Piccole Bellezze 2026: contributi fino a 50.000 euro per rigenerare gli spazi di comunità in provincia di Pistoia

Piccole Bellezze 2026: contributi fino a 50.000 euro per rigenerare gli spazi di comunità in provincia di Pistoia

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, conosciuta come Fondazione Caript, sostiene il recupero di edifici, aree verdi e altri spazi pubblici o privati destinati all’uso collettivo che si trovano in stato di abbandono, degrado o marcato sottoutilizzo.

Il bando Piccole Bellezze 2026 mette a disposizione complessivamente 350.000 euro per progetti capaci di integrare due componenti inseparabili:

  • la riqualificazione concreta di uno spazio fisico;
  • la programmazione di attività sociali, culturali o educative rivolte alla comunità.

Non è quindi sufficiente restaurare un edificio, sistemare un giardino o acquistare nuovi arredi. Il progetto deve spiegare come lo spazio sarà utilizzato dopo l’intervento, da chi sarà gestito, quali persone verranno coinvolte e quali risultati sociali produrrà nel medio periodo.

Il costo complessivo del progetto non può essere inferiore a 60.000 euro. Il contributo ordinario può coprire dal 50% all’80% della spesa, a seconda della popolazione del Comune e delle valutazioni della Commissione, fino a un massimo di 50.000 euro.

Le domande devono essere presentate online entro le ore 12:00 del 14/09/2026.

Nome ufficiale del bando

Il titolo ufficiale è:

Bando n. 6/2026 – Piccole Bellezze

L’intervento è pubblicato nell’area:

Coesione sociale e attivismo civico

La misura è promossa dalla:

Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia – Fondazione Caript

Il bando è stato pubblicato l’11/05/2026.

Finalità dell’intervento

La misura nasce per rafforzare la coesione sociale attraverso il recupero di luoghi di comunità oggi inutilizzati o impiegati solo parzialmente.

I progetti devono contribuire a:

  • restituire alla collettività spazi abbandonati;
  • migliorare la qualità dei servizi sociali e culturali;
  • creare nuovi luoghi di incontro;
  • coinvolgere direttamente residenti e organizzazioni locali;
  • stimolare forme di cittadinanza attiva;
  • valorizzare il volontariato;
  • creare attività rivolte alle persone fragili;
  • migliorare la qualità estetica e funzionale degli spazi;
  • aumentare la presenza di verde;
  • introdurre soluzioni per l’adattamento climatico;
  • costruire partenariati tra enti pubblici e soggetti privati;
  • assicurare una gestione sostenibile nel tempo.

L’obiettivo non è semplicemente migliorare l’aspetto di un luogo. Il progetto deve trasformarlo in un’infrastruttura sociale capace di produrre effetti positivi, durevoli e misurabili.

Beneficiari

Possono presentare direttamente la domanda:

Enti del Terzo settore

Sono ammessi gli enti rientranti nell’articolo 4 del Decreto legislativo n. 117/2017, regolarmente iscritti al:

Registro unico nazionale del Terzo settore – RUNTS

L’iscrizione deve risultare valida entro la scadenza del bando.

Possono rientrare, in base alla propria qualificazione:

  • organizzazioni di volontariato;
  • associazioni di promozione sociale;
  • enti filantropici;
  • imprese sociali;
  • reti associative;
  • società di mutuo soccorso;
  • altri enti del Terzo settore iscritti al RUNTS.

Enti ecclesiastici e religiosi

Possono partecipare gli enti ecclesiastici e religiosi che operano nel territorio della provincia di Pistoia.

Il progetto può riguardare anche uno spazio appartenente a tali enti, purché, dopo la riqualificazione, sia destinato a un effettivo uso pubblico e a iniziative sociali, culturali o educative.

Enti pubblici territoriali

Possono presentare domanda gli enti pubblici territoriali, come:

  • Comuni;
  • Unioni di Comuni;
  • Provincia;
  • altri enti territoriali ammessi dalla disciplina.

L’ente pubblico può partecipare da solo, ma la presenza di un partenariato pubblico-privato rappresenta il principale criterio prioritario di valutazione.

Requisito territoriale dei beneficiari

Tutti i soggetti ammessi devono:

  • avere sede nella provincia di Pistoia;
  • oppure essere già operanti nel territorio provinciale.

Non appare quindi sufficiente costituire una sede formale poco prima della domanda senza dimostrare un’effettiva attività locale.

È opportuno documentare l’operatività attraverso elementi come:

  • attività già svolte;
  • progetti realizzati;
  • sedi operative;
  • accordi territoriali;
  • destinatari raggiunti;
  • collaborazioni con enti locali;
  • presenza di volontari;
  • servizi già attivi.

Chi può partecipare soltanto come partner

Alcuni soggetti non possono essere capofila, ma possono prendere parte al progetto in partenariato.

Istituti scolastici

Le scuole possono collaborare alla progettazione e alle attività, per esempio attraverso:

  • laboratori;
  • percorsi educativi;
  • iniziative intergenerazionali;
  • attività artistiche;
  • educazione ambientale;
  • utilizzo degli spazi;
  • coinvolgimento degli studenti;
  • produzione di contenuti.

