Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026: contributi del 60% per fiere, B2B, showroom, mercati esteri e tutela dei marchi
La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno sostiene nel 2026 i progetti di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese delle province di Livorno e Grosseto attraverso un contributo a fondo perduto destinato all’acquisizione di servizi per lo sviluppo del commercio internazionale. Il Bando per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese – Anno 2026, approvato dalla Giunta camerale il 28 aprile 2026, dispone di una dotazione iniziale di 110.000 euro e finanzia il 60% delle spese ammissibili, con un contributo ordinario massimo di 2.500 euro per impresa.
La domanda può riguardare attività già completamente realizzate e pagate nel 2026: si tratta infatti di un bando “a rimborso”, nel quale al momento della candidatura devono essere già disponibili fatture, pagamenti e documentazione che dimostrano l’effettiva realizzazione dell’intervento. Le domande sono aperte fino alle ore 23:59 del 10 novembre 2026, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse, e devono essere presentate tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere.
C’è però un elemento da evidenziare subito: alla data del 2 settembre 2026 il prospetto ufficiale di avanzamento pubblicato dalla Camera indicava risorse disponibili da assegnare pari a -18.481,60 euro. La pagina del bando continua formalmente a risultare “Aperta”, ma il regolamento prevede espressamente che, una volta esaurite le risorse, le nuove domande possano essere raccolte in lista d’attesa e istruite soltanto nel caso in cui tornino disponibili fondi per rinunce, esclusioni, decadenze o rifinanziamenti. Per una nuova candidatura presentata a settembre o nei mesi successivi, questo elemento va quindi controllato prima di sostenere attività esclusivamente con l’aspettativa del contributo.
Chi può partecipare
Possono accedere al bando le micro, piccole e medie imprese, comprese cooperative e consorzi qualificabili come PMI, appartenenti a tutti i settori economici e con sede legale e/o unità operativa nelle province di Livorno o Grosseto. L’impresa deve essere regolarmente iscritta al Registro delle Imprese o al REA della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e risultare attiva.
Tra i requisiti figurano inoltre la regolarità del diritto annuale camerale, il DURC regolare, l’assenza delle condizioni ostative indicate nel bando e la regolarità rispetto alla normativa europea sugli aiuti di Stato. Il testo 2026 introduce inoltre il requisito relativo alla polizza assicurativa contro i danni catastrofali, salvo i casi di esclusione e le eventuali proroghe normative applicabili.
Tre adempimenti preliminari da non dimenticare: Self I4.0, piattaforma SEI e servizio camerale
Questo bando contiene tre requisiti operativi che possono facilmente determinare problemi se scoperti solo al momento della domanda. L’impresa deve aver compilato il questionario Self I4.0 di autovalutazione della maturità digitale; per l’edizione 2026 la compilazione è considerata valida se effettuata a partire dal 1° gennaio 2026. Deve inoltre risultare iscritta alla piattaforma nazionale SEI – Sostegno all’Export delle imprese italiane. Infine, nei 12 mesi precedenti la domanda deve aver usufruito di almeno uno dei servizi per l’internazionalizzazione messi a disposizione dalla Camera di Commercio e riportati nell’Allegato B del bando.
Quest’ultimo requisito è particolarmente importante: un’impresa interessata che non abbia ancora utilizzato uno dei servizi camerali previsti può contattare lo sportello internazionalizzazione della Camera e richiederne lo svolgimento prima dell’invio della domanda. Non basta quindi aver effettuato autonomamente una fiera o una consulenza export: il bando richiede anche il precedente utilizzo di almeno un servizio camerale qualificato.
Quanto finanzia
Il contributo ordinario è pari al 60% delle spese ammissibili, al netto dell’IVA quando recuperabile, con un massimo di:
2.500 euro per impresa.
L’investimento minimo richiesto è invece pari a:
1.000 euro.
Questo significa che, ad esempio, una spesa ammissibile di 1.000 euro genera un contributo teorico di 600 euro; con 3.000 euro di spesa il contributo teorico è 1.800 euro; per raggiungere il massimo ordinario di 2.500 euro è necessario sostenere almeno circa 4.166,67 euro di spese riconosciute.
