Lombardia: fino a 400.000 euro per riqualificare mercati e aree mercatali

Lombardia: fino a 400.000 euro per riqualificare mercati e aree mercatali

Regione Lombardia ha aperto il nuovo bando per il cofinanziamento degli interventi a sostegno dei mercati nei Comuni lombardi, una misura da 8 milioni di euro destinata a trasformare mercati e aree mercatali in infrastrutture commerciali più moderne, accessibili, sicure e capaci di svolgere anche funzioni sociali e di aggregazione.

Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 15 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 15 aprile 2027 attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La procedura è valutativa a graduatoria: non conta quindi arrivare per primi, ma costruire un progetto con un punteggio sufficientemente elevato rispetto alle altre candidature.

La misura finanzia interventi di riqualificazione, rigenerazione, costruzione, ampliamento e adeguamento di mercati e aree mercatali, comprese strutture polifunzionali capaci di integrare il commercio tradizionale con funzioni sociali, culturali e servizi di interesse collettivo.

Chi può presentare domanda

Possono partecipare esclusivamente gli Enti locali della Lombardia:

  • Comuni;
  • Unioni di Comuni;
  • Comunità Montane.

Ciascun ente può presentare una sola domanda, riferita a un solo mercato o area mercatale.

Non possono quindi presentare direttamente la candidatura:

  • singoli ambulanti;
  • imprese commerciali;
  • associazioni di commercianti;
  • associazioni di categoria;
  • soggetti privati gestori di mercati.

La logica del bando è finanziare il patrimonio pubblico e le infrastrutture pubbliche utilizzate dal sistema del commercio su area pubblica.

Gli operatori economici sono quindi beneficiari indiretti della riqualificazione, mentre il soggetto che riceve il contributo è l’Ente locale.

L’ente deve avere la disponibilità patrimoniale dell’area

Il soggetto richiedente deve disporre della piena proprietà dell’immobile o dell’area, oppure di un diritto reale che permetta di imputare patrimonialmente l’opera all’Ente.

Questo requisito è importante soprattutto nei mercati collocati su aree con situazioni patrimoniali complesse o in immobili che non appartengono direttamente al Comune.

Prima di costruire il progetto conviene quindi verificare non soltanto la destinazione mercatale, ma anche il titolo giuridico con cui l’Ente dispone dell’area o della struttura.

Contributo dell’80% per i Comuni fino a 30.000 abitanti

L’intensità del contributo dipende dalla popolazione.

Per gli Enti con popolazione residente fino a 30.000 abitanti, Regione Lombardia finanzia fino all’80% delle spese ammissibili.

Per gli Enti con più di 30.000 abitanti, il contributo scende invece al 50%.

Il contributo massimo resta sempre:

400.000 euro.

L’investimento minimo ammissibile è:

150.000 euro.

Quanto può ottenere concretamente un piccolo Comune

Per un Comune fino a 30.000 abitanti:

Investimento ammissibile 80% Contributo effettivo
€150.000 €120.000 €120.000
€250.000 €200.000 €200.000
€400.000 €320.000 €320.000
€500.000 €400.000 €400.000 max
€700.000 €560.000 €400.000 max

Per raggiungere il contributo massimo di 400.000 euro, un Comune nella fascia all’80% deve quindi presentare almeno 500.000 euro di spese ammissibili.

Per i Comuni sopra 30.000 abitanti

Con il contributo al 50%:

Investimento ammissibile 50% Contributo effettivo
€150.000 €75.000 €75.000
€300.000 €150.000 €150.000
€500.000 €250.000 €250.000
€800.000 €400.000 €400.000 max
€1.000.000 €500.000 €400.000 max

Per raggiungere integralmente il massimale regionale, un Comune con più di 30.000 abitanti deve quindi costruire un progetto di almeno 800.000 euro.

Questa distinzione è sostanziale e rende il bando particolarmente favorevole per i piccoli e medi Comuni lombardi.

Anche Unioni di Comuni e Comunità Montane

La platea non si limita ai singoli Comuni.

Possono candidarsi anche Unioni di Comuni e Comunità Montane, qualora dispongano dell’area o della struttura e rispettino i requisiti previsti.

La misura può quindi diventare interessante anche per progetti di mercato con una funzione sovracomunale, soprattutto nei territori rurali e montani.

