Istituzioni culturali delle Marche: contributi 2026 per attività, patrimonio e servizi culturali

Istituzioni culturali delle Marche: contributi 2026 per attività, patrimonio e servizi culturali

La Regione Marche prepara una nuova edizione del sostegno annuale destinato alle istituzioni culturali di rilievo regionale, cioè agli enti che operano stabilmente nella ricerca, nella formazione, nella conservazione e nella diffusione della cultura e che risultano iscritti nell’apposito Elenco regionale.

La segnalazione diffusa il 4 agosto indica una dotazione di 140.000 euro, un contributo fino al 50% delle spese ammissibili e un importo massimo di 6.000 euro per beneficiario.

Questi dati devono però essere trattati con prudenza.

Alla data del 04/08/2026, il portale ufficiale della Regione Marche classifica ancora l’intervento come bando di prossima pubblicazione. Il decreto di approvazione, il testo operativo e la modulistica 2026 non risultano ancora disponibili nella pagina istituzionale dedicata.

Esiste inoltre una differenza tra le date comunicate:

  • la segnalazione indica apertura il 31/07/2026 e scadenza l’08/09/2026;
  • la preinformativa regionale riporta il 15/09/2026 come data indicativa.

Prima di trasmettere qualsiasi pratica sarà quindi necessario verificare la pubblicazione del bando definitivo. La data riportata nell’atto ufficiale della Regione Marche avrà prevalenza su tutte le comunicazioni di sintesi.

Nel frattempo, le istituzioni già iscritte nell’Elenco regionale possono preparare la relazione sulle attività, il bilancio preventivo, la documentazione sul patrimonio culturale gestito e gli elementi necessari a dimostrare il valore pubblico del proprio lavoro.

Nome ufficiale della misura

Il titolo pubblicato nella preinformativa regionale è:

L.R. n. 4/2010 – Bando per la concessione di contributi alle Istituzioni culturali di rilievo regionale iscritte nell’Elenco regionale – Annualità 2026

Il codice identificativo regionale è:

28562

La base normativa è rappresentata dall’articolo 12 della:

Legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 – Norme in materia di beni e attività culturali

La legge istituisce l’Elenco delle istituzioni culturali di rilievo regionale e consente alla Regione Marche di sostenere l’attività e il patrimonio degli enti che possiedono i requisiti richiesti.

Stato della misura al 4 agosto 2026

Alla sera del 4 agosto il bando non risulta ancora pubblicato nella forma operativa completa.

Sono disponibili:

  • la preinformativa regionale;
  • il titolo della misura;
  • il codice identificativo 28562;
  • il riferimento alla Legge regionale n. 4/2010;
  • la struttura regionale competente;
  • la pagina dell’Elenco delle istituzioni culturali.

Non risultano ancora disponibili nella pagina ufficiale:

  • decreto di approvazione;
  • testo integrale del bando 2026;
  • disciplinare delle spese;
  • griglia di valutazione;
  • modulistica;
  • codice della procedura informatica;
  • orari definitivi di apertura e chiusura;
  • modalità di rendicontazione;
  • scadenze per la realizzazione delle attività;
  • disciplina delle eventuali anticipazioni;
  • indicazione ufficiale del contributo massimo.

I dati economici e temporali riportati nella comunicazione devono quindi essere verificati dopo la pubblicazione dell’atto.

Dati annunciati per l’edizione 2026

La segnalazione ricevuta riporta:

  • dotazione complessiva: 140.000 euro;
  • intensità massima: 50%;
  • contributo massimo: 6.000 euro;
  • procedura: valutativa;
  • apertura indicata: 31/07/2026;
  • scadenza indicata: 08/09/2026.

Questi elementi sono utili per una prima programmazione, ma non devono essere presentati come definitivamente operativi fino alla pubblicazione del bando regionale.

La preinformativa ufficiale riporta invece, al momento:

  • pubblicazione prevista tra luglio e agosto;
  • scadenza indicativa: 15/09/2026.

