GAL Alto Bellunese 2026: contributi del 50% per commercio, artigianato e servizi nelle aree rurali

GAL Alto Bellunese 2026: contributi del 50% per commercio, artigianato e servizi nelle aree rurali

Il GAL Alto Bellunese ha aperto una nuova edizione dell’intervento ISL03 – Investimenti extra agricoli in aree rurali, destinato alle micro e piccole imprese non agricole che intendono realizzare investimenti produttivi nei territori montani interessati dal Programma di Sviluppo Locale T.R.A.C.C.E. 2023-2027. La misura mette a disposizione 176.482,29 euro e riconosce un contributo pari al 50% delle spese ammissibili. Le domande possono essere presentate a partire dal 25 settembre 2026 e devono arrivare entro il termine di 90 giorni dalla pubblicazione sul BUR Veneto, quindi entro il 24 dicembre 2026.

L’obiettivo dell’intervento è sostenere attività economiche extra-agricole capaci di mantenere e sviluppare servizi, artigianato e commercio nei territori rurali e montani, contribuendo a rafforzare l’economia locale, creare occupazione e contrastare lo spopolamento. La misura rientra nella programmazione LEADER 2023-2027 cofinanziata dal FEASR.

Attenzione: il bando da 176.482 euro riguarda soltanto 14 Comuni

La scheda sintetica può far pensare a un incentivo genericamente rivolto all’intero Alto Bellunese. In realtà il bando pubblicato sul BUR il 25 settembre 2026 individua espressamente questi Comuni:

  • Agordo
  • Alleghe
  • Cencenighe Agordino
  • Colle Santa Lucia
  • Comelico Superiore
  • Cortina d’Ampezzo
  • Danta di Cadore
  • Falcade
  • La Valle Agordina
  • Livinallongo del Col di Lana
  • Rivamonte Agordino
  • San Pietro di Cadore
  • Santo Stefano di Cadore
  • Selva di Cadore.

L’investimento deve essere realizzato all’interno di uno di questi territori.

È quindi fondamentale non confondere questa misura con gli altri bandi ISL03 pubblicati contemporaneamente per le Aree Interne Cadore e Alpago-Zoldo, che hanno territori e dotazioni differenti. Ad esempio, il bando specifico per l’Area Interna Alpago-Zoldo riguarda Longarone, Ospitale di Cadore, Soverzene, Val di Zoldo e Zoppè di Cadore e dispone di 549.916,02 euro.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda:

microimprese e piccole imprese non agricole

che svolgono una delle attività economiche comprese nell’elenco dei codici ATECO ammessi dal bando.

Non basta quindi essere una PMI con sede nel Comune interessato: è necessario verificare anche che l’attività per la quale viene realizzato l’investimento rientri nell’elenco settoriale previsto dall’Allegato 12.1.

Le macro-aree sostenute dall’intervento comprendono in particolare:

  • commercio;
  • industria e artigianato;
  • servizi alla persona;
  • servizi alle imprese.

Non è un bando per aziende agricole

Il termine “aree rurali” può generare confusione.

Il beneficiario dell’ISL03 è una micro o piccola impresa non agricola. Non si tratta quindi dell’incentivo destinato all’agricoltore che vuole diversificare la propria azienda con agriturismo o altre attività connesse: per quelle operazioni esistono interventi differenti, come l’SRD03.

L’ISL03 finanzia invece imprese commerciali, artigiane e di servizi che operano nei territori rurali.

Contributo del 50%

Il sostegno è erogato come rimborso di una parte delle spese effettivamente ammissibili, con aliquota pari al:

50%.

La struttura dell’intervento ISL03 utilizzata dal GAL prevede tradizionalmente progetti di investimento di dimensione significativa; nell’edizione precedente dello stesso intervento il GAL aveva fissato una spesa minima di 15.000 euro e un massimo di 150.000 euro per domanda. Per l’edizione 2026 il riferimento definitivo resta comunque il testo integrale del bando pubblicato dal GAL.

A titolo puramente esemplificativo, con aliquota del 50%:

Spesa ammissibile Contributo teorico
20.000 € 10.000 €
30.000 € 15.000 €
50.000 € 25.000 €
80.000 € 40.000 €
100.000 € 50.000 €

Il contributo effettivo dipenderà naturalmente dalle spese riconosciute e dai limiti stabiliti dal bando 2026.

Quali investimenti sono finanziabili

Il GAL ha indicato per l’intervento ISL03 quattro grandi categorie di investimento:

  1. fabbricati destinati all’attività;
  2. macchinari, impianti e attrezzature;
  3. spese generali collegate agli investimenti;
  4. software e proprietà intellettuale.

