RE-IMPRESA Lombardia: finanziamenti fino a 2 milioni e 100.000 euro a fondo perduto per il rilancio delle imprese in crisi
Regione Lombardia ha riaperto dall’8 ottobre 2026 la misura RE-IMPRESA, profondamente modificata rispetto alla versione originaria per rendere lo strumento accessibile a un numero maggiore di aziende che abbiano già affrontato formalmente un percorso di risanamento previsto dal Codice della crisi d’impresa.
La nuova versione permette di ottenere un finanziamento Finlombarda compreso tra 150.000 e 2 milioni di euro, assistito da una garanzia regionale, per realizzare un vero progetto di rilancio aziendale. Per le imprese che hanno concluso positivamente una Composizione negoziata della crisi è inoltre disponibile un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 100.000 euro, destinato però a specifici costi sostenuti nell’ambito della procedura. Lo sportello resta aperto, salvo esaurimento anticipato delle risorse, fino alle ore 14:00 del 30 settembre 2029.
Non basta che l’impresa sia “in difficoltà”
Il nome della misura potrebbe indurre a pensare che sia sufficiente dimostrare problemi di liquidità, perdite o tensione finanziaria.
Non è così.
L’azienda deve aver già affrontato uno dei percorsi formali previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Possono accedere le imprese che abbiano concluso positivamente una Composizione negoziata, oppure che abbiano in essere e rispettato per almeno 9 mesi dalla relativa omologa uno degli strumenti di ristrutturazione indicati dal bando.
Le fattispecie ammesse sono:
- Composizione negoziata conclusa positivamente;
- accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 57 CCII o del precedente articolo 182-bis della Legge fallimentare;
- concordato preventivo in continuità omologato;
- piano di ristrutturazione omologato ai sensi dell’articolo 64-bis CCII.
Quindi RE-IMPRESA non è lo strumento da proporre genericamente a un’impresa che “sta passando un brutto momento”.
Il target commerciale corretto è molto più preciso: aziende che hanno già affrontato formalmente la crisi, hanno definito un percorso di risanamento e ora devono finanziare la fase di rilancio.
Composizione negoziata: è la categoria più favorita
Le imprese che hanno concluso positivamente una Composizione negoziata si trovano nella posizione più favorevole.
Possono infatti richiedere contemporaneamente:
finanziamento assistito dalla garanzia regionale + contributo a fondo perduto.
Le imprese che invece rientrano attraverso un accordo di ristrutturazione, un concordato in continuità o un piano di ristrutturazione omologato possono richiedere soltanto il finanziamento assistito dalla garanzia, anche se in precedenza avevano utilizzato una composizione negoziata.
È una distinzione sostanziale che nella scheda sintetica Neskey non emerge.
Quando una Composizione negoziata è considerata conclusa positivamente
Il bando non considera sufficiente avere semplicemente avviato la procedura.
La Composizione negoziata deve essere terminata con uno degli esiti positivi dell’articolo 23, comma 1, del Codice della crisi.
Tra questi rientrano:
- un contratto con uno o più creditori idoneo, secondo la relazione dell’esperto, ad assicurare la continuità aziendale per almeno due anni;
- una convenzione di moratoria;
- un accordo sottoscritto dall’imprenditore, dai creditori e dall’esperto, nel quale quest’ultimo attesti la coerenza del piano di risanamento con la regolazione della crisi.
Il bando contempla inoltre il caso in cui il percorso comporti il trasferimento dell’azienda o di rami di azienda.
Questo rende RE-IMPRESA interessante anche in operazioni di turnaround nelle quali il risanamento passa attraverso cessione, acquisizione o riorganizzazione di una parte dell’attività.
Dal 2026 entrano anche le microimprese, ma non tutte
Una delle modifiche più importanti introdotte nell’agosto-settembre 2026 riguarda l’ampliamento dei beneficiari.
Ora possono partecipare:
- microimprese;
- piccole imprese;
- medie imprese;
- Mid Cap.
