Piemonte, riapre il bando per la digitalizzazione delle imprese: finanziamento agevolato e fondo perduto per investimenti fino a 3 milioni
La Regione Piemonte riapre la Linea A – Digitalizzazione delle imprese, gestita da Finpiemonte nell’ambito del PR FESR 2021–2027. La misura sostiene micro, piccole e medie imprese e, per i soli progetti green, imprese a media capitalizzazione, attraverso un finanziamento che può coprire fino al 100% delle spese ammissibili: il 70% utilizza risorse pubbliche a tasso zero, mentre il restante 30% è erogato con risorse bancarie. Per le PMI è previsto anche un possibile contributo a fondo perduto, con aliquote massime che arrivano al 24,5% nella combinazione più favorevole, entro i limiti dell’aiuto concedibile.
Lo strumento ha una dotazione complessiva di 37 milioni di euro; la riapertura è alimentata dalle economie e dai rientri dei finanziamenti precedentemente concessi. Le domande possono essere presentate dalle ore 9:00 del 13 ottobre 2026 alle ore 12:00 del 29 ottobre 2028, salvo sospensione anticipata dello sportello. Sono finanziabili programmi organici di investimento in infrastrutture digitali, cybersecurity, sistemi gestionali integrati, commercio elettronico e tecnologie avanzate, comprese le soluzioni digitali che migliorano le prestazioni ambientali.
Come funziona il sostegno: prestito e contributo hanno ruoli diversi
Il finanziamento agevolato può arrivare al valore complessivo del progetto riconosciuto. Su un investimento ammissibile da 100.000 euro, un finanziamento di pari importo si divide quindi in 70.000 euro a tasso zero e 30.000 euro a tasso bancario. Entrambe le quote devono essere restituite.
Il fondo perduto è una componente distinta, riservata alle PMI e determinata da Finpiemonte. Non basta applicare al budget l’aliquota riportata nella tabella: occorre considerare anche il vantaggio economico del finanziamento, espresso attraverso l’equivalente sovvenzione lordo, o ESL.
L’ESL misura il valore dell’agevolazione finanziaria rispetto alle condizioni di mercato. Questo valore, sommato al contributo, deve rispettare l’intensità massima dell’aiuto applicabile. Se il finanziamento assorbe una parte elevata dell’intensità disponibile, il fondo perduto può risultare inferiore al massimo nominale. Viene riconosciuto soltanto se l’importo quantificato è superiore a 500 euro.
Le aliquote massime del fondo perduto
| Tipologia di progetto | Micro e piccole imprese | Con premialità massime | Medie imprese | Con premialità massime |
|---|---|---|---|---|
| Digitalizzazione ordinaria | 10% | 12% | 5% | 7% |
| Digitalizzazione ordinaria in area 107.3.c | 12,5% | 14,5% | 7,5% | 9,5% |
| Digitalizzazione green | 20% | 22% | 10% | 12% |
| Digitalizzazione green in area 107.3.c | 22,5% | 24,5% | 12,5% | 14,5% |
Le percentuali sono limiti massimi, subordinati al calcolo dell’ESL e alle altre condizioni del bando. Le imprese a media capitalizzazione possono accedere esclusivamente ai progetti green e ricevono il finanziamento, senza fondo perduto.
Le aree 107.3.c sono territori individuati dalla Carta degli aiuti a finalità regionale. La maggiorazione va verificata sulla localizzazione della sede destinataria dell’investimento. Se il progetto coinvolge unità locali sia interne sia esterne alle aree agevolate, per beneficiare della maggiorazione occorre rispettare la disciplina delle domande distinte.
Premialità: quando aumenta il limite del contributo
Per le PMI il limite del fondo perduto può aumentare di un punto percentuale con una premialità e di due punti percentuali con almeno due premialità. Non si aggiunge un punto per ogni requisito oltre il secondo.
Sono considerati il rating di legalità, la certificazione della parità di genere, la rilevanza femminile o giovanile nel capitale sociale, le certificazioni dei sistemi di gestione ambientale e il rating ESG. Per la componente femminile o giovanile, le quote rilevanti devono rappresentare almeno il 50% del capitale; i giovani sono individuati nella fascia 18–34 anni compresi.
I requisiti devono essere dichiarati e mantenuti: sono verificati anche alla rendicontazione finale.
