Sviluppo competenze specialistiche delle PMI: contributi per formare il personale delle imprese del Mezzogiorno
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato il secondo sportello dell’incentivo “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI”, destinato a sostenere i percorsi di formazione del personale dipendente delle micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno.
La misura finanzia l’acquisto di servizi specialistici di formazione collegati all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione, alla transizione energetica e ambientale e, più in generale, allo sviluppo delle competenze necessarie per accompagnare i programmi di crescita e trasformazione delle imprese.
Il secondo sportello mette a disposizione una dotazione iniziale di circa 12,5 milioni di euro, alla quale potranno aggiungersi ulteriori risorse derivanti dalle economie, dalle rinunce o dall’esito delle istruttorie relative al primo sportello. L’intera misura è finanziata nell’ambito del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”, Azione 1.4.1.
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 10/09/2026 alle ore 12:00 del 21/12/2026, esclusivamente attraverso l’area personale di Invitalia.
L’agevolazione ordinaria copre il 50% delle spese ammissibili. Per i progetti integrati che coinvolgono imprese localizzate in almeno due regioni del Mezzogiorno, il contributo può salire al 70% per le micro e piccole imprese e al 60% per le medie imprese.
Finalità dell’incentivo
La misura intende aiutare le PMI a sviluppare le competenze interne necessarie per utilizzare nuove tecnologie, migliorare i processi produttivi, ridurre consumi e impatti ambientali, digitalizzare le attività e affrontare con personale adeguatamente formato i cambiamenti organizzativi.
Il contributo non finanzia una formazione generica o scollegata dalle attività dell’impresa. Il percorso deve essere costruito partendo da uno specifico fabbisogno aziendale e deve indicare con chiarezza:
- quali competenze devono essere sviluppate;
- quali dipendenti saranno coinvolti;
- quali processi aziendali saranno interessati;
- quali tecnologie verranno introdotte o utilizzate;
- quali risultati l’impresa intende raggiungere;
- come verrà verificato l’effettivo apprendimento;
- quale relazione esiste tra formazione e programma di sviluppo aziendale.
La formazione dovrebbe quindi rappresentare una componente di un progetto più ampio. Può accompagnare, per esempio, l’introduzione di un sistema gestionale, l’automazione di una linea produttiva, l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale, un programma di efficientamento energetico o una riorganizzazione digitale della filiera.
A chi è destinato il bando
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese che dispongono di almeno una sede secondaria o unità locale situata in una delle regioni ammesse.
Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese. Deve inoltre trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposta a procedure concorsuali.
È richiesto almeno un bilancio approvato e depositato. Per le imprese individuali e le società di persone è richiesta almeno una dichiarazione dei redditi presentata.
L’impresa deve inoltre:
- essere in regola con eventuali restituzioni di aiuti dichiarati illegali o incompatibili;
- non avere somme da restituire al Ministero a seguito della revoca di precedenti agevolazioni;
- non operare nei settori esclusi dalla normativa europea applicabile;
- rispettare gli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali;
- possedere i requisiti previsti dal decreto ministeriale e dai provvedimenti attuativi;
- rispettare il limite disponibile previsto dal regime “de minimis”.
Le imprese estere possono partecipare qualora possiedano personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza. Entro la richiesta della prima erogazione dovranno dimostrare la disponibilità di una sede secondaria o unità locale in una delle regioni ammesse, presso la quale verrà realizzato il progetto formativo.
Esclusione delle imprese che hanno partecipato al primo sportello
Per il secondo sportello è prevista una condizione particolarmente importante.
Non possono presentare domanda le imprese che hanno già partecipato al precedente sportello, aperto dal 21/04/2026 al 23/06/2026, anche quando la nuova richiesta riguarderebbe un percorso formativo differente.
Ogni impresa può inoltre presentare una sola domanda nell’ambito del secondo sportello. La limitazione vale sia per le candidature individuali sia per la partecipazione ai progetti integrati sovraregionali.
Prima di avviare la predisposizione della pratica è quindi indispensabile verificare se l’impresa, direttamente o nell’ambito di un progetto con altre aziende, abbia già presentato una domanda sul precedente sportello.
