Passeggiate Patrimoniali Emilia-Romagna 2026: contributi del 90% per valorizzare giardini, alberi monumentali e mulini storici
La Regione Emilia-Romagna sostiene la realizzazione di passeggiate, laboratori, attività culturali e iniziative di comunità dedicate alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico, naturalistico e paesaggistico regionale.
La misura è presentata come:
“ViVi il Verde – Passeggiate Patrimoniali: natura e cultura – Edizione 2026”
L’intervento finanzia progetti dedicati principalmente a:
- parchi e giardini storici;
- alberi monumentali;
- mulini storici;
- testimonianze culturali, architettoniche, paesaggistiche e documentarie collegate a questi beni.
La dotazione finanziaria indicata per il 2026 ammonta a:
100.000 euro
Il contributo regionale copre fino al:
90% delle spese ammissibili
L’importo massimo riconoscibile per ciascun progetto è pari a:
5.400 euro
Le domande possono essere presentate:
- dal 03/08/2026;
- fino al 31/08/2026.
La selezione avviene mediante procedura valutativa con formazione di una graduatoria.
Avvertenza sulla documentazione operativa 2026
Alla data del 30/07/2026, il portale del Settore Patrimonio culturale risulta aggiornato in previsione dell’apertura, ma la pagina integrale dell’avviso 2026 e i relativi allegati non risultano ancora stabilmente indicizzati nei motori di ricerca.
La Regione aveva già presentato le finalità e i potenziali beneficiari dell’edizione 2026 mediante un webinar organizzato il 15/04/2026. La documentazione preliminare conferma la continuità della misura e il coinvolgimento del mondo associativo e degli enti privati senza scopo di lucro.
I dati relativi a dotazione, aliquota, contributo massimo e finestra temporale sono quelli comunicati per la nuova edizione. Le indicazioni più analitiche sulla struttura dei progetti, sugli allegati e sulle procedure vengono approfondite facendo riferimento al modello ufficiale utilizzato nel 2025, che dovrà essere confrontato con il testo 2026 non appena pubblicato.
In caso di differenze, prevalgono sempre:
- l’avviso pubblico 2026;
- gli allegati 2026;
- la piattaforma regionale;
- eventuali chiarimenti pubblicati dal Settore Patrimonio culturale.
Ente proponente e gestore
La misura è promossa e gestita dalla:
Regione Emilia-Romagna – Settore Patrimonio culturale
La struttura regionale opera nell’ambito delle politiche dedicate alla:
- conoscenza del patrimonio;
- valorizzazione culturale;
- tutela del paesaggio;
- partecipazione delle comunità;
- promozione dei beni storici e naturalistici;
- diffusione della cultura della conservazione.
Nelle precedenti edizioni, la struttura di riferimento era la Direzione generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese – Settore Patrimonio culturale. Il responsabile del procedimento indicato nella pagina ufficiale era Fabio Falleni, responsabile della promozione del paesaggio e della natura.
Atamai può svolgere attività di informazione, analisi preliminare e assistenza alla progettazione. La valutazione, la concessione e la liquidazione del contributo restano di esclusiva competenza della Regione Emilia-Romagna.
Che cos’è una passeggiata patrimoniale
Una passeggiata patrimoniale non coincide con una semplice visita guidata o con un’escursione turistica.
È un progetto culturale nel quale il territorio viene interpretato attraverso:
- luoghi;
- paesaggio;
- natura;
- architettura;
- memorie;
- racconti;
- documenti;
- tradizioni;
- conoscenze degli abitanti;
- pratiche artistiche e didattiche.
La Passeggiata Patrimoniale deve permettere alla comunità di comprendere il valore di un bene, riconoscerlo come parte della propria storia e partecipare attivamente alla sua valorizzazione.
La Regione descrive questi itinerari come percorsi materiali e immateriali che consentono di esplorare la storia del territorio attraverso le testimonianze di chi lo vive, integrando patrimonio culturale, naturale, paesaggistico, architettonico, archeologico, museale, archivistico e letterario.
Il riferimento alla Convenzione di Faro
Il progetto regionale si ispira ai principi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, conosciuta come Convenzione di Faro.
Questo approccio considera il patrimonio non soltanto come un insieme di beni tutelati, ma come una risorsa attraverso la quale le comunità possono:
- rafforzare la propria identità;
- condividere conoscenze;
- riconoscere memorie comuni;
- partecipare alla vita culturale;
- prendersi cura dei luoghi;
- costruire nuove relazioni sociali.