Investimento minimo e massimo
| Dimensione del richiedente | Investimento minimo ammissibile |
|---|---|
| Micro e piccola impresa | 50.000 € |
| Media impresa | 100.000 € |
| Impresa a media capitalizzazione | 250.000 € |
Il massimo è di 3.000.000 euro di costi ammissibili. Le soglie sono definite al netto dell’IVA.
Nella configurazione più favorevole, applicando il limite nominale del 24,5% a 3 milioni di euro, il fondo perduto teorico raggiunge 735.000 euro. Per una media impresa, il limite nominale del 14,5% corrisponde a 435.000 euro. Si tratta di valori teorici: il contributo concedibile va determinato considerando l’ESL e la spesa effettivamente riconosciuta.
Anche alla rendicontazione occorre restare sopra la soglia minima prevista per la propria dimensione. Per una piccola impresa, un progetto inizialmente ammesso da 55.000 euro che scende a 48.000 euro di spese riconosciute espone alla revoca totale.
Beneficiari: attività operativa, bilancio e sede piemontese
Il bando richiede un processo produttivo attivo, l’iscrizione al Registro delle imprese e almeno un bilancio chiuso e approvato. Le imprese neocostituite possono accedere nelle specifiche condizioni previste, comprese determinate operazioni societarie o situazioni in cui i soci siano imprese con processi produttivi attivi e consolidati.
La sede legale può trovarsi fuori dal Piemonte, ma l’investimento deve riguardare una sede o unità locale attiva e produttiva in Piemonte. È possibile impegnarsi ad attivarla prima dell’erogazione del finanziamento: in questo caso l’operatività va documentata entro il termine previsto, pari a 90 giorni dalla concessione.
Le sedi in coworking o spazi simili sono escluse, salvo che l’impresa dimostri stabilità, rilevanza e continuità dell’attività svolta.
Occorre inoltre verificare l’assenza delle situazioni di difficoltà e delle procedure escluse, gli obblighi di restituzione relativi ad altre agevolazioni, la trasparenza societaria, il titolare effettivo, la regolarità contributiva e gli obblighi assicurativi contro calamità naturali ed eventi catastrofali. I rapporti di gruppo rilevano sia per la dimensione d’impresa sia per alcune verifiche economiche.
ATECO ed esclusioni settoriali
Il controllo riguarda il codice ATECO primario della sede destinataria dell’investimento; in sua assenza viene verificato il codice prevalente dell’impresa.
Tra le attività escluse figurano produzione primaria agricola, pesca, acquacoltura, silvicoltura, attività finanziarie e assicurative, produzione e commercio di tabacco e bevande alcoliche distillate, armi e munizioni, case da gioco e attività illecite. Per gli aiuti a finalità regionale sono previste ulteriori esclusioni, tra cui determinati ambiti dei trasporti, dell’energia, della siderurgia e del carbone.
L’Allegato 4 distingue le attività economiche escluse dagli interventi esclusi: un codice ammissibile non rende automaticamente finanziabile qualunque progetto.
Cosa può finanziare l’impresa
Il progetto deve descrivere un cambiamento nei processi, con obiettivi e risultati verificabili. Sono ammessi, per esempio, sistemi per acquisire e gestire dati, connettere macchine e sensori, proteggere reti e applicazioni, integrare produzione, magazzino, vendite e amministrazione.
Un investimento in ERP, MES, CRM, PLM o gestione della filiera può ridurre i reinserimenti manuali, rendere disponibili informazioni condivise e migliorare la tracciabilità. La relazione deve spiegare quali processi vengono collegati e quale beneficio si ottiene.
Per la cybersecurity possono rientrare soluzioni tecnologiche e attività tecniche funzionali all’investimento: analisi delle vulnerabilità, penetration test, analisi del rischio, progettazione della continuità operativa e aggiornamento della documentazione tecnica. I servizi devono essere ricondotti alle categorie di costo ammesse.
Sono contemplate anche soluzioni per e-commerce, scambio elettronico di dati, automazione commerciale, intelligenza artificiale, analytics, IoT, robotica, realtà aumentata, simulazione e integrazione dei sistemi. L’ammissibilità della tecnologia non elimina la verifica sul contratto e sulla singola spesa.
Digitalizzazione green: il beneficio ambientale va dimostrato
La qualificazione green richiede un aumento della protezione ambientale coerente con l’articolo 36 del Regolamento UE 651/2014.
