Toscana: contributi fino al 100% per attrezzi selettivi, piani di gestione e progetti con la ricerca

Piccola pesca costiera in Toscana: contributi fino al 100% per attrezzi selettivi, piani di gestione e progetti con la ricerca

La Regione Toscana ha pubblicato un nuovo bando del Programma nazionale FEAMPA 2021-2027 per rendere più sostenibili le attività di piccola pesca costiera e di pesca professionale nelle acque interne.

La denominazione ufficiale della misura è:

“Bando per la gestione sostenibile della piccola pesca costiera e delle acque interne”

L’intervento finanzia progetti finalizzati a migliorare la selettività degli attrezzi, diminuire le catture indesiderate, ridurre gli impatti sugli ecosistemi acquatici e costruire forme di gestione locale condivisa tra pescatori, organizzazioni del settore e organismi scientifici.

La dotazione complessiva è pari a 329.440 euro. Ogni domanda può ottenere un contributo massimo di 80.000 euro e, per le operazioni connesse alla piccola pesca costiera, il sostegno può raggiungere il 100% della spesa ammissibile. Le candidature devono essere presentate dal 10/08/2026 alle ore 13:00 del 15/09/2026 attraverso il sistema informativo di ARTEA.

Il bando è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana il 22/07/2026, nel Supplemento alla Parte III del BURT n. 29, ed è collegato al decreto dirigenziale regionale n. 15907 del 14/07/2026.

Finalità della misura

L’intervento mira a rafforzare la sostenibilità economica, sociale e ambientale della piccola pesca costiera.

La Regione intende promuovere un modello nel quale gli operatori non siano soltanto destinatari di nuove regole, ma partecipino direttamente alla definizione e alla sperimentazione di soluzioni per:

  • proteggere gli stock ittici;
  • ridurre le catture accidentali;
  • migliorare la selettività;
  • diminuire scarti e rigetti;
  • tutelare fondali, mammiferi marini e uccelli;
  • condividere dati e conoscenze con il mondo della ricerca;
  • sviluppare piani locali di gestione;
  • introdurre attrezzature e pratiche più sostenibili;
  • aumentare la capacità degli operatori di autogestire responsabilmente l’attività.

La misura rientra nell’Obiettivo specifico 1.1 del FEAMPA, dedicato al rafforzamento delle attività di pesca sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale.

Che cosa si intende per piccola pesca costiera

Il Regolamento UE n. 2021/1139 definisce la piccola pesca costiera come l’attività svolta:

  • da pescherecci operanti nei mari o nelle acque interne;
  • con lunghezza fuori tutto inferiore a 12 metri;
  • che non utilizzano attrezzi trainati;
  • oppure da pescatori a piedi, compresi i raccoglitori di molluschi.

La classificazione non dipende quindi soltanto dalla dimensione dell’impresa o dal fatturato. È necessario verificare le caratteristiche dell’imbarcazione, gli attrezzi utilizzati e la tipologia concreta di attività svolta.

Prima di predisporre la domanda, l’operatore dovrebbe controllare nel fascicolo e nei registri competenti:

  • lunghezza fuori tutto del peschereccio;
  • numero UE e dati di iscrizione;
  • licenza di pesca;
  • attrezzi autorizzati;
  • porto di iscrizione;
  • proprietà o disponibilità dell’imbarcazione;
  • qualifica di armatore;
  • eventuale attività nelle acque interne;
  • corrispondenza tra l’attività esercitata e la definizione FEAMPA.

Beneficiari ammessi

Il bando ammette diverse categorie di soggetti, ma le operazioni disponibili cambiano in base alla natura del richiedente.

Possono presentare domanda, in forma singola o associata:

  • imprese di piccola pesca costiera;
  • proprietari di imbarcazioni adibite alla piccola pesca costiera;
  • armatori di imbarcazioni di piccola pesca costiera;
  • pescatori che esercitano attività di piccola pesca costiera;
  • organismi scientifici e tecnici iscritti nell’Anagrafe nazionale delle ricerche;
  • associazioni e organizzazioni del settore riconosciute dallo Stato membro;
  • organizzazioni sindacali del settore.

Il testo ufficiale associa ogni categoria a specifici codici di operazione FEAMPA. Non tutti i beneficiari possono quindi presentare qualsiasi tipologia di progetto.

Imprese di piccola pesca costiera

Le imprese di piccola pesca costiera possono accedere alle operazioni contraddistinte dai codici:

  • 22;
  • 33;
  • 34;
  • 35;
  • 47;

Per l’operazione 22 è obbligatorio realizzare il progetto in partenariato con un organismo scientifico o tecnico iscritto nell’Anagrafe nazionale delle ricerche.

