Sostegno all’Imprenditoria sociale 2026: finanziamenti fino a 500.000 euro per il Terzo settore di Padova e Rovigo

Sostegno all’Imprenditoria sociale 2026: finanziamenti fino a 500.000 euro per il Terzo settore di Padova e Rovigo

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo sostiene la nascita e lo sviluppo di progetti imprenditoriali capaci di generare un impatto sociale e ambientale significativo nelle province di Padova e Rovigo.

L’iniziativa Sostegno all’Imprenditoria sociale combina tre differenti strumenti:

  • finanziamento bancario fino a 500.000 euro;
  • rimborso degli interessi passivi fino a 70.000 euro;
  • eventuale contributo premiale a fondo perduto fino a 30.000 euro.

Il programma è rivolto principalmente agli Enti del Terzo settore, alle imprese sociali e alle cooperative sociali già operative, neocostituite o ancora da costituire.

La misura non consiste in un contributo ordinario erogato anticipatamente.

Il percorso prevede:

  1. valutazione del progetto da parte di una Commissione;
  2. ammissione all’iniziativa;
  3. autonoma valutazione del merito creditizio da parte di Intesa Sanpaolo;
  4. eventuale concessione del finanziamento;
  5. attuazione e monitoraggio del progetto;
  6. rimborso degli interessi da parte della Fondazione;
  7. possibile concessione del contributo premiale, subordinata ai risultati raggiunti.

La comunicazione ricevuta indica come apertura il 05/08/2026.

Il sito ufficiale dedicato conferma che l’iniziativa è valida fino al:

31/12/2026

Nome ufficiale dell’iniziativa

La denominazione è:

Sostegno all’Imprenditoria sociale

L’iniziativa è promossa e attuata da:

  • Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo;
  • Intesa Sanpaolo;
  • Camera di commercio di Padova;
  • Camera di commercio di Venezia Rovigo.

Fondazione Cariparo mette a disposizione una dotazione complessiva di:

3.000.000 di euro

Le risorse sono destinate:

  • al rimborso degli interessi passivi sui finanziamenti concessi;
  • all’erogazione degli eventuali contributi premiali a fondo perduto.

Intesa Sanpaolo mette invece a disposizione il plafond creditizio e decide autonomamente se concedere il finanziamento.

Le Camere di commercio offrono servizi di:

  • formazione;
  • assistenza;
  • consulenza;
  • accompagnamento;
  • sviluppo dei progetti.

Obiettivi

Il programma intende facilitare l’accesso al credito degli enti che realizzano progetti con un elevato impatto sociale e ambientale.

Particolare attenzione viene riservata alle iniziative che:

  • introducono servizi innovativi;
  • sviluppano nuovi modelli organizzativi;
  • rispondono a bisogni sociali non adeguatamente coperti;
  • producono benefici misurabili per la comunità;
  • migliorano la sostenibilità ambientale;
  • creano nuovi posti di lavoro;
  • favoriscono l’occupazione giovanile;
  • rafforzano la sostenibilità economica degli enti;
  • incrementano qualità ed efficienza dei servizi;
  • consolidano organizzazioni sociali esistenti;
  • consentono la nascita di nuove imprese sociali.

Territorio ammissibile

Il progetto deve essere realizzato nelle province di:

  • Padova;
  • Rovigo.

Il richiedente deve disporre di una struttura operativa nel medesimo territorio.

Non è sufficiente avere rapporti occasionali con le due province.

Il progetto deve dimostrare una ricaduta concreta e documentabile su:

  • persone;
  • comunità;
  • servizi;
  • occupazione;
  • ambiente;
  • economia sociale locale.

Un ente con sede legale in un’altra provincia può risultare interessato soltanto quando dispone di una struttura operativa effettiva a Padova o Rovigo e realizza in tale territorio le attività finanziate.

Beneficiari

Possono partecipare soggetti già operativi, neocostituiti o da costituire appartenenti alle categorie previste dal regolamento.

Enti privati senza scopo di lucro

Sono ammessi enti privati:

  • senza finalità di lucro;
  • dotati di personalità giuridica.

La personalità giuridica deve risultare dalla documentazione ufficiale dell’ente.

Imprese sociali

Sono ammesse le imprese sociali disciplinate dal Decreto legislativo n. 112/2017.

