Lombardia, giovani agricoltori: contributo del 90% per macchine e tecnologie fino a 36.000 euro

Lombardia, giovani agricoltori: contributo del 90% per macchine e tecnologie fino a 36.000 euro

Regione Lombardia apre il 13 ottobre 2026 il nuovo Fondo per l’insediamento dei giovani in agricoltura, misura che consente ai giovani imprenditori agricoli già sostenuti attraverso l’intervento SRE01 della PAC 2023-2027 di ottenere un ulteriore contributo per rafforzare concretamente l’azienda. L’agevolazione copre il 90% delle spese ammissibili, con investimenti compresi tra 3.000 e 40.000 euro e un contributo massimo che può quindi raggiungere 36.000 euro. Le risorse disponibili ammontano a 755.848,06 euro e le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 13 ottobre alle ore 12:00 del 27 ottobre 2026.

Non è un nuovo bando di primo insediamento

Il nome della misura può generare confusione. Non possono partecipare tutti i giovani che vogliono aprire oggi un’azienda agricola. Il Fondo è riservato alle aziende già beneficiarie dell’Intervento SRE01 – Insediamento giovani agricoltori della PAC 2023-2027 di Regione Lombardia. Il giovane agricoltore deve inoltre, al momento della nuova domanda, non aver ancora compiuto 41 anni.

L’obiettivo è quindi accompagnare una seconda fase: prima Regione Lombardia ha sostenuto l’ingresso del giovane nell’attività agricola attraverso SRE01; ora permette di finanziare ulteriori investimenti destinati allo sviluppo e al rafforzamento operativo dell’impresa già avviata.

La domanda deve essere sottoscritta direttamente dal legale rappresentante dell’azienda beneficiaria. Non sono ammesse deleghe. Anche il profilo utilizzato sulla piattaforma Bandi e Servizi deve coincidere con quello dell’impresa che aveva presentato la precedente domanda SRE01.

Il contributo è realmente molto elevato: 90%

L’intensità dell’agevolazione è pari al 90% della spesa riconosciuta ammissibile. La spesa complessiva inserita nella domanda non può essere inferiore a 3.000 euro né superiore a 40.000 euro. Di conseguenza il contributo può andare, in termini teorici, da 2.700 euro fino a 36.000 euro.

Ad esempio, su un investimento ammissibile di 10.000 euro il contributo può arrivare a 9.000 euro; su 25.000 euro può raggiungere 22.500 euro; con 40.000 euro di spesa si raggiunge il massimo di 36.000 euro a fondo perduto.

La dotazione complessiva è però inferiore a 756.000 euro. Se tutte le imprese richiedessero il contributo massimo, le risorse sarebbero sufficienti per poco più di una ventina di progetti. È quindi un bando sul quale l’ordine di presentazione può avere un peso concreto.

Macchine agricole: trattori e attrezzature operative

Una delle principali categorie finanziabili riguarda la costituzione e l’ammodernamento del parco macchine agricolo, che deve essere proporzionato alle dimensioni e alle esigenze dell’azienda.

Sono ammesse le macchine motrici e le macchine operatrici semoventi, portate, semiportate o trainate utilizzate nelle principali lavorazioni agricole. Tra gli esempi indicati dalla Regione rientrano aratri, erpici, rulli compattatori e motocoltivatori per la lavorazione del terreno, oltre a seminatrici e trapiantatrici.

Rientrano anche le attrezzature per la distribuzione di concimi e prodotti destinati alla protezione delle colture, come spandiletame, spandiconcime e atomizzatori, le macchine per la raccolta, tra cui falciatrici, mietitrebbiatrici e scavatuberi, e le attrezzature utilizzate nelle aziende zootecniche, come i carri miscelatori per la distribuzione del mangime.

In alcuni casi sono ammesse anche macchine usate

Un elemento interessante è che il bando non limita completamente l’intervento ai beni nuovi. Nell’ambito della costituzione del parco macchine possono essere ammesse anche macchine usate, purché ricorrano le condizioni previste dal bando e venga prodotta la documentazione relativa al rispetto dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 70 del D.Lgs. 81/2008.