Proprietari e armatori

I proprietari e gli armatori di imbarcazioni della piccola pesca costiera possono partecipare per le operazioni:

  • 22;
  • 33;
  • 34;
  • 35;
  • 47;

Anche per questi soggetti, l’operazione 22 richiede il partenariato con un organismo scientifico o tecnico riconosciuto.

La domanda deve chiarire il rapporto tra:

  • proprietario dell’imbarcazione;
  • impresa che esercita la pesca;
  • armatore;
  • soggetto che sostiene le spese;
  • soggetto che utilizzerà le attrezzature;
  • soggetto responsabile del rispetto degli obblighi.

Quando proprietario e armatore non coincidono, è necessario predisporre la documentazione che dimostra il titolo di disponibilità dell’imbarcazione e l’autorizzazione a realizzare l’investimento.

Pescatori

I pescatori che praticano la piccola pesca costiera possono accedere alle operazioni con codice:

  • 47;

È necessario verificare nel bando integrale la documentazione richiesta per dimostrare:

  • esercizio professionale dell’attività;
  • iscrizioni obbligatorie;
  • rapporto con l’imbarcazione;
  • licenza o autorizzazione;
  • posizione previdenziale;
  • eventuale attività come pescatore a piedi.

Organismi scientifici e tecnici

Gli organismi scientifici o tecnici iscritti nell’Anagrafe nazionale delle ricerche possono presentare progetti relativi alle operazioni:

  • 21;
  • 22;

Le operazioni 21 e 56 possono essere realizzate anche in collaborazione con imprese o armatori della piccola pesca costiera, comprese le attività nelle acque interne.

L’operazione 22 deve invece essere realizzata in partenariato con imprese di pesca o armatori.

Il progetto scientifico non dovrebbe limitarsi a una ricerca teorica. Deve produrre risultati applicabili alle attività di pesca, come:

  • protocolli operativi;
  • test di attrezzi;
  • raccolta e analisi dei dati;
  • misurazione delle catture;
  • confronto tra tecniche;
  • valutazione della selettività;
  • individuazione di aree di nursery;
  • proposte per la gestione locale;
  • strumenti utilizzabili dagli operatori dopo la conclusione.

Associazioni e organizzazioni di settore

Le associazioni e organizzazioni riconosciute ai sensi del decreto ministeriale n. 56720 del 07/02/2022 possono presentare progetti relativi alle operazioni:

  • 21;
  • 22;

Le attività devono essere realizzate con la collaborazione di organismi scientifici o tecnici iscritti nell’Anagrafe nazionale delle ricerche.

La domanda dovrebbe dimostrare:

  • riconoscimento dell’organizzazione;
  • rappresentatività nel settore;
  • numero di operatori coinvolti;
  • territori e marinerie interessati;
  • capacità amministrativa;
  • esperienza nella gestione di progetti collettivi;
  • ruolo dell’organismo scientifico;
  • ricadute concrete sulle imprese.

Organizzazioni sindacali

Le organizzazioni sindacali del settore possono partecipare per le operazioni:

  • 21;

Anche in questo caso è prevista la collaborazione con organismi scientifici o tecnici iscritti nell’Anagrafe nazionale delle ricerche.

Progetti in forma associata

Le domande possono essere presentate anche da soggetti collettivi, attraverso:

  • associazioni temporanee di scopo già costituite;
  • associazioni temporanee di scopo da costituire;
  • altre forme di aggregazione ammesse dall’avviso.

Il raggruppamento deve individuare un capofila.

Il capofila:

  • presenta la domanda;
  • rappresenta tutti i partecipanti;
  • mantiene i rapporti con Regione Toscana e ARTEA;
  • coordina la realizzazione;
  • cura gli adempimenti tecnici;
  • gestisce gli aspetti amministrativi;
  • raccoglie i documenti;
  • coordina la rendicontazione.

L’accordo dovrebbe indicare per ciascun partner:

  • attività assegnate;
  • quota di spesa;
  • personale coinvolto;
  • attrezzature acquistate;
  • proprietà dei risultati;
  • disponibilità dei beni;
  • responsabilità;
  • obblighi di rendicontazione;
  • modalità di gestione delle variazioni.

Il modello previsto dall’Allegato 12 può essere sottoscritto con firma congiunta o disgiunta dai partecipanti, secondo le modalità riportate dal bando.