La Regione collega espressamente le Passeggiate Patrimoniali all’esigenza di integrare diversità culturale, biologica, geologica e paesaggistica e di sviluppare una visione complessiva del bene culturale e del suo contesto.
Beneficiari
L’edizione 2026 è rivolta al mondo associativo e agli enti privati senza scopo di lucro operanti in Emilia-Romagna.
Il webinar regionale ha individuato come potenziali beneficiari:
- associazioni culturali;
- organizzazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore;
- altri soggetti privati senza scopo di lucro;
- organizzazioni con finalità sociali, culturali oppure ambientali;
- soggetti con sede legale e operativa in Emilia-Romagna.
Enti del Terzo settore
Possono potenzialmente partecipare, nel rispetto del testo definitivo:
- organizzazioni di volontariato;
- associazioni di promozione sociale;
- enti filantropici;
- fondazioni del Terzo settore;
- reti associative;
- altri enti iscritti nel RUNTS.
Prima di presentare la domanda è necessario verificare:
- effettiva iscrizione;
- sezione del RUNTS;
- denominazione;
- codice fiscale;
- sede;
- legale rappresentante;
- stato dell’iscrizione;
- coerenza delle attività statutarie.
L’iscrizione deve essere già perfezionata entro il termine eventualmente indicato dall’avviso.
Altri soggetti privati non profit
Nella precedente edizione erano ammessi anche soggetti privati non lucrativi che:
- perseguivano finalità sociali, culturali o ambientali;
- possedevano sede legale in Emilia-Romagna;
- possedevano sede operativa in Emilia-Romagna;
- risultavano formalmente costituiti entro la scadenza;
- riportavano le proprie finalità nello statuto o nell’atto costitutivo.
Questa categoria può comprendere, quando conforme al nuovo avviso:
- associazioni culturali non iscritte al RUNTS;
- istituzioni sociali private;
- fondazioni;
- comitati formalmente costituiti;
- altri enti senza finalità lucrative.
La semplice assenza di distribuzione degli utili non è sufficiente. Lo statuto deve dimostrare una finalità coerente con il progetto.
Soggetti che non risultano beneficiari diretti
In base all’impostazione presentata per il 2026, non risultano destinatari diretti:
- imprese commerciali;
- professionisti;
- persone fisiche;
- società lucrative;
- operatori turistici costituiti in forma di impresa;
- Comuni ed enti pubblici.
Gli enti pubblici possono tuttavia assumere un ruolo importante come partner, proprietari o gestori dei beni, soggetti che autorizzano le attività o collaborano alla realizzazione del programma.
La platea definitiva deve essere verificata nell’avviso 2026.
Area geografica
La misura interessa:
l’intero territorio della Regione Emilia-Romagna
Il soggetto richiedente deve avere sede nel territorio regionale secondo le condizioni dell’avviso.
Anche il bene o i beni valorizzati devono trovarsi in Emilia-Romagna.
Il progetto può riguardare:
- un singolo bene;
- più beni situati nello stesso Comune;
- una rete intercomunale;
- un itinerario che collega beni differenti;
- un percorso territoriale tematico.
Il collegamento tra più luoghi deve risultare comprensibile e non rappresentare una semplice somma di visite scollegate.
Parchi e giardini storici
Possono essere valorizzati parchi e giardini di valore culturale:
- pubblici;
- privati;
- tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali;
- non formalmente tutelati ma riconoscibili come beni di valore storico-testimoniale.
Il progetto può approfondire:
- origine del giardino;
- progettista;
- trasformazioni;
- specie botaniche;
- rapporto con ville, palazzi o castelli;
- utilizzo nei diversi periodi storici;
- memoria delle comunità;
- funzioni sociali;
- effetti sul paesaggio;
- biodiversità;
- servizi ecosistemici.
Nelle edizioni precedenti, la Regione ha richiesto che il valore storico-testimoniale fosse adeguatamente documentato attraverso schede descrittive, cartografie, fonti e documentazione sul bene.
Esempio di progetto su un giardino storico
Un’associazione può sviluppare un programma composto da:
- ricerca storica;
- passeggiate botaniche;
- visite architettoniche;
- apertura di un archivio;
- laboratorio per le scuole;
- raccolta di testimonianze;
- performance teatrale;
- podcast;
- mostra fotografica;
- pagina web dedicata.
