Imprese e Start-up giovanili – Domande 2026 in Friuli Venezia Giulia

Nome ufficiale del bando: Imprese e Start-up giovanili – Domande 2026
Link ufficiale del bando: pagina dedicata della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia alla misura per l’imprenditoria giovanile.

Imprese e Start-up giovanili 2026 in Friuli Venezia Giulia: contributi a fondo perduto fino a 40.000 euro per progetti under 40

A chi è destinato il bando

Il bando è rivolto a imprese giovanili e start-up giovanili costituite da persone che non hanno ancora compiuto 40 anni. La Regione Friuli Venezia Giulia considera impresa giovanile la società di capitali o di persone in cui la maggioranza delle quote appartiene a giovani e la maggioranza degli amministratori è giovane, la cooperativa in cui la maggioranza dei soci e degli amministratori è giovane, oppure l’impresa individuale il cui titolare è giovane. La start-up giovanile è invece l’impresa giovanile costituita da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda.

Possono candidarsi le imprese che hanno già una sede legale o un’unità operativa in Friuli Venezia Giulia dove viene realizzato il progetto. È ammessa anche la candidatura di chi non ha ancora una sede attiva in regione al momento della domanda, purché si impegni ad attivarla entro la rendicontazione finale. Il bando guarda quindi sia a imprese già presenti sul territorio sia a progetti imprenditoriali giovanili che intendono radicarsi operativamente in regione.

Area geografica di riferimento

L’agevolazione riguarda il territorio della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. I progetti devono essere realizzati presso la sede legale o l’unità operativa situata in regione e il procedimento è articolato per due ambiti territoriali: Gorizia-Trieste e Pordenone-Udine. Questo assetto conta anche nella gestione delle risorse, perché il fondo disponibile è ripartito per ambito territoriale e le domande vengono istruite separatamente dai soggetti competenti.

Nel dettaglio, per l’ambito Gorizia-Trieste la Camera competente è la Camera di commercio Venezia Giulia, mentre per l’ambito Pordenone-Udine la competenza spetta alla Camera di commercio di Pordenone-Udine. Questo è un punto da considerare fin dall’inizio, perché la domanda deve essere indirizzata all’ente camerale corretto in base alla localizzazione del progetto.

Chi propone e gestisce il bando

L’ente titolare della misura è la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso la Direzione centrale attività produttive e turismo e il Servizio per l’accesso al credito delle imprese. Il bando è attuato ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale 3/2021 “SviluppoImpresa” e del regolamento regionale emanato con DPReg 114/2021, poi modificato negli anni successivi.

La gestione amministrativa delle domande è però delegata alle Camere di commercio regionali, che curano istruttoria e concessione dei contributi per il rispettivo ambito territoriale. In questo caso, quindi, la Regione definisce la misura e il bando, mentre le Camere di commercio sono i soggetti attuatori incaricati della gestione operativa delle pratiche.

Apertura e scadenza

Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 25/02/2026 fino alle ore 16:00 del 25/03/2026. Le date sono fissate nel bando approvato il 26/11/2025 e pubblicato sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia.

Il termine è rigido e il sistema prende come riferimento la data e l’ora della convalida finale effettuata online. Questo significa che non basta iniziare la compilazione entro la scadenza: la domanda deve risultare completata e validata telematicamente entro l’orario previsto.

Entità e forma dell’agevolazione

Il contributo è concesso in forma di fondo perduto. L’intensità massima è pari al 50% della spesa ammissibile, mentre il contributo massimo concedibile per ciascuna domanda è di 40.000 euro. Il progetto deve prevedere una spesa minima ammissibile di almeno 10.000 euro.

La dotazione complessiva del bando 2026 è pari a 2.000.000 euro, ripartita in 1.487.127,46 euro per l’ambito Pordenone-Udine e 512.872,54 euro per l’ambito Gorizia-Trieste. L’aiuto è concesso in regime de minimis, quindi va verificato con attenzione l’eventuale utilizzo di altri aiuti pubblici già ottenuti dall’impresa nell’arco temporale rilevante.

Spese ammissibili ed esempi concreti

Il bando finanzia un insieme piuttosto ampio di spese collegate all’avvio o allo sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale. Sono ammissibili le spese di investimento, comprese quelle per impianti, arredi, macchinari, strumenti e attrezzature, software anche in abbonamento, licenze, know-how, brevetti, automezzi, sistemi di sicurezza, realizzazione o ampliamento del sito internet e consulenze. Sono inoltre ammesse le spese per brevetti e altri attivi immateriali, quelle per l’acquisizione di servizi forniti da centri di coworking e le spese connesse alla certificazione della spesa.

