Sardegna: fino a 45.150 euro per progetti scolastici di prevenzione della violenza di genere

Sardegna: fino a 45.150 euro per progetti scolastici di prevenzione della violenza di genere

La Regione Autonoma della Sardegna sostiene la realizzazione di interventi educativi, formativi e di sensibilizzazione destinati agli istituti scolastici regionali, con l’obiettivo di prevenire la violenza di genere prima che si manifesti e promuovere relazioni basate sul rispetto, sulla libertà e sulla parità.

La misura dispone complessivamente di 180.600 euro e prevede un contributo massimo di 45.150 euro per progetto. Le domande possono essere presentate dal 24/07/2026 al 22/09/2026 e vengono selezionate attraverso una procedura valutativa a graduatoria.

La dotazione finanziaria deriva dalla programmazione regionale delle risorse statali e regionali destinate alle politiche contro la violenza di genere. La Regione Sardegna ha infatti riservato espressamente 180.600 euro ai progetti di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole, all’interno di un programma più ampio dedicato al rafforzamento della rete antiviolenza, dei centri antiviolenza, delle case di accoglienza e dei percorsi di autonomia delle donne.

Nome e inquadramento ufficiale della misura

La denominazione descrittiva dell’intervento è:

“Interventi di prevenzione primaria della violenza di genere presso gli istituti scolastici del territorio regionale”

Il titolo definitivo da utilizzare nella domanda deve essere verificato nell’avviso pubblico e nella modulistica pubblicata dalla Regione Sardegna.

La misura è collegata alla programmazione approvata definitivamente con la Deliberazione della Giunta regionale n. 18/40 del 22/04/2026, relativa alle risorse regionali 2026 e ai fondi statali assegnati attraverso il DPCM del 29/12/2025.

Il programma regionale comprende, oltre agli interventi nelle scuole:

  • finanziamenti per i centri antiviolenza;
  • sostegno alle case di accoglienza e alle case rifugio;
  • servizi per l’autonomia abitativa, lavorativa e sociale;
  • orientamento e formazione al lavoro;
  • nuovi sportelli territoriali;
  • monitoraggio del sistema antiviolenza;
  • progetti del Terzo settore contro discriminazioni e violenza di genere.

Le azioni scolastiche fanno quindi parte di una strategia integrata, costruita insieme al Tavolo regionale permanente della rete antiviolenza, che riunisce istituzioni, servizi pubblici e organizzazioni specializzate.

Che cosa significa prevenzione primaria

La prevenzione primaria interviene prima che si verifichino episodi di violenza.

Non si limita a spiegare come chiedere aiuto dopo un’aggressione o come accedere ai servizi territoriali. Mira soprattutto a riconoscere e modificare gli atteggiamenti, i modelli culturali e gli stereotipi che possono favorire discriminazione, controllo, prevaricazione e violenza nelle relazioni.

In ambito scolastico, un progetto di prevenzione primaria può aiutare ragazze e ragazzi a:

  • riconoscere gli stereotipi di genere;
  • comprendere il valore del consenso;
  • distinguere una relazione sana da una relazione basata sul controllo;
  • sviluppare capacità di ascolto e gestione dei conflitti;
  • rispettare limiti e scelte altrui;
  • riconoscere comportamenti discriminatori;
  • utilizzare in modo responsabile social network e strumenti digitali;
  • comprendere le conseguenze della diffusione non autorizzata di immagini;
  • contrastare linguaggi sessisti e offensivi;
  • sviluppare empatia e responsabilità;
  • conoscere i servizi ai quali rivolgersi;
  • assumere un ruolo attivo quando assistono a comportamenti inappropriati.

Il progetto non dovrebbe quindi ridursi a una conferenza isolata. Una proposta efficace prevede un percorso articolato, adattato all’età degli studenti e integrato nel contesto educativo della scuola.

Finalità del bando

L’intervento regionale mira a sostenere azioni:

  • formative;
  • educative;
  • informative;
  • di sensibilizzazione;
  • di comunicazione.

Le attività devono essere realizzate presso gli istituti scolastici della Sardegna e devono contribuire alla prevenzione della violenza di genere.