Rientrano anche:

  • cooperative sociali;
  • consorzi di cooperative sociali;
  • altre imprese iscritte nell’apposita sezione del Registro delle imprese.

Cooperative dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero

Sono comprese le cooperative operanti nei settori:

  • spettacolo;
  • informazione;
  • tempo libero;

richiamate dalla normativa indicata nel regolamento.

Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale

Sono ammesse:

  • organizzazioni di volontariato;
  • associazioni di promozione sociale;
  • altri enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore.

L’iscrizione al RUNTS deve risultare vigente.

Altre società partecipate al 100%

La Commissione può valutare anche soggetti con una diversa forma giuridica, purché siano partecipati integralmente da enti appartenenti alle categorie ammesse.

Questa possibilità non determina un diritto automatico all’ammissione.

La struttura societaria deve essere descritta e documentata con precisione.

Enti già operativi, neocostituiti o da costituire

Il programma distingue due filoni.

Progetto A: enti attivi da almeno 24 mesi

Il Progetto A è riservato ai soggetti che hanno iniziato la propria attività da almeno:

24 mesi alla data della domanda

L’anzianità deve risultare:

  • dalla visura camerale;
  • dal RUNTS;
  • dall’atto costitutivo;
  • o da un documento equivalente.

Progetto B: enti giovani o da costituire

Il Progetto B è rivolto a:

  • enti da costituire;
  • soggetti costituiti da meno di 24 mesi;
  • nuove imprese sociali;
  • nuove iniziative imprenditoriali del Terzo settore.

La distinzione è rilevante soprattutto per il contributo premiale:

  • Progetto A: massimo 10% del finanziamento;
  • Progetto B: massimo 20% del finanziamento.

Requisiti organizzativi ed economici

I richiedenti devono dimostrare una struttura adeguata alla gestione del progetto.

In particolare è richiesta almeno una risorsa interna dedicata ad attività:

  • organizzative;
  • gestionali;
  • amministrative.

Per gli enti già operativi deve essere dimostrata, nei due esercizi precedenti:

  • attività regolare;
  • attività non episodica;
  • una sufficiente continuità dei ricavi;
  • capacità di gestione economica;
  • sostenibilità dell’organizzazione.

Il richiedente deve inoltre predisporre un bilancio completo di:

  • stato patrimoniale;
  • conto economico.

Nel bilancio relativo all’anno precedente deve risultare un patrimonio netto positivo, salvo che siano già stati adottati adeguati provvedimenti di ricapitalizzazione.

Per gli enti neocostituiti o da costituire questi requisiti devono essere adattati alla situazione effettiva, accompagnando la domanda con un piano economico e finanziario credibile.

Finanziamento bancario

Il progetto può ottenere un finanziamento fino a:

500.000 euro

Il finanziamento può coprire al massimo:

80% del costo dell’investimento

Il restante 20% deve essere coperto dal richiedente mediante:

  • risorse proprie;
  • capitale sociale;
  • apporti dei soci;
  • donazioni;
  • contributi compatibili;
  • altre fonti finanziarie ammissibili.

Esempio con progetto da 100.000 euro

  • costo totale: 100.000 euro;
  • finanziamento massimo all’80%: 80.000 euro;
  • copertura minima del richiedente: 20.000 euro.

Esempio con progetto da 400.000 euro

  • costo totale: 400.000 euro;
  • finanziamento massimo: 320.000 euro;
  • copertura minima del richiedente: 80.000 euro.

Esempio con progetto da 700.000 euro

L’80% sarebbe pari a 560.000 euro, ma interviene il massimale.

  • finanziamento massimo: 500.000 euro;
  • quota restante: almeno 200.000 euro.

Il finanziamento non è un contributo pubblico

Il prestito viene concesso da:

Intesa Sanpaolo

La selezione effettuata dalla Commissione non obbliga la banca a erogare il credito.

Dopo l’ammissione, Intesa Sanpaolo valuta autonomamente:

  • capacità di rimborso;
  • situazione patrimoniale;
  • sostenibilità del piano;
  • indebitamento;
  • andamento economico;
  • garanzie;
  • flussi di cassa;
  • affidabilità creditizia;
  • rischio dell’operazione.