Devono però essere già operative e avere almeno due bilanci depositati, oppure due esercizi contabili chiusi quando non esiste l’obbligo di deposito. Devono inoltre possedere una sede legale oppure una sede operativa oggetto dell’intervento in Lombardia.
La sede lombarda interessata dal progetto deve essere mantenuta fino alla completa estinzione del finanziamento.
Alcune microimprese restano escluse
L’estensione alle microimprese non significa che tutte le realtà molto piccole possano accedere.
Restano escluse le microimprese che, secondo il Codice della crisi, possono utilizzare le procedure di sovraindebitamento.
Il bando richiama espressamente, tra gli altri:
- imprenditori minori;
- imprenditori agricoli;
- start-up innovative;
- alcune imprese commerciali sotto le soglie previste dal CCII;
- società tra professionisti;
- studi professionali associati;
- società semplici professionali;
- enti privati non commerciali.
È quindi necessario fare una verifica giuridica preliminare prima ancora di iniziare la costruzione del progetto.
Settori esclusi
Sono escluse in via generale le imprese appartenenti alla sezione A, quindi agricoltura, silvicoltura e pesca, salvo le imprese agromeccaniche iscritte nell’apposito albo regionale.
Sono inoltre esclusi, tra gli altri:
- magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti – H52;
- attività postali e corrieri – H53;
- attività finanziarie e assicurative;
- attività immobiliari;
- amministrazione pubblica;
- alcune altre attività di servizi;
- gioco d’azzardo;
- pornografia.
Le attività di trasporto H49, H50 e H51, precedentemente escluse, erano invece state ammesse con l’ampliamento della misura del 2025.
20,1 milioni: ma non sono tutti fondo perduto
Anche lo stanziamento di 20,1 milioni di euro va letto correttamente.
La dotazione è composta da tre elementi distinti:
| Componente | Dotazione |
|---|---|
| Risorse Finlombarda per i finanziamenti | €11.500.000 |
| Garanzia regionale – massimo escutibile | €8.000.000 |
| Fondo perduto | €600.000 |
| Totale | €20.100.000 |
Quindi soltanto 600.000 euro dell’intera dotazione sono riservati ai contributi a fondo perduto.
Gli 11,5 milioni sono capitale destinato ai prestiti Finlombarda, mentre gli 8 milioni rappresentano la disponibilità regionale a copertura della garanzia.
Questo è importante anche commercialmente: il contributo da 100.000 euro è potenzialmente molto interessante, ma il plafond complessivo dedicato a quella componente è decisamente limitato.
Il finanziamento va da 150.000 a 2 milioni di euro
La modifica 2026 ha abbassato il finanziamento minimo da 400.000 a 150.000 euro, rendendo RE-IMPRESA utilizzabile anche da aziende di dimensione più contenuta.
Le condizioni principali sono:
| Elemento | Condizione |
|---|---|
| Finanziamento minimo | €150.000 |
| Finanziamento massimo | €2.000.000 |
| Durata | 24-72 mesi |
| Prima tranche | fino all’80% |
| Garanzia regionale | 70% delle perdite |
| Progetto minimo | €200.000 |
| Durata progetto | max 36 mesi, + eventuali 3 mesi |
Un progetto da 200.000 euro può quindi, ad esempio, essere finanziato con un prestito da 150.000 euro e una quota di risorse proprie o di altra provenienza per la parte restante.
Per progetti superiori a 2 milioni è possibile presentare comunque l’investimento, ma Finlombarda non potrà finanziare più di 2 milioni di euro.
Il finanziamento NON è a tasso agevolato
Questa è la correzione più importante alla definizione contenuta nella scheda Neskey.
Il testo ufficiale afferma espressamente che il finanziamento è concesso “a condizioni di mercato”.
Quindi non esiste un tasso zero né un tasso agevolato predeterminato da Regione Lombardia.
Finlombarda valuta l’impresa e stabilisce caso per caso:
- importo;
- durata;
- condizioni economiche;
- modalità di erogazione;
- eventuali garanzie aggiuntive.
Il vero vantaggio pubblico sul finanziamento è la garanzia regionale, non un abbattimento del tasso.