Area geografica

Il bando è gestito dalla Regione Toscana nell’ambito del Programma nazionale FEAMPA.

I progetti devono riguardare attività, imprese, imbarcazioni, operatori o interventi rientranti nella competenza territoriale regionale.

Possono essere interessati:

  • il mare territoriale e le aree di pesca collegate alle marinerie toscane;
  • le acque interne nelle quali viene esercitata la pesca professionale;
  • i porti e i luoghi di sbarco collegati alle imprese partecipanti;
  • gli organismi e le organizzazioni operanti nel sistema della pesca regionale.

Il bando integrale deve essere consultato per verificare le regole specifiche sulla localizzazione della sede, dell’imbarcazione e dell’investimento.

Piani di gestione locali

Una parte centrale della misura riguarda la realizzazione di Piani di gestione locali – PGL.

I piani devono contenere misure tecniche complementari o aggiuntive rispetto alle disposizioni di conservazione già vigenti e devono essere coerenti con la Politica comune della pesca.

Possono riguardare, per esempio:

  • risorse demersali;
  • aree sensibili;
  • aree di nursery;
  • periodi o modalità di pesca;
  • utilizzo di determinati attrezzi;
  • riduzione delle catture indesiderate;
  • sistemi di raccolta dei dati;
  • condivisione delle informazioni;
  • monitoraggio dello sforzo di pesca;
  • regole volontarie concordate tra operatori;
  • strategie di gestione territoriali.

Il piano deve essere costruito con il coinvolgimento effettivo degli operatori e con un adeguato supporto scientifico.

Non è sufficiente allegare un documento generale sul settore. Un PGL credibile dovrebbe individuare:

  • area interessata;
  • specie o stock coinvolti;
  • numero di imprese;
  • attrezzi utilizzati;
  • criticità rilevate;
  • dati di partenza;
  • misure proposte;
  • indicatori;
  • modalità di monitoraggio;
  • responsabilità;
  • tempi;
  • modalità di aggiornamento.

Attrezzature per migliorare la selettività

Il bando finanzia investimenti in attrezzature capaci di migliorare la selettività degli attrezzi da pesca.

L’obiettivo è ridurre la cattura di esemplari:

  • sotto taglia;
  • non appartenenti alle specie bersaglio;
  • protetti;
  • non commercializzabili;
  • che dovrebbero essere rigettati;
  • che possono compromettere la sostenibilità dello stock.

Possono essere candidati, quando coerenti con le operazioni previste e riconosciuti dal bando integrale:

  • nuove reti più selettive;
  • pannelli o dispositivi di selezione;
  • modifiche alle dimensioni o alla forma delle maglie;
  • griglie;
  • sistemi di esclusione;
  • dispositivi acustici o visivi;
  • modifiche ai palangari;
  • attrezzature sperimentali;
  • componenti che riducono la cattura di specie non bersaglio;
  • strumenti di monitoraggio delle catture.

L’impresa deve dimostrare la maggiore selettività attraverso dati tecnici, studi, precedenti sperimentazioni o un progetto pilota strutturato.

La sostituzione di un attrezzo con uno nuovo non è sufficiente quando non viene dimostrato il miglioramento ambientale.

Riduzione delle catture indesiderate e dei rigetti

Sono sostenuti investimenti finalizzati a evitare o ridurre le catture indesiderate di stock commerciali e a gestire correttamente le catture soggette all’obbligo di sbarco.

Il progetto può prevedere:

  • sperimentazione di attrezzi;
  • monitoraggio delle catture;
  • raccolta dei dati;
  • modifica delle tecniche di pesca;
  • protocolli per diminuire gli scarti;
  • confronto tra configurazioni differenti;
  • individuazione di zone e periodi con maggiore presenza di giovanili;
  • strumenti per separare le catture;
  • formazione degli equipaggi;
  • attività di condivisione dei risultati.

Gli indicatori dovrebbero misurare, per esempio:

  • riduzione percentuale delle catture indesiderate;
  • riduzione del numero di esemplari sotto taglia;
  • variazione della composizione delle catture;
  • tasso di sopravvivenza;
  • quantità di prodotto rigettato;
  • differenze rispetto agli attrezzi tradizionali.

Protezione degli ecosistemi acquatici

Il bando finanzia interventi finalizzati a ridurre gli impatti sugli ecosistemi acquatici e sui fondali.