Non si finanzia soltanto la sistemazione della piazza

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è molto più ampio rispetto alla semplice manutenzione dell’area.

Il mercato deve essere considerato come una vera infrastruttura di prossimità, capace di aumentare:

  • attrattività del centro urbano;
  • qualità dello spazio pubblico;
  • commercio di prossimità;
  • coesione sociale;
  • servizi alla popolazione;
  • sicurezza;
  • accessibilità;
  • sostenibilità;
  • possibilità di utilizzo dell’area anche oltre le sole ore di mercato.

Questa impostazione è importante anche ai fini della graduatoria.

Si possono realizzare nuovi mercati

Il bando non finanzia esclusivamente strutture esistenti.

Sono previste anche:

  • realizzazione di nuovi mercati coperti;
  • nuove strutture mercatali;
  • nuove strutture polifunzionali;
  • ampliamento dei mercati esistenti.

La nuova struttura deve comunque inserirsi nella programmazione regionale e comunale del commercio su area pubblica.

Mercati esistenti: attenzione a MERCap

Per i mercati già esistenti è molto importante la registrazione nell’applicativo regionale MERCap – Mercati su area pubblica.

I progetti devono riferirsi a mercati correttamente censiti nel sistema.

Un Comune interessato dovrebbe quindi verificare subito:

  • presenza del mercato in MERCap;
  • correttezza dei dati;
  • localizzazione;
  • numero di posteggi;
  • configurazione dell’area;
  • corrispondenza tra situazione reale e informazioni registrate.

Un’anomalia nell’anagrafica non dovrebbe essere scoperta a pochi giorni dalla domanda.

Per un nuovo mercato serve un passaggio preliminare

Nel caso di nuovi mercati, il Comune deve rispettare gli adempimenti regionali e ottenere preventivamente il nulla osta previsto dalla disciplina regionale, prima della candidatura.

Quindi per un nuovo mercato non è sufficiente allegare alla domanda una generica ipotesi progettuale.

Ristrutturazione e manutenzione straordinaria

Sono finanziabili opere edilizie per:

  • riqualificazione;
  • ristrutturazione;
  • adeguamento;
  • manutenzione straordinaria;
  • miglioramento delle strutture mercatali;
  • rifacimento delle pavimentazioni.

Sono invece escluse le normali spese di manutenzione ordinaria e i costi ordinari di gestione.

La differenza è importante: il progetto deve produrre un vero investimento patrimoniale, non semplicemente coprire spese che il Comune dovrebbe sostenere normalmente.

Coperture, isolamento e interventi sull’edificio

Tra gli interventi possibili rientrano lavori sulle strutture fisiche del mercato, compresi:

  • opere strutturali;
  • finiture;
  • isolamento termico;
  • isolamento acustico;
  • coperture;
  • opere necessarie alla riqualificazione funzionale dell’immobile.

Questo rende il bando utilizzabile anche per interventi significativi su mercati coperti esistenti.

Bonifica e rimozione dell’amianto

Tra le opere di riqualificazione viene contemplata anche la rimozione dell’amianto e la relativa bonifica, quando inserita nel progetto di recupero dell’area mercatale.

Per vecchie strutture mercatali coperte può rappresentare una componente rilevante dell’investimento.

Servizi igienici

Sono finanziabili interventi destinati alla riqualificazione e all’adeguamento dei servizi igienico-sanitari a disposizione degli operatori e degli utenti del mercato.

La qualità dei servizi di base incide direttamente sulla fruibilità e sull’attrattività dell’area.

Accessibilità e percorsi pedonali

Uno degli obiettivi espliciti è migliorare l’accessibilità.

Possono quindi rientrare:

  • percorsi pedonali;
  • eliminazione di barriere;
  • sistemazione degli accessi;
  • organizzazione degli spazi;
  • collegamenti interni all’area mercatale;
  • interventi che rendano più semplice la fruizione da parte di anziani e persone con disabilità.

Parcheggi, carico e scarico

Sono contemplati anche interventi sulle aree esterne e sulla mobilità connessa al mercato.

Possono essere riqualificate:

  • aree di sosta;
  • spazi di carico e scarico;
  • percorsi;
  • spazi pubblici limitrofi direttamente funzionali al mercato.

L’intervento deve però restare funzionalmente collegato all’infrastruttura mercatale e non trasformarsi in un generico progetto di viabilità comunale.

