Prodotti dell’apicoltura Sardegna 2026-2027: contributi fino al 100% per apicoltori e associazioni

Prodotti dell’apicoltura Sardegna 2026-2027: contributi fino al 100% per apicoltori e associazioni

La Regione Autonoma della Sardegna sostiene il comparto apistico regionale attraverso il nuovo bando dell’intervento settoriale dedicato ai prodotti dell’apicoltura.

La denominazione di riferimento della misura è:

“Intervento settoriale Prodotti dell’apicoltura – Annualità finanziaria 2026-2027”

L’intervento mette a disposizione complessivamente:

565.809 euro

La misura prevede contributi in conto capitale che, in funzione dell’azione finanziata e della tipologia del beneficiario, possono raggiungere il 100% della spesa ammissibile. Le domande risultano presentabili dal 24/07/2026 al 30/10/2026 e vengono selezionate attraverso una procedura valutativa con formazione di graduatoria.

Il programma non finanzia soltanto l’acquisto di arnie o attrezzature. Comprende un insieme articolato di interventi destinati a:

  • migliorare la preparazione tecnica degli apicoltori;
  • rafforzare l’assistenza specialistica;
  • contrastare varroasi e altre patologie;
  • limitare gli effetti degli eventi climatici estremi;
  • sostenere l’alimentazione di soccorso;
  • incrementare il patrimonio apistico;
  • migliorare il nomadismo;
  • modernizzare le operazioni in apiario;
  • migliorare estrazione, lavorazione, conservazione e confezionamento;
  • promuovere il miele e gli altri prodotti dell’alveare.

Il quadro europeo consente infatti di finanziare assistenza tecnica, formazione, investimenti materiali e immateriali, prevenzione delle avversità climatiche, ripopolamento, razionalizzazione della transumanza e attività di promozione e commercializzazione.

Avvertenza sulla documentazione 2026-2027

Alla data del 29/07/2026, la nuova finestra risulta aperta, ma la specifica pagina del bando 2026-2027 non appare ancora stabilmente indicizzata nei motori di ricerca del portale regionale.

La struttura delle azioni illustrata in questo articolo deriva:

  • dal quadro normativo europeo e nazionale vigente;
  • dal Sottoprogramma apistico regionale;
  • dall’ultima versione ufficiale integrale del bando pubblicata dalla Regione Sardegna per l’annualità precedente;
  • dalle informazioni operative relative alla nuova finestra 2026-2027.

Prima di presentare la domanda è indispensabile scaricare la nuova versione del bando, le istruzioni ARGEA e la modulistica 2026-2027. Non devono essere riutilizzati automaticamente modelli, riferimenti al censimento degli alveari, codici campagna, importi massimi o diciture sulle fatture dell’annualità precedente.

Finalità dell’intervento

La misura mira a migliorare le condizioni di produzione e commercializzazione del miele e degli altri prodotti dell’apicoltura.

L’intervento deve contribuire a:

  • preservare la salute delle colonie;
  • ridurre le perdite di alveari;
  • migliorare la produttività;
  • aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici;
  • favorire l’adozione di tecnologie di monitoraggio;
  • sostenere il rinnovo del patrimonio apistico;
  • migliorare le condizioni di lavoro;
  • qualificare i processi di smielatura e confezionamento;
  • rafforzare la tracciabilità;
  • promuovere la qualità delle produzioni regionali;
  • aumentare la consapevolezza dei consumatori.

La disciplina nazionale dell’intervento è contenuta nel Decreto MASAF n. 614768 del 30/11/2022, adottato per dare attuazione al Regolamento UE n. 2021/2115 nel settore apistico.

Area geografica

Gli interventi si applicano sull’intero territorio della:

Regione Sardegna

Possono quindi partecipare soggetti con apiari, attività e sedi ammissibili situati nelle diverse province e aree territoriali regionali, purché rispettino le condizioni previste dal bando.

La competenza istruttoria viene ripartita tra i servizi territoriali di ARGEA Sardegna, in funzione della sede del richiedente e della natura della domanda. Nell’ultima disciplina integrale, le domande degli apicoltori singoli relative agli investimenti erano istruite dai servizi territoriali, mentre quelle presentate dalle forme associate erano gestite dal servizio competente per i pagamenti e i controlli FEAGA.