Il beneficiario deve rimborsare integralmente:

  • capitale;
  • rate;
  • eventuali interessi non coperti;
  • ulteriori oneri previsti dal contratto.

L’eventuale mancata erogazione del contributo della Fondazione non modifica gli obblighi assunti nei confronti della banca.

Durata del finanziamento

Il prestito può avere una durata compresa tra:

  • minimo 24 mesi;
  • massimo 120 mesi.

Può aggiungersi un periodo di preammortamento fino a:

12 mesi

Il rimborso avviene mediante rate mensili comprendenti:

  • quota capitale;
  • interessi passivi.

Le condizioni economiche effettive vengono definite da Intesa Sanpaolo nei fogli informativi vigenti al momento della richiesta.

Rimborso degli interessi passivi

Fondazione Cariparo può rimborsare gli interessi contrattuali pagati dal beneficiario.

La copertura è articolata come segue:

  • 100% degli interessi passivi maturati nei primi 60 mesi;
  • 50% degli interessi passivi maturati dopo il sessantesimo mese.

Il rimborso massimo complessivo è:

70.000 euro per progetto

Il dato sintetico “rimborso interessi al 50%” non descrive quindi correttamente l’intero meccanismo.

Nei primi cinque anni la copertura prevista è integrale, entro il limite massimo complessivo.

Modalità di rimborso degli interessi

Il rimborso avviene con periodicità:

semestrale

Intesa Sanpaolo trasmette alla Fondazione un prospetto degli interessi:

  • maturati;
  • effettivamente pagati;
  • riferiti al finanziamento ammesso.

La Fondazione versa quindi il rimborso direttamente al destinatario secondo le modalità definite nella convenzione.

Il beneficiario deve continuare a pagare regolarmente le rate bancarie.

Contributo premiale a fondo perduto

Al termine della realizzazione del progetto può essere richiesto un contributo aggiuntivo.

Il contributo è:

  • eventuale;
  • premiale;
  • subordinato ai risultati;
  • erogato dopo il monitoraggio;
  • non riconosciuto automaticamente con l’ammissione.

Progetti A

Per gli enti attivi da almeno 24 mesi il contributo può raggiungere:

10% del finanziamento concesso

Progetti B

Per gli enti neocostituiti, costituiti da meno di 24 mesi o da costituire il contributo può raggiungere:

20% del finanziamento concesso

Massimale comune

Per entrambe le categorie il contributo non può superare:

30.000 euro

Esempi del contributo premiale

Progetto A con finanziamento di 200.000 euro

  • percentuale massima: 10%;
  • contributo teorico: 20.000 euro;
  • massimale applicabile: 20.000 euro.

Progetto A con finanziamento di 400.000 euro

  • contributo teorico: 40.000 euro;
  • contributo massimo effettivo: 30.000 euro.

Progetto B con finanziamento di 100.000 euro

  • percentuale massima: 20%;
  • contributo teorico: 20.000 euro.

Progetto B con finanziamento di 300.000 euro

  • contributo teorico: 60.000 euro;
  • contributo massimo effettivo: 30.000 euro.

Criteri per ottenere il contributo premiale

La Commissione valuta in particolare:

  • effettiva creazione di nuovi posti di lavoro;
  • assunzione di giovani;
  • corrispondenza tra obiettivi dichiarati e risultati;
  • impatto sociale ottenuto;
  • impatto ambientale ottenuto;
  • corretta attuazione del progetto;
  • rispetto del piano economico;
  • continuità dell’attività.

Il semplice completamento degli acquisti non garantisce il contributo.

L’ente deve dimostrare che l’investimento ha prodotto risultati coerenti con quanto promesso.

Tempi del monitoraggio

Il questionario di monitoraggio viene normalmente compilato dopo:

24 mesi dall’avvio del progetto

La valutazione può essere anticipata dopo 12 mesi quando siano già stati raggiunti:

  • obiettivi occupazionali;
  • risultati sociali;
  • risultati ambientali;
  • indicatori previsti.

Il questionario deve essere:

  • sottoscritto dal legale rappresentante;
  • corredato dalla documentazione richiesta;
  • trasmesso alla Fondazione.

Progetti già beneficiari

Di norma può essere ammesso un solo progetto per richiedente.

Eventuali successive richieste:

  • vengono valutate separatamente;
  • dipendono dalle risorse residue;
  • non hanno accesso al contributo premiale a fondo perduto.