Sicurezza e prevenzione incendi

Il bando sostiene anche interventi destinati a migliorare:

  • sicurezza degli utenti;
  • sicurezza degli operatori;
  • prevenzione incendi;
  • conformità degli spazi;
  • organizzazione sicura dei flussi.

Per un mercato coperto o una struttura polifunzionale questo può comprendere una parte significativa delle opere.

Videosorveglianza

Rientrano espressamente anche gli impianti di videosorveglianza.

La misura permette quindi di intervenire contemporaneamente sulla riqualificazione fisica e sulla sicurezza dell’area.

Illuminazione pubblica

Sono finanziabili sistemi di illuminazione destinati alle strutture e agli spazi mercatali.

La progettazione può essere costruita integrando:

  • sicurezza;
  • maggiore fruibilità serale;
  • consumi energetici ridotti;
  • valorizzazione urbana dell’area.

Questo è particolarmente coerente con l’obiettivo di utilizzare gli spazi mercatali anche oltre le tradizionali ore di attività del mercato.

Efficienza energetica

Regione Lombardia considera esplicitamente l’efficienza energetica tra gli obiettivi della misura.

Sono quindi ammissibili investimenti destinati a ridurre i consumi delle strutture mercatali.

Per un mercato coperto questo può interessare, ad esempio:

  • isolamento;
  • illuminazione;
  • impianti;
  • gestione dei consumi;
  • sistemi energetici più efficienti.

Fonti rinnovabili

Possono essere inseriti anche impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, quando strettamente collegati all’infrastruttura mercatale.

Un progetto che combini riqualificazione edilizia, efficientamento e produzione da fonti rinnovabili può quindi risultare particolarmente coerente con le finalità ambientali del bando.

Arredo urbano e strutture fisse

Sono ammesse anche opere e dotazioni destinate al decoro e alla funzionalità dell’area, compresi arredi urbani e strutture fisse.

Non va però confuso con un normale contributo per acquistare attrezzature mobili agli ambulanti.

Il patrimonio finanziato deve entrare nel patrimonio pubblico dell’Ente.

Digitalizzazione dell’area mercatale

Tra le categorie finanziabili rientrano anche:

  • infrastrutture digitali;
  • sistemi tecnologici;
  • connettività;
  • dotazioni informatiche direttamente destinate al funzionamento e alla fruizione del mercato.

Non è quindi necessario limitarsi a cemento, pavimentazioni e pensiline.

Una candidatura può integrare infrastruttura fisica e smart market.

Il vero elemento interessante: mercato polifunzionale

Regione Lombardia insiste molto sulla possibilità di trasformare il mercato in uno spazio utilizzabile durante tutto l’arco della giornata e dell’anno.

La struttura può quindi integrare:

  • commercio;
  • attività culturali;
  • attività sociali;
  • formazione;
  • iniziative educative;
  • servizi per la comunità;
  • aggregazione.

È probabilmente uno degli aspetti più strategici del bando.

Un progetto limitato a rifare l’asfalto della piazza può essere ammissibile, ma una trasformazione capace di dare all’area una funzione anche quando il mercato non è presente risponde molto meglio alla filosofia della misura.

Un esempio: da piazza del mercato a polo di quartiere

Un Comune potrebbe, ad esempio, riqualificare un vecchio mercato coperto prevedendo:

  • nuova copertura;
  • efficientamento energetico;
  • impianto fotovoltaico;
  • illuminazione LED;
  • nuovi servizi igienici;
  • videosorveglianza;
  • connettività;
  • spazi modulari;
  • area per piccoli eventi;
  • spazi per associazioni;
  • attività culturali nei giorni senza mercato.

In questo modo l’investimento non sarebbe soltanto una modernizzazione dell’area commerciale, ma un vero progetto di rigenerazione urbana e sociale.

È esattamente la direzione indicata dalla Regione nella descrizione della misura.

Spese tecniche fino al 15%

Sono ammissibili anche le spese tecniche legate agli investimenti, tra cui:

  • progettazione;
  • direzione lavori;
  • coordinamento della sicurezza.

Il limite indicato per questa componente è pari al 15% dell’importo complessivo dei lavori.

Questo consente di includere nel quadro economico una parte importante dei costi necessari a portare l’intervento dalla progettazione alla realizzazione.