Ente proponente e soggetto gestore

L’intervento è promosso dalla:

Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale

La struttura regionale competente è la:

Direzione generale dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale – Servizio Valorizzazione e promozione agroalimentare

L’istruttoria, i controlli e i pagamenti sono affidati a:

ARGEA Sardegna – Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura

Il sostegno utilizza risorse della Politica agricola comune, con finanziamento europeo e nazionale nell’ambito del FEAGA. Il Regolamento UE stabilisce che gli Stati membri assicurino almeno un finanziamento nazionale pari all’aiuto finanziario dell’Unione destinato al settore apistico.

Beneficiari

Le principali categorie di beneficiari sono:

  • apicoltori;
  • organizzazioni di produttori del settore apistico;
  • organismi associativi riconosciuti ai sensi della Legge regionale Sardegna n. 19/2015;
  • associazioni di apicoltori;
  • unioni e federazioni di associazioni;
  • cooperative di apicoltori;
  • altre forme associate che rispettano i requisiti di rappresentatività.

Nell’annualità precedente, le associazioni, unioni, federazioni e cooperative dovevano possedere almeno 50 soci e rappresentare almeno il 10% degli alveari registrati a livello regionale nella Banca dati apistica. Il nuovo bando dovrà essere consultato per verificare il censimento di riferimento e l’eventuale aggiornamento della percentuale o delle soglie.

Differenza tra apicoltori singoli e forme associate

Non tutte le azioni sono accessibili alle stesse categorie.

Nella struttura ufficiale utilizzata dalla Regione:

  • le azioni di formazione, assistenza tecnica e promozione sono riservate alle forme associate;
  • gli investimenti destinati agli apiari possono essere richiesti sia dagli apicoltori sia dalle forme associate;
  • le forme associate possono acquistare beni destinati ai soci, nel rispetto delle regole di assegnazione e tracciabilità;
  • un socio che partecipa all’investimento tramite la propria associazione non può richiedere un secondo contributo individuale per gli stessi beni o la stessa azione.

La domanda deve quindi essere preceduta da una scelta chiara: partecipazione come apicoltore singolo oppure attraverso la forma associata.

Requisiti generali

Il richiedente deve normalmente:

  • avere costituito, aggiornato e validato il fascicolo aziendale;
  • possedere una partita IVA;
  • essere iscritto al Registro delle imprese, quando previsto;
  • essere registrato nella Banca dati apistica nazionale;
  • avere correttamente effettuato il censimento annuale degli alveari;
  • rispettare gli obblighi di identificazione degli apiari;
  • tenere correttamente il registro dei trattamenti veterinari;
  • non risultare classificato esclusivamente come allevamento familiare, salvo le eccezioni del bando;
  • possedere una PEC attiva;
  • essere in regola con i requisiti igienico-sanitari dei locali;
  • non essere interessato da precedenti provvedimenti di esclusione;
  • disporre di coordinate bancarie aggiornate nel fascicolo.

Queste condizioni erano espressamente previste nell’ultima annualità ufficialmente consultabile. Il nuovo testo dovrà indicare il censimento BDN da utilizzare, verosimilmente riferito al periodo più recente indicato nelle disposizioni 2026-2027.

Banca dati apistica nazionale

Prima della candidatura è essenziale controllare che la BDN riporti correttamente:

  • codice aziendale;
  • titolare;
  • apiari;
  • indirizzi;
  • coordinate;
  • numero degli alveari;
  • tipologia di allevamento;
  • pratica del nomadismo;
  • censimento annuale;
  • movimentazioni;
  • eventuali variazioni intervenute.

Il numero degli alveari può incidere su:

  • accesso alle singole azioni;
  • contributo massimo;
  • graduatoria;
  • quantità di beni finanziabili;
  • alimentazione di soccorso;
  • possibilità di chiedere attrezzature per il nomadismo.

Un dato inesatto o non aggiornato non dovrebbe essere corretto soltanto dopo l’invio della domanda.

Fascicolo aziendale

Il fascicolo deve essere aggiornato presso un Centro di assistenza agricola autorizzato.

È opportuno verificare:

  • anagrafica;
  • sede;
  • rappresentante legale;
  • partita IVA;
  • attività;
  • PEC;
  • IBAN;
  • consistenza aziendale;
  • procure;
  • eventuali collegamenti con società o cooperative;
  • documentazione relativa agli apiari.

L’aggiornamento del fascicolo non equivale alla presentazione della domanda. La richiesta di aiuto deve essere successivamente compilata e rilasciata sul portale previsto.

Intervento A: assistenza tecnica, formazione e informazione

L’intervento A è normalmente articolato in:

  • Azione A1 – Formazione, aggiornamento e informazione;
  • Azione A2 – Assistenza tecnica e consulenza.

