Sardegna: contributi fino all’85% per il passaggio generazionale delle imprese artigiane
La Regione Autonoma della Sardegna sostiene il ricambio generazionale nelle imprese artigiane attraverso una misura destinata a preservare attività, competenze professionali e mestieri che rischierebbero di scomparire con l’uscita del precedente titolare.
L’intervento permette di finanziare sia passaggi generazionali già avviati sia progetti ancora da completare, accompagnando il nuovo imprenditore nella fase di subentro e negli investimenti necessari per proseguire l’attività.
Il nome ufficiale della misura è:
“Contributi alle imprese artigiane coinvolte nel passaggio generazionale”
Le direttive definitive sono state approvate dalla Regione Sardegna con la Deliberazione della Giunta regionale n. 32/72 del 24/06/2026, pubblicata il 30/06/2026. Per l’annualità 2026 è prevista una dotazione complessiva di 2.000.000 di euro.
Il contributo ordinario dovrebbe coprire l’80% delle spese ammissibili, con un’intensità elevabile all’85% per le imprese giovanili e per quelle con sede operativa in un piccolo Comune della Sardegna.
È inoltre prevista una premialità per le imprese femminili, che può aumentare il limite massimo dell’investimento agevolabile.
Finalità del bando
La misura nasce per evitare che la cessazione dell’attività di un artigiano determini anche la perdita definitiva:
- delle conoscenze tecniche maturate nel tempo;
- delle lavorazioni tradizionali;
- del rapporto con clienti e fornitori;
- delle attrezzature e dell’organizzazione produttiva;
- dei posti di lavoro;
- dei servizi offerti alla comunità;
- del patrimonio culturale collegato ai mestieri artigiani.
Il passaggio generazionale non viene considerato come una semplice modifica formale della titolarità dell’impresa.
Il progetto deve dimostrare che il nuovo imprenditore intende proseguire concretamente l’attività originaria, acquisendo la responsabilità aziendale e realizzando un programma credibile di continuità, ammodernamento e sviluppo.
Rispetto alle precedenti annualità, la misura 2026 introduce la possibilità di accompagnare il processo di subentro fin dalle sue fasi iniziali. La Regione intende quindi sostenere non soltanto i passaggi già conclusi, ma anche quelli programmati e ancora in corso.
A chi è destinato il bando
La misura è rivolta alle imprese artigiane coinvolte in un effettivo progetto di passaggio generazionale.
In base ai criteri approvati per il 2026, possono essere prese in considerazione diverse modalità di subentro.
Nuova impresa già costituita
Può accedere una nuova impresa costituita a seguito del passaggio generazionale, purché prosegua l’attività svolta dall’impresa artigiana originaria.
La costituzione deve essere avvenuta entro il periodo indicato dalle direttive e dall’avviso operativo.
La nuova impresa deve risultare iscritta o iscriversi all’Albo delle imprese artigiane e deve mantenere una continuità sostanziale con l’attività precedente.
La continuità può riguardare, per esempio:
- il settore di attività;
- le lavorazioni;
- i prodotti;
- la sede;
- le attrezzature;
- il personale;
- il marchio;
- la clientela;
- i rapporti commerciali;
- le competenze del precedente titolare.
Nuova impresa da costituire
La misura può sostenere anche un progetto nel quale la nuova impresa debba essere costituita dopo la presentazione o dopo l’ammissione al contributo.
L’avviso operativo dovrà precisare:
- entro quando costituire l’impresa;
- entro quando effettuare l’iscrizione al Registro delle imprese;
- entro quando ottenere la qualifica artigiana;
- quali documenti presentare;
- quali conseguenze sono previste in caso di mancata costituzione.
Il progetto dovrà comunque essere sufficientemente definito già al momento della candidatura.
Impresa esistente con modifica societaria
Il passaggio generazionale può avvenire anche all’interno di un’impresa già costituita.
In questo caso può essere prevista una modifica della compagine societaria con l’ingresso del nuovo imprenditore o con l’attribuzione al soggetto subentrante di un ruolo effettivo nella gestione.
Non dovrebbe essere sufficiente una partecipazione puramente simbolica.
Il nuovo soggetto dovrà assumere una posizione che gli consenta di incidere realmente sulle decisioni aziendali, ad esempio come:
- titolare;
- socio amministratore;
- amministratore unico;
- socio con partecipazione rilevante;
- soggetto dotato dei poteri gestionali previsti dall’avviso.