Che cosa sono le istituzioni culturali di rilievo regionale

Le istituzioni culturali sono soggetti che svolgono in modo continuativo attività di interesse pubblico nei settori della cultura, dello studio e della conoscenza.

Possono custodire o gestire:

  • biblioteche;
  • archivi;
  • fondi documentali;
  • collezioni;
  • musei;
  • raccolte fotografiche;
  • patrimonio musicale;
  • materiale audiovisivo;
  • documentazione cinematografica;
  • pubblicazioni;
  • fondi personali;
  • testimonianze della storia regionale;
  • patrimoni scientifici e artistici.

Non si tratta necessariamente di enti che organizzano grandi eventi.

Il loro valore deriva spesso dalla capacità di assicurare nel tempo:

  • conservazione;
  • catalogazione;
  • ricerca;
  • accessibilità;
  • attività editoriale;
  • formazione;
  • divulgazione;
  • apertura al pubblico;
  • collaborazione con scuole e università;
  • supporto agli studiosi;
  • produzione di conoscenza.

La Regione Marche definisce queste istituzioni come elementi essenziali del pluralismo culturale e riconosce il carattere continuativo del servizio offerto alla comunità.

Beneficiari

Il requisito fondamentale è l’iscrizione all’:

Elenco regionale delle istituzioni culturali di rilievo regionale

Possono essere iscritte all’Elenco le persone giuridiche private:

  • riconosciute;
  • non riconosciute;
  • prive di finalità di lucro;
  • operanti effettivamente nella cultura;
  • dotate dei requisiti previsti dalla disciplina regionale.

Tra le forme giuridiche interessate possono rientrare:

  • associazioni;
  • fondazioni;
  • accademie;
  • centri studi;
  • istituti storici;
  • enti culturali;
  • altre persone giuridiche private senza scopo di lucro.

La semplice denominazione di “associazione culturale” non è sufficiente.

Il soggetto deve risultare formalmente inserito nell’Elenco regionale e deve mantenere i requisiti che ne hanno consentito l’iscrizione.

L’iscrizione all’Elenco è obbligatoria

L’iscrizione non rappresenta un elemento premiale, ma una condizione preliminare.

Un’associazione culturale marchigiana che non compare nell’Elenco non può presumere di partecipare direttamente al bando annuale.

Occorre distinguere due procedimenti:

  1. iscrizione e permanenza nell’Elenco regionale;
  2. domanda annuale di contributo.

L’iscrizione all’Elenco non comporta automaticamente il riconoscimento del contributo.

L’istituzione deve presentare ogni anno la domanda prevista dal bando, rispettare i requisiti e superare la valutazione.

Requisiti generali dell’istituzione

La disciplina dell’Elenco richiede che l’ente:

  • sia una persona giuridica privata;
  • operi senza fini di lucro;
  • svolga attività culturale effettiva;
  • presenti continuità operativa;
  • operi con un adeguato livello scientifico;
  • possieda finalità culturali coerenti nello statuto;
  • svolga attività di interesse pubblico;
  • disponga di un’organizzazione adeguata;
  • renda accessibili attività o patrimonio;
  • mantenga aggiornate le informazioni comunicate alla Regione.

Il bando 2026 potrà richiedere ulteriori condizioni, tra cui:

  • regolarità contributiva;
  • regolarità fiscale;
  • assenza di cause di esclusione;
  • corretto adempimento delle precedenti rendicontazioni;
  • disponibilità di una PEC;
  • firma digitale;
  • conto corrente intestato all’ente;
  • rispetto degli obblighi del Terzo settore, quando applicabili.

Questi requisiti dovranno essere controllati nel testo definitivo.

Continuità dell’attività culturale

L’istituzione deve dimostrare che la propria attività non è occasionale.

La continuità può risultare da:

  • programmi annuali;
  • aperture periodiche;
  • attività di ricerca;
  • pubblicazioni;
  • convegni;
  • seminari;
  • consultazione di archivi e biblioteche;
  • inventariazione;
  • catalogazione;
  • collaborazioni con università;
  • attività con le scuole;
  • gestione continuativa di collezioni;
  • servizi agli studiosi;
  • produzione editoriale;
  • presenza organizzativa stabile.