Queste attività sono destinate a innalzare le competenze degli apicoltori e a favorire la diffusione di pratiche corrette nella gestione sanitaria, produttiva e ambientale degli alveari.

Azione A1: formazione e aggiornamento

L’azione può comprendere:

  • corsi;
  • seminari;
  • convegni;
  • incontri tecnico-divulgativi;
  • visite di istruzione;
  • materiali didattici;
  • notiziari;
  • guide;
  • contenuti web;
  • attività sui social;
  • reti di scambio delle buone pratiche.

Le tematiche possono riguardare:

  • salute delle api;
  • varroasi;
  • gestione dei trattamenti;
  • cambiamento climatico;
  • nutrizione;
  • allevamento delle regine;
  • qualità del miele;
  • tracciabilità;
  • biologico;
  • norme igienico-sanitarie;
  • gestione economica;
  • commercializzazione;
  • nuove tecnologie.

Nell’annualità precedente l’intensità dell’azione A1 era pari al 100% della spesa ammessa. Il limite per beneficiario e le soglie relative al numero minimo di partecipanti devono essere verificati nel nuovo bando.

Azione A2: assistenza tecnica

L’azione può finanziare attività collettive o individuali di assistenza realizzate dalle forme associate tramite personale qualificato.

Possono essere affrontati temi come:

  • controllo dei patogeni;
  • gestione sanitaria;
  • utilizzo corretto dei medicinali veterinari;
  • prevenzione delle mortalità;
  • gestione dell’alimentazione;
  • conservazione della popolazione apistica;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • miglioramento genetico;
  • organizzazione degli apiari;
  • supporto nella gestione delle registrazioni.

L’attività deve essere documentata attraverso incarichi, programmi, registri, relazioni, visite e risultati.

Non devono essere confuse con l’assistenza tecnica finanziabile le normali attività amministrative della forma associata o la semplice compilazione delle domande di contributo.

Intervento B: investimenti materiali e immateriali

L’intervento B è quello maggiormente rilevante per gli apicoltori che intendono acquistare beni e attrezzature.

La struttura comprende:

  • B1 – Lotta contro parassiti e malattie;
  • B2.1 – Prevenzione delle avversità climatiche;
  • B2.2 – Alimentazione di soccorso;
  • B3 – Ripopolamento del patrimonio apistico;
  • B4 – Razionalizzazione della transumanza;
  • B5 – Attrezzature per apiario, lavorazione e confezionamento.

Azione B1: lotta contro varroasi e malattie

L’azione B1 finanzia strumenti destinati a contrastare gli aggressori e le patologie dell’alveare, con particolare attenzione alla Varroa destructor.

Nell’ultima versione integrale erano ammissibili:

  • arnie antivarroa con fondo a rete;
  • sistemi e apparecchiature per sterilizzazione e disinfestazione;
  • termoterapia;
  • modifica delle arnie attraverso tecniche di lotta manipolativa;
  • farmaci veterinari e presidi sanitari autorizzati;
  • sistemi scanner digitali per il conteggio della varroa.

L’acquisto dei medicinali deve avvenire attraverso canali autorizzati. I trattamenti devono essere registrati correttamente e la documentazione deve essere conservata.

Non dovrebbero essere inseriti:

  • prodotti non autorizzati;
  • attrezzature usate;
  • materiali per la costruzione in proprio delle arnie;
  • manutenzione;
  • riparazione;
  • trasporto delle attrezzature.

Nella precedente annualità il contributo era pari al 60% per gli apicoltori e al 75% per le forme associate. La conferma di queste percentuali per il 2026-2027 deve essere ricercata nella nuova tabella finanziaria.

Azione B2.1: prevenzione delle avversità climatiche

L’azione sostiene strumenti capaci di migliorare il controllo delle condizioni degli apiari e di segnalare rapidamente situazioni anomale.

Tra le spese già previste rientrano:

  • centraline;
  • sistemi di monitoraggio;
  • antifurto;
  • geolocalizzazione GPS;
  • telerilevamento;
  • termometri;
  • igrometri;
  • barometri;
  • anemometri;
  • pluviometri;
  • bilance per arnie;
  • sensori di luminosità;
  • sensori di movimento;
  • software integrati con le apparecchiature dell’apiario.

Questi sistemi possono fornire informazioni su:

  • peso dell’alveare;
  • consumo delle scorte;
  • condizioni ambientali;
  • attività delle colonie;
  • stato sanitario;
  • rischio di sciamatura;
  • furti e movimentazioni;
  • necessità di intervento.

