Valle d’Aosta: contributi al 50% per diversificare le aziende agricole
La Regione Valle d’Aosta sostiene gli investimenti delle aziende agricole che vogliono sviluppare attività connesse e diversificare il proprio modello economico.
Il bando SRD03 – Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole finanzia interventi finalizzati alla creazione, valorizzazione e sviluppo di attività come agriturismo e agricoltura sociale.
La misura prevede un contributo in conto capitale pari al 50% delle spese ammissibili, con una dotazione complessiva di 2 milioni di euro.
Di cosa si tratta
Il bando nasce per aiutare le imprese agricole valdostane a integrare l’attività agricola con servizi e funzioni complementari.
Diversificare significa non dipendere soltanto dalla produzione agricola primaria, ma sviluppare attività connesse capaci di generare nuovo reddito, rafforzare il rapporto con il territorio e migliorare la sostenibilità economica dell’azienda.
Nel caso specifico, la misura riguarda soprattutto due ambiti:
- agriturismo;
- agricoltura sociale.
L’obiettivo è sostenere investimenti che permettano alle aziende agricole di ampliare l’offerta, creare nuovi servizi, accogliere persone, valorizzare il patrimonio rurale e contribuire allo sviluppo delle aree montane.
Perché il bando è interessante
Per molte aziende agricole, soprattutto in territori montani, la sola attività produttiva può non essere sufficiente a garantire stabilità economica.
Costi crescenti, stagionalità, difficoltà logistiche, dimensione ridotta delle aziende e andamento dei mercati rendono importante sviluppare attività complementari.
Un agriturismo, un servizio di ospitalità rurale, un’attività didattica o un progetto di agricoltura sociale possono generare entrate aggiuntive e rendere l’azienda più resiliente.
La diversificazione può inoltre contribuire a:
- valorizzare fabbricati rurali;
- recuperare spazi aziendali inutilizzati;
- creare nuovi servizi per residenti e turisti;
- migliorare l’attrattività delle aree rurali;
- rafforzare il legame tra agricoltura, turismo e comunità;
- sostenere attività inclusive e sociali;
- aumentare la permanenza delle persone nei territori montani.
A chi è destinato
Possono accedere al sostegno gli imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.
Sono esclusi gli imprenditori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura.
Prima di presentare domanda è necessario verificare:
- qualifica di imprenditore agricolo;
- sede e attività in Valle d’Aosta;
- coerenza dell’investimento con l’attività agricola connessa;
- regolarità aziendale;
- fascicolo aziendale aggiornato;
- disponibilità degli immobili oggetto di intervento;
- regime de minimis;
- requisiti specifici del bando SRD03;
- eventuali autorizzazioni edilizie o amministrative.
La misura non è destinata a imprese agricole che vogliono semplicemente acquistare beni ordinari, ma a progetti di diversificazione strutturati.
Attività ammissibili
Il bando riguarda attività agricole connesse ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.
Le principali tipologie indicate sono:
- agriturismo;
- agricoltura sociale.
Nel caso dell’agriturismo, il progetto può riguardare interventi per ospitalità, ristorazione, accoglienza, valorizzazione dell’esperienza rurale e miglioramento dei servizi aziendali.
Nel caso dell’agricoltura sociale, il progetto può riguardare attività che combinano produzione agricola, inclusione, servizi alla persona, educazione, inserimento sociale o lavorativo e supporto a comunità o soggetti fragili.
Che cosa può finanziare
Le spese ammissibili devono essere verificate nel bando ufficiale e nei relativi criteri.
La Regione indica tra gli interventi ammissibili:
- interventi edili;
- acquisto di beni immobili;
- impianti;
- arredi;
- attrezzature;
- installazione di impianti per la produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili, limitatamente all’autoconsumo aziendale;
- spese generali connesse.
Gli investimenti devono essere direttamente collegati alla creazione, valorizzazione o sviluppo dell’attività di diversificazione.
È importante ricordare che non rientra tra i costi ammissibili l’acquisto di beni mobili usati.
Agriturismo: esempi di investimenti
Un’azienda agricola può utilizzare il bando per sviluppare o migliorare l’attività agrituristica.