Il progetto dovrebbe mettere in relazione il bene con il territorio e non limitarsi a descrivere le specie vegetali.
Alberi monumentali
Possono essere coinvolti gli alberi tutelati ai sensi:
- della Legge n. 10/2013;
- della Legge regionale Emilia-Romagna n. 20/2023.
La valorizzazione deve rispettare il principio di intangibilità dell’albero tutelato.
Questo significa che il progetto culturale non deve provocare:
- danneggiamenti;
- compattazione del terreno;
- scavi;
- installazioni sugli apparati radicali;
- utilizzi incompatibili;
- accessi incontrollati;
- attività che possano compromettere la salute o la stabilità dell’esemplare.
Nella precedente edizione era necessario richiedere una liberatoria o un nulla osta alla Regione per gli alberi tutelati a livello regionale e al Ministero dell’agricoltura per quelli inseriti nell’elenco nazionale.
Esempio di progetto sugli alberi monumentali
Un progetto può collegare più esemplari attraverso:
- passeggiate naturalistiche;
- racconti storici;
- esperienze sensoriali;
- attività per persone non vedenti;
- testimonianze degli abitanti;
- laboratori fotografici;
- documentazione audio;
- mappe;
- mostra finale.
Un’esperienza realizzata nel territorio di Poggio Torriana ha collegato cinque alberi monumentali e alcuni mulini storici attraverso percorsi naturalistici, segnaletica in Braille e una mostra fotografica partecipata.
Mulini storici
Possono essere valorizzati mulini:
- tutelati;
- non tutelati ma dotati di valore storico-testimoniale;
- ancora funzionanti;
- non più utilizzati ma leggibili nella loro struttura.
Il bene dovrebbe conservare elementi riconoscibili come:
- impianto molitorio;
- ruota;
- macine;
- canale;
- chiusa;
- struttura idraulica;
- sorgente;
- architettura produttiva;
- documenti e attrezzature storiche.
Il progetto può approfondire:
- storia del lavoro;
- gestione dell’acqua;
- tecniche di produzione;
- economia rurale;
- rapporti con agricoltura e comunità;
- trasformazioni del paesaggio;
- memoria dei mugnai;
- tradizioni alimentari.
Le precedenti disposizioni regionali includevano espressamente i mulini storici tra i beni ammissibili.
Una rete tra beni differenti
Un progetto può collegare, per esempio:
- un giardino storico;
- un albero monumentale;
- un mulino;
- un archivio;
- un museo;
- una biblioteca;
- un paesaggio rurale.
Il collegamento deve essere motivato da un tema comune, come:
- acqua;
- lavoro;
- coltivazioni;
- storia di una famiglia;
- trasformazione del paesaggio;
- biodiversità;
- memoria della comunità;
- mobilità storica;
- relazione tra città e campagna.
Una rete costruita soltanto per aumentare il numero dei beni coinvolti può risultare meno convincente di un progetto concentrato su pochi luoghi collegati da un racconto chiaro.
Quali attività possono essere progettate
Il testo definitivo 2026 deve confermare le categorie di spesa e attività.
Nell’avviso ufficiale 2025, i progetti dovevano comprendere iniziative appartenenti a tre gruppi:
- apertura, approfondimento e divulgazione;
- eventi e prodotti culturali;
- promozione e comunicazione.
Questa struttura costituisce un riferimento utile per preparare la candidatura 2026, ma deve essere confrontata con i nuovi allegati.
Aperture al pubblico e visite
Le attività possono comprendere:
- visite guidate;
- passeggiate botaniche;
- passeggiate naturalistiche;
- passeggiate architettoniche;
- percorsi storico-culturali;
- aperture di archivi;
- visite a strutture normalmente non accessibili;
- itinerari tra più beni;
- incontri con esperti.
Nella precedente edizione, le visite dovevano essere supportate da professionisti come:
- botanici;
- naturalisti;
- paesaggisti;
- architetti;
- storici dell’arte;
- studiosi;
- esperti del territorio.
Attività obbligatoriamente realizzate sul posto
La Passeggiata Patrimoniale deve comprendere una concreta esperienza nel luogo.
Non dovrebbe essere sufficiente proporre esclusivamente:
- un sito web;
- un podcast;
- un convegno online;
- una pubblicazione;
- un video;
- una campagna social.
