La Regione Toscana mette a disposizione 210.000 euro per finanziare un progetto di animazione territoriale dedicato alla conciliazione tra vita e lavoro. Possono candidarsi associazioni temporanee di scopo tra associazioni di rappresentanza datoriale e sindacale, già costituite o da costituire. Il finanziamento copre integralmente i costi ammissibili, senza cofinanziamento privato obbligatorio, fino a un massimo di 210.000 euro per il progetto selezionato. Le domande possono essere presentate dal 7 ottobre 2026 ed entro le ore 12:00 del 16 novembre 2026.
La misura sostiene la ricognizione delle reti di welfare esistenti, la sensibilizzazione delle imprese, gli incontri territoriali e la definizione di modelli di cooperazione per nuovi servizi di conciliazione. Rientra nel PR FSE+ Toscana 2021–2027, Priorità 1 “Occupazione”, attività 1.a.12 “Capacità istituzionale Occupazione – Animazione”.
Che cosa finanzia concretamente
Il progetto deve costruire un percorso coerente che parta dall’analisi delle esperienze esistenti e arrivi a proposte utilizzabili dai territori. Sono previste cinque componenti:
- Analisi delle reti di welfare e delle buone pratiche. Occorre identificare finalità, soggetti coinvolti, funzionamento e ambito territoriale delle reti, includendo il confronto con esperienze di altre regioni.
- Informazione e sensibilizzazione delle imprese. Le attività devono promuovere la responsabilità sociale e spiegare i benefici della conciliazione, affrontando anche gli ostacoli culturali che ne limitano l’adozione.
- Incontri territoriali. Servono a rilevare i fabbisogni di nuovi servizi, mettere in relazione operatori economici e altri soggetti e sviluppare possibili soluzioni.
- Proposte di modelli di cooperazione. I risultati dell’analisi e degli incontri devono tradursi in strategie per successive sperimentazioni territoriali.
- Diffusione dei risultati. Sono richieste una pubblicazione, una conferenza finale e ulteriori strumenti di comunicazione web e digitali.
Per esempio, un percorso potrebbe analizzare come più imprese dello stesso territorio possano collaborare con enti locali e soggetti del terzo settore per affrontare esigenze di cura familiare, organizzazione dei tempi o accesso ai servizi. La proposta deve però sviluppare il lavoro di analisi, coinvolgimento e progettazione previsto dall’avviso: il contributo non costituisce un budget individuale da distribuire ai dipendenti.
Beneficiari: chi presenta la domanda e chi partecipa alle attività
La candidatura è riservata a un’ATS tra associazioni di rappresentanza datoriale e sindacale. Il capofila deve avere sede legale in Toscana.
È possibile partecipare anche con un raggruppamento non ancora costituito. In questo caso occorre allegare una dichiarazione di intenti che individui il capofila e contenga l’impegno a conferirgli un mandato collettivo speciale con rappresentanza e mandato all’incasso della sovvenzione.
Tutti i componenti devono possedere i requisiti dell’avviso, tra cui:
- regolarità contributiva e rispetto degli obblighi verso gli enti paritetici;
- applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento;
- rispetto delle norme sulla sicurezza e sul collocamento delle persone con disabilità;
- adeguata capacità amministrativa, finanziaria e operativa;
- assenza delle condizioni ostative relative a procedure concorsuali, condanne e normativa antimafia.
Non sono previsti criteri di accesso legati alla qualifica di micro, piccola o media impresa né un elenco di codici ATECO: l’elemento decisivo è la natura del soggetto proponente.
I destinatari delle attività sono invece imprese, enti del terzo settore e altri soggetti pubblici e privati con sede in Toscana, interessati alle reti territoriali per i servizi di conciliazione. Questa distinzione è essenziale: essere un’impresa destinataria non attribuisce il diritto di presentare autonomamente la domanda.
Contributo: copertura integrale e sistema “personale + 40%”
Il finanziamento massimo è di 210.000 euro. L’avviso non stabilisce un importo minimo di progetto e non richiede cofinanziamento privato. Il budget deve comunque essere congruo rispetto alle attività e ai risultati proposti.