Possono essere sviluppate soluzioni per:

  • ridurre il contatto con il fondale;
  • diminuire gli impatti su habitat sensibili;
  • proteggere le aree di riproduzione;
  • evitare catture accidentali di mammiferi marini;
  • evitare catture accidentali di uccelli;
  • proteggere gli attrezzi dai predatori;
  • ridurre il rischio di lesioni agli animali;
  • diminuire la perdita di reti e attrezzi;
  • monitorare gli effetti delle tecniche utilizzate.

Le attrezzature destinate a proteggere le catture o gli attrezzi dai predatori devono essere progettate in modo da evitare lesioni fisiche agli animali protetti.

Progetti pilota con il mondo della ricerca

La misura attribuisce particolare valore alla collaborazione tra pescatori e organismi scientifici.

I progetti pilota possono riguardare:

  • scambio sistematico di informazioni;
  • sperimentazione di nuove misure tecniche;
  • individuazione e gestione di aree di nursery;
  • valutazione di limiti di cattura;
  • riduzione di scarti e rigetti;
  • follow-up di precedenti progetti innovativi;
  • verifica della selettività degli attrezzi;
  • monitoraggio delle specie;
  • raccolta di dati ambientali;
  • applicazione operativa dei risultati della ricerca.

Il progetto dovrebbe suddividere chiaramente le responsabilità.

Gli operatori della pesca possono occuparsi di:

  • utilizzo degli attrezzi;
  • prove in mare;
  • registrazione delle catture;
  • osservazioni operative;
  • condivisione delle conoscenze tradizionali;
  • verifica della praticabilità delle soluzioni.

L’organismo scientifico può occuparsi di:

  • definizione del protocollo;
  • impostazione del campionamento;
  • analisi statistica;
  • monitoraggio;
  • valutazione dei risultati;
  • redazione dei rapporti;
  • diffusione delle conclusioni.

Esempio di progetto sugli attrezzi selettivi

Un gruppo di imprese potrebbe presentare un progetto per sperimentare nuovi dispositivi su reti o palangari.

Il programma potrebbe comprendere:

  1. analisi delle catture attuali;
  2. individuazione delle specie non bersaglio;
  3. progettazione della modifica;
  4. acquisto o realizzazione dei dispositivi;
  5. prove in mare;
  6. registrazione delle catture;
  7. confronto con gli attrezzi tradizionali;
  8. analisi scientifica;
  9. adeguamento del dispositivo;
  10. condivisione dei risultati con la marineria.

Gli indicatori potrebbero misurare:

  • catture totali;
  • catture delle specie bersaglio;
  • catture accidentali;
  • esemplari sotto taglia;
  • tempo di pesca;
  • consumo di carburante;
  • qualità del pescato;
  • facilità d’uso;
  • costi operativi.

Esempio di piano locale

Un’organizzazione di settore, insieme a un ente di ricerca e a un gruppo di imprese, potrebbe elaborare un piano per una specifica area di pesca.

Il progetto potrebbe includere:

  • ricognizione degli operatori;
  • raccolta dei dati;
  • mappatura delle aree;
  • studio delle specie;
  • individuazione delle zone di nursery;
  • definizione di misure volontarie;
  • incontri con gli operatori;
  • test delle misure;
  • monitoraggio;
  • proposta finale di gestione.

Esempio di progetto nelle acque interne

Un organismo scientifico e operatori della pesca professionale nelle acque interne potrebbero sviluppare un progetto per:

  • monitorare le specie;
  • ridurre le catture accidentali;
  • sperimentare attrezzi più selettivi;
  • tutelare aree sensibili;
  • elaborare regole condivise;
  • raccogliere dati sulla consistenza degli stock;
  • formare gli operatori.

Il progetto deve chiarire la compatibilità con la normativa sulle acque interne e con le autorizzazioni di pesca applicabili.

Spese ammissibili

Le spese devono essere direttamente collegate alle operazioni FEAMPA selezionate e al progetto approvato.

In relazione alle attività descritte dalla Regione possono essere inseriti, quando ammessi dal testo integrale:

  • acquisto di attrezzature selettive;
  • modifica degli attrezzi esistenti;
  • dispositivi per ridurre le catture indesiderate;
  • dispositivi per proteggere mammiferi e uccelli;
  • strumenti di monitoraggio;
  • sistemi per raccogliere dati;
  • attrezzature necessarie alle sperimentazioni;
  • servizi scientifici;
  • attività di ricerca applicata;
  • campionamenti;
  • analisi;
  • progettazione dei protocolli;
  • prove in mare;
  • elaborazione dei piani di gestione;
  • attività di coordinamento;
  • diffusione dei risultati;
  • formazione strettamente collegata al progetto;
  • spese tecniche e amministrative nei limiti previsti;
  • costi sostenuti dai partner per le attività assegnate.