Per le sole start-up giovanili il perimetro è ancora più ampio, perché si aggiungono le spese di primo impianto. Rientrano, ad esempio, gli onorari notarili, il business plan, altre spese di avvio, gli interventi di adeguamento o ristrutturazione dei locali, la locazione dei locali per un massimo di dodici mesi, il diritto di ingresso in franchising, le spese per ottenere garanzie o perizie legate a finanziamenti, eventuali campagne di crowdfunding e la pubblicità legata all’avvio dell’impresa entro i limiti fissati dal regolamento. Sono ammissibili anche beni usati, se rispettano le condizioni previste dalla normativa regionale.

Un elemento molto interessante è la retroattività delle spese: il bando ammette costi sostenuti sia dopo la domanda sia nei 36 mesi precedenti alla presentazione, purché siano strettamente collegati al progetto. Questo aspetto rende la misura particolarmente utile anche per chi ha già avviato investimenti e vuole inserirli dentro un progetto organico di crescita aziendale.

Come e a chi presentare la domanda

La domanda va presentata alla Camera di commercio territorialmente competente esclusivamente in modalità telematica tramite il sistema informatico regionale accessibile dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia, nella sezione IOL – sistema presentazione domande/rendicontazioni. L’accesso avviene con SPID, CIE, CRS, CNS oppure con firma digitale dotata di certificato compatibile.

La modulistica ufficiale è pubblicata sul sito regionale e la domanda si considera sottoscritta e inoltrata dal titolare, dal legale rappresentante o dal procuratore al momento della convalida finale dopo il caricamento degli allegati. Anche la successiva rendicontazione deve essere trasmessa con le stesse modalità telematiche e va presentata entro 18 mesi dalla notifica della concessione del contributo.

Criteri di valutazione e modalità di selezione

La selezione segue un procedimento valutativo a sportello, articolato per ambito territoriale. Questo significa che le domande vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione, ma non basta arrivare presto: il progetto deve comunque superare una valutazione di merito basata sui criteri previsti dall’allegato B del regolamento regionale. Sono ammissibili solo le domande che ottengono almeno 20 punti complessivi; inoltre il bando 2026 richiede anche il raggiungimento di una soglia minima su uno specifico criterio della scheda di valutazione.

Tra gli elementi valorizzati dalla scheda di valutazione rientrano, in base alla documentazione regionale e alla modulistica 2026, la richiesta di un’intensità di aiuto più contenuta, la natura di impresa sociale o società benefit, la giovane età dell’impresa, la presenza di investimenti in equity o quasi-equity, i progetti che colgono i mutamenti tecnologici, la partecipazione a percorsi con incubatori, acceleratori, università o enti di formazione, l’applicazione di logiche di economia circolare ed efficientamento energetico, la qualifica di spin-off della ricerca, l’adesione a contratti di rete e il possesso del rating di legalità.

Suggerimenti operativi e checklist pratica per chi vuole candidarsi

Per preparare bene la domanda conviene partire dalla struttura del progetto e non solo dal budget. La Regione Friuli Venezia Giulia punta a valorizzare iniziative imprenditoriali giovanili con un chiaro potenziale di sviluppo, soprattutto se collegate a innovazione, tecnologia, sostenibilità, reti e capitale professionale. Per questo è utile costruire un progetto che spieghi con precisione il modello di business, il bisogno di mercato, il vantaggio competitivo e la coerenza tra spese previste e obiettivi aziendali.

Sul piano pratico, la checklist dovrebbe comprendere almeno questi passaggi: verifica della composizione giovanile della società; controllo della sede o dell’impegno ad attivarla in regione; definizione di un progetto con spesa minima di 10.000 euro; raccolta di preventivi e documentazione tecnica; verifica dell’eventuale cumulabilità con altri incentivi; scelta corretta della Camera di commercio competente; controllo dell’accesso al sistema IOL; predisposizione già in fase iniziale della documentazione che servirà poi in rendicontazione. In una misura valutativa a sportello, una pratica ben preparata ha un vantaggio doppio: arriva in tempo e regge meglio l’istruttoria.

Scheda rapida finale

Titolo: Imprese e Start-up giovanili – Domande 2026
Beneficiari: imprese giovanili e start-up giovanili under 40
Area: Friuli Venezia Giulia
Contributo: fino al 50% della spesa ammissibile, massimo 40.000 euro
Apertura: 25/02/2026 ore 10:00
Scadenza: 25/03/2026 ore 16:00
Ente proponente: Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
Soggetti gestori: Camera di commercio Venezia Giulia e Camera di commercio di Pordenone-Udine
Dove fare domanda: sistema telematico regionale IOL – presentazione domande/rendicontazioni

 

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Per verificare l’ammissibilità, costruire il progetto e predisporre correttamente domanda e rendicontazione, puoi contattare Atamai all’indirizzo info@atamai.it.