Una singola manifestazione annuale potrebbe non essere sufficiente a qualificare un soggetto come istituzione culturale di rilievo regionale.

Elevato livello scientifico

L’attività deve possedere una qualità culturale e scientifica riconoscibile.

Possono essere utilizzati come elementi dimostrativi:

  • comitato scientifico;
  • curriculum dei responsabili;
  • collaborazioni universitarie;
  • presenza di studiosi;
  • pubblicazioni con comitato editoriale;
  • cataloghi;
  • inventari;
  • ricerche originali;
  • convegni;
  • citazioni;
  • riconoscimenti;
  • accordi con istituzioni nazionali;
  • partecipazione a reti;
  • gestione professionale del patrimonio.

Il livello scientifico non dipende esclusivamente dalla presenza di professori universitari.

Deve risultare dal metodo utilizzato, dalla qualità delle attività e dalla rilevanza dei risultati.

Finalità culturali nello statuto

Prima della domanda è opportuno verificare che lo statuto comprenda in modo chiaro attività come:

  • ricerca;
  • studio;
  • conservazione;
  • tutela;
  • formazione;
  • educazione;
  • valorizzazione;
  • divulgazione;
  • gestione di archivi;
  • gestione di biblioteche;
  • gestione di collezioni;
  • promozione della cultura;
  • attività editoriale;
  • organizzazione di iniziative scientifiche.

Uno statuto troppo generico può rendere difficile dimostrare la coerenza tra natura dell’ente e progetto presentato.

Territorio interessato

La misura riguarda istituzioni culturali riconosciute dalla:

Regione Marche

Le attività finanziate devono avere un interesse regionale e una ricaduta sul territorio marchigiano.

L’ente dovrebbe dimostrare:

  • rapporto con la storia e la cultura delle Marche;
  • rilevanza del patrimonio conservato;
  • accessibilità per la comunità regionale;
  • capacità di operare oltre il solo ambito comunale;
  • collaborazioni territoriali;
  • coinvolgimento di utenti, scuole, studiosi o cittadini;
  • diffusione dei risultati.

Non è sufficiente che la sede dell’associazione sia localizzata nelle Marche.

L’attività deve possedere un effettivo valore culturale pubblico.

Enti già presenti nell’Elenco regionale

L’Elenco regionale comprende, tra gli altri:

  • Accademia Georgica di Treia;
  • Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti;
  • Accademia Raffaello;
  • Associazione Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato;
  • Centro di Studi Storici Maceratesi;
  • Centro Nazionale di Studi Leopardiani;
  • Centro Studi Gabriele Galantara;
  • Centro Studi Osvaldo Licini;
  • Centro Studi Romolo Murri;
  • Centro Studi Vitruviani;
  • Deputazione di Storia Patria per le Marche;
  • Ente Olivieri;
  • Fondazione Ermanno Casoli;
  • Fondazione Federico II Hohenstaufen;
  • Fondazione Fedrigoni;
  • Fondazione Gioachino Rossini;
  • Fondazione Romolo Murri;
  • Istituto Campana per l’Istruzione Permanente;
  • Istituto Gramsci Marche;
  • istituti storici della Resistenza;
  • società e centri di studi storici.

L’elenco completo e aggiornato deve essere consultato sulla pagina ufficiale della Regione.

Ente titolare e soggetto gestore

L’ente titolare e gestore della misura è:

Regione Marche

La struttura indicata nella preinformativa è:

Direzione Attività produttive, imprese e cultura

Il referente riportato nella preinformativa è:

Simone Serritelli

La Regione cura:

  • approvazione del bando;
  • apertura della procedura;
  • ricezione delle istanze;
  • verifica dei requisiti;
  • valutazione delle domande;
  • determinazione dei contributi;
  • approvazione degli esiti;
  • erogazione;
  • controllo delle rendicontazioni;
  • eventuale revoca.

Atamai non è l’ente concedente e non partecipa alla valutazione.