L’elenco definitivo, i limiti percentuali e le condizioni di rendicontazione devono essere verificati nell’Allegato A del decreto regionale.

Caratteristiche delle attrezzature

Prima dell’acquisto è necessario verificare che il bene:

  • sia nuovo, quando richiesto;
  • sia coerente con la licenza;
  • sia utilizzabile sull’imbarcazione;
  • non aumenti lo sforzo o la capacità di pesca in modo vietato;
  • non comprometta la selettività;
  • non generi danni alle specie protette;
  • abbia un costo congruo;
  • sia identificabile;
  • possa essere mantenuto per il periodo di vincolo;
  • venga installato e utilizzato secondo il progetto.

Per ogni attrezzatura è utile allegare:

  • scheda tecnica;
  • preventivo;
  • descrizione del funzionamento;
  • confronto con il sistema esistente;
  • beneficio ambientale;
  • eventuali studi;
  • certificazioni;
  • fotografie;
  • modalità di installazione;
  • piano di prova.

Spese da verificare con attenzione

Prima di inserirle nel budget occorre controllare nel bando integrale l’ammissibilità di:

  • acquisto di imbarcazioni;
  • sostituzione del motore;
  • lavori strutturali non collegati;
  • attrezzi ordinari privi di maggiore selettività;
  • manutenzione;
  • riparazioni;
  • carburante;
  • materiali di consumo;
  • spese ordinarie dell’impresa;
  • IVA recuperabile;
  • costi sostenuti prima della domanda;
  • acquisti da soggetti collegati;
  • beni usati;
  • pagamenti in contanti;
  • consulenze generiche;
  • attività già obbligatorie per legge;
  • spese coperte da altri finanziamenti.

Il contributo non deve finanziare una semplice sostituzione ordinaria di attrezzature deteriorate. Deve essere dimostrato un risultato coerente con gli obiettivi ambientali della misura.

Entità del contributo

La dotazione finanziaria è pari a:

329.440 euro

Il contributo massimo riconoscibile per ogni domanda è:

80.000 euro

Per le operazioni connesse alla piccola pesca costiera, l’intensità massima può raggiungere:

100% della spesa ammissibile

Il Regolamento FEAMPA riconosce infatti un trattamento specifico alle operazioni collegate alla piccola pesca costiera, proprio per la loro rilevanza sociale, occupazionale e ambientale.

Un progetto con 50.000 euro di spese interamente riconosciute potrebbe quindi ottenere fino a 50.000 euro.

Un progetto con 80.000 euro di spese potrebbe ottenere fino al massimale di 80.000 euro.

Un progetto con 120.000 euro di spese, anche quando interamente ammissibile, non potrebbe superare il contributo massimo di 80.000 euro e richiederebbe una copertura aggiuntiva di almeno 40.000 euro.

L’effettiva percentuale dipende dalla tipologia di operazione, dal beneficiario e dalle condizioni dell’Allegato III del Regolamento UE n. 2021/1139.

Apertura e scadenza

La domanda può essere presentata:

dal 10/08/2026

fino alle ore 13:00 del 15/09/2026

Il termine delle ore 13:00 è tassativo. Una domanda chiusa o firmata dopo tale orario è inammissibile.

È consigliabile completare la pratica con diversi giorni di anticipo, soprattutto quando sono coinvolti più partner.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata attraverso il sistema informativo di:

ARTEA – Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura

La candidatura viene predisposta mediante la Dichiarazione Unica Aziendale – DUA.

La presentazione coincide con la sottoscrizione della DUA nel sistema ARTEA attraverso:

  • firma elettronica qualificata;
  • firma digitale rilasciata da un certificatore accreditato.

In caso di necessità è ammessa anche la firma autografa dell’istanza chiusa sul sistema. In questo caso occorre:

  1. chiudere l’istanza su ARTEA;
  2. stampare il PDF;
  3. sottoscriverlo;
  4. allegare il documento di identità;
  5. presentare la documentazione secondo le istruzioni della procedura.

Profilo utente ARTEA

Per compilare, firmare e rendicontare la domanda è necessario disporre di un profilo utente ARTEA con le corrette autorizzazioni.

Prima dell’apertura occorre verificare:

  • fascicolo anagrafico;
  • dati del beneficiario;
  • legale rappresentante;
  • coordinate bancarie;
  • imbarcazioni associate;
  • eventuali deleghe;
  • poteri del compilatore;
  • firma digitale;
  • PEC;
  • dati dei partner.