Tra gli obiettivi progettuali possono rientrare:

  • promozione della parità tra donne e uomini;
  • educazione al rispetto delle differenze;
  • prevenzione della violenza nelle relazioni affettive;
  • decostruzione degli stereotipi;
  • contrasto ai modelli culturali discriminatori;
  • prevenzione delle molestie;
  • educazione al consenso;
  • contrasto alla violenza digitale;
  • sviluppo di competenze emotive e relazionali;
  • responsabilizzazione degli studenti;
  • formazione di docenti e personale scolastico;
  • coinvolgimento delle famiglie;
  • conoscenza della rete territoriale antiviolenza.

Beneficiari formali: verifica necessaria nell’avviso integrale

La documentazione sintetica disponibile conferma destinatari, dotazione, massimale, periodo di presentazione e procedura, ma non riporta integralmente l’elenco dei soggetti formalmente ammessi a presentare domanda.

Prima di predisporre la candidatura occorre quindi verificare nell’avviso ufficiale se possano assumere il ruolo di proponente:

  • autonomie scolastiche;
  • scuole statali;
  • scuole paritarie;
  • enti locali;
  • centri antiviolenza;
  • associazioni ed enti del Terzo settore;
  • cooperative sociali;
  • fondazioni;
  • partenariati tra scuole e organizzazioni specializzate;
  • soggetti iscritti in specifici registri o al RUNTS.

Non è prudente presumere che tutti questi soggetti siano automaticamente beneficiari.

L’avviso potrà prevedere, per esempio:

  • un’unica categoria di capofila;
  • partenariati obbligatori;
  • requisiti di esperienza;
  • iscrizioni a registri pubblici;
  • assenza di scopo di lucro;
  • attività statutaria coerente;
  • una determinata anzianità operativa;
  • esperienza documentata nelle politiche di genere;
  • collaborazione obbligatoria con uno o più istituti scolastici.

Il primo controllo da effettuare riguarda quindi la distinzione tra:

  • soggetto che presenta la domanda;
  • istituti scolastici nei quali si svolgono le attività;
  • partner operativi;
  • destinatari finali.

Destinatari delle attività

I destinatari naturali degli interventi sono gli studenti e le studentesse degli istituti scolastici della Sardegna.

In funzione di quanto stabilito dall’avviso, le attività potranno coinvolgere anche:

  • docenti;
  • dirigenti scolastici;
  • personale amministrativo;
  • collaboratori scolastici;
  • educatori;
  • famiglie;
  • rappresentanti degli studenti;
  • associazioni territoriali;
  • servizi sociali e sanitari;
  • professionisti della rete antiviolenza.

Il progetto dovrebbe indicare con precisione:

  • fascia di età;
  • ordine e grado scolastico;
  • numero di istituti;
  • numero di classi;
  • numero stimato di studenti;
  • numero di docenti;
  • territori interessati;
  • eventuali destinatari indiretti.

La metodologia utilizzata con una scuola primaria non può essere identica a quella prevista per una scuola secondaria di secondo grado.

Area geografica

Gli interventi devono essere realizzati nel territorio della:

Regione Autonoma della Sardegna

Possono quindi essere coinvolti istituti scolastici situati nelle province e nei territori di:

  • Cagliari;
  • Sassari;
  • Nuoro;
  • Oristano;
  • Sud Sardegna;
  • Gallura Nord-Est Sardegna;
  • Ogliastra;
  • Medio Campidano;
  • Sulcis Iglesiente, secondo l’assetto territoriale applicabile.

Il progetto può essere concentrato su una singola scuola, su più istituti dello stesso territorio oppure su una rete regionale, se questa configurazione è consentita dall’avviso.

La dimensione territoriale deve essere proporzionata al contributo richiesto. Un progetto che coinvolge molti Comuni e numerose scuole deve dimostrare di possedere risorse organizzative sufficienti per garantire qualità e continuità.

Ente proponente e struttura regionale competente

L’ente titolare della misura è la:

Regione Autonoma della Sardegna

La programmazione rientra nelle competenze dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, attraverso la Direzione generale delle Politiche sociali e il Servizio politiche per la famiglia e l’inclusione sociale.

All’interno del Servizio opera il:

Settore Politiche di contrasto alla violenza di genere e altri interventi a favore di fasce vulnerabili

Il Settore si occupa, tra le altre attività, di:

  • politiche di contrasto alla violenza di genere;
  • centri antiviolenza;
  • case rifugio;
  • accoglienza in emergenza;
  • centri per uomini autori di violenza;
  • Tavolo regionale della rete antiviolenza;
  • Osservatorio regionale sulla violenza;
  • formazione e sensibilizzazione;
  • programmazione, gestione e rendicontazione di progetti regionali, nazionali ed europei.