Questo rende la misura utilizzabile per progetti molto diversi: dall’ammodernamento di un laboratorio artigiano alla digitalizzazione di un’attività di servizi.

Ristrutturazione e adeguamento dei locali

Sono finanziabili interventi di miglioramento dei fabbricati utilizzati dall’impresa, finalizzati allo svolgimento dell’attività o all’adeguamento agli standard richiesti dalla normativa.

Possono quindi rientrare, quando coerenti con il progetto:

  • ristrutturazioni;
  • adeguamenti funzionali;
  • interventi igienico-sanitari;
  • adeguamenti tecnologici;
  • eliminazione delle barriere architettoniche.

Gli ampliamenti sono invece ammessi soltanto nei limiti previsti dal bando e quando risultano strettamente collegati all’ammodernamento o all’adeguamento funzionale dell’attività.

Aree esterne

È possibile intervenire anche sulle aree esterne di pertinenza dei fabbricati, ma esclusivamente quando i lavori siano chiaramente funzionali all’attività finanziata.

Non si tratta quindi di un contributo generico per sistemare parcheggi, giardini o spazi esterni privi di relazione con il progetto imprenditoriale.

Macchinari, impianti e attrezzature

Il bando sostiene l’acquisto di:

  • nuovi macchinari;
  • impianti;
  • attrezzature;
  • relativa messa in opera.

È probabilmente questa la voce più interessante per artigiani e piccole attività produttive.

Possono essere costruiti, ad esempio, progetti per:

  • modernizzare un laboratorio;
  • aumentare la capacità produttiva;
  • introdurre una nuova lavorazione;
  • migliorare sicurezza e qualità;
  • automatizzare alcune attività;
  • introdurre tecnologie più efficienti.

Software

È ammesso anche lo sviluppo o l’acquisizione di:

  • programmi informatici;
  • software specialistici;
  • strumenti digitali funzionali all’attività.

Per una piccola impresa di servizi il progetto potrebbe quindi essere anche prevalentemente digitale, purché il software rappresenti un vero investimento funzionale allo sviluppo aziendale.

Brevetti, licenze, copyright e marchi

Tra le immobilizzazioni immateriali finanziabili rientrano anche:

  • brevetti;
  • licenze;
  • diritti d’autore;
  • marchi commerciali.

La misura non riguarda quindi soltanto beni materiali: può accompagnare anche progetti nei quali la crescita aziendale dipenda dall’acquisizione di know-how o diritti.

Spese generali

Sono riconosciute anche le spese generali direttamente collegate agli investimenti strutturali e all’acquisto di macchinari e attrezzature, secondo le regole del CSR Veneto.

Possono rientrare, nei limiti applicabili:

  • progettazione;
  • spese tecniche;
  • consulenze direttamente necessarie alla realizzazione dell’investimento.

Il collegamento con il progetto deve essere dimostrabile.

Cosa non viene normalmente finanziato

La disciplina ISL03 esclude diverse categorie di costi, tra cui:

  • nuove costruzioni;
  • acquisto di immobili;
  • materiale di consumo;
  • beni non inventariabili;
  • attrezzature agricole riconducibili agli interventi agricoli del CSR;
  • animali e colture annuali;
  • impianti per la produzione di energia rinnovabile destinata alla vendita;
  • tende, roulotte, caravan, camper, maxicaravan e case mobili.

È quindi un bando per investimenti produttivi durevoli, non per finanziare la normale gestione dell’impresa.

Un negozio può partecipare

Sì, se:

  • è una micro o piccola impresa;
  • svolge un codice ATECO ammesso;
  • realizza l’investimento in uno dei 14 Comuni;
  • il progetto migliora concretamente la fruibilità o attrattività dell’attività commerciale.

Un esercizio potrebbe, ad esempio, investire in:

  • ristrutturazione dei locali;
  • nuove attrezzature;
  • sistemi digitali;
  • software di gestione;
  • strumenti per sviluppare nuovi servizi alla popolazione residente o turistica.

Un artigiano può partecipare

È probabilmente uno dei profili più coerenti con la misura.

Un laboratorio artigiano può utilizzare il bando per:

  • rinnovare i macchinari;
  • introdurre attrezzature più moderne;
  • migliorare il laboratorio;
  • sviluppare software tecnici;
  • introdurre una nuova linea di prodotto;
  • acquisire licenze o diritti necessari all’attività.

