Romagna: contributi fino a 3.000 euro per installare sistemi di sicurezza antirapina

Romagna: contributi fino a 3.000 euro per installare sistemi di sicurezza antirapina

La Camera di Commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini sostiene le micro, piccole e medie imprese dei settori più esposti a episodi di microcriminalità.

Il Bando per la concessione di contributi per l’installazione di sistemi di sicurezza antirapina – anno 2026 mette a disposizione 50.000 euro per finanziare l’acquisto e l’installazione di impianti antirapina e videosorveglianza.

Il contributo è a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 3.000 euro per impresa.

Di cosa si tratta

Il bando nasce per aiutare le imprese più esposte a furti, rapine e atti vandalici a migliorare il livello di sicurezza dei propri locali.

La misura finanzia interventi concreti, come sistemi di video-allarme antirapina e impianti di videosorveglianza a circuito chiuso.

L’obiettivo è duplice: da un lato tutelare gli operatori economici, dall’altro rafforzare la sicurezza percepita nei luoghi aperti al pubblico.

Il bando non finanzia genericamente qualsiasi sistema tecnologico, ma interventi specifici collegati alla prevenzione di rapine, furti e vandalismi.

A chi è destinato

Il bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale operativa nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio della Romagna.

L’area interessata comprende le province di:

  • Forlì-Cesena;
  • Rimini.

Le imprese devono essere attive, iscritte al Registro Imprese e in regola con il pagamento del diritto annuale camerale fino al 2025 compreso.

È inoltre richiesta la regolarità contributiva, previdenziale, assistenziale e assicurativa, comprovata dal DURC.

Settori ammessi

Il bando è destinato a imprese che esercitano attività in posto fisso e aperto al pubblico.

I codici ATECO 2025 ammessi come attività principale o prevalente sono:

  • 47.26 – commercio al dettaglio di prodotti del tabacco, tabaccherie;
  • 47.30 – commercio al dettaglio di carburante per autotrazione, stazioni di servizio;
  • 47.77 – commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria;
  • 56.3 – attività di somministrazione di bevande, bar e pub.

La scelta di questi settori è legata alla maggiore esposizione a episodi di microcriminalità, rapine, furti e atti vandalici.

Agevolazione prevista

Il contributo è concesso a fondo perduto.

Contributo: 50% delle spese ammissibili
Massimale: 3.000 euro per impresa
Investimento minimo: 1.000 euro di spese ammissibili
Dotazione: 50.000 euro
Regime: de minimis
Procedura: valutativa a sportello

Il contributo non è cumulabile con altri interventi agevolativi ottenuti per le stesse iniziative e per le stesse spese.

Apertura e scadenza

Le domande devono essere inviate esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma ReStart di InfoCamere.

Apertura: 2 settembre 2026, ore 10:00
Scadenza: 10 novembre 2026, ore 13:00
Modalità: ReStart, con firma digitale
Procedura: valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione

Il bando può chiudere anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse disponibili.

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese, al netto di IVA e altre imposte e tasse, relative all’acquisto e installazione di:

  • sistemi di video-allarme antirapina;
  • sistemi in grado di interagire direttamente con le sale e centrali operative della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri o degli Istituti di Vigilanza;
  • sistemi conformi al disciplinare tecnico previsto dal Protocollo d’intesa tra Ministero dell’Interno e associazioni imprenditoriali;
  • sistemi di videosorveglianza antirapina a circuito chiuso.

Gli interventi devono essere realizzati nella sede legale o in una unità locale in cui si esercita l’attività d’impresa, localizzata nelle province di Forlì-Cesena o Rimini.

Interventi già realizzati o da realizzare

Il bando ammette anche interventi già realizzati, purché non prima del 1° marzo 2026.

Fa fede la data del primo documento di spesa.

Sono inoltre ammissibili interventi da realizzare, purché conclusi entro 120 giorni dalla data del provvedimento di approvazione della graduatoria delle imprese ammesse.

Questo è un punto importante: le imprese che hanno già installato un sistema dopo il 1° marzo 2026 possono verificare se la spesa rientra nel bando.

Preventivi e fatture

Le spese devono essere documentate attraverso preventivi, fatture o documenti fiscalmente equivalenti da allegare alla domanda.

I preventivi non possono essere antecedenti al 1° gennaio 2026.

Devono inoltre essere:

  • redatti in euro;
  • in lingua italiana, oppure accompagnati da traduzione sintetica;
  • intestati all’impresa richiedente;
  • chiari nelle singole voci di costo;
  • predisposti su carta intestata;
  • datati e sottoscritti da fornitori abilitati.

Non sono ammessi auto-preventivi.

Spese escluse

Non sono ammissibili:

  • ampliamenti o adeguamenti di impianti preesistenti, salvo quelli finalizzati all’attivazione dei collegamenti con le Forze dell’Ordine;
  • canoni di manutenzione;
  • abbonamenti a servizi di vigilanza;
  • noleggio di impianti o attrezzature;
  • leasing o altre forme diverse dall’acquisto;
  • interventi documentati da sole fatture di saldo riferite ad acconti versati prima del 1° marzo 2026;
  • spese fatturate da imprese collegate o controllate;
  • spese fatturate da soci, amministratori, sindaci o dipendenti dell’impresa richiedente.

Il bando finanzia quindi l’acquisto e l’installazione dell’impianto, non i servizi continuativi di vigilanza o manutenzione.

Attenzione al CUP in fattura

A ogni progetto finanziato con risorse pubbliche viene assegnato un Codice Unico di Progetto, cioè il CUP.

Il CUP verrà comunicato all’impresa beneficiaria dopo la concessione del contributo.