Gli enti già beneficiari devono quindi verificare con la Fondazione quali componenti del sostegno siano ancora disponibili.

Progetti ammissibili

Il progetto deve:

  • essere realizzato nelle province di Padova o Rovigo;
  • generare un elevato impatto sociale;
  • generare, quando pertinente, un impatto ambientale;
  • essere economicamente sostenibile;
  • presentare risultati misurabili;
  • disporre di un modello organizzativo adeguato;
  • dimostrare una concreta capacità di rimborso del finanziamento.

La valutazione non riguarda soltanto il valore sociale dell’idea.

Un progetto socialmente utile ma privo di sostenibilità finanziaria difficilmente può superare la successiva valutazione bancaria.

Investimenti immobiliari

Sono finanziabili:

  • acquisto di immobili;
  • costruzione;
  • ristrutturazione;
  • adeguamento;
  • ampliamento;
  • recupero di spazi destinati alle attività.

Esempi pratici:

  • ristrutturazione di un centro diurno;
  • acquisto di una struttura per servizi sociali;
  • adeguamento di un laboratorio protetto;
  • realizzazione di spazi per inserimento lavorativo;
  • recupero di un immobile per servizi educativi;
  • ampliamento di una struttura sociosanitaria.

Devono essere verificati:

  • proprietà o disponibilità;
  • destinazione urbanistica;
  • autorizzazioni;
  • sostenibilità dei costi;
  • utilizzo futuro;
  • collegamento con le attività sociali.

Impianti, macchinari e attrezzature

Sono finanziabili beni destinati a:

  • incrementare il fatturato;
  • introdurre nuovi servizi;
  • introdurre nuovi prodotti;
  • migliorare la qualità;
  • aumentare l’efficienza;
  • migliorare la capacità operativa.

Sono ammesse anche attrezzature:

usate

La loro ammissibilità non esonera il richiedente dal dimostrare:

  • valore;
  • funzionalità;
  • stato di conservazione;
  • proprietà;
  • congruità;
  • utilità per il progetto.

Investimenti immateriali

Sono finanziabili:

  • marchi;
  • brevetti;
  • pubblicità;
  • spese per l’avviamento;
  • strumenti digitali;
  • progettazione di servizi;
  • altri costi immateriali collegati allo sviluppo.

La pubblicità deve essere inserita in un progetto imprenditoriale strutturato e non rappresentare l’unico contenuto della domanda.

Certificazioni e qualità

Possono essere finanziate spese per:

  • certificazioni di qualità;
  • miglioramento degli standard;
  • sistemi organizzativi;
  • procedure;
  • qualificazione dei servizi;
  • adeguamento a standard volontari.

Il progetto deve spiegare quale miglioramento concreto verrà prodotto dalla certificazione.

Formazione e riqualificazione professionale

Sono ammesse attività formative rivolte a:

  • dipendenti;
  • collaboratori;
  • soci lavoratori;
  • persone inserite nei nuovi servizi;
  • personale coinvolto nei processi di innovazione.

Possono riguardare:

  • competenze tecniche;
  • gestione;
  • amministrazione;
  • sicurezza;
  • innovazione sociale;
  • digitale;
  • sostenibilità ambientale;
  • valutazione dell’impatto;
  • capacità commerciali;
  • organizzazione dei servizi.

Acquisto di scorte

È ammesso l’acquisto di scorte entro il limite del:

20% dell’investimento

Possono essere considerate:

  • materie prime;
  • prodotti;
  • materiali necessari all’avvio;
  • dotazioni iniziali di magazzino.

Le scorte devono essere proporzionate e direttamente collegate al progetto.

Altre spese di avvio

Il regolamento consente ulteriori spese finalizzate all’avvio del progetto.

L’ente deve però dimostrare:

  • necessità;
  • proporzionalità;
  • collegamento;
  • data;
  • sostenibilità;
  • corretta documentazione.

È opportuno ottenere un chiarimento preventivo dalla Fondazione per le voci non espressamente elencate.

Periodo di ammissibilità delle spese

La documentazione di spesa deve avere data successiva alla:

comunicazione di ammissione all’iniziativa

Questo significa che non è sufficiente attendere la semplice presentazione della domanda.

