alleanze territoriali ampie, con il coinvolgimento di istituzioni, Terzo settore, enti diocesani, reti giovanili e comunità locali.

Soggetti profit, realtà del sistema produttivo, gruppi informali e reti giovanili possono essere coinvolti come partner o soggetti di alleanza territoriale, secondo le modalità previste dal regolamento.

È importante chiarire che la partecipazione dei giovani non deve essere solo simbolica. La Fondazione chiede progetti in cui i giovani siano protagonisti fin dall’inizio, non semplici destinatari finali delle attività.

Area geografica

I progetti devono riguardare i territori di riferimento della Fondazione Cariverona:

  • Verona;
  • Vicenza;
  • Belluno;
  • Ancona;
  • Mantova.

La misura ha quindi un perimetro territoriale preciso. Il progetto deve produrre ricadute in una o più di queste province.

Apertura e scadenza

Apertura: 28 maggio 2026
Scadenza: 9 settembre 2026, ore 13:00

Le candidature devono essere presentate esclusivamente online secondo le modalità previste dalla Fondazione.

È consigliabile non arrivare a ridosso della scadenza, perché il bando richiede una progettazione articolata: partenariato, modello gestionale, piano economico, coinvolgimento dei giovani, cofinanziamento e sostenibilità futura.

Agevolazione prevista

La dotazione complessiva è pari a 7.500.000 euro.

La misura prevede:

  • contributo fino a 500.000 euro per la Linea A;
  • contributo tra 150.000 e 350.000 euro per la Linea B;
  • cofinanziamento obbligatorio almeno pari al 20% del costo totale del progetto;
  • durata massima del progetto pari a 36 mesi.

La procedura è valutativa a graduatoria.

Perché il bando è interessante

Facciamo Spazio! affronta un tema molto concreto: trattenere e attrarre giovani nei territori.

Per molte città e province, il problema non è soltanto offrire eventi o singole iniziative, ma costruire condizioni di vita più favorevoli.

Casa, spazi, servizi, relazioni e partecipazione sono elementi collegati.

Un giovane può scegliere di restare in un territorio se trova:

  • un’abitazione accessibile;
  • luoghi in cui studiare o lavorare;
  • spazi per incontrarsi;
  • opportunità di partecipare;
  • servizi vicini;
  • reti di supporto;
  • occasioni culturali e sociali;
  • possibilità di essere protagonista.

Il bando finanzia proprio questo tipo di ecosistemi territoriali.

Non basta avere uno spazio

Uno degli aspetti più importanti del bando è che lo spazio fisico da solo non basta.

Un immobile vuoto, un edificio da sistemare o una sala da aprire non sono automaticamente un progetto forte.

La candidatura deve spiegare:

  • che cosa diventerà quello spazio;
  • chi lo userà;
  • chi lo gestirà;
  • quali servizi offrirà;
  • quali giovani saranno coinvolti;
  • come sarà accessibile;
  • quali regole di utilizzo avrà;
  • come resterà attivo dopo il contributo;
  • quali reti territoriali lo sosterranno.

La Fondazione cerca luoghi utili da abitare e vivere ogni giorno, non semplici spazi belli da inaugurare.

Abitare accessibile: cosa significa

Nel caso della Linea A, abitare accessibile significa costruire soluzioni che aiutino i giovani ad affrontare il tema della casa.

Il progetto può riguardare immobili, servizi e modelli di gestione, ma deve andare oltre la semplice messa a disposizione di alloggi.

Un buon progetto può prevedere:

  • canoni calmierati;
  • servizi condivisi;
  • accompagnamento all’autonomia;
  • spazi comuni;
  • gestione partecipata;
  • forme di garanzia;
  • supporto per giovani lavoratori o studenti;
  • modelli abitativi intergenerazionali;
  • connessione con opportunità formative, lavorative o sociali.

L’obiettivo è creare condizioni abitative sostenibili, non solo posti letto.

Spazi di comunità: cosa significa

Nel caso della Linea B, la Fondazione sostiene luoghi che generano partecipazione e presidio comunitario.

Possono essere spazi già esistenti da riattivare oppure luoghi da ripensare.

Un progetto può riguardare:

  • centri giovanili;
  • spazi culturali;
  • luoghi ibridi per studio e lavoro;
  • spazi di cittadinanza attiva;
  • ambienti per formazione e creatività;
  • luoghi di prossimità;
  • spazi intergenerazionali;
  • presidi territoriali in aree fragili;
  • luoghi per associazioni, giovani e comunità.

