Toscana: contributi al 100% per conservare e valorizzare le risorse genetiche forestali

Toscana: contributi al 100% per conservare e valorizzare le risorse genetiche forestali

La Regione Toscana ha aperto il bando 2026 dedicato alla conservazione, all’uso e allo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali.

La misura rientra nell’intervento SRA31 – Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali, nell’ambito del Complemento per lo sviluppo rurale Feasr 2023-2027.

L’obiettivo è sostenere progetti che tutelano e valorizzano il patrimonio genetico forestale, sia in situ, cioè direttamente negli ambienti naturali di origine, sia ex situ, attraverso attività di conservazione, produzione e gestione fuori dal contesto naturale.

È una misura tecnica, ma molto importante: non riguarda genericamente “il bosco”, bensì la qualità, la provenienza e la conservazione del materiale genetico forestale, un tema centrale per biodiversità, adattamento climatico, vivaismo forestale e gestione sostenibile del territorio.

Di cosa si tratta

Il bando finanzia interventi finalizzati a incrementare la conservazione, l’uso, lo sviluppo e la valorizzazione sostenibile delle risorse genetiche forestali.

In pratica, la Regione vuole sostenere attività che aiutino a proteggere e rendere utilizzabile il patrimonio genetico delle specie forestali, con particolare attenzione alla qualità e alla certificazione dei materiali di moltiplicazione.

Per “materiali di moltiplicazione” si intendono, ad esempio, semi, piante, talee o altri materiali utilizzati per la riproduzione e la diffusione di specie forestali.

Il tema è strategico perché la qualità del materiale di partenza incide direttamente su:

  • salute dei boschi;
  • resilienza ai cambiamenti climatici;
  • adattamento delle specie ai territori;
  • qualità degli interventi di rimboschimento;
  • conservazione della biodiversità;
  • filiere vivaistiche forestali;
  • prevenzione dell’uso di materiale non idoneo o non certificato.

Perché è un bando importante

Negli ultimi anni il tema forestale è diventato sempre più rilevante.

Boschi, foreste, vivai e sistemi naturali devono affrontare pressioni crescenti: cambiamento climatico, siccità, eventi estremi, incendi, fitopatie, perdita di biodiversità e degrado degli ecosistemi.

In questo contesto, conservare risorse genetiche forestali non significa solo “proteggere alberi”, ma garantire che il patrimonio genetico delle specie sia disponibile, tracciabile, certificato e adatto ai territori.

Un materiale forestale di qualità può fare la differenza in progetti di rimboschimento, rinaturalizzazione, ripristino ambientale, gestione forestale e adattamento climatico.

A chi è destinato

I beneficiari precisi devono essere verificati nel bando ufficiale.

La misura è comunque rivolta a soggetti coinvolti nella filiera forestale, vivaistica, scientifica o nella gestione delle risorse genetiche forestali.

Possono essere potenzialmente interessati:

  • soggetti pubblici;
  • enti e organismi collegati alla gestione forestale;
  • operatori della filiera vivaistica forestale;
  • imprese o soggetti attivi nella produzione di materiali forestali;
  • enti di ricerca;
  • soggetti coinvolti nella conservazione in situ ed ex situ;
  • partenariati pubblico-privati;
  • realtà che operano nella valorizzazione delle risorse genetiche forestali.

Prima di impostare una domanda è necessario verificare con attenzione la platea dei beneficiari, perché si tratta di una misura specialistica e non di un bando forestale generico.

Che cosa significa conservazione in situ ed ex situ

La conservazione in situ riguarda la tutela delle risorse genetiche nel loro ambiente naturale.

Può riguardare popolamenti, aree forestali, ecosistemi e contesti in cui le specie mantengono le proprie caratteristiche evolutive e adattative nel territorio d’origine.

La conservazione ex situ, invece, avviene fuori dall’ambiente naturale.

Può includere vivai, collezioni, banche del seme, campi catalogo, attività di moltiplicazione, conservazione controllata e produzione di materiali forestali certificati.

Il bando riconosce l’importanza di entrambe le dimensioni: proteggere le risorse dove si trovano, ma anche renderle disponibili in modo ordinato, qualificato e tracciabile.

Area geografica

La misura riguarda la Regione Toscana.

I progetti dovranno essere collegati alle risorse genetiche forestali e alle finalità previste dal Complemento per lo sviluppo rurale Feasr 2023-2027 della Toscana.

Apertura e scadenza

Le domande possono essere presentate tramite il sistema Artea.

Apertura: 14 settembre 2026
Scadenza: 30 settembre 2026, ore 13:00

La finestra è molto breve. Questo significa che non conviene aspettare l’apertura per costruire il progetto: documentazione, partner, piano attività e budget devono essere preparati prima.

Agevolazione prevista

Il bando prevede un contributo in conto capitale.

Intensità del contributo: 100%
Dotazione finanziaria: 2 milioni di euro
Procedura: valutativa a graduatoria

Il contributo al 100% rende la misura molto interessante, ma la procedura a graduatoria richiede un progetto ben costruito, coerente e tecnicamente solido.

Quali progetti possono essere ammessi

Le spese ammissibili devono essere verificate nel testo ufficiale, ma la misura può riguardare progetti collegati a:

  • conservazione di risorse genetiche forestali;
  • uso sostenibile del patrimonio genetico forestale;
  • sviluppo e valorizzazione di materiali forestali;
  • produzione di materiali di moltiplicazione di elevata qualità;
  • certificazione dell’origine dei materiali;
  • attività vivaistiche forestali;
  • collaborazione tra soggetti pubblici e privati;
  • conservazione in situ;
  • conservazione ex situ;
  • monitoraggio, catalogazione e gestione del patrimonio genetico;
  • iniziative tecniche, scientifiche e operative collegate alla filiera forestale.