Nella precedente annualità computer, tablet e normali elaboratori elettronici erano esclusi, anche quando il software di monitoraggio risultava ammissibile.

Azione B2.2: alimentazione di soccorso

L’alimentazione di soccorso è destinata ai casi nei quali eventi climatici estremi compromettono le disponibilità alimentari delle colonie.

La spesa può riguardare:

  • candito;
  • sciroppi zuccherini autorizzati per la somministrazione agli alveari.

Nella precedente annualità:

  • il contributo era pari al 50%;
  • erano richiesti almeno 105 alveari;
  • la spesa minima era di 700 euro;
  • il limite massimo era di 5 chilogrammi per alveare;
  • l’aiuto dipendeva dal riconoscimento di una situazione di crisi climatica e dal rapporto ISMEA.

Questi parametri sono particolarmente sensibili alle modifiche normative. Per il 2026-2027 non devono essere utilizzati senza verificare:

  • relazione ISMEA della nuova campagna;
  • prezzo massimo riconoscibile;
  • quantità per alveare;
  • periodo di acquisto;
  • numero minimo di alveari;
  • prodotti autorizzati.

Azione B3: ripopolamento del patrimonio apistico

L’azione B3 sostiene il ripristino o l’incremento degli alveari, anche a seguito di perdite causate da:

  • malattie;
  • parassiti;
  • avvelenamenti;
  • fitofarmaci;
  • eventi climatici;
  • altre avversità riconosciute.

Nella disciplina precedente erano finanziabili:

  • sciami;
  • nuclei;
  • pacchi d’api;
  • api regine;

esclusivamente appartenenti alla sottospecie autoctona Apis mellifera ligustica.

La documentazione può comprendere:

  • certificazioni sanitarie;
  • certificazione della sottospecie;
  • provenienza;
  • identificazione del venditore;
  • fatture;
  • movimentazione in BDN;
  • documentazione dell’ASL;
  • marcatura delle regine.

L’acquisto non dovrebbe essere effettuato prima di aver verificato:

  • origine del materiale vivo;
  • requisiti dell’allevamento fornitore;
  • iscrizione in BDN;
  • documenti sanitari;
  • periodo ammissibile;
  • numero massimo finanziabile.

Azione B4: razionalizzazione della transumanza

L’azione è rivolta agli apicoltori che praticano già il nomadismo e intendono migliorare movimentazione, carico, scarico e posizionamento degli alveari.

Nella precedente annualità erano ammissibili:

  • arnie per nomadismo;
  • cavalletti;
  • supporti;
  • rimorchi per arnie e melari;
  • carrelli elevatori;
  • sistemi di sollevamento;
  • gru a braccio variabile;
  • carrelli porta-melari;
  • sponde idrauliche.

L’accesso era subordinato alla presenza di almeno 80 alveari e alla registrazione della pratica del nomadismo nella BDN.

Il contributo era pari:

  • al 60% per gli apicoltori;
  • al 75% per le forme associate.

Non erano ammissibili leasing, noleggio e costi di trasporto delle attrezzature.

Azione B5: attrezzature e lavorazione dei prodotti

L’azione B5 è destinata a migliorare:

  • conduzione dell’apiario;
  • condizioni di lavoro;
  • sicurezza;
  • estrazione;
  • conservazione;
  • confezionamento;
  • gestione della qualità;
  • tracciabilità;
  • controllo remoto degli apiari.

Le spese possono comprendere:

  • dispositivi di protezione individuale;
  • sistemi hardware e software specifici;
  • programmi per la gestione degli alveari;
  • sistemi di tracciabilità;
  • programmi per clienti, ordini e spedizioni;
  • strumenti per la gestione dell’allevamento delle regine;
  • smielatori e attrezzature di estrazione;
  • sceratrici;
  • soffiatori;
  • sublimatori;
  • aspira-sciami;
  • melari;
  • maturatori;
  • pompe per miele;
  • agitatori;
  • dosatrici;
  • fondimiele;
  • camere calde;
  • tappatori;
  • sistemi per polline e cera.

Nell’annualità precedente, per acquistare attrezzature destinate a conservazione e confezionamento era necessario:

  • possedere un laboratorio;
  • oppure disporne in uso esclusivo tramite un contratto di affitto o comodato di durata adeguata.

La costruzione di laboratori, magazzini o altri immobili non rientrava tra le spese ammissibili.