Nell’edizione precedente era obbligatoria la realizzazione di attività fisiche nei beni oggetto di valorizzazione. Le azioni dovevano inoltre essere documentate con fotografie o video di qualità prodotti durante la promozione, la realizzazione e la conclusione del progetto.
Attività culturali
Il programma può includere:
- spettacoli;
- letture;
- musica;
- teatro;
- danza;
- arti visive;
- installazioni temporanee;
- narrazione;
- laboratori;
- mostre;
- seminari;
- convegni;
- presentazioni;
- iniziative editoriali.
Ogni attività deve essere collegata al bene.
Un concerto organizzato in un giardino senza alcun rapporto con la storia, il paesaggio o la memoria del luogo potrebbe non risultare coerente.
Una proposta più solida potrebbe collegare il repertorio musicale:
- all’epoca del giardino;
- ai suoi proprietari;
- alla tradizione locale;
- a documenti conservati negli archivi;
- alle trasformazioni storiche del paesaggio.
Attività nelle scuole
I progetti possono coinvolgere:
- scuole primarie;
- scuole secondarie;
- istituti professionali;
- licei;
- università;
- centri di formazione.
Le attività possono comprendere:
- lezioni;
- visite;
- laboratori;
- giochi;
- raccolta di testimonianze;
- produzione di fotografie;
- elaborazione di mappe;
- podcast;
- racconti;
- attività scientifiche;
- spettacoli.
Il progetto dovrebbe indicare:
- istituti coinvolti;
- classi;
- fascia d’età;
- numero degli studenti;
- calendario;
- docenti;
- risultati;
- collegamento con il programma scolastico.
Ricerca e raccolta delle memorie
La comunità può essere coinvolta attraverso:
- interviste;
- racconti;
- fotografie familiari;
- documenti;
- mappe storiche;
- testimonianze orali;
- storie del lavoro;
- memorie legate al paesaggio;
- raccolta di nomi e tradizioni locali.
Il materiale deve essere raccolto con procedure adeguate in materia di:
- privacy;
- consenso;
- utilizzo delle immagini;
- conservazione;
- diritto d’autore;
- autorizzazione alla pubblicazione.
Prodotti fotografici e audiovisivi
Possono essere realizzati:
- podcast;
- documentari;
- video brevi;
- guide virtuali;
- archivi digitali;
- mostre fotografiche;
- racconti audio;
- mappe narrative;
- contenuti accessibili tramite QR code.
Il prodotto deve essere proporzionato al budget.
Con un contributo massimo di 5.400 euro, è preferibile progettare pochi contenuti ben realizzati anziché promettere piattaforme o produzioni audiovisive troppo complesse.
Pubblicazioni
Il progetto può comprendere:
- guide;
- quaderni;
- mappe;
- cataloghi;
- materiali didattici;
- schede;
- opuscoli;
- raccolte di racconti.
La pubblicazione dovrebbe essere:
- collegata alle passeggiate;
- distribuita al pubblico;
- accessibile;
- sostenibile nei costi;
- utilizzabile anche dopo il progetto.
Una parte dei contenuti può essere resa disponibile online per aumentarne la diffusione.
Comunicazione
Le attività possono comprendere:
- pagina web;
- sezione dedicata nel sito dell’associazione;
- social media;
- comunicati stampa;
- conferenze stampa;
- newsletter;
- locandine;
- pieghevoli;
- materiale promozionale;
- webinar informativi.
La comunicazione deve promuovere il progetto e diffondere la conoscenza del patrimonio.
Non dovrebbe assorbire una quota sproporzionata delle risorse rispetto alle attività realizzate nei luoghi.
Accessibilità e inclusione
La Regione ha indicato come obiettivo il coinvolgimento di un pubblico ampio attraverso soluzioni accessibili e inclusive.
Il progetto può prevedere:
- percorsi privi di barriere;
- alternative per tratti non accessibili;
- accompagnamento;
- interprete LIS;
- sottotitoli;
- audiodescrizioni;
- materiali ad alta leggibilità;
- testi semplificati;
- segnaletica tattile;
- Braille;
- attività sensoriali;
- contenuti multilingue;
- servizi per persone anziane;
- proposte dedicate alle famiglie.
L’accessibilità dovrebbe essere descritta concretamente.
Una dichiarazione generica come “evento aperto a tutti” non dimostra che il percorso sia effettivamente fruibile.