Gli istituti scolastici possono partecipare a più progetti.

Soggetti profit

Le imprese possono partecipare soltanto con un apporto di natura tecnica.

Il valore del loro apporto non può superare il:

20% del quadro economico complessivo del progetto

Possono contribuire, per esempio, con:

  • competenze progettuali;
  • tecnologie;
  • servizi specialistici;
  • progettazione artistica;
  • strumenti digitali;
  • soluzioni ambientali;
  • servizi tecnici per la gestione dello spazio.

Un’impresa non può presentare direttamente la domanda e non può essere inserita come partner soltanto per fornire ordinariamente lavori o beni.

L’apporto deve avere una funzione concreta e coerente con il partenariato.

I soggetti profit, a differenza delle scuole, non possono partecipare a più domande sul medesimo bando.

Soggetti esclusi

Non possono partecipare:

  • organizzazioni sindacali;
  • associazioni di categoria;
  • patronati;
  • partiti;
  • movimenti politici;
  • società sportive professionistiche;
  • associazioni sportive dilettantistiche, salvo quelle con finalità meramente ricreative;
  • enti che consentono la distribuzione di utili;
  • enti che non prevedono la destinazione del patrimonio residuo a finalità di pubblica utilità o ad altri soggetti senza scopo di lucro;
  • organizzazioni con finalità incompatibili con quelle della Fondazione.

Prima della domanda è necessario controllare attentamente lo statuto.

In particolare, devono essere presenti:

  • divieto di distribuzione degli utili;
  • disciplina della destinazione del patrimonio in caso di scioglimento;
  • finalità coerenti con il progetto;
  • poteri del legale rappresentante;
  • durata degli organi amministrativi.

Una sola domanda per richiedente

Ogni soggetto ammesso come beneficiario può presentare una sola domanda.

Non è possibile:

  • presentare due progetti come capofila;
  • presentare una domanda individuale e una seconda in partenariato;
  • essere capofila di più aggregazioni.

Le scuole possono partecipare a più candidature in qualità di partner.

I soggetti profit possono partecipare a una sola candidatura.

Area geografica

Gli interventi devono essere realizzati esclusivamente nella:

provincia di Pistoia

Lo spazio fisico deve essere localizzato in uno dei Comuni della provincia.

Anche i partner devono avere sede o svolgere attività nel territorio provinciale.

Il bando non finanzia interventi realizzati fuori provincia, neppure quando il beneficiario abbia sede nel territorio pistoiese.

Spazi pubblici e privati a uso pubblico

La misura può finanziare la riqualificazione di:

  • spazi di proprietà pubblica;
  • spazi appartenenti al beneficiario;
  • spazi appartenenti a un altro soggetto pubblico;
  • spazi privati destinati, dopo l’intervento, all’uso pubblico.

Il concetto di uso pubblico deve essere dimostrato concretamente.

La relazione dovrebbe precisare:

  • modalità di accesso;
  • giorni e orari di apertura;
  • categorie di utenti;
  • eventuali tariffe;
  • utilizzi gratuiti;
  • soggetto gestore;
  • attività programmate;
  • durata della disponibilità;
  • regole per l’impiego dello spazio.

Uno spazio privato utilizzato soltanto dai soci o da un gruppo ristretto potrebbe non risultare coerente con la finalità collettiva del bando.

Titolo di disponibilità dello spazio

Quando lo spazio non appartiene al richiedente, deve essere allegato uno dei seguenti documenti rilasciati dal proprietario:

  • assenso preventivo;
  • concessione;
  • manifestazione di interesse;
  • altro atto idoneo a dimostrare la disponibilità.

Il documento deve autorizzare:

  • l’utilizzo dello spazio;
  • la realizzazione dell’intervento;
  • la futura destinazione pubblica;
  • lo svolgimento delle attività.

La disponibilità dovrebbe essere garantita per un periodo preferibilmente non inferiore a:

nove anni

La durata non è formulata come soglia assoluta, ma una disponibilità breve può indebolire in modo significativo la sostenibilità del progetto.

È opportuno ottenere un titolo stabile già prima della domanda, evitando di rinviare la definizione dei rapporti con il proprietario alla fase successiva.

Progetti presentati in forma di concept

La candidatura non richiede inizialmente un progetto esecutivo completo.

Il richiedente deve presentare un:

concept progettuale

Il concept deve comunque essere sufficientemente dettagliato da consentire alla Commissione di valutare:

  • fattibilità;
  • sostenibilità;
  • qualità architettonica;
  • valore sociale;
  • costi;
  • tempi;
  • disponibilità del bene;
  • capacità di gestione;
  • impatto atteso.

Non deve quindi essere confuso con una semplice idea preliminare di poche righe.

Dopo la selezione, il beneficiario viene affiancato da un consulente incaricato dalla Fondazione, che supporta lo sviluppo del progetto e verifica la coerenza tra concept iniziale e soluzione definitiva.