Può assistere l’istituzione nella verifica della posizione nell’Elenco, nell’organizzazione del programma culturale, nella predisposizione del bilancio e nel controllo formale della domanda.

Forma ed entità del contributo

Secondo i dati comunicati, il sostegno dovrebbe assumere la forma di:

contributo a fondo perduto

L’intensità indicata è:

50% delle spese ammissibili

Il contributo massimo indicato è:

6.000 euro

Il valore dovrà essere confermato dal bando ufficiale.

Esempi di calcolo sui dati annunciati

Programma da 6.000 euro

  • spesa: 6.000 euro;
  • contributo teorico al 50%: 3.000 euro;
  • quota dell’istituzione: 3.000 euro.

Programma da 10.000 euro

  • contributo teorico: 5.000 euro;
  • cofinanziamento: 5.000 euro.

Programma da 12.000 euro

  • contributo teorico: 6.000 euro;
  • quota dell’istituzione: 6.000 euro.

Programma da 20.000 euro

Il 50% sarebbe pari a 10.000 euro, ma il massimale annunciato limiterebbe il contributo a:

  • contributo: 6.000 euro;
  • quota da coprire con altre risorse: 14.000 euro.

Questi calcoli sono indicativi e dovranno essere aggiornati sulla base del testo definitivo.

Dotazione finanziaria annunciata

La dotazione comunicata è pari a:

140.000 euro

Con un massimale di 6.000 euro, le risorse potrebbero finanziare teoricamente almeno 23 contributi pieni.

Il numero effettivo potrebbe essere superiore quando:

  • alcuni enti richiedono importi inferiori;
  • la spesa ammissibile viene rideterminata;
  • il contributo viene ripartito proporzionalmente;
  • il bando prevede un metodo di distribuzione collegato al punteggio.

Il sistema di calcolo non è ancora confermato.

Quali attività preparare

In attesa del bando definitivo, le istituzioni possono strutturare il proprio programma annuale intorno alle funzioni riconosciute dalla Legge regionale.

Possono essere descritte attività come:

  • studio e ricerca;
  • catalogazione;
  • inventariazione;
  • conservazione;
  • digitalizzazione;
  • accessibilità del patrimonio;
  • formazione;
  • iniziative educative;
  • pubblicazioni;
  • convegni;
  • seminari;
  • apertura di biblioteche e archivi;
  • attività museali;
  • consultazione di fondi;
  • produzione di strumenti bibliografici;
  • divulgazione;
  • valorizzazione di personalità e patrimoni marchigiani;
  • collaborazioni con scuole e università.

Questo elenco indica possibili ambiti progettuali, non rappresenta ancora l’elenco ufficiale delle spese ammissibili 2026.

Ricerca e produzione culturale

Un progetto può descrivere:

  • oggetto della ricerca;
  • fonti utilizzate;
  • gruppo scientifico;
  • metodologia;
  • risultati attesi;
  • pubblicazioni;
  • restituzione pubblica;
  • ricaduta sul territorio;
  • modalità di conservazione dei risultati.

È preferibile evitare proposte generiche come “promozione della cultura”.

Occorre indicare:

  • quale patrimonio viene studiato;
  • perché è rilevante;
  • chi svolge il lavoro;
  • quale risultato viene prodotto;
  • chi potrà utilizzarlo.

Archivi e biblioteche

Le istituzioni che gestiscono archivi e biblioteche possono preparare attività relative a:

  • riordino;
  • inventariazione;
  • catalogazione;
  • digitalizzazione;
  • conservazione preventiva;
  • accesso degli studiosi;
  • apertura al pubblico;
  • valorizzazione dei fondi;
  • produzione di guide;
  • esposizioni documentarie;
  • attività didattiche;
  • gestione di fondi personali;
  • pubblicazione di fonti.

Il progetto deve quantificare:

  • documenti interessati;
  • fondi;
  • ore di apertura;
  • utenti;
  • record catalografici;
  • immagini digitalizzate;
  • risultati accessibili online;
  • interventi conservativi.