Collaborazioni territoriali
Nella precedente edizione era incentivata la collaborazione con:
- Comuni;
- enti parco;
- centri di educazione alla sostenibilità;
- scuole;
- università;
- musei;
- archivi;
- biblioteche;
- associazioni;
- fondazioni;
- reti territoriali;
- proprietari e gestori dei beni.
La collaborazione deve produrre un contributo concreto.
La lettera di intenti dovrebbe indicare:
- soggetto;
- ruolo;
- attività;
- risorse;
- spazi;
- personale;
- responsabilità;
- impegno assunto.
Un patrocinio privo di attività non equivale a un partenariato operativo.
Consenso del proprietario o del gestore
Quando il bene non appartiene o non è gestito dal richiedente, occorre ottenere il consenso del proprietario o del soggetto responsabile.
Il documento dovrebbe autorizzare:
- accesso;
- visite;
- attività;
- fotografie;
- riprese;
- installazioni temporanee;
- utilizzo degli spazi;
- comunicazione del bene.
Nella precedente edizione il consenso costituiva un allegato obbligatorio.
Contributo regionale
La nuova edizione prevede un contributo pari al:
90% delle spese riconosciute
Il contributo massimo è:
5.400 euro
Per ottenere il massimale, il progetto deve presentare almeno:
6.000 euro di spese ammissibili
Il calcolo è:
- spesa: 6.000 euro;
- contributo al 90%: 5.400 euro;
- cofinanziamento: 600 euro.
Un progetto da 5.000 euro potrebbe ricevere:
- contributo: 4.500 euro;
- quota del beneficiario: 500 euro.
Un progetto da 8.000 euro potrebbe ricevere:
- contributo massimo: 5.400 euro;
- quota a carico del beneficiario: almeno 2.600 euro.
L’avviso 2026 dovrà chiarire l’eventuale costo minimo e l’eventuale limite massimo del progetto.
Cofinanziamento
Il beneficiario deve garantire almeno la quota non coperta dal contributo.
Il cofinanziamento può derivare, quando ammesso, da:
- risorse dell’associazione;
- quote dei partner;
- donazioni;
- sponsorizzazioni;
- altri contributi compatibili;
- entrate del progetto;
- risorse private.
Devono essere rispettati i divieti di doppio finanziamento.
La stessa fattura non può essere rimborsata due volte.
Spese potenzialmente ammissibili
Il testo 2026 deve essere utilizzato per la verifica definitiva.
In relazione alla struttura delle precedenti edizioni, possono risultare coerenti costi come:
- compensi per guide ed esperti;
- botanici;
- naturalisti;
- storici;
- architetti;
- formatori;
- artisti;
- relatori;
- grafica;
- stampa;
- fotografia;
- video;
- podcast;
- traduzioni;
- servizi per l’accessibilità;
- noleggio di attrezzature;
- piccoli allestimenti temporanei;
- materiale didattico;
- comunicazione;
- assicurazioni specifiche;
- servizi tecnici;
- affitto di spazi strettamente necessario.
Ogni costo deve essere:
- direttamente collegato;
- sostenuto nel periodo ammesso;
- intestato al beneficiario;
- documentato;
- pagato in modo tracciabile;
- proporzionato.
Spese da verificare con particolare attenzione
Non devono essere considerate automaticamente ammissibili:
- personale ordinario;
- spese generali;
- utenze;
- acquisto di beni durevoli;
- attrezzature informatiche;
- lavori sugli immobili;
- manutenzione dei giardini;
- interventi arboricolturali;
- ristrutturazioni;
- somministrazione di cibo e bevande;
- premi;
- gadget;
- spese sostenute prima della data ammessa;
- volontariato valorizzato economicamente;
- IVA;
- attività commerciali;
- costi già finanziati.
Le Passeggiate Patrimoniali finanziano principalmente la conoscenza, la partecipazione e la valorizzazione culturale. Non sostituiscono i bandi destinati al restauro, alla manutenzione o alla cura degli alberi monumentali.
Procedura di selezione
La selezione è:
valutativa a graduatoria
Le domande vengono esaminate e ordinate in base al punteggio.
Il finanziamento dipende quindi:
- dall’ammissibilità formale;
- dalla qualità del progetto;
- dalla documentazione;
- dal punteggio;
- dalle risorse disponibili.