Tipologie di intervento

Riqualificazione di edifici

Possono essere proposti interventi su:

  • edifici inutilizzati;
  • locali sottoutilizzati;
  • centri di aggregazione;
  • spazi culturali;
  • sedi per attività sociali;
  • laboratori;
  • immobili destinati a servizi educativi;
  • edifici da trasformare in spazi polifunzionali.

Gli interventi devono migliorare:

  • funzionalità;
  • accessibilità;
  • sicurezza;
  • qualità architettonica;
  • capacità di ospitare attività;
  • qualità degli ambienti.

Non sono ammesse opere con finalità esclusivamente manutentiva.

Il progetto dovrebbe produrre un cambiamento riconoscibile nella funzione e nella qualità del luogo.

Riqualificazione di aree esterne

Possono essere interessati:

  • giardini;
  • parchi;
  • cortili;
  • piazze;
  • spazi verdi;
  • aree di pertinenza;
  • aree pubbliche oggi poco utilizzate;
  • spazi all’aperto destinati ad attività collettive.

Il progetto può comprendere:

  • recupero del verde;
  • miglioramento dei percorsi;
  • nuove aree di sosta;
  • spazi per attività;
  • strutture leggere;
  • illuminazione;
  • arredi;
  • dispositivi per l’accessibilità;
  • interventi artistici.

Recupero di manufatti e arredi

Il bando valorizza anche il miglioramento qualitativo di:

  • manufatti;
  • arredi urbani;
  • sedute;
  • elementi artistici;
  • strutture di servizio;
  • installazioni;
  • attrezzature.

Le soluzioni devono essere coerenti con il luogo e con le attività programmate.

È apprezzata l’originalità estetica e artistica, purché non comprometta la funzionalità e la sostenibilità della gestione.

Attività sociali, culturali ed educative

Il progetto deve prevedere un programma di attività da realizzare nello spazio riqualificato.

Possono essere proposti:

  • laboratori;
  • corsi;
  • attività culturali;
  • incontri;
  • iniziative intergenerazionali;
  • servizi di prossimità;
  • attività educative;
  • eventi;
  • percorsi artistici;
  • attività ambientali;
  • iniziative rivolte ai giovani;
  • attività per anziani;
  • programmi di inclusione;
  • azioni di volontariato;
  • attività rivolte alle famiglie.

Il programma deve specificare:

  • destinatari;
  • frequenza;
  • calendario;
  • soggetti attuatori;
  • risorse necessarie;
  • modalità di partecipazione;
  • indicatori;
  • risultati attesi.

Coinvolgimento delle persone svantaggiate

Il bando attribuisce particolare attenzione ai progetti rivolti anche a persone in condizioni di fragilità.

Tra i destinatari espressamente richiamati rientrano:

  • anziani;
  • persone fragili;
  • giovani NEET;
  • ex detenuti;
  • vittime di violenza.

Possono inoltre essere coinvolte, in coerenza con gli obiettivi:

  • persone con disabilità;
  • famiglie in difficoltà;
  • minori vulnerabili;
  • cittadini stranieri;
  • persone isolate;
  • disoccupati;
  • caregiver.

Il coinvolgimento non dovrebbe limitarsi alla futura partecipazione alle attività.

È preferibile includere queste persone anche nella fase di:

  • ascolto;
  • analisi dei bisogni;
  • coprogettazione;
  • scelta delle funzioni;
  • definizione degli orari;
  • valutazione dell’accessibilità;
  • monitoraggio.

Installazione artistica obbligatoria

Ogni concept deve comprendere un elemento caratterizzante:

un’installazione artistica in versione street art

L’opera deve:

  • essere interpretata liberamente in relazione al progetto;
  • risultare compatibile con il luogo;
  • integrare lo specifico logo Piccole Bellezze;
  • rispettare il manuale di utilizzo allegato;
  • essere dimensionata in relazione alle caratteristiche dello spazio.

Non esiste un formato standard.

Le dimensioni e le modalità operative saranno definite più precisamente al momento della stipula del protocollo con la Fondazione.

La street art non dovrebbe essere trattata come una decorazione aggiunta all’ultimo momento. È utile integrarla nella narrazione del progetto e nel coinvolgimento della comunità.

Interventi per la sostenibilità ambientale

La Commissione valuta positivamente le soluzioni capaci di mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Tra gli esempi indicati dal bando rientrano:

  • depaving, cioè rimozione di pavimentazioni impermeabili;
  • piantumazione di alberi di medio e alto fusto;
  • regimentazione delle acque meteoriche;
  • raccolta delle acque piovane;
  • riutilizzo delle acque;
  • incremento delle superfici permeabili.

Possono essere valutate anche altre soluzioni coerenti, come:

  • ombreggiamento naturale;
  • riduzione delle isole di calore;
  • utilizzo di materiali drenanti;
  • recupero del suolo;
  • miglioramento della biodiversità;
  • contenimento dei consumi;
  • recupero di materiali esistenti.

Le misure ambientali devono essere tecnicamente motivate e non inserite soltanto come dichiarazioni generiche.