Collezioni museali e artistiche

Per collezioni e patrimoni museali possono essere preparate attività come:

  • studio;
  • catalogazione;
  • documentazione fotografica;
  • aggiornamento degli inventari;
  • apertura;
  • visite;
  • attività educative;
  • percorsi tematici;
  • divulgazione;
  • valorizzazione digitale;
  • collaborazione con scuole;
  • pubblicazione di cataloghi.

Il progetto deve distinguere tra:

  • attività ordinaria;
  • progetto specifico;
  • costi generali;
  • risultati misurabili.

Patrimonio musicale e audiovisivo

Le istituzioni che conservano musica, registrazioni, fotografie o audiovisivi possono sviluppare:

  • catalogazione;
  • digitalizzazione;
  • restauro digitale;
  • descrizione dei supporti;
  • indicizzazione;
  • gestione dei diritti;
  • creazione di archivi consultabili;
  • presentazioni pubbliche;
  • attività di studio;
  • pubblicazioni;
  • podcast e contenuti divulgativi.

Devono essere affrontati:

  • titolarità dei diritti;
  • autorizzazioni;
  • trattamento dei dati personali;
  • conservazione dei file;
  • copie di sicurezza;
  • formati;
  • accessibilità.

Formazione e attività educative

Possono essere preparati programmi rivolti a:

  • studenti;
  • insegnanti;
  • ricercatori;
  • cittadini;
  • operatori culturali;
  • volontari;
  • giovani studiosi.

Le attività possono comprendere:

  • seminari;
  • laboratori;
  • lezioni;
  • visite;
  • tirocini;
  • incontri;
  • percorsi didattici;
  • formazione sulla gestione del patrimonio;
  • formazione archivistica e bibliografica.

La proposta dovrebbe precisare:

  • destinatari;
  • numero di partecipanti;
  • durata;
  • docenti;
  • materiali;
  • risultati;
  • modalità di verifica.

Pubblicazioni

Le istituzioni culturali svolgono spesso attività editoriale.

Il progetto può riguardare, quando ammesso:

  • monografie;
  • atti di convegni;
  • edizioni critiche;
  • cataloghi;
  • riviste;
  • strumenti di consultazione;
  • pubblicazioni digitali;
  • inventari;
  • guide.

È opportuno indicare:

  • piano editoriale;
  • autori;
  • curatori;
  • comitato scientifico;
  • tiratura;
  • distribuzione;
  • versione digitale;
  • accessibilità;
  • diritti;
  • calendario.

Spese da non considerare ancora confermate

Fino alla pubblicazione del bando non è possibile affermare con certezza l’ammissibilità di:

  • personale;
  • collaborazioni;
  • compensi scientifici;
  • stampa;
  • acquisto di libri;
  • acquisto di attrezzature;
  • digitalizzazione;
  • software;
  • sito internet;
  • spese di comunicazione;
  • utenze;
  • affitto;
  • assicurazioni;
  • manutenzione;
  • viaggi;
  • ospitalità;
  • beni durevoli;
  • IVA;
  • spese generali.

Ogni voce dovrà essere confrontata con il disciplinare 2026.

Come preparare il bilancio preventivo

Il quadro economico dovrebbe distinguere:

  • personale;
  • collaborazioni;
  • servizi;
  • materiali;
  • comunicazione;
  • pubblicazioni;
  • digitalizzazione;
  • noleggi;
  • spese organizzative;
  • altre voci coerenti.

Per ogni costo occorre indicare:

  • attività collegata;
  • importo;
  • criterio di calcolo;
  • eventuale preventivo;
  • periodo;
  • soggetto che sosterrà la spesa;
  • fonte di copertura.

Il bilancio deve risultare equilibrato.

Le entrate possono comprendere:

  • contributo regionale;
  • risorse proprie;
  • quote associative;
  • contributi di altri enti;
  • sponsorizzazioni;
  • donazioni;
  • entrate da attività;
  • altri fondi compatibili.

Procedura di presentazione

La modalità definitiva non è ancora confermata nell’atto operativo.