Il piano finanziario segue questa formula:
Costo ammissibile del progetto = costi diretti ammissibili del personale + 40% degli stessi costi
Il 40% è una quota forfettaria destinata a coprire gli altri costi diretti e indiretti. Non è una maggiorazione da aggiungere a un preventivo che comprende già tutte le spese.
| Costi diretti del personale | Altri costi, forfait 40% | Finanziamento complessivo |
|---|---|---|
| 100.000 € | 40.000 € | 140.000 € |
| 125.000 € | 50.000 € | 175.000 € |
| 150.000 € | 60.000 € | 210.000 € |
Per raggiungere il massimale occorrono quindi 150.000 euro di costi diretti del personale ammissibili, ai quali si aggiungono 60.000 euro forfettari.
Gli esempi rappresentano soltanto il calcolo finanziario. Anche un progetto di importo inferiore deve rispettare tutte le componenti richieste e dimostrare la propria rilevanza regionale.
Spese ammissibili: come costruire il budget
La base di calcolo comprende retribuzioni e compensi del personale interno ed esterno impegnato nelle funzioni espressamente consentite. Sono previste, in particolare, attività di:
- progettazione e preparazione;
- supporto tecnico e amministrativo;
- coordinamento;
- consulenza e ricerca;
- elaborazione di report e studi;
- organizzazione delle manifestazioni conclusive;
- rendicontazione.
Operativamente, l’ATS può prevedere ricercatori per la mappatura, personale tecnico per la raccolta dei fabbisogni, coordinatori per il partenariato e personale amministrativo per la gestione documentale.
Ogni costo deve essere collegato al progetto e sostenuto da documentazione adeguata. Occorre rispettare le regole del Manuale FSE+ sui compensi, sull’imputazione del tempo lavorato e sui giustificativi.
Anche nelle voci dedicate a report, studi e manifestazioni conclusive, la componente rendicontata come costo diretto riguarda il personale. Una fattura complessiva per un evento, comprensiva di sala, catering e altri servizi, non può essere automaticamente inserita per intero nella base su cui applicare il 40%.
Spese escluse e principali errori da evitare
Vitto, viaggio e alloggio non rientrano nei costi diretti del personale utilizzati come base del forfait. Gli altri costi del progetto sono coperti attraverso la componente forfettaria secondo le regole applicabili.
Gli errori più rilevanti sono:
- includere nella base di calcolo spese che non sono retribuzioni o compensi;
- attribuire al progetto personale senza documentarne l’effettivo impiego;
- superare i parametri di costo applicabili;
- rendicontare le stesse spese su più finanziamenti pubblici;
- utilizzare il budget per attività estranee all’animazione territoriale;
- presentare un progetto composto prevalentemente da acquisti, senza il percorso di analisi e coinvolgimento richiesto.
La riduzione dei costi del personale produce anche una riduzione del forfait. Se vengono esclusi 10.000 euro di personale, si perdono ulteriori 4.000 euro della quota forfettaria: la riduzione complessiva è di 14.000 euro.
Quando possono essere sostenute le spese
La regola generale collega l’ammissibilità delle spese alla vigenza del finanziamento e alla convenzione.
Il Manuale contempla eccezioni per progettazione, indagini preliminari ed eventuale costituzione del partenariato, che possono risalire alla pubblicazione dell’avviso, nei limiti delle categorie ammesse. Prevede inoltre le spese per gli adempimenti amministrativi e contabili necessari alla rendicontazione finale entro i termini stabiliti.
Queste eccezioni vanno applicate insieme alle restrizioni del bando sul personale. Non rendono automaticamente ammissibile ogni costo sostenuto prima della convenzione.
Graduatoria: come viene selezionato il progetto
L’avviso presenta una discordanza terminologica: nell’articolo sulle scadenze compare la definizione “a sportello”, mentre le disposizioni sulla selezione prevedono una graduatoria a punteggio e il finanziamento del progetto con il punteggio più alto.
