L’Altra Romagna: 30.000 euro a fondo perduto per aprire una nuova attività extra-agricola

L’Altra Romagna: 30.000 euro a fondo perduto per aprire una nuova attività extra-agricola

Il GAL L’Altra Romagna mantiene aperto il bando SRE04 “Start up non agricole”, destinato alla nascita di nuove attività imprenditoriali extra-agricole nelle aree rurali del proprio territorio.

L’agevolazione consiste in un premio fisso a fondo perduto di 30.000 euro, destinato a chi avvia una nuova impresa o, in determinate condizioni, una nuova attività mai esercitata prima da un’impresa già esistente.

La dotazione finanziaria, inizialmente pari a circa 270.600 euro, è stata successivamente incrementata fino a 510.000 euro. Le domande possono essere presentate fino alle ore 17:00 del 31 dicembre 2026, ma lo sportello può chiudere anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse.

Prima correzione: il contributo non è del 50%

 

Il bando prevede invece un premio in conto capitale fisso di 30.000 euro.

Il riferimento al 50% riguarda esclusivamente la possibilità di ricevere il premio in due tranche da 15.000 euro ciascuna:

  • 50% come anticipo;
  • 50% a saldo.

Non si tratta quindi di un contributo calcolato applicando il 50% alle spese sostenute.

Esempio:

un progetto da 30.000 euro può ottenere 30.000 euro di premio;

un progetto da 50.000 euro può ottenere comunque 30.000 euro;

un progetto da 80.000 euro può ottenere comunque 30.000 euro.

L’importo non cresce oltre il premio fisso.

Ma bisogna spendere realmente almeno 30.000 euro

Il fatto che il premio sia fisso non significa che si possa presentare un progetto simbolico.

Il bando stabilisce che la spesa ammissibile del Piano di Investimento deve essere almeno pari ai 30.000 euro del premio.

Se, al momento dell’istruttoria o della liquidazione, le spese riconosciute scendono sotto questa soglia, il premio non viene semplicemente ridotto: non può essere riconosciuto.

C’è inoltre un dettaglio molto importante.

Nel calcolo dei 30.000 euro minimi non vengono conteggiati:

  • IVA;
  • forfait di 5.000 euro relativo alle spese di costituzione e alle spese generali.

Quindi il beneficiario deve realizzare almeno 30.000 euro di investimenti ammissibili effettivi, oltre all’eventuale quota forfettaria.

Non è una graduatoria, ma uno sportello

 

“procedura di selezione degli interventi a sportello”.

L’ordine temporale di protocollazione determina l’ordine con cui il GAL esamina e valuta le domande.

Le proposte che raggiungono il punteggio qualitativo minimo vengono finanziate progressivamente, fino all’esaurimento della disponibilità.

Quindi, a differenza di una vera graduatoria:

una domanda valida presentata prima può ottenere la concessione senza dover attendere la chiusura del 31 dicembre.

Il GAL prevede infatti di approvare l’ammissione della singola domanda e notificare la concessione entro 90 giorni da ciascuna candidatura.

Terza correzione: il bando è aperto dal 2025, non dal 2026

La scheda Neskey indica come apertura:

8 settembre 2026.

Il bando ufficiale indica invece:

8 settembre 2025.

Il termine finale è rimasto fissato al:

31 dicembre 2026, ore 17:00.

Ma vale la clausola:

“fino a concorrenza delle risorse finanziarie disponibili”.

La pagina ufficiale del GAL è tuttora classificata come Aperto e nel frattempo sono già stati pubblicati diversi elenchi di domande approvate, compreso un aggiornamento del 15 ottobre 2026.

Questo significa che, per chi è interessato oggi, non aspetterei dicembre.

Esiste anche una piccola overbooking del 10%

Quando le domande raggiungono il 100% del plafond il GAL può consentire la presentazione di ulteriori richieste fino al 110% della dotazione.

Queste domande aggiuntive vengono però istruite soltanto se emergono riduzioni, economie o disponibilità sufficienti sulle pratiche precedenti.

La protocollazione oltre il 100% non genera quindi alcun diritto al finanziamento.

Chi può partecipare

La platea è piuttosto ampia.

Possono presentare domanda:

Persone fisiche che intendono costituire una micro o piccola impresa extra-agricola.

Micro e piccole imprese extra-agricole già costituite da non più di un anno.