Prima di ricevere l’ammissione non dovrebbero essere:

  • emesse fatture;
  • effettuati acquisti;
  • avviati lavori;
  • sottoscritti ordini vincolanti;
  • pagati acconti;
  • sostenute le spese che si intendono inserire nel progetto.

I progetti già conclusi non sono ammissibili.

Presentazione della domanda

La candidatura deve essere trasmessa esclusivamente online attraverso:

ROL – Richieste On Line di Fondazione Cariparo

Non sono accettate domande inviate mediante:

  • posta ordinaria;
  • consegna a mano;
  • email;
  • PEC, salvo successive richieste della Fondazione;
  • modalità diverse dalla piattaforma.

Firma della domanda

Il regolamento richiede che il modulo di iscrizione sia sottoscritto dal:

legale rappresentante

Il testo ufficiale consultato non stabilisce che debba essere utilizzata esclusivamente la firma digitale.

Occorre quindi verificare nella procedura ROL:

  • formato del modulo;
  • modalità di sottoscrizione;
  • eventuale stampa e scansione;
  • eventuale firma digitale;
  • documento d’identità da allegare;
  • formato e dimensione dei file.

Per i soggetti da costituire deve essere chiarito chi possa sottoscrivere la candidatura e con quale titolo.

Documenti obbligatori

Alla domanda devono essere allegati:

  • modulo di iscrizione sottoscritto;
  • dichiarazione sull’assoggettabilità alla ritenuta del 4%;
  • atto costitutivo;
  • statuto;
  • bilanci consuntivi degli ultimi due anni, se presenti;
  • bilancio preventivo dell’esercizio corrente, se presente;
  • materiale informativo sull’ente;
  • relazione illustrativa del progetto;
  • descrizione dell’impatto sociale;
  • descrizione dell’impatto ambientale;
  • budget;
  • piano economico;
  • piano finanziario;
  • eventuali convenzioni;
  • eventuali accordi di partenariato.

Piano economico e finanziario

Il budget deve distinguere chiaramente:

  • costo totale;
  • spese finanziabili;
  • finanziamento richiesto;
  • quota propria;
  • altre fonti;
  • IVA;
  • tempi di pagamento;
  • flussi di cassa;
  • ricavi attesi;
  • costi di gestione;
  • rate del finanziamento;
  • sostenibilità pluriennale.

Il piano finanziario dovrebbe dimostrare che l’ente sarà in grado di pagare le rate anche nell’ipotesi in cui:

  • il contributo a fondo perduto non venga concesso;
  • i ricavi siano inferiori alle previsioni;
  • l’avvio richieda più tempo;
  • alcuni costi aumentino;
  • il rimborso degli interessi avvenga successivamente al pagamento.

Relazione di progetto

La relazione dovrebbe indicare:

  • problema sociale affrontato;
  • contesto territoriale;
  • destinatari;
  • attività;
  • modalità di erogazione;
  • innovazione;
  • organizzazione;
  • risorse umane;
  • investimenti;
  • risultati;
  • indicatori;
  • impatto ambientale;
  • occupazione;
  • sostenibilità economica;
  • rischi;
  • cronoprogramma.

Misurazione dell’impatto

La Commissione può utilizzare il:

RIM – Rilevatore d’Impatto

Il progetto dovrebbe individuare indicatori ex ante, per esempio:

  • numero di persone raggiunte;
  • persone fragili inserite al lavoro;
  • nuovi posti di lavoro;
  • giovani assunti;
  • servizi attivati;
  • aumento degli utenti;
  • riduzione delle liste d’attesa;
  • ore di servizio;
  • persone formate;
  • riduzione di consumi ed emissioni;
  • materiali recuperati;
  • incremento dei ricavi;
  • maggiore capacità produttiva;
  • miglioramento della qualità percepita.

Gli indicatori devono essere:

  • pertinenti;
  • misurabili;
  • documentabili;
  • realistici;
  • collegati al budget.

Procedura di valutazione

La selezione è articolata in due fasi.

Verifica formale

Vengono controllati:

  • beneficiario;
  • completezza;
  • documenti;
  • territorio;
  • compatibilità del progetto;
  • rispetto delle finalità;
  • stato di avanzamento.

Sono escluse le domande:

  • presentate da soggetti non ammessi;
  • incomplete;
  • relative a progetti incompatibili;
  • riferite ad attività già concluse.