Il Servizio politiche per la famiglia e l’inclusione sociale è diretto da Nicola Onano e ha sede in Via Roma 253, Cagliari. Il recapito istituzionale pubblicato dalla Regione è san.politichesociali@regione.sardegna.it, mentre la PEC è san.dgpolsoc@pec.regione.sardegna.it.

La responsabile del Settore Politiche di contrasto alla violenza di genere è Antonella Amico.

Apertura e scadenza

Le domande possono essere presentate nel seguente periodo:

Apertura: 24/07/2026

Scadenza: 22/09/2026

La procedura è valutativa a graduatoria.

L’avviso integrale deve essere consultato per verificare:

  • ora esatta di chiusura;
  • piattaforma utilizzata;
  • eventuale trasmissione tramite PEC;
  • obbligo di firma digitale;
  • formato degli allegati;
  • limite massimo delle dimensioni dei file;
  • modalità di assolvimento del bollo, quando applicabile;
  • procedura per le richieste di chiarimento.

Non è sufficiente iniziare la compilazione entro il 22/09/2026. La domanda deve risultare definitivamente trasmessa secondo la modalità prevista.

Dotazione finanziaria

Lo stanziamento complessivo ammonta a:

180.600 euro

Il contributo massimo per progetto è:

45.150 euro

In linea teorica, la dotazione potrebbe finanziare fino a quattro progetti al massimale pieno. Il numero effettivo dei beneficiari dipenderà tuttavia:

  • dagli importi richiesti;
  • dalle spese riconosciute;
  • dai punteggi ottenuti;
  • da eventuali riduzioni;
  • dall’eventuale scorrimento della graduatoria.

La Regione ha inserito questa dotazione nella programmazione complessiva delle risorse contro la violenza di genere, condivisa con la rete territoriale antiviolenza.

Forma ed entità dell’agevolazione

Il contributo viene indicato come:

contributo in conto capitale fino a 45.150 euro

La percentuale massima di copertura del progetto non è riportata nella scheda sintetica.

L’avviso integrale dovrà quindi chiarire se:

  • il contributo copra il 100% delle spese;
  • sia richiesto un cofinanziamento;
  • esista una percentuale massima;
  • siano ammessi apporti finanziari dei partner;
  • possano essere valorizzate risorse umane interne;
  • siano ammesse forme di cofinanziamento in natura.

Il piano economico non dovrebbe essere costruito presumendo automaticamente una copertura integrale.

Ambiti educativi da sviluppare

Un progetto può essere articolato attorno a uno o più temi coerenti.

Stereotipi e ruoli di genere

Le attività possono aiutare gli studenti a riconoscere come stereotipi e aspettative sociali condizionino:

  • scelte scolastiche;
  • professioni;
  • relazioni;
  • attività sportive;
  • rappresentazione delle emozioni;
  • divisione dei compiti;
  • uso del linguaggio;
  • immagine del corpo;
  • comunicazione nei media.

L’obiettivo non deve essere trasmettere definizioni astratte, ma far emergere come gli stereotipi agiscano nella vita quotidiana.

Relazioni affettive sane

I percorsi possono affrontare:

  • rispetto reciproco;
  • libertà personale;
  • fiducia;
  • gestione della gelosia;
  • comunicazione;
  • capacità di porre limiti;
  • riconoscimento del controllo;
  • diritto di interrompere una relazione;
  • rispetto delle amicizie e degli spazi personali.

Il progetto dovrebbe evitare rappresentazioni semplicistiche e utilizzare attività adeguate alla maturità degli studenti.

Consenso

L’educazione al consenso può aiutare a comprendere che:

  • il consenso deve essere libero;
  • può essere revocato;
  • non può essere presunto;
  • il silenzio non equivale automaticamente a consenso;
  • la pressione emotiva non costituisce una scelta libera;
  • i limiti personali devono essere rispettati;
  • ogni persona ha diritto di decidere sul proprio corpo e sulle proprie relazioni.

Con gli studenti più giovani il tema può essere affrontato attraverso il rispetto dello spazio personale, delle emozioni e dei confini.

