Marche: fino a 600.000 euro per colonnine fast, fotovoltaico e accumulo per i servizi pubblici

Marche: fino a 600.000 euro per colonnine fast, fotovoltaico e accumulo per i servizi pubblici

Regione Marche mette a disposizione 8 milioni di euro per realizzare infrastrutture di ricarica elettrica veloci e ad alta potenza destinate ai mezzi che svolgono servizi di pubblica utilità. Il contributo può coprire fino al 75% delle spese ammissibili, con un massimo di 600.000 euro per intervento, e finanzia un sistema integrato composto da colonnine, produzione di energia rinnovabile, sistemi di accumulo e gestione intelligente dei consumi. Le domande potranno essere presentate dal 26 ottobre 2026 al 26 febbraio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento degli 8 milioni disponibili.

Non è un bando per installare colonnine aperto alle normali imprese

La prima distinzione da fare è sui beneficiari. Possono partecipare Regione Marche, enti pubblici singoli o associati, Aziende Sanitarie Territoriali – AST, società in house di enti pubblici e società a partecipazione pubblica. Per queste ultime è richiesta una partecipazione e un controllo pubblico maggioritario, insieme allo svolgimento di attività di interesse generale e servizi di pubblico interesse. Una normale impresa privata che voglia installare colonnine nel parcheggio della propria sede non rientra quindi direttamente tra i beneficiari di questa misura.

Il bando è costruito per elettrificare flotte utilizzate nello svolgimento di servizi essenziali per la collettività. La Regione cita espressamente, tra gli esempi, scuolabus, mezzi sanitari, veicoli utilizzati per la manutenzione delle reti di distribuzione di gas, acqua ed energia elettrica, mezzi per la raccolta dei rifiuti e l’igiene urbana e veicoli di servizio degli enti locali.

La semplice colonnina non basta: il progetto deve essere un sistema energetico integrato

Questo è probabilmente l’elemento più interessante della misura. Il progetto non può consistere soltanto nell’acquisto di una stazione di ricarica. La Regione richiede la presenza contemporanea di più componenti: infrastruttura Fast o Ultra-Fast, impianto da fonte rinnovabile, sistema di accumulo e smart charging.

L’impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile deve avere una potenza minima di 70 kW. Il bando indica il fotovoltaico su pensiline o tettoie come esempio tipico, ma la formulazione riguarda più in generale la produzione da fonte rinnovabile compatibile con l’intervento.

La colonnina deve essere Fast o Ultra-Fast Charging, funzionare in corrente continua e avere una potenza minima di 50 kW. Non sono quindi l’obiettivo del bando i piccoli punti di ricarica AC normalmente installati negli uffici o nei parcheggi aziendali.

A questo sistema deve aggiungersi un accumulo energetico ad alta efficienza, dimensionato in funzione dell’impianto e della potenza di ricarica e comunque con capacità non inferiore a 50 kWh. L’obiettivo è utilizzare quanto più possibile l’energia prodotta localmente e ridurre i prelievi e i picchi dalla rete elettrica.

Obbligatori smart charging e monitoraggio dell’energia

L’infrastruttura deve essere dotata di un sistema di gestione intelligente della ricarica, capace di ottimizzare i carichi e minimizzare i picchi di potenza, oltre a strumenti per il monitoraggio dell’energia prodotta, accumulata e consumata.

La logica è quindi quella di una piccola infrastruttura energetica integrata: il fotovoltaico produce energia, l’accumulo consente di spostarne l’utilizzo nel tempo, il sistema di controllo decide come gestire l’energia e la colonnina Fast o Ultra-Fast alimenta la flotta pubblica.

Per un Comune, un’AST o una società pubblica che debba elettrificare progressivamente una flotta, il progetto può quindi essere impostato non come semplice installazione di colonnine ma come hub di ricarica alimentato prevalentemente da energia rinnovabile.

Le colonnine devono trovarsi in aree pubbliche

L’infrastruttura deve essere installata in parcheggi di proprietà pubblica oppure nella completa disponibilità pubblica. Possono rientrare anche parcheggi destinati a servire strutture pubbliche utilizzate per l’erogazione di servizi essenziali alla popolazione.