La Regione Marche utilizza per numerosi bandi culturali la piattaforma:

SmartBandi

Non è però prudente considerarla obbligatoria per l’edizione 2026 fino alla pubblicazione delle istruzioni.

Il bando dovrà chiarire:

  • piattaforma;
  • codice della procedura;
  • soggetto autorizzato alla compilazione;
  • sistemi di identità digitale;
  • firma;
  • formato degli allegati;
  • marca da bollo;
  • eventuale esenzione;
  • modalità di protocollazione.

Documenti da preparare

In attesa della modulistica, è utile raccogliere:

  • statuto aggiornato;
  • atto costitutivo;
  • documento del legale rappresentante;
  • provvedimento di iscrizione nell’Elenco;
  • attestazione di permanenza dei requisiti;
  • relazione sull’attività 2025;
  • programma culturale 2026;
  • bilancio consuntivo;
  • bilancio preventivo;
  • elenco del patrimonio gestito;
  • curriculum dell’istituzione;
  • curriculum del responsabile scientifico;
  • elenco delle pubblicazioni;
  • dati sugli utenti;
  • dati sulle aperture;
  • accordi con scuole e università;
  • eventuali preventivi;
  • IBAN intestato all’ente;
  • firma digitale;
  • PEC;
  • documentazione fiscale e contributiva;
  • precedenti rendicontazioni regionali.

Valutazione

La comunicazione definisce la procedura come:

valutativa

La griglia 2026 non è ancora pubblicata.

È ragionevole preparare il progetto affinché dimostri:

  • continuità dell’attività;
  • qualità scientifica;
  • rilevanza regionale;
  • valore del patrimonio;
  • accessibilità;
  • numero e qualità degli utenti;
  • collaborazione con il territorio;
  • sostenibilità economica;
  • capacità organizzativa;
  • risultati misurabili;
  • correttezza delle precedenti rendicontazioni.

Questi elementi rappresentano una guida progettuale, non l’attribuzione ufficiale dei punteggi.

Indicatori utili

L’istituzione può raccogliere dati come:

  • giornate di apertura;
  • ore di apertura;
  • utenti;
  • studiosi accolti;
  • studenti coinvolti;
  • documenti consultati;
  • record catalogati;
  • volumi conservati;
  • fondi archivistici;
  • immagini digitalizzate;
  • pubblicazioni;
  • convegni;
  • partecipanti;
  • collaborazioni;
  • progetti scientifici;
  • accessi online;
  • contenuti resi disponibili;
  • attività con le scuole.

I dati quantitativi rendono più credibile la descrizione dell’attività.

Rendicontazione

Le regole 2026 saranno definite nel bando.

È comunque opportuno predisporre fin dall’inizio:

  • conto corrente intestato all’istituzione;
  • contabilità separata o codice dedicato;
  • fatture;
  • contratti;
  • incarichi;
  • bonifici;
  • estratti conto;
  • ricevute;
  • prospetti del personale;
  • documentazione delle attività;
  • fotografie;
  • pubblicazioni;
  • registri delle presenze;
  • materiale promozionale.

I pagamenti dovrebbero essere tracciabili e direttamente riconducibili al beneficiario.

Attenzione ai precedenti contributi

Prima della nuova domanda occorre verificare che eventuali contributi precedenti siano stati:

  • utilizzati correttamente;
  • rendicontati;
  • liquidati;
  • integrati con i documenti richiesti;
  • chiusi senza contestazioni.

Una rendicontazione incompleta potrebbe creare problemi nella nuova istruttoria.

Suggerimenti operativi

Controllare l’Elenco regionale

Il primo passaggio è verificare che l’istituzione risulti ancora iscritta.

Non confondere iscrizione e contributo

L’iscrizione consente di partecipare, ma non garantisce l’agevolazione.

Preparare una relazione annuale documentata

La relazione deve contenere attività, numeri, risultati e patrimonio gestito.

Selezionare un programma specifico

È preferibile presentare un progetto riconoscibile invece di un elenco generico di spese ordinarie.

Dimostrare la rilevanza regionale

Occorre spiegare perché l’attività superi il solo interesse locale.