Servizi alla persona

Il bando non è riservato alla manifattura.

Sono previste anche attività di servizio alla persona, purché comprese nell’elenco ATECO ammissibile.

In territori montani con popolazione dispersa, la permanenza di servizi locali rappresenta uno degli obiettivi principali della strategia LEADER.

Servizi alle imprese

Rientrano inoltre attività di servizio rivolte ad altre imprese. Anche in questo caso occorre verificare il codice ATECO specifico e la coerenza dell’investimento con le finalità territoriali del bando.

Non è un click day

La procedura è valutativa a graduatoria.

Non conta quindi essere il primo a trasmettere la pratica: vengono valutati i progetti secondo criteri di selezione e vengono finanziati quelli con punteggio più elevato fino a esaurimento della dotazione.

Nei precedenti bandi ISL03 del GAL la valutazione attribuiva particolare peso a elementi come:

  • tipologia dell’investimento;
  • attività economica;
  • efficienza energetica;
  • utilizzo di fonti rinnovabili;
  • caratteristiche territoriali del Comune;
  • caratteristiche dell’impresa.

La struttura precedente prevedeva una soglia minima complessiva di 32 punti e attribuiva fino a 56 punti alla sola tipologia di investimento, includendo efficienza energetica, fonti rinnovabili e settore di attività.

Per l’edizione 2026 va comunque verificata la tabella criteri allegata al bando corrente prima di calcolare il punteggio definitivo.

Perché la localizzazione può diventare decisiva

Il bando nasce con l’obiettivo di sostenere territori montani con criticità demografiche.

La valutazione del progetto non riguarda quindi soltanto il valore economico dell’investimento ma anche la capacità di:

  • mantenere servizi locali;
  • sviluppare nuova occupazione;
  • aumentare l’attrattività del Comune;
  • migliorare la qualità dell’offerta economica;
  • sostenere attività che rischiano di scomparire nei territori meno popolati.

Un investimento in un piccolo Comune montano può quindi avere un valore progettuale diverso rispetto al semplice acquisto di una macchina.

Esempio: laboratorio artigiano

Una piccola impresa artigiana realizza:

  • nuovi macchinari: 35.000 €;
  • impianti e installazione: 8.000 €;
  • software tecnico: 4.000 €;
  • interventi sul laboratorio: 13.000 €.

Totale:

60.000 euro.

Contributo teorico al 50%:

30.000 euro.

Il progetto potrebbe ottenere un punteggio ulteriore se introduce tecnologie efficienti o produce effetti positivi sull’occupazione e sul servizio offerto al territorio.

Esempio: attività commerciale

Un’impresa commerciale investe in:

  • adeguamento locali: 20.000 €;
  • arredi e attrezzature funzionali: 15.000 €;
  • software e sistemi digitali: 5.000 €.

Totale:

40.000 euro.

Contributo teorico:

20.000 euro.

Esempio: attività di servizi

Una piccola impresa di servizi realizza:

  • ristrutturazione della sede: 15.000 €;
  • attrezzature: 12.000 €;
  • software specialistico: 10.000 €;
  • licenze: 3.000 €.

Totale:

40.000 euro.

Contributo teorico:

20.000 euro.

Attenzione ai preventivi

Per macchinari, attrezzature, servizi e consulenze è necessario dimostrare la congruità della spesa secondo le procedure AVEPA.

Il GAL mette normalmente a disposizione modelli specifici per:

  • relazione di scelta dei preventivi per macchine e attrezzature;
  • relazione di scelta dei preventivi per servizi e consulenze.

Non conviene quindi raccogliere preventivi generici o non confrontabili.

Piano aziendale

L’intervento richiede la predisposizione di un Piano aziendale, per il quale il GAL mette a disposizione uno schema specifico.

Il piano serve a spiegare:

  • situazione attuale dell’impresa;
  • investimenti previsti;
  • motivazione;
  • effetti economici;
  • ricadute sull’attività;
  • tempi di realizzazione;
  • coerenza con gli obiettivi del programma.

In una procedura a graduatoria questo documento non dovrebbe essere trattato come un semplice allegato burocratico: è il documento che collega le spese al progetto imprenditoriale.

Domanda tramite AVEPA

Come per gli altri interventi dello sviluppo rurale Veneto, la procedura richiede la corretta costituzione e validazione del fascicolo aziendale e la presentazione telematica attraverso gli applicativi AVEPA. Lo schema utilizzato dal GAL per l’ISL03 prevede l’applicativo “Domande PSR”, con accesso tramite sistema GUARD e identificazione SPID o CIE.