Progetti non ammissibili

Sono esclusi:

Progetti con costo inferiore a 60.000 euro

Il costo totale complessivo deve essere almeno pari a:

60.000 euro

La soglia riguarda il costo del progetto, non il contributo richiesto.

Un progetto da 59.000 euro non può essere ammesso, anche quando risulta perfettamente coerente con le finalità.

Interventi di sola manutenzione

Non sono finanziabili progetti limitati a:

  • tinteggiatura ordinaria;
  • piccole riparazioni;
  • sostituzione di elementi deteriorati;
  • manutenzione corrente;
  • sistemazioni prive di un cambiamento funzionale;
  • attività necessarie soltanto a conservare lo stato esistente.

La riqualificazione deve generare un miglioramento sostanziale.

Spazi senza una futura funzione sociale

Sono esclusi gli interventi su luoghi che non possono essere destinati ad attività:

  • sociali;
  • culturali;
  • educative.

Programmi di sole attività

Non sono ammissibili progetti che finanziano esclusivamente:

  • eventi;
  • corsi;
  • laboratori;
  • iniziative culturali;
  • servizi sociali;
  • attività educative.

Il programma deve essere accompagnato dalla riqualificazione fisica dello spazio.

Dotazione finanziaria

Il budget complessivo è pari a:

350.000 euro

Di tale importo:

  • 300.000 euro sono destinati ai contributi per i progetti;
  • 50.000 euro sono riservati ai bonus collegati ai programmi biennali di attività.

Il numero effettivo di progetti finanziabili dipenderà:

  • dagli importi richiesti;
  • dalle percentuali riconosciute;
  • dai bonus;
  • dalla valutazione della Commissione;
  • dalla disponibilità residua.

Entità del contributo

Comuni con almeno 7.000 abitanti

Per i soggetti con sede legale in Comuni con popolazione pari o superiore a 7.000 abitanti, il contributo ordinario può coprire:

fino al 50% del costo totale

Il massimale è:

50.000 euro

La Commissione può proporre un aumento fino al:

70% del costo totale

L’incremento non è automatico e dipende dall’esame della singola fattispecie.

Anche con l’aumento al 70%, il contributo base resta limitato a 50.000 euro.

Comuni con meno di 7.000 abitanti

Per i soggetti con sede legale in Comuni con popolazione inferiore a 7.000 abitanti, il contributo può coprire:

fino all’80% del costo totale

Il massimale è comunque:

50.000 euro

La percentuale dipende dalla sede legale del soggetto ammesso a presentare la domanda, non soltanto dal luogo nel quale viene realizzato l’intervento.

Quando capofila e spazio si trovano in Comuni differenti, è opportuno verificare preventivamente con la Fondazione quale aliquota sia applicabile.

Esempi di calcolo

Progetto in Comune con almeno 7.000 abitanti

Progetto da 80.000 euro con aliquota ordinaria del 50%:

  • costo complessivo: 80.000 euro;
  • contributo: 40.000 euro;
  • cofinanziamento: 40.000 euro.

Progetto da 120.000 euro:

  • contributo teorico al 50%: 60.000 euro;
  • contributo massimo: 50.000 euro;
  • risorse da reperire: almeno 70.000 euro.

Incremento al 70%

Progetto da 70.000 euro:

  • contributo teorico al 70%: 49.000 euro;
  • risorse da reperire: 21.000 euro.

L’aliquota maggiorata deve essere proposta dalla Commissione e non può essere considerata certa nella costruzione del piano finanziario.

Progetto in Comune con meno di 7.000 abitanti

Progetto minimo da 60.000 euro:

  • contributo teorico all’80%: 48.000 euro;
  • cofinanziamento: 12.000 euro.

Progetto da 80.000 euro:

  • contributo teorico all’80%: 64.000 euro;
  • contributo massimo: 50.000 euro;
  • risorse da reperire: almeno 30.000 euro.

Bonus per il programma biennale

Quando il concept comprende un programma dettagliato di attività sociali, culturali o educative della durata di almeno due anni, viene riconosciuto un bonus pari al:

15% del contributo assegnato al progetto

Esempi:

  • contributo assegnato di 30.000 euro: bonus teorico di 4.500 euro;
  • contributo assegnato di 40.000 euro: bonus teorico di 6.000 euro;
  • contributo assegnato di 50.000 euro: bonus teorico di 7.500 euro.

Il bando qualifica il bonus come aggiuntivo e gli riserva una dotazione separata di 50.000 euro.

Il testo non chiarisce espressamente se il bonus possa portare l’erogazione complessiva oltre il massimale ordinario di 50.000 euro. È quindi prudente non basare la sostenibilità finanziaria del progetto sull’ipotesi di ricevere più di 50.000 euro senza un chiarimento formale della Fondazione.

Spese che possono comporre il progetto

Il bando non pubblica un tariffario chiuso delle spese ammissibili. Le voci devono essere coerenti con il concept, approvate dalla Fondazione e successivamente definite nel protocollo.

