Piemonte, 45 milioni per nuovi investimenti produttivi: finanziamento fino al 100% e contributi per le assunzioni
La Regione Piemonte mette a disposizione 45 milioni di euro per attrarre nuovi investimenti industriali, favorire il reinsediamento di imprese che avevano lasciato il territorio regionale e sostenere nuovi programmi produttivi delle aziende già presenti in Piemonte. La misura ufficiale è denominata “Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio” ed è articolata in due strumenti complementari: il Bando A, dedicato agli investimenti produttivi, e il Bando B, destinato a sostenere la nuova occupazione generata dagli stessi investimenti. Lo sportello è aperto dal 3 febbraio 2026 e, dopo la proroga disposta nel luglio 2026, resterà operativo fino alle ore 12:00 dell’11 febbraio 2027, salvo chiusura anticipata in caso di esaurimento delle risorse.
La misura è particolarmente rilevante perché il Bando A può finanziare fino al 100% del progetto ammesso: il 70% viene coperto attraverso risorse PR FESR a tasso zero, mentre il restante 30% viene erogato attraverso una banca convenzionata. Per le sole PMI può aggiungersi anche un contributo a fondo perduto, calcolato nei limiti dell’intensità di aiuto disponibile. Parallelamente, attraverso il Bando B, le PMI possono ottenere fino a 25.000 euro per ogni nuova ULA creata, entro un massimo complessivo di 200.000 euro.
Come è strutturata la misura
La misura comprende due bandi collegati. Il Bando A finanzia il programma di investimento produttivo vero e proprio. Il Bando B interviene invece sull’incremento occupazionale generato dal progetto finanziato con il Bando A. Per lo sportello 2026-2027 la dotazione disponibile è pari a 40 milioni di euro per il Bando A e 5 milioni di euro per il Bando B. Nell’ambito del Bando A, inoltre, 8 milioni di euro sono riservati agli investimenti realizzati da imprese non ancora attive in Piemonte o da imprese che intendono reinsediarsi nella regione.
A chi è destinato il Bando A
Possono accedere al Bando A le PMI e le imprese a media capitalizzazione che svolgono un processo produttivo di tipo industriale o logistico. Sono previste tre principali situazioni: imprese non ancora operative in Piemonte che intendono insediarvi un nuovo investimento; imprese precedentemente presenti in Piemonte che intendono rientrare attraverso un nuovo insediamento; imprese già operative nella regione che intendono realizzare un nuovo investimento iniziale.
Per “imprese a media capitalizzazione” il bando comprende anche soggetti che non rientrano più nella definizione europea di PMI ma rimangono entro i limiti dimensionali stabiliti dalla normativa applicabile. Le grandi imprese al di sopra di tali soglie non sono ammesse.
Che tipo di investimento deve realizzare un’impresa già presente in Piemonte
Per un’azienda già insediata in Piemonte non è sufficiente sostituire semplicemente macchinari esistenti. L’investimento deve avere caratteristiche di reale sviluppo e può essere diretto alla creazione di una nuova unità locale, all’ampliamento della capacità di una unità esistente mediante nuova superficie effettivamente utilizzata a fini produttivi oppure alla diversificazione della produzione verso nuovi beni o servizi funzionalmente differenti da quelli realizzati in precedenza.
Per le imprese che arrivano per la prima volta in Piemonte o che intendono reinsediarsi, il progetto può invece riguardare la realizzazione di nuovi impianti destinati alla produzione di beni oppure di servizi funzionali e strettamente collegati all’attività industriale.
Importo minimo e massimo dell’investimento
La dimensione minima del progetto dipende dalla dimensione aziendale. Per le micro e piccole imprese il programma deve essere almeno pari a 150.000 euro; per le medie imprese almeno 300.000 euro; per le imprese a media capitalizzazione almeno 750.000 euro. In tutti i casi, il valore massimo delle spese ammissibili è pari a 3.000.000 di euro, IVA esclusa.