Anche in questo caso, lo spazio deve essere collegato a funzioni e servizi concreti.

Giovani protagonisti

Il coinvolgimento dei giovani è uno degli elementi più delicati.

Non basta scrivere che il progetto è “per i giovani”. Bisogna dimostrare che i giovani hanno un ruolo nella costruzione, nella gestione e nell’evoluzione del progetto.

Una candidatura forte dovrebbe spiegare:

  • come sono stati ascoltati i giovani;
  • quali bisogni hanno espresso;
  • quale ruolo avranno nel progetto;
  • se parteciperanno alla governance;
  • se saranno coinvolti nella gestione degli spazi;
  • quali responsabilità potranno assumere;
  • come saranno raggiunti i giovani meno coinvolti;
  • quali strumenti di partecipazione saranno attivati.

La differenza è tra un progetto fatto “per” i giovani e un progetto costruito “con” i giovani.

Cofinanziamento e sostenibilità

Il bando richiede un cofinanziamento minimo del 20%.

Questo significa che il progetto deve prevedere risorse aggiuntive rispetto al contributo richiesto alla Fondazione.

Il cofinanziamento può essere economico o secondo le modalità ammesse dal regolamento.

Ma il tema più importante è la sostenibilità futura.

Un progetto forte deve spiegare come continuerà dopo i 36 mesi.

La sostenibilità può derivare da:

  • entrate da servizi;
  • contributi pubblici;
  • convenzioni;
  • quote calmierate;
  • partnership locali;
  • supporto di enti pubblici;
  • coinvolgimento di imprese;
  • volontariato organizzato;
  • modelli di gestione condivisa;
  • integrazione con politiche territoriali;
  • attività economiche compatibili con la finalità sociale.

Un progetto che termina quando finisce il contributo rischia di essere poco convincente.

Che tipo di progetto può funzionare

Un progetto competitivo deve tenere insieme più dimensioni.

Bisogno reale

Deve partire da un problema concreto: fuga dei giovani, difficoltà abitative, assenza di spazi, isolamento, mancanza di servizi, poca partecipazione.

Spazio adeguato

Deve esserci un luogo fisico chiaro, disponibile o ragionevolmente attivabile.

Funzione precisa

Il progetto deve spiegare quali attività e servizi verranno realizzati.

Governance chiara

Bisogna indicare chi decide, chi gestisce, chi coordina e come vengono coinvolti i giovani.

Rete territoriale

Il progetto deve mostrare alleanze tra enti, Terzo settore, istituzioni, comunità e altri soggetti.

Sostenibilità

Serve un modello che possa reggere anche dopo il contributo.

Esempi di progetti possibili

Un Comune, alcune associazioni giovanili e un ente del Terzo settore potrebbero trasformare un immobile sottoutilizzato in uno spazio di co-living per giovani lavoratori, con servizi condivisi, tutoraggio, spazi comuni e attività di comunità.

Un altro progetto potrebbe riattivare un edificio pubblico come hub giovanile, con aule studio, laboratori culturali, coworking, sportelli di orientamento, eventi e gestione partecipata.

Una rete territoriale potrebbe sviluppare un modello di housing intergenerazionale, mettendo in relazione giovani e anziani, abitare accessibile e servizi di prossimità.

Un ente del Terzo settore potrebbe costruire uno spazio ibrido per giovani, famiglie e comunità, collegando cultura, formazione, sport, volontariato e cittadinanza attiva.

In tutti i casi, il progetto deve dimostrare utilità concreta, partecipazione reale e capacità gestionale.

Spese e attività da verificare

Le spese ammissibili devono essere verificate nel regolamento della Call.

In base alla finalità del bando, possono essere coerenti costi collegati a:

  • recupero o adattamento di spazi;
  • allestimenti;
  • arredi;
  • dotazioni funzionali;
  • gestione e animazione degli spazi;
  • attività educative, culturali e sociali;
  • servizi abitativi;
  • accompagnamento all’autonomia;
  • personale di progetto;
  • capacity building;
  • consulenze tecniche;
  • comunicazione;
  • coinvolgimento dei giovani;
  • monitoraggio e valutazione;
  • coordinamento del partenariato.

È essenziale distinguere tra spese realmente funzionali al progetto e costi non coerenti con finalità, durata e modello gestionale.