Possono essere pertinenti sistemi digitali per ridurre gli scarti, ottimizzare l’impiego dei materiali, misurare e ridurre le emissioni, migliorare il nesting, integrare dati ambientali e supportare decisioni produttive più efficienti. Il progetto deve descrivere lo stato iniziale, il cambiamento atteso e gli indicatori utilizzati.
La sola presenza di strumenti digitali o il generico risparmio di carta non dimostrano la qualificazione green. Sono inoltre esclusi i progetti che riguardano esclusivamente il mero efficientamento energetico.
Spese ammissibili e limiti
| Categoria | Condizioni principali |
|---|---|
| Macchinari, attrezzature, componenti, hardware e software | Beni nuovi o ricondizionati, funzionali al progetto |
| Licenze software vitalizie o superiori a 60 mesi | Pagamento anticipato del diritto per l’intero periodo |
| Installazione e posa, comprese opere strettamente necessarie | Massimo 20% della voce relativa a macchinari, attrezzature e componenti |
| Brevetti, know-how e altri diritti ammessi | Massimo 10% delle spese ammissibili |
| Licenze software da 36 a 60 mesi | Nella categoria dei diritti di proprietà intellettuale, soggetta al limite del 10% |
| Progettazione e sviluppo tecnico | Costi esterni strettamente funzionali all’investimento |
| Pannelli fotovoltaici | Accessori al progetto principale, entro il 20% delle spese ammissibili |
Gli attivi immateriali devono essere ammortizzabili, utilizzati nello stabilimento destinatario e acquistati a condizioni di mercato da terzi indipendenti. Per le PMI sono previsti obblighi di mantenimento nell’attivo e di collegamento al progetto per almeno tre anni nelle fattispecie disciplinate.
Software: attenzione a durata, pagamento e iscrizione in bilancio
Il contratto di licenza è decisivo. Il bando distingue licenze vitalizie o superiori a 60 mesi da quelle comprese tra 36 e 60 mesi; queste ultime rientrano nella categoria soggetta al limite del 10%.
Occorre inoltre verificare la possibilità di iscrivere il costo tra le immobilizzazioni immateriali e il pagamento del diritto per l’intero periodo. Canoni annuali o mensili ricorrenti e licenze inferiori a 36 mesi non vanno considerati automaticamente ammissibili.
Prima di scegliere un ERP o una soluzione cloud conviene separare licenza, sviluppo, migrazione, assistenza e servizi ricorrenti, verificando la disciplina di ciascuna componente.
Spese escluse e acquisti da controllare
Sono esclusi beni usati e beni in leasing, telefoni cellulari, materiali di consumo, scorte, minuteria, manutenzione ordinaria, lavori in economia e commesse interne o affidate a soggetti con legami societari o amministrativi vietati.
Non sono ammessi beni o servizi con valore unitario inferiore a 500 euro, IVA esclusa. PC portatili e tablet devono essere strettamente necessari e correlati al progetto. Le opere murarie generiche non sono finanziabili: devono essere al servizio esclusivo dei beni ammessi.
L’IVA è esclusa, salvo i casi in cui sia realmente e definitivamente sostenuta e non recuperabile secondo la normativa.
Vanno distinte le attività di implementazione dalle attività di ricerca: il bando esclude le fasi di ricerca e sviluppo, prototipazione e test. Anche quando una tecnologia compare negli esempi di investimento, il progetto deve riguardarne l’adozione e l’implementazione ammissibile.
Prima la domanda, poi gli impegni vincolanti
La domanda deve essere presentata prima dell’avvio dell’intervento. L’avvio può coincidere con un contratto, un ordine o una conferma d’ordine vincolante, oppure con una fattura, un acconto, un anticipo o una cauzione.
Attendere la fattura finale non protegge quindi l’ammissibilità se l’acquisto è già stato ordinato. Prima della domanda si possono raccogliere preventivi e svolgere le attività preparatorie consentite.
Gli studi di fattibilità hanno una disciplina specifica: possono essere avviati prima della domanda, purché successivamente al 7 ottobre 2022 e strettamente collegati all’investimento.