Area geografica di riferimento
I percorsi formativi devono essere realizzati presso unità locali situate in una o più delle seguenti regioni:
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
La sede legale dell’impresa può anche essere localizzata in un’altra regione. È però necessario che l’attività formativa riguardi il personale di un’unità locale situata in uno dei sette territori ammessi.
La domanda deve identificare con precisione l’unità locale interessata, i dipendenti coinvolti e il collegamento tra il percorso formativo e l’attività svolta in quella sede.
Ente proponente e soggetto gestore
L’incentivo è promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la Direzione generale competente per gli incentivi alle imprese.
Il soggetto gestore è Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.
Invitalia gestisce:
- la piattaforma per la presentazione delle domande;
- la registrazione delle imprese;
- l’istruttoria delle candidature;
- la formazione della graduatoria;
- le richieste di integrazione;
- la concessione e l’erogazione delle agevolazioni;
- i controlli sui progetti finanziati.
La misura è finanziata dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, nell’ambito dell’Azione 1.4.1 dedicata allo sviluppo di una forza lavoro qualificata.
Atamai può assistere le imprese nella verifica dei requisiti, nell’analisi dei fabbisogni, nella strutturazione del percorso formativo e nella preparazione della documentazione. La valutazione e la concessione del contributo rimangono di esclusiva competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Invitalia.
Apertura e scadenza
Le domande per il secondo sportello possono essere presentate:
Apertura: 10/09/2026, ore 12:00
Scadenza: 21/12/2026, ore 12:00
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la procedura informatica disponibile nell’area personale di Invitalia. Non sono ammesse modalità di presentazione differenti.
La misura non funziona secondo un meccanismo “click day”. Le domande vengono valutate e inserite in una graduatoria sulla base dei criteri previsti dagli atti ufficiali.
Presentare la domanda il primo giorno non garantisce quindi un punteggio maggiore. È comunque consigliabile non attendere la scadenza, per poter gestire eventuali problemi relativi all’accesso, alla firma digitale o al caricamento degli allegati.
Dotazione finanziaria
La dotazione iniziale del secondo sportello è pari a circa:
12.500.000 euro
L’importo potrà essere incrementato attraverso eventuali risorse non utilizzate nel primo sportello, comprese quelle derivanti dall’esito delle istruttorie, da rinunce o da altri eventi che rendano nuovamente disponibili fondi.
Il primo sportello disponeva di una dotazione di 50 milioni di euro. Il secondo sportello non ha quindi una nuova dotazione di 50 milioni, ma utilizza una disponibilità iniziale di circa 12,5 milioni, potenzialmente incrementabile.
Una quota del 40% delle risorse è riservata alle imprese che operano:
- nella filiera automotive;
- nella filiera della moda;
- nella filiera tessile;
- nella filiera dell’arredamento.
La riserva non implica che le imprese appartenenti alle altre filiere siano escluse. Una parte delle risorse viene però destinata prioritariamente ai comparti espressamente indicati dalla disciplina.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione viene concessa sotto forma di contributo diretto alla spesa.
Per i progetti presentati da una singola impresa, il contributo copre il:
50% delle spese ammissibili
Ogni percorso formativo deve prevedere costi ammissibili:
- non inferiori a 10.000 euro;
- non superiori a 60.000 euro.
Applicando l’aliquota ordinaria del 50%, il contributo può quindi variare, in termini teorici, da 5.000 euro a 30.000 euro per impresa, fermo restando il riconoscimento effettivo delle spese da parte di Invitalia.
Per i progetti integrati sovraregionali sono previste le seguenti maggiorazioni:
- contributo del 70% per micro e piccole imprese;
- contributo del 60% per medie imprese.
Con un programma di spesa ammissibile pari a 60.000 euro, il contributo teorico massimo può quindi arrivare:
- a 42.000 euro per una micro o piccola impresa;
- a 36.000 euro per una media impresa.
I limiti di spesa da 10.000 a 60.000 euro si applicano a ciascuna impresa partecipante anche nel caso di un progetto integrato.
Le agevolazioni sono concesse nel rispetto del Regolamento europeo “de minimis”. Prima della domanda è pertanto necessario verificare gli aiuti già ricevuti dall’impresa e dalle altre società che formano l’eventuale “impresa unica”.