La candidatura deve quindi essere preparata come una proposta competitiva. Non è previsto, nelle disposizioni di valutazione, un vantaggio legato alla trasmissione nei primi minuti di apertura.
| Criterio | Punteggio massimo |
|---|---|
| Chiarezza espositiva e coerenza logica | 20 |
| Completezza dell’analisi di contesto | 20 |
| Dettaglio delle attività | 20 |
| Numerosità dei modelli analizzati e confronto con altre regioni | 20 |
| Sostenibilità e strumenti per dare continuità all’operazione | 5 |
| Ampiezza e rappresentatività del partenariato | 5 |
| Organizzazione del partenariato e chiarezza dei ruoli | 5 |
| Correttezza del piano finanziario | 5 |
| Totale | 100 |
La soglia minima è 65 punti su 100. Superarla consente l’ammissibilità al finanziamento, ma non garantisce l’assegnazione: con la dotazione prevista viene finanziato il progetto primo classificato.
La parte più consistente del punteggio riguarda qualità, contesto, attività e modelli di rete. Un partenariato ampio deve quindi accompagnarsi a un programma preciso: territori coinvolti, metodo di analisi, responsabilità, calendario e risultati verificabili.
La graduatoria deve essere approvata entro 60 giorni dalla scadenza. La pubblicazione sul BURT vale come notifica e non sono previste comunicazioni individuali. Ulteriori progetti potranno essere finanziati soltanto in presenza delle disponibilità aggiuntive contemplate dall’avviso.
Durata, risultati obbligatori e costituzione dell’ATS
Il progetto dura 12 mesi dalla data di avvio, che decorre dalla stipula della convenzione, salvo autorizzazione all’avvio anticipato. L’avvio effettivo delle attività deve avvenire comunque entro 60 giorni dalla firma.
Il soggetto finanziato deve produrre:
- documento sulle reti esistenti e sulle buone pratiche;
- piano di informazione e sensibilizzazione delle imprese;
- calendario degli incontri territoriali;
- report degli incontri e fogli firma;
- pubblicazione finale;
- conferenza finale;
- relazioni trimestrali sulle attività.
Un’ATS costituenda ammessa a finanziamento deve trasmettere via PEC l’atto di costituzione entro 30 giorni dalla pubblicazione sul BURT del decreto di ammissione. La convenzione viene stipulata dal capofila entro 60 giorni dalla stessa pubblicazione.
Anticipazione e liquidità necessaria
L’erogazione avviene normalmente attraverso:
| Fase | Modalità |
|---|---|
| Anticipazione | 40% del finanziamento, all’avvio, con convenzione e garanzia fideiussoria |
| Rimborsi intermedi | Fino al 90% complessivo, includendo l’anticipazione |
| Saldo | Dopo rendicontazione finale e controllo |
Su un finanziamento di 210.000 euro, l’anticipo è di 84.000 euro. Il limite cumulato prima del saldo è di 189.000 euro; i restanti 21.000 euro sono liquidabili dopo le verifiche finali, al netto di eventuali riduzioni.
La fideiussione deve rispettare le condizioni dell’avviso, comprese validità, firma digitale e pagamento a prima richiesta. Deve pervenire prima della prima domanda di rimborso; altrimenti si determina la rinuncia automatica all’anticipazione.
È possibile rinunciare volontariamente all’anticipo e non presentare la garanzia. Questa scelta richiede però una maggiore capacità di sostenere le spese prima dei rimborsi. La copertura integrale non elimina quindi il fabbisogno di liquidità.
Rendicontazione, monitoraggio e obblighi di comunicazione
Il personale costituisce il principale punto di controllo finanziario. Contratti, incarichi, documentazione del lavoro svolto e pagamenti devono permettere di ricostruire il collegamento con il progetto.
Entro 10 giorni dalle scadenze trimestrali del 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre, il beneficiario deve inserire e validare nel sistema i dati finanziari previsti. La comunicazione trimestrale delle spese vale anche come richiesta di rimborso e deve essere accompagnata dagli elementi di monitoraggio richiesti.
Il rendiconto finale va presentato entro 60 giorni dalla conclusione. Il mancato rispetto del termine, salvo proroghe autorizzate, può comportare revoca e restituzione delle somme.
Vanno inoltre rispettati gli obblighi FSE+ di visibilità del finanziamento, la protezione dei dati dei partecipanti e gli obblighi applicabili di pubblicazione delle sovvenzioni. È opportuno predisporre dall’avvio una codificazione contabile che distingua chiaramente le operazioni del progetto.
Regime di aiuto e cumulabilità
La misura è una sovvenzione del PR FSE+. La documentazione richiama diversi regolamenti sugli aiuti nelle premesse, ma non individua in modo esplicito un unico regime operativo de minimis o GBER applicabile alla sovvenzione.