Sportello cronologico con valutazione: servono almeno 60 punti
Le domande sono esaminate in ordine cronologico. L’ordine conta, ma la concessione richiede anche il superamento delle verifiche formali, sostanziali e di merito.
| Criterio tecnico | Punti massimi |
|---|---|
| Chiarezza e coerenza degli obiettivi | 20 |
| Innovatività delle tecnologie | 15 |
| Efficienza e integrazione dei processi | 15 |
| Sviluppo di nuove aree strategiche | 15 |
| Rafforzamento nel mercato o nella filiera | 20 |
| Ricadute occupazionali | 5 |
| Sostenibilità ambientale | 10 |
| Totale | 100 |
Occorrono almeno 60 punti complessivi, insieme al rispetto delle soglie parziali: almeno 10 punti per chiarezza e coerenza degli obiettivi, almeno 40 nel blocco degli altri criteri di qualità tecnica e almeno 5 per sostenibilità ambientale. La somma delle soglie parziali non sostituisce il requisito dei 60 punti.
È necessaria anche una valutazione positiva degli aspetti economici e organizzativi: rapporto costi-benefici, disponibilità di risorse per gestione e manutenzione, sostenibilità degli impegni, capacità tecnica e gestionale e durata dei benefici.
Una candidatura più solida quantifica la situazione iniziale e i miglioramenti attesi: tempi di lavorazione, errori, scarti, consumi, capacità produttiva, integrazione delle informazioni e risultati commerciali. Il progetto deve essere definito e realizzabile, con preventivi coerenti e responsabilità individuate.
Delibera bancaria e documenti obbligatori
La domanda richiede già una lettera attestante l’avvenuta delibera bancaria, redatta secondo il modello previsto. Il confronto con la banca deve quindi partire prima dell’apertura.
Sono obbligatori anche la relazione tecnico-economica secondo l’Allegato 7 e preventivi che coprano almeno il 70% del valore dell’investimento, con dettaglio dei costi e indicazione dell’IVA. Per i veicoli eventualmente inseriti nel progetto sono richiesti tutti i preventivi.
La banca valuta la capacità di rimborso dell’intero finanziamento. Il 70% a tasso zero resta un debito da restituire: il piano finanziario deve considerare anche IVA, costi esclusi, interessi sulla quota bancaria e gestione futura degli investimenti.
La domanda si presenta sulla piattaforma regionale Bandi PR FESR – Finanziamenti e domande, FinDom. Il documento generato deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante o da un soggetto interno delegato e caricato con gli allegati. È previsto il bollo da 16 euro, salvo esenzione o assolvimento nelle forme ammesse.
DNSH, assicurazione e adattamento climatico
Il rispetto del principio DNSH, cioè non arrecare un danno significativo all’ambiente, è un requisito sostanziale. La documentazione deve essere coerente con gli acquisti e conservata per i controlli.
Il bando individua percorsi basati su certificazioni ambientali o su condizioni tecniche specifiche. Nei casi previsti possono essere necessari una diagnosi energetica redatta da un tecnico abilitato e una relazione sulla gestione dei rifiuti.
Per gli interventi esposti agli eventi atmosferici occorre verificare anche l’immunizzazione climatica e le condizioni del sito, utilizzando l’Allegato 8 quando richiesto. Va inoltre verificato l’assolvimento degli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali.
Tre esempi di investimento e contributo
Gli esempi riportano i limiti nominali del fondo perduto, prima del calcolo dell’ESL.
| Caso | Investimento ammissibile | Quota pubblica del prestito al 70% | Quota bancaria al 30% | Fondo perduto nominale massimo |
|---|---|---|---|---|
| Piccola impresa, ERP e integrazione del magazzino, progetto ordinario senza premialità | 100.000 € | 70.000 € | 30.000 € | 10.000 € |
| Piccola impresa, digitalizzazione green per ridurre scarti, fuori area 107.3.c, almeno due premialità | 200.000 € | 140.000 € | 60.000 € | 44.000 € |
| Media impresa, progetto ordinario senza premialità | 300.000 € | 210.000 € | 90.000 € | 15.000 € |
La ripartizione del prestito presuppone il finanziamento dell’intera spesa ammissibile. Il contributo viene determinato separatamente e può essere ridotto per rispettare l’intensità complessiva dell’aiuto.
Tempi di realizzazione, rimborso e rendicontazione
Il progetto deve concludersi entro 18 mesi dalla concessione. Di norma può essere autorizzata una sola proroga, fino a nove mesi aggiuntivi, compatibilmente con la chiusura della programmazione.