La possibilità va però verificata puntualmente in relazione al tipo di bene e all’intervento previsto: non significa che qualsiasi macchinario agricolo di seconda mano possa essere inserito automaticamente nel progetto.

Agricoltura di precisione, GPS, droni e robot

Il Fondo non finanzia soltanto macchine agricole tradizionali. L’elenco degli interventi comprende una componente significativa dedicata alla digitalizzazione e all’agricoltura di precisione.

Sono previste tecnologie ICT applicate alle macchine, compresi sistemi di guida assistita e di posizionamento GPS, strumenti di navigazione e geolocalizzazione satellitare e sistemi che permettono di registrare le operazioni colturali. Rientrano anche i droni destinati a operazioni di precisione nei casi previsti dall’Allegato C.

Sono inoltre previste macchine robotizzate e autoguidate, compresi robot destinati alla raccolta e agli interventi fitosanitari. Per un giovane agricoltore che abbia impostato il proprio piano aziendale sull’automazione o sulla riduzione dell’utilizzo di input, questa parte della misura può essere particolarmente interessante.

Software per irrigazione e difesa delle colture

Sono agevolabili anche specifici strumenti software direttamente collegati alla gestione agricola. L’elenco comprende i DSS – Decision Support System utilizzati per supportare le decisioni relative alla protezione delle colture da parassiti e patogeni e i programmi per ottimizzare gli interventi irrigui, individuando tempi e quantità di acqua da utilizzare.

Non si tratta quindi di un contributo genericamente utilizzabile per qualsiasi software gestionale aziendale. Il programma deve essere riconducibile alle tipologie indicate dal bando e alle finalità agricole previste nell’Allegato C.

Sono previste inoltre capannine meteorologiche aziendali utilizzate per rendere più razionale la gestione agronomica e fitosanitaria delle colture.

Interventi ambientali e zootecnici

L’elenco regionale è più ampio delle sole macchine. Tra le tipologie riportate figurano interventi per ridurre le emissioni degli impianti aziendali e migliorare la gestione ambientale.

Sono contemplati, ad esempio, sistemi e dispositivi per gli essiccatoi dei cereali, finalizzati alla riduzione delle emissioni e al recupero energetico, oltre a scrubber e biofiltri destinati alla riduzione delle emissioni ammoniacali nelle strutture di allevamento.

Sono finanziabili anche determinate coperture delle strutture di stoccaggio degli effluenti di allevamento, sistemi per il recupero dell’acqua piovana proveniente da tetti e serre e il successivo riutilizzo nell’attività aziendale.

Il bando comprende inoltre specifici interventi per il benessere animale e la realizzazione di impianti antigrandine, sempre nei limiti e con le caratteristiche tecniche indicate dalla disciplina regionale.

Le spese, però, devono essere già sostenute

Questa è probabilmente la caratteristica operativa più importante della misura. Non si presenta un progetto per acquistare in futuro una macchina: il Fondo finanzia investimenti già realizzati e pagati.

Sono ammissibili gli investimenti sostenuti a partire dalla data di pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale regionale, cioè dal 10 giugno 2026, e fino alla data in cui viene presentata la domanda di contributo.

Alla domanda devono infatti essere allegati i documenti relativi agli investimenti realizzati: fattura elettronica XML, copia PDF della fattura, liberatoria del fornitore e documentazione che dimostri l’avvenuto pagamento. Le fatture devono essere registrate contabilmente secondo le modalità previste e deve essere allegata anche la relativa documentazione contabile.

Non sono ammessi pagamenti in contanti e il pagamento deve essere effettuato direttamente dal beneficiario.

Attenzione: non si possono finanziare due volte gli stessi investimenti di SRE01

Esiste una limitazione fondamentale per chi ha già ricevuto il premio di primo insediamento.