Presenterei quindi la misura come:
finanziamento Finlombarda a condizioni di mercato assistito da garanzia regionale, non semplicemente come “finanziamento agevolato”.
Garanzia regionale sul 70%
La garanzia di Regione Lombardia copre il 70% delle perdite relative al finanziamento. È diretta, esplicita, incondizionata e irrevocabile e viene rilasciata a favore di Finlombarda nell’interesse dell’impresa beneficiaria.
Il fatto che esista una garanzia pubblica non significa però che l’impresa non risponda del debito.
In caso di inadempimento e successiva escussione, Regione Lombardia esercita infatti la propria rivalsa nei confronti dell’impresa per l’importo pagato a Finlombarda.
La garanzia serve quindi soprattutto a rendere finanziabile un’operazione che, proprio per il recente percorso di crisi, potrebbe risultare difficile da sostenere con credito ordinario.
Finlombarda può chiedere comunque altre garanzie
Il 70% pubblico non rende automaticamente l’operazione priva di altre garanzie.
Dopo l’istruttoria sul rischio Finlombarda può richiedere garanzie:
- reali;
- personali;
sulla parte del finanziamento non coperta dalla garanzia regionale.
Gli eventuali costi restano a carico dell’impresa.
Può inoltre chiedere che l’azienda apporti mezzi propri o risorse di terzi, riducendo proporzionalmente il finanziamento concesso.
Questo conferma che non si tratta di un contributo automatico: c’è una vera istruttoria creditizia.
Macchinari, impianti, attrezzature, hardware e arredi
Il finanziamento può coprire investimenti materiali direttamente funzionali al rilancio:
- macchinari;
- impianti produttivi;
- attrezzature;
- hardware;
- arredi.
Gli investimenti materiali devono essere realizzati presso le sedi operative lombarde interessate dal progetto.
Per un’impresa industriale in ristrutturazione, quindi, il finanziamento può accompagnare un vero rinnovamento del processo produttivo.
Software, cloud e SaaS
Sono ammissibili:
- software;
- licenze software;
- servizi cloud;
- servizi SaaS.
I servizi cloud e SaaS possono essere finanziati per un periodo massimo di 12 mesi e sono ammessi soltanto nell’ambito del regime de minimis.
Questo rende la misura utilizzabile anche per un rilancio basato su digitalizzazione, nuovo ERP, gestione produttiva, piattaforme software e trasformazione dei processi aziendali.
Marchi, brevetti e licenze di produzione
Rientrano espressamente anche:
- acquisto di marchi;
- brevetti;
- licenze di produzione.
Una ristrutturazione può quindi comprendere anche l’acquisizione di asset immateriali necessari a cambiare prodotto, entrare in un nuovo mercato o acquisire una tecnologia.
Opere murarie: massimo 20% degli investimenti principali
Sono ammesse opere murarie e impiantistiche quando siano direttamente collegate all’installazione di macchinari, impianti, attrezzature, hardware o arredi.
La spesa è limitata al 20% del valore della categoria principale di investimento alla quale è collegata.
Non è quindi uno strumento destinato alla semplice ristrutturazione immobiliare della sede.
Consulenza fino al 30%
I servizi di consulenza esterna direttamente collegati al progetto di rilancio possono essere finanziati fino al 30% del valore complessivo delle spese per beni materiali, software, proprietà industriale e opere correlate.
Nel regime GBER le consulenze devono essere straordinarie e collegate al progetto; non possono coincidere con normali servizi continuativi come consulenza fiscale, attività legale ordinaria o pubblicità ricorrente.
Capitale circolante fino al 50% del finanziamento
Questa è probabilmente una delle modifiche 2026 più interessanti.
Il fabbisogno di capitale circolante può arrivare fino al 50% del finanziamento complessivo concesso.
Quindi, con un finanziamento di 1 milione di euro, fino a 500.000 euro possono essere destinati al capitale circolante, se l’operazione viene inquadrata nel regime de minimis.
Per un’azienda appena uscita da una procedura di crisi può essere un elemento addirittura più importante dei macchinari: significa poter sostenere il riavvio della produzione, acquisti, magazzino e fabbisogni finanziari del ciclo operativo.