Solo investimenti che incrementano il patrimonio pubblico

La pagina ufficiale regionale è molto chiara: le spese ammesse devono essere in conto capitale e destinate a interventi che aumentino o valorizzino il patrimonio pubblico dell’Ente.

Restano quindi fuori dalla logica del bando:

  • gestione ordinaria del mercato;
  • utenze;
  • personale;
  • promozione ordinaria;
  • eventi;
  • manutenzione corrente;
  • costi ricorrenti.

Il contributo serve a creare o migliorare un bene pubblico durevole.

Le associazioni degli ambulanti devono essere coinvolte

Un elemento molto interessante del bando è il coinvolgimento delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del commercio su aree pubbliche nella fase di definizione del progetto.

Questo è sensato perché una riqualificazione tecnicamente perfetta ma progettata senza considerare:

  • esigenze dei posteggi;
  • accesso ai mezzi;
  • energia elettrica;
  • carico/scarico;
  • raccolta rifiuti;
  • orari;
  • flussi dei clienti;

può creare problemi invece di risolverli.

Per costruire una candidatura forte conviene quindi coinvolgere gli operatori prima di chiudere il progetto.

200 punti disponibili, 120 necessari

La procedura prevede una valutazione fino a 200 punti.

Per essere ammesso alla graduatoria il progetto deve raggiungere almeno 120 punti.

Si tratta quindi di una soglia relativamente elevata: non basta rispettare formalmente requisiti e spese.

Il progetto deve essere realmente coerente con gli obiettivi della misura.

Essere sotto 30.000 abitanti aiuta due volte

La dimensione demografica produce un doppio vantaggio.

Da un lato i Comuni fino a 30.000 abitanti ricevono fino all’80%, anziché il 50%.

Dall’altro la dimensione demografica rientra anche tra gli elementi di premialità della graduatoria.

Il bando è quindi volutamente costruito per sostenere in maniera particolare i piccoli e medi centri lombardi, dove il mercato settimanale continua spesso a svolgere un ruolo economico e sociale molto importante.

Premiati i Distretti del Commercio

Tra gli elementi che contribuiscono al punteggio è indicata anche l’appartenenza a un Distretto del Commercio attivo.

Per un Comune già inserito in un Distretto, diventa quindi utile dimostrare che la riqualificazione del mercato è coerente con la più ampia strategia territoriale del commercio.

Il mercato non dovrebbe essere presentato come intervento isolato, ma come parte di una rete composta da:

  • negozi;
  • pubblici esercizi;
  • servizi;
  • spazi urbani;
  • iniziative di attrattività.

Rigenerare aree degradate aumenta la competitività

Il bando premia inoltre gli interventi collocati in aree:

  • degradate;
  • dismesse;
  • sottoutilizzate;
  • che necessitano di un intervento di rigenerazione urbana.

Questo significa che una vecchia area mercatale problematica può trasformarsi da punto debole a elemento favorevole della candidatura, se il progetto dimostra come l’intervento contribuisca alla rigenerazione del quartiere o del centro urbano.

La polifunzionalità è un elemento premiante

Anche la capacità di creare spazi polifunzionali rappresenta un elemento valorizzato nella valutazione.

Il progetto dovrebbe quindi spiegare chiaramente:

  • cosa accade nell’area nei giorni di mercato;
  • cosa accade negli altri giorni;
  • quali soggetti la utilizzeranno;
  • quali servizi saranno attivati;
  • quali attività sociali o culturali potranno essere ospitate.

Più l’investimento riesce a dimostrare un utilizzo continuo, maggiore è la coerenza con la finalità dichiarata dalla Regione.

Non è un click day

Questo è un punto commerciale importante.

Le domande possono essere presentate per sei mesi, dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027.

L’assegnazione avviene attraverso una graduatoria finale, non seguendo l’ordine cronologico.

Non esiste quindi alcun vantaggio concreto nel presentare il 16 ottobre un progetto da 121 punti se aspettare alcune settimane permette di costruirne uno da 160.

La priorità deve essere:

massimizzare il punteggio.

Il progetto dovrebbe partire dalla griglia, non dal computo metrico

È probabilmente la conclusione più importante.

Per molti bandi comunali si parte dal progetto tecnico già pronto e poi si cerca di adattarlo alla misura.

