Toscana, Bando Parcheggi 2026: fino a 2 milioni ai Comuni per nuove aree di sosta

Toscana, Bando Parcheggi 2026: fino a 2 milioni ai Comuni per nuove aree di sosta

Regione Toscana ha aperto il Bando Parcheggi 2026, destinato a tutti i Comuni toscani che intendono realizzare nuovi parcheggi pubblici nell’ambito di interventi di riqualificazione urbana, decongestionamento dei centri abitati e miglioramento della mobilità.

La misura dispone complessivamente di 19,5 milioni di euro e permette a ciascun Comune di candidare un solo progetto, con un sostegno regionale massimo di 2 milioni di euro. Le domande possono essere presentate dal 14 settembre al 30 novembre 2026.

Non è un normale fondo perduto da 2 milioni

Questo è il primo elemento da chiarire rispetto alla sintesi Neskey.

La Regione non versa al Comune, per esempio, 2 milioni di euro al momento della concessione per pagare direttamente i lavori.

Il meccanismo finanziario parte invece dalla stipula di un mutuo da parte del Comune.

Alla domanda deve essere già allegato:

  • lo schema del contratto di mutuo;
  • il relativo piano di ammortamento;
  • con una durata massima di 20 anni.

Regione Toscana interviene poi attraverso il contributo destinato a coprire la quota capitale delle rate di ammortamento, nel limite del contributo concesso.

Gli interessi del finanziamento non fanno parte della quota capitale coperta dalla Regione.

È quindi più corretto descrivere la misura come:

contributo regionale pluriennale a copertura della quota capitale di un mutuo contratto dal Comune per costruire il parcheggio.

Esempio pratico

Un Comune vuole realizzare un parcheggio pubblico con un costo di 2,5 milioni di euro.

Predispone il progetto, individua la copertura finanziaria e presenta uno schema di mutuo.

Se la Regione ammette il progetto con un contributo di 2 milioni di euro, il Comune stipula il finanziamento e continua formalmente a pagare le relative rate all’istituto finanziatore.

La Regione riconosce progressivamente la quota capitale secondo il piano di ammortamento ammesso, fino al limite complessivo concesso.

La differenza rispetto a un classico bando in conto capitale è quindi sostanziale, soprattutto per:

  • gestione finanziaria;
  • interessi;
  • capacità di indebitamento dell’Ente;
  • programmazione pluriennale;
  • tempi di erogazione.

19,5 milioni non sono disponibili tutti nel 2026

Anche la dotazione va letta correttamente.

I 19,5 milioni di euro sono distribuiti nel periodo 2027-2046.

La programmazione regionale prevede:

Annualità Risorse
2027 €500.000
2028-2046 €1.000.000 l’anno
Totale €19.500.000

La struttura pluriennale è coerente proprio con il pagamento progressivo delle quote capitale dei mutui contratti dai Comuni.

Beneficiari: tutti i Comuni toscani

Possono partecipare tutti i Comuni della Toscana.

Non sono invece indicati come beneficiari diretti:

  • Province;
  • Unioni di Comuni;
  • Comunità Montane;
  • società partecipate;
  • soggetti privati.

La candidatura deve essere presentata direttamente dal Comune titolare dell’intervento.

Una sola domanda per Comune

Ogni Comune può presentare:

una sola istanza per un solo progetto.

Il massimale è pari a:

2.000.000 euro per progetto.

Questo rende importante scegliere l’intervento più competitivo se l’Ente dispone di più aree che potrebbero essere trasformate in parcheggio.

Si finanziano nuovi parcheggi pubblici

La finalità centrale è la realizzazione di nuove aree di sosta pubbliche e delle opere strettamente necessarie alla loro realizzazione.

Non lo considererei quindi un bando generico per:

  • semplice rifacimento della segnaletica di un parcheggio esistente;
  • manutenzione ordinaria;
  • sola sostituzione dei parcometri;
  • mera asfaltatura di un’area già utilizzata normalmente come parcheggio.

Il progetto deve avere come oggetto sostanziale la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico.

Il parcheggio deve essere pubblico e gratuito

La disciplina attuativa della L.R. 11/2021 prevede che il parcheggio finanziato sia destinato alla fruizione gratuita del pubblico.

La stessa condizione era espressamente prevista nei precedenti bandi della misura ed è riportata anche nelle schede operative relative all’edizione 2026.