Le spese utilizzate per dimostrare l’impiego di almeno il 50% dell’importo complessivo del premio ottenuto attraverso SRE01 non possono essere nuovamente finanziate con questo Fondo.

In pratica occorre separare chiaramente gli investimenti già utilizzati per giustificare l’impiego del premio SRE01 da quelli che si intendono presentare sul nuovo bando. È quindi opportuno ricostruire la precedente pratica prima di predisporre la domanda, per evitare sovrapposizioni.

Il beneficiario deve inoltre dichiarare di non aver ottenuto altri contributi o agevolazioni fiscali sulle medesime spese presentate sul Fondo giovani 2026.

IVA esclusa

L’IVA non rappresenta una spesa ammissibile. Il contributo viene quindi calcolato sull’imponibile riconosciuto dalla Regione.

Se, ad esempio, una macchina costa 40.000 euro più IVA, il contributo massimo resta calcolato sui 40.000 euro imponibili e può raggiungere 36.000 euro.

Le attrezzature devono essere identificabili

Le attrezzature acquistate devono essere direttamente collegate all’attività aziendale e comprese nelle categorie previste dall’Allegato C. Quando previsto, devono inoltre essere identificabili attraverso matricola o codice univoco, che deve comparire anche nella fattura d’acquisto.

È quindi importante controllare la fattura prima di presentare la domanda: una descrizione troppo generica del bene può creare problemi in istruttoria.

Gli investimenti vanno mantenuti per cinque anni

Le macchine, attrezzature e gli altri investimenti finanziati non possono essere semplicemente rivenduti dopo aver ottenuto il contributo. Il beneficiario deve mantenerne destinazione d’uso, funzionalità, utilizzo, titolarità e localizzazione per almeno cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento di ammissione al finanziamento.

La Regione può effettuare controlli in loco ed ex post per verificare il rispetto degli obblighi.

È uno sportello: l’ordine di arrivo conta

La procedura è valutativa, ma le domande vengono istruite in ordine di arrivo e il riparto delle risorse segue l’ordine cronologico delle richieste ammissibili.

Questo è particolarmente importante perché lo stanziamento è di soli 755.848,06 euro e l’intensità di contributo è molto elevata. Non è quindi opportuno considerare il 27 ottobre come la vera data alla quale preparare la domanda: per le aziende che hanno già sostenuto investimenti ammissibili, l’obiettivo dovrebbe essere presentarsi all’apertura.

Lo sportello apre domani alle 10

Le richieste possono essere inviate esclusivamente attraverso Bandi e Servizi di Regione Lombardia dalle ore 10:00 di martedì 13 ottobre 2026 fino alle ore 12:00 del 27 ottobre.

La Regione raccomanda di completare preventivamente la profilazione dell’azienda sulla piattaforma, perché l’abilitazione può richiedere fino a 48 ore. Il profilo deve corrispondere all’azienda beneficiaria SRE01.

Considerato che oggi è 12 ottobre, per chi non è già correttamente profilato sulla piattaforma questo è quindi un controllo da effettuare immediatamente.

Per i giovani agricoltori già beneficiari SRE01 che tra giugno e oggi hanno acquistato macchine, attrezzature o tecnologie riconducibili all’Allegato C, il bando è particolarmente interessante: recuperare il 90% dell’investimento fino a 36.000 euro è un’intensità di sostegno eccezionalmente elevata. La selettività della platea e il fatto che gli investimenti debbano essere già realizzati rendono però essenziale controllare subito la precedente pratica SRE01, le fatture, i pagamenti e la corretta classificazione dei beni prima dell’apertura dello sportello.

Fonti: Regione Lombardia, pagina ufficiale Fondo per l’insediamento dei giovani agricoltori – anno 2026, con beneficiari, contributo, dotazione, procedura e termini. Decreto regionale n. 7232 del 3 giugno 2026, utilizzato per verificare investimenti finanziabili, periodo delle spese e obblighi dei beneficiari. Guida operativa pubblicata da Regione Lombardia il 28 settembre 2026, con documentazione, fatture, pagamenti e modalità di presentazione.