In relazione al progetto possono essere inserite, a titolo esemplificativo:

Opere e interventi fisici

  • lavori edili;
  • recupero di locali;
  • sistemazione di aree esterne;
  • impianti;
  • opere per l’accessibilità;
  • percorsi;
  • superfici drenanti;
  • interventi sul verde;
  • recupero delle acque;
  • opere per l’utilizzo pubblico;
  • miglioramento funzionale degli ambienti.

Arredi e attrezzature

  • sedute;
  • tavoli;
  • scaffalature;
  • attrezzature per laboratori;
  • dotazioni per attività educative;
  • sistemi audio e video;
  • arredi per spazi sociali;
  • dispositivi per l’accessibilità;
  • attrezzature per aree esterne;
  • manufatti artistici.

Servizi tecnici e professionali

  • progettazione;
  • studi;
  • indagini;
  • rendering;
  • direzione dei lavori;
  • consulenze specialistiche;
  • progettazione ambientale;
  • progettazione sociale;
  • valutazione dell’impatto;
  • servizi artistici.

Installazione street art

Possono essere previsti:

  • ideazione artistica;
  • compenso dell’artista;
  • materiali;
  • preparazione delle superfici;
  • realizzazione;
  • eventuali sistemi di protezione;
  • integrazione del logo richiesto.

Attività sociali, culturali ed educative

Possono rientrare costi direttamente collegati al programma, come:

  • operatori;
  • educatori;
  • formatori;
  • artisti;
  • materiali per laboratori;
  • iniziative;
  • attività partecipative;
  • comunicazione del programma;
  • monitoraggio.

L’ammissibilità definitiva dipenderà dal protocollo e dalle procedure di rendicontazione.

Limiti per personale e rimborsi

L’Allegato A stabilisce alcuni limiti.

Personale dipendente

Il costo del personale dipendente direttamente destinato al progetto può essere riconosciuto entro il:

25% del costo totale del progetto

Devono essere disponibili:

  • contratto di lavoro;
  • lettera di incarico specifica;
  • cedolini;
  • calcolo del costo imputato;
  • documentazione dell’attività svolta.

Rimborsi a dipendenti e volontari

I rimborsi documentati sostenuti da personale dipendente o volontari possono essere riconosciuti entro il:

20% del costo totale del progetto

Non sono ammessi rimborsi forfettari.

Devono essere conservati i giustificativi delle spese effettivamente sostenute.

Prestazioni del legale rappresentante o degli amministratori

Le ricevute per prestazioni occasionali e i rimborsi documentati riconosciuti al legale rappresentante o agli amministratori possono essere ammessi entro il:

20% del costo totale del progetto

La prestazione deve essere formalizzata, documentata e direttamente collegata all’intervento.

Spese non ammissibili

Non sono ammissibili:

  • spese sostenute da soggetti diversi dal beneficiario, salvo autorizzazione preventiva;
  • spese anteriori alla data indicata nella lettera di concessione;
  • compensi forfettari;
  • rimborsi forfettari;
  • autodichiarazioni di spesa;
  • costi non documentati;
  • pagamenti in contanti;
  • voci estranee al progetto;
  • costi non coerenti con il protocollo;
  • spese riferite ad attività o interventi non realizzati.

La semplice presenza di una voce nel budget approvato non esonera il beneficiario dalla necessità di produrre un documento fiscalmente valido e la relativa quietanza.

Quando possono iniziare le spese

Sono ammissibili soltanto le spese sostenute dalla data indicata nella:

lettera di concessione del contributo

Non è quindi prudente:

  • iniziare i lavori;
  • ordinare attrezzature;
  • pagare acconti;
  • affidare incarichi esecutivi;
  • sostenere spese per le attività;

prima di conoscere la data ufficiale di decorrenza.

La preparazione del concept, delle stime e della documentazione preliminare rimane a carico del richiedente, salvo diversa indicazione della Fondazione.

Come presentare la domanda

La candidatura deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la procedura online disponibile sul sito della Fondazione.

Il percorso è:

  1. accedere al sito di Fondazione Caript;
  2. entrare nell’Area beneficiari;
  3. registrare il soggetto oppure aggiornare i dati esistenti;
  4. selezionare il Bando n. 6/2026 Piccole Bellezze;
  5. compilare la domanda;
  6. inserire i dati del progetto;
  7. caricare gli allegati;
  8. controllare la completezza;
  9. effettuare l’invio definitivo entro la scadenza.

Non sono accettate domande inviate tramite:

  • posta elettronica ordinaria;
  • PEC in sostituzione della piattaforma;
  • consegna cartacea;
  • modalità diverse dalla procedura online.

Firma digitale

Il testo pubblico del bando non indica espressamente che ogni allegato debba essere firmato digitalmente.

Il richiedente deve tuttavia verificare nella procedura online:

  • dichiarazioni generate dal portale;
  • firma richiesta al legale rappresentante;
  • documenti da sottoscrivere;
  • formato dei file;
  • eventuale necessità di firma digitale;
  • poteri del firmatario.

L’accordo di partenariato deve essere sottoscritto dai legali rappresentanti di tutti i soggetti partecipanti.