La logica del bando non è finanziare un investimento generico, ma sostenere attività funzionali alla qualità genetica e alla sostenibilità del patrimonio forestale.

Esempi concreti

Un progetto potrebbe riguardare, ad esempio:

  • produzione di materiale forestale certificato;
  • miglioramento di una filiera vivaistica collegata a specie forestali autoctone;
  • conservazione di popolamenti forestali di particolare valore genetico;
  • raccolta, conservazione e moltiplicazione di semi forestali;
  • collaborazione tra ente pubblico, vivaio e soggetto tecnico-scientifico;
  • valorizzazione di materiale genetico locale per interventi di ripristino;
  • sistemi di tracciabilità e qualificazione del materiale di moltiplicazione;
  • attività di selezione e conservazione di provenienze forestali adatte al territorio.

Il progetto deve però essere coerente con gli obiettivi tecnici dell’intervento SRA31 e con le regole del bando.

Perché può interessare il settore vivaistico e forestale

Per il settore vivaistico forestale, il bando può rappresentare un’occasione per rafforzare qualità, tracciabilità e certificazione.

La domanda di piante e materiali forestali di qualità è destinata a crescere, anche per effetto di interventi di rinaturalizzazione, forestazione, ripristino ambientale, compensazioni ecologiche e progetti climatici.

Tuttavia, la qualità del materiale utilizzato è decisiva: piante non adatte al territorio o di origine incerta possono generare problemi ecologici, scarsa sopravvivenza, minore resilienza o perdita di biodiversità locale.

Per questo motivo, il bando ha una dimensione ambientale ma anche produttiva: sostenere una filiera forestale più qualificata e più utile al territorio.

Cosa preparare prima della domanda

Vista la finestra breve, conviene iniziare subito a costruire il fascicolo progettuale.

Gli elementi da preparare possono includere:

  • descrizione del soggetto proponente;
  • eventuali partner coinvolti;
  • obiettivi del progetto;
  • risorse genetiche forestali interessate;
  • attività previste;
  • localizzazione;
  • modalità di conservazione in situ o ex situ;
  • piano di produzione o valorizzazione dei materiali;
  • eventuale collegamento con vivai o soggetti tecnici;
  • cronoprogramma;
  • budget;
  • preventivi;
  • documentazione tecnica;
  • dichiarazioni richieste dal bando;
  • accesso e caricamento su Artea.

La parte tecnica deve essere chiara e coerente: non basta dire che il progetto riguarda il “verde” o le “foreste”. Deve emergere il collegamento con le risorse genetiche forestali.

Punti da verificare con attenzione

Prima di procedere è importante controllare:

  • chi può presentare domanda;
  • quali specie o materiali sono ammessi;
  • quali attività sono finanziabili;
  • se sono richiesti partenariati;
  • se sono previsti obblighi di certificazione;
  • quali costi sono ammissibili;
  • eventuali limiti di spesa;
  • tempi di realizzazione;
  • regole di rendicontazione;
  • criteri di punteggio;
  • modalità operative su Artea.

In particolare, va verificato il collegamento con le norme europee e nazionali sui materiali di moltiplicazione forestale, perché il bando richiama espressamente materiali di qualità e origine certificata.

Come costruire una proposta forte

Un buon progetto dovrebbe spiegare bene:

  1. quale risorsa genetica forestale si intende conservare o valorizzare;
  2. perché è importante per il territorio;
  3. quale problema o bisogno si vuole affrontare;
  4. quali attività saranno realizzate;
  5. quali risultati concreti saranno prodotti;
  6. come sarà garantita la qualità del materiale;
  7. quali soggetti collaborano e con quale ruolo;
  8. quale impatto avrà il progetto nel medio periodo.

La graduatoria non premierà semplicemente chi presenta una domanda completa, ma chi riesce a dimostrare qualità tecnica, coerenza e utilità pubblica del progetto.

Scheda rapida

Bando: Risorse Genetiche Forestali
Intervento: SRA31 – Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche forestali
Ente: Regione Toscana
Area: Toscana
Finalità: conservazione, uso, sviluppo e valorizzazione sostenibile delle risorse genetiche forestali
Apertura: 14 settembre 2026
Scadenza: 30 settembre 2026, ore 13:00
Presentazione: tramite Artea
Procedura: valutativa a graduatoria
Contributo: 100%
Dotazione: 2 milioni di euro
Ambito: conservazione in situ ed ex situ, materiali di moltiplicazione forestale di qualità e origine certificata

Come può aiutare Atamai

Atamai può supportare i soggetti interessati nella verifica della misura e nell’impostazione della domanda.

In particolare, possiamo aiutare a:

  • verificare l’ammissibilità del soggetto proponente;
  • analizzare la coerenza del progetto con l’intervento SRA31;
  • impostare obiettivi, attività e risultati;
  • strutturare budget e cronoprogramma;
  • verificare documenti e allegati;
  • rendere più chiaro il collegamento con conservazione, uso e sviluppo delle risorse genetiche forestali;
  • preparare una domanda più solida in vista della graduatoria.

Per una verifica preliminare è possibile scrivere a info@atamai.it.

Titoli alternativi

  1. Toscana: 2 milioni per conservare e valorizzare le risorse genetiche forestali
  2. Risorse genetiche forestali: contributi al 100% con il bando SRA31
  3. Foreste e vivaismo: sostegno alla produzione di materiali certificati
  4. Toscana: domande dal 14 settembre per il bando risorse genetiche forestali
  5. Sviluppo rurale Toscana: contributi per biodiversità e materiali forestali di qualità