Il finanziamento è erogato in un’unica soluzione tramite la banca, dopo l’autorizzazione di Finpiemonte. Il rimborso avviene con rate trimestrali a quote capitale costanti.
| Investimento | Durata massima |
|---|---|
| Fino a 1 milione € | 60 mesi, compresi 6 mesi di preammortamento facoltativo |
| Oltre 1 milione € | 72 mesi, compresi 12 mesi di preammortamento facoltativo |
| Mid-cap, oltre 2 milioni € | 84 mesi, compresi 12 mesi di preammortamento facoltativo |
Il fondo perduto è erogato dopo la conclusione e i controlli sulla rendicontazione. Le spese vanno rendicontate entro 60 giorni dalla conclusione, con giustificativi e relazione tecnica finale.
Le fatture devono riportare il CUP assegnato al progetto, secondo le regole previste. Prima dell’assegnazione è ammesso il codice della domanda nei casi disciplinati; dopo l’assegnazione va utilizzato il CUP. Occorre predisporre contabilità separata o una codificazione adeguata e rispettare gli obblighi di conservazione e comunicazione.
Regime di aiuto e cumulo
Il regime principale è il GBER, Regolamento UE 651/2014, con applicazione degli articoli 14, 17 o 36.
Se l’ESL del finanziamento supera l’intensità applicabile, il bando consente l’alternativa de minimis, previa disponibilità del plafond. In questo caso non viene riconosciuto il fondo perduto.
Il cumulo richiede una verifica sulle singole spese. Sono vietati determinati cumuli sugli stessi documenti con altri fondi o strumenti europei; gli incentivi fiscali e gli altri aiuti seguono i rispettivi limiti, evitando il sovrafinanziamento. Anche una garanzia pubblica può avere un proprio valore di aiuto, da considerare nel calcolo.
Checklist operativa
- Verificare dimensione d’impresa, gruppo, bilancio e processo produttivo attivo.
- Controllare sede piemontese, ATECO e Allegato 4.
- Accertare l’eventuale precedente domanda sulla stessa Linea.
- Rispettare il minimo di investimento e verificare l’eventuale area 107.3.c.
- Motivare la qualificazione ordinaria o green e stimare l’ESL.
- Controllare altri aiuti e garanzie pubbliche.
- Raccogliere preventivi per almeno il 70% dell’investimento.
- Verificare contratti software, durata, pagamento e capitalizzazione.
- Ottenere la delibera bancaria prima dell’invio.
- Preparare relazione tecnica, DNSH e documenti applicabili.
- Presentare la domanda prima di ordini o altri impegni vincolanti.
- Pianificare realizzazione, rimborso, CUP e rendicontazione.
Scheda rapida
| Voce | Dato |
|---|---|
| Ente | Regione Piemonte |
| Gestore | Finpiemonte |
| Misura | PR FESR 2021–2027, Azione I.1ii.2 – Linea A, Digitalizzazione delle imprese |
| Beneficiari | PMI; mid-cap esclusivamente per progetti green |
| Territorio | Sedi operative e produttive in Piemonte |
| Dotazione | 37 milioni € complessivi dello strumento; riapertura su economie e rientri |
| Finanziamento | Fino al 100% dei costi ammessi: 70% pubblico a tasso zero, 30% bancario |
| Fondo perduto | Solo PMI; massimi dal 5% al 24,5%, subordinati all’ESL |
| Massimale | Costi ammissibili fino a 3 milioni € |
| Investimento minimo | 50.000 € micro/piccole; 100.000 € medie; 250.000 € mid-cap |
| Principali spese | Hardware, software, macchinari, sistemi integrati, cybersecurity, progettazione tecnica e altri costi ammessi |
| Procedura | Sportello cronologico con valutazione; almeno 60 punti e soglie parziali |
| Apertura | 13 ottobre 2026, ore 9:00 |
| Scadenza | 29 ottobre 2028, ore 12:00, salvo sospensione anticipata |
| Piattaforma | FinDom – Bandi PR FESR, Finanziamenti e domande |
| Durata del progetto | 18 mesi dalla concessione |
| Regime | GBER; possibile alternativa de minimis senza fondo perduto |
Valutazione pratica
La misura è interessante per imprese che hanno un programma digitale strutturato e la capacità di sostenere un finanziamento pluriennale. Integrare sistemi e processi, documentando benefici produttivi e ambientali, può rendere il progetto più solido e migliorare le condizioni dell’agevolazione.
I punti da affrontare per primi sono la delibera bancaria, l’ammissibilità dei contratti software e il calcolo dell’ESL. La scadenza nel 2028 non garantisce che le risorse restino disponibili: un progetto pronto deve tenere conto dell’ordine cronologico e delle possibili sospensioni.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).