Progetti integrati sovraregionali
Le imprese possono partecipare singolarmente oppure presentare un progetto integrato sovraregionale.
Il progetto integrato deve:
- coinvolgere al massimo dieci imprese;
- interessare unità locali situate in almeno due regioni ammesse;
- avere una finalità di sviluppo comune, complementare o collegata;
- produrre vantaggi competitivi per le imprese partecipanti;
- individuare un’impresa capofila;
- definire il ruolo di ogni partecipante;
- presentare percorsi formativi coerenti tra loro.
Non è sufficiente raggruppare più corsi indipendenti all’interno della stessa candidatura. Il progetto dovrebbe dimostrare l’esistenza di un’esigenza comune collegata, per esempio, alla digitalizzazione di una filiera, all’introduzione di una tecnologia condivisa o alla riqualificazione delle competenze necessarie per una collaborazione produttiva.
Un progetto integrato potrebbe coinvolgere, a titolo di esempio:
- imprese della stessa filiera localizzate in Campania e Puglia;
- aziende del comparto agroalimentare presenti in Sicilia e Calabria;
- fornitori e produttori della filiera automotive;
- imprese della moda, del tessile e dell’arredamento;
- società che intendono adottare un sistema comune di tracciabilità digitale;
- aziende che collaborano a un programma di economia circolare;
- imprese che condividono un progetto di efficientamento energetico.
Quali attività formative sono finanziabili
I contributi finanziano prestazioni specialistiche finalizzate alla formazione del personale dipendente.
I percorsi devono riguardare competenze collegate all’innovazione tecnologica e alle transizioni verde e digitale. Devono inoltre rientrare negli ambiti individuati dagli allegati del decreto attuativo.
Tra i possibili temi possono rientrare:
- trasformazione digitale dei processi;
- intelligenza artificiale;
- analisi e gestione dei dati;
- cybersecurity;
- cloud computing;
- automazione industriale;
- robotica;
- sistemi di produzione interconnessi;
- Internet of Things;
- tecnologie per la tracciabilità;
- gestione digitale della supply chain;
- progettazione e prototipazione digitale;
- manutenzione predittiva;
- realtà aumentata e realtà virtuale;
- tecnologie pulite;
- efficienza energetica;
- fonti rinnovabili;
- economia circolare;
- riduzione degli scarti;
- gestione sostenibile delle risorse;
- biotecnologie;
- mobilità intelligente;
- tecnologie applicate alla salute;
- innovazione nel turismo e nei servizi culturali.
L’ammissibilità non dipende soltanto dal titolo del corso. È necessario che il contenuto sia coerente con gli ambiti ufficiali e con un fabbisogno dimostrabile dell’impresa.
Esempi concreti di percorsi formativi
Digitalizzazione di una PMI manifatturiera
Un’impresa può formare tecnici e responsabili di produzione sull’utilizzo di un nuovo sistema MES collegato agli impianti.
Il percorso potrebbe comprendere:
- raccolta dei dati di produzione;
- monitoraggio in tempo reale;
- analisi dei fermi macchina;
- controllo della qualità;
- manutenzione predittiva;
- integrazione con il gestionale aziendale.
La domanda dovrebbe spiegare quale sistema verrà utilizzato, quali dipendenti saranno coinvolti e quali miglioramenti operativi sono attesi.
Cybersecurity e protezione dei dati
Una PMI può predisporre un percorso destinato al personale informatico e ai responsabili delle funzioni aziendali più esposte.
La formazione potrebbe riguardare:
- gestione degli accessi;
- sicurezza delle reti;
- riconoscimento delle frodi;
- protezione dei dati;
- gestione degli incidenti;
- continuità operativa;
- sicurezza dei sistemi produttivi interconnessi.
Efficienza energetica e sostenibilità
Un’impresa può formare il personale tecnico sulla gestione dei consumi e sull’utilizzo di sistemi di monitoraggio energetico.
Il programma potrebbe includere:
- lettura dei dati di consumo;
- individuazione degli sprechi;
- gestione degli impianti;
- manutenzione energetica;
- calcolo degli indicatori;
- riduzione delle emissioni;
- programmazione degli interventi di efficientamento.