Chi può subentrare
Il passaggio può avvenire a favore di soggetti che possiedono uno specifico legame con l’impresa originaria o un’esperienza adeguata nel settore.
Tra i soggetti ammessi rientrano normalmente:
- parenti dell’imprenditore titolare o del socio amministratore;
- affini entro il terzo grado;
- coniuge;
- dipendenti che abbiano lavorato nell’impresa per almeno tre anni;
- giovani imprenditori con meno di 35 anni;
- giovani con almeno due anni di esperienza nel settore dell’impresa originaria.
Il nuovo avviso dovrà indicare come calcolare l’età e come documentare l’esperienza professionale.
Documenti utili per dimostrare il rapporto familiare
Potrebbero essere richiesti:
- certificato di stato di famiglia;
- dichiarazione sostitutiva;
- certificazioni anagrafiche;
- documenti relativi al rapporto di parentela o affinità;
- atto di matrimonio o unione civile, quando rilevante.
Documenti utili per dimostrare l’esperienza del dipendente
Possono essere utilizzati:
- contratto di lavoro;
- comunicazioni obbligatorie;
- estratto contributivo;
- buste paga;
- certificazione del datore di lavoro;
- storico delle posizioni previdenziali;
- altra documentazione ufficiale.
Documenti utili per il giovane imprenditore
Il giovane che non appartiene alla famiglia e non è un dipendente storico potrebbe dover dimostrare almeno due anni di esperienza mediante:
- contratti di lavoro;
- attività autonoma;
- partecipazione in imprese del settore;
- iscrizioni professionali;
- curriculum;
- attestazioni dei precedenti datori di lavoro;
- documentazione previdenziale o fiscale.
Requisiti dell’impresa
L’impresa beneficiaria dovrà rispettare i requisiti indicati dall’avviso.
È prevedibile che vengano richiesti almeno:
- sede legale o operativa in Sardegna;
- iscrizione al Registro delle imprese;
- iscrizione o annotazione all’Albo delle imprese artigiane;
- attività effettivamente esercitata;
- regolarità contributiva;
- regolarità rispetto al diritto annuale camerale;
- assenza di procedure di liquidazione o cessazione;
- assenza di cause che impediscano di ricevere contributi pubblici;
- rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro;
- rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato;
- disponibilità di una PEC valida;
- possesso della firma digitale;
- regolarità rispetto agli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali, quando applicabili.
L’impresa deve mantenere i requisiti non soltanto al momento della domanda, ma anche durante la realizzazione del progetto e fino alla liquidazione del contributo.
Area geografica di riferimento
Il bando riguarda l’intero territorio della Regione Sardegna.
La sede nella quale viene esercitata l’attività e realizzato il progetto deve essere localizzata nell’isola.
La localizzazione in un piccolo Comune può consentire l’aumento del contributo dall’80% all’85%.
La definizione di piccolo Comune dovrà essere verificata nell’avviso. La Regione potrebbe fare riferimento ai Comuni con popolazione inferiore a una determinata soglia, utilizzando i dati ufficiali relativi all’anno indicato.
Prima della domanda sarà quindi necessario controllare:
- Comune della sede operativa;
- popolazione ufficiale di riferimento;
- eventuale elenco allegato;
- data dalla quale la sede risulta attiva;
- corrispondenza tra sede dichiarata e visura camerale.
Una sede aperta soltanto per ottenere la maggiorazione e priva di una reale attività potrebbe non essere considerata ammissibile.
Chi propone e gestisce il bando
L’ente titolare è la:
Regione Autonoma della Sardegna
La misura è promossa dall’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio.
La struttura regionale di riferimento è la Direzione generale competente per il turismo, l’artigianato e il commercio, attraverso il servizio incaricato della programmazione e dei finanziamenti alle imprese.
Il provvedimento ufficiale è la:
Deliberazione della Giunta regionale n. 32/72 del 24/06/2026 – Contributi alle imprese artigiane coinvolte nel passaggio generazionale. Direttive e criteri di attuazione. Approvazione definitiva.
L’avviso operativo dovrà individuare:
- ufficio responsabile;
- responsabile del procedimento;
- portale da utilizzare;
- contatti per i chiarimenti;
- modalità dell’istruttoria;
- soggetto incaricato dei controlli;
- modalità di concessione e liquidazione.
Atamai diffonde l’opportunità e può assistere le imprese nella preparazione della candidatura, senza svolgere funzioni di gestione, concessione o valutazione.
