Marche: contributi fino all’80% per vaccini e repellenti contro la Blue Tongue

Marche: contributi fino all’80% per vaccini e repellenti contro la Blue Tongue

La Regione Marche finanzia l’acquisto di vaccini contro la Febbre catarrale degli ovini, conosciuta come Blue Tongue, e di repellenti contro gli insetti vettori. Il terzo bando regionale dispone di 130.000 euro ed è rivolto alle imprese agricole zootecniche del territorio marchigiano che rispettano i requisiti previsti e hanno effettuato la vaccinazione nel 2026. Il contributo arriva fino all’80% delle spese ammissibili, entro il limite disponibile del de minimis agricolo, pari a 50.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica. Le domande si presentano sul SIAR dal 25 maggio al 13 ottobre 2026.

La misura permette di chiedere il rimborso di acquisti già effettuati e documentati. La verifica non riguarda soltanto fatture e pagamenti: la Regione controlla anche la registrazione dell’allevamento e la conformità della somministrazione dei vaccini.

Che cosa sostiene il bando

Sono ammesse due categorie di spesa: acquisto di vaccini per la Blue Tongue e acquisto di prodotti repellenti per gli insetti vettori della malattia. Il beneficiario deve dimostrare che gli acquisti sono pertinenti alla prevenzione e che i prodotti sono stati utilizzati conformemente alla normativa applicabile.

Il bando non riconosce un indennizzo generale per ogni conseguenza economica della malattia. Le categorie finanziate non comprendono automaticamente perdita di produzione, mortalità degli animali, acquisto di nuovi capi o interventi strutturali nelle stalle. La Regione ha previsto un distinto bando per i danni subiti dagli allevamenti: condizioni e scadenze di quella misura non devono essere confuse con il contributo per vaccini e repellenti.

Beneficiari e requisiti dell’allevamento

Il richiedente deve essere un imprenditore agricolo ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile, operante nel settore zootecnico, con allevamento di ovicaprini, bovini o altri ruminanti nelle Marche. Deve avere effettuato la vaccinazione contro la Blue Tongue nel 2026 ed essere iscritto all’anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale debitamente validato.

L’impresa deve avere partita IVA con attività agricola ed essere iscritta alla Camera di Commercio con codici ATECO agricoli. Il bando non elenca singoli codici numerici: occorre verificare che le posizioni fiscale, camerale e aziendale siano coerenti con l’attività dichiarata.

Al momento della concessione, l’allevamento deve risultare correttamente registrato nella Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica e ancora aperto. La regolarità contributiva viene verificata al momento dell’erogazione.

Dimensione d’impresa: una discordanza da risolvere

La sezione sui requisiti indica una PMI, precisando tra parentesi “microimpresa o piccola impresa”. Le sezioni sulle dichiarazioni e sugli allegati prevedono però anche il caso della media impresa. Le grandi imprese sono espressamente escluse.

Per micro e piccole imprese il requisito dimensionale è chiaramente richiamato. Una media impresa deve invece ottenere un chiarimento dal responsabile del procedimento prima di sostenere che il proprio accesso sia certamente consentito. Analogamente, il testo contiene disposizioni non uniformi sulle imprese in difficoltà: una contempla la difficoltà derivante dall’epizoozia, un’altra dispone l’esclusione. Non è prudente fondare la candidatura sulla sola formulazione più favorevole.

Contributo: percentuale, limite e calcolo

L’aliquota prevista è fino all’80% delle spese ammissibili. Non risultano fissati un investimento minimo né un autonomo tetto massimo di spesa; l’importo concedibile è però condizionato dal limite de minimis e dalla disponibilità finanziaria del bando.

Spesa riconosciuta ammissibile Contributo teorico all’80% Quota residua a carico dell’impresa
2.500 € 2.000 € 500 €
10.000 € 8.000 € 2.000 €
25.000 € 20.000 € 5.000 €
62.500 € 50.000 € 12.500 €

Per raggiungere teoricamente 50.000 euro di contributo servono 62.500 euro di spesa ammissibile. Questo risultato presuppone che l’impresa unica abbia l’intero plafond agricolo disponibile, che tutte le spese siano riconosciute e che non venga applicata una riduzione per insufficienza dei fondi.

Il bando usa l’espressione “fino all’80%”: il contributo effettivo va quindi distinto dal calcolo iniziale.

De minimis agricolo: controllare anche le imprese collegate

Il regime applicabile è il de minimis agricolo, disciplinato dal Regolamento UE 1408/2013, come modificato dal Regolamento UE 2024/3118. Il massimale è di 50.000 euro nell’arco mobile di tre anni.