Micro e piccole imprese costituite da più di un anno, purché intendano avviare una nuova attività extra-agricola mai esercitata in precedenza.

Liberi professionisti in forma individuale, se l’attività è stata avviata da non più di un anno.

Associazioni non partecipate da soggetti pubblici, con caratteristiche di micro o piccola impresa, appena costituite oppure intenzionate ad avviare una nuova attività mai precedentemente svolta.

È quindi interessante anche per un’impresa esistente che voglia realmente aprire una seconda attività completamente nuova.

La persona fisica può fare domanda prima di aprire l’impresa

Questo è uno degli aspetti più utili.

Chi ha un progetto imprenditoriale ma non ha ancora costituito l’impresa può presentare domanda come persona fisica.

Se ottiene la concessione avrà poi 150 giorni per:

  • aprire la partita IVA;
  • aprire la posizione previdenziale;
  • effettuare l’eventuale iscrizione al Registro Imprese;
  • costituire formalmente l’impresa;
  • dimostrare il possesso della sede e degli immobili;
  • mantenere i requisiti che hanno determinato il punteggio.

Questo limita il rischio di sostenere preventivamente tutti i costi di costituzione per poi scoprire di non essere finanziati.

Niente attività agricola, nemmeno secondaria

Il requisito è molto netto.

L’impresa deve essere extra-agricola e non può esercitare attività agricole ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.

Il bando precisa che l’attività agricola non può essere esercitata nemmeno come attività secondaria.

Quindi non è il bando destinato a un’azienda agricola che vuole aggiungere semplicemente una seconda attività mantenendo quella agricola.

Per quell’ipotesi esistono altri interventi sulla diversificazione agricola.

È indispensabile scegliere un codice ATECO ammesso

Il bando contiene un elenco specifico, aggiornato ai codici ATECO 2025.

Il codice dell’attività deve essere tra quelli ammessi e verrà verificato sia nella relazione progettuale sia successivamente attraverso la visura camerale.

L’elenco comprende molte attività in settori quali:

  • commercio;
  • ricettività;
  • ristorazione;
  • software;
  • comunicazione;
  • noleggio;
  • turismo;
  • servizi alle imprese;
  • salute e assistenza;
  • intrattenimento;
  • riparazione;
  • manifattura;
  • artigianato.

La verifica ATECO dovrebbe essere quindi il primo controllo della pratica.

Quali nuove attività sono considerate coerenti

Il bando individua espressamente attività e servizi destinati a:

  • popolazione e persone con esigenze specifiche;
  • servizi socio-assistenziali;
  • educazione;
  • attività ricreative e culturali;
  • coworking;
  • mobilità;
  • commercializzazione;
  • promozione e comunicazione;
  • IT;
  • artigianato e manifattura;
  • turismo rurale;
  • ristorazione;
  • ricettività;
  • accoglienza;
  • valorizzazione di beni culturali e ambientali;
  • economia circolare e bioeconomia;
  • energie rinnovabili;
  • trasformazione e commercializzazione di determinate produzioni.

Sono invece escluse attività legate ad armi e munizioni, gioco d’azzardo e commercio di materiale pornografico.

Dove deve essere realizzato il progetto

Gli investimenti materiali devono essere realizzati nel territorio del GAL L’Altra Romagna.

Le imprese, i professionisti e le associazioni già costituiti devono avere almeno una sede operativa nel territorio GAL; per chi presenta domanda come persona fisica il requisito viene verificato al momento della successiva costituzione dell’impresa.

Il territorio interessa le aree rurali delle province di Forlì-Cesena e Ravenna.

Prima di presentare la candidatura conviene comunque verificare la localizzazione puntuale sulla delimitazione 2023-2027 del GAL, soprattutto per le zone parzialmente incluse.

Le aree più periferiche partono con un vantaggio

La localizzazione pesa molto nel punteggio.

Un progetto realizzato in Zona D, cioè nei territori con problemi di sviluppo, ottiene:

10 punti.

Un progetto in Zona B ottiene:

8 punti.

Considerando che la soglia minima totale è 17 punti, la sola localizzazione può rappresentare più della metà del punteggio necessario.

Nove Comuni STAMI ottengono altri 2 punti

Un’ulteriore premialità riguarda la strategia delle Aree Interne.

