Investimenti non produttivi nelle aree rurali: contributi fino a 200.000 euro dal GAL Valtellina
Il GAL Valtellina sostiene il recupero di edifici, manufatti e spazi rurali e la creazione o il potenziamento di servizi destinati alle comunità locali della provincia di Sondrio.
Il bando mette a disposizione 721.550 euro e prevede un contributo in conto capitale pari al 90% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 200.000 euro per progetto.
L’intervento non finanzia investimenti destinati ad aumentare direttamente la produzione o la redditività di un’impresa. Le opere devono avere una funzione collettiva, sociale, culturale, ricreativa o di valorizzazione del patrimonio rurale e devono produrre benefici accessibili alla comunità.
Le domande devono essere presentate attraverso il portale regionale SisCO entro le ore 16:00 del 14/09/2026.
Nome ufficiale del bando
Il titolo ufficiale è:
Intervento SRD09 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali
La misura è attuata nell’ambito del:
Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027
e del:
Complemento per lo Sviluppo Rurale della Regione Lombardia 2023-2027
Il bando rientra inoltre nell’intervento SRG06 LEADER e nella Strategia di sviluppo locale del GAL Valtellina:
“Innovazione per la rigenerazione del sistema rurale valtellinese”
La Strategia interessa il territorio della provincia di Sondrio, con esclusione del Comune di Sondrio.
Le due azioni finanziate
Il bando attiva due principali linee di intervento.
Azione 1 – Miglioramento ed espansione dei servizi di base locali
L’Azione 1 sostiene infrastrutture e spazi destinati a migliorare i servizi disponibili per la popolazione delle aree rurali.
Possono rientrare progetti riguardanti:
- centri polifunzionali;
- spazi per attività sociali;
- aree verdi;
- aree ricreative;
- strutture per il tempo libero;
- servizi culturali;
- locali per attività educative;
- spazi destinati ad associazioni e comunità;
- strutture per attività intergenerazionali;
- servizi rivolti ad anziani, giovani e famiglie;
- luoghi di incontro nei piccoli centri;
- infrastrutture destinate a contrastare l’isolamento delle frazioni;
- spazi per attività pubbliche e collettive.
L’intervento deve rispondere a una necessità reale del territorio.
Non è sufficiente recuperare un immobile: la domanda deve spiegare quali servizi verranno attivati, chi li gestirà, quali utenti verranno raggiunti e come verranno sostenuti i costi di funzionamento.
Azione 2 – Valorizzazione di edifici e manufatti rurali a finalità pubblica
L’Azione 2 riguarda il recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio rurale.
Possono essere interessati:
- edifici d’alpeggio non più utilizzati per attività produttive;
- fabbricati rurali;
- nuclei e complessi rurali;
- manufatti di pregio;
- elementi dell’architettura tradizionale;
- edifici di edilizia più recente inseriti nel paesaggio rurale;
- spazi aperti di pertinenza;
- aree inutilizzate;
- strutture rappresentative della storia e dell’identità locale.
Gli interventi possono comprendere:
- recupero;
- ampliamento;
- adeguamento;
- riqualificazione;
- rifunzionalizzazione;
- messa in sicurezza;
- miglioramento dell’accessibilità;
- sistemazione degli spazi esterni;
- allestimento per la fruizione pubblica.
La funzione finale deve essere pubblica o collettiva e non deve trasformare il bene in una normale struttura produttiva o commerciale.
Obiettivi del bando
La misura intende:
- migliorare la qualità della vita nei territori rurali;
- contrastare lo spopolamento;
- rafforzare i servizi disponibili nei piccoli Comuni;
- recuperare immobili abbandonati o sottoutilizzati;
- tutelare l’architettura rurale;
- mantenere le attività e le tradizioni locali;
- valorizzare il paesaggio;
- creare nuovi luoghi di socialità;
- favorire l’inclusione;
- migliorare il benessere delle comunità;
- creare condizioni più favorevoli alla permanenza dei residenti;
- rendere più attrattivi i territori montani;
- recuperare spazi aperti e aree di pertinenza;
- sostenere iniziative con ricadute sociali e occupazionali.
Il progetto deve collegare l’intervento fisico a un risultato territoriale concreto.
Che cosa significa investimento non produttivo
Un investimento è considerato non produttivo quando non determina direttamente:
- un aumento significativo della produzione;
- un incremento della capacità commerciale;
- una crescita della redditività aziendale;
- un vantaggio economico esclusivo per un singolo operatore;
- la creazione di una normale attività di mercato.