Non è quindi sufficiente che il soggetto richiedente sia pubblico: occorre verificare anche il titolo di disponibilità dell’area sulla quale viene realizzato l’intervento.

Tutti gli investimenti devono inoltre essere realizzati nel territorio della Regione Marche.

Il beneficiario deve avere anche i veicoli elettrici

La Regione richiede la disponibilità di veicoli elettrici destinati ai servizi pubblici che utilizzeranno l’infrastruttura. Questo non significa necessariamente che il beneficiario debba possederli già alla data della domanda: la disponibilità può essere dimostrata anche attraverso un impegno all’acquisto o altra forma di disponibilità, purché entro la conclusione del progetto il possesso o l’effettiva disponibilità dei mezzi venga documentata.

Di conseguenza può essere possibile coordinare il progetto di infrastruttura con un programma parallelo di rinnovo della flotta, ma alla fine dell’intervento la Regione deve poter verificare che le colonnine vengano effettivamente utilizzate dai mezzi elettrici ai quali sono destinate.

Finanziabili fotovoltaico, accumulo, colonnine, cabine e adeguamenti alla rete

Tra le spese ammesse rientrano la fornitura, l’installazione e la posa in opera di impianti, macchinari, attrezzature, materiali, componenti e sistemi necessari alla realizzazione del progetto. Questo comprende quindi i principali elementi tecnologici dell’infrastruttura di ricarica e dell’impianto energetico.

Sono ammissibili anche le opere edili e impiantistiche strettamente necessarie al progetto. Possono inoltre essere finanziati gli interventi necessari per adeguare le reti locali e aumentare la potenza disponibile, comprese cabine, conduttori, isolatori, trasformatori e altri componenti dell’infrastruttura elettrica.

Rientrano naturalmente i sistemi di smart charging, monitoraggio e gestione dei consumi energetici, che non costituiscono una componente facoltativa ma fanno parte dell’architettura richiesta dalla misura.

Spese tecniche fino al 10%

Sono finanziabili anche progettazione, direzione lavori, collaudi e altre spese tecniche, ma nel limite massimo del 10% delle spese ammissibili complessive.

Per interventi di queste dimensioni la quota può diventare comunque significativa, soprattutto considerando la necessità di coordinare produzione fotovoltaica, accumulo, infrastruttura elettrica, punto di ricarica, eventuale adeguamento della connessione e sistemi di controllo.

Il contributo arriva al 75%, fino a 600.000 euro

Regione Marche finanzia fino al 75% della spesa riconosciuta ammissibile con un tetto massimo di 600.000 euro per intervento.

Per esempio, su 400.000 euro di investimento ammissibile il contributo può arrivare a 300.000 euro. Su 600.000 euro può raggiungere 450.000 euro. Il tetto di 600.000 euro viene raggiunto con un progetto ammissibile di almeno 800.000 euro.

La quota restante deve quindi essere sostenuta dal beneficiario o coperta con altre risorse compatibili, rispettando il divieto di doppio finanziamento previsto dal bando.

IVA finanziabile soltanto quando non recuperabile

L’IVA può essere riconosciuta soltanto quando viene realmente e definitivamente sostenuta dal beneficiario e non può essere recuperata. Se il soggetto può detrarre o recuperare l’imposta, l’IVA non rientra tra le spese ammissibili.

È un elemento da verificare in particolare per società pubbliche e soggetti che possono svolgere contemporaneamente attività istituzionali e attività economiche.

Attenzione agli aiuti di Stato quando l’infrastruttura viene utilizzata commercialmente

Il bando contiene una distinzione importante. Quando l’infrastruttura è destinata esclusivamente alle finalità pubbliche previste dalla misura, il finanziamento può non configurarsi come aiuto di Stato. Se invece l’impianto viene utilizzato anche per attività economico-commerciali non meramente accessorie, la quota interessata può entrare nella disciplina degli aiuti.