Intelligenza artificiale applicata ai processi
Un’impresa di servizi potrebbe formare il personale sull’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale per:
- analisi documentale;
- gestione delle richieste dei clienti;
- previsione della domanda;
- automazione delle attività ripetitive;
- analisi commerciale;
- controllo dei dati;
- supporto alle decisioni.
Il progetto deve evitare formulazioni generiche e individuare strumenti, processi, partecipanti e risultati concreti.
Spese ammissibili
Sono ammissibili i costi collegati alle attività formative, tra cui:
- spese di personale relative ai formatori per le ore di formazione;
- spese di viaggio e alloggio direttamente connesse al progetto;
- materiali e forniture utilizzati per il percorso;
- ammortamento di strumenti e attrezzature per la quota riferita all’utilizzo formativo;
- servizi di consulenza strettamente collegati alla formazione;
- costo del personale dipendente partecipante per le ore di frequenza.
Le spese non vengono necessariamente riconosciute sulla base del semplice importo indicato nelle fatture. La misura utilizza un sistema semplificato di calcolo fondato su una tariffa oraria regionale, moltiplicata per il numero di ore di formazione e per il numero dei partecipanti. La tariffa copre complessivamente i costi ammissibili dell’operazione.
Questo elemento deve essere considerato nella costruzione del progetto. Il preventivo del fornitore, la durata del corso e il numero dei partecipanti devono essere compatibili con il costo ammissibile determinato dalla procedura.
Chi può erogare la formazione
Le prestazioni devono essere fornite da soggetti qualificati e indipendenti rispetto all’impresa richiedente.
Possono intervenire, nel rispetto delle condizioni previste:
- manager qualificati;
- società di consulenza;
- fornitori di servizi di formazione;
- soggetti con competenze ed esperienze documentabili negli ambiti interessati.
Il fornitore non deve essere collegato all’impresa proponente in modo incompatibile con il requisito di indipendenza.
È opportuno verificare:
- esperienza maturata dal fornitore;
- progetti analoghi realizzati;
- qualificazione dei docenti;
- conoscenza del settore dell’impresa;
- capacità di personalizzare il percorso;
- modalità di verifica dell’apprendimento;
- disponibilità a produrre la documentazione necessaria;
- correttezza dell’offerta economica.
La scelta del fornitore non dovrebbe basarsi soltanto sul prezzo. Una parte importante della qualità del progetto dipende dalla coerenza tra i fabbisogni aziendali, le competenze dei formatori e i contenuti proposti.
Tempi di realizzazione del percorso
Il percorso formativo deve iniziare entro sei mesi dalla concessione dell’agevolazione.
Le attività devono concludersi entro dodici mesi dalla data di concessione, salvo l’eventuale proroga di ulteriori sei mesi prevista dalla disciplina.
Il cronoprogramma deve quindi essere realistico e considerare:
- selezione dei partecipanti;
- disponibilità dei docenti;
- turni di lavoro;
- attività in presenza o a distanza;
- eventuali trasferte;
- registrazione delle presenze;
- verifiche intermedie;
- prova o valutazione finale;
- raccolta dei documenti di rendicontazione.
I progetti con molte ore concentrate in periodi incompatibili con l’organizzazione aziendale rischiano di essere difficili da realizzare, anche quando risultano formalmente corretti.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente online attraverso l’area personale di Invitalia.
Per accedere alla procedura è necessario:
- disporre di SPID, CIE o CNS;
- registrare preventivamente l’impresa;
- indicare l’eventuale soggetto delegato;
- disporre di una firma digitale valida;
- possedere un indirizzo PEC;
- compilare la domanda online;
- caricare tutti gli allegati richiesti;
- firmare digitalmente la domanda.
Le imprese italiane che presentano la domanda singolarmente o come capofila devono completare la registrazione nella sezione “Anagrafica e deleghe”.
La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa o, nel caso di un progetto integrato, dal legale rappresentante della società capofila. Un consulente può essere delegato alla compilazione e alla trasmissione, ma non può sostituire il legale rappresentante nell’apposizione della firma digitale.
