Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato l’edizione 2026 di Marchi+, l’incentivo nazionale destinato alle micro, piccole e medie imprese che sostengono costi per registrare e proteggere i propri marchi nell’Unione europea e sui mercati internazionali. La dotazione è pari a 2 milioni di euro e lo sportello aprirà alle ore 12:00 del 3 dicembre 2026. Le agevolazioni possono coprire dall’80% al 95% delle spese ammissibili, a seconda del tipo di registrazione e delle caratteristiche dell’impresa.
Due misure differenti: marchio europeo e marchio internazionale
Marchi+ è diviso in due linee. La Misura A sostiene la registrazione di un marchio dell’Unione europea presso EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. La Misura B riguarda invece la registrazione internazionale presso OMPI – Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, attraverso il sistema internazionale dei marchi. Non viene quindi finanziata la semplice registrazione nazionale presso UIBM: l’obiettivo della misura è accompagnare le PMI nella protezione del proprio brand al di fuori del solo mercato italiano.
Marchio europeo: contributo dell’80%, fino a 6.000 euro
Per la Misura A il contributo copre l’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 6.000 euro per marchio. Per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere la percentuale aumenta all’85%. Per accedere alla misura l’impresa deve aver depositato la domanda di registrazione presso EUIPO a partire dal 1° giugno 2023, aver pagato le relative tasse e, soprattutto, aver già ottenuto la registrazione del marchio prima di presentare la domanda di contributo.
Questo ultimo requisito è particolarmente importante: Marchi+ non finanzia un progetto futuro di registrazione. Quando l’impresa presenta la domanda, il percorso presso EUIPO deve essere già arrivato alla registrazione e le spese per le quali viene richiesto il contributo devono quindi essere riconducibili a un’attività già realizzata.
Marchio internazionale: contributo del 90%, fino a 9.000 euro
La Misura B è economicamente più favorevole. Il contributo copre il 90% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 9.000 euro per marchio. Per le aziende con certificazione della parità di genere l’intensità sale al 95%. È quindi questa la situazione alla quale si riferisce il “95%” riportato nella sintesi della misura: non si applica automaticamente a tutte le imprese né alla registrazione del marchio europeo.
Per accedere alla Misura B l’impresa deve aver effettuato, a partire dal 1° giugno 2023, il deposito di una domanda internazionale basata su un marchio o su una domanda nazionale UIBM o europea EUIPO, oppure una designazione successiva di un marchio già registrato presso OMPI. Prima della richiesta di contributo deve inoltre risultare la pubblicazione della domanda internazionale nel Madrid Monitor dell’OMPI.
Il bando 2026 introduce inoltre una novità per le registrazioni internazionali depositate prima del 1° giugno 2023: quando dopo tale data vengono effettuate nuove designazioni di Paesi, l’importo massimo concedibile può arrivare a 5.000 euro per marchio per queste designazioni successive.
Non vengono finanziate soltanto le tasse di registrazione
Una delle caratteristiche più interessanti di Marchi+ è che il contributo non riguarda soltanto le tasse pagate agli uffici della proprietà industriale. Possono essere finanziati anche diversi servizi specialistici esterni sostenuti dall’impresa per arrivare alla registrazione e alla tutela del marchio.
Tra questi rientra la progettazione della rappresentazione grafica del marchio, con esclusione naturalmente dei marchi puramente denominativi. Il servizio deve essere prestato da un professionista grafico con adeguata partita IVA oppure da un’azienda specializzata in progettazione grafica o comunicazione.
Sono inoltre finanziabili le spese per l’assistenza al deposito, cioè l’attività svolta da consulenti in proprietà industriale, avvocati o centri PATLIB per predisporre e presentare correttamente la domanda presso EUIPO, UIBM o OMPI a seconda della misura utilizzata.
Finanziabili anche le ricerche di anteriorità
Il bando riconosce le spese sostenute per effettuare le ricerche di anteriorità, vale a dire le verifiche utilizzate per capire se esistano già marchi identici o simili potenzialmente in conflitto con quello che l’impresa intende proteggere. È una fase particolarmente utile prima di investire nell’estensione internazionale di un brand, perché consente di individuare preventivamente possibili ostacoli alla registrazione.
Per la Misura A il contributo massimo previsto è di 550 euro per una ricerca relativa ai marchi italiani, UE e internazionali estesi all’Italia oppure di 1.500 euro per una ricerca estesa a tutti i Paesi dell’Unione europea. Le due tipologie sono alternative per lo stesso marchio.
Per la Misura B i massimali salgono a 630 euro per la ricerca riferita all’Italia e a 1.800 euro per quella estesa all’Unione europea. Per i Paesi esterni all’UE è inoltre riconosciuto un massimo di 700 euro per ciascun Paese oggetto della ricerca.