Violenza digitale

Le attività possono riguardare:

  • controllo degli account;
  • richiesta delle password;
  • monitoraggio della posizione;
  • diffusione non autorizzata di immagini;
  • ricatti online;
  • molestie attraverso messaggi;
  • creazione di profili falsi;
  • commenti sessisti;
  • uso dell’intelligenza artificiale per manipolare immagini;
  • pressione per inviare contenuti personali;
  • responsabilità nella condivisione.

La parte digitale dovrebbe essere integrata nel percorso sulle relazioni e non trattata soltanto come un problema tecnico di sicurezza informatica.

Linguaggio e comunicazione

Il progetto può analizzare:

  • battute sessiste;
  • insulti;
  • rappresentazioni mediatiche;
  • pubblicità;
  • musica;
  • serie televisive;
  • videogiochi;
  • social network;
  • narrazione delle vittime;
  • colpevolizzazione;
  • normalizzazione del controllo.

Gli studenti possono essere coinvolti nella produzione di messaggi alternativi, campagne, podcast, video e materiali destinati alla comunità scolastica.

Ruolo di chi assiste

Un modulo specifico può aiutare studenti e adulti a comprendere come intervenire quando assistono a comportamenti discriminatori o violenti.

Le attività possono sviluppare competenze per:

  • non ridere o sostenere comportamenti offensivi;
  • esprimere disaccordo in sicurezza;
  • sostenere la persona coinvolta;
  • chiedere aiuto a un adulto;
  • utilizzare i canali scolastici;
  • segnalare contenuti digitali;
  • evitare esposizioni o interventi rischiosi;
  • conoscere i servizi territoriali.

Formazione dei docenti

Il coinvolgimento dei docenti può rendere il progetto più stabile.

La formazione può riguardare:

  • stereotipi impliciti;
  • linguaggio inclusivo;
  • gestione delle discussioni;
  • riconoscimento dei segnali di disagio;
  • accoglienza di una confidenza;
  • procedure interne;
  • rapporto con famiglie e servizi;
  • tutela della riservatezza;
  • utilizzo dei materiali dopo la conclusione del progetto.

Il corso non deve attribuire agli insegnanti funzioni cliniche o investigative. Deve aiutarli a riconoscere le situazioni e ad attivare correttamente la rete competente.

Coinvolgimento delle famiglie

Quando previsto, il progetto può comprendere:

  • incontri informativi;
  • laboratori;
  • materiali di approfondimento;
  • momenti di confronto;
  • webinar;
  • presentazioni dei risultati;
  • indicazioni sui servizi territoriali.

La comunicazione con le famiglie deve chiarire finalità, metodologia, fasce d’età, contenuti e professionisti coinvolti.

Metodologie consigliate

Una proposta educativa efficace può utilizzare:

  • laboratori interattivi;
  • discussioni guidate;
  • analisi di casi;
  • role playing;
  • peer education;
  • teatro sociale;
  • scrittura;
  • fotografia;
  • podcast;
  • video;
  • fumetti;
  • giochi educativi;
  • analisi dei media;
  • gruppi di lavoro;
  • campagne ideate dagli studenti;
  • incontri con professioniste della rete antiviolenza.

Lezioni esclusivamente frontali possono essere utili per introdurre i temi, ma difficilmente producono da sole un cambiamento nelle competenze e negli atteggiamenti.

Esempio di percorso annuale

Un progetto rivolto a quattro scuole secondarie potrebbe prevedere:

  1. analisi iniziale dei bisogni;
  2. incontro di coordinamento con dirigenti e referenti;
  3. formazione dei docenti;
  4. laboratori con le classi;
  5. moduli su stereotipi, relazioni e consenso;
  6. attività sulla violenza digitale;
  7. laboratori di comunicazione;
  8. produzione di podcast o video;
  9. incontro con le famiglie;
  10. evento conclusivo;
  11. valutazione finale;
  12. consegna di materiali riutilizzabili.

Il progetto dovrebbe indicare per ogni attività:

  • numero di ore;
  • numero di partecipanti;
  • professionisti incaricati;
  • sede;
  • metodologia;
  • risultato atteso;
  • costo.

Partenariato territoriale

Anche quando il partenariato non è obbligatorio, una rete qualificata può migliorare il progetto.

Possono collaborare:

  • istituzioni scolastiche;
  • centri antiviolenza;
  • enti locali;
  • PLUS;
  • servizi sociali;
  • consultori;
  • aziende sanitarie;
  • associazioni;
  • cooperative sociali;
  • università;
  • enti di ricerca;
  • ordini professionali;
  • organizzazioni giovanili;
  • associazioni di genitori.