La domanda può essere compilata direttamente dal richiedente oppure tramite un soggetto delegato, come uno studio professionale o un’organizzazione di categoria.

Scadenza 24 dicembre 2026

Il bando è stato pubblicato sul BUR Veneto n. 129 del 25 settembre 2026 e stabilisce un periodo di apertura di:

90 giorni.

La scadenza corrisponde quindi al:

24 dicembre 2026.

Trattandosi di una procedura a graduatoria, non è necessario correre al primo giorno, ma è opportuno iniziare presto perché occorrono:

  • verifica ATECO;
  • fascicolo aziendale;
  • preventivi;
  • eventuale progetto edilizio;
  • autorizzazioni;
  • piano aziendale;
  • calcolo del punteggio.

Dotazione contenuta: 176.482,29 euro

Il fondo destinato a questo specifico bando è pari a:

176.482,29 euro.

È una disponibilità relativamente ridotta.

Con un contributo medio, ad esempio, di 30.000 euro, le risorse sarebbero sufficienti a finanziare circa cinque-sei progetti.

Il calcolo è naturalmente solo indicativo, ma evidenzia quanto sia importante costruire un progetto con un buon punteggio.

Per Longarone, Val di Zoldo e gli altri Comuni Alpago-Zoldo c’è un altro bando

È una distinzione pratica importante.

Se l’impresa si trova, ad esempio, a:

  • Longarone;
  • Ospitale di Cadore;
  • Soverzene;
  • Val di Zoldo;
  • Zoppè di Cadore,

non deve utilizzare il bando da 176.482,29 euro: esiste la specifica misura ISL03 per l’Area Interna Alpago-Zoldo, con una dotazione di 549.916,02 euro.

Questo conferma che il primo controllo da fare è sempre:

Comune dell’investimento → bando territoriale corretto.

Checklist operativa

  • verificare che l’impresa sia micro o piccola;
  • verificare che l’attività sia non agricola;
  • controllare il codice ATECO nell’Allegato 12.1;
  • verificare che l’investimento sia in uno dei 14 Comuni ammessi;
  • controllare se il Comune ricade invece in un bando Area Interna;
  • verificare fascicolo aziendale AVEPA;
  • definire il programma di investimento;
  • verificare eventuali opere sui fabbricati;
  • raccogliere preventivi per macchinari e attrezzature;
  • verificare software, brevetti, licenze e marchi;
  • predisporre il Piano aziendale;
  • evitare spese non ammissibili;
  • verificare eventuali investimenti energetici;
  • calcolare il punteggio di graduatoria;
  • verificare il regime di aiuto applicabile;
  • controllare eventuali altri contributi sulle stesse spese;
  • presentare la domanda entro il 24 dicembre 2026.

Scheda rapida – GAL Alto Bellunese ISL03 2026

Ente: GAL Alto Bellunese
Programma: PSL T.R.A.C.C.E. 2023-2027 – LEADER
Intervento: ISL03 – Investimenti extra agricoli in aree rurali
Beneficiari: microimprese e piccole imprese non agricole
Settori: commercio, artigianato/industria, servizi alla persona, servizi alle imprese
Dotazione: 176.482,29 euro
Contributo: 50%
Procedura: graduatoria
Territorio: 14 Comuni dell’Agordino, Comelico e Cortina individuati dal bando
Spese: fabbricati, macchinari, impianti, attrezzature, spese generali, software, brevetti, licenze, copyright e marchi
Nuove costruzioni: non previste dalla disciplina ordinaria ISL03
Acquisto immobili: non ammesso
Gestore domanda: AVEPA
Pubblicazione: BUR Veneto n. 129 del 25 settembre 2026
Apertura: 25 settembre 2026
Scadenza: 24 dicembre 2026.

Il bando può essere particolarmente interessante per piccole imprese artigiane e di servizio che operano nei Comuni montani dell’Alto Bellunese e che devono rinnovare macchinari, locali o strumenti digitali. Il contributo del 50% è significativo, ma la dotazione da 176.482,29 euro è limitata e la procedura è a graduatoria: la qualità del progetto e il punteggio diventano quindi determinanti.

Un aspetto da non sottovalutare è la suddivisione territoriale dei bandi GAL: non tutti i Comuni utilizzano lo stesso stanziamento. Prima di impostare la pratica occorre identificare il bando corretto in funzione della sede nella quale sarà realizzato l’investimento.

Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare del territorio e del codice ATECO, nell’analisi degli investimenti, nel calcolo del punteggio e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).