L’eventuale assenso del proprietario deve essere rilasciato e firmato dal soggetto titolato a disporre dello spazio.

È opportuno non attendere gli ultimi giorni per verificare le modalità tecniche di sottoscrizione.

Documenti obbligatori

La domanda deve essere accompagnata da:

  1. ultimo bilancio consuntivo;
  2. bilancio preventivo dell’anno in corso;
  3. eventuale bilancio sociale;
  4. relazione descrittiva del concept;
  5. documentazione grafica, fotografica o rendering;
  6. presentazione PowerPoint di massimo 15 slide;
  7. stima economica o quadro economico di massima;
  8. ipotesi di copertura finanziaria;
  9. piano di lavoro;
  10. cronoprogramma delle attività sociali, culturali o educative;
  11. identificazione dei soggetti attuatori;
  12. impegno alla manutenzione dell’area;
  13. impegno a fornire dati per monitoraggio e valutazione per almeno quattro anni;
  14. studi e indagini svolti;
  15. obiettivi di impatto;
  16. modalità con le quali sarà misurato e dichiarato l’impatto.

Documenti aggiuntivi per spazi non di proprietà

Quando lo spazio non appartiene al richiedente, occorre allegare:

  • assenso preventivo;
  • concessione;
  • manifestazione di interesse;
  • altro atto del proprietario.

Il documento deve riguardare sia la disponibilità sia la realizzazione dell’intervento.

La durata dovrebbe essere preferibilmente di almeno nove anni.

Documenti del partenariato

Quando partecipano più soggetti, deve essere allegato un accordo sottoscritto dai legali rappresentanti.

L’accordo deve indicare:

  • oggetto;
  • durata;
  • capofila;
  • funzioni di coordinamento;
  • attività di ciascun partner;
  • impegni;
  • budget complessivo;
  • ripartizione del budget;
  • responsabilità progettuali;
  • responsabilità esecutive.

Documenti per prima registrazione o aggiornamento

Devono essere caricati:

  • atto costitutivo;
  • statuto vigente;
  • composizione del Consiglio di amministrazione;
  • data di scadenza degli organi.

Gli enti ecclesiastici, gli enti religiosi e gli enti pubblici territoriali non sono tenuti a presentare:

  • bilanci;
  • atto costitutivo;
  • statuto;
  • composizione del Consiglio di amministrazione.

Rimangono comunque tenuti a presentare la documentazione progettuale.

Procedura di valutazione

La selezione è effettuata da una Commissione nominata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione.

La Commissione è composta da:

  • due membri esterni;
  • un membro interno.

Non si tratta di un click day e non viene applicato un criterio automatico basato sull’ordine cronologico.

Il bando non pubblica:

  • una griglia numerica;
  • un punteggio massimo;
  • una soglia minima;
  • coefficienti per ciascun criterio.

La valutazione è comparativa e qualitativa.

Audizione dei progetti selezionati

I soggetti individuati dalla Commissione vengono convocati per un’audizione.

Durante l’incontro devono presentare il concept utilizzando una presentazione PowerPoint.

L’esposizione può durare al massimo:

dieci minuti

La presentazione dovrebbe essere costruita per illustrare rapidamente:

  • problema;
  • spazio;
  • comunità;
  • soluzione fisica;
  • attività;
  • partenariato;
  • budget;
  • sostenibilità;
  • impatto.

Criterio prioritario

Il principale elemento di valutazione è:

la presenza di un partenariato pubblico-privato realmente sinergico

La collaborazione deve riguardare sia:

  • definizione del progetto;
  • programmazione e realizzazione delle attività sociali, culturali o educative.

Una semplice lettera di sostegno non dimostra necessariamente una partnership effettiva.

Il progetto dovrebbe chiarire:

  • chi mette a disposizione lo spazio;
  • chi finanzia;
  • chi progetta;
  • chi coinvolge la comunità;
  • chi organizza le attività;
  • chi gestisce;
  • chi mantiene;
  • chi raccoglie i dati.

Altri criteri di valutazione

La Commissione esamina:

Valore identitario dello spazio

Sono favoriti edifici e aree:

  • in disuso;
  • fortemente sottoutilizzati;
  • collocati in posizioni significative;
  • riconoscibili dalla comunità;
  • capaci di diventare punti di riferimento.

Analisi del contesto

La candidatura deve spiegare:

  • perché è stato scelto lo spazio;
  • quali bisogni esistono;
  • quali servizi mancano;
  • come è stata coinvolta la cittadinanza;
  • quali categorie fragili sono interessate;
  • quali dati supportano l’analisi.

Sostenibilità finanziaria e gestionale

Il richiedente deve dimostrare di poter:

  • completare l’intervento;
  • coprire la quota non finanziata;
  • gestire lo spazio;
  • sostenere i costi ordinari;
  • mantenere l’area;
  • raccogliere dati per almeno quattro anni.

Qualità architettonica e artistica

Vengono valutate:

  • originalità;
  • efficacia estetica;
  • qualità architettonica;
  • qualità paesaggistica;
  • capacità di valorizzare il luogo;
  • integrazione tra intervento e contesto.

