Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali: il bando SRD14 del GAL Appennino Aretino
Nome ufficiale del bando e link ufficiale
Il nome ufficiale è SRD14 – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali, attuato dal GAL Consorzio Appennino Aretino nell’ambito della programmazione LEADER 2023-2027. Il GAL ne ha pubblicato la scheda ufficiale e ha indicato che le domande si presentano tramite ARTEA dal 04/03/2026 al 29/05/2026.
A chi è destinato il bando
Il bando è rivolto a micro e piccole imprese non agricole, con esclusione delle imprese agromeccaniche ATECO 01.61.00, iscritte alla Camera di Commercio e operanti nei settori ammessi. L’unità produttiva deve essere localizzata nel territorio del GAL e registrata presso ARTEA come UTE/UPS.
Area geografica di riferimento
L’area è quella del GAL Appennino Aretino, nella provincia di Arezzo. Il bando nasce per sostenere la vitalità economica dei territori rurali e contrastare lo spopolamento, rafforzando servizi, occupazione e iniziativa imprenditoriale locale.
Chi propone e gestisce il bando
L’ente titolare è il GAL Consorzio Appennino Aretino; il quadro programmatorio è quello del Piano Strategico della PAC 2023-2027 e del CSR Toscana 2023-2027. Per la presentazione delle domande il riferimento operativo è ARTEA.
Apertura e scadenza
Le domande si presentano dal 04/03/2026 al 29/05/2026. La selezione avviene a graduatoria.
Entità e forma dell’agevolazione
La dotazione finanziaria è di 900.000 euro. L’aiuto è un contributo in conto capitale pari al 40% della spesa ammissibile, elevabile al 60% per imprese giovanili, femminili o localizzate in zone svantaggiate. Il contributo minimo per domanda è 3.000 euro, quello massimo è 30.000 euro. Questo è il dato ufficiale, che prevale rispetto al riepilogo sintetico contenuto nella mail.
Spese ammissibili ed esempi concreti
Sono finanziabili investimenti produttivi per attività commerciali e turistiche, ospitalità diffusa, ristorazione, vendita di prodotti locali, attività artigianali, servizi di supporto all’agricoltura e servizi alle persone e alle imprese che migliorano la qualità della vita nelle aree rurali. Esempi concreti possono essere l’allestimento di un negozio di vicinato, il potenziamento di una piccola struttura ricettiva, l’acquisto di attrezzature per un laboratorio artigianale o interventi per rendere più accessibile e sostenibile un’attività già esistente.
Come e a chi presentare la domanda
La domanda va inviata tramite ARTEA. È consigliabile preparare in anticipo fascicolo aziendale, visura camerale, preventivi, relazione tecnica, documentazione sull’unità produttiva e allegati utili a dimostrare la localizzazione e le priorità dichiarate. Il GAL ha comunicato che fornirà supporto tecnico agli interessati nelle fasi di candidatura.
Criteri di valutazione e modalità di selezione
Il sistema di punteggio valorizza localizzazione in aree D, C2, C1, aree interne, zone montane e centri storici; premia inoltre imprese femminili, giovani, microimprese e imprese di recente costituzione. Incidono anche la tipologia di attività, con punteggi specifici per ristorazione, negozi di vicinato, ospitalità diffusa e artigianato agroalimentare, e alcune caratteristiche dell’investimento, come accessibilità, efficientamento energetico, economia circolare, valorizzazione delle tipicità locali e recupero di immobili in disuso. Il punteggio minimo richiesto è 10 punti.
Suggerimenti operativi e checklist pratica
Occorre lavorare con attenzione su tre aspetti: corretto inquadramento ATECO, localizzazione dell’unità produttiva e costruzione di un investimento che intercetti le premialità. È utile anche verificare se l’impresa può accedere all’aliquota più alta del 60%.
Scheda rapida finale
Titolo: SRD14 – Investimenti produttivi non agricoli in aree rurali
Beneficiari: micro e piccole imprese non agricole
Area: GAL Appennino Aretino, provincia di Arezzo
Contributo: 40% della spesa, elevabile al 60%; min 3.000 euro, max 30.000 euro
Apertura/scadenza: 04/03/2026 – 29/05/2026
Ente proponente: GAL Consorzio Appennino Aretino
Dove fare domanda: portale ARTEA
Titoli alternativi
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