È quindi importante chiarire che i 3 milioni di euro non rappresentano automaticamente il finanziamento concedibile a qualsiasi impresa, ma costituiscono il limite massimo del programma di spesa ammissibile.
Finanziamento agevolato fino al 100% del progetto
Il Bando A utilizza uno strumento finanziario che può coprire fino al 100% del costo ammissibile del progetto. Il finanziamento viene costruito con una quota pari al 70% proveniente dal PR FESR Piemonte a tasso zero e una quota del 30% finanziata dalla banca convenzionata alle condizioni bancarie applicabili.
Su un investimento ammesso di 1 milione di euro, ad esempio, la struttura finanziaria può prevedere 700.000 euro a tasso zero e 300.000 euro di finanziamento bancario.
Su un progetto da 3 milioni di euro la struttura teorica può invece arrivare a 2,1 milioni di euro a tasso zero e 900.000 euro finanziati dalla banca.
Per le PMI è previsto anche un contributo a fondo perduto
Alle sole micro, piccole e medie imprese può essere riconosciuto, oltre al finanziamento, anche un contributo a fondo perduto. Il suo importo non è espresso dal bando come una percentuale fissa valida per ogni progetto, perché dipende dall’Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL generato dal finanziamento e dai limiti di intensità di aiuto applicabili alla specifica impresa e localizzazione.
È quindi scorretto presentare questa misura semplicemente come “70% a fondo perduto”: il 70% riguarda la quota di finanziamento a tasso zero, mentre il contributo a fondo perduto costituisce una componente aggiuntiva riservata alle PMI e viene calcolata separatamente.
Premialità sul contributo a fondo perduto
Per le PMI sono previste alcune premialità che possono aumentare la soglia massima del contributo a fondo perduto. Tra queste rientrano il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, una significativa presenza femminile o giovanile nella compagine sociale, certificazioni di gestione ambientale come EMAS o equivalenti, il possesso di un rating ESG e progetti di recupero o bonifica di siti dismessi. Con una premialità la soglia del contributo può aumentare dell’1%; con due o più premialità l’incremento può arrivare al 2%.
Quali spese sono finanziabili
Il Bando A ammette una gamma ampia di costi necessari alla realizzazione di un nuovo investimento produttivo. Possono essere finanziati impianti, macchinari e attrezzature produttive, nuovi di fabbrica oppure ricondizionati, oltre a hardware, software e determinate licenze pluriennali. Sono inoltre ammesse le spese di installazione e posa in opera degli impianti, comprese le opere murarie strettamente necessarie.
Possono rientrare anche brevetti, know-how, conoscenze tecniche non brevettate e altre forme di proprietà intellettuale, entro i limiti previsti, nonché costi esterni per la progettazione e lo sviluppo dell’investimento. Sono inoltre finanziabili, a determinate condizioni, terreni destinati esclusivamente ad attività produttive o logistiche, edifici produttivi esistenti e opere di costruzione, ristrutturazione, riqualificazione o bonifica di edifici produttivi.
Fotovoltaico, veicoli puliti e colonnine
Il bando ammette anche alcune componenti complementari legate alla sostenibilità. Possono rientrare l’acquisto di veicoli puliti o a zero emissioni, escluse determinate categorie, le colonnine elettriche di ricarica e gli impianti fotovoltaici, ma soltanto quando risultano accessori al progetto produttivo principale. Queste tre componenti, considerate complessivamente, non possono superare il 20% delle spese ammissibili.
La misura non deve quindi essere interpretata come un normale bando fotovoltaico: l’impianto energetico deve essere parte accessoria di un programma industriale più ampio.
Limiti sulle opere, immobili e terreni
Le spese di installazione e posa in opera, comprese le opere murarie direttamente asservite agli impianti, possono arrivare fino al 20% delle spese relative ai macchinari e alle attrezzature. I diritti di proprietà intellettuale possono rappresentare al massimo il 10% delle spese ammissibili, mentre progettazione e sviluppo possono arrivare al 20%.