Apertura e scadenza
Una comunicazione preliminare indica:
Apertura prevista: 10/08/2026
Scadenza prevista: 12/10/2026
Alla fine del 06/08/2026, tuttavia, la pagina istituzionale contenente l’avviso operativo 2026 non risulta ancora disponibile.
Le date devono pertanto essere considerate provvisorie e da confermare.
Prima di pubblicare l’articolo come bando ufficialmente aperto o prima di presentare la domanda, occorrerà verificare:
- data effettiva di pubblicazione;
- giorno e ora di apertura;
- giorno e ora di chiusura;
- eventuale fase di compilazione precedente all’invio;
- possibilità di chiusura anticipata;
- modalità di assegnazione delle risorse;
- termini per le richieste di chiarimento;
- eventuali proroghe.
La Deliberazione n. 32/72 approva i criteri della misura, ma non sostituisce l’avviso pubblico con le istruzioni per presentare la candidatura.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto in conto capitale.
La dotazione prevista per il 2026 è pari a:
2.000.000 di euro.
Contributo ordinario
Il contributo ordinario è pari all’:
80% delle spese ammissibili
Contributo maggiorato
L’intensità può salire all’:
85% delle spese ammissibili
La maggiorazione è prevista, secondo i criteri diffusi, per:
- imprese giovanili;
- imprese con sede operativa in un piccolo Comune della Sardegna.
L’avviso dovrà chiarire se le maggiorazioni possono essere cumulate e quale definizione di impresa giovanile deve essere applicata.
Premialità per l’imprenditoria femminile
Per le imprese femminili è prevista una premialità aggiuntiva.
I criteri disponibili indicano un aumento del limite dell’investimento agevolabile fino a 110.000 euro.
La misura esatta del contributo e le modalità di calcolo dovranno essere verificate nel bando operativo.
Investimento minimo e massimo
I criteri approvati indicano:
- investimento minimo ammissibile: 5.000 euro;
- investimento massimo ordinario: 100.000 euro;
- investimento massimo per l’imprenditoria femminile: 110.000 euro.
Il limite di 10.000 euro riportato in alcune schede sintetiche non coincide quindi con le informazioni riferite alle direttive regionali 2026.
Esempi di calcolo
Con un investimento ammissibile di 20.000 euro:
- contributo all’80%: 16.000 euro;
- contributo all’85%: 17.000 euro.
Con un investimento ammissibile di 50.000 euro:
- contributo all’80%: 40.000 euro;
- contributo all’85%: 42.500 euro.
Con un investimento ammissibile di 100.000 euro:
- contributo all’80%: 80.000 euro;
- contributo all’85%: 85.000 euro.
Gli esempi non considerano eventuali limiti sul contributo massimo, spese escluse, IVA o premialità aggiuntive.
Regime “de minimis”
Il contributo dovrebbe essere concesso nel rispetto del Regolamento europeo relativo agli aiuti “de minimis”.
L’impresa dovrà verificare gli aiuti ricevuti a livello di “impresa unica” nel periodo previsto dalla normativa europea.
Devono essere considerate anche eventuali società:
- controllate;
- controllanti;
- collegate;
- soggette a una direzione comune;
- riconducibili allo stesso gruppo nei casi previsti.
Prima della domanda è opportuno consultare il Registro nazionale degli aiuti di Stato e ricostruire tutte le agevolazioni ricevute.
Spese ammissibili
Le spese devono essere direttamente collegate al passaggio generazionale e alla continuità dell’impresa.
Non è sufficiente acquistare genericamente beni per l’attività. Il progetto deve spiegare perché ciascun investimento è necessario al subentro e allo sviluppo della nuova gestione.
L’elenco definitivo sarà stabilito dall’avviso.
Macchinari, impianti e attrezzature
Potrebbero essere finanziati beni nuovi destinati alla prosecuzione o all’ammodernamento dell’attività.
Esempi:
- macchine utensili;
- torni e frese;
- attrezzature per falegnamerie;
- forni e impastatrici;
- macchine per laboratori tessili;
- attrezzature per ceramica;
- strumenti per la lavorazione della pietra;
- impianti per la lavorazione dei metalli;
- strumenti professionali;
- sistemi di aspirazione;
- apparecchiature per il controllo della qualità;
- attrezzature per confezionamento;
- sistemi di refrigerazione;
- beni necessari alla sicurezza delle lavorazioni.
Il bene deve essere proporzionato alle dimensioni dell’impresa e al programma di sviluppo.