Sono assegnati 2 punti aggiuntivi quando la nuova attività viene avviata in uno dei nove Comuni indicati dal bando:

  • Verghereto;
  • Bagno di Romagna;
  • Santa Sofia;
  • Rocca San Casciano;
  • Galeata;
  • Civitella di Romagna;
  • Premilcuore;
  • Portico e San Benedetto;
  • Tredozio.

Per un progetto localizzato in questi territori è quindi possibile partire già con una base di punteggio significativa.

Giovani: 3 punti

Un progetto qualificato come iniziativa giovanile ottiene 3 punti.

Il giovane deve avere meno di 41 anni alla data della domanda.

Nel caso di società non basta inserire nominalmente un giovane.

Per società di persone e cooperative occorre che i giovani rappresentino almeno il 51% della compagine.

Per le società di capitali devono detenere almeno il 51% del capitale e avere anche il controllo sostanziale dell’organo amministrativo secondo le condizioni previste dal bando.

Donne: altri 2 punti

L’imprenditoria femminile attribuisce 2 punti.

Anche in questo caso esistono precise condizioni sulla composizione societaria e sulla governance.

I punti per giovani e donne sono cumulabili.

Quindi, ad esempio, una nuova impresa composta secondo i requisiti sia da giovani sia da donne può ottenere entrambe le premialità.

Titolo di studio: fino a 5 punti

Il bando assegna:

Titolo Punti
Diploma scuola superiore 3
Laurea triennale 4
Laurea magistrale/specialistica 5

Questi punti possono essere cumulati con quelli di giovane e imprenditoria femminile, fino al limite massimo previsto per il criterio qualità del richiedente.

Settore dell’attività: fino a 5 punti

Anche il settore scelto incide sul risultato.

Le attività commerciali orientate alla fruibilità e attrattività dei territori rurali, comprese ospitalità diffusa, ristorazione e vendita di prodotti locali, ottengono 5 punti.

Le attività artigianali legate alla valorizzazione del territorio e delle tipicità locali ottengono 4 punti.

Anche gli altri servizi alle persone e alle imprese, comprese attività professionali nel territorio, ottengono 4 punti.

I tre punteggi sono alternativi.

Efficienza energetica e ambiente: altri 2 punti

Un Piano di Investimento nel quale oltre il 20% della spesa complessiva, al netto IVA, riguardi interventi con effetti positivi su:

  • efficienza energetica;
  • riduzione dei consumi;
  • sostenibilità ambientale;

ottiene ulteriori 2 punti.

Per un progetto vicino alla soglia minima questo criterio può quindi essere decisivo.

Il punteggio minimo è 17

La somma massima dei criteri previsti dal bando è pari a 29 punti.

Il GAL richiede che il progetto raggiunga almeno il 60% del punteggio massimo e stabilisce formalmente la soglia in:

17 punti.

Sotto 17 la domanda è inammissibile, anche se formalmente completa.

Ma una volta superata la soglia, trattandosi di uno sportello, non bisogna competere in una graduatoria finale con tutti gli altri progetti: ciò che conta è l’ordine di presentazione e la disponibilità residua delle risorse.

Esempio di progetto che raggiunge facilmente la soglia

Immaginiamo una giovane laureata che voglia aprire una nuova attività turistico-commerciale in uno dei Comuni STAMI in Zona D.

Potrebbe avere:

  • Zona D: 10 punti;
  • Comune STAMI: 2 punti;
  • giovane: 3 punti;
  • donna: 2 punti;
  • laurea magistrale: fino a 5 punti;
  • settore commerciale/turistico: 5 punti.

La candidatura supererebbe ampiamente i 17 punti.

Un progetto presentato da un soggetto non giovane, non donna, in Zona B e con un’attività meno premiata richiede invece una costruzione molto più attenta.

Opere murarie e impianti

Sono ammissibili opere murarie e impiantistiche necessarie per:

  • adeguare;
  • ampliare;
  • migliorare;
  • rinnovare

gli immobili utilizzati dalla nuova attività.

Sono ammessi anche interventi rivolti al contenimento dei consumi energetici.

Affitto e rate del mutuo

Possono essere inseriti i nuovi:

  • canoni di affitto;
  • canoni di locazione;
  • ratei del mutuo;

ma soltanto per gli importi effettivamente pagati durante il periodo di validità del Piano di Investimento.

Per una start-up che deve prendere in locazione un locale è una voce interessante.

Arredi, macchinari e attrezzature

Rientrano:

  • arredi inventariabili;
  • allestimenti interni;
  • macchinari;
  • attrezzature;
  • impianti di produzione e lavorazione ammessi;
  • investimenti per la vendita delle produzioni.