Documentazione richiesta
Per una domanda presentata da una singola impresa, la documentazione indicata da Invitalia comprende:
- dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti;
- dichiarazione relativa all’impresa unica;
- dichiarazione sull’assicurazione contro i rischi catastrofali;
- dichiarazione sul titolare effettivo ai fini antiriciclaggio;
- dichiarazione relativa al casellario e alle procedure concorsuali;
- dichiarazione sul pantouflage;
- scheda descrittiva del percorso formativo;
- elenco dei dipendenti partecipanti;
- scheda informativa del fornitore;
- questionario ESG;
- offerta economica del fornitore;
- certificazione della parità di genere, quando posseduta;
- contratto di rete, quando pertinente;
- ultima dichiarazione dei redditi per imprese individuali e società di persone.
Per i progetti integrati sovraregionali deve essere presentata anche la delega alla società capofila e la documentazione riferita a ciascuna impresa partecipante.
Dopo la presentazione viene comunicato il Codice unico di progetto, CUP, che dovrà essere riportato sulla documentazione relativa alle attività finanziate, compresi contratti, timesheet e documenti utilizzati per richiedere l’erogazione.
Criteri di valutazione e graduatoria
La misura prevede una procedura valutativa a graduatoria.
Le domande vengono ordinate sulla base del punteggio ottenuto applicando i criteri previsti dagli allegati ufficiali. Non si tratta quindi di una procedura a sportello basata esclusivamente sull’ordine di arrivo.
Tra gli elementi presi in considerazione rientrano la qualità e la coerenza dell’iniziativa, le caratteristiche del percorso, i requisiti dell’impresa e le eventuali premialità previste.
Invitalia indica espressamente premialità collegate al possesso:
- del rating di legalità;
- della certificazione della parità di genere.
La graduatoria viene formata in ordine decrescente di punteggio. Le domande vengono successivamente istruite nel rispetto della posizione raggiunta e nei limiti delle risorse disponibili.
Un progetto con un programma formativo generico può risultare meno competitivo di una proposta che dimostri con precisione:
- le competenze mancanti;
- il collegamento con gli investimenti aziendali;
- la qualità del fornitore;
- i risultati attesi;
- il numero e il ruolo dei partecipanti;
- gli indicatori utilizzati per misurare l’efficacia;
- le ricadute sulla competitività dell’impresa.
Come costruire un progetto formativo credibile
La preparazione dovrebbe partire da un’analisi dei fabbisogni interni.
È utile individuare:
- il processo aziendale da migliorare;
- la tecnologia o il cambiamento da introdurre;
- le competenze già presenti;
- le competenze mancanti;
- i dipendenti da coinvolgere;
- il livello iniziale dei partecipanti;
- i risultati da raggiungere;
- il fornitore più adatto;
- le modalità di verifica finale.
Per ogni modulo formativo dovrebbero essere indicati:
- titolo;
- contenuti;
- durata;
- modalità di svolgimento;
- docente;
- partecipanti;
- competenze in uscita;
- indicatori di risultato.
È consigliabile evitare espressioni generiche come “migliorare le competenze digitali”. Una formulazione più concreta potrebbe essere: “formare cinque addetti all’utilizzo del nuovo sistema di pianificazione della produzione, con l’obiettivo di ridurre gli errori di programmazione e migliorare la tracciabilità degli ordini”.
Suggerimenti operativi
Prima di predisporre la domanda è opportuno:
- verificare che l’impresa non abbia partecipato al primo sportello;
- verificare il possesso della qualifica di PMI;
- controllare la sede dell’unità locale;
- verificare bilancio o dichiarazione dei redditi;
- controllare gli aiuti “de minimis” già ricevuti;
- verificare la polizza contro i rischi catastrofali;
- analizzare i fabbisogni formativi;
- scegliere l’ambito tecnologico corretto;
- individuare i dipendenti partecipanti;
- selezionare un fornitore indipendente e qualificato;
- acquisire un’offerta economica dettagliata;
- verificare le tariffe ammissibili;
- raccogliere il rating di legalità, se posseduto;
- raccogliere la certificazione della parità di genere, se posseduta;
- predisporre SPID, CIE o CNS;
- controllare firma digitale e PEC;
- completare l’Anagrafica e deleghe di Invitalia;
- valutare l’opportunità di un progetto integrato sovraregionale.