Il bene recuperato può essere gestito anche con il coinvolgimento di un soggetto privato, ma deve mantenere:
- finalità pubblica;
- accessibilità alla comunità;
- destinazione coerente con il progetto;
- assenza di un vantaggio economico sproporzionato;
- utilizzo conforme agli obblighi del finanziamento.
L’eventuale presenza di tariffe o corrispettivi deve essere giustificata dalla necessità di sostenere i costi di gestione e non deve snaturare la funzione collettiva dell’intervento.
Beneficiari
La disciplina generale dell’intervento SRD09 individua come beneficiari:
- enti pubblici territoriali;
- soggetti di diritto pubblico;
- forme associate tra enti.
La comunicazione istituzionale del GAL relativa ai bandi territoriali indica inoltre tra i soggetti interessati:
- associazioni;
- fondazioni;
- altri organismi senza scopo di lucro.
Per i soggetti privati non profit è indispensabile verificare nel testo integrale:
- forma giuridica ammessa;
- iscrizione al RUNTS o ad altri registri;
- disposizioni dello statuto;
- assenza di scopo di lucro;
- disponibilità del bene;
- rapporto con l’ente pubblico;
- regime di aiuto applicabile;
- eventuale attività economica svolta.
Tra i possibili richiedenti pubblici possono rientrare:
- Comuni;
- Comunità Montane;
- Unioni di Comuni;
- Provincia;
- enti parco;
- altri enti pubblici territoriali;
- soggetti di diritto pubblico proprietari o gestori dei beni.
Partecipazione in forma associata
Gli enti possono valutare la presentazione di progetti condivisi.
Una candidatura associata può essere utile quando:
- il servizio interessa più Comuni;
- l’edificio è utilizzato da un bacino sovracomunale;
- più amministrazioni concorrono alla gestione;
- il progetto riguarda una valle o un sistema territoriale;
- è necessario ripartire il cofinanziamento;
- il bene viene utilizzato da associazioni o servizi di più territori.
L’accordo dovrebbe indicare:
- capofila;
- partecipanti;
- proprietà del bene;
- ruoli;
- spese;
- cofinanziamento;
- gestione;
- manutenzione;
- durata della collaborazione;
- responsabilità relative alla domanda e alla rendicontazione.
Area geografica
Gli interventi devono essere realizzati nel territorio di competenza del GAL Valtellina.
La Strategia di sviluppo locale interessa:
l’intera provincia di Sondrio, con esclusione del Comune di Sondrio.
L’area comprende i territori delle cinque Comunità Montane:
- Comunità Montana della Valchiavenna;
- Comunità Montana Valtellina di Morbegno;
- Comunità Montana Valtellina di Sondrio;
- Comunità Montana Valtellina di Tirano;
- Comunità Montana Alta Valtellina.
La sede del richiedente non è l’unico elemento da considerare.
Il bene o lo spazio sul quale viene realizzato l’investimento deve trovarsi nell’area ammissibile.
Ente proponente e soggetti coinvolti
Il soggetto che pubblica e gestisce il bando è:
GAL Valtellina S.C. a r.l.
Il GAL cura:
- pubblicazione;
- informazione;
- ricezione delle domande;
- verifica dell’ammissibilità;
- valutazione dei progetti;
- formazione della graduatoria;
- concessione del contributo;
- controllo delle variazioni;
- monitoraggio.
Sono inoltre coinvolti:
- Regione Lombardia;
- Autorità di gestione del Complemento per lo sviluppo rurale;
- Organismo Pagatore Regionale;
- Sistema delle Conoscenze della Regione Lombardia – SisCO;
- Centri autorizzati di assistenza agricola;
- strutture territoriali competenti per controlli e pagamenti.
Atamai non è l’ente concedente o gestore del bando. Può assistere i richiedenti nella verifica dell’ammissibilità, nella costruzione del progetto e nella preparazione della domanda.
Apertura e scadenza
Le date sono:
- apertura: 16/03/2026;
- scadenza: 14/09/2026, ore 16:00.
La domanda deve essere:
- compilata;
- firmata;
- completa degli allegati;
- trasmessa definitivamente tramite SisCO;
entro il termine indicato.
Il semplice salvataggio della pratica non equivale alla presentazione.
Dotazione finanziaria
La disponibilità complessiva è pari a:
721.550 euro
I progetti vengono finanziati secondo la posizione ottenuta in graduatoria e fino all’esaurimento delle risorse.