Anche l’assistenza legale contro opposizioni e rilievi
Marchi+ interviene anche quando, dopo il deposito, un soggetto terzo presenta opposizione oppure un ufficio nazionale formula un rilievo contro la registrazione. Il bando può finanziare l’assistenza legale necessaria per difendere il marchio.
Per i marchi UE il contributo massimo per l’assistenza nelle opposizioni è di 1.500 euro. Per la registrazione internazionale può arrivare a 1.800 euro per le opposizioni e a 600 euro per ciascun rilievo proveniente dagli uffici nazionali, con un massimo di tre rilievi agevolabili per lo stesso marchio.
Questo rende la misura interessante anche per imprese che hanno già superato la semplice fase di deposito e stanno affrontando problemi concreti di tutela del proprio brand sui mercati esteri.
Quanto viene riconosciuto per i singoli servizi
Nella Misura A il massimale di agevolazione per la progettazione grafica è di 1.500 euro, quello per l’assistenza al deposito è di 300 euro, mentre l’assistenza legale per opposizioni arriva a 1.500 euro. Le tasse EUIPO vengono invece riconosciute all’80%, oppure all’85% per le imprese con certificazione della parità di genere, concorrendo al tetto complessivo di 6.000 euro per marchio.
Nella Misura B il massimo riconoscibile per la progettazione sale a 1.650 euro, per l’assistenza al deposito a 350 euro e per l’assistenza contro opposizioni a 1.800 euro. Le tasse di registrazione vengono agevolate al 90% o al 95% e concorrono al limite complessivo di 9.000 euro per marchio.
Il fatto che esista un tetto di 6.000 o 9.000 euro non significa quindi che ogni marchio riceva automaticamente tale importo: il contributo viene calcolato sulle spese effettivamente sostenute, applicando la percentuale prevista e rispettando contemporaneamente i massimali stabiliti per ciascun servizio.
Chi può partecipare
Il bando è riservato alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e attive. L’impresa deve essere titolare del marchio per il quale viene presentata la richiesta. Deve inoltre risultare regolare sotto il profilo contributivo e rispettare gli altri requisiti previsti dal bando.
Tra i requisiti del 2026 assume rilievo anche la regolarità rispetto all’obbligo assicurativo contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, nei casi in cui l’impresa sia soggetta a tale obbligo.
Solo 2 milioni disponibili: lo sportello può durare pochissimo
La dotazione nazionale di Marchi+ 2026 è di appena 2 milioni di euro. Le domande vengono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione, senza una graduatoria basata su punteggi. Dopo il controllo della completezza formale viene effettuata una valutazione delle spese e della loro ammissibilità.
La procedura aprirà alle ore 12:00 del 3 dicembre 2026 e resterà disponibile fino alle ore 18:00 dello stesso giorno. Soltanto qualora rimangano fondi lo sportello riaprirà nei giorni lavorativi successivi, sempre dalle 12:00 alle 18:00, fino all’esaurimento della dotazione.
La disponibilità limitata rende quindi determinante arrivare all’apertura con documentazione e registrazioni già perfettamente in ordine. L’edizione precedente offre un’indicazione concreta della pressione sullo strumento: lo sportello Marchi+ 2025 venne chiuso già dal 5 dicembre 2025 per esaurimento delle risorse, dopo l’apertura del 4 dicembre.
Non bisogna aspettare dicembre per iniziare a prepararsi
Le imprese interessate dovrebbero verificare già adesso se il marchio è effettivamente intestato al soggetto che presenterà la domanda, se la procedura EUIPO è conclusa oppure quella OMPI è già pubblicata sul Madrid Monitor, se fatture e pagamenti dei consulenti sono correttamente documentati e se tutti i servizi specialistici rispettano le qualifiche professionali richieste dal bando.
Per un’impresa che vende già all’estero o intende sviluppare nuovi mercati, Marchi+ consente di recuperare una parte molto rilevante dei costi sostenuti per proteggere il proprio brand: 80-85% per i marchi dell’Unione europea e 90-95% per quelli internazionali, con contributi fino a 6.000 e 9.000 euro per singolo marchio. Il vero limite della misura non è quindi l’intensità dell’aiuto, molto elevata, ma la dotazione di soli 2 milioni di euro e la conseguente necessità di essere pronti fin dall’apertura dello sportello.
Fonti
Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Marchi+ 2026, requisiti, agevolazioni, spese e modalità di presentazione.
Portale ufficiale Marchi+ 2026, gestito da Unioncamere – massimali per singolo servizio, novità 2026 e procedura di accesso.