L’aggiornamento del fascicolo non dovrebbe essere rimandato agli ultimi giorni.

Marca da bollo

La domanda è soggetta a una marca da bollo di:

16 euro

Sono esenti:

  • enti pubblici;
  • imprenditori ittici.

L’esenzione deve essere correttamente indicata nella domanda. Gli altri richiedenti devono seguire le modalità di assolvimento previste dalla piattaforma e dal bando.

Documenti da predisporre

La domanda potrà richiedere, in funzione del beneficiario e dell’operazione:

  • relazione progettuale;
  • quadro economico;
  • cronoprogramma;
  • descrizione degli attrezzi;
  • schede tecniche;
  • preventivi;
  • licenza di pesca;
  • documenti dell’imbarcazione;
  • titolo di proprietà o disponibilità;
  • documentazione dell’armatore;
  • iscrizioni professionali;
  • fascicolo aziendale;
  • accordo di partenariato;
  • atto costitutivo o impegno a costituire l’ATS;
  • iscrizione dell’organismo scientifico nell’Anagrafe nazionale delle ricerche;
  • riconoscimento delle organizzazioni di settore;
  • curriculum dei partner;
  • protocollo scientifico;
  • piano di campionamento;
  • indicatori;
  • dichiarazioni sul cumulo;
  • dichiarazioni sulle cause di esclusione;
  • documentazione antimafia, quando richiesta;
  • autorizzazioni;
  • firma digitale.

Contenuti della relazione progettuale

La relazione dovrebbe descrivere:

  • soggetto proponente;
  • partner;
  • marineria o territorio;
  • attività esercitata;
  • imbarcazioni coinvolte;
  • attrezzi attualmente utilizzati;
  • specie bersaglio;
  • catture indesiderate;
  • criticità ambientali;
  • soluzione proposta;
  • attività;
  • risultati;
  • indicatori;
  • modalità di monitoraggio;
  • ruolo dell’organismo scientifico;
  • trasferibilità dei risultati;
  • sostenibilità dopo il contributo;
  • calendario;
  • budget.

È importante spiegare la situazione iniziale attraverso dati.

Possono essere utilizzati:

  • registri delle catture;
  • dati di sbarco;
  • studi;
  • risultati di progetti precedenti;
  • osservazioni degli operatori;
  • report scientifici;
  • fotografie;
  • schede tecniche;
  • dati sui consumi;
  • analisi delle specie catturate.

Procedura di selezione

La misura segue una procedura valutativa con formazione di una graduatoria.

La Regione Toscana, in qualità di Organismo intermedio, svolge le verifiche di ammissibilità, approva la graduatoria e adotta gli atti relativi a contributi, varianti, proroghe e rinunce.

Il riepilogo pubblicato nella pagina istituzionale non riproduce l’intera griglia dei punteggi. Per conoscere criteri, pesi e soglie è necessario consultare l’Allegato A del decreto n. 15907 del 14/07/2026.

Nella preparazione è comunque essenziale documentare:

  • coerenza con la piccola pesca costiera;
  • beneficio ambientale;
  • maggiore selettività;
  • riduzione delle catture indesiderate;
  • coinvolgimento degli operatori;
  • qualità del partenariato scientifico;
  • dimensione collettiva;
  • innovatività;
  • fattibilità tecnica;
  • congruità del budget;
  • misurabilità dei risultati;
  • possibilità di trasferire le soluzioni ad altre imprese.

Questi elementi rafforzano la qualità tecnica, ma non sostituiscono la tabella ufficiale di valutazione.

Ruolo della Regione Toscana

La Regione Toscana – Direzione Agricoltura e sviluppo rurale è l’Organismo intermedio delegato per la gestione regionale delle risorse FEAMPA.

La Regione cura:

  • istruttoria di ammissibilità;
  • valutazione;
  • graduatoria;
  • concessione;
  • varianti;
  • proroghe;
  • rinunce;
  • controlli di competenza.

Ruolo di ARTEA

ARTEA è competente per:

  • gestione del sistema informatico;
  • istruttoria tecnica di primo livello;
  • verifiche contabili e amministrative;
  • liquidazione;
  • erogazione;
  • recupero di somme indebitamente percepite.

Autorità di gestione nazionale

L’Autorità di gestione del Programma nazionale FEAMPA 2021-2027 è il:

Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste

La competenza è attribuita alla Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura.