Raccogliere dati sugli utenti

Accessi, partecipanti, studiosi e studenti rafforzano la candidatura.

Predisporre il bilancio in anticipo

Il cofinanziamento deve essere realistico e documentabile.

Non utilizzare ancora date e aliquote come definitive

Occorre attendere il decreto attuativo.

Controllare il portale regionale

La preinformativa non equivale all’apertura della procedura.

Checklist pratica

Prima della pubblicazione:

  • verificare l’iscrizione nell’Elenco regionale;
  • controllare statuto e atto costitutivo;
  • aggiornare i dati dell’ente;
  • verificare PEC e firma digitale;
  • predisporre la relazione sull’attività;
  • raccogliere dati quantitativi;
  • definire il programma 2026;
  • predisporre il quadro economico;
  • individuare il cofinanziamento;
  • raccogliere preventivi;
  • verificare le precedenti rendicontazioni;
  • controllare la regolarità contributiva e fiscale;
  • raccogliere curriculum e pubblicazioni.

Dopo la pubblicazione:

  • verificare la data ufficiale di apertura;
  • verificare la scadenza ufficiale;
  • controllare l’orario;
  • verificare dotazione e massimale;
  • controllare la percentuale;
  • leggere le spese ammissibili;
  • verificare i criteri;
  • identificare la piattaforma;
  • scaricare la modulistica;
  • verificare il bollo;
  • controllare le modalità di firma;
  • verificare il codice della procedura;
  • inviare la domanda;
  • controllare la protocollazione;
  • conservare la ricevuta.

Link ufficiali

Preinformativa regionale – identificativo 28562:
https://static.regione.marche.it/Amministrazione-Trasparente/Bandi-di-gara-e-contratti/Gare-Bandite/id_8362/28562

Pagina dei bandi di prossima uscita:
https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita

Pagina dei bandi attivi:
https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi

Istituzioni e associazioni culturali:
https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Istituzioni-e-Associazioni-Culturali

Elenco delle istituzioni culturali di rilievo regionale:
https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Istituzioni-e-Associazioni-Culturali

Piattaforma SmartBandi:
https://smartbandi.regione.marche.it/

PEC del settore cultura:
regione.marche.funzionebac@emarche.it

Email generale del settore:
settore.beniattivitaculturali@regione.marche.it

Contatto indicato nella preinformativa:
simone.serritelli@regione.marche.it

Scheda rapida finale

Titolo: Bando per la concessione di contributi alle Istituzioni culturali di rilievo regionale – Annualità 2026

Codice regionale: 28562

Base normativa: Legge regionale Marche n. 4/2010, articolo 12

Ente titolare: Regione Marche

Struttura: Direzione Attività produttive, imprese e cultura

Beneficiari: istituzioni culturali iscritte nell’Elenco regionale

Forme giuridiche: persone giuridiche private senza fini di lucro

Attività: culturali, educative e artistiche svolte con continuità e adeguato livello scientifico

Territorio: Regione Marche

Dotazione comunicata: 140.000 euro

Contributo comunicato: fino al 50%

Massimale comunicato: 6.000 euro

Apertura comunicata: 31/07/2026

Scadenza comunicata: 08/09/2026

Data riportata nella preinformativa regionale: 15/09/2026

Stato al 04/08/2026: bando non ancora pubblicato in forma operativa sul portale regionale

Procedura annunciata: valutativa

Punteggio: non ancora pubblicato

Spese ammissibili: non ancora pubblicate

Piattaforma: da confermare nel bando definitivo

 

Vuoi prepararti alla pubblicazione del bando?

Il primo controllo riguarda l’effettiva presenza dell’ente nell’Elenco regionale. È poi necessario predisporre una relazione documentata sulle attività, un programma culturale definito, un bilancio equilibrato e dati capaci di dimostrare continuità, rilevanza regionale e qualità scientifica.

Atamai può affiancare l’istituzione nella verifica preliminare, nella costruzione del programma, nella preparazione del quadro economico e nel controllo della domanda dopo la pubblicazione del bando definitivo.

Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.