Arredi tecnici e allestimenti
Possono essere pertinenti:
- banchi da lavoro;
- armadi tecnici;
- scaffalature;
- espositori;
- sistemi di stoccaggio;
- arredi professionali;
- allestimenti del laboratorio;
- dotazioni per il punto vendita collegato all’attività artigiana.
Gli arredi puramente decorativi o non necessari all’attività potrebbero essere esclusi.
Software e digitalizzazione
Il nuovo imprenditore può avere bisogno di riorganizzare i processi aziendali.
Potrebbero rientrare:
- software gestionali;
- sistemi per preventivi e ordini;
- programmi di progettazione;
- software CAD e CAM;
- sistemi per il controllo della produzione;
- programmi per la gestione del magazzino;
- strumenti per la tracciabilità;
- sistemi CRM;
- piattaforme per la vendita online;
- programmi per la gestione delle commesse;
- integrazione tra software e macchinari.
Il progetto dovrebbe spiegare come la digitalizzazione contribuisce alla continuità e alla competitività dell’impresa.
Interventi sulla sede
Quando strettamente necessari al progetto, potrebbero essere ammesse opere come:
- adeguamento degli impianti;
- sistemazione del laboratorio;
- interventi per installare nuovi macchinari;
- miglioramento della sicurezza;
- riorganizzazione degli spazi produttivi;
- abbattimento delle barriere architettoniche;
- efficientamento energetico;
- adeguamento funzionale degli ambienti.
Le opere dovranno rispettare i titoli edilizi, le autorizzazioni e gli eventuali limiti percentuali stabiliti dall’avviso.
Servizi per il passaggio generazionale
Una parte rilevante della nuova misura riguarda i servizi collegati al processo di subentro.
Potrebbero essere finanziate consulenze per:
- analisi economica dell’impresa;
- valutazione dei beni;
- predisposizione del piano industriale;
- organizzazione societaria;
- definizione degli accordi di subentro;
- consulenza legale;
- consulenza fiscale specialistica;
- riorganizzazione amministrativa;
- trasferimento delle competenze;
- formazione del soggetto subentrante;
- affiancamento del nuovo imprenditore;
- definizione della strategia commerciale;
- protezione del marchio e del patrimonio immateriale;
- digitalizzazione dei processi.
Le consulenze ordinarie e continuative, come la normale tenuta della contabilità, potrebbero non essere ammissibili.
Formazione e trasferimento delle competenze
Il progetto può prevedere attività destinate a trasferire al nuovo imprenditore:
- tecniche produttive;
- conoscenza dei materiali;
- procedure di lavorazione;
- relazioni commerciali;
- metodi di controllo della qualità;
- conoscenza delle attrezzature;
- organizzazione del laboratorio;
- gestione dei fornitori;
- competenze relative alla sicurezza.
È utile predisporre un vero piano di affiancamento che specifichi:
- durata;
- contenuti;
- persone coinvolte;
- risultati attesi;
- modalità di verifica.
Spese da verificare con particolare attenzione
L’avviso dovrà chiarire l’ammissibilità di:
- acquisto dell’azienda;
- acquisto di quote societarie;
- avviamento commerciale;
- acquisto di immobili;
- acquisto di terreni;
- beni usati;
- leasing;
- veicoli;
- scorte;
- materie prime;
- capitale circolante;
- costi del personale;
- spese notarili;
- spese sostenute prima della domanda;
- IVA;
- consulenze ordinarie;
- pubblicità e marketing;
- canoni software;
- e-commerce;
- opere edili.
Nessuna di queste voci dovrebbe essere inserita nel progetto senza aver verificato il testo ufficiale.
Periodo di ammissibilità delle spese
La misura dovrebbe distinguere tra:
- passaggi generazionali già realizzati;
- passaggi avviati dopo il 31/10/2025;
- progetti da completare dopo la concessione;
- nuove imprese ancora da costituire.
L’avviso dovrà stabilire:
- data iniziale di ammissibilità;
- termine finale;
- durata del progetto;
- possibilità di sostenere spese prima della concessione;
- disciplina degli acconti;
- regole per fatture e pagamenti;
- possibilità di richiedere una proroga.
È consigliabile non effettuare ordini, versare anticipi o firmare contratti vincolanti prima di aver verificato le regole.
Come presentare la domanda
La domanda dovrebbe essere presentata attraverso il sistema informatico regionale SIPES, già utilizzato nelle precedenti annualità.