La rete deve avere ruoli reali.

Una semplice lettera di adesione priva di compiti, risorse e responsabilità non dimostra una collaborazione effettiva.

Per ogni partner è utile indicare:

  • esperienza;
  • attività assegnate;
  • personale coinvolto;
  • sedi messe a disposizione;
  • contributo finanziario;
  • materiali;
  • responsabilità;
  • modalità di coordinamento.

Coinvolgimento dei centri antiviolenza

I centri antiviolenza possono apportare competenze specialistiche sulla violenza maschile contro le donne e sulla rete di protezione.

Il loro ruolo può comprendere:

  • formazione;
  • supervisione dei contenuti;
  • partecipazione ai laboratori;
  • definizione delle procedure per eventuali richieste di aiuto;
  • presentazione dei servizi;
  • supporto ai docenti;
  • verifica del linguaggio utilizzato.

Il progetto deve tuttavia distinguere chiaramente:

  • attività educativa;
  • ascolto;
  • segnalazione;
  • presa in carico;
  • emergenza.

Un laboratorio scolastico non deve trasformarsi in uno spazio improvvisato di raccolta di testimonianze senza adeguati protocolli.

Tutela dei minori e gestione delle rivelazioni

Poiché le attività possono far emergere esperienze personali, il progetto deve prevedere procedure di tutela.

È necessario stabilire in anticipo:

  • chi coordina il percorso;
  • chi può raccogliere una richiesta di aiuto;
  • come vengono gestite le confidenze;
  • quali figure scolastiche devono essere informate;
  • quando coinvolgere i servizi;
  • come proteggere la riservatezza;
  • come evitare interrogatori impropri;
  • come gestire una situazione urgente;
  • come comunicare con le famiglie nei casi previsti dalla legge.

Professionisti, formatori e volontari devono conoscere il protocollo prima di entrare nelle classi.

Non è opportuno chiedere agli studenti di raccontare pubblicamente esperienze personali o di esporsi davanti ai compagni.

Privacy e dati personali

Il progetto può comportare il trattamento di dati relativi a minori e, in alcuni casi, di informazioni particolarmente delicate.

Occorre definire:

  • titolare e responsabile del trattamento;
  • base giuridica;
  • informative;
  • eventuali consensi;
  • gestione delle fotografie;
  • registrazione di audio e video;
  • uso dei social;
  • conservazione dei questionari;
  • anonimizzazione dei dati;
  • accesso alla documentazione;
  • tempi di cancellazione.

I questionari di valutazione dovrebbero essere progettati per raccogliere soltanto le informazioni realmente necessarie.

Comunicazione responsabile

La comunicazione deve evitare:

  • immagini stereotipate;
  • rappresentazioni colpevolizzanti;
  • messaggi sensazionalistici;
  • contenuti che banalizzano la violenza;
  • linguaggio che confonde conflitto e violenza;
  • esposizione di testimonianze personali;
  • uso improprio di immagini di minori.

È preferibile utilizzare messaggi centrati su:

  • rispetto;
  • libertà;
  • responsabilità;
  • uguaglianza;
  • ascolto;
  • possibilità di chiedere aiuto;
  • ruolo attivo della comunità.

Monitoraggio e valutazione

La Regione Sardegna attribuisce un ruolo rilevante al monitoraggio delle politiche antiviolenza. Attraverso il progetto MARIPOSA, sviluppato con il CNR-IRPPS, sono stati analizzati attori, relazioni, servizi e modalità operative della rete regionale, con l’obiettivo di orientare la programmazione su dati ed evidenze.

Anche i progetti scolastici dovrebbero prevedere un sistema di monitoraggio chiaro.

Gli indicatori possono riguardare:

  • istituti coinvolti;
  • classi partecipanti;
  • studenti raggiunti;
  • docenti formati;
  • famiglie coinvolte;
  • ore di attività;
  • materiali prodotti;
  • partecipazione;
  • conoscenze acquisite;
  • variazione degli atteggiamenti;
  • capacità di riconoscere comportamenti di controllo;
  • conoscenza dei servizi;
  • continuità delle attività dopo il progetto.

È utile prevedere:

  • questionario iniziale;
  • questionario finale;
  • schede di osservazione;
  • incontri di verifica;
  • interviste ai docenti;
  • report conclusivo;
  • restituzione alle scuole.