Intervento F1: promozione e informazione

L’azione F1 è riservata alle forme associate e sostiene iniziative collettive per promuovere:

  • miele;
  • prodotti dell’alveare;
  • produzioni biologiche;
  • qualità;
  • origine;
  • caratteristiche organolettiche;
  • conoscenza del comparto.

Possono essere realizzati:

  • fiere;
  • manifestazioni;
  • eventi;
  • degustazioni;
  • iniziative educative;
  • convegni;
  • concorsi;
  • analisi qualitative;
  • campagne informative;
  • materiali divulgativi;
  • siti internet;
  • esposizioni nazionali e internazionali.

Le iniziative possono rivolgersi a:

  • consumatori;
  • studenti;
  • fattorie didattiche;
  • sportivi;
  • operatori della grande distribuzione;
  • negozianti;
  • ristoratori;
  • altri operatori professionali.

Le attività non devono essere orientate alla promozione esclusiva di un marchio commerciale o di una singola azienda. Nell’annualità precedente il contributo F1 era pari al 100% della spesa ammessa.

Percentuali di contributo

La misura viene presentata come intervento con contributo fino al 100%.

L’intensità varia però in funzione dell’azione.

Nell’ultima annualità integralmente disponibile:

  • A1: 100%;
  • A2: 100%;
  • F1: 100%;
  • B1: 60% per apicoltori e 75% per forme associate;
  • B2.1: 60% per apicoltori e 75% per forme associate;
  • B2.2: 50%;
  • B3: 60% per apicoltori e 75% per forme associate;
  • B4: 60% per apicoltori e 75% per forme associate;
  • B5: rientrava nel sistema degli investimenti con intensità differenziata.

La tabella 2026-2027 deve essere consultata prima di calcolare la richiesta.

Contributo massimo per gli investimenti

Nell’annualità precedente il massimale complessivo dell’intervento B dipendeva dal numero di alveari registrati in BDN.

Le fasce erano:

  • da 40 a 60 alveari: fino a 8.000 euro;
  • da 61 a 150 alveari: fino a 12.000 euro;
  • da 151 a 250 alveari: fino a 20.000 euro;
  • da 251 a 450 alveari: fino a 30.000 euro;
  • da 451 a 650 alveari: fino a 40.000 euro;
  • almeno 651 alveari: fino a 60.000 euro.

Queste fasce sono riportate come riferimento per la preparazione del progetto, ma devono essere confermate nel bando 2026-2027.

Esempi di calcolo

Un apicoltore presenta 10.000 euro di spese ammesse nell’azione B1.

Con aliquota del 60%:

  • contributo: 6.000 euro;
  • quota a carico dell’apicoltore: 4.000 euro.

Una forma associata sostiene 20.000 euro di spese nell’azione B4.

Con aliquota del 75%:

  • contributo: 15.000 euro;
  • quota propria: 5.000 euro.

Una forma associata realizza 8.000 euro di attività formative A1.

Con copertura del 100%:

  • contributo teorico: 8.000 euro;
  • quota propria: nessuna, salvo spese escluse o eccedenze.

Un apicoltore acquista 2.000 euro di alimentazione di soccorso.

Con aliquota del 50%:

  • contributo teorico: 1.000 euro;
  • quota a carico dell’impresa: 1.000 euro.

L’importo effettivo può essere ridotto quando:

  • la spesa non è congrua;
  • il prezzo supera il limite riconosciuto;
  • il numero degli alveari è inferiore;
  • manca la documentazione;
  • la voce non è ammissibile;
  • le risorse non sono sufficienti.

Spese generali

Nell’annualità precedente erano riconosciute spese generali fino al 5% dell’importo effettivamente rendicontato e ammesso per ciascuna azione.

Il nuovo bando dovrà precisare:

  • quali spese generali sono riconosciute;
  • se devono essere documentate;
  • il metodo di calcolo;
  • le eventuali esclusioni.

Tre preventivi

Per gli investimenti materiali, i beni e i servizi è normalmente richiesta la presentazione di:

tre preventivi dettagliati e confrontabili

I preventivi dovrebbero riportare:

  • fornitore;
  • partita IVA;
  • descrizione;
  • modello;
  • quantità;
  • caratteristiche;
  • prezzo unitario;
  • prezzo complessivo;
  • IVA;
  • validità;
  • tempi di consegna.

La scelta di un’offerta che non rappresenta il prezzo più basso deve essere motivata attraverso una relazione tecnica.

Per l’alimentazione di soccorso, nella precedente annualità non erano richiesti tre preventivi, perché il controllo veniva effettuato sulla fattura e sul prezzo massimo determinato sulla base del rapporto ISMEA.