Questo aspetto è importante perché il bando non nasce per finanziare parcheggi comunali da impostare come normali strutture commerciali a pagamento.

Serve già il PFTE approvato

Non è sufficiente che il Comune abbia individuato un’area e una generica idea progettuale.

Al momento della domanda deve esistere almeno un:

Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica – PFTE

approvato ai sensi dell’articolo 41 del D.Lgs. 36/2023.

Il bando è quindi rivolto a Comuni con un progetto già abbastanza maturo.

Non è lo strumento ideale per partire oggi da zero con:

“Abbiamo un terreno e prima o poi vorremmo costruirci un parcheggio”.

Serve anche il mutuo già impostato

Oltre al PFTE, il Comune deve presentare lo:

schema del contratto di mutuo destinato alla realizzazione dell’opera

e il relativo:

piano di ammortamento.

La durata massima ammessa è 20 anni.

Questo significa che la componente tecnica e quella finanziaria devono essere costruite contemporaneamente.

Prima della domanda occorre quindi avere chiaro:

  • costo dell’intervento;
  • importo da finanziare;
  • durata del mutuo;
  • quota capitale;
  • interessi;
  • sostenibilità del debito;
  • eventuali risorse proprie dell’Ente.

Il Comune deve avere piena disponibilità dell’area

Altro requisito tassativo:

il Comune deve dimostrare la piena disponibilità dell’area oggetto dell’intervento.

La Regione ammette:

  • proprietà;
  • diritto reale di godimento riconosciuto dal Codice civile.

Una semplice ipotesi di futura acquisizione dell’area non è quindi sufficiente.

Questo controllo dovrebbe essere effettuato tra i primissimi passaggi della candidatura.

Il parcheggio deve essere urbanisticamente conforme

L’opera deve risultare conforme agli strumenti:

  • di pianificazione territoriale;
  • di programmazione;
  • urbanistici.

La domanda deve riguardare una vera opera pubblica urbanisticamente realizzabile.

Anche questo spiega perché il PFTE approvato costituisce il livello progettuale minimo.

Serve già il CUP

La richiesta deve riportare il Codice Unico di Progetto – CUP valido e correttamente riferito all’intervento per cui viene richiesto il contributo.

Non è quindi un adempimento da rinviare alla fase successiva alla concessione.

Niente doppio finanziamento sullo stesso progetto

Il parcheggio proposto non deve aver già beneficiato né beneficiare di altre misure:

  • comunitarie;
  • nazionali;
  • regionali;

aventi le medesime finalità.

Per un Comune che abbia già inserito l’opera in programmi PNRR, ministeriali o regionali bisogna quindi effettuare una verifica preventiva molto attenta.

Attenzione: non è un semplice click day

La scheda Neskey indica:

“procedura valutativa a sportello”.

La definizione è riduttiva.

I materiali ufficiali regionali parlano espressamente di criteri che attribuiscono maggiore punteggio ai progetti.

Quindi non imposterei la strategia come:

“mandiamo la domanda il primo giorno e siamo finanziati”.

Il progetto deve essere costruito per risultare competitivo.

La Regione valuta infatti caratteristiche precise del parcheggio e della sua funzione all’interno del sistema urbano e della mobilità.

Intermodalità: uno dei criteri più importanti

Viene premiata la capacità del parcheggio di integrarsi con altri sistemi di mobilità.

In particolare:

  • trasporto pubblico;
  • mobilità ciclabile;
  • mobilità pedonale;
  • altre forme di mobilità dolce.

Un parcheggio isolato in periferia senza collegamenti può quindi risultare meno competitivo rispetto a un’infrastruttura che funziona realmente come nodo di interscambio.

Esempio: parcheggio + autobus + pista ciclabile

Un intervento potrebbe essere strutturato prevedendo:

  • area di sosta;
  • fermata autobus;
  • percorso pedonale protetto;
  • collegamento alla rete ciclabile;
  • rastrelliere;
  • punti di interscambio.

In questo modo il parcheggio non serve soltanto a “mettere auto”, ma diventa parte del sistema di mobilità del territorio.

È esattamente il tipo di approccio che la Regione dichiara di voler premiare.

Sostenibilità ambientale

Altro criterio esplicito è la qualità ambientale del progetto.