Per dimostrare la correlazione tra spesa e progetto finanziato, i documenti di spesa dovranno riportare correttamente il CUP.

Questo aspetto va gestito con attenzione, soprattutto se alcune fatture sono emesse dopo la concessione.

Una sola domanda per impresa

Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo.

La domanda deve riferirsi a una sola localizzazione: sede legale o unità locale operativa nel territorio di Forlì-Cesena o Rimini.

Se vengono presentate più domande, viene considerata solo la prima domanda formalmente completa in ordine cronologico.

Perché il bando è utile

Per molte attività aperte al pubblico, la sicurezza non è solo un tema tecnico.

È un tema di continuità operativa, tutela del personale, protezione dei beni, rapporto con i clienti e prevenzione del rischio.

Tabaccherie, stazioni di servizio, gioiellerie, bar e pub possono essere particolarmente esposti a episodi di furto, vandalismo o rapina.

Un sistema di sicurezza ben progettato può aiutare a:

  • prevenire episodi criminosi;
  • documentare eventi;
  • migliorare il collegamento con vigilanza o Forze dell’Ordine;
  • aumentare la sicurezza percepita;
  • tutelare personale e clienti;
  • ridurre vulnerabilità dei locali.

Il contributo camerale può alleggerire il costo di un investimento spesso necessario.

Come costruire una domanda corretta

Una domanda efficace dovrebbe descrivere in modo chiaro:

  • attività svolta dall’impresa;
  • codice ATECO ammesso;
  • localizzazione dell’intervento;
  • rischio o esigenza di sicurezza;
  • sistema da installare;
  • collegamento con finalità antirapina;
  • preventivo o fattura;
  • conformità del sistema;
  • tempi di realizzazione;
  • spesa complessiva.

È importante evitare descrizioni generiche come “impianto di sicurezza” senza chiarire le caratteristiche tecniche e l’attinenza con il bando.

Esempio pratico

Una tabaccheria con sede in provincia di Rimini intende installare un sistema di video-allarme antirapina collegato a un istituto di vigilanza.

Il preventivo complessivo è pari a 5.000 euro più IVA.

Se la spesa è ammissibile e il progetto rispetta i requisiti, l’impresa può richiedere un contributo pari al 50%, quindi 2.500 euro.

Se invece la spesa ammissibile fosse di 8.000 euro, il contributo teorico al 50% sarebbe 4.000 euro, ma il bando prevede un massimo di 3.000 euro per impresa.

Documenti da preparare

Per una candidatura ordinata conviene predisporre:

  • visura camerale aggiornata;
  • verifica del codice ATECO prevalente;
  • verifica della sede o unità locale;
  • controllo del diritto annuale camerale;
  • DURC;
  • preventivi o fatture;
  • descrizione tecnica dell’intervento;
  • modulo di domanda;
  • firma digitale;
  • marca da bollo o prova di assolvimento;
  • modello di riepilogo generato da ReStart;
  • eventuale documentazione dell’intermediario.

La pratica deve essere trasmessa con un unico invio telematico.

Errori da evitare

Alcuni errori possono compromettere la domanda:

  • attività con codice ATECO non ammesso;
  • impresa non localizzata nelle province di Forlì-Cesena o Rimini;
  • preventivi anteriori al 1° gennaio 2026;
  • spese sostenute prima del 1° marzo 2026;
  • impianti non coerenti con la finalità antirapina;
  • domanda inviata fuori finestra;
  • assenza di firma digitale;
  • documenti caricati in modo incompleto;
  • richiesta per più localizzazioni;
  • confusione tra acquisto impianto e servizi di vigilanza;
  • mancato rispetto del CUP nei documenti di spesa.

La misura è semplice, ma richiede attenzione formale e documentale.

Scheda rapida

Bando: Installazione sistemi di sicurezza antirapina – anno 2026
Ente: Camera di Commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini
Area: province di Forlì-Cesena e Rimini
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese dei settori ammessi
Settori: tabaccherie, stazioni di servizio, gioiellerie, bar e pub
Finalità: prevenzione di rapine, furti e atti vandalici
Apertura: 2 settembre 2026, ore 10:00
Scadenza: 10 novembre 2026, ore 13:00
Presentazione: piattaforma ReStart di InfoCamere
Procedura: valutativa a sportello, ordine cronologico
Contributo: fondo perduto pari al 50%
Massimale: 3.000 euro per impresa
Spesa minima: 1.000 euro
Dotazione: 50.000 euro
Regime: de minimis
Spese ammissibili: video-allarme antirapina e videosorveglianza antirapina a circuito chiuso
Data minima spese: dal 1° marzo 2026
Conclusione interventi: entro 120 giorni dall’approvazione della graduatoria

Come può aiutare Atamai

Atamai può supportare le imprese nella verifica del bando e nella preparazione della domanda.

In particolare, possiamo aiutare a:

  • verificare codice ATECO e requisiti;
  • controllare sede o unità locale;
  • valutare preventivi e spese ammissibili;
  • distinguere impianti agevolabili da spese escluse;
  • predisporre descrizione dell’intervento;
  • organizzare documenti per ReStart;
  • verificare attenzione a CUP, fatture e rendicontazione;
  • ridurre il rischio di errori formali.

Per una prima verifica è possibile scrivere a info@atamai.it.

Titoli alternativi

  1. Romagna: contributi fino a 3.000 euro per sistemi antirapina
  2. Sicurezza imprese: bando per tabaccherie, bar, gioiellerie e distributori
  3. Forlì-Cesena e Rimini: fondo perduto al 50% per videosorveglianza antirapina
  4. Camera della Romagna: 50.000 euro per impianti di sicurezza
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