L’acquisto di terreni produttivi è ammesso entro il limite del 15% delle spese ammissibili. Terreni, edifici esistenti e opere di costruzione o ristrutturazione non possono complessivamente superare il 50% del progetto ammissibile.
Spese escluse
Non sono ammessi, tra gli altri, telefoni cellulari, PC portatili e tablet, costi relativi a beni o servizi singolarmente inferiori a 500 euro IVA esclusa, beni usati salvo le specifiche fattispecie ammesse per i beni ricondizionati, beni in leasing, materiali di consumo e scorte, lavori in economia e spese di manutenzione ordinaria. Sono inoltre escluse le consulenze finalizzate al conseguimento di certificazioni obbligatorie.
L’investimento deve partire dopo la domanda
Il rispetto dell’effetto di incentivazione è un requisito essenziale. La domanda deve essere presentata prima dell’avvio dell’intervento. Firmare ordini vincolanti, avviare lavori o assumere impegni che determinano l’avvio effettivo dell’investimento prima della candidatura può compromettere l’ammissibilità del progetto.
È quindi consigliabile verificare la misura prima di procedere con ordini, contratti definitivi e avvio dei lavori.
30 mesi per completare l’investimento
Il progetto deve essere concluso entro 30 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione.
Per investimenti di dimensioni importanti è quindi necessario predisporre un cronoprogramma realistico che consideri tempi di progettazione, autorizzazioni, lavori edilizi, consegna e installazione degli impianti, collaudi, assunzioni e rendicontazione.
L’occupazione è obbligatoria anche nel Bando A
Un aspetto fondamentale della misura è che il programma produttivo deve generare anche nuova occupazione. Non è quindi possibile accedere al Bando A presentando esclusivamente un investimento in macchinari privo di impatto occupazionale.
L’incremento minimo richiesto è pari a 1 ULA per le microimprese, 2 ULA per le piccole imprese, 3 ULA per le medie imprese e 5 ULA per le imprese a media capitalizzazione. Le nuove unità devono essere generate dopo la presentazione della domanda ed entro la conclusione del progetto.
Bando B: contributo per le nuove assunzioni
Le PMI che partecipano al Bando A possono accedere anche al Bando B, destinato a sostenere economicamente l’aumento dell’occupazione collegato all’investimento.
Il contributo può arrivare fino a:
25.000 euro per ogni ULA incrementale
e non può superare complessivamente:
200.000 euro per impresa.
Il Bando B dispone di una dotazione specifica pari a 5 milioni di euro.
Chi può accedere al Bando B
Il Bando B è riservato esclusivamente alle PMI che abbiano presentato la domanda relativa al Bando A. Le imprese a media capitalizzazione possono quindi accedere al finanziamento produttivo del Bando A, ma non al contributo occupazionale del Bando B.
La domanda del Bando B deve essere presentata in collegamento con quella del Bando A e comunque entro un massimo di 7 giorni di calendario dalla presentazione della domanda sul Bando A.
Come viene calcolata la nuova occupazione
Per nuova occupazione si considera l’aumento delle Unità Lavorative Annue – ULA rispetto alla situazione precedente alla domanda.
Il bando confronta le ULA riferite ai dodici mesi precedenti la presentazione della domanda con quelle rilevate nei dodici mesi precedenti la conclusione del progetto.
Non vengono automaticamente considerate nuova occupazione la semplice stabilizzazione di lavoratori già assunti a tempo determinato, la sostituzione di lavoratori cessati, i collaboratori, i lavoratori interinali, i professionisti con partita IVA e i contratti di apprendistato o formazione-lavoro. Alcune trasformazioni di questi rapporti in contratti a tempo determinato o indeterminato possono invece concorrere al calcolo secondo le regole previste dal bando.
L’occupazione deve essere mantenuta per 36 mesi
Il livello occupazionale raggiunto attraverso il progetto deve essere mantenuto per almeno:
36 mesi successivi alla ricezione della sovvenzione del Bando B.