Il progetto può quindi finanziare buona parte della struttura necessaria per rendere realmente operativa la nuova impresa.

5.000 euro forfettari per costituzione e progettazione

Le spese relative a:

  • costituzione dell’impresa;
  • notaio;
  • business plan;
  • statuti e atti;
  • studi di fattibilità;
  • progettazione;

sono riconosciute attraverso un forfait complessivo di 5.000 euro.

Ma, come detto, questi 5.000 euro non concorrono alla soglia minima dei 30.000 euro di investimento necessaria per mantenere il premio.

Promozione e sito web fino a 6.000 euro

Le spese di promozione sono ammesse entro il 20% del premio.

Poiché il premio è 30.000 euro, il tetto corrisponde a:

6.000 euro.

Rientrano:

  • siti web;
  • pubblicazioni;
  • comunicazione;
  • pubblicità;
  • spazi su stampa;
  • servizi radio e televisivi.

Hardware e software fino a 6.000 euro

Anche:

  • hardware;
  • software;
  • programmi informatici

sono ammessi entro il 20% del premio, quindi fino a 6.000 euro, purché direttamente funzionali alla nuova attività.

Sono inoltre finanziabili brevetti e licenze.

Veicoli: fino a 30.000 euro, ma non la normale automobile

Il bando permette l’acquisto di mezzi strettamente funzionali alla nuova attività.

Tra gli esempi:

  • biciclette;
  • e-bike;
  • mezzi per trasporto disabili;
  • imbarcazioni per turismo fluviale;
  • pulmini;
  • minivan;
  • furgoni;
  • camion;
  • mezzi per trasporto merci;
  • taxi;
  • NCC;
  • autobus;
  • autonegozi.

Il tetto di spesa per i veicoli non industriali è 30.000 euro.

Sono invece espressamente escluse le normali autovetture fino a 5 posti, anche quando immatricolate come autocarri.

I mezzi finanziati devono essere utilizzati esclusivamente per l’attività oggetto della domanda.

Le spese partono dopo la domanda

La regola generale è netta:

gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di sostegno.

Per i beni, il momento di avvio può essere determinato anche dalla consegna.

Per le opere edili contano i titoli abilitativi e la data di inizio lavori.

Per servizi e incarichi professionali conta la data di perfezionamento del contratto.

Fanno eccezione alcune spese generali, che possono risalire fino a 24 mesi prima della domanda.

Dodici mesi per completare l’investimento

Il Piano di Investimento deve essere:

  • realizzato;
  • pagato;
  • rendicontato;
  • portato a saldo

entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione.

È possibile chiedere una proroga, motivata, fino a un massimo di 6 mesi.

Per una nuova attività con lavori edilizi o autorizzazioni complesse questo termine va valutato attentamente già in fase di progetto.

Anticipo di 15.000 euro

È possibile chiedere un anticipo fino al 50% del premio, cioè:

15.000 euro.

La richiesta deve essere presentata entro 8 mesi dalla concessione.

L’anticipo richiede però una fideiussione del 100% dell’importo richiesto a favore di AGREA.

In alternativa si può rinunciare all’anticipo e ricevere l’intero premio a saldo.

Pagamento finale soltanto se rimangono almeno 30.000 euro ammissibili

Al saldo il GAL e la Regione verificano nuovamente le spese.

Il valore riconosciuto deve rimanere almeno pari a 30.000 euro, sempre al netto di:

  • forfait di 5.000 euro;
  • IVA.

Se la spesa ammissibile scende sotto i 30.000 euro, viene revocato l’intero premio e devono essere eventualmente restituite anche le somme già ricevute in anticipo.

Quindi in fase di progettazione consiglierei di non costruire esattamente un investimento da 30.000 euro, ma lasciare un margine di sicurezza.

Il premio può essere compatibile con altri incentivi sugli investimenti

Questa caratteristica è interessante.

Il bando chiarisce che il premio SRE04 non viene considerato un contributo agli investimenti del Piano.

Gli investimenti possono quindi, in linea di principio, beneficiare anche di altri aiuti pubblici compatibili, rispettando naturalmente le relative regole e il divieto di doppio finanziamento UE.

Il premio è invece alternativo ad altri premi di avviamento analoghi.