I questionari non dovrebbero essere utilizzati per raccogliere dettagli su eventuali esperienze di violenza, salvo che il progetto disponga di un impianto etico, professionale e giuridico adeguato.

Spese potenzialmente coerenti con il progetto

L’elenco definitivo deve essere verificato nell’avviso integrale.

In un progetto di questa natura possono risultare coerenti, quando espressamente ammesse:

  • compensi per formatrici e formatori;
  • psicologhe e psicologi;
  • educatrici ed educatori;
  • pedagogisti;
  • esperti di comunicazione;
  • professioniste dei centri antiviolenza;
  • coordinamento;
  • progettazione;
  • supervisione;
  • tutoraggio;
  • materiali didattici;
  • strumenti per i laboratori;
  • produzione di video e podcast;
  • grafica;
  • stampa;
  • campagne di sensibilizzazione;
  • noleggio di attrezzature;
  • spostamenti tra gli istituti;
  • monitoraggio;
  • valutazione;
  • assicurazioni;
  • servizi accessori direttamente collegati alle attività.

Ogni costo deve essere:

  • necessario;
  • pertinente;
  • proporzionato;
  • documentato;
  • sostenuto nel periodo ammesso;
  • riferito al progetto;
  • pagato con strumenti tracciabili.

Spese da verificare con particolare attenzione

Prima di inserirle nel budget è necessario controllare l’ammissibilità di:

  • acquisto di computer;
  • tablet;
  • videocamere;
  • attrezzature permanenti;
  • spese generali;
  • personale dipendente;
  • costi amministrativi;
  • affitto ordinario della sede;
  • utenze;
  • rimborsi forfettari;
  • catering;
  • gadget;
  • premi;
  • trasferte fuori regione;
  • consulenze non direttamente collegate;
  • attività svolte prima della domanda;
  • IVA;
  • costi coperti da altri finanziamenti.

Un progetto non dovrebbe concentrare la maggior parte del budget sull’acquisto di beni o sulla comunicazione. Il cuore dell’intervento deve rimanere l’attività educativa.

Come costruire il budget

Il quadro economico dovrebbe distinguere almeno:

  • coordinamento;
  • formazione dei docenti;
  • laboratori con gli studenti;
  • incontri con le famiglie;
  • comunicazione;
  • materiali;
  • monitoraggio;
  • spostamenti;
  • eventuali costi indiretti ammessi.

Per ogni voce è utile specificare:

  • unità di costo;
  • quantità;
  • numero di ore;
  • costo orario;
  • numero di operatori;
  • numero di incontri;
  • costo totale.

Esempio:

  • 80 ore di laboratorio × 70 euro = 5.600 euro;
  • 30 ore di coordinamento × 50 euro = 1.500 euro;
  • 20 ore di formazione docenti × 80 euro = 1.600 euro;
  • materiali per 20 classi × 100 euro = 2.000 euro.

I valori sono puramente esemplificativi e devono essere sostituiti con costi congrui e conformi all’avviso.

Documenti da preparare

In attesa di verificare la modulistica ufficiale, è utile predisporre:

  • domanda di contributo;
  • scheda progettuale;
  • quadro economico;
  • cronoprogramma;
  • descrizione del soggetto proponente;
  • statuto e atto costitutivo;
  • iscrizione al RUNTS o ad altri registri, quando richiesta;
  • curriculum dell’organizzazione;
  • curriculum dei professionisti;
  • lettere di adesione delle scuole;
  • accordo di partenariato;
  • dichiarazioni dei partner;
  • documentazione sulla rappresentanza legale;
  • documento di identità;
  • dichiarazioni sul cumulo;
  • dichiarazioni sugli aiuti di Stato, quando applicabili;
  • protocollo di tutela dei minori;
  • piano di monitoraggio;
  • piano di comunicazione;
  • eventuali preventivi.

Le lettere delle scuole dovrebbero indicare:

  • adesione;
  • classi coinvolte;
  • referente;
  • spazi disponibili;
  • periodo previsto;
  • ruolo dei docenti;
  • impegno alla collaborazione.

Modalità di presentazione

La modalità esatta deve essere verificata nella pagina ufficiale del bando.

La Regione Sardegna pubblica gli avvisi nella sezione Atti, bandi e archivi del proprio sito istituzionale.