Premialità fino a 600 euro aggiuntivi
Il bando prevede un incremento di 300 euro per determinate categorie di impresa. La maggiorazione può essere ottenuta quando l’impresa possiede uno dei seguenti requisiti: bilancio di sostenibilità redatto secondo il D.Lgs. 125/2024, certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022, qualifica di impresa femminile, impresa sociale oppure società benefit. Queste condizioni non sono cumulabili tra loro, quindi il bonus rimane comunque pari a 300 euro anche se l’impresa possiede più di uno dei requisiti.
È inoltre prevista una seconda premialità di 300 euro per il rating di legalità, nell’ambito della specifica riserva del 2% delle risorse. Il rating deve essere già posseduto al momento della domanda: non è sufficiente averne avviato la richiesta. Poiché questa premialità è distinta dall’incremento precedente, un’impresa che soddisfi entrambe le condizioni può teoricamente arrivare a un contributo complessivo di 3.100 euro, sempre nei limiti delle spese effettivamente sostenute e della disponibilità delle risorse.
La Camera ha inoltre riservato almeno il 25% della dotazione complessiva alle micro e piccole imprese e il 2% alle imprese con rating di legalità.
Analisi e ricerche di mercato
Una prima categoria di attività finanziabili riguarda le attività preparatorie e successive alla promozione commerciale sui mercati esteri. Sono ammesse analisi e ricerche di mercato, studi di fattibilità riferiti a specifici mercati di sbocco e attività di ricerca di clienti o partner commerciali.
Una PMI che intenda entrare, per esempio, in Germania, Francia, Stati Uniti o Giappone può quindi finanziare parte dei costi necessari per valutare dimensione e caratteristiche del mercato, concorrenza, canali distributivi, potenziali clienti e modalità di ingresso.
Non è però sufficiente una generica consulenza commerciale: l’attività deve essere chiaramente rivolta all’inserimento o al consolidamento sui mercati esteri e deve essere accompagnata dalla relativa documentazione tecnica.
Ricerca di clienti e partner esteri
Sono finanziabili anche i servizi finalizzati a individuare clienti, distributori, importatori o partner con cui stipulare contratti commerciali o accordi di collaborazione.
Questa previsione rende il bando utilizzabile anche da imprese che non hanno ancora una struttura export interna e intendono affidarsi a soggetti specializzati per effettuare scouting commerciale in uno o più Paesi.
Sono inoltre ammissibili servizi di follow-up successivi alla partecipazione a eventi e progetti, quando l’obiettivo è trasformare i contatti acquisiti in reali opportunità commerciali.
Marchi e brevetti all’estero
Tra le spese finanziabili rientrano attività finalizzate alla protezione internazionale del marchio o del brevetto dell’impresa. La documentazione richiesta può comprendere l’atto di registrazione del marchio internazionale o la documentazione relativa al deposito del brevetto in uno o più Paesi esteri.
Per un’impresa che sta iniziando a esportare è un elemento da non trascurare: la tutela della proprietà industriale dovrebbe spesso precedere o accompagnare l’ingresso commerciale nel nuovo mercato.
B2B, missioni commerciali e incontri d’affari
Il bando ammette la partecipazione, fisica oppure virtuale, a incontri d’affari, missioni commerciali e B2B tra operatori italiani e buyer internazionali. Gli eventi possono svolgersi in Italia, nell’Unione europea o in Paesi extra UE.
Tra le spese ammesse rientrano le quote di partecipazione e iscrizione, servizi di interpretariato, hostess e altri servizi strumentali, oltre al trasporto dei campioni. Non sono invece riconosciuti gli importi relativi allo sdoganamento.
Per dimostrare la partecipazione devono essere prodotti documenti quali attestazione dell’organizzatore oppure evidenza della presenza dell’impresa nell’elenco dei partecipanti.