Il progetto deve valere almeno 200.000 euro
Il finanziamento parte da 150.000 euro, ma il Progetto di Investimento deve avere un valore minimo di 200.000 euro.
La scheda sintetica Neskey non evidenzia questa soglia.
È una distinzione importante: un’azienda che abbia bisogno semplicemente di 150.000 euro di liquidità senza un progetto complessivo di almeno 200.000 euro non rientra automaticamente nello strumento.
Il fondo perduto da 100.000 euro non finanzia i macchinari
Altro punto fondamentale.
Il contributo a fondo perduto fino a 100.000 euro non è un rimborso del 50% di macchinari e investimenti produttivi.
Può finanziare esclusivamente, per le aziende che abbiano concluso positivamente la Composizione negoziata:
- servizi di consulenza esterna propedeutici all’avvio della Composizione negoziata;
- consulenze inerenti allo svolgimento della procedura;
- advisor incaricati dello studio di fattibilità;
- predisposizione del business plan;
- compenso dell’esperto nominato nell’ambito della Composizione negoziata.
È quindi, di fatto, un recupero di una parte importante dei costi professionali sostenuti per risanare l’impresa.
Le consulenze della Composizione possono essere anche già state pagate
Il bando è particolarmente favorevole sulla decorrenza di queste spese.
Le spese utilizzate per il contributo possono essere state sostenute anche prima del 13 novembre 2023, mentre le normali spese di investimento seguono regole temporali differenti in base al regime di aiuto utilizzato.
Questo rende la misura molto interessante anche per un’impresa che abbia completato la Composizione negoziata da tempo e abbia già sostenuto costi rilevanti per advisor ed esperto.
Il 50% non è la regola generale del fondo perduto
La scheda Neskey indica “intensità 50%”.
La regola ufficiale è più articolata.
Per PMI e Mid Cap il contributo viene normalmente concesso in regime de minimis, nel rispetto del relativo plafond.
Per le sole PMI può essere utilizzato d’ufficio, in alternativa, l’articolo 18 GBER; soltanto in questo caso l’intensità massima è pari al 50% delle spese di consulenza ammissibili.
Quindi una formulazione più corretta sarebbe:
fondo perduto fino a 100.000 euro per i costi della Composizione negoziata; ordinariamente de minimis, oppure fino al 50% delle spese nel caso di applicazione del GBER articolo 18.
Attenzione al de minimis anche sulla garanzia
Non è soltanto il contributo a poter assorbire plafond de minimis.
Anche la garanzia regionale genera un Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL che costituisce aiuto.
Per le PMI la garanzia può essere inquadrata, a scelta, in de minimis oppure in GBER; per le Mid Cap viene utilizzato il de minimis.
C’è però una possibilità interessante: l’impresa può chiedere che la componente di aiuto della garanzia venga pagata in tutto o in parte alla Regione, riducendo così l’assorbimento del proprio plafond de minimis.
Per aziende che hanno già utilizzato molti aiuti negli ultimi tre anni questo calcolo dovrebbe essere fatto prima di presentare la domanda.
Business plan: servono almeno 60 punti
La procedura è a sportello, ma non è automatica.
Il Business Plan viene valutato su tre macrocriteri:
| Criterio | Punti |
|---|---|
| Crescita e sviluppo attesi | 40 |
| Qualità del progetto di investimento e coerenza con il rilancio | 35 |
| Impatto ambientale, sociale e territoriale | 25 |
| Totale | 100 |
Il Rating di legalità attribuisce ulteriori 5 punti di premialità.
Per passare alla successiva istruttoria economico-finanziaria occorrono almeno 60 punti complessivi.
Quindi, pur essendo uno sportello, un business plan debole può essere respinto anche quando ci sono ancora risorse.
Il rilancio deve essere credibile, non semplicemente dichiarato
I primi due criteri valgono insieme 75 punti su 100.
È evidente quindi la logica della misura: Regione Lombardia e Finlombarda vogliono capire se il denaro richiesto può realmente riportare l’azienda verso una situazione sostenibile.