La Regione cita direttamente esempi come:

  • lampioni fotovoltaici;
  • asfalto drenante.

Un parcheggio interamente impermeabilizzato e privo di soluzioni ambientali rischia quindi di essere meno competitivo.

Si può invece lavorare, compatibilmente con il progetto, su:

  • superfici drenanti;
  • verde;
  • illuminazione efficiente;
  • sistemi fotovoltaici;
  • gestione sostenibile delle acque;
  • riduzione dell’isola di calore.

Toscana Diffusa: elemento strategico

La Regione ha dichiarato una particolare attenzione alle amministrazioni appartenenti alla Toscana Diffusa.

Per i Comuni delle aree interne e meno centrali questo rappresenta quindi un elemento da evidenziare fortemente nella relazione progettuale.

Il parcheggio dovrebbe essere collegato non soltanto alla necessità di posti auto, ma anche a:

  • accessibilità del borgo;
  • servizi;
  • turismo;
  • contrasto allo spopolamento;
  • accessibilità alle funzioni pubbliche.

Interesse sovracomunale

È premiato anche l’interesse sovracomunale dell’intervento.

Un parcheggio che serve soltanto pochi residenti della strada adiacente parte da una posizione diversa rispetto a un’opera che intercetta utenti provenienti da più Comuni.

Può essere il caso, ad esempio, di parcheggi collegati a:

  • stazioni;
  • ospedali;
  • poli scolastici;
  • servizi sanitari;
  • strutture sportive;
  • attrattori turistici;
  • nodi del trasporto pubblico.

Sharing mobility

La Regione attribuisce valore alla presenza di spazi dedicati ai servizi di sharing.

Il progetto può quindi integrare zone dedicate a:

  • car sharing;
  • bike sharing;
  • altre forme di mobilità condivisa.

Questo rafforza ulteriormente l’idea del parcheggio come infrastruttura di mobilità e non soltanto come deposito di automobili.

Parcheggi rosa

Tra gli elementi premianti sono previste aree di sosta dedicate a:

  • donne in gravidanza;
  • famiglie con bambini piccoli.

Si tratta dei cosiddetti stalli rosa, che possono quindi contribuire alla qualità complessiva della candidatura.

Verde e arredo urbano

Viene considerata positivamente anche la realizzazione di arredi urbani di supporto.

Gli esempi indicati dalla Regione comprendono:

  • verde pubblico;
  • panchine;
  • altri elementi funzionali alla fruizione dello spazio.

Un parcheggio può quindi essere progettato come vera opera di riqualificazione urbana, anziché come semplice superficie asfaltata.

Scuole e strutture sanitarie

Ricevono particolare attenzione i parcheggi posti a servizio di strutture che erogano funzioni pubbliche generali.

La Regione cita espressamente:

  • scuole;
  • strutture sanitarie.

Questa è una caratteristica commercialmente molto interessante.

Un Comune che abbia, per esempio, problemi cronici di sosta attorno a:

  • ospedale;
  • casa della salute;
  • polo scolastico;
  • edificio pubblico;

potrebbe avere un progetto particolarmente coerente con la misura.

Premiati anche i collegamenti con opere PNRR

Altro elemento indicato dalla Regione riguarda infrastrutture a servizio di edifici o opere realizzate con finanziamenti PNRR.

Attenzione però alla distinzione:

è possibile valorizzare il fatto che il parcheggio serva un’opera PNRR;

non significa poter finanziare due volte lo stesso parcheggio con PNRR e bando regionale.

Il divieto di sovrapposizione resta valido sul medesimo intervento.

Un progetto forte potrebbe quindi essere così

Immaginiamo un Comune della Toscana Diffusa che abbia realizzato o riqualificato una nuova scuola con fondi PNRR.

A poche centinaia di metri intende costruire un parcheggio che:

  • serve scuola e centro abitato;
  • intercetta utenti provenienti anche dai Comuni limitrofi;
  • si collega alla fermata autobus;
  • dispone di pista ciclopedonale;
  • utilizza pavimentazioni drenanti;
  • dispone di illuminazione fotovoltaica;
  • prevede stalli rosa;
  • riserva spazi a bike e car sharing;
  • inserisce alberature e panchine.

È evidente che questa candidatura risponde a molti più criteri rispetto a un progetto descritto semplicemente come:

“realizzazione di 50 nuovi posti auto”.