Spese generalmente escluse

Nella precedente annualità risultavano escluse:

  • spese sostenute prima del rilascio della domanda;
  • mera sostituzione senza miglioramento;
  • computer;
  • tablet;
  • normali elaboratori elettronici;
  • rinnovo di licenze software;
  • cera e fogli cerei;
  • integratori;
  • automezzi targati;
  • manutenzione;
  • riparazioni;
  • trasporto dei beni;
  • materiali usati;
  • materiali di imballaggio;
  • acquisto di terreni;
  • acquisto di fabbricati;
  • costruzione di immobili;
  • spese generali oltre il limite;
  • analisi ordinarie e obbligatorie, salvo le eccezioni previste.

L’IVA era riconoscibile soltanto quando effettivamente e definitivamente non recuperabile e adeguatamente certificata.

Data iniziale delle spese

Non devono essere effettuati acquisti prima della presentazione della domanda.

Per presentazione si intende il rilascio definitivo della richiesta sul SIAN, non il semplice inserimento dei dati in bozza.

Prima del rilascio è quindi prudente evitare:

  • ordini;
  • contratti;
  • acconti;
  • pagamenti;
  • consegne;
  • fatture;
  • attivazione di software;
  • assegnazione dei beni ai soci.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata attraverso il portale:

SIAN – Nuova Gestione Domande Miele per Beneficiario

Nell’ultima annualità le richieste potevano essere trasmesse direttamente dal beneficiario o da un utente qualificato delegato dal rappresentante legale. Il CAA titolare del fascicolo non poteva essere automaticamente delegato a presentare la domanda “Miele” senza le specifiche abilitazioni previste dalle istruzioni operative.

Per la nuova campagna occorre verificare:

  • servizio SIAN da attivare;
  • anno della campagna;
  • profilo del compilatore;
  • delega;
  • manuale aggiornato;
  • istruzioni operative ARGEA;
  • firma;
  • documenti da allegare;
  • modalità di rilascio.

Apertura e scadenza

La finestra indicata per la nuova annualità è:

apertura: 24/07/2026

scadenza: 30/10/2026.

La scheda sintetica non specifica l’orario.

È necessario verificare nel portale ufficiale:

  • ora esatta;
  • eventuale riferimento all’ora italiana;
  • indisponibilità programmata del SIAN;
  • termini per sostituire o correggere la domanda;
  • regole in caso di malfunzionamento.

Non è consigliabile attendere il 30/10/2026 per effettuare il rilascio.

Documenti da preparare

La documentazione può comprendere:

  • domanda SIAN;
  • dichiarazione dei requisiti;
  • autovalutazione dei criteri;
  • relazione tecnica;
  • preventivi;
  • quadro di confronto;
  • visura camerale;
  • fascicolo aziendale;
  • elenco degli apiari;
  • consistenza BDN;
  • registro dei trattamenti;
  • documentazione sanitaria;
  • documenti del laboratorio;
  • contratto di affitto o comodato;
  • elenco dei soci;
  • statuto e atto costitutivo della forma associata;
  • programma delle attività;
  • curriculum dei tecnici;
  • piano finanziario;
  • IBAN;
  • delega.

Per le forme associate può inoltre essere necessario allegare:

  • elenco dei soci partecipanti;
  • alveari detenuti da ciascun socio;
  • beni destinati ai singoli assegnatari;
  • dichiarazioni per evitare la doppia partecipazione;
  • verbali degli organi sociali;
  • criteri di distribuzione delle attrezzature.

Fatture e CUP

I documenti di spesa devono rispettare le diciture previste dal bando.

Nella precedente annualità il CUP doveva essere comunicato ai fornitori e inserito nei giustificativi. L’assenza del codice non poteva essere sempre sanata successivamente.

Prima dell’ordine è opportuno comunicare al fornitore:

  • denominazione esatta del beneficiario;
  • codice fiscale e partita IVA;
  • CUP;
  • annualità;
  • azione;
  • descrizione dettagliata;
  • eventuale beneficiario finale del bene.

Pagamenti

I pagamenti devono essere tracciabili e riconducibili al beneficiario.

È opportuno utilizzare:

  • bonifico;
  • conto corrente inserito nel fascicolo;
  • altri sistemi ammessi dalle istruzioni operative.

Devono essere evitati:

  • contanti;
  • pagamenti da conti personali;
  • pagamenti effettuati da soci o familiari;
  • compensazioni;
  • documenti privi di quietanza;
  • pagamenti cumulativi non riconciliabili.