L’impresa deve quindi valutare con attenzione la sostenibilità delle assunzioni previste, perché il contributo non deve essere considerato come un incentivo per occupazione temporanea.
Esempio: microimpresa che apre un nuovo stabilimento
Una microimpresa non ancora presente in Piemonte potrebbe realizzare un nuovo impianto produttivo da 500.000 euro. Il Bando A potrebbe finanziare il progetto fino al 100%, con 350.000 euro a tasso zero e 150.000 euro attraverso la banca convenzionata. La microimpresa dovrebbe inoltre creare almeno 1 ULA. Se accedesse anche al Bando B, potrebbe richiedere un contributo occupazionale fino a 25.000 euro per quella nuova ULA, oltre all’eventuale componente a fondo perduto prevista dal Bando A.
Esempio: piccola impresa già presente che amplia la produzione
Una piccola impresa piemontese potrebbe realizzare un programma da 1,5 milioni di euro per ampliare la propria superficie produttiva e installare nuovi impianti e macchinari. Il finanziamento potrebbe essere composto da 1,05 milioni a tasso zero e 450.000 euro bancari. La società dovrebbe creare almeno 2 nuove ULA e potrebbe, attraverso il Bando B, richiedere fino a 50.000 euro complessivi se il progetto occupazionale viene riconosciuto nella misura massima per ciascuna ULA.
Esempio: media impresa con progetto da 3 milioni
Una media impresa può arrivare al limite massimo di 3 milioni di euro di costi ammissibili. La struttura finanziaria teorica può prevedere 2,1 milioni di euro a tasso zero e 900.000 euro di quota bancaria. L’obbligo occupazionale minimo è pari a 3 ULA e il Bando B può teoricamente riconoscere fino a 75.000 euro per le tre nuove ULA, oltre alle eventuali assunzioni aggiuntive fino al limite generale di 200.000 euro.
Come presentare la domanda
Le domande relative ai Bandi A e B devono essere presentate tramite il sistema telematico della Regione Piemonte FINDOM, nell’ambito dei servizi dedicati ai bandi PR FESR.
Lo sportello è aperto:
dal 03/02/2026 alle ore 9:00
fino:
all’11/02/2027 alle ore 12:00.
La Regione può tuttavia sospendere anticipatamente la presentazione delle domande in caso di esaurimento o prossimo esaurimento delle risorse disponibili.
La domanda generata dal sistema deve essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante oppure da un soggetto interno all’azienda formalmente delegato e caricata insieme agli allegati obbligatori.
Serve anche una banca convenzionata
Poiché il Bando A prevede una componente bancaria pari al 30%, il progetto deve essere accompagnato dalla necessaria istruttoria creditizia.
Tra gli istituti indicati da Finpiemonte figurano, tra gli altri, Banca d’Alba, Banco BPM, BNL-BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Banca Sella, BPER, Crédit Agricole Italia, Cassa di Risparmio di Asti e altri intermediari aderenti alla convenzione.
Prima della domanda è quindi necessario verificare non soltanto la qualità tecnica del progetto, ma anche la bancabilità dell’operazione.
Procedura di valutazione
La misura utilizza una procedura valutativa a sportello. Le domande vengono esaminate in relazione ai requisiti del soggetto proponente, alla qualità economico-finanziaria dell’operazione, alla coerenza del programma con gli obiettivi della misura e alla sostenibilità dell’investimento.
La relazione tecnico-economica deve descrivere, tra gli altri elementi, l’innovatività dell’investimento, gli effetti sulla competitività, l’efficienza dei processi, le ricadute occupazionali, le performance ambientali e sociali e il rapporto tra costi e benefici del progetto.
Per quali aziende può essere particolarmente interessante
La misura è particolarmente adatta a imprese che intendono realizzare un investimento industriale consistente e che contemporaneamente prevedono un aumento stabile dell’occupazione. Può essere interessante per una società che vuole aprire un nuovo stabilimento in Piemonte, per un’impresa esterna che intende trasferirvi parte della produzione, per un’azienda piemontese che deve realizzare una nuova unità produttiva oppure per un’impresa che vuole diversificare significativamente la propria produzione.