Esempi possibili:
- recupero di fabbricati rurali per ospitalità;
- adeguamento di spazi per accoglienza;
- realizzazione o miglioramento di sale per ristorazione agrituristica;
- acquisto di arredi e attrezzature;
- impianti funzionali all’attività;
- interventi per migliorare comfort, sicurezza e fruibilità;
- impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo aziendale.
Il progetto deve però restare coerente con l’attività agricola connessa e con la normativa sull’agriturismo.
Agricoltura sociale: esempi di investimenti
L’agricoltura sociale è un ambito sempre più rilevante, perché mette insieme attività agricola e utilità sociale.
Un progetto può riguardare:
- spazi per attività educative;
- ambienti per accoglienza di persone fragili;
- laboratori agricoli o rurali;
- percorsi di inclusione;
- attività con scuole, famiglie, anziani o soggetti vulnerabili;
- strutture e attrezzature per servizi sociali collegati all’azienda agricola;
- adeguamento di immobili aziendali per attività aperte alla comunità.
In questo caso è fondamentale dimostrare che l’investimento non è solo edilizio, ma legato a un servizio sociale concreto.
Apertura e scadenza
Le domande possono essere presentate:
Apertura: 15 luglio 2026
Scadenza: 15 settembre 2026, ore 23:59
La presentazione avviene telematicamente tramite il SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale, previa abilitazione degli utenti alla compilazione.
La procedura è valutativa a graduatoria.
Questo significa che non basta presentare domanda: il progetto deve ottenere un punteggio sufficiente e collocarsi utilmente nella graduatoria.
Agevolazione prevista
Il contributo è concesso in conto capitale.
Intensità: 50% delle spese ammissibili
Importo minimo dell’aiuto: 8.000 euro
Dotazione complessiva: 2.000.000 euro
Regime: de minimis
Procedura: valutativa a graduatoria
Il regime de minimis prevede un limite complessivo di aiuti pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni per la medesima impresa.
Questo limite va verificato prima di presentare domanda, soprattutto se l’azienda ha già ricevuto altri contributi pubblici.
Come costruire un progetto forte
Una candidatura efficace dovrebbe partire da un’idea chiara di diversificazione.
Non basta dire che si vogliono “fare lavori in azienda”.
Serve spiegare:
- quale attività connessa si vuole sviluppare;
- perché l’investimento è necessario;
- quale fabbricato o area sarà coinvolta;
- quali servizi saranno offerti;
- quale mercato o pubblico si intende raggiungere;
- come il progetto rafforza il reddito aziendale;
- quali ricadute avrà sul territorio;
- come saranno gestiti autorizzazioni, tempi e costi.
Il progetto deve dimostrare che l’investimento è sostenibile e coerente con l’azienda agricola.
Criteri di graduatoria
La domanda viene valutata in graduatoria secondo criteri di selezione stabiliti dal bando.
Prima di presentare la candidatura è quindi importante verificare quali elementi generano punteggio.
Possono essere rilevanti, a seconda dei criteri applicativi:
- localizzazione dell’azienda;
- coerenza con aree interne o aree rurali;
- qualità del progetto;
- impatto sulla diversificazione;
- sostenibilità;
- recupero di immobili esistenti;
- collegamento con turismo rurale;
- valore sociale del progetto;
- caratteristiche del richiedente;
- eventuale ricaduta occupazionale;
- cantierabilità dell’intervento.
Una domanda costruita solo per essere ammissibile potrebbe non bastare. Serve ragionare anche sul punteggio.
Documenti da preparare
Per una candidatura ordinata conviene predisporre:
- fascicolo aziendale aggiornato;
- dati dell’impresa agricola;
- descrizione dell’attività di diversificazione;
- progetto di investimento;
- quadro economico;
- preventivi;
- documentazione sugli immobili;
- eventuale consenso del proprietario per i lavori;
- autorizzazioni edilizie o indicazione del relativo iter;
- documentazione tecnica;
- dichiarazione sugli impegni;
- verifica del de minimis;
- scelta dei preventivi;
- cronoprogramma;
- eventuali allegati richiesti dalla Regione;
- abilitazione per la compilazione su SIAN.