L’ordine di invio non costituisce il principale criterio di concessione.
Criteri da verificare nell’avviso 2026
La griglia ufficiale non risulta ancora leggibile nella pagina pubblicamente indicizzata.
Prima della domanda è necessario verificare i punteggi relativi a:
- qualità culturale;
- coerenza con le finalità;
- valore dei beni;
- coinvolgimento della comunità;
- collaborazione territoriale;
- innovazione;
- accessibilità;
- coinvolgimento delle scuole;
- qualità della comunicazione;
- fattibilità;
- congruità economica;
- capacità del richiedente;
- risultati attesi.
Non devono essere attribuiti autonomamente punteggi utilizzando le griglie delle annualità precedenti.
Come rendere competitivo il progetto
Una candidatura solida dovrebbe dimostrare cinque elementi.
Un bene chiaramente identificato
La relazione deve spiegare:
- dove si trova;
- chi ne è proprietario;
- chi lo gestisce;
- perché è importante;
- quali fonti lo documentano;
- quali problemi di conoscenza presenta.
Una comunità realmente coinvolta
È preferibile indicare:
- gruppi coinvolti;
- scuole;
- associazioni;
- residenti;
- anziani;
- giovani;
- persone con disabilità;
- esperti;
- proprietari.
Attività diverse ma coordinate
Il progetto può combinare:
- ricerca;
- passeggiata;
- laboratorio;
- spettacolo;
- prodotto digitale;
- comunicazione.
Tutte le azioni devono contribuire allo stesso racconto.
Risultati misurabili
Gli indicatori possono comprendere:
- passeggiate organizzate;
- partecipanti;
- studenti;
- partner;
- materiali prodotti;
- contenuti digitali;
- testimonianze raccolte;
- visualizzazioni;
- persone con disabilità coinvolte;
- beni collegati;
- ore di apertura.
Una continuità dopo il contributo
È utile spiegare come saranno riutilizzati:
- mappe;
- podcast;
- guide;
- materiali didattici;
- itinerari;
- fotografie;
- relazioni territoriali;
- pagine web.
Esempio di budget da 6.000 euro
Un progetto potrebbe prevedere:
- esperti e guide: 1.500 euro;
- attività artistiche: 1.000 euro;
- laboratori scolastici: 800 euro;
- fotografie e video: 900 euro;
- grafica e stampa: 700 euro;
- accessibilità e traduzione: 600 euro;
- comunicazione: 500 euro.
Totale:
6.000 euro
Contributo regionale al 90%:
5.400 euro
Cofinanziamento:
600 euro
Il budget deve essere adattato alle categorie ammesse nel bando 2026.
Come presentare la domanda
Nell’edizione precedente, la domanda veniva presentata attraverso la piattaforma regionale Elixform.
L’accesso era possibile mediante:
- SPID;
- Carta nazionale dei servizi;
- Carta d’identità elettronica.
La procedura prevedeva:
- compilazione online;
- caricamento degli allegati;
- generazione del riepilogo;
- download del PDF;
- firma digitale del legale rappresentante;
- nuovo caricamento;
- invio definitivo.
La piattaforma e le modalità definitive del 2026 devono essere verificate nella pagina ufficiale dal 03/08/2026.
Documentazione da preparare
Sulla base della precedente edizione è opportuno predisporre:
- relazione descrittiva;
- cronoprogramma;
- bilancio preventivo;
- risultati attesi;
- scheda di ogni bene;
- cartografia;
- itinerario;
- consenso del proprietario o gestore;
- statuto;
- atto costitutivo;
- lettere di intenti;
- documentazione RUNTS;
- documenti del legale rappresentante;
- eventuali nulla osta sugli alberi monumentali;
- eventuale marca da bollo;
- firma digitale.
La documentazione definitiva sarà quella elencata nell’avviso 2026.
Relazione descrittiva
La relazione dovrebbe contenere:
- titolo;
- soggetto proponente;
- bene;
- contesto;
- valore culturale;
- problema;
- obiettivo;
- destinatari;
- attività;
- partner;
- accessibilità;
- comunicazione;
- cronoprogramma;
- spese;
- risultati;
- indicatori;
- continuità.
Scheda del bene
Per ogni bene è opportuno indicare:
- denominazione;
- indirizzo;
- coordinate;
- proprietà;
- gestione;
- tutela;
- descrizione;
- storia;
- caratteristiche;
- stato di fruizione;
- fonti;
- fotografie;
- collegamento con il progetto.