Qualità della programmazione

Il programma di attività deve essere:

  • coerente;
  • concreto;
  • inclusivo;
  • sostenibile;
  • misurabile;
  • collegato agli obiettivi di coesione sociale.

Mitigazione climatica

Sono premiate le soluzioni che migliorano:

  • permeabilità;
  • verde;
  • ombreggiamento;
  • gestione delle acque;
  • adattamento climatico;
  • qualità ambientale.

Affidabilità del richiedente

La Fondazione considera anche:

  • esperienza;
  • corretta attuazione di precedenti progetti;
  • qualità delle precedenti rendicontazioni;
  • livello di cofinanziamento;
  • capacità organizzativa.

Esiti e fasi successive

Gli esiti saranno pubblicati entro il:

16/11/2026

La Fondazione invierà anche una comunicazione ai partecipanti.

I soggetti ammessi devono sottoscrivere il protocollo entro:

15/05/2027

Il termine corrisponde a 180 giorni dalla pubblicazione prevista degli esiti.

La mancata sottoscrizione comporta la decadenza del contributo.

Il protocollo stabilirà:

  • fasi del progetto;
  • documentazione definitiva;
  • modalità di erogazione;
  • adempimenti;
  • monitoraggio;
  • condizioni specifiche;
  • eventuali deroghe motivate.

Tempi di realizzazione

Il progetto deve essere realizzato e rendicontato entro:

18 mesi dalla stipula o dall’accettazione del protocollo

Il protocollo può stabilire tempistiche differenti in funzione delle caratteristiche dell’intervento.

Erogazione del contributo

È possibile richiedere un anticipo pari al:

30% del contributo concesso

Le successive erogazioni o il saldo sono subordinate alla rendicontazione.

Quando il costo finale documentato è inferiore al budget approvato, il contributo viene ridotto proporzionalmente.

Esempio:

  • costo preventivato: 100.000 euro;
  • contributo concesso: 50.000 euro;
  • costo finale documentato: 90.000 euro.

In assenza di una diversa autorizzazione, il contributo può essere rideterminato mantenendo il rapporto originario tra costo e agevolazione.

Pagamenti e rendicontazione

Tutti i pagamenti devono essere:

  • tracciabili;
  • registrati nella contabilità del beneficiario;
  • accompagnati da una causale collegata al documento di spesa.

Non sono ammessi pagamenti in contanti.

Possono essere utilizzati come giustificativi:

  • fatture;
  • ricevute fiscali;
  • scontrini parlanti per importi superiori a 100 euro;
  • parcelle professionali;
  • ricevute per prestazioni occasionali con lettera d’incarico;
  • rimborsi con documenti giustificativi;
  • cedolini del personale;
  • determine di liquidazione.

Devono inoltre essere presentati:

  • quietanze;
  • quadro delle coperture finanziarie;
  • relazione intermedia, quando prevista;
  • relazione finale;
  • documentazione fotografica;
  • targa o altri elementi di comunicazione concordati;
  • dati per la valutazione dell’impatto.

Variazioni del budget

Gli scostamenti superiori al:

15% della singola macrovoce o del quadro economico complessivo

devono essere autorizzati preventivamente.

In mancanza dell’autorizzazione, le relative spese possono essere escluse dalla rendicontazione.

Proroghe

La richiesta di proroga deve essere presentata almeno:

30 giorni prima della scadenza

La domanda deve essere motivata.

La mancata richiesta entro il termine può determinare la decadenza del contributo.

Suggerimenti operativi

Partire dallo spazio e dalla comunità insieme

Il progetto deve nascere dall’interazione tra:

  • caratteristiche del luogo;
  • bisogni dei cittadini;
  • futura programmazione.

Recuperare prima lo spazio e decidere dopo come utilizzarlo può produrre una candidatura debole.

Costituire un partenariato sostanziale

Il partenariato pubblico-privato è il criterio prioritario.

È utile coinvolgere:

  • Comune;
  • ente proprietario;
  • enti del Terzo settore;
  • scuole;
  • soggetti culturali;
  • professionisti;
  • imprese tecniche;
  • gruppi informali;
  • destinatari.

Garantire una disponibilità lunga

Un titolo di almeno nove anni rafforza:

  • sostenibilità;
  • continuità;
  • capacità di ammortizzare gli investimenti;
  • credibilità del programma;
  • possibilità di monitorare l’impatto.

Preparare una copertura finanziaria realistica

Il contributo massimo è limitato.

Un progetto da 120.000 euro in un Comune con oltre 7.000 abitanti deve reperire almeno 70.000 euro, senza fare affidamento sull’eventuale incremento al 70%.

Le coperture possono derivare da:

  • risorse proprie;
  • contributi pubblici;
  • contributi di partner;
  • raccolta fondi;
  • donazioni;
  • altri finanziamenti compatibili.

Costruire il programma biennale

Il programma di almeno due anni consente di richiedere il bonus.