Showroom in Italia o all’estero
Una categoria meno comune nei piccoli bandi camerali riguarda la predisposizione e l’allestimento di showroom fisici, che possono essere realizzati sia all’estero sia in Italia quando siano finalizzati all’accesso o al consolidamento nei mercati internazionali.
Lo showroom non può però essere allestito presso la normale sede dell’impresa richiedente.
Deve quindi trattarsi di uno spazio specificamente destinato alla presentazione commerciale dei prodotti in funzione dei mercati esteri, documentato attraverso contratto o altra documentazione commerciale dalla quale risultino chiaramente lo spazio noleggiato e il periodo di utilizzo.
Fiere all’estero
Sono ammesse le partecipazioni, fisiche oppure virtuali, a fiere svolte nei Paesi dell’Unione europea o extra UE. Le spese riconosciute comprendono quota di iscrizione e partecipazione, servizi di consulenza e strumentali come allestimento, interpretariato e hostess e trasporto dei campioni.
Non risultano invece ammissibili, nell’elenco delle spese di questa specifica voce, i normali costi di viaggio, vitto e alloggio del personale: il bando esclude infatti espressamente le missioni e trasferte e qualsiasi altra forma di rimborso.
Fiere internazionali in Italia
Il contributo non riguarda esclusivamente gli eventi all’estero. Sono ammesse anche fiere internazionali svolte in Italia, purché siano inserite nel Calendario Fieristico Nazionale pubblicato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
È quindi necessario verificare non soltanto il nome e la rilevanza commerciale dell’evento, ma anche la sua effettiva classificazione come fiera internazionale nel calendario ufficiale.
Sono ammesse anche alcune fiere del 2025
Il bando presenta una particolarità temporale. Per le fiere realizzate nel 2026 sono ammissibili anche le spese di iscrizione sostenute nel 2025, sia come acconto sia come saldo, purché la fiera si sia effettivamente svolta e l’impresa vi abbia realmente partecipato.
Sono inoltre ammesse, alle condizioni indicate dal bando, spese relative a fiere svolte tra il 22 novembre e il 31 dicembre 2025.
Si tratta di un’eccezione alla regola generale sul periodo delle spese e va quindi trattata separatamente nella costruzione della pratica.
Le attività devono essere già concluse quando si presenta domanda
Questo è probabilmente il punto operativo più importante dell’intero bando. Salvo le specifiche eccezioni per le fiere, sono ammesse esclusivamente le spese:
fatturate e pagate dal 1° gennaio 2026 fino alla data di presentazione della domanda.
Le attività devono inoltre essere già realizzate e concluse al momento dell’invio.
Di conseguenza non si presenta un preventivo per un progetto futuro. L’impresa realizza l’intervento, lo paga con strumenti tracciabili, raccoglie la documentazione a comprova e successivamente richiede il contributo.
Questo modello riduce il rischio di presentare programmi che poi non vengono realizzati, ma comporta per l’impresa la necessità di anticipare interamente la spesa.
Pagamenti obbligatoriamente tracciabili
Il pagamento deve essere effettuato direttamente dall’impresa richiedente al fornitore e deve essere pienamente tracciabile.
Non sono ammessi:
- pagamenti in contanti;
- pagamenti parziali;
- pagamenti rateizzati delle fatture presentate;
- compensazioni tra impresa e fornitore;
- autofatturazione.
È quindi opportuno controllare le modalità di pagamento già al momento dell’acquisto del servizio, non soltanto in fase di domanda.
Spese escluse
Il bando esclude diverse tipologie di costo. Non sono finanziabili la produzione di campionature, beni usati o noleggiati, opere murarie e impiantistiche, progettazione, consulenza fiscale, contabile e legale ordinaria, promozione o pubblicità generica, costi sostenuti per adeguarsi a obblighi di legge, personale dipendente, forniture provenienti da soggetti collegati al beneficiario, compensi agli amministratori, spese di missione e trasferta, spese di rappresentanza, costi generali di funzionamento, tasse, imposte, bolli e altre spese obbligatorie.
La distinzione tra internazionalizzazione e semplice pubblicità è quindi fondamentale. Un servizio di ricerca di distributori tedeschi può essere ammissibile; una normale campagna pubblicitaria online in Germania non lo è automaticamente.