Cartografia
La mappa dovrebbe mostrare:
- punto di partenza;
- percorso;
- tappe;
- lunghezza;
- durata;
- accessi;
- parcheggi;
- barriere;
- servizi;
- vie di emergenza;
- collegamenti tra beni.
Un itinerario ben documentato dimostra che la passeggiata è stata progettata concretamente.
Nulla osta per gli alberi monumentali
Per un albero tutelato occorre individuare:
- livello di tutela;
- proprietario;
- Comune competente;
- eventuale Ente parco;
- struttura regionale;
- Ministero competente;
- zona di protezione.
Nell’annualità precedente era possibile allegare inizialmente la richiesta del nulla osta, impegnandosi a trasmettere il documento definitivo prima dell’assegnazione del finanziamento. La regola deve essere riconfermata nel 2026.
Marca da bollo
Nell’edizione precedente la domanda richiedeva:
- indicazione degli estremi della marca da bollo da 16 euro;
- oppure ricevuta del versamento virtuale;
- oppure riferimenti normativi dell’esenzione.
Il richiedente deve verificare:
- eventuale esenzione ETS;
- natura dell’ente;
- dichiarazioni richieste;
- modalità di pagamento 2026.
Avvio delle attività
Prima della domanda non è prudente:
- affidare incarichi definitivi;
- ordinare materiali;
- effettuare pagamenti;
- avviare la campagna;
- organizzare eventi finanziati;
- emettere fatture.
Il periodo di ammissibilità e le date di realizzazione saranno stabiliti dall’avviso 2026.
Rendicontazione
Nell’edizione precedente la domanda di liquidazione veniva presentata attraverso Elixform.
La documentazione comprendeva:
- relazione finale;
- elenco delle spese;
- fatture;
- pagamenti;
- materiali prodotti;
- fotografie;
- video;
- prove della comunicazione;
- dichiarazione IRES;
- documenti relativi ai risultati.
Pagamenti
È opportuno utilizzare esclusivamente pagamenti tracciabili:
- bonifico;
- carta intestata all’ente;
- altri strumenti ammessi.
Devono essere evitati:
- contanti;
- pagamenti personali;
- pagamenti effettuati dai volontari;
- compensazioni;
- giustificativi non quietanzati;
- causali generiche.
Fotografie e video
La documentazione visuale dovrebbe dimostrare:
- luogo;
- bene;
- attività;
- pubblico;
- accessibilità;
- partner;
- materiali;
- risultati.
Prima delle riprese occorre organizzare:
- informative privacy;
- liberatorie;
- autorizzazioni per i minori;
- autorizzazioni del proprietario;
- diritti di utilizzo.
Errori da evitare
Gli errori più rilevanti possono comprendere:
- richiedente con sede fuori regione;
- finalità statutarie non coerenti;
- soggetto lucrativo;
- bene non identificato;
- semplice escursione turistica;
- assenza di attività sul posto;
- progetto dedicato soltanto ai social;
- consenso del proprietario mancante;
- albero monumentale privo di richiesta di nulla osta;
- progetto non accessibile;
- lettere di partenariato generiche;
- budget superiore alle capacità organizzative;
- attività scolastiche senza accordi;
- costi non dettagliati;
- avvio anticipato;
- mancata firma;
- domanda rimasta in bozza;
- presentazione dopo il 31/08/2026.
Suggerimenti operativi
Prima dell’apertura è consigliabile:
- controllare la forma giuridica;
- verificare RUNTS e statuto;
- identificare il bene;
- verificare proprietà e gestione;
- raccogliere fonti storiche;
- predisporre la cartografia;
- definire la passeggiata;
- coinvolgere i partner;
- chiedere i nulla osta;
- pianificare l’accessibilità;
- acquisire i preventivi;
- costruire il budget;
- predisporre gli indicatori;
- controllare firma e credenziali;
- presentare entro il 31/08/2026.
Checklist pratica
- Associazione o ente privato non profit.
- Sede legale in Emilia-Romagna.
- Sede operativa in Emilia-Romagna.
- RUNTS verificato, quando applicabile.
- Statuto coerente.
- Finalità sociali, culturali o ambientali.
- Legale rappresentante aggiornato.
- Firma digitale valida.
- Bene localizzato in Emilia-Romagna.