Deve indicare:

  • attività;
  • calendario;
  • soggetti attuatori;
  • costi;
  • destinatari;
  • risultati;
  • modalità di monitoraggio.

Preparare l’audizione già durante la domanda

La presentazione di massimo 15 slide dovrebbe essere progettata per essere utilizzabile anche nell’audizione da dieci minuti.

È opportuno evitare:

  • testi troppo lunghi;
  • dati privi di fonte;
  • rendering senza spiegazioni;
  • budget non leggibili;
  • attività generiche;
  • partenariati non definiti.

Misurare l’impatto

È utile individuare indicatori come:

  • numero di giornate di apertura;
  • utenti;
  • partecipanti fragili;
  • volontari coinvolti;
  • attività realizzate;
  • nuovi servizi;
  • metri quadrati recuperati;
  • superfici rese permeabili;
  • alberi piantati;
  • acqua recuperata;
  • collaborazioni attivate;
  • livello di soddisfazione.

Checklist pratica

Prima dell’invio è opportuno verificare che:

  • il richiedente appartenga a una categoria ammessa;
  • l’ETS sia iscritto al RUNTS;
  • il soggetto abbia sede o sia già operativo in provincia di Pistoia;
  • venga presentata una sola domanda;
  • lo spazio sia localizzato in provincia di Pistoia;
  • lo spazio sia in stato di degrado o sottoutilizzo;
  • sia prevista una vera riqualificazione fisica;
  • siano programmate attività sociali, culturali o educative;
  • il costo complessivo sia almeno di 60.000 euro;
  • sia stata calcolata correttamente la percentuale di contributo;
  • il contributo base non superi 50.000 euro;
  • la quota di cofinanziamento sia credibile;
  • il proprietario abbia autorizzato l’intervento;
  • la disponibilità dello spazio sia preferibilmente di almeno nove anni;
  • sia stato sottoscritto l’accordo di partenariato;
  • l’apporto dei soggetti profit non superi il 20%;
  • sia prevista l’installazione street art;
  • sia stato predisposto il programma delle attività;
  • siano definiti gli indicatori di impatto;
  • sia assunto l’impegno di monitoraggio per almeno quattro anni;
  • sia pronta una presentazione di massimo 15 slide;
  • siano allegati bilanci e documenti statutari quando richiesti;
  • sia stato aggiornato il profilo nell’Area beneficiari;
  • la domanda sia inviata entro le ore 12:00 del 14/09/2026.

Link ufficiali

Pagina ufficiale del bando:
https://www.fondazionecaript.it/bando/piccole-bellezze-6/

Testo ufficiale completo:
https://www.fondazionecaript.it/wp-content/uploads/2026/05/Bando-Piccole-Bellezze-2026.pdf

Procedure di gestione e rendicontazione – Allegato A:
https://www.fondazionecaript.it/wp-content/uploads/2026/05/Allegato-A.pdf

Portale per presentare la domanda:
https://fcrpt.strutturainformatica.com/

Sito di Fondazione Caript:
https://www.fondazionecaript.it/

Contatto per il bando:
interventi@fondazionecaript.it

Telefono:
0573 974245
0573 974221

Scheda rapida finale

Titolo ufficiale: Bando n. 6/2026 – Piccole Bellezze

Ente proponente e gestore: Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia – Fondazione Caript

Area di intervento: Coesione sociale e attivismo civico

Beneficiari: enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, enti ecclesiastici e religiosi, enti pubblici territoriali

Partner ammessi: istituti scolastici e soggetti profit con apporto tecnico non superiore al 20%

Area geografica: provincia di Pistoia

Spazi: pubblici o privati destinati all’uso pubblico

Costo minimo del progetto: 60.000 euro

Contributo ordinario nei Comuni con almeno 7.000 abitanti: fino al 50%

Possibile incremento: fino al 70% su proposta della Commissione

Contributo nei Comuni con meno di 7.000 abitanti: fino all’80%

Contributo base massimo: 50.000 euro

Bonus: 15% del contributo assegnato per un programma dettagliato di attività di almeno due anni

Dotazione totale: 350.000 euro

Quota riservata ai bonus: 50.000 euro

Apertura: 11/05/2026

Scadenza: 14/09/2026, ore 12:00

Procedura: valutativa comparativa con Commissione e audizione

Modalità di domanda: Area beneficiari online di Fondazione Caript

Esiti: entro il 16/11/2026

Protocollo: da sottoscrivere entro il 15/05/2027

Realizzazione: entro 18 mesi dal protocollo

Anticipo: fino al 30% del contributo

Monitoraggio: almeno quattro anni

 

Vuoi preparare la candidatura?

La selezione richiede un concept capace di integrare qualità architettonica, coinvolgimento della comunità, attività sociali, sostenibilità finanziaria e risultati misurabili. È inoltre necessario definire correttamente il partenariato, la disponibilità dello spazio e il piano di copertura del progetto.

Atamai può affiancare enti del Terzo settore, enti pubblici ed enti religiosi nella costruzione del concept, nella definizione del partenariato, nella preparazione del budget e nell’organizzazione della documentazione da caricare sul portale.

Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.