Domanda di pagamento

La misura prevede normalmente una domanda di aiuto iniziale e una successiva domanda di pagamento.

La domanda di pagamento deve dimostrare:

  • acquisto;
  • consegna;
  • installazione;
  • pagamento;
  • utilizzo;
  • rispetto dell’azione;
  • eventuale assegnazione al socio;
  • conformità sanitaria;
  • rispetto dei termini;
  • mantenimento del bene.

Il termine finale per realizzare le spese e presentare la domanda di pagamento deve essere verificato nella nuova annualità. Nell’intervento settoriale apistico i pagamenti FEAGA devono rispettare precise scadenze finanziarie europee.

Procedura di valutazione

Il bando utilizza una:

procedura valutativa a graduatoria.

ARGEA verifica:

  • rilascio entro il termine;
  • completezza;
  • fascicolo;
  • IBAN;
  • BDN;
  • requisiti;
  • documenti;
  • congruità;
  • ammissibilità delle spese;
  • punteggi;
  • disponibilità delle risorse.

Quando le risorse risultano sufficienti, alcuni criteri di selezione possono non essere applicati. Quando invece le richieste superano lo stanziamento, viene formata una graduatoria.

Criteri utilizzati nella precedente annualità

Per gli investimenti dell’intervento B, la precedente graduatoria valorizzava:

  • forme associate;
  • cooperative;
  • apicoltori professionisti;
  • coltivatori diretti;
  • imprenditori apistici;
  • soggetti non finanziati nei due bandi precedenti;
  • giovani;
  • donne;
  • operatori biologici;
  • maggiore consistenza degli alveari.

In caso di parità veniva data priorità all’apicoltore più giovane e, successivamente, al soggetto con più alveari.

Per la graduatoria 2026-2027 è necessario consultare la nuova griglia e non limitarsi a replicare l’autovalutazione precedente.

Controlli

ARGEA può effettuare:

  • controlli amministrativi;
  • verifiche in BDN;
  • verifiche sul fascicolo;
  • sopralluoghi;
  • controlli sui beni;
  • verifica delle matricole;
  • controllo dei laboratori;
  • controllo della distribuzione ai soci;
  • verifica dei trattamenti;
  • verifica dei pagamenti;
  • verifica della documentazione sanitaria.

I beni durevoli possono dover essere contrassegnati con codici, annualità e riferimenti aziendali.

Le arnie devono essere identificabili e collegate al codice aziendale rilasciato dall’autorità sanitaria.

Variazioni

Prima di sostituire:

  • fornitore;
  • attrezzatura;
  • modello;
  • laboratorio;
  • socio assegnatario;
  • azione;
  • localizzazione;
  • numero degli alveari interessati,

è necessario verificare se occorra un’autorizzazione o una comunicazione formale.

Una modifica effettuata autonomamente può determinare l’esclusione della spesa.

Cause di esclusione o revoca

Il contributo può essere perso in caso di:

  • domanda tardiva;
  • domanda non rilasciata;
  • fascicolo non valido;
  • BDN non aggiornata;
  • numero insufficiente di alveari;
  • doppia partecipazione;
  • acquisto anticipato;
  • spesa non prevista;
  • preventivi assenti;
  • documentazione sanitaria incompleta;
  • registri non aggiornati;
  • pagamento non tracciabile;
  • bene usato;
  • mera sostituzione;
  • fattura priva dei riferimenti richiesti;
  • mancata domanda di pagamento;
  • rinuncia non comunicata;
  • dichiarazioni false;
  • ostacolo ai controlli.

Suggerimenti operativi

Prima della domanda è consigliabile:

  1. aggiornare il fascicolo aziendale;
  2. controllare il censimento BDN;
  3. verificare il numero degli alveari;
  4. controllare la registrazione del nomadismo;
  5. verificare il registro dei trattamenti;
  6. scegliere l’azione corretta;
  7. verificare se partecipare singolarmente o tramite associazione;
  8. controllare il massimale;
  9. acquisire i preventivi;
  10. verificare il laboratorio;
  11. controllare la documentazione sanitaria dei fornitori di api;
  12. attivare l’utenza SIAN;
  13. predisporre gli allegati;
  14. non effettuare ordini anticipati;
  15. rilasciare la domanda entro il 30/10/2026.