Il controllo deve riguardare l’impresa unica, tenendo conto delle relazioni di controllo rilevanti. Non basta quindi verificare gli aiuti della sola partita IVA che presenta la domanda quando esistono altre imprese riconducibili alla stessa impresa unica.

Per esempio, se risultano già concessi 20.000 euro di de minimis agricolo nel periodo rilevante, la disponibilità residua è di 30.000 euro. Una nuova concessione deve rispettare tale residuo: non si può sommare automaticamente il contributo teorico del bando al plafond già utilizzato. Contano gli aiuti concessi, anche quando non sono ancora materialmente pagati.

La Regione registra gli aiuti nel SIAN. L’eventuale presenza di altri regimi de minimis richiede anche la verifica delle rispettive regole di cumulo e della separazione delle attività.

Spese ammissibili e periodo di riferimento

Il bando consente di considerare spese sostenute prima della domanda, purché non anteriori al 1° gennaio 2025 e non già rendicontate sul primo bando 2025, approvato con decreto 580/ASR dell’8 settembre 2025.

Questo limite temporale deve essere letto insieme al requisito della vaccinazione nel 2026 e alle dichiarazioni richieste sull’impiego dei prodotti. La presenza di una fattura del 2025, da sola, non rende l’acquisto ammissibile: occorre ricostruire il collegamento con l’intervento preventivo previsto.

Operativamente, per ciascuna voce è utile predisporre una corrispondenza tra prodotto acquistato, fattura, pagamento, allevamento destinatario e documentazione del trattamento. Se una fattura contiene anche altri prodotti, bisogna separare le voci pertinenti alla Blue Tongue.

Spese escluse e punti che possono generare errori

Sono escluse le spese anteriori al 1° gennaio 2025 e quelle già rendicontate sul primo bando 2025. Devono inoltre essere sottratti i costi non direttamente collegati alla Blue Tongue e quelli che l’impresa avrebbe comunque sostenuto.

Le categorie indicate riguardano l’acquisto dei prodotti. Compensi veterinari per la somministrazione, visite, analisi e altri servizi non sono elencati come autonome voci ammissibili: non vanno inclusi automaticamente. Anche l’IVA non è disciplinata in modo esplicito nelle disposizioni esaminate; il suo trattamento va verificato prima di determinare la spesa richiesta.

Occorre dichiarare gli altri sostegni relativi alle medesime spese. La domanda contiene una dichiarazione sull’assenza di altre agevolazioni pubbliche richieste e ottenute per gli stessi aiuti: un’eventuale sovrapposizione deve essere chiarita, non semplicemente compensata nel foglio di calcolo.

Vaccinazione e controlli veterinari

Tra i requisiti del richiedente compare l’avvenuta vaccinazione nel 2026. Di conseguenza, l’acquisto dei soli repellenti non basta, da solo, a dimostrare il possesso di tutte le condizioni di accesso.

La Regione verifica la somministrazione conforme dei vaccini attraverso il registro informatico dei trattamenti in BDN e acquisisce una dichiarazione dell’Autorità veterinaria regionale. Anche l’uso dei repellenti deve rispettare la normativa richiamata dal bando.

La preparazione della domanda deve quindi comprendere un controllo documentale con chi segue l’allevamento sul piano veterinario. L’obiettivo è assicurare coerenza tra acquisti, impiego dei prodotti e registrazioni, senza affidarsi soltanto alla descrizione riportata in fattura.

Procedura: nessun punteggio, possibile riduzione proporzionale

Il bando non presenta una griglia di punteggi, una soglia tecnica o criteri premiali. La Regione verifica le condizioni di ammissibilità e approva l’elenco delle domande finanziabili.

Se le richieste ammissibili superano i 130.000 euro disponibili, gli importi vengono ridotti attraverso un taglio lineare. Non è previsto che le prime domande assorbano tutte le risorse lasciando escluse le successive.

Per esempio, con contributi teoricamente concedibili pari a 200.000 euro e risorse pari a 130.000 euro, il rapporto di copertura sarebbe del 65%. Un contributo teorico di 8.000 euro diventerebbe, in questa simulazione, 5.200 euro. Su una spesa ammissibile di 10.000 euro, il sostegno effettivo scenderebbe quindi dal teorico 80% al 52%.

L’esempio illustra il meccanismo e non rappresenta una previsione sull’esito del bando. Eventuali stanziamenti aggiuntivi possono consentire integrazioni agli importi ridotti.

Domanda, allegati e firma

La domanda si presenta esclusivamente sul SIAR della Regione Marche, caricando dati e allegati e sottoscrivendo digitalmente l’istanza secondo le modalità previste. È possibile operare direttamente oppure tramite un CAA riconosciuto e convenzionato o altro soggetto abilitato.