Avvio del progetto

Prima di sottoscrivere contratti, ordinare attrezzature, versare anticipi o iniziare attività, il beneficiario deve verificare la data dalla quale le spese sono ammissibili.

In assenza di una verifica puntuale, è prudente non avviare l’investimento prima della presentazione della domanda.

Possono costituire avvio:

  • ordine vincolante;
  • contratto;
  • acconto;
  • caparra;
  • consegna;
  • fattura;
  • installazione;
  • inizio delle prove;
  • incarico professionale.

Le eventuali eccezioni per spese preparatorie devono risultare espressamente dal bando.

Congruità dei costi

Per attrezzature e servizi è consigliabile acquisire preventivi analitici e comparabili.

Ogni preventivo dovrebbe riportare:

  • fornitore;
  • data;
  • descrizione;
  • marca;
  • modello;
  • specifiche;
  • quantità;
  • prezzo;
  • IVA;
  • condizioni di pagamento;
  • tempi di consegna;
  • durata dell’offerta.

Per attività scientifiche o tecniche, la proposta economica dovrebbe indicare:

  • giornate o ore;
  • professionalità coinvolte;
  • attività;
  • campionamenti;
  • uscite;
  • analisi;
  • risultati da consegnare;
  • costo unitario.

La scelta del fornitore deve essere motivata e coerente con le regole FEAMPA.

Indicatori da utilizzare

Un progetto dovrebbe prevedere indicatori iniziali e finali.

Tra gli indicatori possibili:

  • numero di imprese coinvolte;
  • numero di imbarcazioni;
  • numero di prove in mare;
  • attrezzi modificati;
  • attrezzi sostituiti;
  • riduzione delle catture indesiderate;
  • riduzione degli esemplari sotto taglia;
  • diminuzione dei rigetti;
  • riduzione dell’impatto sui fondali;
  • numero di specie protette salvaguardate;
  • dati raccolti;
  • incontri tra pescatori e ricercatori;
  • operatori formati;
  • piano locale realizzato;
  • misure adottate dopo la sperimentazione;
  • imprese che continuano a utilizzare la soluzione.

Rendicontazione

Il beneficiario deve organizzare fin dall’inizio un fascicolo contenente:

  • domanda;
  • progetto approvato;
  • atto di concessione;
  • accordi;
  • preventivi;
  • contratti;
  • ordini;
  • fatture;
  • bonifici;
  • estratti conto;
  • documenti di trasporto;
  • schede delle attrezzature;
  • fotografie;
  • registri delle attività;
  • rapporti delle prove;
  • dati delle catture;
  • relazioni scientifiche;
  • verbali;
  • documentazione di comunicazione;
  • eventuali autorizzazioni.

I pagamenti devono essere tracciabili e sostenuti dal beneficiario o dal partner al quale la spesa è stata assegnata.

Devono essere evitati:

  • contanti;
  • pagamenti da conti personali;
  • fatture generiche;
  • compensazioni;
  • spese sostenute da soggetti non partecipanti;
  • documenti privi dei riferimenti richiesti;
  • doppio finanziamento.

Variazioni

Qualsiasi modifica significativa deve essere valutata prima dell’attuazione.

Possono richiedere autorizzazione:

  • sostituzione di un’attrezzatura;
  • modifica del partner;
  • variazione delle imbarcazioni;
  • riduzione delle prove;
  • spostamento delle spese;
  • variazione dei risultati;
  • modifica del cronoprogramma;
  • proroga.

Non è opportuno attendere la rendicontazione per comunicare variazioni già realizzate.

Suggerimenti operativi

Prima della domanda è consigliabile:

  1. verificare la definizione di piccola pesca costiera;
  2. controllare licenza e dati dell’imbarcazione;
  3. individuare il codice di operazione corretto;
  4. verificare se è obbligatorio il partner scientifico;
  5. controllare l’iscrizione del partner nell’Anagrafe nazionale delle ricerche;
  6. definire il problema ambientale;
  7. raccogliere dati di partenza;
  8. individuare una soluzione misurabile;
  9. acquisire preventivi;
  10. predisporre il protocollo scientifico;
  11. definire indicatori;
  12. formalizzare l’ATS;
  13. aggiornare il fascicolo ARTEA;
  14. verificare firma digitale e deleghe;
  15. trasmettere la domanda prima delle ore 13:00 del 15/09/2026.