Regime de minimis
I contributi sono concessi nel regime europeo de minimis. L’impresa deve quindi verificare la propria posizione e quella dell’eventuale “impresa unica” rispetto al plafond disponibile.
Considerato l’importo massimo molto contenuto del voucher, questo requisito difficilmente rappresenta da solo un ostacolo per la maggior parte delle PMI, ma deve comunque essere verificato formalmente.
Come si presenta la domanda
La pratica deve essere trasmessa esclusivamente attraverso ReStart InfoCamere, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. La finestra è aperta dalle ore 11:00 del 7 maggio 2026 alle ore 23:59 del 10 novembre 2026, salvo chiusura anticipata.
La domanda deve essere firmata digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante. L’intermediario può essere delegato alla trasmissione e gestione della pratica, ma non alla sottoscrizione della domanda.
Tra i documenti richiesti figurano il modello generato dalla piattaforma, la domanda, l’Allegato A con la descrizione dell’intervento e il rendiconto, fatture e documentazione di pagamento, eventuale dichiarazione relativa all’esenzione INPS/INAIL/Cassa Edile, polizza catastrofale ed eventuali documenti necessari per ottenere le premialità.
Una sola domanda per impresa
Ogni impresa può presentare una sola richiesta di contributo. Se vengono trasmesse più domande, viene presa in considerazione soltanto la prima in ordine cronologico.
Diventa quindi importante raccogliere correttamente tutte le spese che si intendono presentare prima dell’invio: il bando precisa inoltre che le spese indicate nella domanda non possono essere sostituite o integrate successivamente con altre spese.
Procedura a sportello e lista d’attesa
L’assegnazione segue l’ordine cronologico di presentazione determinato dal protocollo generato dalla piattaforma. Il procedimento dovrebbe concludersi entro 45 giorni dalla ricezione, salvo sospensioni necessarie per verifiche e integrazioni.
Una volta raggiunto il limite delle risorse disponibili, le imprese possono comunque continuare a presentare la domanda fino alla chiusura formale del bando. Queste istanze vengono collocate in lista d’attesa e possono accedere all’istruttoria se successivamente si liberano risorse per rinunce, domande respinte, decadenze oppure rifinanziamento del bando.
Situazione delle risorse a settembre 2026
Qui è necessario fare una distinzione tra apertura formale del bando e disponibilità effettiva delle risorse.
La pagina ufficiale della Camera continua a indicare il bando come “Aperto” con scadenza 10 novembre 2026.
Tuttavia, il prospetto di avanzamento pubblicato dalla Camera e aggiornato al 2 settembre 2026 mostrava uno stanziamento originario di 110.000 euro e una voce “risorse disponibili da assegnare” pari a -18.481,60 euro.
Il dato non equivale formalmente a un provvedimento di chiusura — lo stesso prospetto precisa di avere valore esclusivamente informativo — ma indica che, a quella data, le richieste e/o concessioni avevano già saturato la disponibilità originaria. Una domanda presentata ora deve pertanto essere considerata con prudenza: potrebbe entrare in lista d’attesa, salvo disponibilità derivanti da rinunce, esclusioni o un eventuale rifinanziamento.
Esempio: partecipazione a una fiera in Germania
Una piccola impresa di Grosseto partecipa nel 2026 a una fiera di settore in Germania sostenendo 4.500 euro di costi ammissibili tra iscrizione, allestimento, interpretariato e trasporto dei campioni.
Il 60% delle spese sarebbe pari a 2.700 euro, ma il contributo ordinario verrebbe limitato a:
2.500 euro.
Se l’impresa fosse anche società benefit potrebbe aggiungersi la maggiorazione di 300 euro, arrivando teoricamente a 2.800 euro; con rating di legalità e disponibilità della specifica riserva potrebbe aggiungersi un’ulteriore premialità di 300 euro.