Con un contributo massimo di 200.000 euro, la dotazione può finanziare un numero limitato di interventi di grandi dimensioni.
La qualità progettuale e il punteggio sono quindi determinanti.
Forma ed entità del contributo
L’agevolazione viene concessa sotto forma di:
contributo in conto capitale a fondo perduto
L’intensità è pari al:
90% delle spese ammissibili
Il contributo massimo è:
200.000 euro per progetto
Il beneficiario deve finanziare almeno il restante 10%, oltre a:
- IVA recuperabile;
- spese non ammesse;
- costi eccedenti il massimale;
- eventuali aumenti dei prezzi;
- varianti non autorizzate;
- costi di gestione;
- manutenzione ordinaria;
- altre spese escluse.
Esempi di calcolo
Progetto da 100.000 euro
- contributo al 90%: 90.000 euro;
- quota del beneficiario: 10.000 euro;
- IVA recuperabile: a carico del beneficiario.
Progetto da 180.000 euro
- contributo: 162.000 euro;
- quota del beneficiario: 18.000 euro.
Progetto da 222.222,22 euro
- contributo teorico al 90%: 200.000 euro;
- quota del beneficiario: 22.222,22 euro.
Progetto da 300.000 euro
- contributo massimo: 200.000 euro;
- quota minima a carico del beneficiario: 100.000 euro;
- ulteriori spese escluse e IVA: a carico del richiedente.
Regime di aiuto
Il regime applicabile può cambiare in base a:
- natura del richiedente;
- dimensione del Comune;
- presenza di attività economiche;
- modalità di gestione;
- soggetti che utilizzano il bene;
- eventuali entrate;
- vantaggi attribuiti a operatori economici.
Per alcune autorità locali può essere applicabile uno specifico regime di aiuto autorizzato.
Per altri soggetti può essere necessario verificare il limite previsto dal regime europeo “de minimis”.
Il controllo deve essere effettuato prima della domanda, soprattutto quando il bene verrà gestito da:
- cooperative;
- associazioni che svolgono attività economica;
- imprese sociali;
- fondazioni;
- altri operatori che percepiscono corrispettivi.
Servizi di base finanziabili
Possono essere progettati spazi o infrastrutture destinati a:
- socialità;
- cultura;
- attività ricreative;
- tempo libero;
- servizi di prossimità;
- attività rivolte agli anziani;
- iniziative per giovani;
- attività per famiglie;
- laboratori;
- associazionismo;
- inclusione sociale;
- servizi condivisi tra più frazioni;
- iniziative intergenerazionali.
Il servizio deve essere aggiuntivo, migliorato o ampliato rispetto alla situazione esistente.
Centri polifunzionali
Il bando può sostenere il recupero di spazi destinati a più funzioni.
Un centro polifunzionale può ospitare:
- incontri pubblici;
- corsi;
- attività culturali;
- servizi informativi;
- iniziative sociali;
- attività per anziani;
- laboratori;
- eventi;
- spazi per giovani;
- associazioni locali.
La domanda dovrebbe indicare:
- calendario;
- orari;
- categorie di utenti;
- soggetto gestore;
- costi;
- modalità di prenotazione;
- attività annuali;
- manutenzione.
Aree verdi e ricreative
Possono essere finanziati interventi di recupero e sistemazione di:
- aree verdi;
- giardini pubblici rurali;
- spazi aperti collegati a edifici di comunità;
- aree ricreative;
- luoghi di aggregazione all’aperto;
- pertinenze di edifici rurali;
- spazi destinati a iniziative culturali o sociali.
Gli interventi devono avere una funzione collettiva e non coincidere con una semplice manutenzione del verde.
Recupero di edifici rurali
Gli interventi possono riguardare:
- consolidamento;
- recupero strutturale;
- rifacimento delle coperture;
- risanamento;
- miglioramento degli impianti;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- riqualificazione interna;
- restauro degli elementi caratteristici;
- rifunzionalizzazione;
- adeguamento degli accessi;
- sistemazione delle pertinenze.
Il progetto deve rispettare:
- caratteristiche architettoniche;
- materiali tradizionali;
- paesaggio;
- vincoli;
- normativa urbanistica;
- eventuale tutela culturale.
Fabbricati d’alpeggio non produttivi
Possono essere recuperati edifici d’alpeggio che non vengono più utilizzati per una normale attività produttiva.
Le nuove funzioni possono essere collegate a:
- cultura rurale;
- memoria degli alpeggi;
- educazione;
- attività collettive;
- esposizioni;
- iniziative territoriali;
- divulgazione;
- fruizione pubblica.