Checklist pratica

  • Beneficiario compreso tra le categorie ammesse.
  • Attività classificabile come piccola pesca costiera.
  • Imbarcazione inferiore a 12 metri.
  • Assenza di attrezzi trainati.
  • Licenza di pesca valida.
  • Dati dell’imbarcazione aggiornati.
  • Proprietario e armatore correttamente individuati.
  • Titolo di disponibilità documentato.
  • Codice di operazione individuato.
  • Operazione accessibile al beneficiario.
  • Partner scientifico obbligatorio verificato.
  • Organismo iscritto nell’Anagrafe nazionale delle ricerche.
  • Organizzazione di settore riconosciuta, quando applicabile.
  • Forma singola o associata definita.
  • Capofila individuato.
  • Accordo di partenariato disponibile.
  • Problema ambientale documentato.
  • Attrezzo o soluzione descritti.
  • Maggiore selettività dimostrabile.
  • Riduzione delle catture indesiderate misurabile.
  • Protezione delle specie prevista.
  • Piano di gestione locale strutturato, quando applicabile.
  • Protocollo di prova definito.
  • Numero di imbarcazioni indicato.
  • Indicatori iniziali e finali.
  • Cronoprogramma realistico.
  • Preventivi analitici.
  • Spese conformi all’Allegato A.
  • Assenza di investimenti già avviati.
  • Assenza di doppio finanziamento.
  • Contributo non superiore a 80.000 euro.
  • Intensità correttamente calcolata.
  • Fascicolo ARTEA aggiornato.
  • Profilo utente attivo.
  • Firma digitale valida.
  • Eventuale esenzione dal bollo verificata.
  • Domanda sottoscritta entro le ore 13:00 del 15/09/2026.
  • Ricevuta di presentazione conservata.
  • Sistema di rendicontazione predisposto.

Link ufficiale del bando

La pagina istituzionale con il testo integrale, il decreto e le informazioni per presentare la domanda è disponibile sul sito della Regione Toscana:

Regione Toscana – Bando per la gestione sostenibile della piccola pesca costiera e delle acque interne

L’accesso alla piattaforma per la presentazione avviene attraverso:

ARTEA – Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura

Prima dell’invio è necessario consultare integralmente:

  • Allegato A del decreto n. 15907 del 14/07/2026;
  • modelli di domanda;
  • allegati relativi al partenariato;
  • griglia dei criteri di selezione;
  • disposizioni sulla rendicontazione;
  • eventuali FAQ e modifiche pubblicate successivamente.

Scheda rapida

Nome ufficiale: Bando per la gestione sostenibile della piccola pesca costiera e delle acque interne

Programma: PN FEAMPA 2021-2027

Priorità: 1 – Promuovere la pesca sostenibile e il ripristino e la conservazione delle risorse biologiche acquatiche

Obiettivo specifico: 1.1 – Rafforzare le attività di pesca sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale

Beneficiari: imprese, proprietari, armatori e pescatori della piccola pesca costiera; organismi scientifici; organizzazioni e associazioni di settore; organizzazioni sindacali

Area geografica: Regione Toscana

Finalità: gestione sostenibile e condivisa della piccola pesca costiera e delle attività nelle acque interne

Attività: piani di gestione locali, attrezzi selettivi, riduzione di rigetti e catture indesiderate, protezione degli ecosistemi, progetti pilota con la ricerca

Dotazione: 329.440 euro

Contributo massimo: 80.000 euro

Intensità per operazioni di piccola pesca costiera: fino al 100% della spesa ammissibile

Pubblicazione sul BURT: 22/07/2026

Apertura: 10/08/2026

Scadenza: 15/09/2026, ore 13:00

Procedura: valutativa a graduatoria

Domanda: DUA sul sistema informativo ARTEA

Firma: digitale, elettronica qualificata o, nei casi previsti, autografa

Marca da bollo: 16 euro

Esenti dal bollo: enti pubblici e imprenditori ittici

Ente proponente: Regione Toscana – Direzione Agricoltura e sviluppo rurale

Autorità di gestione nazionale: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste

Organismo pagatore e gestore informatico: ARTEA

Assistenza Atamai

La candidatura richiede una corretta classificazione dell’operazione FEAMPA, la verifica delle caratteristiche dell’imbarcazione, l’eventuale coinvolgimento di un organismo scientifico e la definizione di risultati ambientali misurabili.

Atamai può affiancare imprese di pesca, armatori, associazioni, organizzazioni di settore e organismi scientifici nella verifica preliminare dei requisiti, nella costruzione del partenariato, nella strutturazione del progetto e nell’organizzazione della documentazione da presentare attraverso ARTEA.

Per valutare la partecipazione al Bando per la gestione sostenibile della piccola pesca costiera e delle acque interne, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.