Valutazione di merito

Le domande formalmente ammissibili vengono sottoposte a un’analisi comparativa.

La Commissione può considerare:

  • impatto sociale;
  • impatto ambientale;
  • innovazione;
  • creazione di occupazione;
  • occupazione giovanile;
  • sostenibilità economica;
  • qualità organizzativa;
  • fattibilità;
  • precedenti contributi ottenuti dalla Fondazione;
  • risultati del questionario RIM.

Non è pubblicata una griglia numerica con punteggi e soglia minima.

Composizione della Commissione

La Commissione comprende:

  • due membri nominati dalla Fondazione;
  • un membro nominato da Intesa Sanpaolo;
  • un membro della Camera di commercio di Padova;
  • un membro della Camera di commercio di Venezia Rovigo.

In questa fase la banca condivide competenze sul Terzo settore, ma non effettua ancora la valutazione creditizia.

Passaggio alla banca

In caso di esito positivo, il richiedente deve rivolgersi a una filiale di Intesa Sanpaolo.

La richiesta di finanziamento deve essere completata entro:

sei mesi dalla comunicazione dell’ammissione

Salvo comprovati motivi, il mancato rispetto del termine determina l’esclusione.

La banca può:

  • approvare l’intero importo;
  • approvare un importo inferiore;
  • chiedere garanzie;
  • modificare durata e condizioni;
  • respingere la richiesta.

Monitoraggio e possibili sospensioni

Il rimborso degli interessi può essere sospeso quando:

  • il finanziamento viene utilizzato per finalità differenti;
  • il progetto viene modificato senza autorizzazione;
  • il beneficiario non trasmette i documenti richiesti;
  • vengono omesse informazioni rilevanti;
  • le rate non vengono pagate;
  • non viene rispettato il Codice etico della Fondazione.

Ogni modifica sostanziale deve quindi essere preventivamente comunicata.

Ente titolare e ruoli

L’ente promotore e finanziatore delle componenti agevolative è:

Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Il soggetto che valuta ed eventualmente concede il credito è:

Intesa Sanpaolo

I soggetti che offrono accompagnamento e consulenza sono:

  • Camera di commercio di Padova;
  • Camera di commercio di Venezia Rovigo.

Atamai non è l’ente concedente, non decide l’ammissione e non valuta il merito creditizio.

Può affiancare il richiedente nella costruzione del progetto, nella definizione degli indicatori, nella preparazione del piano economico e nella compilazione della candidatura.

Discrepanza sulla scadenza

Il PDF del regolamento disponibile sul sito contiene ancora la frase:

iniziativa valida fino al 31/12/2025, salvo proroghe

Il sito ufficiale dedicato e la pagina dell’edizione 2026 indicano invece che l’iniziativa è in corso fino al:

31/12/2026

Per la candidatura deve essere utilizzato il termine aggiornato del 31/12/2026.

È comunque opportuno non attendere gli ultimi giorni, perché la misura dipende anche dalla disponibilità residua del plafond e dai tempi necessari per:

  • valutazione;
  • integrazioni;
  • ammissione;
  • istruttoria bancaria.

Suggerimenti operativi

Contattare la Fondazione prima della domanda

Il confronto preliminare consente di chiarire:

  • corretta linea A o B;
  • forma giuridica;
  • territorialità;
  • spese;
  • documenti;
  • modalità di firma;
  • disponibilità residua.

Costruire un progetto bancabile

L’impatto sociale da solo non basta.

Occorre dimostrare la capacità di rimborsare il prestito.

Definire indicatori misurabili

Il contributo premiale dipende dai risultati effettivi.

Non sostenere le spese troppo presto

Le fatture devono essere successive alla comunicazione di ammissione.

Prevedere almeno il 20% di copertura propria

Il finanziamento bancario copre al massimo l’80%.

Non considerare certo il contributo di 30.000 euro

La premialità viene valutata dopo l’attuazione.

Calcolare correttamente il rimborso degli interessi

La copertura è del 100% nei primi 60 mesi e del 50% dopo, entro 70.000 euro.

Preparare la documentazione contabile

Bilanci incompleti o patrimonio netto negativo possono compromettere la domanda.