Esempio: ricerca mercato e clienti negli Stati Uniti
Una PMI di Livorno commissiona a un consulente specializzato una ricerca sul mercato statunitense e un’attività di scouting di distributori per un costo complessivo di 3.000 euro.
Se il servizio rispetta tutti i requisiti e viene adeguatamente documentato, il contributo teorico è:
1.800 euro.
Non sarebbero invece automaticamente ammissibili i costi di una normale campagna pubblicitaria digitale rivolta al pubblico statunitense.
Esempio: registrazione di un marchio internazionale
Un’impresa che sta sviluppando la propria presenza all’estero può inserire nel programma anche i costi connessi alla protezione internazionale del marchio, purché rientrino nelle condizioni del bando e siano accompagnati dalla documentazione che dimostra l’effettiva registrazione.
Questa tipologia di investimento può essere particolarmente importante quando l’impresa ha già individuato nuovi mercati e deve proteggere preventivamente il proprio brand.
Checklist operativa
- verificare la qualifica di micro, piccola o media impresa;
- verificare sede legale o unità operativa a Livorno o Grosseto;
- controllare iscrizione Registro Imprese/REA e attività;
- verificare diritto annuale camerale;
- controllare DURC;
- verificare obbligo e possesso della polizza catastrofale;
- compilare Self I4.0, se non già effettuato dal 1° gennaio 2026;
- registrarsi alla piattaforma SEI;
- verificare di aver usufruito negli ultimi 12 mesi di almeno un servizio camerale per l’internazionalizzazione;
- verificare che l’attività rientri tra ricerca mercato, scouting, B2B, missione commerciale, showroom, fiera o tutela marchio/brevetto;
- verificare che l’attività sia già conclusa;
- controllare che fatture e pagamenti siano già effettuati;
- verificare la tracciabilità completa dei pagamenti;
- escludere trasferte, vitto, alloggio e pubblicità generica;
- raccogliere attestazioni di partecipazione e documenti a comprova;
- controllare eventuale requisito per il bonus di 300 euro;
- verificare rating di legalità;
- verificare disponibilità de minimis;
- controllare lo stato aggiornato delle risorse prima dell’invio;
- predisporre domanda e Allegato A;
- firmare digitalmente la documentazione;
- presentare la pratica tramite ReStart.
Scheda rapida – Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026
| Voce | Dato |
|---|---|
| Ente | Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno |
| Territorio | Province di Livorno e Grosseto |
| Beneficiari | MPMI, cooperative e consorzi qualificabili come PMI |
| Dotazione originaria | 110.000 € |
| Contributo | 60% a fondo perduto |
| Massimo ordinario | 2.500 € |
| Spesa minima | 1.000 € |
| Bonus sostenibilità/parità/femminile/sociale/benefit | +300 € |
| Bonus rating di legalità | +300 € nei limiti della riserva |
| Spese | ricerche mercato, scouting clienti, B2B, missioni commerciali, showroom, fiere, marchi e brevetti esteri |
| Periodo ordinario spese | dal 1° gennaio 2026 alla data della domanda |
| Attività | già concluse al momento della domanda |
| Self I4.0 | obbligatorio |
| Piattaforma SEI | iscrizione obbligatoria |
| Servizio camerale export | almeno uno fruito nei 12 mesi precedenti |
| Domanda | ReStart InfoCamere |
| Apertura | 7 maggio 2026 ore 11:00 |
| Scadenza formale | 10 novembre 2026 ore 23:59 |
| Procedura | cronologica a sportello |
| Stato risorse | prospetto al 2 settembre indica disponibilità da assegnare negativa; possibili domande in lista d’attesa |
La vera particolarità di questo bando non è tanto il valore massimo di 2.500 euro, piuttosto contenuto, quanto la varietà di attività riconosciute: ricerca di mercato, ricerca clienti, B2B, fiere, showroom e tutela internazionale della proprietà industriale. Per una PMI che sta compiendo i primi passi all’estero può essere utile, ma a metà settembre la disponibilità delle risorse va verificata con attenzione prima di considerare il contributo come probabile.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi delle spese sostenute e nella predisposizione della documentazione per la domanda. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).