L’avviso dovrà precisare se la domanda viene presentata:

  • attraverso una piattaforma regionale;
  • mediante SIPES;
  • attraverso PEC;
  • tramite un diverso sistema informatico.

Prima dell’invio è consigliabile verificare:

  • identità digitale;
  • profilazione;
  • poteri del firmatario;
  • firma digitale;
  • PEC;
  • formati accettati;
  • dimensione degli allegati;
  • corretto caricamento;
  • ricevuta di protocollazione.

Procedura di valutazione

La selezione avviene mediante:

procedura valutativa a graduatoria

Le domande non vengono quindi finanziate automaticamente secondo il semplice ordine di arrivo.

L’avviso integrale dovrà indicare:

  • criteri;
  • punteggi;
  • soglia minima;
  • composizione della commissione;
  • criteri di precedenza;
  • modalità di formazione della graduatoria;
  • gestione delle integrazioni;
  • scorrimento.

In termini progettuali, è ragionevole attendersi una valutazione su aspetti quali:

  • esperienza del proponente;
  • qualità del partenariato;
  • numero di scuole e studenti;
  • coerenza delle metodologie;
  • qualificazione degli operatori;
  • capacità di raggiungere territori diversi;
  • coinvolgimento della rete antiviolenza;
  • qualità del monitoraggio;
  • sostenibilità;
  • adeguatezza del budget;
  • innovatività;
  • replicabilità.

Questi elementi devono essere verificati rispetto alla griglia ufficiale e non sostituiscono i criteri dell’avviso.

Come rendere competitivo il progetto

Una proposta solida dovrebbe:

  1. partire da bisogni documentati;
  2. individuare con precisione le scuole;
  3. differenziare le attività per età;
  4. coinvolgere professionisti qualificati;
  5. prevedere un partenariato territoriale;
  6. integrare studenti, docenti e famiglie;
  7. utilizzare metodologie partecipative;
  8. predisporre un protocollo di tutela;
  9. definire indicatori;
  10. produrre materiali riutilizzabili;
  11. garantire continuità;
  12. costruire un budget trasparente.

È utile evitare obiettivi generici come “sensibilizzare gli studenti”.

Un obiettivo più concreto può essere:

“Coinvolgere 400 studenti di 20 classi in un percorso di 12 ore finalizzato a migliorare la capacità di riconoscere stereotipi, comportamenti di controllo e forme di violenza digitale, formando contestualmente 40 docenti sull’utilizzo dei materiali didattici.”

Cronoprogramma esemplificativo

Fase 1 – Preparazione

  • accordi con le scuole;
  • selezione degli operatori;
  • analisi dei bisogni;
  • definizione del protocollo;
  • preparazione dei materiali.

Fase 2 – Formazione degli adulti

  • incontri con i docenti;
  • coinvolgimento del personale scolastico;
  • presentazione alle famiglie;
  • confronto con la rete territoriale.

Fase 3 – Laboratori

  • stereotipi;
  • relazioni;
  • consenso;
  • comunicazione;
  • violenza digitale;
  • ruolo del gruppo.

Fase 4 – Produzione

  • video;
  • podcast;
  • manifesti;
  • campagne;
  • spettacoli;
  • prodotti digitali.

Fase 5 – Restituzione

  • eventi scolastici;
  • presentazione dei risultati;
  • distribuzione dei materiali;
  • incontro con partner e famiglie.

Fase 6 – Valutazione

  • questionari;
  • report;
  • analisi dei risultati;
  • proposte di continuità.

Rendicontazione

L’avviso dovrà indicare:

  • termine per la conclusione;
  • termine per la rendicontazione;
  • documenti di spesa;
  • modalità di pagamento;
  • eventuale anticipo;
  • condizioni per il saldo;
  • variazioni ammesse;
  • obblighi di comunicazione.

È opportuno organizzare fin dall’avvio un fascicolo contenente:

  • domanda;
  • progetto approvato;
  • comunicazione di concessione;
  • accordi;
  • contratti;
  • incarichi;
  • curriculum;
  • registri delle presenze;
  • materiali;
  • fatture;
  • pagamenti;
  • report;
  • questionari;
  • fotografie autorizzate;
  • prodotti realizzati;
  • documentazione della comunicazione.