- Parco o giardino storico identificato.
- Oppure albero monumentale tutelato.
- Oppure mulino storico identificabile.
- Proprietario individuato.
- Gestore individuato.
- Consenso alla valorizzazione.
- Tutela verificata.
- Fonti storiche disponibili.
- Scheda del bene predisposta.
- Cartografia predisposta.
- Percorso definito.
- Accessibilità verificata.
- Sicurezza del percorso valutata.
- Attività sul posto previste.
- Passeggiate quantificate.
- Pubblico definito.
- Scuole coinvolte, quando previste.
- Esperti individuati.
- Partner locali coinvolti.
- Lettere di intenti predisposte.
- Nulla osta richiesto per gli alberi monumentali.
- Attività culturali collegate al bene.
- Prodotti digitali proporzionati.
- Piano di comunicazione predisposto.
- Fotografie e video pianificati.
- Privacy e liberatorie organizzate.
- Cronoprogramma predisposto.
- Budget dettagliato.
- Spese coerenti.
- Cofinanziamento disponibile.
- Contributo non superiore a 5.400 euro.
- Percentuale massima del 90% rispettata.
- Nessuna spesa avviata prematuramente.
- Credenziali per la piattaforma disponibili.
- Marca da bollo o esenzione verificata.
- Domanda presentata dal 03/08/2026.
- Invio entro il 31/08/2026.
- Ricevuta conservata.
- Sistema di rendicontazione organizzato.
Link ufficiali
La sezione ufficiale dedicata alle Passeggiate Patrimoniali è disponibile qui:
Regione Emilia-Romagna – ViVi il Verde: Passeggiate Patrimoniali
La pagina regionale degli avvisi e bandi del Settore Patrimonio culturale è:
Regione Emilia-Romagna – Avvisi e bandi
La presentazione preliminare dell’edizione 2026 è disponibile qui:
Passeggiate Patrimoniali 2026 – Webinar regionale
Per comprendere la struttura operativa utilizzata nell’annualità precedente è possibile consultare:
Avviso Passeggiate Patrimoniali 2025
Il collegamento definitivo al bando e alla piattaforma 2026 dovrà essere prelevato dalla pagina ufficiale regionale a partire dall’apertura del 03/08/2026.
Contatti ufficiali
Il recapito dedicato è:
passeggiatepatrimoniali@regione.emilia-romagna.it
Riferimenti telefonici pubblicati dalla Regione:
- Fabio Falleni: 051 5276156;
- Giovanna Daniele: 051 5274622.
Scheda rapida
Nome della misura: ViVi il Verde – Passeggiate Patrimoniali: natura e cultura – Edizione 2026
Ente proponente: Regione Emilia-Romagna
Struttura competente: Settore Patrimonio culturale
Beneficiari: associazioni, ETS e altri soggetti privati senza scopo di lucro
Requisito territoriale: sede legale e operativa in Emilia-Romagna, secondo le condizioni dell’avviso
Area dei progetti: intero territorio regionale
Beni valorizzabili: parchi e giardini storici, alberi monumentali e mulini storici
Dotazione: 100.000 euro
Forma: contributo a fondo perduto
Intensità: 90%
Contributo massimo: 5.400 euro
Spesa necessaria per ottenere il contributo massimo: almeno 6.000 euro
Apertura: 03/08/2026
Scadenza: 31/08/2026
Orari: da verificare nell’avviso operativo
Procedura: valutativa a graduatoria
Presentazione: piattaforma regionale indicata nell’avviso 2026
Attività: passeggiate, visite, laboratori, eventi, ricerca, mostre, podcast, video, pubblicazioni e comunicazione
Requisito progettuale centrale: attività concrete realizzate nei luoghi valorizzati
Documenti principali: relazione, schede dei beni, cartografia, consenso del proprietario, statuto, lettere di intenti ed eventuali nulla osta
Assistenza Atamai
La candidatura richiede una verifica coordinata della forma giuridica del richiedente, del valore del bene, della proprietà o gestione, delle autorizzazioni, delle attività culturali e del piano finanziario.
Atamai può affiancare associazioni, Enti del Terzo settore e altri soggetti non profit nella verifica preliminare, nella costruzione del percorso, nella definizione delle attività, nell’organizzazione del partenariato e nella preparazione della documentazione.
Per valutare la partecipazione al bando Passeggiate Patrimoniali Emilia-Romagna 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.