Non devono essere finanziati con SRD09 investimenti destinati direttamente:
- alla produzione agricola;
- alla trasformazione;
- all’attività ricettiva commerciale;
- alla ristorazione;
- alla normale conduzione dell’alpeggio.
Arredi e attrezzature
Quando strettamente funzionali all’intervento, possono essere previste dotazioni come:
- tavoli;
- sedute;
- scaffalature;
- arredi per sale collettive;
- attrezzature per laboratori;
- sistemi audiovisivi;
- dotazioni per attività culturali;
- attrezzature per la fruizione accessibile;
- strumenti destinati al servizio attivato.
I beni devono essere:
- nuovi;
- durevoli;
- coerenti con la funzione;
- inventariabili quando richiesto;
- collocati negli spazi finanziati.
Spese tecniche
Possono essere previste, entro i limiti stabiliti dal bando:
- progettazione;
- direzione lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- relazioni specialistiche;
- studi di fattibilità;
- rilievi;
- pratiche edilizie;
- autorizzazioni;
- collaudi;
- consulenze strettamente collegate all’investimento.
Le spese professionali devono essere proporzionate al progetto e supportate dalla documentazione richiesta.
Spese non ammissibili
Non sono normalmente finanziabili:
- manutenzione ordinaria;
- costi di funzionamento;
- stipendi ordinari;
- utenze;
- attività correnti;
- investimenti produttivi;
- acquisto di beni usati;
- acquisto di terreni o immobili, salvo espresse eccezioni;
- interessi;
- sanzioni;
- ammende;
- spese prive di documentazione;
- pagamenti in contanti;
- investimenti iniziati prima della data ammessa;
- IVA recuperabile;
- costi non direttamente collegati al progetto;
- interventi destinati a una sola impresa;
- attività commerciali ordinarie.
Disponibilità del bene
Il richiedente deve essere:
- proprietario;
- oppure titolare di un valido diritto di disponibilità.
Quando il bene appartiene a un soggetto diverso, occorrono:
- contratto;
- concessione;
- comodato;
- convenzione;
- autorizzazione del proprietario;
- titolo compatibile con la durata dei vincoli.
Il proprietario deve autorizzare espressamente:
- lavori;
- installazione delle attrezzature;
- destinazione pubblica;
- gestione;
- mantenimento degli obblighi.
Progetto di gestione
Una candidatura efficace deve contenere un piano di gestione.
Il piano dovrebbe specificare:
- soggetto responsabile;
- attività;
- giorni di apertura;
- utenti;
- personale;
- manutenzione;
- pulizia;
- utenze;
- assicurazioni;
- entrate;
- risorse proprie;
- eventuali convenzioni;
- modalità di accesso;
- sostenibilità pluriennale.
Il contributo finanzia l’investimento, non i successivi costi ordinari.
Il richiedente deve quindi dimostrare di poter mantenere lo spazio dopo la conclusione del progetto.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere presentata attraverso:
SisCO – Sistema delle Conoscenze della Regione Lombardia
Prima dell’invio è necessario:
- registrare il richiedente nell’Anagrafe regionale;
- costituire il Fascicolo aziendale;
- aggiornare il Fascicolo;
- verificare il legale rappresentante;
- controllare PEC e IBAN;
- ottenere la corretta profilazione;
- selezionare il procedimento SRD09;
- compilare la domanda;
- caricare gli allegati;
- firmare;
- protocollare entro la scadenza.
La costituzione e l’aggiornamento del Fascicolo vengono effettuati tramite un CAA riconosciuto.
Firma digitale
È opportuno che il legale rappresentante disponga di una firma digitale valida.
Devono essere controllati:
- validità del certificato;
- poteri del firmatario;
- eventuale procura;
- formato dei file;
- leggibilità;
- dimensioni degli allegati;
- corrispondenza tra domanda e documenti.
Gli elaborati tecnici devono essere firmati dai professionisti competenti quando richiesto.
Documenti da predisporre
Il fascicolo di domanda può comprendere:
- domanda di aiuto;
- relazione progettuale;
- quadro economico;
- cronoprogramma;
- piano di gestione;
- piano di manutenzione;
- titolo di proprietà o disponibilità;
- autorizzazione del proprietario;
- delibera dell’ente;
- statuto e atto costitutivo per i soggetti non profit;
- documentazione RUNTS o di altri registri;
- computo metrico;
- preventivi;
- confronto tra offerte;
- planimetrie;
- piante;
- sezioni;
- prospetti;
- fotografie;
- titoli edilizi;
- autorizzazioni paesaggistiche;
- autorizzazioni sui beni culturali;
- dichiarazioni sull’IVA;
- documenti relativi agli aiuti di Stato;
- documenti necessari a dimostrare i criteri di selezione.