La formazione dovrebbe essere pianificata tenendo conto dei turni, delle assenze, dei periodi di maggiore attività e delle effettive possibilità dei dipendenti di partecipare.
Checklist pratica
Prima dell’invio della domanda è consigliabile verificare:
- impresa classificabile come micro, piccola o media;
- unità locale in una regione ammessa;
- impresa iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
- almeno un bilancio approvato o una dichiarazione dei redditi;
- assenza di liquidazione o procedure concorsuali;
- regolarità rispetto a precedenti agevolazioni;
- rispetto degli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali;
- disponibilità nel plafond “de minimis”;
- mancata partecipazione al primo sportello;
- una sola domanda prevista per il secondo sportello;
- costi compresi tra 10.000 e 60.000 euro;
- percorso destinato al personale dipendente;
- unità locale di realizzazione correttamente individuata;
- contenuti coerenti con gli ambiti finanziabili;
- fabbisogni formativi documentati;
- dipendenti partecipanti individuati;
- numero di ore definito;
- risultati e indicatori descritti;
- fornitore qualificato e indipendente;
- offerta economica disponibile;
- eventuale progetto sovraregionale correttamente strutturato;
- impresa capofila individuata;
- rating di legalità verificato;
- certificazione della parità di genere allegata, se disponibile;
- documentazione societaria completa;
- questionario ESG compilato;
- firma digitale valida;
- PEC attiva;
- accesso all’area personale di Invitalia verificato;
- registrazione in “Anagrafica e deleghe” completata;
- domanda controllata prima dell’invio.
Link ufficiale del bando
La pagina ufficiale della misura è disponibile sul sito di Invitalia:
Invitalia – Sviluppo competenze specialistiche delle PMI
È inoltre disponibile la pagina istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy:
Prima di presentare la domanda è necessario consultare il decreto ministeriale, i decreti direttoriali, gli allegati, la modulistica, le FAQ e le eventuali comunicazioni pubblicate da Invitalia.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Sviluppo competenze specialistiche delle PMI
Sportello: secondo sportello 2026
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese
Area geografica: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
Finalità: formazione del personale dipendente su innovazione tecnologica, transizione digitale e transizione verde
Dotazione del secondo sportello: circa 12.500.000 euro, incrementabili con eventuali risorse residue
Spesa ammissibile: da 10.000 a 60.000 euro per impresa
Contributo ordinario: 50% delle spese ammissibili
Progetti integrati sovraregionali: 70% per micro e piccole imprese; 60% per medie imprese
Contributo teorico massimo: 30.000 euro per progetto individuale; 42.000 euro per micro e piccole imprese e 36.000 euro per medie imprese nei progetti integrati
Apertura: 10/09/2026, ore 12:00
Scadenza: 21/12/2026, ore 12:00
Procedura: valutativa a graduatoria
Ente proponente: Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Soggetto gestore: Invitalia
Dove presentare la domanda: area personale del sito Invitalia
Vincolo importante: non possono partecipare le imprese che hanno già presentato domanda nel primo sportello 2026
Assistenza Atamai
La qualità della candidatura dipende dalla capacità di collegare il percorso formativo a un programma concreto di innovazione, digitalizzazione o sostenibilità.
Atamai può affiancare le PMI nella verifica dei requisiti, nell’analisi dei fabbisogni, nella scelta del percorso, nell’organizzazione della documentazione e nella preparazione della domanda da presentare a Invitalia.
Per valutare un progetto relativo all’incentivo Sviluppo competenze specialistiche delle PMI, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.
Titoli alternativi
- Sviluppo competenze PMI: contributi per formare i dipendenti nel Mezzogiorno
- Formazione digitale e green: contributi fino al 70% per le PMI del Sud
- Invitalia, secondo sportello 2026 per le competenze specialistiche delle PMI
- PMI del Mezzogiorno: come finanziare percorsi formativi da 10.000 a 60.000 euro
- Innovazione tecnologica e sostenibilità: incentivi per la formazione aziendale
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