Documenti da preparare

Per una candidatura solida conviene predisporre:

  • descrizione del soggetto proponente;
  • partenariato e ruoli;
  • territorio di riferimento;
  • analisi del bisogno;
  • descrizione dello spazio o degli spazi coinvolti;
  • titolo di disponibilità degli immobili, se richiesto;
  • modello di gestione;
  • piano delle attività;
  • modalità di coinvolgimento dei giovani;
  • cronoprogramma;
  • budget;
  • piano di cofinanziamento;
  • sostenibilità futura;
  • indicatori di risultato;
  • eventuali accordi o lettere di partenariato;
  • documentazione tecnica sugli spazi;
  • piano di comunicazione;
  • modalità di monitoraggio.

La parte gestionale è importante quanto quella progettuale. La Fondazione vuole capire non solo cosa si farà, ma come il progetto diventerà stabile e utile.

Errori da evitare

Alcuni errori possono indebolire la domanda:

  • presentare solo un immobile da ristrutturare;
  • non spiegare le funzioni dello spazio;
  • coinvolgere i giovani solo formalmente;
  • non chiarire la governance;
  • non indicare un modello di gestione;
  • sottovalutare il cofinanziamento;
  • non dimostrare sostenibilità futura;
  • costruire partenariati troppo deboli;
  • proporre attività generiche;
  • candidarsi alla linea sbagliata;
  • sommare abitare e spazio di comunità senza una logica chiara.

Ogni proposta deve scegliere una sola linea prevalente. Eventuali elementi dell’altra linea possono essere integrati solo se rafforzano il progetto, non se lo rendono confuso.

Esempio pratico

Un partenariato tra Comune, ente del Terzo settore, associazioni giovanili e fondazione locale individua un edificio sottoutilizzato in provincia di Vicenza.

Il progetto prevede:

  • ristrutturazione leggera e allestimento dello spazio;
  • aule studio e coworking;
  • attività culturali e formative;
  • servizi di orientamento;
  • gestione partecipata da parte di giovani under 35;
  • calendario di attività di comunità;
  • accordi con scuole, università e imprese;
  • piano di sostenibilità con entrate da servizi e contributi locali.

In questo caso lo spazio non è solo un edificio recuperato, ma un’infrastruttura sociale di prossimità capace di generare partecipazione e restituire attrattività al territorio.

Scheda rapida

Bando: Facciamo Spazio! Giovani, luoghi e comunità in azione
Ente: Fondazione Cariverona
Area: Verona, Vicenza, Belluno, Ancona, Mantova
Beneficiari: enti pubblici, soggetti privati senza scopo di lucro, enti del Terzo settore, enti religiosi civilmente riconosciuti
Finalità: autonomia abitativa giovanile, spazi di comunità, partecipazione, relazioni intergenerazionali, presidio territoriale
Apertura: 28 maggio 2026
Scadenza: 9 settembre 2026, ore 13:00
Procedura: valutativa a graduatoria
Dotazione: 7.500.000 euro
Linea A: spazi abitativi innovativi per giovani under 40, contributo fino a 500.000 euro
Linea B: spazi ibridi e polifunzionali per partecipazione e cittadinanza attiva, contributo da 150.000 a 350.000 euro
Cofinanziamento: minimo 20%
Durata massima: 36 mesi

Come può aiutare Atamai

Atamai può supportare enti pubblici, enti del Terzo settore e partenariati nella verifica della Call e nella costruzione della candidatura.

In particolare, possiamo aiutare a:

  • capire quale linea è più adatta;
  • verificare requisiti del proponente e dei partner;
  • impostare analisi dei bisogni;
  • costruire il modello gestionale;
  • definire attività, budget e cofinanziamento;
  • rafforzare il coinvolgimento dei giovani;
  • impostare indicatori e sostenibilità futura;
  • organizzare documenti e allegati;
  • rendere il progetto più chiaro e competitivo in graduatoria.

Per una prima verifica è possibile scrivere a info@atamai.it.

Titoli alternativi

  1. Fondazione Cariverona: 7,5 milioni per giovani, abitare e spazi di comunità
  2. Facciamo Spazio!: contributi fino a 500.000 euro per abitare accessibile
  3. Giovani e territori: bando Cariverona per casa, partecipazione e comunità
  4. Spazi abitativi e luoghi di comunità: nuova Call di Fondazione Cariverona
  5. Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova: fondi per giovani e infrastrutture sociali