L’elenco vincolante deve essere verificato nel pacchetto ufficiale degli allegati.
Preventivi e congruità delle spese
Per opere pubbliche e lavori devono essere utilizzati i prezzari applicabili.
Per beni o servizi non compresi nei prezzari possono essere richiesti più preventivi.
Le offerte devono essere:
- confrontabili;
- dettagliate;
- indipendenti;
- intestate al richiedente;
- coerenti con il progetto;
- prive di rapporti di collegamento incompatibili.
La scelta dell’offerta più costosa deve essere motivata.
Quando possono iniziare i lavori
La regola prudenziale è non avviare l’investimento prima della presentazione della domanda.
Possono costituire avvio:
- inizio dei lavori;
- ordine vincolante;
- contratto;
- accettazione di un preventivo;
- pagamento di acconti;
- consegna di beni;
- emissione di documenti di spesa;
- affidamento definitivo.
Le sole attività preparatorie e progettuali devono essere gestite nel rispetto delle specifiche condizioni del bando.
Valutazione e graduatoria
La procedura è:
valutativa a graduatoria
Non è un click day.
Le domande vengono confrontate sulla base dei criteri previsti dal bando.
Possono essere valutati:
- coerenza con la Strategia locale;
- rilevanza del bisogno;
- utilità pubblica;
- numero di utenti;
- qualità progettuale;
- recupero di patrimonio rurale;
- accessibilità;
- sostenibilità gestionale;
- livello di progettazione;
- coinvolgimento della comunità;
- integrazione con altri servizi;
- capacità di contrastare lo spopolamento;
- cantierabilità;
- proporzionalità delle spese;
- partenariati;
- risultati attesi.
La documentazione necessaria per ottenere i punteggi deve essere allegata entro la scadenza.
Criteri da rafforzare
Utilità pubblica
La relazione deve dimostrare che il bene sarà effettivamente utilizzato dalla comunità.
Sostenibilità
Devono essere indicate le risorse necessarie per gestire lo spazio dopo il finanziamento.
Accessibilità
È utile prevedere interventi che consentano l’utilizzo anche da parte di persone con disabilità o ridotta mobilità.
Partecipazione
Accordi con associazioni, scuole, cooperative e altri enti possono dimostrare l’effettiva domanda territoriale.
Cantierabilità
Un progetto con autorizzazioni, elaborati e computi già avanzati riduce il rischio di ritardi.
Valore architettonico e paesaggistico
Gli interventi devono rispettare e valorizzare gli elementi rurali caratteristici.
Tempi di realizzazione
Il termine definitivo per la conclusione deve essere verificato nel provvedimento di concessione.
Entro tale data devono essere:
- completati i lavori;
- installate le attrezzature;
- effettuati i pagamenti;
- ottenuti collaudi e autorizzazioni finali;
- presentata la domanda di saldo.
Eventuali proroghe devono essere richieste prima della scadenza e adeguatamente motivate.
Rendicontazione
La rendicontazione avviene tramite SisCO.
Possono essere richiesti:
- fatture;
- mandati;
- bonifici;
- quietanze;
- estratti conto;
- stato finale;
- computo consuntivo;
- certificato di regolare esecuzione;
- collaudi;
- fotografie;
- relazione finale;
- autorizzazioni;
- documentazione sull’utilizzo del bene;
- dichiarazioni sul cumulo;
- documenti relativi agli affidamenti.
I pagamenti devono essere tracciabili e riconducibili al beneficiario.
Obblighi successivi
Il beneficiario deve:
- mantenere la destinazione del bene;
- garantire la fruizione pubblica;
- non alienare gli investimenti;
- assicurare manutenzione;
- mantenere il titolo di disponibilità;
- consentire controlli;
- conservare i documenti;
- rispettare gli obblighi di comunicazione;
- evitare il doppio finanziamento;
- utilizzare correttamente loghi e targhe;
- mantenere le condizioni che hanno determinato il punteggio.
Suggerimenti operativi
Verificare la categoria del beneficiario
Associazioni, fondazioni e altri non profit devono verificare la propria ammissibilità giuridica prima di sostenere costi di progettazione.
Definire prima la funzione finale
Il progetto deve indicare con precisione quale servizio verrà svolto nello spazio recuperato.