Checklist pratica

  • Attività apistica in Sardegna.
  • Fascicolo aziendale aggiornato.
  • Fascicolo validato.
  • Partita IVA.
  • Iscrizione camerale verificata.
  • PEC attiva.
  • IBAN corretto.
  • Codice aziendale apistico.
  • Apiari registrati.
  • Censimento BDN completato.
  • Numero degli alveari verificato.
  • Movimentazioni registrate.
  • Nomadismo registrato, quando necessario.
  • Registro dei trattamenti aggiornato.
  • Locali conformi.
  • Laboratorio disponibile per B5.
  • Contratto di affitto o comodato valido.
  • Forma associata riconosciuta, quando richiedente.
  • Rappresentatività verificata.
  • Elenco dei soci aggiornato.
  • Doppie adesioni controllate.
  • Azione A, B o F correttamente scelta.
  • Aliquota 2026-2027 verificata.
  • Massimale verificato.
  • Criteri di graduatoria verificati.
  • Autovalutazione predisposta.
  • Tre preventivi disponibili.
  • Preventivi confrontabili.
  • Fornitori indipendenti.
  • Beni esclusivamente nuovi.
  • Nessuna mera sostituzione.
  • Spese di trasporto escluse.
  • Automezzi targati esclusi.
  • Computer e tablet esclusi, salvo diversa disposizione.
  • IVA correttamente trattata.
  • Nessun ordine anticipato.
  • Utenza SIAN attiva.
  • Campagna corretta selezionata.
  • Delega disponibile.
  • Relazione tecnica predisposta.
  • Modulistica 2026-2027 utilizzata.
  • Domanda rilasciata entro il 30/10/2026.
  • Ricevuta di rilascio conservata.
  • CUP comunicato ai fornitori.
  • Fatture dettagliate.
  • Pagamenti tracciabili.
  • Documentazione sanitaria conservata.
  • Domanda di pagamento programmata.
  • Beni identificati e mantenuti.
  • Disponibilità ai controlli.

Link ufficiali

Al 29/07/2026, la specifica scheda 2026-2027 non risulta ancora facilmente individuabile attraverso l’indicizzazione pubblica del portale. Gli aggiornamenti devono essere verificati nell’archivio ufficiale:

Regione Sardegna – Archivio dei bandi

La pagina ufficiale dell’annualità precedente, utile esclusivamente per comprendere struttura, azioni e procedura, è disponibile qui:

Regione Sardegna – Intervento settoriale Prodotti dell’apicoltura, annualità 2025-2026

Le domande devono essere gestite attraverso:

SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale

Le comunicazioni, gli aggiornamenti e le istruzioni dell’organismo pagatore sono pubblicati anche sul portale:

Sardegna Agricoltura – Finanziamenti ARGEA

È necessario utilizzare esclusivamente la modulistica e le istruzioni riferite alla campagna 2026-2027.

Scheda rapida

Nome di riferimento: Intervento settoriale Prodotti dell’apicoltura – Annualità finanziaria 2026-2027

Ente proponente: Regione Autonoma della Sardegna

Assessorato: Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale

Gestore e organismo pagatore: ARGEA Sardegna

Beneficiari: apicoltori e forme associate

Area geografica: intero territorio della Sardegna

Dotazione: 565.809 euro

Forma: contributo in conto capitale

Intensità: fino al 100%, variabile secondo azione e beneficiario

Azioni: formazione, assistenza, lotta alle malattie, prevenzione climatica, alimentazione di soccorso, ripopolamento, nomadismo, attrezzature e promozione

Apertura: 24/07/2026

Scadenza: 30/10/2026

Ora di scadenza: da verificare nel bando e sul SIAN

Procedura: valutativa a graduatoria

Presentazione: portale SIAN, procedura Domande Miele

Requisiti essenziali: fascicolo aziendale, BDN apistica, censimento degli alveari, PEC, registri sanitari e documentazione delle spese

Avvio delle spese: dopo il rilascio della domanda, salvo eventuali eccezioni espressamente previste

Preventivi: normalmente tre per beni e servizi

Valutazione: requisiti, spese, punteggi e risorse disponibili

Assistenza Atamai

La candidatura richiede una verifica coordinata della Banca dati apistica, del fascicolo aziendale, delle azioni finanziabili, dei preventivi, delle percentuali di aiuto e della documentazione sanitaria e contabile.

Atamai può affiancare gli apicoltori, le cooperative e le forme associate nella verifica preliminare, nell’individuazione dell’azione corretta, nella costruzione del piano di spesa e nell’organizzazione della documentazione necessaria per il SIAN.

Per valutare la partecipazione all’intervento Prodotti dell’apicoltura Sardegna 2026-2027, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.