Bisogna dimostrare:
- cosa cambia rispetto alla situazione che ha prodotto la crisi;
- quali investimenti verranno effettuati;
- quali mercati verranno sviluppati;
- quali prodotti o servizi verranno modificati;
- quali effetti sono attesi su fatturato e marginalità;
- in quali tempi;
- con quali risorse;
- come verrà rimborsato il finanziamento.
Un semplice elenco di macchinari non è sufficiente.
Dopo i 60 punti arriva la vera istruttoria creditizia
Superata la valutazione tecnica, Finlombarda analizza:
- economicità del Business Plan;
- sostenibilità finanziaria;
- merito creditizio;
- quadro cauzionale.
Può inoltre richiedere due diligence tecniche, finanziarie, contabili o legali, i cui costi rimangono a carico dell’impresa.
Ed è qui che emerge una caratteristica importante di RE-IMPRESA: l’azienda arriva da una situazione di crisi, ma deve comunque essere in grado di dimostrare che il risanamento ha creato le condizioni perché il nuovo finanziamento possa essere rimborsato.
Procedura cronologica: non è una graduatoria
Le domande vengono valutate seguendo l’ordine cronologico di presentazione.
Quelle che superano:
- istruttoria formale;
- istruttoria tecnica;
- istruttoria economico-finanziaria;
vengono ammesse fino alla disponibilità delle risorse.
L’istruttoria può durare fino a 120 giorni, al netto delle eventuali sospensioni per integrazioni.
Quindi in questo caso essere pronti prima può effettivamente avere valore, soprattutto considerando che il fondo perduto ha una dotazione di soli 600.000 euro.
Prima tranche del finanziamento fino all’80%
Dopo la concessione e la stipula del contratto, Finlombarda può erogare una prima tranche fino all’80% del finanziamento totale.
L’erogazione avviene entro 45 giorni dalla sottoscrizione del contratto, salvo sospensioni dovute alle verifiche previste.
Il saldo viene invece versato dopo la verifica della rendicontazione.
Con un finanziamento deliberato da 1 milione di euro la prima erogazione può quindi arrivare fino a 800.000 euro.
Il contributo viene invece erogato in un’unica soluzione
Quando spettante, il contributo a fondo perduto viene versato da Finlombarda in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto di finanziamento, dopo le verifiche previste.
La rendicontazione delle relative spese di consulenza viene infatti presentata già insieme alla domanda.
Questo può essere molto utile per un’impresa che abbia sostenuto costi elevati per la Composizione negoziata e debba ricostituire rapidamente liquidità.
Fino a 36 mesi per realizzare il progetto
Gli investimenti devono essere completati e rendicontati entro 36 mesi dalla sottoscrizione del contratto di finanziamento, con possibilità di richiedere una proroga massima complessiva di tre mesi.
Se il finanziamento ha durata inferiore a 36 mesi, la rendicontazione deve essere completata entro la sua scadenza.
Una sola domanda per impresa
Ogni impresa può presentare una sola domanda, salvo il caso in cui una precedente richiesta sia stata respinta già nella fase di istruttoria formale.
Questo suggerisce di non utilizzare lo sportello per una candidatura esplorativa o incompleta: una pratica seria deve partire da una ricostruzione molto accurata del percorso di crisi, del progetto e della sostenibilità finanziaria.
La misura è aperta davvero fino al 2029, ma può chiudere prima
Lo sportello aggiornato è aperto dalle ore 10:00 dell’8 ottobre 2026 e la chiusura programmata è alle ore 14:00 del 30 settembre 2029.
Il bando precisa però che può essere chiuso anticipatamente per esaurimento della dotazione.
Quindi questa volta la data lunga indicata da Neskey è reale, ma non rappresenta una garanzia che il plafond rimanga disponibile per tre anni.
Un esempio concreto
Immaginiamo una PMI lombarda che abbia concluso positivamente una Composizione negoziata.
Durante la crisi ha speso:
- 65.000 euro per advisor e predisposizione del piano;
- 25.000 euro per l’esperto;
- 10.000 euro per altre consulenze ammissibili.