Coinvolgere il gestore
Quando la gestione sarà affidata a un’associazione o cooperativa, il rapporto deve essere definito prima della domanda.
Preparare un piano economico pluriennale
Il contributo copre l’investimento, ma non garantisce la sostenibilità futura.
Controllare le autorizzazioni
Gli immobili rurali possono essere soggetti a vincoli urbanistici, paesaggistici o culturali.
Non iniziare anticipatamente
Ordini, acconti e lavori avviati prima della domanda possono compromettere l’ammissibilità.
Simulare il punteggio
Prima dell’invio occorre verificare quali criteri sono realmente documentabili.
Checklist pratica
Prima della domanda è opportuno verificare che:
- il richiedente appartenga a una categoria ammessa;
- il bene si trovi nell’area del GAL;
- il Comune di Sondrio non sia interessato dall’investimento;
- il progetto abbia finalità non produttiva;
- sia garantita la fruizione pubblica;
- il titolo sul bene sia valido;
- il proprietario autorizzi le opere;
- il contributo richiesto non superi il 90%;
- il contributo non superi 200.000 euro;
- sia disponibile la quota di cofinanziamento;
- il piano di gestione sia sostenibile;
- siano state individuate le attività future;
- il progetto sia coerente con la Strategia del GAL;
- siano stati predisposti computo e preventivi;
- siano disponibili planimetrie e fotografie;
- siano stati richiesti i titoli edilizi;
- siano stati verificati i vincoli paesaggistici;
- il Fascicolo aziendale sia aggiornato;
- il rappresentante sia correttamente profilato su SisCO;
- la firma digitale sia valida;
- non siano iniziati i lavori;
- la domanda venga protocollata entro le ore 16:00 del 14/09/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale del bando e allegati:
https://www.galvaltellina.it/intervento-srd09-investimenti-non-produttivi-nelle-aree-rurali/
Elenco dei bandi 2026:
https://www.galvaltellina.it/bandi-2026/
Strategia di sviluppo locale 2023-2027:
https://www.galvaltellina.it/ssl-2023-2027/
Scheda regionale degli interventi SRD:
https://psr.regione.lombardia.it/pc2127/psr-2023-2027/interventi/srd-investimenti
Portale SisCO:
https://agricoltura.servizirl.it/PortaleSisco/
Informazioni sul Fascicolo aziendale:
https://opr.regione.lombardia.it/organismo-pagatore-regionale/fascicolo-aziendale
Registrazione a SisCO:
https://opr.regione.lombardia.it/it/organismo-pagatore-regionale/per-gli-agricoltori/come-registrarsi-a-sisco
Territorio del GAL:
https://www.galvaltellina.it/territorio-e-ambiente/
Sito del GAL Valtellina:
https://www.galvaltellina.it/
Email:
amministrazione@galvaltellina.it
PEC:
galvaltellina2020@legalmail.it
Telefono:
0342 212161
Scheda rapida finale
Titolo: Intervento SRD09 – Investimenti non produttivi nelle aree rurali
Programma: PSP PAC 2023-2027 – CSR Lombardia – SRG06 LEADER
Strategia: Innovazione per la rigenerazione del sistema rurale valtellinese
Ente gestore: GAL Valtellina S.C. a r.l.
Beneficiari di base: enti pubblici territoriali e soggetti di diritto pubblico
Ulteriori soggetti da verificare nel bando locale: associazioni, fondazioni e organismi senza scopo di lucro
Area: provincia di Sondrio, escluso il Comune di Sondrio
Azione 1: servizi di base locali
Azione 2: edifici e manufatti rurali a finalità pubblica
Dotazione: 721.550 euro
Forma del sostegno: contributo in conto capitale
Intensità: 90%
Contributo massimo: 200.000 euro
Apertura: 16/03/2026
Scadenza: 14/09/2026, ore 16:00
Procedura: valutativa a graduatoria
Presentazione: portale SisCO
Fascicolo aziendale: necessario
Finalità: non produttiva e di fruizione pubblica
Vuoi preparare la candidatura?
Il progetto deve dimostrare la funzione non produttiva dell’investimento, la fruizione pubblica, la disponibilità del bene, la sostenibilità della gestione e la coerenza con la Strategia di sviluppo locale.
Atamai può affiancare enti pubblici, associazioni e fondazioni nella verifica dell’ammissibilità, nella definizione del progetto, nella preparazione del quadro economico e nell’organizzazione della documentazione da caricare su SisCO.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.