Qui sarebbe preferibile fare il contrario:

  1. verificare il mercato e MERCap;
  2. analizzare la griglia di valutazione;
  3. stimare il punteggio di partenza;
  4. individuare le premialità realisticamente ottenibili;
  5. confrontarsi con operatori e associazioni;
  6. definire le funzioni polifunzionali;
  7. soltanto dopo consolidare il progetto tecnico ed economico.

La differenza tra una semplice opera pubblica e una candidatura competitiva può essere significativa.

Niente de minimis

La misura è destinata alla realizzazione di infrastrutture pubbliche e Regione Lombardia la qualifica espressamente come intervento che non costituisce aiuto di Stato.

Non esiste quindi per il Comune un problema di plafond de minimis.

8 milioni di euro: quante domande possono essere finanziate?

Se tutti i progetti ricevessero il contributo massimo di 400.000 euro, la dotazione permetterebbe di sostenere teoricamente:

20 progetti.

In realtà saranno probabilmente più numerosi, perché molti contributi saranno inferiori al massimale.

Ma il dato serve a comprendere che 120 punti sono soltanto la soglia di ammissibilità, non necessariamente il punteggio sufficiente per ottenere effettivamente il finanziamento.

Con una graduatoria nazionale—anzi regionale—da 8 milioni di euro, un Comune dovrebbe puntare a costruire una candidatura decisamente superiore al minimo.

Scadenza: 15 aprile 2027 alle 16:00

La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso Bandi e Servizi di Regione Lombardia.

La finestra è:

apertura: 15 ottobre 2026, ore 10:00;

chiusura: 15 aprile 2027, ore 16:00.

Il tempo disponibile è quindi significativo e, trattandosi di una graduatoria, può essere utilizzato per migliorare concretamente progetto e punteggio.

Come correggere la scheda Neskey

La scheda:

“fino all’80% – massimo 400.000 euro – 8 milioni”

è corretta ma incompleta.

La formulazione operativa è:

Beneficiari: Comuni, Unioni di Comuni e Comunità Montane lombarde.

Contributo:

  • 80% per Enti fino a 30.000 abitanti;
  • 50% oltre 30.000 abitanti.

Contributo massimo: 400.000 euro.

Investimento minimo: 150.000 euro.

Domande: una sola per Ente e per un solo mercato/area mercatale.

Mercati esistenti: devono essere censiti in MERCap.

Nuovi mercati: necessario il preventivo adempimento/nulla osta previsto dalla disciplina regionale.

Procedura: graduatoria.

Punteggio: massimo 200 punti, soglia minima 120.

Aiuti di Stato: non applicabili.

Scadenza: 15 aprile 2027, ore 16:00.

Fonti

Regione Lombardia – Cofinanziamento di interventi a sostegno dei mercati nei Comuni lombardi, pagina istituzionale della misura con beneficiari, dotazione, percentuali di contributo, investimento minimo e requisiti relativi ai mercati.

Regione Lombardia – portale Bandi e Servizi, codice RLO12026055188, con apertura dal 15 ottobre 2026, scadenza 15 aprile 2027, dotazione di 8 milioni, beneficiari e procedura valutativa a graduatoria.

Il bando attuativo è stato approvato con D.d.u.o. n. 12433 del 24 settembre 2026 e pubblicato sul BURL n. 41 del 6 ottobre 2026.

Il tuo Comune vuole riqualificare il mercato o trasformare un’area mercatale in uno spazio polifunzionale?

Atamai può effettuare una verifica preliminare del progetto e soprattutto ricostruire il punteggio potenziale prima della candidatura, verificando se esistono realmente le condizioni per superare la soglia dei 120 punti e posizionarsi bene in graduatoria.

Possiamo analizzare MERCap, patrimonio dell’Ente, investimento minimo, percentuale effettiva del contributo, Distretto del Commercio, rigenerazione urbana, polifunzionalità, sostenibilità, digitalizzazione e spese ammissibili, lavorando sul progetto prima che venga definitivamente chiuso il quadro economico.

Per un Comune fino a 30.000 abitanti, con un progetto ben costruito, il contributo può arrivare all’80% fino a 400.000 euro, quindi vale la pena impostare la candidatura partendo dalla griglia di valutazione e non soltanto dall’opera che si intende realizzare.

Email: Info@atamai.it