La candidatura deve quindi partire dal punteggio

Per questa misura adotterei un metodo preciso.

Prima fase: verificare se il progetto è ammissibile.

Controllare:

  • Comune beneficiario;
  • proprietà/disponibilità dell’area;
  • PFTE approvato;
  • conformità urbanistica;
  • CUP;
  • schema di mutuo;
  • piano di ammortamento;
  • assenza di altro finanziamento incompatibile.

Seconda fase: simulare la competitività.

Analizzare:

  • Toscana Diffusa;
  • intermodalità;
  • mobilità dolce;
  • interesse sovracomunale;
  • sostenibilità;
  • sharing;
  • stalli rosa;
  • arredo urbano;
  • servizi pubblici;
  • eventuale collegamento con opere PNRR.

Solo dopo avrebbe senso chiudere la domanda.

Scadenza 30 novembre 2026

Le domande possono essere presentate:

dal 14 settembre 2026 al 30 novembre 2026.

La richiesta deve essere compilata esclusivamente in modalità digitale attraverso il formulario messo a disposizione da Regione Toscana.

Non essendo un puro click day, un Comune che oggi dispone di un progetto migliorabile dovrebbe utilizzare il periodo disponibile per rafforzarne la qualità, purché rimangano i tempi tecnici necessari per completare correttamente tutta la documentazione.

Come leggere correttamente la scheda Neskey

Elemento Scheda Neskey Lettura corretta
Beneficiari non dettagliato Tutti i Comuni toscani
Numero domande non indicato 1 progetto per Comune
Massimale €2 milioni Corretto
Tipo di contributo conto capitale Copertura della quota capitale del mutuo
Interessi non spiegato Non coperti dalla quota capitale regionale
Durata non indicata Mutuo fino a 20 anni
Dotazione €19,5 mln Corretta, distribuita 2027-2046
Procedura valutativa a sportello Valutazione con criteri a punteggio; non semplice click day
Progetto minimo non indicato PFTE approvato
Area non indicato Piena disponibilità del Comune
CUP non indicato Obbligatorio già in domanda
Cumulo non indicato No altri finanziamenti con medesima finalità sul progetto
Scadenza 30/11/2026 Corretta

Il punto più importante per il Comune

Questa misura è molto interessante per un Comune che abbia già un progetto abbastanza maturo, ma non è altrettanto utile per un’Amministrazione che debba ancora partire dall’individuazione dell’area.

I tre controlli iniziali da fare sono:

1. PFTE approvato.

2. Area già nella piena disponibilità dell’Ente.

3. Mutuo sostenibile e piano di ammortamento già impostabile.

Se questi tre elementi esistono, allora vale la pena passare immediatamente alla simulazione del punteggio.

Fonti

Regione Toscana – Bando Parcheggi 2026, Decreto Dirigenziale n. 18191 del 7 agosto 2026, in attuazione della DGR 968/2026 e della L.R. 11/2021, con requisiti di partecipazione, finestra temporale e dotazione finanziaria.

Regione Toscana – comunicazione istituzionale sul nuovo bando parcheggi da 19,5 milioni, con criteri premianti relativi a intermodalità, sostenibilità, interesse sovracomunale, sharing, parcheggi rosa, arredo urbano, strutture pubbliche e opere PNRR.

Regione Toscana – disciplina precedente della medesima L.R. 11/2021, che chiarisce il meccanismo di rimborso della quota capitale delle rate e la destinazione alla fruizione gratuita del parcheggio pubblico.

Il tuo Comune ha già un progetto per realizzare un nuovo parcheggio pubblico?

Atamai può effettuare una verifica preliminare partendo dal PFTE, dall’area e dallo schema di finanziamento, per capire innanzitutto se il progetto è realmente candidabile al Bando Parcheggi Toscana 2026.

Possiamo poi lavorare sulla simulazione del punteggio, verificando intermodalità, sostenibilità ambientale, funzione sovracomunale, Toscana Diffusa, mobilità condivisa, servizi pubblici, stalli dedicati, arredo urbano e collegamenti con interventi PNRR.

In questo bando la parte finanziaria è importante quanto quella tecnica: occorre infatti valutare correttamente il mutuo fino a 20 anni, distinguendo la quota capitale coperta dalla Regione dagli interessi e dagli altri oneri che rimangono a carico dell’Ente.

Email: Info@atamai.it