Questo può consentire di costruire operazioni in cui i 30.000 euro di premio vengono affiancati ad altri strumenti sugli investimenti.

Non è de minimis

Il bando è inquadrato nell’articolo 56 del Regolamento UE 2022/2472, relativo agli aiuti nelle zone rurali.

Non è quindi il classico contributo concesso nel de minimis ordinario.

Questo è particolarmente interessante per imprese che abbiano già un plafond de minimis fortemente utilizzato.

Polizza catastrofale

Tra gli aggiornamenti apportati al bando nel 2026 figura anche l’adeguamento all’obbligo nazionale relativo alla polizza assicurativa contro calamità naturali ed eventi catastrofali.

Il soggetto tenuto per legge deve risultare in regola con l’obbligo.

Per chi presenta domanda come persona fisica, il controllo viene effettuato dopo la costituzione dell’impresa.

Domanda sul SIAG

La candidatura viene presentata telematicamente attraverso il SIAG di AGREA.

Occorre inoltre predisporre una relazione tecnico-economica completa del Piano di Investimento, indicare espressamente i criteri di priorità di cui viene richiesto il riconoscimento e allegare la documentazione prevista.

Attenzione: il bando non consente una vera integrazione successiva degli allegati mancanti; è possibile essenzialmente regolarizzare errori materiali.

Questo aumenta l’importanza di presentare una pratica completa fin dall’inizio.

Perché questa opportunità è interessante

Rispetto al bando GAL DELTA 2000 che abbiamo analizzato nei giorni scorsi, qui il premio è inferiore — 30.000 invece di 40.000 euro — ma c’è un vantaggio operativo rilevante:

questa è una procedura a sportello.

Non bisogna aspettare la fine per confrontarsi in graduatoria con tutti gli altri candidati.

Un progetto che raggiunga i 17 punti minimi, sia completo e venga presentato quando ci sono ancora risorse può procedere direttamente verso la concessione.

Per questo, a fine ottobre 2026, il fattore tempo è ormai importante.

Come correggere la scheda Neskey

La scheda ricevuta oggi andrebbe quindi riscritta così:

Apertura: 8 settembre 2025, non 8 settembre 2026.

Scadenza: 31 dicembre 2026 ore 17:00, oppure prima per esaurimento delle risorse.

Procedura: valutativa a sportello, non graduatoria.

Punteggio minimo: 17 punti.

Contributo: premio fisso di 30.000 euro, non 50% della spesa.

Erogazione: saldo unico oppure due tranche da 15.000 euro + 15.000 euro.

Investimento minimo effettivo: almeno 30.000 euro di spesa ammissibile, al netto del forfait da 5.000 euro e dell’IVA.

Dotazione aggiornata: 510.000 euro.

Beneficiari: persone fisiche, micro/piccole imprese, professionisti individuali e determinate associazioni.

Nuove imprese o nuove attività: possibile anche per imprese esistenti da oltre un anno, purché si tratti di un’attività extra-agricola mai esercitata prima.

Aiuti di Stato: articolo 56 Reg. UE 2022/2472, non de minimis ordinario.

Fonti

GAL L’Altra Romagna – pagina ufficiale SRE04 “Start up non agricole”, con scadenza, beneficiari, dotazione aggiornata, premio e aggiornamenti/errata corrige.

GAL L’Altra Romagna – Avviso pubblico SRE04 aggiornato al 4 maggio 2026, con beneficiari, criteri, spese, modalità di sportello, punteggio minimo e liquidazione del premio.

Vuoi aprire una nuova attività nell’area del GAL L’Altra Romagna?

Atamai può verificare immediatamente se l’idea imprenditoriale, la localizzazione e il codice ATECO 2025 rientrano nel bando e calcolare prima della domanda il punteggio effettivamente raggiungibile.

Possiamo inoltre costruire il Piano di Investimento evitando uno dei rischi principali di questa misura: arrivare al saldo con meno di 30.000 euro di spese riconosciute, situazione che comporterebbe la perdita dell’intero premio.

Particolare attenzione può essere dedicata alle candidature di giovani, donne, nuove attività turistiche, commerciali, artigianali e di servizio nei Comuni delle aree interne, che possono raggiungere rapidamente la soglia minima dei 17 punti.

Considerata la natura a sportello e il fatto che il bando è aperto già dal settembre 2025, per un progetto già definito conviene verificare subito anche la disponibilità residua delle risorse.

Email: Info@atamai.it