Suggerimenti operativi

Prima della candidatura è consigliabile:

  1. reperire l’avviso integrale;
  2. verificare i beneficiari formalmente ammessi;
  3. individuare il capofila;
  4. confermare le scuole;
  5. acquisire lettere di adesione;
  6. coinvolgere la rete antiviolenza;
  7. definire le fasce di età;
  8. scegliere metodologie adeguate;
  9. verificare i curriculum degli operatori;
  10. predisporre un protocollo di tutela;
  11. costruire il budget;
  12. verificare la percentuale di contributo;
  13. controllare le modalità di invio;
  14. analizzare la griglia di valutazione;
  15. trasmettere la domanda prima del 22/09/2026.

Checklist pratica

  • Soggetto proponente formalmente ammissibile.
  • Forma giuridica verificata.
  • Statuto coerente.
  • Eventuale iscrizione al RUNTS verificata.
  • Esperienza documentata.
  • Capofila individuato.
  • Partner confermati.
  • Scuole sarde coinvolte.
  • Lettere di adesione sottoscritte.
  • Numero di istituti definito.
  • Classi e studenti quantificati.
  • Fasce di età individuate.
  • Bisogni educativi descritti.
  • Obiettivi misurabili.
  • Contenuti adeguati all’età.
  • Professionisti qualificati.
  • Curriculum disponibili.
  • Centro antiviolenza coinvolto, quando previsto.
  • Formazione docenti programmata.
  • Attività con le famiglie valutate.
  • Protocollo per la tutela dei minori.
  • Gestione delle richieste di aiuto definita.
  • Privacy verificata.
  • Autorizzazioni per immagini e video.
  • Piano di monitoraggio.
  • Indicatori iniziali e finali.
  • Piano di comunicazione.
  • Budget analitico.
  • Spese ammissibili verificate.
  • Contributo non superiore a 45.150 euro.
  • Percentuale di copertura verificata.
  • Eventuale cofinanziamento assicurato.
  • Divieto di doppio finanziamento controllato.
  • Cronoprogramma realistico.
  • Firma digitale valida.
  • PEC attiva.
  • Profilazione sulla piattaforma completata.
  • Domanda inviata entro il 22/09/2026.
  • Ricevuta e protocollo conservati.

Link ufficiali

La documentazione deve essere ricercata nella sezione ufficiale dedicata agli avvisi regionali:

Regione Sardegna – Atti, bandi e archivi

Il provvedimento generale di programmazione è disponibile qui:

Regione Sardegna – Deliberazione n. 18/40 del 22/04/2026

La struttura regionale competente è consultabile qui:

Regione Sardegna – Settore Politiche di contrasto alla violenza di genere

Prima della presentazione devono essere utilizzati esclusivamente l’avviso integrale, la modulistica e gli eventuali chiarimenti ufficiali pubblicati dalla Regione.

Scheda rapida

Denominazione: Interventi di prevenzione primaria della violenza di genere presso gli istituti scolastici del territorio regionale

Ente proponente: Regione Autonoma della Sardegna

Assessorato: Igiene e Sanità e Assistenza Sociale

Struttura competente: Direzione generale delle Politiche sociali – Servizio politiche per la famiglia e l’inclusione sociale

Settore: Politiche di contrasto alla violenza di genere e altri interventi a favore di fasce vulnerabili

Area geografica: Sardegna

Finalità: azioni educative, formative, di sensibilizzazione e comunicazione nelle scuole

Dotazione: 180.600 euro

Contributo massimo: 45.150 euro per progetto

Percentuale di copertura: da verificare nell’avviso integrale

Apertura: 24/07/2026

Scadenza: 22/09/2026

Procedura: valutativa a graduatoria

Beneficiari formali: da verificare nel testo integrale dell’avviso

Destinatari finali: studenti e comunità scolastiche del territorio regionale

Temi: stereotipi, relazioni, consenso, rispetto, violenza digitale, comunicazione e conoscenza dei servizi

Presentazione: secondo la modalità telematica o amministrativa indicata nell’avviso regionale

Assistenza Atamai

La candidatura richiede competenze educative, conoscenza delle politiche di genere, collaborazione con le scuole, gestione della tutela dei minori, monitoraggio e organizzazione amministrativa.

Atamai può affiancare scuole, enti pubblici e organizzazioni del Terzo settore nella verifica dei requisiti, nella costruzione del partenariato, nella definizione delle attività, nella redazione del budget e nella predisposizione della domanda.

Per valutare la partecipazione alla misura dedicata agli interventi di prevenzione primaria della violenza di genere nelle scuole della Sardegna, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.