Il portale è:
https://sipes.regione.sardegna.it/
L’utilizzo di SIPES per il 2026 dovrà essere confermato nell’avviso.
L’accesso avviene normalmente mediante:
- SPID;
- Carta d’identità elettronica;
- Carta nazionale dei servizi, quando prevista.
Il legale rappresentante dovrà disporre di:
- identità digitale;
- PEC;
- firma digitale valida;
- visura aggiornata;
- dati dell’impresa correttamente registrati;
- documentazione del progetto in formato elettronico.
Documenti da preparare
La modulistica definitiva non è ancora disponibile, ma l’impresa può iniziare a raccogliere:
- visura camerale;
- certificazione o prova dell’iscrizione all’Albo artigiani;
- atto costitutivo;
- statuto;
- patti sociali;
- documentazione sulla modifica della compagine;
- atto di cessione o subentro;
- documentazione sul rapporto familiare;
- documentazione lavorativa del dipendente;
- curriculum del giovane imprenditore;
- prove dell’esperienza nel settore;
- progetto di passaggio generazionale;
- piano degli investimenti;
- piano economico e finanziario;
- preventivi;
- descrizione dell’impresa originaria;
- descrizione della nuova impresa;
- cronoprogramma;
- piano di trasferimento delle competenze;
- dichiarazioni “de minimis”;
- DURC;
- documentazione sulla sede;
- autorizzazione del proprietario dell’immobile;
- titoli edilizi;
- documentazione sulla polizza catastrofale;
- documento di identità;
- eventuale procura.
Come predisporre i preventivi
I preventivi dovrebbero essere:
- intestati all’impresa;
- datati;
- completi dei dati del fornitore;
- espressi in euro;
- distinti tra imponibile e IVA;
- sufficientemente dettagliati;
- riferiti a beni nuovi;
- coerenti con il progetto;
- comparabili tra loro.
Quando richiesti più preventivi, è necessario evitare offerte formalmente diverse ma riconducibili allo stesso fornitore o allo stesso gruppo.
La scelta dell’offerta non più economica deve essere motivata sulla base delle caratteristiche tecniche o funzionali.
Procedura e modalità di selezione
Una comunicazione preliminare indica una procedura valutativa a sportello.
La modalità dovrà essere confermata nell’avviso ufficiale.
In una procedura valutativa a sportello, le domande vengono normalmente esaminate secondo l’ordine cronologico, ma il finanziamento non è automatico.
Ogni pratica deve superare:
- verifica formale;
- controllo dei requisiti;
- verifica del passaggio generazionale;
- valutazione delle spese;
- controllo della congruità dei costi;
- verifica della disponibilità finanziaria;
- controllo del regime “de minimis”;
- eventuale verifica antimafia;
- controllo della regolarità contributiva.
La presenza di un ordine cronologico rende utile presentare la domanda nei primi giorni, ma solo dopo aver verificato che sia completa.
Elementi che possono essere valutati
Il bando potrebbe attribuire rilevanza a:
- effettività del passaggio generazionale;
- continuità dell’attività;
- esperienza del soggetto subentrante;
- presenza di giovani;
- presenza femminile;
- localizzazione in piccoli Comuni;
- mantenimento dell’occupazione;
- creazione di nuovi posti di lavoro;
- innovazione dei processi;
- sostenibilità economica;
- qualità del piano di investimento;
- trasferimento delle competenze;
- salvaguardia di mestieri tradizionali;
- capacità di completare il progetto nei termini.
Il testo ufficiale dovrà indicare se è prevista una griglia di punteggio o se le domande vengono ammesse in presenza dei soli requisiti minimi.
Come descrivere correttamente il passaggio generazionale
La relazione dovrebbe rispondere con chiarezza a cinque domande.
Chi lascia l’impresa
Occorre descrivere:
- ruolo del precedente titolare;
- anni di attività;
- competenze;
- lavorazioni svolte;
- motivazioni del passaggio.
Chi subentra
Devono essere indicati:
- età;
- esperienza;
- rapporto con l’impresa;
- competenze;
- nuovo ruolo;
- quota societaria o poteri gestionali.
Che cosa viene trasferito
Il progetto deve spiegare se vengono trasferiti:
- attività;
- macchinari;
- sede;
- personale;
- clienti;
- marchio;
- contratti;
- know-how;
- procedure;
- autorizzazioni.
Come viene garantita la continuità
È utile descrivere:
- periodo di affiancamento;
- mantenimento delle lavorazioni;
- rapporti con clienti e fornitori;
- investimenti;
- strategia commerciale;
- organizzazione del personale.