Totale: 100.000 euro.
Ora deve realizzare un piano da 800.000 euro composto da:
- nuovi impianti produttivi;
- software;
- consulenze per il rilancio;
- capitale circolante.
Può richiedere a Finlombarda un finanziamento nell’intervallo previsto, assistito dalla garanzia regionale sul 70% delle perdite, e contemporaneamente richiedere il contributo fino a 100.000 euro per i costi della Composizione negoziata, se dispone della necessaria capienza di aiuto e la documentazione risulta ammissibile.
È proprio questo il tipo di operazione per cui RE-IMPRESA può diventare molto potente.
Perché è commercialmente interessante
Questa non è una misura da utilizzare in una campagna indistinta verso tutte le PMI lombarde.
Ma il target è molto identificabile.
Cercherei:
- aziende che hanno concluso una Composizione negoziata;
- aziende con accordi di ristrutturazione omologati;
- imprese in concordato preventivo in continuità;
- imprese con piano di ristrutturazione omologato;
- advisor, commercialisti e studi legali che seguono turnaround e crisi d’impresa;
- investitori che stanno rilevando aziende o rami d’azienda nell’ambito di operazioni di risanamento.
In questi casi il valore potenziale dell’operazione è elevato, perché non parliamo di un voucher da poche migliaia di euro, ma di finanziamenti fino a 2 milioni di euro e, nel caso della Composizione negoziata, del recupero fino a 100.000 euro di costi professionali.
Come correggere la scheda Neskey
La descrizione:
“Finanziamento agevolato + fondo perduto, intensità 50%, massimo 100.000 euro”
andrebbe riscritta così:
Finanziamento Finlombarda a condizioni di mercato da 150.000 a 2 milioni di euro, durata 24-72 mesi, assistito da garanzia regionale sul 70% delle perdite. Progetto minimo 200.000 euro.
Solo per le imprese che hanno concluso positivamente una Composizione negoziata: contributo a fondo perduto fino a 100.000 euro per consulenze e compenso dell’esperto della procedura. Il contributo è normalmente in de minimis; il limite del 50% si applica in caso di inquadramento GBER articolo 18.
Capitale circolante finanziabile fino al 50% del prestito in de minimis.
Procedura valutativa a sportello con almeno 60/100 punti e successiva verifica del merito creditizio.
Apertura: 8 ottobre 2026.
Termine previsto: 30 settembre 2029, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Fonti
Regione Lombardia – pagina ufficiale RE-IMPRESA, codice RLO12023036183, aggiornata alla riapertura dell’8 ottobre 2026.
Regione Lombardia – Avviso della misura RE-IMPRESA, testo aggiornato a settembre 2026, allegato al DDS n. 11933 del 14 settembre 2026.
Regione Lombardia – comunicazione del 14 settembre 2026 sulle modifiche approvate con DGR XII/6676/2026: ingresso di ulteriori microimprese, riduzione del finanziamento minimo a 150.000 euro, aumento del contributo a 100.000 euro e capitale circolante fino al 50%.
La tua impresa ha concluso un percorso di ristrutturazione e ora deve finanziare il rilancio?
Atamai può effettuare una verifica preliminare della posizione per capire se il percorso seguito rientra realmente tra quelli ammessi da RE-IMPRESA e se esistono le condizioni per accedere al finanziamento e, nel caso di Composizione negoziata conclusa positivamente, anche al fondo perduto fino a 100.000 euro.
Possiamo lavorare sul Business Plan di rilancio, sulla struttura del progetto da almeno 200.000 euro, sul mix tra investimenti e capitale circolante, sulla previsione dei flussi finanziari e sulla verifica del de minimis e dell’ESL della garanzia, con l’obiettivo di superare sia la soglia tecnica dei 60 punti sia la successiva istruttoria economico-finanziaria di Finlombarda.
In questo caso la verifica preliminare è particolarmente importante: prima ancora della pratica occorre capire se strumento di crisi utilizzato, bilanci, sostenibilità finanziaria e nuovo piano industriale sono coerenti con i requisiti della misura.
Email: Info@atamai.it