In questi casi possono trovare applicazione il regolamento de minimis ordinario, con il limite generale di 300.000 euro nel triennio, oppure il regolamento de minimis SIEG per i servizi di interesse economico generale, il cui limite è attualmente pari a 750.000 euro.

Questo punto va quindi verificato in fase di progettazione, soprattutto se l’infrastruttura non sarà utilizzata esclusivamente dalla flotta pubblica ma potrà avere anche impieghi economici ulteriori.

Le spese possono essere già iniziate, ma il progetto non deve essere concluso

La Regione ammette spese sostenute a partire dal 29 dicembre 2025 e fino al 31 dicembre 2029. Questo rende il bando potenzialmente utilizzabile anche per interventi già avviati.

Esiste però un limite fondamentale: al momento della presentazione della domanda il progetto non deve essere già materialmente completato o integralmente attuato. In particolare, non deve essere stato emesso il certificato di fine lavori o forniture relativo all’intervento per il quale viene richiesto il contributo.

Quindi un soggetto pubblico che abbia già avviato progettazione, affidamenti o parte dei lavori può ancora verificare l’accesso alla misura, mentre un’infrastruttura già conclusa non può essere finanziata retroattivamente.

L’eventuale energia in eccesso può essere valorizzata

Il bando consente che l’energia rinnovabile prodotta e non utilizzata direttamente per l’autoconsumo possa essere destinata a configurazioni di autoconsumo diffuso esclusivamente pubbliche, con il beneficiario nel ruolo previsto dalla disciplina applicabile.

Questo apre la possibilità di progettare l’impianto non soltanto in funzione della ricarica dei veicoli, ma anche valutando l’integrazione con altre utenze pubbliche e con configurazioni energetiche territoriali, purché vengano rispettate le condizioni del bando.

Non è una graduatoria tradizionale: conta anche l’ordine di presentazione

Qui c’è una correzione importante rispetto alla scheda sintetica Neskey, che indica “valutativa a graduatoria”. Il bando ufficiale definisce invece la procedura come valutativa a sportello: le domande vengono istruite secondo l’ordine di presentazione e i contributi vengono concessi agli interventi positivamente valutati seguendo la graduatoria temporale, fino a esaurimento delle risorse.

Questo cambia concretamente la strategia. Non è sufficiente predisporre un progetto tecnicamente valido entro febbraio: con 8 milioni di euro disponibili, conviene presentare la domanda appena il progetto e la documentazione sono pronti.

Lo sportello può infatti essere chiuso anticipatamente quando le richieste ammissibili assorbono la dotazione disponibile.

Domande tramite SIGEF dal 26 ottobre

La richiesta deve essere presentata attraverso il sistema informativo regionale SIGEF. Lo sportello apre il 26 ottobre 2026 e termina il 26 febbraio 2027, salvo chiusura anticipata o eventuale proroga in presenza di ulteriori risorse.

Per preparare correttamente la domanda occorre quindi verificare contemporaneamente disponibilità dell’area pubblica, flotta elettrica attuale o programmata, potenza dell’impianto rinnovabile, dimensionamento dell’accumulo, potenza delle colonnine, adeguamenti della rete e modalità di utilizzo dell’energia prodotta.

È proprio questa integrazione tra mobilità ed energia a rendere il bando particolarmente interessante. Con una copertura fino al 75% e 600.000 euro, un ente può evitare di progettare separatamente colonnine, fotovoltaico e accumulo e realizzare invece un’infrastruttura coordinata capace di alimentare stabilmente una flotta elettrica pubblica riducendo contemporaneamente prelievi dalla rete e consumi energetici.

Vuoi capire se un progetto di mobilità elettrica pubblica può essere costruito in modo da sfruttare pienamente il contributo regionale?

Atamai può affiancare enti, società pubbliche e partner tecnologici nella verifica preliminare dell’intervento, nel dimensionamento economico del progetto e nel coordinamento tra colonnine Fast/Ultra-Fast, fotovoltaico, accumulo, smart charging e requisiti del bando, prima della presentazione della domanda.

Contatta Atamai per una verifica preliminare del progetto e dell’ammissibilità delle spese. Info@atamai.it