È meno adatta, invece, a semplici sostituzioni di macchinari prive di un vero progetto di sviluppo o a investimenti che non comportano nuova occupazione.
Checklist pratica prima della domanda
- verificare che l’impresa sia PMI o impresa a media capitalizzazione;
- verificare la presenza di un processo produttivo industriale o logistico ammissibile;
- identificare la tipologia: nuovo insediamento, reinsediamento oppure nuovo investimento di impresa già presente;
- verificare l’investimento minimo: 150.000, 300.000 o 750.000 euro secondo la dimensione;
- verificare il limite massimo di 3 milioni di euro;
- definire macchinari, impianti e attrezzature;
- verificare hardware, software e licenze;
- verificare eventuali brevetti e know-how;
- definire opere murarie e immobili entro i limiti previsti;
- verificare eventuale terreno produttivo;
- verificare eventuale fotovoltaico, colonnine e veicoli puliti;
- verificare che il progetto non sia già iniziato;
- evitare ordini vincolanti prima della domanda;
- predisporre il piano occupazionale;
- prevedere almeno 1, 2, 3 o 5 ULA secondo la dimensione aziendale;
- per le PMI, valutare il Bando B;
- calcolare l’eventuale contributo per le nuove ULA;
- verificare eventuali premialità;
- predisporre la relazione tecnico-economica;
- verificare il principio DNSH;
- individuare una banca convenzionata;
- ottenere la necessaria valutazione bancaria;
- verificare capacità finanziaria e sostenibilità del rimborso;
- predisporre firma digitale e deleghe;
- presentare la domanda tramite FINDOM;
- considerare la possibile chiusura anticipata per esaurimento risorse.
Scheda rapida – Attrazione e sostegno agli investimenti Piemonte
Nome ufficiale: Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio
Ente proponente: Regione Piemonte
Programma: PR FESR Piemonte 2021-2027
Gestore: Finpiemonte S.p.A.
Dotazione attuale: 45 milioni di euro
Bando A: 40 milioni di euro
Bando B: 5 milioni di euro
Beneficiari Bando A: PMI e imprese a media capitalizzazione
Beneficiari Bando B: esclusivamente PMI partecipanti al Bando A
Investimento minimo micro/piccole: 150.000 euro
Investimento minimo medie: 300.000 euro
Investimento minimo imprese a media capitalizzazione: 750.000 euro
Spesa massima ammissibile: 3.000.000 euro
Finanziamento: fino al 100% del progetto
Quota PR FESR a tasso zero: 70%
Quota bancaria: 30%
Fondo perduto Bando A: previsto esclusivamente per le PMI, nei limiti dell’ESL disponibile
Bando B: fino a 25.000 euro per ULA incrementale
Massimo Bando B: 200.000 euro
Occupazione minima Bando A: +1 ULA micro, +2 piccole, +3 medie, +5 imprese a media capitalizzazione
Durata investimento: massimo 30 mesi dalla concessione
Mantenimento occupazione Bando B: almeno 36 mesi dopo la sovvenzione
Apertura: 03/02/2026 ore 9:00
Scadenza: 11/02/2027 ore 12:00
Procedura: valutativa a sportello
Presentazione: piattaforma FINDOM della Regione Piemonte
Atamai può supportare l’impresa nella costruzione del progetto
Questa misura richiede di coordinare contemporaneamente programma industriale, investimenti, occupazione, banca, struttura finanziaria, limiti degli aiuti e rendicontazione. Prima di effettuare ordini o firmare contratti vincolanti è quindi importante verificare la reale ammissibilità del progetto e impostare correttamente l’operazione.
Atamai può affiancare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella lettura del programma di investimento, nell’analisi delle spese ammissibili, nella costruzione della componente occupazionale e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la domanda.
Per una prima valutazione:
Atamai – info@atamai.it