Come cambierà l’impresa
Il progetto può prevedere:
- digitalizzazione;
- nuovi prodotti;
- nuovi mercati;
- maggiore efficienza;
- risparmio energetico;
- miglioramento della sicurezza;
- vendita online;
- innovazione dei processi.
Suggerimenti operativi
Non limitarsi all’atto societario
Una modifica delle quote, da sola, non dimostra un passaggio generazionale sostanziale.
Occorre documentare il cambiamento nella gestione.
Preparare un piano economico credibile
Il piano deve spiegare:
- fatturato attuale;
- costi;
- investimenti;
- fonti di copertura;
- ricavi previsti;
- sostenibilità della quota non finanziata.
Verificare la liquidità
Anche con un contributo elevato, l’impresa potrebbe dover anticipare le spese.
È quindi necessario valutare:
- disponibilità proprie;
- finanziamento bancario;
- tempi di pagamento;
- eventuale anticipazione del contributo;
- garanzie richieste.
Controllare il ruolo del nuovo imprenditore
Il soggetto subentrante deve assumere un ruolo reale e documentabile.
Non attendere l’apertura
La preparazione degli atti societari, dei preventivi e del piano economico può richiedere settimane.
Checklist pratica
Prima della pubblicazione dell’avviso:
- individuare il soggetto subentrante;
- verificare il rapporto familiare o professionale;
- controllare l’età;
- documentare l’esperienza;
- verificare la continuità dell’attività;
- aggiornare la visura camerale;
- controllare l’Albo artigiani;
- verificare DURC e diritto annuale;
- controllare il plafond “de minimis”;
- verificare la polizza catastrofale;
- definire gli investimenti;
- raccogliere preventivi;
- predisporre il piano economico;
- controllare PEC e firma digitale;
- verificare l’accesso a SIPES.
Dopo la pubblicazione:
- scaricare l’avviso ufficiale;
- verificare apertura e scadenza;
- controllare investimento minimo e massimo;
- verificare la percentuale applicabile;
- controllare la premialità femminile;
- verificare la definizione di impresa giovanile;
- controllare l’elenco dei piccoli Comuni;
- leggere le spese ammissibili;
- verificare il periodo di ammissibilità;
- utilizzare la modulistica corretta;
- firmare digitalmente gli allegati;
- inviare la domanda;
- conservare ricevuta e protocollo.
Link ufficiale
Il provvedimento ufficiale attualmente disponibile è la Deliberazione della Giunta regionale n. 32/72 del 24/06/2026:
https://delibere.regione.sardegna.it/delibera/117950
La sezione nella quale dovrebbe essere pubblicato l’avviso operativo è:
https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi
Il portale utilizzato nelle precedenti annualità è:
https://sipes.regione.sardegna.it/
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: Contributi alle imprese artigiane coinvolte nel passaggio generazionale
Beneficiari: imprese artigiane coinvolte in un effettivo progetto di subentro e continuità aziendale
Soggetti subentranti: familiari e affini, dipendenti con esperienza e giovani imprenditori qualificati
Area geografica: Regione Sardegna
Ente proponente: Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato competente: Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio
Dotazione 2026: 2.000.000 di euro
Forma dell’agevolazione: contributo a fondo perduto in conto capitale
Contributo ordinario: 80%
Contributo maggiorato: fino all’85% per imprese giovanili e imprese localizzate nei piccoli Comuni
Investimento minimo: 5.000 euro
Investimento massimo ordinario: 100.000 euro
Investimento massimo per l’imprenditoria femminile: 110.000 euro
Apertura preliminare: 10/08/2026, da confermare
Scadenza preliminare: 12/10/2026, da confermare
Procedura preliminare: valutativa a sportello, da confermare
Portale previsto: SIPES, da confermare
Stato al 06/08/2026: direttive approvate; avviso operativo non ancora individuato nella sezione ufficiale
Atamai supporta le imprese nel passaggio generazionale
Il passaggio generazionale richiede il coordinamento di aspetti societari, amministrativi, economici e organizzativi.
Una candidatura efficace deve dimostrare che il subentro è reale, che l’attività originaria continuerà e che gli investimenti sono necessari per consolidare la nuova gestione.
Atamai può affiancare l’impresa nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto, nella costruzione del piano di investimento, nella raccolta dei preventivi e nell’organizzazione della documentazione.
Per ricevere assistenza sul bando è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.