Ogni impresa può presentare una sola domanda; una nuova istanza è consentita soltanto dopo il ritiro della precedente.

Gli allegati comprendono, quando applicabili:

  • dichiarazioni IVA complete, Modello 2025 per il 2024 e Modello 2026 per il 2025, con ricevute dell’Agenzia delle Entrate, per micro e piccole imprese;
  • relazione sulla registrazione e apertura dell’allevamento in BDN, sulle spese e sul loro utilizzo conforme;
  • fatture o altri giustificativi e prove dei relativi pagamenti;
  • dichiarazione che le spese non sono già state rendicontate sul primo bando 2025;
  • autorizzazione dell’organo competente per cooperative e organizzazioni di produttori, quando richiesta.

Il testo prevede anche documentazione per le medie imprese, ferma restando la discordanza da chiarire sui beneficiari. La domanda deve essere firmata dal legale rappresentante o dal soggetto delegato: istanze prive di sottoscrizione o presentate oltre il termine sono inammissibili.

Rendicontazione, pagamento e obblighi successivi

Fatture e pagamenti vengono allegati alla domanda: l’impresa deve quindi presentare una richiesta già supportata dalle spese effettivamente sostenute. Il bando non descrive un’anticipazione per acquisti futuri.

L’istruttoria comprende controlli sui requisiti, sui documenti, sulla regolarità contributiva e sulla BDN. Il termine procedimentale è fissato in 30 giorni dal giorno successivo alla scadenza, con le sospensioni e interruzioni previste. Non costituisce una garanzia di accredito entro una data predeterminata.

Le integrazioni vengono richieste tramite SIAR e devono essere trasmesse entro il termine comunicato. In caso di esito negativo totale o parziale, il riesame può essere richiesto tramite SIAR entro 10 giorni dalla comunicazione.

L’impresa deve consentire i controlli e mantenere disponibili i documenti. Dichiarazioni non veritiere, violazioni degli impegni e determinate procedure liquidatorie possono comportare revoca; le somme già erogate devono essere restituite con gli interessi previsti.

Checklist operativa

  • Verificare dimensione d’impresa, attività agricola e iscrizione camerale.
  • Controllare fascicolo aziendale validato e allevamento aperto in BDN.
  • Riscontrare la vaccinazione effettuata nel 2026 e le registrazioni dei trattamenti.
  • Selezionare soltanto vaccini e repellenti pertinenti alla Blue Tongue.
  • Abbinare ogni spesa alla relativa prova di pagamento.
  • Escludere acquisti anteriori al 1° gennaio 2025 e spese già rendicontate.
  • Controllare de minimis agricolo dell’impresa unica e sovrapposizioni con altri aiuti.
  • Chiarire con la Regione eventuali casi di media impresa o impresa in difficoltà.
  • Preparare dichiarazioni IVA, relazione e deleghe necessarie.
  • Verificare firma, rilascio della domanda e ricevuta SIAR entro il 13 ottobre 2026.

Scheda rapida

Voce Dato
Ente Regione Marche – Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale
Misura Terzo bando Blue Tongue: acquisto di vaccini e repellenti
Beneficiari Imprenditori agricoli zootecnici; requisiti espressi per micro e piccole imprese, discordanza sulle medie
Territorio Intera Regione Marche
Dotazione 130.000 €
Contributo Fino all’80% delle spese ammissibili
Massimale Entro 50.000 € di de minimis agricolo per impresa unica in tre anni, considerando gli aiuti già concessi
Investimento minimo/massimo Non fissati autonomamente; 62.500 € di spesa per raggiungere teoricamente 50.000 € all’80%
Principali spese Acquisto di vaccini e repellenti contro gli insetti vettori
Ammissibilità temporale Spese non anteriori al 01/01/2025; requisiti di vaccinazione nel 2026
Procedura Verifica di ammissibilità; taglio lineare se i fondi non bastano
Apertura 25 maggio 2026
Scadenza 13 ottobre 2026; orario non specificato nel bando
Piattaforma SIAR Regione Marche
Regime di aiuto De minimis agricolo, Reg. UE 1408/2013 modificato dal Reg. UE 2024/3118

Valutazione pratica

La misura è interessante per gli allevamenti marchigiani che hanno già sostenuto acquisti pertinenti e possono documentare vaccinazione, utilizzo dei prodotti e pagamenti. La preparazione consiste soprattutto nel ricostruire correttamente le spese e verificare la disponibilità del de minimis agricolo. I punti più delicati sono la scadenza ravvicinata, le discordانze sui beneficiari e la possibile riduzione proporzionale del contributo.

Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).