Vista la presenza di interventi edilizi e immobiliari, la parte tecnica va preparata con particolare attenzione.
Attenzione a immobili e autorizzazioni
Molti progetti di diversificazione agricola riguardano fabbricati rurali, ampliamenti, recuperi o adeguamenti.
Prima di presentare domanda è necessario verificare:
- titolo di proprietà o disponibilità dell’immobile;
- destinazione d’uso;
- compatibilità urbanistica;
- autorizzazioni edilizie;
- eventuali vincoli paesaggistici;
- tempi tecnici;
- preventivi e computi;
- congruità delle spese;
- coerenza con le regole agrituristiche o sociali.
Un progetto interessante può diventare debole se non è cantierabile o se presenta criticità autorizzative.
Errori da evitare
Alcuni errori possono compromettere la domanda:
- presentare un investimento non collegato alla diversificazione;
- confondere attività agricola ordinaria e attività connessa;
- non verificare il regime de minimis;
- acquistare beni mobili usati;
- non aggiornare il fascicolo aziendale;
- non dimostrare la disponibilità dell’immobile;
- sottovalutare autorizzazioni e vincoli;
- allegare preventivi generici;
- non considerare i criteri di punteggio;
- arrivare alla scadenza senza abilitazione SIAN.
Il bando richiede una progettazione concreta e coerente con l’azienda agricola.
Esempio pratico
Un’azienda agricola valdostana vuole recuperare una parte di fabbricato rurale per sviluppare un’attività agrituristica.
Il progetto può prevedere:
- interventi edili;
- adeguamento degli spazi per l’ospitalità;
- arredi;
- attrezzature;
- impianti;
- piccolo impianto da fonte rinnovabile per autoconsumo;
- spese tecniche collegate.
Se il progetto è coerente con il bando, con la normativa agrituristica e con i criteri di selezione, l’azienda può richiedere un contributo in conto capitale pari al 50% delle spese ammissibili.
Scheda rapida
Bando: SRD03 – Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole
Ente: Regione Autonoma Valle d’Aosta
Area: Valle d’Aosta
Beneficiari: imprenditori agricoli singoli o associati
Esclusi: imprenditori che esercitano esclusivamente selvicoltura e acquacoltura
Finalità: creazione, valorizzazione e sviluppo di attività agricole connesse
Ambiti: agriturismo e agricoltura sociale
Apertura: 15 luglio 2026
Scadenza: 15 settembre 2026, ore 23:59
Presentazione: SIAN
Procedura: valutativa a graduatoria
Contributo: conto capitale pari al 50%
Importo minimo aiuto: 8.000 euro
Dotazione: 2.000.000 euro
Regime: de minimis
Spese: interventi edili, beni immobili, impianti, arredi, attrezzature, fonti rinnovabili per autoconsumo e spese generali connesse
Non ammissibili: beni mobili usati
Come può aiutare Atamai
Atamai può supportare aziende agricole e consulenti nella verifica della misura e nella costruzione della candidatura.
In particolare, possiamo aiutare a:
- verificare requisiti dell’impresa agricola;
- capire se il progetto rientra in agriturismo o agricoltura sociale;
- analizzare spese ammissibili e limiti de minimis;
- impostare progetto, quadro economico e cronoprogramma;
- controllare preventivi e documentazione tecnica;
- verificare aspetti legati a immobili, autorizzazioni e cantierabilità;
- organizzare allegati e caricamento su SIAN;
- rafforzare la candidatura in vista della graduatoria.
Per una prima verifica è possibile scrivere a info@atamai.it.
Titoli alternativi
- Valle d’Aosta: contributi al 50% per agriturismo e agricoltura sociale
- SRD03 Valle d’Aosta: 2 milioni per diversificare le aziende agricole
- Aziende agricole: contributi per attività connesse e sviluppo rurale
- Agriturismo e agricoltura sociale: domande fino al 15 settembre 2026
- Valle d’Aosta: investimenti per diversificazione agricola con contributo al 50%