Checklist pratica

Prima della candidatura verificare che:

  • il soggetto appartenga a una categoria ammessa;
  • l’iscrizione al RUNTS o al Registro delle imprese sia corretta;
  • sia presente una struttura operativa a Padova o Rovigo;
  • il progetto venga realizzato nel territorio ammesso;
  • sia identificata la linea A o B;
  • sia presente almeno una risorsa amministrativa o gestionale;
  • i bilanci siano completi;
  • il patrimonio netto sia positivo o ricapitalizzato;
  • il progetto generi impatto sociale misurabile;
  • sia descritto l’impatto ambientale;
  • siano previsti indicatori occupazionali;
  • il progetto sia economicamente sostenibile;
  • il finanziamento non superi l’80%;
  • il finanziamento non superi 500.000 euro;
  • sia disponibile almeno il 20% di copertura;
  • le scorte non superino il 20% dell’investimento;
  • le spese non siano già state sostenute;
  • il progetto non sia concluso;
  • sia predisposto il piano economico;
  • sia predisposto il piano finanziario;
  • siano allegati atto costitutivo e statuto;
  • siano disponibili i bilanci degli ultimi due anni;
  • siano allegati eventuali accordi;
  • il modulo sia sottoscritto dal legale rappresentante;
  • sia verificato il formato richiesto da ROL;
  • la candidatura sia inviata entro il 31/12/2026;
  • sia considerato il successivo giudizio autonomo della banca.

Link ufficiali

Pagina ufficiale dell’iniziativa:
https://fondazionecariparo.it/iniziative/sostegno-imprenditoria-sociale-2026/

Sito dedicato:
https://www.sostegnoimprenditoriasociale.it/

Regolamento ufficiale:
https://fondazionecariparo.it/wp-content/uploads/2025/02/SIS-Regolamento-v.-2.1.pdf

Piattaforma ROL:
https://rol.fondazionecariparo.it/Frontend/Rol/

Fondazione Cariparo:
https://fondazionecariparo.it/

Camera di commercio di Padova:
https://www.pd.camcom.it/

Camera di commercio di Venezia Rovigo:
https://www.dl.camcom.it/

Intesa Sanpaolo:
https://www.intesasanpaolo.com/

Contatto ufficiale:
gaia.sodoma@fondazionecariparo.it

Telefono:
049 8234854

Scheda rapida finale

Titolo: Sostegno all’Imprenditoria sociale

Ente promotore: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Partner: Intesa Sanpaolo, Camera di commercio di Padova e Camera di commercio di Venezia Rovigo

Beneficiari: Enti del Terzo settore, imprese sociali, cooperative sociali e altri soggetti ammessi

Stato dei beneficiari: operativi, neocostituiti o da costituire

Territorio: province di Padova e Rovigo

Dotazione della Fondazione: 3.000.000 di euro

Finanziamento bancario: massimo 500.000 euro

Copertura del finanziamento: massimo 80% del progetto

Durata: da 24 a 120 mesi

Preammortamento: fino a 12 mesi

Rimborso interessi, primi 60 mesi: 100%

Rimborso interessi dopo 60 mesi: 50%

Massimo rimborso interessi: 70.000 euro

Progetto A: enti attivi da almeno 24 mesi

Premialità Progetto A: massimo 10% del finanziamento

Progetto B: enti giovani o da costituire

Premialità Progetto B: massimo 20% del finanziamento

Massimo contributo a fondo perduto: 30.000 euro

Contributo premiale: non automatico

Scorte: massimo 20% dell’investimento

Domande: tramite piattaforma ROL

Apertura comunicata: 05/08/2026

Scadenza aggiornata: 31/12/2026

Procedura: verifica formale, valutazione di merito e successiva istruttoria bancaria

Punteggio minimo: non previsto nel regolamento pubblico

Richiesta bancaria: entro sei mesi dall’ammissione

Monitoraggio premialità: normalmente dopo 24 mesi

 

Vuoi verificare la sostenibilità del progetto?

Prima della candidatura è necessario costruire un piano capace di dimostrare contemporaneamente impatto sociale, sostenibilità economica, capacità di rimborso e risultati occupazionali misurabili.

Atamai può affiancare l’ente nella definizione del progetto, nell’elaborazione del piano economico-finanziario, nella costruzione degli indicatori e nella preparazione della domanda ROL.

Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.