Non è quindi corretto attribuire automaticamente al progetto uno specifico plafond de minimis sulla sola base di quei richiami. La qualificazione dovrà essere riscontrata negli atti di concessione e nella convenzione.
Resta fermo il divieto di doppio finanziamento pubblico delle medesime spese. In particolare, le ore di personale imputate al progetto non possono essere rimborsate una seconda volta attraverso un’altra misura.
Presentazione della domanda
La domanda va trasmessa tramite il Sistema Informativo FSE della Regione Toscana, utilizzando il formulario online. L’accesso avviene con SPID, CNS o CIE.
I soggetti non registrati devono richiedere l’accesso con almeno 10 giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza: oltre questo termine la Regione non garantisce l’abilitazione in tempo utile.
La documentazione comprende, secondo la situazione del partenariato:
- domanda di finanziamento in bollo da 16 euro;
- atto costitutivo dell’ATS oppure dichiarazione di intenti;
- dichiarazioni di affidabilità dei componenti;
- formulario descrittivo;
- documenti identificativi richiesti.
Le firme devono rispettare le modalità previste per ATS costituita o costituenda. La trasmissione compete al rappresentante legale e occorre verificare l’avvenuta protocollazione.
La scadenza è 16 novembre 2026 alle ore 12:00. La documentazione consultata non specifica un orario di apertura per il 7 ottobre.
Checklist prima della domanda
- Verificare che l’ATS comprenda rappresentanza datoriale e sindacale e che il capofila abbia sede legale in Toscana.
- Controllare i requisiti di tutti i componenti.
- Definire mandato, responsabilità e ripartizione delle attività.
- Progettare tutte e cinque le componenti richieste.
- Collegare attività, risultati obbligatori e calendario dei 12 mesi.
- Costruire il budget partendo dai costi ammissibili del personale.
- Controllare compensi, imputazione delle ore e assenza di doppio finanziamento.
- Valutare liquidità e disponibilità della fideiussione.
- Richiedere tempestivamente l’accesso al Sistema Informativo FSE.
- Verificare allegati, firme, bollo e protocollazione.
- Organizzare monitoraggio trimestrale e rendicontazione fin dall’avvio.
Scheda rapida
| Voce | Dato |
|---|---|
| Ente | Regione Toscana |
| Misura | Animazione per reti di welfare territoriale e conciliazione vita-lavoro 2026–2027 |
| Beneficiari | ATS tra associazioni di rappresentanza datoriale e sindacale |
| Territorio | Toscana; capofila con sede legale regionale |
| Dotazione | 210.000 € |
| Contributo | Copertura integrale dei costi ammissibili; nessun cofinanziamento privato obbligatorio |
| Massimale | 210.000 € per il progetto selezionato |
| Importo minimo/massimo del progetto | Minimo non fissato; massimo finanziabile 210.000 € |
| Calcolo del budget | Personale ammissibile + forfait del 40% |
| Principali attività | Mappatura, sensibilizzazione, incontri territoriali, modelli di cooperazione e diffusione |
| Procedura | Graduatoria a punteggio secondo gli articoli 11–12; discordanza con la dicitura “sportello” dell’articolo 6 |
| Soglia | 65/100; finanziato il progetto con punteggio più alto |
| Apertura | 7 ottobre 2026, dalla pubblicazione sul BURT |
| Scadenza | 16 novembre 2026, ore 12:00 |
| Durata | 12 mesi |
| Piattaforma | Sistema Informativo FSE Toscana |
| Regime di aiuto | Sovvenzione PR FSE+; specifico regime de minimis/GBER non esplicitato nelle disposizioni operative |
Valutazione pratica
La misura è particolarmente interessante per associazioni datoriali e sindacali capaci di mobilitare imprese e operatori su più territori, raccogliere fabbisogni e trasformarli in modelli di cooperazione sostenibili. Per le imprese coinvolte, l’utilità consiste nel contribuire alla costruzione di reti e soluzioni condivise per la conciliazione.
I principali punti di attenzione sono la selezione di un solo progetto, il peso della qualità progettuale, la documentazione dei costi del personale e la liquidità necessaria durante l’attuazione.
Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella definizione del progetto e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).